Domenica 13 ottobre a Viilla Bottini alle ore 18 Vladimir Luxuria presenta il suo libro in occasione di LuccAutori.
L'Italia migliore è un ritratto impetuoso ed esilarante dell'Italia degli ultimi venti anni. Protagoniste, due realtà che Vladimir Luxuria conosce bene, la provincia e la tv.Camilla vive in un paese di provincia.
Una vita tranquilla: marito, figlio e vecchia madre malata di Alzheimer.
Sua sorella Marianna è tutt’altro: una nota conduttrice tv, che si fa di coca e ha ottenuto il programma L’Italia migliore andando a letto con il disgustoso direttore di Italia tv, una immaginaria rete privata.
In sei puntate verranno presentati altrettanti personaggi che hanno compiuto atti di eroismo.
Gli ascoltatori eleggeranno con il televoto il vincitore, e questi otterrà un premio in denaro.
Ma i concorrenti sono davvero degli eroi votati all’accoglimento degli altri? E Marianna è proprio solo una star tutta bizze e tic nervosi? Forse no.
Forse la falsa cartomante che a Roma l’ha convinta a tornare al paese per un incontro con l’anziana madre malata non aveva torto, era uno strumento di un destino bizzarro ma necessario.
C’è un dramma alle spalle di Marianna, e molti sono i colpevoli nella sua famiglia. Tornare a casa significherà confrontarsi con gli attori di quel dramma, con se stessa, con una vita che reclama un senso finale.
Vladimir Luxuria sa parlare con semplicità e forza del dolore e della violenza, in un libro in cui la critica corrosiva ai vizi della società dello spettacolo si salda alla rappresentazione cristallina della femminilità violata del suo personaggio più riuscito.
Vladimir Luxuria, artista ed ex parlamentare, nata a Foggia nel 1965 come Vladimiro Guadagno, è oggi la transgender più famosa d’Italia.
Una laurea in Lingue con 110 e lode, attrice e scrittrice, è stata per anni la regina indiscussa del Muccassassina, storico locale gay romano. Chi ha paura della Muccassassina? è anche il titolo della sua autobiografia uscita nel 2007 per Bompiani. All’attività nel mondo dello spettacolo, ha sempre affiancato una grande partecipazione alla battaglia in favore dei diritti civili di tutte le minoranze.
Il suo impegno politico ha raggiunto il culmine nel 2006, quando è stata eletta deputata nelle file di Rifondazione comunista: prima transgender a entrare nel Parlamento italiano. La sua partecipazione all’Isola dei Famosi, conclusasi con la vittoria dell’edizione 2008 del programma, ha scatenato un acceso dibattito. Per Bompiani ha pubblicato Favole non dette (2009) ed Eldorado, (2011).
ufficio stampa Bompiani: Alba Donati / Davis & Franceschini 335 5250734 - 055 2347273 donati@davisefranceschini.it
fonte http://www.lagazzettadilucca.it/
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
venerdì 11 ottobre 2013
giovedì 10 ottobre 2013
Lirica: Buon compleanno Verdi. Il mondo celebra il maestro di Busseto
Duecento anni e non dimostrarli. Cade oggi, giovedì 10 ottobre, il duecentesimo compleanno del grande compositore italiano Giuseppe Verdi.
Un anniversario che il nostro Paese, e non solo, si appresta a vivere con centinaia di spettacoli, mostre e allestimenti tutti interamente dedicati al “maestro” di Busseto. Un riconoscimento alla cultura italiana senza precedenti segno che l'Opera verdiana è entrata a giusto titolo tra i patrimoni dell'umanità.
Milano, per l'occasione, aprirà le porte della Scala con visite guidate al foyer d'ingresso e al Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”, attrezzato con posti a sedere, per assistere allanabucco_teatro_verdi proiezioni di video di particolare interesse. Tra questi ampi stralci di immagini della “Messa da Requiem” diretta da mostri sacri quali Karajan, Giulini, Abbado e Muti.
A seguire la registrazione dal vivo del Requiem diretto da Daniel Barenboim nell’estate del 2012. Sempre nel capoluogo milanese sarà possibile visitare il Museo Teatrale dove si può ammirare, sotto teca blindata, il manoscritto originale della Messa da Requiem.
Ampio anche il cartellone previsto dalla Regione Emilia – Romagna.
In rete sul portale dell'Ente il video “Buon compleanno Maestro” che racchiude otto interviste ad artisti nati in regione che raccontano il “loro Verdi”.
Due le opere previste: “Luisa Miller”, in scena al Teatro municipale di Piacenza il 12 ottobre e il “Nabucco” al Teatro comunale di Bologna il 24 ottobre.
Realizzata anche la “maratona verdiana”che riproporrà in più giorni lo streaming di tutte le opere del Cartellone con interviste e commenti dei protagonisti.
Per i più giovani è stata pensata poi l'app “Verdi200”, per iOS e Android, grazie alla quale sarà possibile assistere a tutte le dirette e le differite degli spettacoli previsti, consultare il calendario degli eventi (in Italia e all’estero), ascoltare le opere verdiane e scoprire gli itinerari turistici proposti alla scoperta dei luoghi del maestro.
Infine un gioco “Playing Verdi”, in italiano e inglese, per conoscere, divertendosi, le opere e la vita del grande compositore.
fonte http://www.diregiovani.it/
Un anniversario che il nostro Paese, e non solo, si appresta a vivere con centinaia di spettacoli, mostre e allestimenti tutti interamente dedicati al “maestro” di Busseto. Un riconoscimento alla cultura italiana senza precedenti segno che l'Opera verdiana è entrata a giusto titolo tra i patrimoni dell'umanità.
Milano, per l'occasione, aprirà le porte della Scala con visite guidate al foyer d'ingresso e al Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”, attrezzato con posti a sedere, per assistere allanabucco_teatro_verdi proiezioni di video di particolare interesse. Tra questi ampi stralci di immagini della “Messa da Requiem” diretta da mostri sacri quali Karajan, Giulini, Abbado e Muti.
A seguire la registrazione dal vivo del Requiem diretto da Daniel Barenboim nell’estate del 2012. Sempre nel capoluogo milanese sarà possibile visitare il Museo Teatrale dove si può ammirare, sotto teca blindata, il manoscritto originale della Messa da Requiem.
Ampio anche il cartellone previsto dalla Regione Emilia – Romagna.
In rete sul portale dell'Ente il video “Buon compleanno Maestro” che racchiude otto interviste ad artisti nati in regione che raccontano il “loro Verdi”.
Due le opere previste: “Luisa Miller”, in scena al Teatro municipale di Piacenza il 12 ottobre e il “Nabucco” al Teatro comunale di Bologna il 24 ottobre.
Realizzata anche la “maratona verdiana”che riproporrà in più giorni lo streaming di tutte le opere del Cartellone con interviste e commenti dei protagonisti.
Per i più giovani è stata pensata poi l'app “Verdi200”, per iOS e Android, grazie alla quale sarà possibile assistere a tutte le dirette e le differite degli spettacoli previsti, consultare il calendario degli eventi (in Italia e all’estero), ascoltare le opere verdiane e scoprire gli itinerari turistici proposti alla scoperta dei luoghi del maestro.
Infine un gioco “Playing Verdi”, in italiano e inglese, per conoscere, divertendosi, le opere e la vita del grande compositore.
fonte http://www.diregiovani.it/
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Lgbt: Kuwait, visite mediche alla frontiera per vietare l'ingresso ai gay. La proposta del ministro della Salute sarà discussa l'11 novembre. Se approvata, entrerebbe in vigore nel 2014
L'omosessualità può essere diagnosticata? Yousuf Mendkar, ministro della Salute del Kuwait, sostiene di sì. Nonostante i numerosi studi e le ricerche mediche che hanno dimostrato il contrario, Mendkar è convinto (e non è l'unico a esserlo) che l'omosessualità sia una patologia. E che stia «minacciando la salute del Paese».
Per questo il ministro ha depositato una proposta di legge che ha l'obiettivo di bloccare l'entrata dei gay nel territorio kuwaitiano. Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo Al Rai, Mendkar propone l'istituzione di una visita medica obbligatoria per tutti coloro che chiedono un visto di entrata nel Paese. Il test medico permetterebbe di riconoscere gli omosessuali e di negare loro il visto.
«C'è un problema serio di pubblica salute minacciata da tanti stranieri che arrivano in Kuwait», ha dichiarato il ministro. «È nostra intenzione adottare misure più rigide che ci aiutino a riconoscere i gay per bandirli dal Paese». La proposta di Mendkar sarà discussa il prossimo 11 novembre nel Consiglio dei Paesi di Cooperazione del Golfo (Kuwait, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi). Per ora la proposta del Kuwait non è stata commentata dagli altri Paesi, ma non tutti i governi sembrano propensi ad abbracciare l'idea.
Bahrein ed Emirati, ad esempio, potrebbero sollevare delle obiezioni, mentre probabilmente sarà favorevole alla proposta l'Arabia Saudita, dove l'omosessualità è ancora punita con la pena di morte. In Kuwait, dove i gay rischiano dai 6 ai 10 anni di carcere, il governo sembra deciso a portare avanti la proposta del ministro Mendkar.
Sottointendendo dunque la convinzione che l'omosessualità sia una patologia che può essere diagnosticata. Non è chiaro quale test medico o analisi clinica dovrebbe riuscire a determinare chiaramente l'inclinazione sessuale di una persona. Il ministro della Salute non l'ha specificato.
Diversi attivisti gay hanno ventilato la possibilità che si tratti di esami rettali, già utilizzati in Libano per lo stesso scopo e denunciati dalle associazioni per i diritti umani. «Non esistono analisi mediche che possano diagnosticare l'omosessualità», hanno dichiarato. «È risaputo. L'omosessualità non è una malattia». Il ministro Mendkar, però, sembra convinto del contrario.
fonte http: www.vanityfair.it/di Francesca Porta
fonte foto: arabpress.eu
Per questo il ministro ha depositato una proposta di legge che ha l'obiettivo di bloccare l'entrata dei gay nel territorio kuwaitiano. Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo Al Rai, Mendkar propone l'istituzione di una visita medica obbligatoria per tutti coloro che chiedono un visto di entrata nel Paese. Il test medico permetterebbe di riconoscere gli omosessuali e di negare loro il visto.
«C'è un problema serio di pubblica salute minacciata da tanti stranieri che arrivano in Kuwait», ha dichiarato il ministro. «È nostra intenzione adottare misure più rigide che ci aiutino a riconoscere i gay per bandirli dal Paese». La proposta di Mendkar sarà discussa il prossimo 11 novembre nel Consiglio dei Paesi di Cooperazione del Golfo (Kuwait, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi). Per ora la proposta del Kuwait non è stata commentata dagli altri Paesi, ma non tutti i governi sembrano propensi ad abbracciare l'idea.
Bahrein ed Emirati, ad esempio, potrebbero sollevare delle obiezioni, mentre probabilmente sarà favorevole alla proposta l'Arabia Saudita, dove l'omosessualità è ancora punita con la pena di morte. In Kuwait, dove i gay rischiano dai 6 ai 10 anni di carcere, il governo sembra deciso a portare avanti la proposta del ministro Mendkar.
Sottointendendo dunque la convinzione che l'omosessualità sia una patologia che può essere diagnosticata. Non è chiaro quale test medico o analisi clinica dovrebbe riuscire a determinare chiaramente l'inclinazione sessuale di una persona. Il ministro della Salute non l'ha specificato.
Diversi attivisti gay hanno ventilato la possibilità che si tratti di esami rettali, già utilizzati in Libano per lo stesso scopo e denunciati dalle associazioni per i diritti umani. «Non esistono analisi mediche che possano diagnosticare l'omosessualità», hanno dichiarato. «È risaputo. L'omosessualità non è una malattia». Il ministro Mendkar, però, sembra convinto del contrario.
fonte http: www.vanityfair.it/di Francesca Porta
fonte foto: arabpress.eu
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Irlanda: La carica dei lavoratori LGBT
In Irlanda, gli LGBT possono essere “Campioni di diversità”.
Questo è lo slogan di GLEN - Gay and Lesbian Equality Network che ha creato un sistema chiamato “Excellence in Diversity“: http://www.excellenceindiversity.ie/
Si tratta di promuovere maggior inclusione nei luoghi di lavoro per gay, lesbiche, bisessuali e transgender attraverso un supporto online gratuito pensato per le aziende.
Il portale ha lo scopo di diffondere una nuova cultura dell’occupazione attraverso l’individuazione di obiettivi concreti e realizzabili per la comunità LGBT.
Sicuramente un esempio innovativo ed originale di buone pratiche imprenditoriali.
fonte http://www.west-info.eu/it/di Mariangela D'Ambrosio
Questo è lo slogan di GLEN - Gay and Lesbian Equality Network che ha creato un sistema chiamato “Excellence in Diversity“: http://www.excellenceindiversity.ie/
Si tratta di promuovere maggior inclusione nei luoghi di lavoro per gay, lesbiche, bisessuali e transgender attraverso un supporto online gratuito pensato per le aziende.
Il portale ha lo scopo di diffondere una nuova cultura dell’occupazione attraverso l’individuazione di obiettivi concreti e realizzabili per la comunità LGBT.
Sicuramente un esempio innovativo ed originale di buone pratiche imprenditoriali.
fonte http://www.west-info.eu/it/di Mariangela D'Ambrosio
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Palermo, Informazione e persone Lgbt: I giornalisti siciliani si misurano con “L’orgoglio e i pregiudizi”
Quattro appuntamenti, quattro città, 49 relatori: a Palermo il 22 ottobre (Sala delle Carrozze di Villa Niscemi, ore 9-14) è in programma il quarto ed ultimo appuntamento de “L’orgoglio e i pregiudizi”, il ciclo di seminari di formazione per giornalisti su genere e orientamento sessuale organizzati da Redattore Sociale su incarico dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali).
Si comincia il 15 ottobre a Milano, per proseguire a Roma (16 ottobre) e a Napoli (18 ottobre), e finire nel capoluogo siciliano.
Giornalisti e operatori della comunicazione saranno chiamati a misurarsi – come recita il sottotitolo degli incontri – sul terreno di una “informazione rispettosa delle persone LGBT”. Un tema di particolare attualità che viene affrontato proprio nei giorni del dibattito sulla legge anti omofobia e delle polemiche attorno al “caso” Barilla.
“Ogni volta che i riflettori della cronaca si accendono su ‘ambienti gay’ torbidi e devianti – si legge nell’introduzione – o l’omosessualità di qualcuno è usata come un’arma di dileggio, ogni volta che transessualità diviene sinonimo di prostituzione e l’orgoglio è trasformato in ‘esibizionismo’, i media italiani allontanano di un passo la conoscenza delle persone LGBT, delle loro lotte, delle loro vite, dei loro diritti. Talvolta è per imbarazzo, talaltra per incompetenza. In molti casi è per pregiudizio, più o meno consapevole. Così i mezzi di informazione possono rendersi complici di una cultura omofobica che esclude e discrimina le persone LGBT“. Per questo è “necessaria un’azione continua di formazione e dialogo che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, metta in guardia dai rischi di un cattivo uso delle parole e indichi la via per un’informazione corretta“.
Considerata la grande varietà dei temi da trattare, i 4 seminari sono stati pensati in parte come paralleli, in parte come complementari l’uno all’altro. Divisi in tre sessioni, nella prima prevedono un inquadramento di tipo storico-sociologico e un’analisi dei principali problemi nella trattazione sui media dei fatti riguardanti le persone LGBT. La seconda sessione è diversa per tutti: a Milano si parlerà di social media “tra hate speech ed espressione dell’orgoglio”; a Roma di LGBT in televisione “tra informazione, reality e fiction”; a Napoli di famiglie “contro natura”; a Palermo di omofobia e pregiudizi di genere. La terza sessione è dedicata a una discussione sulla pratica giornalistica quotidiana, con un approfondimento (a Napoli) sulla trattazione della transessualità in chiave di cronaca nera.
A Palermo, dopo i saluti di Marco Buemi dell’Unar, dell’assessore comunale Agnese Ciulla, e del presidente dell’ordine dei giornalisti di Sicilia Riccardo Arena, interverranno esperti e professionisti dell’informazione come Giuseppe Burgio, Delia Vaccarello, Ambra Pirri, Cirus Rinaldi, Giovanni Lo Monaco, Claudio Cappotto, Titti De Simone, Davide Camarrone, Salvatore Rizzo, Sara Scarafia.
