venerdì 2 luglio 2010

Lgbt, Russia: manifestanti gay bloccati dalla polizia


La polizia russa ha bloccato diversi attivisti lgbt nel giardino pubblico davanti al Museo dell’Ermitage a San Pietroburgo durante una manifestazione per i diritti lgbt. Una trentina di attivisti gay si erano dati appuntamento per un raduno, hanno sventolato i loro striscioni gridando: “L’omofobia è la vergogna del Paese” e “Diritti uguali per tutti”, ma il raduno degli attivisti lgbt è stato interrotto dall’arrivo della polizia antisommossa e sei dei manifestanti gay hanno opposto resistenza alle forze dell’ordine.

Sebbene il raduno non fosse stato annunciato precedentemente, temendo un “no” sicuro da parte delle autorità, i giornalisti erano tutti presenti grazie ad una soffiata. I diritti dei gay in Russia non sono osservati completamente e non è un caso se la polizia russa è spesso violenta contro i manifestanti. L’omofobia è tutt’oggi molto diffusa nello stato, sebbene l’omosessualità sia stata legalizzata nel 1993 e lo stato abbia cessato di definirla malattia mentale nel 1999.

È stato un vero e proprio scandalo che la polizia ci abbia fermato senza darci la possibilità di manifestare sulla violazione dei nostri diritti – ha dichiarato il leader del movimento per i diritti lgbt della Russia, Nikolai Alexeyev, dopo il raduno.

Il grande meeting nel giardino pubblico dell’Ermitage non è stato ben accolto dai visitatori del museo, uno tra le strutture più antiche al mondo, fondato nel 1764 da Catherine la Grande che per secoli ospito le famiglie degli zar.

“Tutti quanti hanno il diritto di proteggere i propri diritti nel caso in cui vi siano delle violazioni messe in atto dallo stato e dalle istituzioni - ha dichiarato Igor Bazilyevevsky, un turista – allo stesso tempo ci sono altri gruppi i cui diritti sono violati, come ad esempio gli ebrei o gli armeni, ma loro non vanno ai raduni!

Un’altra passante ha dichiarato che non avrebbe voluto vedere queste persone lì, perché lei era andata al museo per vedere delle mostre e non per assistere a quella “rappresentanza d’idioti”; per questo commento si spererebbe che la turista si riferisse al comportamento dei poliziotti, ma in realtà era contro la comunità lgbt, dopotutto esprimere il proprio disgusto e disprezzo nei confronti dell’omosessualità è molto usuale nella società russa. Tanto è vero che lo stesso sindaco di Mosca, Yury Luzhkov ha definito che i gay rappresenterebbero il diavolo.

Nel mese di maggio scorso gli attivisti lgbt sono riusciti a celebrare il Gay Pride 2010 nonostante l’ennesimo impedimento da parte delle istituzioni nazionali.
fonte e foto Advocate.com

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