lunedì 28 giugno 2010

Iniziative Lgbt, Zingaretti propone una casa di accoglienza per i gay e trans cacciati dalle famiglie


A pochi giorni dal Gay Pride di Roma (in programma per il 3 luglio), il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, propone la fondazione a Roma di una casa di accoglienza per tutti i ragazzi e ragazze maggiorenni emarginati dalle loro famiglie perchè omosessuali.

La proposta è stata annunciata oggi da Zingaretti durante la conferenza per la presentazione dell’agenda anti-stalking Alba, realizzata dall’Associazione Differenza Donna in collaborazione con l’associazione ChiamaMilano. Questa ipotesi rientra nella serie di provvedimenti e iniziative su cui le istituzioni del Lazio stanno riflettendo a seguito dell’aumento degli atti di violenza nei confronti della comunità lgbtqi (lesbo-gay-bisex-transex-queer-intersex) della Capitale.

La casa-famiglia a Roma sarebbe la prima esperienza italiana di questo tipo, in Francia e in Inghilterra è una realtà già molto diffusa. Per il momento è solo un’ipotesi, ma “sto riflettendo – ha affermato Zingaretti - su quella che potrebbe essere l’utilità di una struttura di prima accoglienza per gay e lesbiche maggiorenni che potrebbe occuparsi di quei giovani che hanno dei problemi nel rapportarsi con le loro famiglie, che ne rifiutano l’identità sessuale”.

In questo ambito di lotta contro la discriminazione sessuale rientra anche il nuovo spot della campagna di Gay Help Line, associazione che si occupa di dare sostegno ai gay discriminati. La campagna è promossa dal Comune e dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio e si focalizza sull’incomunicabilità e sui rapporti familiari per lanciare il numero verde gratuito 800713713.

L’ipotesi proposta da Zingaretti piace molto alle associazioni. Il primo commento è di Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project: “Trovo che la proposta di Zingaretti di creare una casa di accoglienza per giovani gay e lesbiche cacciati di casa perchè non accettati dalle loro famiglie sia importante, lodevole e innovativa e vada nel senso di dare un forte contributo alla lotta contro l’omofobia, permettendo inoltre ai giovani di non sentirsi come spesso accade soli e deboli”. “E’ fondamentale, – conclude Battaglia – e sono certa che Zingaretti già ne abbia tenuto conto che il progetto includa anche le persone transessuali”.

Commenti arrivano anche da Aurelio Mancuso, esponente della comunità lgbtqi italiana: “Spero ardentemente che questo progetto si realizzi, perche’ sarebbe il primo servizio del genere in Italia e si tratterebbe finalmente di una risposta concreta nei confronti di tante persone omosessuali costrette a scappare di casa, senza avere una possibilita’ di aiuto e di orientamento. In altri Paesi europei questo tipo di servizi sono attivi da anni, si tratta, quindi, di raccogliere informazioni ed esperienze e adattarle alla nostra realta’”. Inoltre, conclude Mancuso, questa iniziativa, alla vigilia del Gay Pride Nazionale di Napoli e di quello di Roma, si configura come l’unica risposta che arriva dalle istituzioni per combattere l’omofobia.
fonte newnotizie Augusto D’Amante

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