I video di tutti gli interventi dei relatori saranno messi a disposizione sul sito di Redattore Sociale:http://giornalisti.redattoresociale.it/
dedicato alla formazione dei giornalisti il giorno successivo al seminario.
La partecipazione ai seminari è gratuita.
I 4 incontri sono realizzati nell’ambito del Progetto “LGBT Media and Communication”, finanziato dal Consiglio d’Europa nel quadro della Raccomandazione CM/REC (2010)5 sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e in attuazione della Strategia nazionale LGBT 2013-2015.
L’iscrizione è obbligatoria e va fatta online entro il 15 ottobre:
http://www.giornalisti.redattoresociale.it/iscrizione-2013-palermo.aspx
Per informazioni: tel. 0734 681001, giornalisti@redattoresociale.it, giornalisti.redattoresociale.it.
fonte http://www.strettoweb.com/
Si comincia il 15 ottobre a Milano, per proseguire a Roma (16 ottobre) e a Napoli (18 ottobre), e finire nel capoluogo siciliano.
Giornalisti e operatori della comunicazione saranno chiamati a misurarsi – come recita il sottotitolo degli incontri – sul terreno di una “informazione rispettosa delle persone LGBT”. Un tema di particolare attualità che viene affrontato proprio nei giorni del dibattito sulla legge anti omofobia e delle polemiche attorno al “caso” Barilla.
“Ogni volta che i riflettori della cronaca si accendono su ‘ambienti gay’ torbidi e devianti – si legge nell’introduzione – o l’omosessualità di qualcuno è usata come un’arma di dileggio, ogni volta che transessualità diviene sinonimo di prostituzione e l’orgoglio è trasformato in ‘esibizionismo’, i media italiani allontanano di un passo la conoscenza delle persone LGBT, delle loro lotte, delle loro vite, dei loro diritti. Talvolta è per imbarazzo, talaltra per incompetenza. In molti casi è per pregiudizio, più o meno consapevole. Così i mezzi di informazione possono rendersi complici di una cultura omofobica che esclude e discrimina le persone LGBT“. Per questo è “necessaria un’azione continua di formazione e dialogo che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, metta in guardia dai rischi di un cattivo uso delle parole e indichi la via per un’informazione corretta“.
Considerata la grande varietà dei temi da trattare, i 4 seminari sono stati pensati in parte come paralleli, in parte come complementari l’uno all’altro. Divisi in tre sessioni, nella prima prevedono un inquadramento di tipo storico-sociologico e un’analisi dei principali problemi nella trattazione sui media dei fatti riguardanti le persone LGBT. La seconda sessione è diversa per tutti: a Milano si parlerà di social media “tra hate speech ed espressione dell’orgoglio”; a Roma di LGBT in televisione “tra informazione, reality e fiction”; a Napoli di famiglie “contro natura”; a Palermo di omofobia e pregiudizi di genere. La terza sessione è dedicata a una discussione sulla pratica giornalistica quotidiana, con un approfondimento (a Napoli) sulla trattazione della transessualità in chiave di cronaca nera.
A Palermo, dopo i saluti di Marco Buemi dell’Unar, dell’assessore comunale Agnese Ciulla, e del presidente dell’ordine dei giornalisti di Sicilia Riccardo Arena, interverranno esperti e professionisti dell’informazione come Giuseppe Burgio, Delia Vaccarello, Ambra Pirri, Cirus Rinaldi, Giovanni Lo Monaco, Claudio Cappotto, Titti De Simone, Davide Camarrone, Salvatore Rizzo, Sara Scarafia.
I video di tutti gli interventi dei relatori saranno messi a disposizione sul sito di Redattore Sociale:http://giornalisti.redattoresociale.it/
dedicato alla formazione dei giornalisti il giorno successivo al seminario.
La partecipazione ai seminari è gratuita.
I 4 incontri sono realizzati nell’ambito del Progetto “LGBT Media and Communication”, finanziato dal Consiglio d’Europa nel quadro della Raccomandazione CM/REC (2010)5 sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e in attuazione della Strategia nazionale LGBT 2013-2015.
L’iscrizione è obbligatoria e va fatta online entro il 15 ottobre:
http://www.giornalisti.redattoresociale.it/iscrizione-2013-palermo.aspx
Per informazioni: tel. 0734 681001, giornalisti@redattoresociale.it, giornalisti.redattoresociale.it.
fonte http://www.strettoweb.com/
Lgbt: Barilla fa pace con il mondo gay: incontro a Bologna con Grillini
Faccia a faccia tra il patron del colosso alimentare e lo storico leader del movimento Lgbt italiano, presidente onorario di Arcigay.
I due si sono visti nella sede della Regione Emilia-Romagna
BOLOGNA - Guido Barilla ha incontrato questa mattina i responsabili nazionali delle associazioni Lgbt italiane, per scusarsi della gaffe della scorsa settimana sulla pubblicità solo per "famiglie" e riappacificarsi con la comunità omossessuale.
Il faccia-a-faccia, iniziato intorno alle 11 e durato circa due ore, è avvenuto nello studio del consigliere regionale dell'Emilia-Romagna Franco Grillini, storico leader del movimento Lgbt italiano, nella sede della Regione in viale Aldo Moro.
A breve la Barilla presenterà le sue "Proposte concrete" alle associazioni Lgbt, con cui rimediare alla polemica nata la settimana scorsa dalle dichiarazioni radiofoniche di Guido Barilla. In una nota congiunta, firmata da Flavio Romani (presidente Arcigay), Paola Brandolini (presidente Arcilesbica), Aurelio Mancuso (presidente Equality Italia), Ilaria Trivellato (famiglie Arcobaleno) e Franco Grillini (presidente Gaynet), le associazioni della comunità omosessuale spiegano brevemente il senso del faccia a faccia.
"Le associazioni hanno avuto occasione di illustrare il loro punto di vista sulla nota polemica scaturita dalle dichiarazioni di Guido Barilla e di ascoltarne le considerazioni - spiegano - dopo uno scambio durato circa un'ora e mezza, in cui si è avviato un confronto tra l'azienda e le associazioni Lgbt presenti, l'azienda si è impegnata a produrre proposte concrete in tempi certi, che saranno oggetto di un successivo incontro".
fonte http://bologna.repubblica.it
I due si sono visti nella sede della Regione Emilia-Romagna
BOLOGNA - Guido Barilla ha incontrato questa mattina i responsabili nazionali delle associazioni Lgbt italiane, per scusarsi della gaffe della scorsa settimana sulla pubblicità solo per "famiglie" e riappacificarsi con la comunità omossessuale.
Il faccia-a-faccia, iniziato intorno alle 11 e durato circa due ore, è avvenuto nello studio del consigliere regionale dell'Emilia-Romagna Franco Grillini, storico leader del movimento Lgbt italiano, nella sede della Regione in viale Aldo Moro.
A breve la Barilla presenterà le sue "Proposte concrete" alle associazioni Lgbt, con cui rimediare alla polemica nata la settimana scorsa dalle dichiarazioni radiofoniche di Guido Barilla. In una nota congiunta, firmata da Flavio Romani (presidente Arcigay), Paola Brandolini (presidente Arcilesbica), Aurelio Mancuso (presidente Equality Italia), Ilaria Trivellato (famiglie Arcobaleno) e Franco Grillini (presidente Gaynet), le associazioni della comunità omosessuale spiegano brevemente il senso del faccia a faccia.
"Le associazioni hanno avuto occasione di illustrare il loro punto di vista sulla nota polemica scaturita dalle dichiarazioni di Guido Barilla e di ascoltarne le considerazioni - spiegano - dopo uno scambio durato circa un'ora e mezza, in cui si è avviato un confronto tra l'azienda e le associazioni Lgbt presenti, l'azienda si è impegnata a produrre proposte concrete in tempi certi, che saranno oggetto di un successivo incontro".
fonte http://bologna.repubblica.it
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mercoledì 9 ottobre 2013
Lgbt: Il blog lisadelgreco.blogspot.it ha ottenuto il seguente riconoscimento: NET PARADE AWARD come Blog di qualità
Questo riconoscimento viene attribuito ai siti, blog o forum di particolare qualità tecnica.
lisadelgreco.blogspot.it è risultato avere un indice di qualità tecnica maggiore del 90%.
In particolare i siti che ottengono questo award: hanno server veloci, pagine responsive e ben strutturate.
http://www.net-parade.it/attestato_riconoscimento.aspx?sito=lisadelgreco.blogspot.it&t=9
lisadelgreco.blogspot.it è risultato avere un indice di qualità tecnica maggiore del 90%.
In particolare i siti che ottengono questo award: hanno server veloci, pagine responsive e ben strutturate.
http://www.net-parade.it/attestato_riconoscimento.aspx?sito=lisadelgreco.blogspot.it&t=9
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India, apre la prima radio LGBT
In India è stata aperta la prima radio gay: "Uno dei principali obiettivi di Q Radio è di offrire una piattaforma dove anche gli omofobi, i gruppi religiosi e fondamentalisti possano aprire un dialogo con la comunità Lgbt", afferma Anil Srivatsa, direttore di Radiowalla.in, il portale online proprietario della stazione radio.
Si tratta di una emittente aperta a tutti, anche agli omofobi, per favorire il dialogo e il cambiamento di mentalità. Q radio, la prima emittente creata in India per la comunità lesbica, gay, bisessuale transgender (Lgbt), ha iniziato a trasmettere da Bangalore in settembre, e rappresenta una forte novità per l'India dove l'omosessualità era un reato fino al 2009.
fonte http://www.nanopress.it/
Si tratta di una emittente aperta a tutti, anche agli omofobi, per favorire il dialogo e il cambiamento di mentalità. Q radio, la prima emittente creata in India per la comunità lesbica, gay, bisessuale transgender (Lgbt), ha iniziato a trasmettere da Bangalore in settembre, e rappresenta una forte novità per l'India dove l'omosessualità era un reato fino al 2009.
fonte http://www.nanopress.it/
Lgbt Libri: "Apocalissi queer. Elementi di teoria antisociale" di Lorenzo Bernini
Nella ricezione delle teorie queer in Italia, a prevalere ne è stata finora la versione più rassicurante (Foucault, Butler, la rielaborazione del loro pensiero nei Gender Studies).
A restare ancora in ombra è la cosiddetta "tesi antisociale", sviluppata da autori gay quali Bersani ed Edelman che, anziché fare del "sessuale" un’istanza di emancipazione, insistono sui perturbanti legami che esso intrattiene con la pulsione di morte e parteggiano per la fine della civiltà.
Con l'intento di colmare una lacuna, il libro discute criticamente questa declinazione "apocalittica" del queer, ne cerca le premesse nella contestazione degli anni settanta (Hocquenghem, Mieli), ne mette in risalto la radicalità sullo sfondo della filosofia politica della modernità (Hobbes, Kant).
Per fornire una rappresentazione figurale dell’attacco che le teorie queer antisociali sferrano all’immaginario politico contemporaneo, l’autore chiama in causa gli zombie gay del cinema di Bruce LaBruce: "Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra"...
“Apocalissi queer è la prima monografia italiana di respiro internazionale dedicata alle teorie queer. Lorenzo Bernini interroga con competenza e lucidità i rapporti che legano genere, sessualità e politica, riuscendo a far dialogare le tesi antisociali dei più radicali autori gay statunitensi con l’etica della relazione del femminismo europeo. Il risultato illumina finalmente un aspetto decisivo della filosofia politica contemporanea”
Adriana Cavarero
"Benché non sia sempre d’accordo con le sue interpretazioni, non esito a riconoscere in Lorenzo Bernini un pensatore serio che affronta questioni cruciali della teoria e della politica queer contemporanee. Apocalissi queer annuncia l’emergere di una nuova voce autorevole in questo campo e dà un contributo vitale all’evoluzione del pensiero queer"
Lee Edelman
Lorenzo Bernini è ricercatore in Filosofia politica presso l'Università degli Studi di Verona, dove coordina il centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità. Fa parte del comitato scientifico di AG – About Gender: Rivista internazionale di studi di genere e della redazione di Filosofia politica. I suoi studi spaziano dalla filosofia politica classica alle teorie contemporanee della democrazia radicale, dal pensiero di Michel Foucault ai suoi sviluppi nei Gender Studies e nelle teorie queer. È autore di articoli pubblicati su riviste specializzate e volumi collettanei, e inoltre dei libri: Le pecore e il pastore: Critica, politica, etica nel pensiero di Michel Foucault (2008), Maschio e femmina Dio li creò!? Il sabotaggio transmodernista del binarismo sessuale (2010), La sovranità scomposta: Sull’attualità del Leviatano (2010, con Nicola Marcucci e Mauro Farnesi Camellone). Ha inoltre curato Differenza e relazione: L’ontologia dell’umano nel pensiero di Judith Butler e Adriana Cavarero (2009, con Olivia Guaraldo) e Michel Foucault, gli antichi e i moderni: Parrhesìa, Aufklärung, ontologia dell’attualità (2011).
fonte http://www.edizioniets.com
A restare ancora in ombra è la cosiddetta "tesi antisociale", sviluppata da autori gay quali Bersani ed Edelman che, anziché fare del "sessuale" un’istanza di emancipazione, insistono sui perturbanti legami che esso intrattiene con la pulsione di morte e parteggiano per la fine della civiltà.
Con l'intento di colmare una lacuna, il libro discute criticamente questa declinazione "apocalittica" del queer, ne cerca le premesse nella contestazione degli anni settanta (Hocquenghem, Mieli), ne mette in risalto la radicalità sullo sfondo della filosofia politica della modernità (Hobbes, Kant).
Per fornire una rappresentazione figurale dell’attacco che le teorie queer antisociali sferrano all’immaginario politico contemporaneo, l’autore chiama in causa gli zombie gay del cinema di Bruce LaBruce: "Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra"...
“Apocalissi queer è la prima monografia italiana di respiro internazionale dedicata alle teorie queer. Lorenzo Bernini interroga con competenza e lucidità i rapporti che legano genere, sessualità e politica, riuscendo a far dialogare le tesi antisociali dei più radicali autori gay statunitensi con l’etica della relazione del femminismo europeo. Il risultato illumina finalmente un aspetto decisivo della filosofia politica contemporanea”
Adriana Cavarero
"Benché non sia sempre d’accordo con le sue interpretazioni, non esito a riconoscere in Lorenzo Bernini un pensatore serio che affronta questioni cruciali della teoria e della politica queer contemporanee. Apocalissi queer annuncia l’emergere di una nuova voce autorevole in questo campo e dà un contributo vitale all’evoluzione del pensiero queer"
Lee Edelman
Lorenzo Bernini è ricercatore in Filosofia politica presso l'Università degli Studi di Verona, dove coordina il centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità. Fa parte del comitato scientifico di AG – About Gender: Rivista internazionale di studi di genere e della redazione di Filosofia politica. I suoi studi spaziano dalla filosofia politica classica alle teorie contemporanee della democrazia radicale, dal pensiero di Michel Foucault ai suoi sviluppi nei Gender Studies e nelle teorie queer. È autore di articoli pubblicati su riviste specializzate e volumi collettanei, e inoltre dei libri: Le pecore e il pastore: Critica, politica, etica nel pensiero di Michel Foucault (2008), Maschio e femmina Dio li creò!? Il sabotaggio transmodernista del binarismo sessuale (2010), La sovranità scomposta: Sull’attualità del Leviatano (2010, con Nicola Marcucci e Mauro Farnesi Camellone). Ha inoltre curato Differenza e relazione: L’ontologia dell’umano nel pensiero di Judith Butler e Adriana Cavarero (2009, con Olivia Guaraldo) e Michel Foucault, gli antichi e i moderni: Parrhesìa, Aufklärung, ontologia dell’attualità (2011).
fonte http://www.edizioniets.com
Milano: Laboratorio di Teatro GLBT, da lunedi 14 ottobre
LABORATORIO DI TEATRO INIZIO : LUNEDI’ 14 OTTOBRE 2013 ORE 20.30
Il laboratorio è aperto a tutti senza distinzione di età, identità di genere, colore della pelle
orientamento sessuale, politico e religioso.
Si terrà ogni lunedì con orario 20.30-23.00.
Il costo è di 30 euro mensili e terminerà alla fine del mese di maggio 2014.
E’ particolarmente raccomandato a persone timide e con difficoltà espressive.
Il laboratorio tratterà i seguenti temi:
TECNICHE DI RESPIRAZIONE
MIMICA FACCIALE
GESTUALITA’
MOVIMENTI IN PALCOSCENICO
DIZIONE
RECITAZIONE
IMPROVVISAZIONE:
parlata
muta
con maschera neutra
LAVORO SU TESTI TEATRALI
Studio e analisi del testo
Studio e analisi dei personaggi
Scopo principale è la costituzione della prima compagnia teatrale italiana GLBT
Ulteriori scopi: ampliamento culturale, modifica inflessioni dialettali, attenuazione
della timidezza, maggior padronanza espressiva, diversa tecnica di lettura
Per informazioni: teatro@milkmilano.com
A cura di Dante Fusi e Giancarlo Dozzo
fonte http://www.milkmilano.com
Il laboratorio è aperto a tutti senza distinzione di età, identità di genere, colore della pelle
orientamento sessuale, politico e religioso.
Si terrà ogni lunedì con orario 20.30-23.00.
Il costo è di 30 euro mensili e terminerà alla fine del mese di maggio 2014.
E’ particolarmente raccomandato a persone timide e con difficoltà espressive.
Il laboratorio tratterà i seguenti temi:
TECNICHE DI RESPIRAZIONE
MIMICA FACCIALE
GESTUALITA’
MOVIMENTI IN PALCOSCENICO
DIZIONE
RECITAZIONE
IMPROVVISAZIONE:
parlata
muta
con maschera neutra
LAVORO SU TESTI TEATRALI
Studio e analisi del testo
Studio e analisi dei personaggi
Scopo principale è la costituzione della prima compagnia teatrale italiana GLBT
Ulteriori scopi: ampliamento culturale, modifica inflessioni dialettali, attenuazione
della timidezza, maggior padronanza espressiva, diversa tecnica di lettura
Per informazioni: teatro@milkmilano.com
A cura di Dante Fusi e Giancarlo Dozzo
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Radio: "Oltre le Differenze" da quest’anno in onda il mercoledì, riparte con “Le Brugole” oggi 9 ottobre alle 21 la prima puntata del format radiofonico sul mondo LGBTQI
C’è una importante novità che riguarda la quinta stagione di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini. Torna di nuovo in onda dal 9 ottobre alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it) ma cambia giorno di programmazione: che d’ora in poi sarà il mercoledì.
La nuova stagione parte con tanta ironia e allegria grazie alla presenza di Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro, in arte Le Brugole, duo comico che dopo essersi fatto conoscere al grande pubblico come le “Bambine cattive” di Comedy Central (Sky) sta portando nei teatri di tutta Italia “Metafisica dell'amore”, uno spettacolo di cabaret che parla di amore, in particolare dell'amore di donne verso altre donne.
Natascia Maesi e Oriana Bottini si confermano alla conduzione del format radiofonico che da quattro anni racconta il mondo arcobaleno con tutte le sue sfaccettature. Grande spazio come sempre sarà dato alle testimonianze della comunità LGBTQ e torneranno alcune rubriche tematiche, curate da esperti provenienti dalle maggiori associazioni lgbt italiane, che potranno anche rispondere alle domande e alle curiosità di tutti, e che saranno appuntamenti fissi di Oltre: “A far l'amore comincia tu...”, la rubrica a cura della psico-sessuologa Eleonora Motta in cui si parlerà di affettività, sessualità e prevenzione; la rubrica TransCorsi a cura di Giuliano Foca, nella quale si parlerà di transessualità e transgenderismo e "Famiglie come noi" a cura dei membri dell'associazione Famiglie Arcobaleno, spazio dedicato a omogenitorialità e non solo. La novità di questa stagione sarà “il giorno più bello”, una rubrica dedicata al racconto del giorno del matrimonio di coppie gay che si sono spostate all'estero per poter vedere riconosciuta la loro unione, con loro ripercorreremo la fase organizzativa e soprattutto la fase successiva alle nozze, con le difficoltà connesse al riconoscimento del matrimonio anche in Italia.
Ampio spazio come sempre all'attualità su questi temi e alle segnalazioni di libri, film e appuntamenti a tema nello scaffale. Come sempre, c'è la possibilità di interagire con la redazione ai seguenti contatti: 3662809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com .
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE
La nuova stagione parte con tanta ironia e allegria grazie alla presenza di Roberta De Stefano e Annagaia Marchioro, in arte Le Brugole, duo comico che dopo essersi fatto conoscere al grande pubblico come le “Bambine cattive” di Comedy Central (Sky) sta portando nei teatri di tutta Italia “Metafisica dell'amore”, uno spettacolo di cabaret che parla di amore, in particolare dell'amore di donne verso altre donne.
Natascia Maesi e Oriana Bottini si confermano alla conduzione del format radiofonico che da quattro anni racconta il mondo arcobaleno con tutte le sue sfaccettature. Grande spazio come sempre sarà dato alle testimonianze della comunità LGBTQ e torneranno alcune rubriche tematiche, curate da esperti provenienti dalle maggiori associazioni lgbt italiane, che potranno anche rispondere alle domande e alle curiosità di tutti, e che saranno appuntamenti fissi di Oltre: “A far l'amore comincia tu...”, la rubrica a cura della psico-sessuologa Eleonora Motta in cui si parlerà di affettività, sessualità e prevenzione; la rubrica TransCorsi a cura di Giuliano Foca, nella quale si parlerà di transessualità e transgenderismo e "Famiglie come noi" a cura dei membri dell'associazione Famiglie Arcobaleno, spazio dedicato a omogenitorialità e non solo. La novità di questa stagione sarà “il giorno più bello”, una rubrica dedicata al racconto del giorno del matrimonio di coppie gay che si sono spostate all'estero per poter vedere riconosciuta la loro unione, con loro ripercorreremo la fase organizzativa e soprattutto la fase successiva alle nozze, con le difficoltà connesse al riconoscimento del matrimonio anche in Italia.
Ampio spazio come sempre all'attualità su questi temi e alle segnalazioni di libri, film e appuntamenti a tema nello scaffale. Come sempre, c'è la possibilità di interagire con la redazione ai seguenti contatti: 3662809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com .
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE
mercoledì 25 settembre 2013
Lgbt: Madonna "Secret Project" il docu-film contro il femminicidio
E’ finalmente online “Secret Project”, il docu-film di Madonna contro il femminicidio, presentato ieri in alcune citta’ tra cui Roma.
Tutto è iniziato qualche mese fa quando Madonna pubblico’ pochi secondi di filmato, denominato “Secret Project”, in cui sparava ad un uomo, e ieri il progetto è stato ufficialmente rivelato.
“Secret Project” è un docu-film di 17 minuti circa, che denuncia le violenze e le discriminazioni, con particolare attenzione al femminicidio.
Una piccola anteprima del progetto era gia’ stata presentata a Roma, ad Agosto, in occasione dell’inaugurazione di “Hard Candy Fitness”, la sua catena di palestre per i “dipendenti del sudore”, come definisce la cantate i frequentatori di palestre.
Il cortometraggio, diretto da Steven Klein, ha come intento il dire basta al femminicidio, e prende una chiara posizione sui diritti umani, da rispettare sempre e comunque. In 17 minuti in bianco e nero, la voce della popstar, non solo ideatrice dell’opera ma anche sua protagonista, accompagna scene di violenza, spesso davvero crude e terribili.
«La democrazia sembra non esistere più. Viviamo in un tempo davvero pauroso».
Questa una delle frasi piu’ toccanti e che fanno riflettere del documentario.
Special Guest d’eccezione Rihanna. La cantante delle Barbados è, purtroppo, famosa per i ripetuti episodi di violenza subiti dall’ex fidanzato, o fidanzato?, e cantante Chris Brown.
Un film molto forte, ma anche davvero significativo.
Steven Klein non è nuovo a questo generi di progetti. Klein, leggenda della fotografia e regista, ha espresso con “Secret Project” il proprio disgusto nei confronti del razzismo, della violenza, del femminicidio, dell’omofobia e di ogni altra forma di discriminazione, con la cantante portavoce internazionale di questa nuova battaglia di civiltà.
Il documentario è stato presentato ieri in alcune delle piu’ importanti piazze del mondo, da Londra, a New York, a Roma dove ben tre sono state le rappresentazioni: alle 12.30 in via Marsala, vicino la Stazione Termini, alle 22 in Piazza Augusto Imperatore, 22.50 in Piazza della Rotonda e infine in Piazza Venezia alle 23.40.
fonte http://www.mondoinformazione.com di Carbone Stefania
Tutto è iniziato qualche mese fa quando Madonna pubblico’ pochi secondi di filmato, denominato “Secret Project”, in cui sparava ad un uomo, e ieri il progetto è stato ufficialmente rivelato.
“Secret Project” è un docu-film di 17 minuti circa, che denuncia le violenze e le discriminazioni, con particolare attenzione al femminicidio.
Una piccola anteprima del progetto era gia’ stata presentata a Roma, ad Agosto, in occasione dell’inaugurazione di “Hard Candy Fitness”, la sua catena di palestre per i “dipendenti del sudore”, come definisce la cantate i frequentatori di palestre.
Il cortometraggio, diretto da Steven Klein, ha come intento il dire basta al femminicidio, e prende una chiara posizione sui diritti umani, da rispettare sempre e comunque. In 17 minuti in bianco e nero, la voce della popstar, non solo ideatrice dell’opera ma anche sua protagonista, accompagna scene di violenza, spesso davvero crude e terribili.
«La democrazia sembra non esistere più. Viviamo in un tempo davvero pauroso».
Questa una delle frasi piu’ toccanti e che fanno riflettere del documentario.
Special Guest d’eccezione Rihanna. La cantante delle Barbados è, purtroppo, famosa per i ripetuti episodi di violenza subiti dall’ex fidanzato, o fidanzato?, e cantante Chris Brown.
Un film molto forte, ma anche davvero significativo.
Steven Klein non è nuovo a questo generi di progetti. Klein, leggenda della fotografia e regista, ha espresso con “Secret Project” il proprio disgusto nei confronti del razzismo, della violenza, del femminicidio, dell’omofobia e di ogni altra forma di discriminazione, con la cantante portavoce internazionale di questa nuova battaglia di civiltà.
Il documentario è stato presentato ieri in alcune delle piu’ importanti piazze del mondo, da Londra, a New York, a Roma dove ben tre sono state le rappresentazioni: alle 12.30 in via Marsala, vicino la Stazione Termini, alle 22 in Piazza Augusto Imperatore, 22.50 in Piazza della Rotonda e infine in Piazza Venezia alle 23.40.
fonte http://www.mondoinformazione.com di Carbone Stefania
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TV: Lea T a "Ballando con le stelle" la modella trans figlia di Cerezo «Se la mia presenza può aiutare qualcuno a lottare o a sentirsi meno solo sarò ancora più felice»
Sabato 5 ottobre su Rai 1 parte la 9° edizione di “Ballando con le Stelle“, il programma condotto da Milly Carlucci. Tra i personaggi che parteciperanno al format vi sono Massimo Boldi, Jesus Luz, Lorenzo Flaherty, Roberto Farnesi, Elisa Di Francisca, Gigi Mastrangelo, Alessandra Barzaghi, Amaurys Perez, Francesca Testasecca, Federico Costantini e Veronika Logan e Lea T, transessuale che ha deciso di cambiare sesso la cui storia è stata riportatata dal Corriere della sera.
Quando giocava in cortile con gli altri bambini, mentre suo padre, Toninho Cerezo, correva sui campi di calcio con la maglia della Roma, Lea T. non avrebbe mai immaginato che— anni dopo—si sarebbe ritrovata a volteggiare su una pista da ballo. In tv, poi. Ma probabilmente in quel periodo non immaginava neanche che da grande sarebbe diventata una modella contesa per le sfilate di tutto il mondo. Questo perché allora Lea era ancora Leandro, un bambino vivace ma che, con il passare deltempo, si trovava a chiudersi a chiave in bagno per farsi una piega ai capelli. Usciva solo dopo essersi lavato di nuovo la testa, così che nessuno potesse sospettare cosa avesse fatto.
UN PERCORSO DIFFICILE
Nell’articolo vengono raccontate le difficoltà riscontrate dalla donna ad essere accettatata come tale, perchè non sempre vi sono persone che riescono ad accettare chi fa certe scelte e esplicita questa cosa spesso con uscite in felici, spesso sui social network.
Non è semplice il percorso che ha portato quel bambino a diventare la donna bellissima che è. E, purtroppo, spesso ci pensano i commenti di certa gente a ricordarglielo.
L’ultimo pretesto è stata la partecipazione a «Ballando con le stelle», al via il 5 ottobre su Rai1. Lea T. è nel cast.
E non tutti—specie sui social network — hanno fatto onore alla loro intelligenza commentando il suo nome
L’AMORE DELLA FAMIGLIA
Ma perchè partecipare al programma allora? La donna, che si dice cattolica e riservata, sostiene che all’inizio non era convinta di accettare, ma dopo essersi consultata con la famiglia e aver parlato con Milly Carlucci, ha deciso di intraprendere l’avventura in televisione in modo da poter raccontare la storia dell’amore della sua famiglia che l’ha sempre sostenuta.
Il suo obiettivo? «Dimostrare a me stessa che posso vincere questa sfida e raccontare quanto l’amore della famiglia aiuti a superare tutto. E mostrarmi così come sono». E come è? «Una persona normale, anzi una delle tante persone diverse. Perché siamo tutti diversi gli uni dagli altri, ma abbiamo lo stesso diritto di vivere secondo la propria anima. E il dovere di non tradirla mai». I giudizi della gente la feriscono? «L’unico giudizio che conta è quello della mia famiglia. Se qualcuno fatica a capire un percorso forte come il mio mi spiace, ma non posso farci niente». La sua partecipazione è un messaggio a chi attraversa una vicenda simile alla sua? «Se la mia presenza può aiutare qualcuno a lottare o a sentirsi meno solo sarò ancora più felice. Ho seguito un percorso che forse era già scritto nel destino. C’è voluto coraggio e tanta forza».Ma col ballo come se la cava?«Spero che il mio maestro abbia pazienza, perché pur essendo brasiliana non ho mai ballato».
fonte http://www.giornalettismo.com/
Quando giocava in cortile con gli altri bambini, mentre suo padre, Toninho Cerezo, correva sui campi di calcio con la maglia della Roma, Lea T. non avrebbe mai immaginato che— anni dopo—si sarebbe ritrovata a volteggiare su una pista da ballo. In tv, poi. Ma probabilmente in quel periodo non immaginava neanche che da grande sarebbe diventata una modella contesa per le sfilate di tutto il mondo. Questo perché allora Lea era ancora Leandro, un bambino vivace ma che, con il passare deltempo, si trovava a chiudersi a chiave in bagno per farsi una piega ai capelli. Usciva solo dopo essersi lavato di nuovo la testa, così che nessuno potesse sospettare cosa avesse fatto.
UN PERCORSO DIFFICILE
Nell’articolo vengono raccontate le difficoltà riscontrate dalla donna ad essere accettatata come tale, perchè non sempre vi sono persone che riescono ad accettare chi fa certe scelte e esplicita questa cosa spesso con uscite in felici, spesso sui social network.
Non è semplice il percorso che ha portato quel bambino a diventare la donna bellissima che è. E, purtroppo, spesso ci pensano i commenti di certa gente a ricordarglielo.
L’ultimo pretesto è stata la partecipazione a «Ballando con le stelle», al via il 5 ottobre su Rai1. Lea T. è nel cast.
E non tutti—specie sui social network — hanno fatto onore alla loro intelligenza commentando il suo nome
L’AMORE DELLA FAMIGLIA
Ma perchè partecipare al programma allora? La donna, che si dice cattolica e riservata, sostiene che all’inizio non era convinta di accettare, ma dopo essersi consultata con la famiglia e aver parlato con Milly Carlucci, ha deciso di intraprendere l’avventura in televisione in modo da poter raccontare la storia dell’amore della sua famiglia che l’ha sempre sostenuta.
Il suo obiettivo? «Dimostrare a me stessa che posso vincere questa sfida e raccontare quanto l’amore della famiglia aiuti a superare tutto. E mostrarmi così come sono». E come è? «Una persona normale, anzi una delle tante persone diverse. Perché siamo tutti diversi gli uni dagli altri, ma abbiamo lo stesso diritto di vivere secondo la propria anima. E il dovere di non tradirla mai». I giudizi della gente la feriscono? «L’unico giudizio che conta è quello della mia famiglia. Se qualcuno fatica a capire un percorso forte come il mio mi spiace, ma non posso farci niente». La sua partecipazione è un messaggio a chi attraversa una vicenda simile alla sua? «Se la mia presenza può aiutare qualcuno a lottare o a sentirsi meno solo sarò ancora più felice. Ho seguito un percorso che forse era già scritto nel destino. C’è voluto coraggio e tanta forza».Ma col ballo come se la cava?«Spero che il mio maestro abbia pazienza, perché pur essendo brasiliana non ho mai ballato».
fonte http://www.giornalettismo.com/
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Lgbt: "Omofobia, norma da cambiare"
«Così com'è stata approvata dalla Camera, va a inficiare e peggiorare tutta la legge Mancino. Adesso, per esempio, un'associazione cattolica potrebbe discriminare uno studente gay o un ospedale privato potrebbe rifiutare un rom».
Parla il deputato di Sel Alessandro Zan
In foto Ivan Scalfarotto (Pd) e Alessandro Zan (Sel)
I deputati gay vanno alla guerra nel nome dell'omofobia.
Uno è del Pd: Ivan Scalfarotto, relatore della legge sull'omofobia appena varata dalla Camera, che ha scatenato polemiche e critiche da parte delle associazioni gay. L'altro è Alessandro Zan, padovano di Sel, alla prima legislatura. Gay dichiarato pure lui, in prima linea per i diritti civili in Italia, dopo il varo della norma edulcorata dai vari accordi con Pdl, Scelta civica, cattolici di destra e di sinistra, smette i panni del politically correct e attacca il Pd: «Deprecabile e inspiegabile la scelta di far naufragare una buona legge, che poteva essere approvata con i voti di Pd, Sel e M5s nel nome delle larghe intese. A perderci non sono solo i gay, ma anche le altre minoranze che, così, sarebbero meno tutelate di prima». Zan chiede al Senato di modificare la norma. Anche se sa che sarà difficile. Visto che già alla Camera, dove i numeri per il centrosinistra erano oceanici, non si è riusciti a varare la legge come richiesta dalle associazioni gay.
Onorevole Zan, in Parlamento c'era una buona proposta di legge con maggioranza Pd-M5s. Anziché votarla è stata trasformata in una legge che fa insorgere tutte le associazioni gay, pur di avere i voti di Scelta civica e Pdl. Che ne pensa?
«Penso che peggio di così non si poteva. La proposta di legge che chiedeva una piena estensione della Legge Mancino-Reale ai reati di omofobia e transfobia è stata tra le proposte più sottoscritte della nostra storia parlamentare. Segno che c'era e c'è una larghissima maggioranza favorevole ad estenderla davvero».
Però la linea del Pd, e del relatore Ivan Scalfarotto, è stata la ricerca di "larghe intese"
«Sì, a scapito della legge. E, detto tra noi, non sono state nemmeno così larghe queste intese. Anzi, è assolutamente falso dire che l'emendamento Gitti, approvato da un pezzo di Pd e da una parte di Scelta Civica fosse necessario per costruire un largo consenso parlamentare. A riprova di questo c'è anche la constatazione del fatto che su quell'emendamento il Pd si è spaccato con circa 80 deputati che hanno votato contro e anche la parte laica dei deputati di Scelta Civica era in forte imbarazzo nell'approvarlo».
L'emendamento Gitti dice, in sostanza, che alcuni italiani (esponenti religiosi o di movimenti politici) possono avere condotte omofobe. Ma non solo, giusto?
«L'emendamento Gitti è disastroso per tutta la Legge Mancino, perché va a inficiare l'efficacia di tutta la legge anche su fattispecie di reato che la norma già prevedeva. In pratica, era meglio non far nulla. Così come è passato alla Camera, la legge crea delle zone franche dove chi compie incitamento alla discriminazione viene esentato dagli effetti punitivi di una legge, la Mancino, che è stata una conquista per contrastare antisemitismo e razzismo nel nostro Paese. Ecco perché Scalfarotto non doveva assolutamente piegarsi alla logica di compromesso della parte più arretrata delle larghe intese. E' stato un atteggiamento inspiegabile e deprecabile».
In pratica, fatta così, la legge potrebbe addirittura favorire l'omofobia organizzata. O no?
«Se la legge entrasse in vigore così come approvata dalla Camera, omofobi, razzisti e antisemiti se organizzati avrebbero libertà d'azione».
Faccia un esempio
«Ne faccio più d'uno: potrebbe verificarsi il caso di un rifiuto a prestare cure mediche verso un omosessuale o un transessuale da parte di una struttura ospedaliera privata; potrebbe verificarsi il caso in una scuola cattolica di un allontanamento di uno studente perché transgender, se per caso si veste con abiti femminili, o perché gay; potrebbe verificarsi il caso di una chiamata a raccolta da parte di un'organizzazione di estrema destra o fondamentalista cattolica per contestare una pacifica manifestazione lgbt o un pride. Ricordiamo il caso dei manifesti di Forza Nuova in occasione di un Pride che invitavano a mettere i gay nel Colosseo con i leoni e a contestare la manifestazione. Così come non potrebbe essere sciolta un'organizzazione che propaganda idee antisemite, razziste od omofobe. Cosa che è un caposaldo della Legge Mancino».
fonte http://espresso.repubblica.it di Tommaso Cerno
Parla il deputato di Sel Alessandro Zan
In foto Ivan Scalfarotto (Pd) e Alessandro Zan (Sel)
I deputati gay vanno alla guerra nel nome dell'omofobia.
Uno è del Pd: Ivan Scalfarotto, relatore della legge sull'omofobia appena varata dalla Camera, che ha scatenato polemiche e critiche da parte delle associazioni gay. L'altro è Alessandro Zan, padovano di Sel, alla prima legislatura. Gay dichiarato pure lui, in prima linea per i diritti civili in Italia, dopo il varo della norma edulcorata dai vari accordi con Pdl, Scelta civica, cattolici di destra e di sinistra, smette i panni del politically correct e attacca il Pd: «Deprecabile e inspiegabile la scelta di far naufragare una buona legge, che poteva essere approvata con i voti di Pd, Sel e M5s nel nome delle larghe intese. A perderci non sono solo i gay, ma anche le altre minoranze che, così, sarebbero meno tutelate di prima». Zan chiede al Senato di modificare la norma. Anche se sa che sarà difficile. Visto che già alla Camera, dove i numeri per il centrosinistra erano oceanici, non si è riusciti a varare la legge come richiesta dalle associazioni gay.
Onorevole Zan, in Parlamento c'era una buona proposta di legge con maggioranza Pd-M5s. Anziché votarla è stata trasformata in una legge che fa insorgere tutte le associazioni gay, pur di avere i voti di Scelta civica e Pdl. Che ne pensa?
«Penso che peggio di così non si poteva. La proposta di legge che chiedeva una piena estensione della Legge Mancino-Reale ai reati di omofobia e transfobia è stata tra le proposte più sottoscritte della nostra storia parlamentare. Segno che c'era e c'è una larghissima maggioranza favorevole ad estenderla davvero».
Però la linea del Pd, e del relatore Ivan Scalfarotto, è stata la ricerca di "larghe intese"
«Sì, a scapito della legge. E, detto tra noi, non sono state nemmeno così larghe queste intese. Anzi, è assolutamente falso dire che l'emendamento Gitti, approvato da un pezzo di Pd e da una parte di Scelta Civica fosse necessario per costruire un largo consenso parlamentare. A riprova di questo c'è anche la constatazione del fatto che su quell'emendamento il Pd si è spaccato con circa 80 deputati che hanno votato contro e anche la parte laica dei deputati di Scelta Civica era in forte imbarazzo nell'approvarlo».
L'emendamento Gitti dice, in sostanza, che alcuni italiani (esponenti religiosi o di movimenti politici) possono avere condotte omofobe. Ma non solo, giusto?
«L'emendamento Gitti è disastroso per tutta la Legge Mancino, perché va a inficiare l'efficacia di tutta la legge anche su fattispecie di reato che la norma già prevedeva. In pratica, era meglio non far nulla. Così come è passato alla Camera, la legge crea delle zone franche dove chi compie incitamento alla discriminazione viene esentato dagli effetti punitivi di una legge, la Mancino, che è stata una conquista per contrastare antisemitismo e razzismo nel nostro Paese. Ecco perché Scalfarotto non doveva assolutamente piegarsi alla logica di compromesso della parte più arretrata delle larghe intese. E' stato un atteggiamento inspiegabile e deprecabile».
In pratica, fatta così, la legge potrebbe addirittura favorire l'omofobia organizzata. O no?
«Se la legge entrasse in vigore così come approvata dalla Camera, omofobi, razzisti e antisemiti se organizzati avrebbero libertà d'azione».
Faccia un esempio
«Ne faccio più d'uno: potrebbe verificarsi il caso di un rifiuto a prestare cure mediche verso un omosessuale o un transessuale da parte di una struttura ospedaliera privata; potrebbe verificarsi il caso in una scuola cattolica di un allontanamento di uno studente perché transgender, se per caso si veste con abiti femminili, o perché gay; potrebbe verificarsi il caso di una chiamata a raccolta da parte di un'organizzazione di estrema destra o fondamentalista cattolica per contestare una pacifica manifestazione lgbt o un pride. Ricordiamo il caso dei manifesti di Forza Nuova in occasione di un Pride che invitavano a mettere i gay nel Colosseo con i leoni e a contestare la manifestazione. Così come non potrebbe essere sciolta un'organizzazione che propaganda idee antisemite, razziste od omofobe. Cosa che è un caposaldo della Legge Mancino».
fonte http://espresso.repubblica.it di Tommaso Cerno
giovedì 19 settembre 2013
"L'orgoglio e i pregiudizi" Per un'informazione rispettosa delle persone LGBT. Seminari di formazione per giornalisti sui temi del genere e dell'orientamento sessuale
“L'orgoglio e i pregiudizi”. Giornalisti e persone LGBT
Quattro seminari di formazione a cura dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Presidenza del Consiglio dei Ministri
-Dipartimento per le Pari Opportunità-
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali in collaborazione con Redattore Sociale
presenta L'orgoglio e i pregiudizi
Per un'informazione rispettosa delle persone LGBT
Seminari di formazione per giornalisti sui temi del genere e dell'orientamento sessuale:
MILANO - 15 ottobre 2013
ROMA - 16 ottobre 2013
NAPOLI - 18 ottobre 2013
PALERMO - 22 ottobre 2013
ISCRIZIONI E INFORMAZIONI:
http://www.giornalisti.redattoresociale.it/l-orgoglio-e-i-pregiudizi.aspx
Ogni volta che i riflettori della cronaca si accendono su “ambienti gay” torbidi e devianti, o l'omosessualità di qualcuno è usata come un’arma di dileggio, ogni volta che transessualità diviene sinonimo di prostituzione e l’orgoglio è trasformato in “esibizionismo”, i media italiani allontanano di un passo la conoscenza delle persone LGBT, delle loro lotte, delle loro vite, dei loro diritti.
Talvolta è per imbarazzo, talaltra per incompetenza. In molti casi è per pregiudizio, più o meno consapevole.
Così i mezzi di informazione possono rendersi complici di una cultura omofobica che esclude e discrimina le persone LGBT. Omofobia, lesbofobia, transfobia sono forme di avversione irrazionali, “analoghe al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo”, secondo la definizione del Parlamento Europeo.
Possono esprimersi attraverso discorsi intrisi d'odio e istigazione alla discriminazione, ma anche con l'occultamento e la cancellazione delle identità sessuali e di genere che si discostano da una presunta “norma” eterosessuale.
Organizzazioni della società civile, intellettuali, giornalisti, insieme a enti come l'UNAR, promuovono da anni un cambiamento che parta dalla cultura e dal linguaggio. Sono lontani oggi i tempi in cui mancava persino un lessico per nominare senza disprezzo la diversità, ma ancora è scarsa o troppo fragile tra gli operatori della comunicazione la conoscenza e la consapevolezza delle “parole per dirlo”.
Per questo è necessaria un'azione continua di formazione e dialogo che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, metta in guardia dai rischi di un cattivo uso delle parole e indichi la via per un'informazione corretta sulle persone LGBT.
È questo l'obiettivo dei seminari, rivolti a tutti i comunicatori e in particolare ai giornalisti, sia a chi è ancora in formazione sia a coloro che svolgono già la professione, soprattutto con ruoli di responsabilità nella selezione delle notizie e nell'impostazione di titoli e gerarchie.
Con il patrocinio di
Ordine dei Giornalisti - Federazione Nazionale Stampa Italiana
Iscrizioni e informazioni
0734 681001, giornalisti@redattoresociale.it, www.giornalisti.redattoresociale.it
Seminari realizzati con il contributo del Consiglio d’Europa nell’ambito della “Strategia nazionale 2013-2015 per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”
fonte http://www.tellusfolio.it
Quattro seminari di formazione a cura dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Presidenza del Consiglio dei Ministri
-Dipartimento per le Pari Opportunità-
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali in collaborazione con Redattore Sociale
presenta L'orgoglio e i pregiudizi
Per un'informazione rispettosa delle persone LGBT
Seminari di formazione per giornalisti sui temi del genere e dell'orientamento sessuale:
MILANO - 15 ottobre 2013
ROMA - 16 ottobre 2013
NAPOLI - 18 ottobre 2013
PALERMO - 22 ottobre 2013
ISCRIZIONI E INFORMAZIONI:
http://www.giornalisti.redattoresociale.it/l-orgoglio-e-i-pregiudizi.aspx
Ogni volta che i riflettori della cronaca si accendono su “ambienti gay” torbidi e devianti, o l'omosessualità di qualcuno è usata come un’arma di dileggio, ogni volta che transessualità diviene sinonimo di prostituzione e l’orgoglio è trasformato in “esibizionismo”, i media italiani allontanano di un passo la conoscenza delle persone LGBT, delle loro lotte, delle loro vite, dei loro diritti.
Talvolta è per imbarazzo, talaltra per incompetenza. In molti casi è per pregiudizio, più o meno consapevole.
Così i mezzi di informazione possono rendersi complici di una cultura omofobica che esclude e discrimina le persone LGBT. Omofobia, lesbofobia, transfobia sono forme di avversione irrazionali, “analoghe al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo”, secondo la definizione del Parlamento Europeo.
Possono esprimersi attraverso discorsi intrisi d'odio e istigazione alla discriminazione, ma anche con l'occultamento e la cancellazione delle identità sessuali e di genere che si discostano da una presunta “norma” eterosessuale.
Organizzazioni della società civile, intellettuali, giornalisti, insieme a enti come l'UNAR, promuovono da anni un cambiamento che parta dalla cultura e dal linguaggio. Sono lontani oggi i tempi in cui mancava persino un lessico per nominare senza disprezzo la diversità, ma ancora è scarsa o troppo fragile tra gli operatori della comunicazione la conoscenza e la consapevolezza delle “parole per dirlo”.
Per questo è necessaria un'azione continua di formazione e dialogo che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, metta in guardia dai rischi di un cattivo uso delle parole e indichi la via per un'informazione corretta sulle persone LGBT.
È questo l'obiettivo dei seminari, rivolti a tutti i comunicatori e in particolare ai giornalisti, sia a chi è ancora in formazione sia a coloro che svolgono già la professione, soprattutto con ruoli di responsabilità nella selezione delle notizie e nell'impostazione di titoli e gerarchie.
Con il patrocinio di
Ordine dei Giornalisti - Federazione Nazionale Stampa Italiana
Iscrizioni e informazioni
0734 681001, giornalisti@redattoresociale.it, www.giornalisti.redattoresociale.it
Seminari realizzati con il contributo del Consiglio d’Europa nell’ambito della “Strategia nazionale 2013-2015 per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”
fonte http://www.tellusfolio.it
Lgbt: Lacci arcobaleno contro l’omofobia per le scarpe dei calciatori inglesi
L’associazione Stonewall, che lavora per i diritti LGBT nel Regno Unito, insieme con la società di scommesse sportive Paddy Power, ha inviato dei lacci per scarpe di color arcobaleno a tutte le squadre professioniste di Inghilterra e Scozia.
L’invio di lacci rainbow a tutte le centotrentaquattro squadre che giocano in una delle leghe professionistiche di calcio nel Regno Unito ha come obiettivo la rivendicazione dei diritti delle persone LGBT come anche il sostegno a quei calciatori omosessuali che non hanno il coraggio di fare coming out per timore della reazione dei tifosi e dell’opinione pubblica in genere.
Per Laura Doughtu, direttrice esecutiva di Stonewall, che dal 2009 porta avanti una battaglia per la difesa dei gay nel calcio professionale, “è tempo perché le squadra e i calciatori facciano un passo in avanti e si dichiarino apertamente contro l’omofobia nel nostro sport nazionale”.
Stando a uno studio portato avanti dalla stessa organizzazione, su dieci tifosi che nel corso della stagione calcistica hanno partecipato alle partite della Premier League, ben sette hanno ascoltato insulti omofobici dagli spalti.
Doughty è certa che indossando i lacci dei colori della bandiera gay sarà un bel gesto per inviare “un messaggio di sostegno ai calciatori gay e finalmente il calcio verrà proiettato in questo secolo in cui viviamo”.
Al momento Joey Barton, centrocampista dei Queens Park Rangers (club calcistico londinese attualmente militante nella Football League Championship), ha mostrato il suo sostegno all’iniziativa e la sta pubblicizzando su Twitter con frasi come
Mostrare alle persone il proprio orientamento sessuale non dovrebbe essere un problema. Unisciti al movimento dei lacci arcobaleno.
Oltre alla consegna dei lacci rainbow, Stonewall sta facendo una capillare campagna in tutto il Regno Unito, con manifesti e pubblicità sui principali giornali.
Dei cinquemila calciatori delle principali leghe di Inghilterra, Scozia e Galles nessuno è gay dichiarato, il che ha portato l’associazione Stonewaal a ritenere che i calciatori hanno paura a far coming out per l’impatto che questo potrebbe avere sulle loro carriere.
Nella storia del calcio britannico solo un calciatore professionista ha dichiarato pubblicamente di essere omosessuale: parliamo di Justin Fashanu che si è suicidato nel 1997, sette anni dopo aver fatto coming out.
fonte http://www.queerblog.it scritto da: Roberto Russo
L’invio di lacci rainbow a tutte le centotrentaquattro squadre che giocano in una delle leghe professionistiche di calcio nel Regno Unito ha come obiettivo la rivendicazione dei diritti delle persone LGBT come anche il sostegno a quei calciatori omosessuali che non hanno il coraggio di fare coming out per timore della reazione dei tifosi e dell’opinione pubblica in genere.
Per Laura Doughtu, direttrice esecutiva di Stonewall, che dal 2009 porta avanti una battaglia per la difesa dei gay nel calcio professionale, “è tempo perché le squadra e i calciatori facciano un passo in avanti e si dichiarino apertamente contro l’omofobia nel nostro sport nazionale”.
Stando a uno studio portato avanti dalla stessa organizzazione, su dieci tifosi che nel corso della stagione calcistica hanno partecipato alle partite della Premier League, ben sette hanno ascoltato insulti omofobici dagli spalti.
Doughty è certa che indossando i lacci dei colori della bandiera gay sarà un bel gesto per inviare “un messaggio di sostegno ai calciatori gay e finalmente il calcio verrà proiettato in questo secolo in cui viviamo”.
Al momento Joey Barton, centrocampista dei Queens Park Rangers (club calcistico londinese attualmente militante nella Football League Championship), ha mostrato il suo sostegno all’iniziativa e la sta pubblicizzando su Twitter con frasi come
Mostrare alle persone il proprio orientamento sessuale non dovrebbe essere un problema. Unisciti al movimento dei lacci arcobaleno.
Oltre alla consegna dei lacci rainbow, Stonewall sta facendo una capillare campagna in tutto il Regno Unito, con manifesti e pubblicità sui principali giornali.
Dei cinquemila calciatori delle principali leghe di Inghilterra, Scozia e Galles nessuno è gay dichiarato, il che ha portato l’associazione Stonewaal a ritenere che i calciatori hanno paura a far coming out per l’impatto che questo potrebbe avere sulle loro carriere.
Nella storia del calcio britannico solo un calciatore professionista ha dichiarato pubblicamente di essere omosessuale: parliamo di Justin Fashanu che si è suicidato nel 1997, sette anni dopo aver fatto coming out.
fonte http://www.queerblog.it scritto da: Roberto Russo
Milano Teatro: Filodrammatici, secondo anno per rassegna Lgbt in quattro serate tra il 7 e il 10 novembre
Cinque spettacoli sulle tematiche dell'omosessualita' in quattro serate tra il 7 e il 10 novembre: dopo il successo dell'anno scorso torna al Filodrammatici di Milano con la sua seconda edizione il festival Illecite//Visioni, rassegna di teatro omosessuale curata dal giornalista e critico Mario Cervio Gualersi.
Il festival, realizzato in collaborazione con Arcigay Milano e con il sostegno del Comune di Milano, rientra nella programmazione del Teatro della stagione 2013/2014, intitolata "Tradizione (e) tradimenti".
Una programmazione ricca di prime nazionali che, come sottolineano i direttori artistici, si caratterizza per una volonta' di innovazione dei linguaggi e per una costante riflessione sulla contemporaneita'.
"Il Filodrammatici - afferma l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno - partecipa a quel sistema virtuoso che e' riuscito a dare vita al lavoro congiunto di oltre trenta organismi teatrali e che ci e' invidiato a livello nazionale. Uno spazio collocato in un luogo cosi' strategico della citta' ha saputo sempre rinnovarsi incredibilmente".
fonte http://www.liberoquotidiano.it via (Adnkronos)
Il festival, realizzato in collaborazione con Arcigay Milano e con il sostegno del Comune di Milano, rientra nella programmazione del Teatro della stagione 2013/2014, intitolata "Tradizione (e) tradimenti".
Una programmazione ricca di prime nazionali che, come sottolineano i direttori artistici, si caratterizza per una volonta' di innovazione dei linguaggi e per una costante riflessione sulla contemporaneita'.
"Il Filodrammatici - afferma l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno - partecipa a quel sistema virtuoso che e' riuscito a dare vita al lavoro congiunto di oltre trenta organismi teatrali e che ci e' invidiato a livello nazionale. Uno spazio collocato in un luogo cosi' strategico della citta' ha saputo sempre rinnovarsi incredibilmente".
fonte http://www.liberoquotidiano.it via (Adnkronos)
martedì 17 settembre 2013
Lgbt: Il Comune di Napoli contro le leggi omofobe in Russia - Recepito l'appello del Comitato Arcigay di Napoli
Con l’entrata in vigore nella federazione russa della legge che vieta la “propaganda gay”, la cosiddetta “omofobia di Stato” è ormai ufficiale: è proibito parlare dei temi legati all’omosessualità in pubblico, entro i confini dei Paesi che costituiscono la grande federazione russa.
In occasione della presenza in città della Compagnia del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, annoverata tra le più famose compagnie di balletto della storia, che porta in scena al Teatro San Carlo “Il Lago dei Cigni”, l'Assessore Pina Tommasielli incaricata dal Sindaco sarà presente in Teatro alla prima dello spettacolo (17-09-2013) con un simbolo rainbow per far sentire la voce di disappunto dell'Amministrazione partenopea per il varo di una legge liberticida e la vicinanza alla comunità LGBT russa.
La norma è stata condannata da Claude Cahn, membro dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha dichiarato come siano "intrinsecamente discriminatorie sia negli intenti che nei loro effetti le leggi anti-gay". Da varie parti del mondo giungono manifestazioni di indignazione: ultima, in ordine di tempo, quella della cantante e attrice Cher che ha rifiutato di cantare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 per solidarietà con la comunità LGBT.
Arcigay Napoli esprime viva gratitudine per il gesto di grande valore e coraggio dell’Amministrazione Comunale che ha recepito con entusiasmo l’invito rivoltole da Arcigay per un atto di forte impegno in concomitanza della presenza in città di uno dei simboli emblematici della cultura russa.
Ufficio Stampa Arcigay Napoli / ufficio.stampa@arcigaynapoli.org
fonte http://www.arcigaynapoli.org/
In occasione della presenza in città della Compagnia del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, annoverata tra le più famose compagnie di balletto della storia, che porta in scena al Teatro San Carlo “Il Lago dei Cigni”, l'Assessore Pina Tommasielli incaricata dal Sindaco sarà presente in Teatro alla prima dello spettacolo (17-09-2013) con un simbolo rainbow per far sentire la voce di disappunto dell'Amministrazione partenopea per il varo di una legge liberticida e la vicinanza alla comunità LGBT russa.
La norma è stata condannata da Claude Cahn, membro dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha dichiarato come siano "intrinsecamente discriminatorie sia negli intenti che nei loro effetti le leggi anti-gay". Da varie parti del mondo giungono manifestazioni di indignazione: ultima, in ordine di tempo, quella della cantante e attrice Cher che ha rifiutato di cantare alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 per solidarietà con la comunità LGBT.
Arcigay Napoli esprime viva gratitudine per il gesto di grande valore e coraggio dell’Amministrazione Comunale che ha recepito con entusiasmo l’invito rivoltole da Arcigay per un atto di forte impegno in concomitanza della presenza in città di uno dei simboli emblematici della cultura russa.
Ufficio Stampa Arcigay Napoli / ufficio.stampa@arcigaynapoli.org
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Lgbt: Omofobia? E’ in realtà una sorta di “autofobia”
Una serie di indagini psicologiche condotte da Università britanniche e statunitensi confermano che l'omofobia più marcata si riscontra nei soggetti repressi.
Ricercatori delle Università di Rochester e di Essex (Inghilterra) con la collaborazione di studiosi della University of California di Santa Barbara hanno condotto -per la prima volta in assoluto- studi sul ruolo giocato dai genitori e dall'orientamento sessuale nelle forme più aggressive e profonde di intolleranza verso le persone omosessuali.
Secondo gli psicologi i soggetti più orientati all'odio e agli atti violenti contro gay e lesbiche sarebbero spinti da sessualità e personalità represse, ovvero soggetti attratti dal proprio stesso sesso che a causa di genitori autoritari non hanno potuto esprimere il proprio desiderio e reale orientamento.
Una frustrazione che da adulti sfocerebbe nel rifiuto di se stessi e nella conseguente marcata aggressività nei confronti di chi invece esprime liberamente la propria omosessualità. “Gli individui che si identificano come eterosessuali -spiega la coordinatrice del progetto di ricerca dottoressa Neta Weinstein- ma che nei test psicologici dimostrano una forte attrazione per lo stesso sesso, si sentono minacciati da gay e lesbiche perché gli omosessuali ricordano loro tendenze analoghe all'interno di se stessi”.
Gli fa eco il professor Richard Ryan, docente di psicologia presso la University of Rochester: “In moltissimi casi si tratta di persone che sono in guerra con se stesse e che affrontano questo conflitto interno riversandolo verso l'esterno”.
Gli studi sono stati sviluppati in 4 esperimenti separati in Germania e negli Stati Uniti con la collaborazione di un migliaio di studenti universitari: ad essi sono stati proposti questionari da riempire, immagini da valutare e soprattutto test al computer dove, attraverso una serie di messaggi e fotogrammi subliminali, era possibile per gli psicologi valutare il livello implicito ed esplicito di omofobia di ciascun partecipante. Dalla ricerca è emerso il forte legame tra omofobia più marcata e situazioni familiari in cui l'educazione sessuale era fortemente repressiva.
Secondo la Weinstein il nuovo studio avvalora molte teorie psicoanalitiche che ipotizzavano che la paura e l'avversione verso i gay nascessero dai propri desideri repressi, tuttavia non può ritenersi completo poiché i partecipanti erano tutti studenti universitari. La ricercatrice spiega che sarebbe importante riproporlo anche con altre categorie, ad esempio adolescenti non ancora usciti di casa o anziani con una vita ormai stabilizzata.
fonte http://www.articolotre.com
Ricercatori delle Università di Rochester e di Essex (Inghilterra) con la collaborazione di studiosi della University of California di Santa Barbara hanno condotto -per la prima volta in assoluto- studi sul ruolo giocato dai genitori e dall'orientamento sessuale nelle forme più aggressive e profonde di intolleranza verso le persone omosessuali.
Secondo gli psicologi i soggetti più orientati all'odio e agli atti violenti contro gay e lesbiche sarebbero spinti da sessualità e personalità represse, ovvero soggetti attratti dal proprio stesso sesso che a causa di genitori autoritari non hanno potuto esprimere il proprio desiderio e reale orientamento.
Una frustrazione che da adulti sfocerebbe nel rifiuto di se stessi e nella conseguente marcata aggressività nei confronti di chi invece esprime liberamente la propria omosessualità. “Gli individui che si identificano come eterosessuali -spiega la coordinatrice del progetto di ricerca dottoressa Neta Weinstein- ma che nei test psicologici dimostrano una forte attrazione per lo stesso sesso, si sentono minacciati da gay e lesbiche perché gli omosessuali ricordano loro tendenze analoghe all'interno di se stessi”.
Gli fa eco il professor Richard Ryan, docente di psicologia presso la University of Rochester: “In moltissimi casi si tratta di persone che sono in guerra con se stesse e che affrontano questo conflitto interno riversandolo verso l'esterno”.
Gli studi sono stati sviluppati in 4 esperimenti separati in Germania e negli Stati Uniti con la collaborazione di un migliaio di studenti universitari: ad essi sono stati proposti questionari da riempire, immagini da valutare e soprattutto test al computer dove, attraverso una serie di messaggi e fotogrammi subliminali, era possibile per gli psicologi valutare il livello implicito ed esplicito di omofobia di ciascun partecipante. Dalla ricerca è emerso il forte legame tra omofobia più marcata e situazioni familiari in cui l'educazione sessuale era fortemente repressiva.
Secondo la Weinstein il nuovo studio avvalora molte teorie psicoanalitiche che ipotizzavano che la paura e l'avversione verso i gay nascessero dai propri desideri repressi, tuttavia non può ritenersi completo poiché i partecipanti erano tutti studenti universitari. La ricercatrice spiega che sarebbe importante riproporlo anche con altre categorie, ad esempio adolescenti non ancora usciti di casa o anziani con una vita ormai stabilizzata.
fonte http://www.articolotre.com
Cher non canterà alle Olimpiadi in Russia a causa della legge anti-gay
La legge anti-gay in Russia ha destato molto scalpore e ha portato molte star a decidere di non andare nel Paese in segno di protesta. Tra queste c’è Cher, che ha rifiutato di esibirsi alle Olimpiadi.
L’artista non ha voluto rivelare chi ha richiesto la sua presenza alle Olimpiadi in Russia, ma ha preferito declinare l’invito proprio in segno di protesta a causa dell’assurda legge anti-gay voluta da Putin:
Non posso fare il suo nome ma un mio amico, che laggiù è un grande oligarca, mi ha chiesto se volevo essere ambasciatrice delle Olimpiadi e aprire lo show. Ho detto di no. Non capisco perché tutto questo odio verso i gay sia appena esploso laggiù. Non credo che il popolo russo senta le stesse cose decise dal governo.
Cher è colpita personalmente dalla questione, infatti ha una figlia, Chastity Bono, che ha deciso di cambiare sesso e che oggi è conosciuta come Chaz Bono.
In questi giorni invece è stata Lady Gaga ad accettare un invito molto particolare da un magnate russo: Roman Abramovich l’ha invitata al suo Capodanno, ha richiesto una sua esibizione per due milioni di euro e a quel punto la popstar, da sempre schieratissima a favore delle coppie omosessuali, si è dimenticata della grande amicizia che lega Abramovich a Putin ed ha detto sì!
fonte http://www.starlettime.com/di Elide Messineo-Photo Credits | Getty Images
L’artista non ha voluto rivelare chi ha richiesto la sua presenza alle Olimpiadi in Russia, ma ha preferito declinare l’invito proprio in segno di protesta a causa dell’assurda legge anti-gay voluta da Putin:
Non posso fare il suo nome ma un mio amico, che laggiù è un grande oligarca, mi ha chiesto se volevo essere ambasciatrice delle Olimpiadi e aprire lo show. Ho detto di no. Non capisco perché tutto questo odio verso i gay sia appena esploso laggiù. Non credo che il popolo russo senta le stesse cose decise dal governo.
Cher è colpita personalmente dalla questione, infatti ha una figlia, Chastity Bono, che ha deciso di cambiare sesso e che oggi è conosciuta come Chaz Bono.
In questi giorni invece è stata Lady Gaga ad accettare un invito molto particolare da un magnate russo: Roman Abramovich l’ha invitata al suo Capodanno, ha richiesto una sua esibizione per due milioni di euro e a quel punto la popstar, da sempre schieratissima a favore delle coppie omosessuali, si è dimenticata della grande amicizia che lega Abramovich a Putin ed ha detto sì!
fonte http://www.starlettime.com/di Elide Messineo-Photo Credits | Getty Images
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Gli sponsor minacciano di ritirarsi, a rischio i Giochi di Sochi 2014
I grandi brand statunitensi che avevano garantito la sponsorizzazione dei Giochi di Sochi adesso ci ripensano. Le polemiche internazionali per le politiche anti-gay potrebbero metterli in cattiva luce
I giochi di Sochi sono a rischio, o comunque non lo sono mai stati come in questo momento. A minarli, però, non è la tanto attesa, e mai arrivata, pronuncia del Comitato Olimpico contro le leggi anti-gay approvate dalla Russia, quanto la possibilità che alcuni grossi sponsor rinuncino alla vigilia dell'inizio delle Olimpiadi Invernali.
Secondo Gerhard Heiberg responsabile marketing del Comitato Olimpico Internazionale, infatti, soprattutto gli sponsor statunitensi sono molto preoccupati per le conseguenze che potrebbe avere sulla loro immagine sponsorizzare un evento sportivo così inviso alla comunità lgbt che in tutto il mondo sta facendo sentire la sua voce nel tentativo di boicottarlo.
Nello scorso week end si sono tenuti kiss-in davanti alle ambasciate russe di tutto il mondo, cosa che ha contribuito ad alzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle condizioni delle persone lgbt in Russia, sulla repressione, le violenze e l'omofobia che si diffonde a macchia d'olio con il bene stare del Cremlino.
Le aziende statunitensi che, invece, hanno spesso aderito alle campagne contro l'omofobia e si sono schierate a favore dei matrimoni gay entro i confini Usa, temono che sponsorizzare i Giochi invernali di Sochi si riveli un boomerang per la loro immagine e, quindi, per gli affari. Parliamo soprattutto di Coca-Cola, Panasonic, McDonald's e Visa.
Dmitry Chernyshenko, uno dei capi del comitato organizzatore di Sochi 2014, ha chiesto al Coi di aiutarli a mitigare la campagna in atto specialmente negli Usa e nell'Europa occidentale che sta mettendo in cattiva luce la Russia e lo stesso evento sportivo.
Chernyshenko ha ribadito che la legge approvata e quelle in discussione non proibiscono l'omosessualità in quanto tale e non entrano in conflitto con lo Statuto delle Olimpiadi.
"Non vogliamo cambiare le leggi russe - ha commentato Heiberg -. Le accettiamo come una decisione interna alla Russia. Ma quali saranno le conseguenze"?
Alla fine, dunque, la campagna di boicottaggio lanciata dalle associazioni lgbt internazionali potrebbe avere qualche effetto, anche se forse non quello desiderato di bloccare del tutto i Giochi.
fonte http://www.gay.it
I giochi di Sochi sono a rischio, o comunque non lo sono mai stati come in questo momento. A minarli, però, non è la tanto attesa, e mai arrivata, pronuncia del Comitato Olimpico contro le leggi anti-gay approvate dalla Russia, quanto la possibilità che alcuni grossi sponsor rinuncino alla vigilia dell'inizio delle Olimpiadi Invernali.
Secondo Gerhard Heiberg responsabile marketing del Comitato Olimpico Internazionale, infatti, soprattutto gli sponsor statunitensi sono molto preoccupati per le conseguenze che potrebbe avere sulla loro immagine sponsorizzare un evento sportivo così inviso alla comunità lgbt che in tutto il mondo sta facendo sentire la sua voce nel tentativo di boicottarlo.
Nello scorso week end si sono tenuti kiss-in davanti alle ambasciate russe di tutto il mondo, cosa che ha contribuito ad alzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle condizioni delle persone lgbt in Russia, sulla repressione, le violenze e l'omofobia che si diffonde a macchia d'olio con il bene stare del Cremlino.
Le aziende statunitensi che, invece, hanno spesso aderito alle campagne contro l'omofobia e si sono schierate a favore dei matrimoni gay entro i confini Usa, temono che sponsorizzare i Giochi invernali di Sochi si riveli un boomerang per la loro immagine e, quindi, per gli affari. Parliamo soprattutto di Coca-Cola, Panasonic, McDonald's e Visa.
Dmitry Chernyshenko, uno dei capi del comitato organizzatore di Sochi 2014, ha chiesto al Coi di aiutarli a mitigare la campagna in atto specialmente negli Usa e nell'Europa occidentale che sta mettendo in cattiva luce la Russia e lo stesso evento sportivo.
Chernyshenko ha ribadito che la legge approvata e quelle in discussione non proibiscono l'omosessualità in quanto tale e non entrano in conflitto con lo Statuto delle Olimpiadi.
"Non vogliamo cambiare le leggi russe - ha commentato Heiberg -. Le accettiamo come una decisione interna alla Russia. Ma quali saranno le conseguenze"?
Alla fine, dunque, la campagna di boicottaggio lanciata dalle associazioni lgbt internazionali potrebbe avere qualche effetto, anche se forse non quello desiderato di bloccare del tutto i Giochi.
fonte http://www.gay.it
Lgbt: Giornalista russa minaccia l’outing di politici omofobi russi
La giornalista e attivista russa Elena Kostyuchenko non ci sta più all’omofobia di stato e annuncia di essere pronta a fare i nomi dei deputati gay che siedono nella Duma e che votano le leggi contro la comunità lgbt russa.
Giornalista investigativa del giornale russo Novaya Gazeta nonché attivista LGBT, Elena Kostyuchenko ha annunciato la propria intenzione di fare outing di quei politici russi che, pur essendo omosessuali, votano leggi contro la comunità gay.
Stando a quanto riporta la stampa russa, Elena Kostyuchenko avrebbe così scritto sui social network:
Nel caso di approvazione della legge che vuole togliere i figli ai genitori omosessuali, saranno pubblicate informazioni sui deputati omosessuali della Duma… Saranno immuni solo quei deputati che voteranno contro tale legge. Gli altri nomi saranno resi pubblici. Questo è un avvertimento. Loro vogliono distruggere le nostre vite e noi distruggeremo le loro.
Kostyuchenko, che a quanto sembra è stata arrestata lo scorso maggio per aver partecipato a un Gay Pride a Mosca, non è estranea al mondo dell’attivisto LGBT nel clima omofobo della Russia: più volte ha rilasciato interviste in tv contro la legge anti gay che vige nel suo paese come anche si è fatta promotrice di iniziative simboliche (come, per esempio, un kiss in gay dinanzi alla Duma) per denunciare l’omofobia di stato.
Giova ricordare la differenza tra coming out e outing. Il primo è quando il soggetto rivela il proprio orientamento omosessuale; il secondo è quando si rende pubblico l’orientamento sessuale di qualcuno.
L’outing è soprattutto un atto politico e non uno pettegolezzo e solitamente vi si ricorre per denunciare quanti pubblicamente sono rigidi oppositori dell’omosessualità e poi, nella realtà, sono gay o lesbiche.
fonte http://www.queerblog.it/ Scritto da: Roberto Russo. Via + foto | In Out Post
Giornalista investigativa del giornale russo Novaya Gazeta nonché attivista LGBT, Elena Kostyuchenko ha annunciato la propria intenzione di fare outing di quei politici russi che, pur essendo omosessuali, votano leggi contro la comunità gay.
Stando a quanto riporta la stampa russa, Elena Kostyuchenko avrebbe così scritto sui social network:
Nel caso di approvazione della legge che vuole togliere i figli ai genitori omosessuali, saranno pubblicate informazioni sui deputati omosessuali della Duma… Saranno immuni solo quei deputati che voteranno contro tale legge. Gli altri nomi saranno resi pubblici. Questo è un avvertimento. Loro vogliono distruggere le nostre vite e noi distruggeremo le loro.
Kostyuchenko, che a quanto sembra è stata arrestata lo scorso maggio per aver partecipato a un Gay Pride a Mosca, non è estranea al mondo dell’attivisto LGBT nel clima omofobo della Russia: più volte ha rilasciato interviste in tv contro la legge anti gay che vige nel suo paese come anche si è fatta promotrice di iniziative simboliche (come, per esempio, un kiss in gay dinanzi alla Duma) per denunciare l’omofobia di stato.
Giova ricordare la differenza tra coming out e outing. Il primo è quando il soggetto rivela il proprio orientamento omosessuale; il secondo è quando si rende pubblico l’orientamento sessuale di qualcuno.
L’outing è soprattutto un atto politico e non uno pettegolezzo e solitamente vi si ricorre per denunciare quanti pubblicamente sono rigidi oppositori dell’omosessualità e poi, nella realtà, sono gay o lesbiche.
fonte http://www.queerblog.it/ Scritto da: Roberto Russo. Via + foto | In Out Post
venerdì 13 settembre 2013
La comunità LGBT si mobilita contro il convegno «di stampo omofobo» di Verona
(circolopink.it)
Le organizzazioni LGBT veronesi protestano contro “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?”, il convegno organizzato da Famiglia domani, Medv (Movimento europeo difesa della vita) e il Centro Culturale Nicolò Stenone, che si terrà a Verona il prossimo 21 settembre, con il patrocinio del Comune di Verona e della Provincia.
Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti – Bisessuali, pansessuali e queer, Arcilesbica Verona, Sportello Migranti LGBT Verona hanno invitato “i cittadini e le cittadine a protestare contro questo ennesimo evento di chiaro stampo fascista“ e hanno annunciato la loro presenza durante la giornata del convegno, con previo avviso alla questura che si terrà un presidio davanti al Palazzo della Gran Guardia di Verona.
A fronte dell’attività del Parlamento, che a breve discuterà la legge contro l’omofobia, gli organizzatori del convegno ritengono “importante approfondire l’ideologia che è dietro a queste campagne tese a sovvertire l’ordine naturale e cristiano.”
In seguito ai saluti istituzionali del sindaco Flavio Tosi, del Presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, e del vescovo Zenti, nel corso dell’incontro interverranno diversi docenti, alcuni di essi noti per dichiarazioni infelici riguardo alle tematiche LGBT e del genere.
Saranno presenti Roberto De Mattei, docente di Storia della Chiesa, noto per le interpretazioni delle catastrofi naturali, che in alcuni casi possono essere “castighi divini”; Chiara Atzori, medico in Malattie Infettive, la quale sostiene che la “normalizzazione” dell’omosessualità sia devastante in ambito sanitario e incrementi “i comportamenti cosiddetti esplorativi”, ma che ci sia la possibilità di “cambiare”; così come Mario Palmaro, il quale ritiene che l’omosessualità sia una condizione patologica.
Il deputato Alessandro Zan (Sel), attivista per i diritti della comunità LGBT, ha dichiarato che «La politica e le istituzioni non possono sostenere manifestazioni che incitano alla discriminazione e all’omofobia […] Proprio ora che il Parlamento si appresta a votare una legge contro l’omofobia», nonostante sia legittimo «il diritto di ognuno a riunirsi».
Giovanna Bassan, presidente Arcigay Verona, ha dichiarato a Il Referendum che è «inammissibile che le istituzioni veronesi promuovano un evento di stampo omofobo. Chi ha reso possibile questa conferenza è senza pudore; ma che dire delle istituzioni che siglano l’evento e accorrono per portare i loro saluti?».
E’ tanta l’indignazione in una città dove le organizzazioni per la promozione dei diritti LGBT si muovono da diversi anni per combattere la minaccia dell’omofobia.
fonte http://ilreferendum.it/di Leonardo Sartori Segui su Twitter: @sartori_91
http://ilreferendum.it/2013/09/12/la-comunita-lgbt-si-mobilita-contro-il-convegno-di-stampo-omofobo-di-verona/
Le organizzazioni LGBT veronesi protestano contro “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?”, il convegno organizzato da Famiglia domani, Medv (Movimento europeo difesa della vita) e il Centro Culturale Nicolò Stenone, che si terrà a Verona il prossimo 21 settembre, con il patrocinio del Comune di Verona e della Provincia.
Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti – Bisessuali, pansessuali e queer, Arcilesbica Verona, Sportello Migranti LGBT Verona hanno invitato “i cittadini e le cittadine a protestare contro questo ennesimo evento di chiaro stampo fascista“ e hanno annunciato la loro presenza durante la giornata del convegno, con previo avviso alla questura che si terrà un presidio davanti al Palazzo della Gran Guardia di Verona.
A fronte dell’attività del Parlamento, che a breve discuterà la legge contro l’omofobia, gli organizzatori del convegno ritengono “importante approfondire l’ideologia che è dietro a queste campagne tese a sovvertire l’ordine naturale e cristiano.”
In seguito ai saluti istituzionali del sindaco Flavio Tosi, del Presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, e del vescovo Zenti, nel corso dell’incontro interverranno diversi docenti, alcuni di essi noti per dichiarazioni infelici riguardo alle tematiche LGBT e del genere.
Saranno presenti Roberto De Mattei, docente di Storia della Chiesa, noto per le interpretazioni delle catastrofi naturali, che in alcuni casi possono essere “castighi divini”; Chiara Atzori, medico in Malattie Infettive, la quale sostiene che la “normalizzazione” dell’omosessualità sia devastante in ambito sanitario e incrementi “i comportamenti cosiddetti esplorativi”, ma che ci sia la possibilità di “cambiare”; così come Mario Palmaro, il quale ritiene che l’omosessualità sia una condizione patologica.
Il deputato Alessandro Zan (Sel), attivista per i diritti della comunità LGBT, ha dichiarato che «La politica e le istituzioni non possono sostenere manifestazioni che incitano alla discriminazione e all’omofobia […] Proprio ora che il Parlamento si appresta a votare una legge contro l’omofobia», nonostante sia legittimo «il diritto di ognuno a riunirsi».
Giovanna Bassan, presidente Arcigay Verona, ha dichiarato a Il Referendum che è «inammissibile che le istituzioni veronesi promuovano un evento di stampo omofobo. Chi ha reso possibile questa conferenza è senza pudore; ma che dire delle istituzioni che siglano l’evento e accorrono per portare i loro saluti?».
E’ tanta l’indignazione in una città dove le organizzazioni per la promozione dei diritti LGBT si muovono da diversi anni per combattere la minaccia dell’omofobia.
fonte http://ilreferendum.it/di Leonardo Sartori Segui su Twitter: @sartori_91
http://ilreferendum.it/2013/09/12/la-comunita-lgbt-si-mobilita-contro-il-convegno-di-stampo-omofobo-di-verona/
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lunedì 2 settembre 2013
Lgbt UK: Ben Wright, coreografo britannico rifiuta invito in Russia per discriminazione gay
Primi episodi di boicottaggio nei confronti della Russia per la controversa legge approvata dalla Duma che proibisce la propaganda dell’omosessualità tra i minori.
Il boicottaggio stavolta non viene da atleti o sportivi, ma da un coreografo britannico che ha rifiutato un invito a lavorare in Russia a causa della posizione del Cremlino sui diritti gay e quella che a suo giudizio è una ”letale legittimazione del pregiudizio”.
Ben Wright, fondatore della compagnia di ballerini BGroup nel 2008, era stato invitato a partecipare a un programma promosso dal Ministero della Cultura russo per insegnare a ballerini e coreografi in provincia.
Ma in una lettera aperta pubblicata questa settimana su un periodico dedicato alla danza contemporanea e riportata dall’agenzia russa Ria Novosti, scrive: ”Non posso acconsentire” a un invito che viene da ”uno stato che promuove anche penalizzazione, maltrattamenti e stigmatizzazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali” (LGBT).
Impegnato in una relazione da 17 anni con suo marito su cui non tollera censure nota che il presidente russo ”Vladimir Putin ha reso acutamente evidente che le persone come me non sono benvenute in Russia”.
Come per l’attore inglese Stephen Fry, per Wright ”l’agenda di Putin per progettare e applicare una cultura ‘etero’ in Russia” sarebbe addirittura ”simile alla ‘soluzione’ di Hitler per gli ebrei e le minoranze che considerava indesiderabili nella Germania nazista”.
fonte http://www.blitzquotidiano.it
Il boicottaggio stavolta non viene da atleti o sportivi, ma da un coreografo britannico che ha rifiutato un invito a lavorare in Russia a causa della posizione del Cremlino sui diritti gay e quella che a suo giudizio è una ”letale legittimazione del pregiudizio”.
Ben Wright, fondatore della compagnia di ballerini BGroup nel 2008, era stato invitato a partecipare a un programma promosso dal Ministero della Cultura russo per insegnare a ballerini e coreografi in provincia.
Ma in una lettera aperta pubblicata questa settimana su un periodico dedicato alla danza contemporanea e riportata dall’agenzia russa Ria Novosti, scrive: ”Non posso acconsentire” a un invito che viene da ”uno stato che promuove anche penalizzazione, maltrattamenti e stigmatizzazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali” (LGBT).
Impegnato in una relazione da 17 anni con suo marito su cui non tollera censure nota che il presidente russo ”Vladimir Putin ha reso acutamente evidente che le persone come me non sono benvenute in Russia”.
Come per l’attore inglese Stephen Fry, per Wright ”l’agenda di Putin per progettare e applicare una cultura ‘etero’ in Russia” sarebbe addirittura ”simile alla ‘soluzione’ di Hitler per gli ebrei e le minoranze che considerava indesiderabili nella Germania nazista”.
fonte http://www.blitzquotidiano.it
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Lgbt: Capri Rainbow 2013: turismo omosessuale, settore che non conosce crisi, dal 6 al 9 settembre
Oggi il turismo omosessuale rappresenta il 7% dell’intero giro d’affari generato dall’industria del turismo, si parla di crisi e anche di crisi nel settore turistico, ma il turismo gay sembra non risentire di questa tendenza.
“Recentemente ho partecipato alla trentesima convention di IGLTA a Chicago dove sono emersi dati impressionanti – spiega Alessio Virgili, Presidente nazionale AITGL (Associazione italiana del turismo gay & lesbian) e Ambasciatore per l’Italia dell’ IGLTA (International Gay and Lesbian Travel Association) – nel 2012 il turismo gay negli USA è stato stimato in 55 milioni di dollari e 165 bilioni di dollari nel mondo dal WORLD TRAVEL TOURISM COUNCIL. E’ un mercato che non conosce crisi perché dedica molto tempo a programmare le sue vacanze e le ritiene una spesa indispensabile.
Inoltre molti gay, oltre a consumare un soggiorno di vacanza annuale, compiono uno o due viaggi brevi tutti gli anni per seguire eventi identitari collettivi. Senza parlare della spesa per la celebrazione di riti civili di matrimonio nei Paesi dove sono possibili: un pacchetto di questo tipo parte dai 5000 euro per la sola coppia ma può arrivare a 20.000 euro se partecipano anche amici e parenti.”
Il turismo omosessuale, dunque, come volano dell’intero settore turistico; un tema che sarà approfondito in occasione del Capri Rainbow 2013 (dal 6 al 9 settembre), un evento dedicato al turismo omosessuale che coinvolgerà tutta l’isola: operatori turistici, esercizi commerciali, servizi. Il progetto di incoming turistico, Capri Rainbow, è a cura di Aura Capri. Agenzia si rivolge al segmento del Luxury Events e del Personal Concierge Services, per la tre giorni ha messo a disposizione 500 pacchetti. Capri è un simbolo universale di bellezza del nostro Paese: tutto il mondo la conosce ed avere un evento gay a settembre in un luogo così esclusivo lancia un messaggio di apertura verso l’internazionalizzazione. Anzi, potremmo finalmente distinguerci, come solo noi italiani sappiamo fare, facendo di Capri Rainbow un evento di stile, diverso da tutti gli altri – ha dichiarato Virgili.
Tra gli incontri della kermesse, il convegno sul tema del turismo omosessuale alla sala conferenze del Capri Palace Hotel, con una Prefazione Storica sulla presenza dell’ omosessualità a Capri, a cura di Riccardo Esposito, Editore La Conchiglia, modera Alessandro Cecchi Paone.
“Da sempre Capri è un luogo di convergenza di questi destini, Capri ha una natura eterogenea, ma è prima di tutto luogo di incontro - spiega Riccardo Esposito, Editore La Conchiglia, casa editrice specializzata in opere letterarie sull’isola di Capri – Durante la tre giorni allestiremo una mostra fotografica di artisti che dall’800 hanno popolato l’isola, tra questi: Jacques Fersen, Marguerite Yourcenar, Norman Douglas, etc”.
“In letteratura – conclude Esposito - l’isola è da sempre luogo di passaggio, non è né mare, né terra, in particolare, Capri è sempre stata ai margini della civiltà e nello stesso tempo luogo d incontro, crocevia di intellettuali che hanno fatto la storia delle cultura Mitteleuropea. In questo contesto, Capri Rainbow rappresenta un naturale annodarsi alla vocazione di Capri di luogo dell’accoglienza di mondi diversi caratterizzati dalla diversità culturale, sociale e sessuale”.
“Un evento che vuole coinvolgere tutta l’isola e riscoprire l’essenza storica del turismo di Capri, caratterizzato anche dal turismo omosessuale. Un evento che rimarca il senso di ospitalità dell’isola senza far perdere la tradizione di eleganza che fa di Capri una delle mete più prestigiose e note al mondo.” – ha dichiarato Costanzo Sorrentino, l’organizzatore del Capri Rainbow.
fonte http://www.pianetagay.com By redazione@pianetagay.it
“Recentemente ho partecipato alla trentesima convention di IGLTA a Chicago dove sono emersi dati impressionanti – spiega Alessio Virgili, Presidente nazionale AITGL (Associazione italiana del turismo gay & lesbian) e Ambasciatore per l’Italia dell’ IGLTA (International Gay and Lesbian Travel Association) – nel 2012 il turismo gay negli USA è stato stimato in 55 milioni di dollari e 165 bilioni di dollari nel mondo dal WORLD TRAVEL TOURISM COUNCIL. E’ un mercato che non conosce crisi perché dedica molto tempo a programmare le sue vacanze e le ritiene una spesa indispensabile.
Inoltre molti gay, oltre a consumare un soggiorno di vacanza annuale, compiono uno o due viaggi brevi tutti gli anni per seguire eventi identitari collettivi. Senza parlare della spesa per la celebrazione di riti civili di matrimonio nei Paesi dove sono possibili: un pacchetto di questo tipo parte dai 5000 euro per la sola coppia ma può arrivare a 20.000 euro se partecipano anche amici e parenti.”
Il turismo omosessuale, dunque, come volano dell’intero settore turistico; un tema che sarà approfondito in occasione del Capri Rainbow 2013 (dal 6 al 9 settembre), un evento dedicato al turismo omosessuale che coinvolgerà tutta l’isola: operatori turistici, esercizi commerciali, servizi. Il progetto di incoming turistico, Capri Rainbow, è a cura di Aura Capri. Agenzia si rivolge al segmento del Luxury Events e del Personal Concierge Services, per la tre giorni ha messo a disposizione 500 pacchetti. Capri è un simbolo universale di bellezza del nostro Paese: tutto il mondo la conosce ed avere un evento gay a settembre in un luogo così esclusivo lancia un messaggio di apertura verso l’internazionalizzazione. Anzi, potremmo finalmente distinguerci, come solo noi italiani sappiamo fare, facendo di Capri Rainbow un evento di stile, diverso da tutti gli altri – ha dichiarato Virgili.
Tra gli incontri della kermesse, il convegno sul tema del turismo omosessuale alla sala conferenze del Capri Palace Hotel, con una Prefazione Storica sulla presenza dell’ omosessualità a Capri, a cura di Riccardo Esposito, Editore La Conchiglia, modera Alessandro Cecchi Paone.
“Da sempre Capri è un luogo di convergenza di questi destini, Capri ha una natura eterogenea, ma è prima di tutto luogo di incontro - spiega Riccardo Esposito, Editore La Conchiglia, casa editrice specializzata in opere letterarie sull’isola di Capri – Durante la tre giorni allestiremo una mostra fotografica di artisti che dall’800 hanno popolato l’isola, tra questi: Jacques Fersen, Marguerite Yourcenar, Norman Douglas, etc”.
“In letteratura – conclude Esposito - l’isola è da sempre luogo di passaggio, non è né mare, né terra, in particolare, Capri è sempre stata ai margini della civiltà e nello stesso tempo luogo d incontro, crocevia di intellettuali che hanno fatto la storia delle cultura Mitteleuropea. In questo contesto, Capri Rainbow rappresenta un naturale annodarsi alla vocazione di Capri di luogo dell’accoglienza di mondi diversi caratterizzati dalla diversità culturale, sociale e sessuale”.
“Un evento che vuole coinvolgere tutta l’isola e riscoprire l’essenza storica del turismo di Capri, caratterizzato anche dal turismo omosessuale. Un evento che rimarca il senso di ospitalità dell’isola senza far perdere la tradizione di eleganza che fa di Capri una delle mete più prestigiose e note al mondo.” – ha dichiarato Costanzo Sorrentino, l’organizzatore del Capri Rainbow.
fonte http://www.pianetagay.com By redazione@pianetagay.it
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Lgbt Ferrara: Arriva "Tag" il festival della cultura gay, il 4,5 e 6 ottobre
La manifestazione è inserita all'interno del circuito "off" del Festival di Internazionale previsto per il 4,5 e 6 ottobre
“Tag”, il festival di cultura Lgbt (acronimo per Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) approda a Ferrara ospite del circuito “off” all’interno del prossimo Festival di Internazionale del 4, 5 e 6 ottobre. La manifestazione, che gode del patrocinio del Comune di Ferrara e che si terrà presso Palazzo della Racchetta, promuoverà incontri con volti noti della stampa e della televisione “con l’intento di educare tutti alla diversità”, afferma l’organizzazione, attraverso un ricco programma che prevede anche presentazioni librarie, performance, mostre di pittura, proiezioni, aperitivi musicali, cene spettacolo e rappresentazioni teatrali, alcuni dei quali in collaborazione con Arcilesbica Ferrara, Agedo Ferrara e Famiglie Arcobaleno Ferrara.
“L’omofobia - spiegano Arcigay Ferrara ed Enrico Ravegnani di Palazzo della Racchetta, ideatori e promotori del festival – è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali trova terreno fertile nel pregiudizio, ed è per questo assimilabile al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. La discriminazione investe trasversalmente la nostra società, colpendo la scuola, il mondo dello sport e del lavoro.
L’obiettivo è quello di lavorare affinché la società conosca maggiormenete la realtà delle persone omosessuali e transessuali, perché solo la conoscenza può contribuire a sradicare i comportamenti intolleranti”.
“La quotidianità delle persone omosessuali e transessuali continua a subire, fin dall’infanzia, rifiuto, scherno e vessazioni – ricordano gli organizzatori -. Essere bersaglio di un odio ingiustificato produce malessere, esclusione, disagio, perché l’omofobia può manifestarsi in modi molto diversificati, dalle offese verbali alle minacce, fino alle aggressioni fisiche”.
Per questo “l’impegno di Arcigay Ferrara si esprime da sempre in un’ampia e consolidata azione di prevenzione alle discriminazioni, perché l’omofobia e la transfobia si combattono con l’educazione”. In questo ambito, “per rendere ancora più incisivo il nostro impegno” è nato Tag – festival di cultura Lgbt che, nelle intenzioni dei promotori costituirà ”un’occasione privilegiata per infondere l’importanza del confronto e aprire un dialogo con chi non ha ancora gli strumenti per conoscere e capire la realtà del mondo omosessuale e transessuale”.
“Il dibattito sui diritti civili per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, oggi più che mai, investe tanto le forze politiche di sinistra quanto quelle di destra, e necessita di essere fruibile anche ai cittadini. Perché i diritti sono di tutti, ed è fondamentale investire nella cultura delle differenze e Ferrara -ricorda ancora l’Arcigay- è da sempre attenta a condividere e promuovere il principio dell’uguaglianza. Il Protocollo d’intesa in materia di discriminazioni basate sull’orientamento sessuale siglato tra Circomassimo – Arcigay e Arcilesbica Ferrara, Provincia di Ferrara, Agedo Ferrara, CGIL – Area nuovi diritti Ferrara, UIL Ferrara, Famiglie Arcobaleno Ferrara, Comune di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Uisp – Comitato Provinciale di Ferrara, Centro Donna Giustizia e Centro d’Ascolto Uomini Maltrattanti è promotore di un processo di cambiamento capace di confrontarsi e di fare rete per migliorare la società e renderla più accogliente”.
fonte http://www.estense.com
“Tag”, il festival di cultura Lgbt (acronimo per Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) approda a Ferrara ospite del circuito “off” all’interno del prossimo Festival di Internazionale del 4, 5 e 6 ottobre. La manifestazione, che gode del patrocinio del Comune di Ferrara e che si terrà presso Palazzo della Racchetta, promuoverà incontri con volti noti della stampa e della televisione “con l’intento di educare tutti alla diversità”, afferma l’organizzazione, attraverso un ricco programma che prevede anche presentazioni librarie, performance, mostre di pittura, proiezioni, aperitivi musicali, cene spettacolo e rappresentazioni teatrali, alcuni dei quali in collaborazione con Arcilesbica Ferrara, Agedo Ferrara e Famiglie Arcobaleno Ferrara.
“L’omofobia - spiegano Arcigay Ferrara ed Enrico Ravegnani di Palazzo della Racchetta, ideatori e promotori del festival – è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali trova terreno fertile nel pregiudizio, ed è per questo assimilabile al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. La discriminazione investe trasversalmente la nostra società, colpendo la scuola, il mondo dello sport e del lavoro.
L’obiettivo è quello di lavorare affinché la società conosca maggiormenete la realtà delle persone omosessuali e transessuali, perché solo la conoscenza può contribuire a sradicare i comportamenti intolleranti”.
“La quotidianità delle persone omosessuali e transessuali continua a subire, fin dall’infanzia, rifiuto, scherno e vessazioni – ricordano gli organizzatori -. Essere bersaglio di un odio ingiustificato produce malessere, esclusione, disagio, perché l’omofobia può manifestarsi in modi molto diversificati, dalle offese verbali alle minacce, fino alle aggressioni fisiche”.
Per questo “l’impegno di Arcigay Ferrara si esprime da sempre in un’ampia e consolidata azione di prevenzione alle discriminazioni, perché l’omofobia e la transfobia si combattono con l’educazione”. In questo ambito, “per rendere ancora più incisivo il nostro impegno” è nato Tag – festival di cultura Lgbt che, nelle intenzioni dei promotori costituirà ”un’occasione privilegiata per infondere l’importanza del confronto e aprire un dialogo con chi non ha ancora gli strumenti per conoscere e capire la realtà del mondo omosessuale e transessuale”.
“Il dibattito sui diritti civili per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, oggi più che mai, investe tanto le forze politiche di sinistra quanto quelle di destra, e necessita di essere fruibile anche ai cittadini. Perché i diritti sono di tutti, ed è fondamentale investire nella cultura delle differenze e Ferrara -ricorda ancora l’Arcigay- è da sempre attenta a condividere e promuovere il principio dell’uguaglianza. Il Protocollo d’intesa in materia di discriminazioni basate sull’orientamento sessuale siglato tra Circomassimo – Arcigay e Arcilesbica Ferrara, Provincia di Ferrara, Agedo Ferrara, CGIL – Area nuovi diritti Ferrara, UIL Ferrara, Famiglie Arcobaleno Ferrara, Comune di Ferrara, Università degli Studi di Ferrara, Uisp – Comitato Provinciale di Ferrara, Centro Donna Giustizia e Centro d’Ascolto Uomini Maltrattanti è promotore di un processo di cambiamento capace di confrontarsi e di fare rete per migliorare la società e renderla più accogliente”.
fonte http://www.estense.com
giovedì 29 agosto 2013
Lgbt: “Il Pd omofobo boicotta le imprese gay” L’accusa arriva da Regina Satariano, presidente del Consorzio toscano Friendly Versilia a “KlausCondicio"
"Il sistema di potere Pd è ancora fondamentalmente omofobo e guarda con sospetto all' evoluzione di una economia gay. A parole sono filo LGBT, ma poi nei fatti mettono i bastoni fra le ruote alle imprese gay obbligandole alla chiusura.
“Il Pd omofobo boicotta le imprese gay” L’accusa arriva da Regina Satariano, presidente del Consorzio locali del litorale toscano Friendly Versilia durante un’intervista al programma “KlausCondicio” in onda su Youtube.
Un boicottaggio strisciante inaccettabile". " Il durissimo atto d'accusa arriva da Regina Satariano, presidente del Consorzio locali del litorale toscano Friendly Versilia (che riunisce in Toscana centinaia di imprese nel settore turistico di orientamento LGBT ma non solo) in una intervista a Klaus Davi per il programma televisivo KlausCondicio in onda su Youtube dove parla apertamente di "strisciante omofobia" del sistema di potere Pd toscano e nazionale che "nei fatti sta rendendo la vita impossibile alle decine di locali, bagni, discoteche, bar, wine bar e campeggi aderenti al Consorzio del litorale toscano mettendo a rischio una stagione che ci ha già duramente provati e che tra dipendenti e indotto coinvolge oltre mille persone."
"A volergliela dire tutta nel Pd c'è ancora una latente cultura omofobica che non ha ancora fatto i conti con l'omosessualità. Un vecchio retaggio togliattiano di odio per i gay (lui li definiva pederasti) che fa sì che a parole si dicono aperti ai diritti Lgbt poi nei fatti, con la complicità di apparati, norme, codicilli, trappole burocratiche e ostilità varie, si impedisce alla cultura d'impresa gay, ma non solo, di produrre lavoro e ricchezza, di moltiplicarsi e generare benessere".
"Accuse molto dure sono indirizzate agli eletti delle comunità Lgbt nelle liste delle sinistre: "Scalfarotto, Logiudice, Concia ma anche Zan di Sel, nessuno si è interessato a noi. Ma i nostri voti per andare a sedere in parlamento li hanno chiesti venendo qui a fare campagna elettorale tutti, nessuno escluso, compreso Vendola. La "casta" gay preferisce le luci dei talk show piuttosto che lottare per salvaguardare una cultura d'impresa e del lavoro. Ma da loro nessun attestato di solidarietà nonostante le vessazioni cui siamo costantemente sottoposti."
Il boicottaggio del "sistema di potere del Pd" sta nei "mille lacci e lacciuoli burocratici che ci vengono messi dalle amministrazioni locali, dagli enti Parchi, dai burocrati vari. Per cui arriva una autorizzazione comunale e allora poi c'è lo stop del Parco; c'è l'ok della Regione allora si mette di mezzo il comune. "E alla domanda di Klaus Davi: "Ma cosa c'entra il Pd?", Satariano risponde: "Veda lei: tutti i politici, dirigenti e funzionari sono indistintamente di area Pd. Molte nostre imprese chiuderanno e allora ci domanderemo chi saranno i killer di un sistema di impresa che poteva determinare una svolta in Toscana?".
Nel corso di KlausCondicio, Satariano ha puntato anche il dito contro i vertici del Pd toscano: "Enrico Rossi? Più interessato a rilasciare interviste su Renzi che ad occuparsi delle imprese toscane in forti difficoltà, l'assessore al turismo Cristina Scaletti? Mai vista e sentita dopo i miei ripetuti allarmi.
I sindaci toscani? Friendly ma solo a parole. Confidiamo in Guglielmo Epifani ma anche nel pisano Enrico Letta perché qualcosa cambi. Ovviamente anche in Matteo Renzi.
Sono in gioco posti di lavoro, famiglie imprese. Chiediamo agli amministratori del Pd: lasciateci lavorare non metteteci i bastoni tra le ruote".
fonte http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca
“Il Pd omofobo boicotta le imprese gay” L’accusa arriva da Regina Satariano, presidente del Consorzio locali del litorale toscano Friendly Versilia durante un’intervista al programma “KlausCondicio” in onda su Youtube.
Un boicottaggio strisciante inaccettabile". " Il durissimo atto d'accusa arriva da Regina Satariano, presidente del Consorzio locali del litorale toscano Friendly Versilia (che riunisce in Toscana centinaia di imprese nel settore turistico di orientamento LGBT ma non solo) in una intervista a Klaus Davi per il programma televisivo KlausCondicio in onda su Youtube dove parla apertamente di "strisciante omofobia" del sistema di potere Pd toscano e nazionale che "nei fatti sta rendendo la vita impossibile alle decine di locali, bagni, discoteche, bar, wine bar e campeggi aderenti al Consorzio del litorale toscano mettendo a rischio una stagione che ci ha già duramente provati e che tra dipendenti e indotto coinvolge oltre mille persone."
"A volergliela dire tutta nel Pd c'è ancora una latente cultura omofobica che non ha ancora fatto i conti con l'omosessualità. Un vecchio retaggio togliattiano di odio per i gay (lui li definiva pederasti) che fa sì che a parole si dicono aperti ai diritti Lgbt poi nei fatti, con la complicità di apparati, norme, codicilli, trappole burocratiche e ostilità varie, si impedisce alla cultura d'impresa gay, ma non solo, di produrre lavoro e ricchezza, di moltiplicarsi e generare benessere".
"Accuse molto dure sono indirizzate agli eletti delle comunità Lgbt nelle liste delle sinistre: "Scalfarotto, Logiudice, Concia ma anche Zan di Sel, nessuno si è interessato a noi. Ma i nostri voti per andare a sedere in parlamento li hanno chiesti venendo qui a fare campagna elettorale tutti, nessuno escluso, compreso Vendola. La "casta" gay preferisce le luci dei talk show piuttosto che lottare per salvaguardare una cultura d'impresa e del lavoro. Ma da loro nessun attestato di solidarietà nonostante le vessazioni cui siamo costantemente sottoposti."
Il boicottaggio del "sistema di potere del Pd" sta nei "mille lacci e lacciuoli burocratici che ci vengono messi dalle amministrazioni locali, dagli enti Parchi, dai burocrati vari. Per cui arriva una autorizzazione comunale e allora poi c'è lo stop del Parco; c'è l'ok della Regione allora si mette di mezzo il comune. "E alla domanda di Klaus Davi: "Ma cosa c'entra il Pd?", Satariano risponde: "Veda lei: tutti i politici, dirigenti e funzionari sono indistintamente di area Pd. Molte nostre imprese chiuderanno e allora ci domanderemo chi saranno i killer di un sistema di impresa che poteva determinare una svolta in Toscana?".
Nel corso di KlausCondicio, Satariano ha puntato anche il dito contro i vertici del Pd toscano: "Enrico Rossi? Più interessato a rilasciare interviste su Renzi che ad occuparsi delle imprese toscane in forti difficoltà, l'assessore al turismo Cristina Scaletti? Mai vista e sentita dopo i miei ripetuti allarmi.
I sindaci toscani? Friendly ma solo a parole. Confidiamo in Guglielmo Epifani ma anche nel pisano Enrico Letta perché qualcosa cambi. Ovviamente anche in Matteo Renzi.
Sono in gioco posti di lavoro, famiglie imprese. Chiediamo agli amministratori del Pd: lasciateci lavorare non metteteci i bastoni tra le ruote".
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Anche Telecom a favore dei diritti LGBT
Il mondo della politica, sia interna che estera, si dimostra sempre più distante rispetto alla società civile in materia di diritti gay.
In Francia, dove da Aprile è entrata in vigore la legge Taubira che legalizza i matrimoni e le adozioni per le coppie omosessuali, è stata avviata un’inchiesta nei confronti del sindaco di Bollène Marie-Claude Pellettier per aver negato il matrimonio a una coppia di lesbiche, la 33enne Amandine Gilles e la 25enne Angélique Leroux.
Marie-Claude Pellettier , moglie di Jacques Bompard che nel 2010 fondò il partito d’estrema destra Ligue du Sud, si è rifiutata sia di celebrare lei stessa le nozze sia di delegare un funzionale municipale. Neanche la telefonata del prefetto del Vaucluse Yannick Blanc ha convinto il primo cittadino a celebrare le nozze e per questo ora è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica.
Marie-Claude Pellettier rischia 5 anni di reclusione e una multa di 75mila euro. Diverso è l’approccio adottato da alcune aziende private che hanno dimostrato una maggiore apertura nei confronti dei propri dipendenti omosessuali. Basti pensare a Apple, che destinò diversi milioni di dollari per le campagne contro la Proposition H8 o al colosso Microsoft che nei suoi spot pubblicitari ha introdotto coppie gay.
In Italia,dopo l’azienda di call center di Umberto Costamagna, Call&Call, che è stata la prima ad aver concesso la licenza matrimoniale per un dipendente gay, anche Telecom ITALIA ha deciso di seguire la stessa politica.
A fine settembre un’impiegata si sposerà in Germania, con la sua compagna, e gli è stata concessa la Licenza Matrimoniale di 15 giorni da parte dell’Azienda.
In Italia la legge non riconosce il matrimonio omosessuale e di conseguenza, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale non riconosce il trattamento sostitutivo della retribuzione per queste assenze, per cui gli oneri della Licenza saranno tutti a carico dell’azienda.
Questo ci dimostra che fra società civile e politica c’è molta distanza sui diritti dei gay.
fonte http://www.pianetagay.com/ By Gianmarco Piccone
In Francia, dove da Aprile è entrata in vigore la legge Taubira che legalizza i matrimoni e le adozioni per le coppie omosessuali, è stata avviata un’inchiesta nei confronti del sindaco di Bollène Marie-Claude Pellettier per aver negato il matrimonio a una coppia di lesbiche, la 33enne Amandine Gilles e la 25enne Angélique Leroux.
Marie-Claude Pellettier , moglie di Jacques Bompard che nel 2010 fondò il partito d’estrema destra Ligue du Sud, si è rifiutata sia di celebrare lei stessa le nozze sia di delegare un funzionale municipale. Neanche la telefonata del prefetto del Vaucluse Yannick Blanc ha convinto il primo cittadino a celebrare le nozze e per questo ora è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica.
Marie-Claude Pellettier rischia 5 anni di reclusione e una multa di 75mila euro. Diverso è l’approccio adottato da alcune aziende private che hanno dimostrato una maggiore apertura nei confronti dei propri dipendenti omosessuali. Basti pensare a Apple, che destinò diversi milioni di dollari per le campagne contro la Proposition H8 o al colosso Microsoft che nei suoi spot pubblicitari ha introdotto coppie gay.
In Italia,dopo l’azienda di call center di Umberto Costamagna, Call&Call, che è stata la prima ad aver concesso la licenza matrimoniale per un dipendente gay, anche Telecom ITALIA ha deciso di seguire la stessa politica.
A fine settembre un’impiegata si sposerà in Germania, con la sua compagna, e gli è stata concessa la Licenza Matrimoniale di 15 giorni da parte dell’Azienda.
In Italia la legge non riconosce il matrimonio omosessuale e di conseguenza, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale non riconosce il trattamento sostitutivo della retribuzione per queste assenze, per cui gli oneri della Licenza saranno tutti a carico dell’azienda.
Questo ci dimostra che fra società civile e politica c’è molta distanza sui diritti dei gay.
fonte http://www.pianetagay.com/ By Gianmarco Piccone
giovedì 22 agosto 2013
Lgbt: Tango, il ballo argentino anche per le coppie omosex, la novità al festival di Buenos Aires
Dal 2010 l'Argentina è il Primo paese latinoamericano ad aver legalizzato le nozze gay.
Dopo tre anni cade un ulteriore bastione del "machismo" locale con l'apertura del tango a coppie dello stesso sesso.
Ieri si è aperto a Buenos Aires il Mondiale del Tango: 556 le coppie che, provenienti da 37 Paesi, competono per il massimo premio di ballo del "dos por cuatro". Ma, per la prima volta, concorrono anche coppie gay, sopratutto maschili.
Ai puristi, che storcono il naso, gli esperti di storia del tango ricordano che nei primi anni di vita - alla fine del secolo XIX - il ritmo caratteristico del Rio de La Plata era ballato quasi esclusivamente fra uomini, perché gran parte degli immigrati europei erano arrivati senza le loro famiglie e, dunque, senza donne con cui ballare.
La tendenza ormai è comunque inarrestabile: nel week end scorso nella città di Cordoba - la seconda più importante dell'Argentina - ha aperto le porte La Furca, la prima "milonga" (sala da ballo) locale con spirito gay friendly.
Del resto Lucrecio Robledo, uno dei responsabili della "milonga", ha raccontato alla stampa che si è limitato a importare in provincia una moda già lanciata a Buenos Aires, dove locali come La Marshall o Tango Queer hanno avuto molto successo,aprendo al pubblico di ogni orientamento sessuale.
Certo il tango gay necessita di alcuni aggiustamenti al modello classico, anche nel linguaggio usato. Per esempio, non è più permesso parlare di ballerini maschio e femmina per stabilire le parti rispettive, ora è meglio riferirsi al "conductor" e al "conducido": il ruolo è sempre lo stesso, ma l'identità sessuale di chi lo svolge non è più tenuta in conto.
fonte http://www.huffingtonpost.it/
Dopo tre anni cade un ulteriore bastione del "machismo" locale con l'apertura del tango a coppie dello stesso sesso.
Ieri si è aperto a Buenos Aires il Mondiale del Tango: 556 le coppie che, provenienti da 37 Paesi, competono per il massimo premio di ballo del "dos por cuatro". Ma, per la prima volta, concorrono anche coppie gay, sopratutto maschili.
Ai puristi, che storcono il naso, gli esperti di storia del tango ricordano che nei primi anni di vita - alla fine del secolo XIX - il ritmo caratteristico del Rio de La Plata era ballato quasi esclusivamente fra uomini, perché gran parte degli immigrati europei erano arrivati senza le loro famiglie e, dunque, senza donne con cui ballare.
La tendenza ormai è comunque inarrestabile: nel week end scorso nella città di Cordoba - la seconda più importante dell'Argentina - ha aperto le porte La Furca, la prima "milonga" (sala da ballo) locale con spirito gay friendly.
Del resto Lucrecio Robledo, uno dei responsabili della "milonga", ha raccontato alla stampa che si è limitato a importare in provincia una moda già lanciata a Buenos Aires, dove locali come La Marshall o Tango Queer hanno avuto molto successo,aprendo al pubblico di ogni orientamento sessuale.
Certo il tango gay necessita di alcuni aggiustamenti al modello classico, anche nel linguaggio usato. Per esempio, non è più permesso parlare di ballerini maschio e femmina per stabilire le parti rispettive, ora è meglio riferirsi al "conductor" e al "conducido": il ruolo è sempre lo stesso, ma l'identità sessuale di chi lo svolge non è più tenuta in conto.
fonte http://www.huffingtonpost.it/
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Videoarte: "What about Alice?" del regista Daniele Sartori alla decima edizione del Venice Film Meeting
"What about Alice?", videoarte queer del regista Daniele Sartori, sarà presentato durante i giorni della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica in occasione della decima edizione di Venice Film Meeting.
L'iniziativa è organizzata d’intesa con il Circuito Cinema Comunale di Venezia e con il patrocinio del Gruppo Triveneto del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e mira a dare massima visibilità alle realizzazioni cinematografiche e audiovisive di produzione, interesse o pertinenza territoriale.
La proiezione di “What about Alice?”, partocinato dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, sostenuto dal Centro Culturale Candiani, selezionato ai Riff Awards 2013 di Roma e a Sapere Aude | Circuito Off | 55ma Biennale d’Arte, distribuito da “The Open Reel”, è prevista per martedì 3 settembre 2013 alle ore 16 presso il Multisala Astra del Lido di Venezia.
fonte http://lostinvauxhall.com/
L'iniziativa è organizzata d’intesa con il Circuito Cinema Comunale di Venezia e con il patrocinio del Gruppo Triveneto del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e mira a dare massima visibilità alle realizzazioni cinematografiche e audiovisive di produzione, interesse o pertinenza territoriale.
La proiezione di “What about Alice?”, partocinato dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, sostenuto dal Centro Culturale Candiani, selezionato ai Riff Awards 2013 di Roma e a Sapere Aude | Circuito Off | 55ma Biennale d’Arte, distribuito da “The Open Reel”, è prevista per martedì 3 settembre 2013 alle ore 16 presso il Multisala Astra del Lido di Venezia.
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