Torna Liberi tutti!, la rassegna di letteratura gay, lesbica e trans che si svolge all’oasi dunale di Legambiente Paestum.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 8 agosto con la presentazione del libro “Mario Mieli trent’anni dopo” (a cura di Dario Accolla e Andrea Contieri) realizzato in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma.
La pubblicazione, che contiene documenti inediti e testimonianze di amici e militanti, sarà presentata da Francesco Gnerre (critico letterario, tra i fondatori del circolo Mario Mieli) e dal Pasquale Quaranta (giornalista e promotore dell’iniziativa).
Mario Mieli diventa un personaggio noto nel 1977 quando Einaudi pubblica la sua tesi di laurea in filosofia morale “Elementi di critica omosessuale” che, tradotta in inglese nel 1980, sarà uno dei pilastri degli studi queer. Alla base delle sue riflessioni ci sono Marx e Freud, la Scuola di Francoforte, in particolare il Marcuse di Eros e civiltà e dell’Uomo a una dimensione, ma anche Deleuze e Guattari, René Scherere, Guy Hocquenghem, Laing, e tutta la cultura più innovativa degli anni Settanta, di cui non troviamo traccia nella produzione culturale italiana degli anni successivi.
“Mario Mieli – afferma il prof. Gnerre – è tra le figure più significative e utili per provare a ricostruire uno dei momenti più esaltanti della lotta per la liberazione gay in Italia. La sua vita e la sua militanza dovrebbero diventare tema di testi letterari o di opere cinematografiche, come avviene con militanti di altri paesi, perché il significato del suo pensiero entri nella cultura di tutti e diventi patrimonio comune di una coscienza collettiva”
“L’intuizione di Mario Mieli – commenta Pasquale Quaranta – è stata liberare l’eros, vivere in modo più autentico la sessualità non solo per le persone omosessuali, ma per tutti. La decostruzione sociale e culturale del maschile e del femminile, la libertà di cercarsi in tutte le direzioni, la volontà di andare oltre le convenzioni sono al centro di un pensiero che non è stato ancora metabolizzato dalla cultura italiana”
Appuntamento giovedì 8 agosto alle ore 19.00 presso l’oasi dunale di Legambiente di Paestum (Sa).
[in auto: Autostrada A3 SA-RC, uscita Battipaglia o Eboli, seguire le indicazioni fino a Paestum, area archeologica-porta Aurea; quindi svoltare a destra costeggiando le mura antiche sul lato mare; auperata porta Marina, svoltare a destra, quindi ancora a destra, in via Poseidonia. L’ingresso all’oasi protetta di Legambiente è lungo via Poseidonia, a Torre di Mare, comune di Capaccio-Paestum]
fonte http://www.napoligaypress.it
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
mercoledì 31 luglio 2013
Lgbt: Instant book di ricette gay-friendly, lo crea lo chef dei vip Alessio Mecozzi
Tra i piatti esclusivi carré di maialino con mele e scalogno e crema di piselli secchi.
Uno dei resort più importanti del mondo, che ha ospitato pezzi da novanta del calibro di Robert De Niro, George Clooney, Gérard Depardieu e il regista cult Robert Zemeckis, ha predisposto un menù super esclusivo per coppie gay vip, rigorosamente ricche e famose.
A firmarlo è Alessio Mecozzi, chef del lussuoso CastaDiva Resort & Spa di Blevio, sul lago di Como, il quale ha ideato delle portate speciali per le coppie omosex e per turisti LGBT, che rappresentano una crescente fetta di mercato (giro d’affari di 3,2 miliardi di euro solo in Italia ovvero il 7% del settore turistico) e che mediamente dispongono di un budget di spesa più elevato rispetto ai viaggiatori eterosessuali.
In attesa di dare alle stampe un vero e proprio instant book di ricette “gay friendly”, Mecozzi ha elaborato l’originalissimo “Elton John Menu”: un nome non casuale poiché è stato proprio il celebre cantante inglese la principale fonte di ispirazione per lo chef che, in questa speciale proposta “culinaria”, ha raccolto portate adatte a questa crescente tipologia di ospiti.
Si comincia con un’entrée a base di “crema di piselli secchi con tortino di patate”, accompagnata dall’immancabile re dei salumi italiani, il “culatello di Zibello croccante”, passando poi a un delizioso “mantecato di riso al miele d’agrumi, pecorino al malto e polvere di caffè”, seguito ovviamente da un “carré di maialino da latte con mele e scalogno su cicoria piccante”, per concludere con golosi dolci dal Sud America.
“Per l’antipasto abbiamo giocato con la crema di piselli secchi – spiega il cuoco, formatosi alla scuola di Antonello Colonna (1 stella Michelin) – che, tra l’altro, hanno un sapore più dolciastro rispetto a quelli tradizionali.
Il tortino di patate, vista la sua consistenza, funge un po’ da spugna, mentre il culatello conferisce una nota croccante e un po’ salata. Quanto al primo, invece, dal momento che il cantante vive in Inghilterra, una delle patrie della birra, abbiamo trovato un produttore della nostra zona che ci fornisce un particolarissimo pecorino al malto.
In più mettiamo la polvere di caffè perché il malto ha un retrogusto di cioccolato e di torrefazione di caffè e quindi serviva qualcosa che caricasse un po’ di più i sapori”.
“Per secondo – continua Mecozzi - abbiamo il carré di maialino, una carne molto morbida. Lo cuociamo a bassa temperatura in padella, così rimane soffice e fa la crosta, dopodiché realizziamo un abbinamento classico del Nord Europa aggiungendo mele e scalogno.
In pratica uniamo la dolcezza acidula della mela, che serve a pulire un pochino il palato dal grasso del maiale, agli zuccheri dello scalogno, caramellati grazie a una cottura a bassa temperatura.
Poi con la cicoria inseriamo una nota piccante sul piatto per accentuare ulteriormente il contrasto. Per concludere come dessert abbiamo scelto dei sapori dal Sud America: si tratta di una crumble al cioccolato con una puntina di sale per attutirne la dolcezza.
Sopra questa terra di cioccolato vengono saltate delle banane con un caramello all’anice stellato e, per finire, aggiungiamo una spuma al rum caraibico, che conferisce una nota alcolica”. Insomma un menù che certamente non deluderà l’interprete di “Candle in the wind”, amante della buona cucina tanto da rendere vani i continui tentativi del partner David Furnish di metterlo a dieta.
Nato in Germania, l’estroso Mecozzi, prima di approdare nelle cucine del resort lariano, ha fatto esperienza in ogni angolo del pianeta e, proprio grazie ai suoi numerosi viaggi all’estero, ha avuto modo di scoprire i bizzarri segreti culinari di celebri coppie omosessuali che ha avuto modo di servire e che saranno raccolti in un esclusivo volumetto.
L’originale pubblicazione sarà distribuita poi agli ospiti del CastaDiva Resort & Spa, lussuosa struttura sul lago di Como finita recentemente sui giornali di tutto il mondo per aver ospitato il premio Oscar Robert De Niro.
Qualche anticipazione del contenuto? Si va dalle bizzarrie gastronomiche della famosa conduttrice americana Ellen DeGeneres e di sua moglie Portia de Rossi, che, dopo essersi sposate, si sono convertite alla cucina vegana, passando per i capricci culinari del cantante Ricky Martin che, con il compagno Carlos Gonzalez, alterna scorpacciate di paella alla ferrea dieta vegetariana.
Cibi rigorosamente senza glutine, invece, per l’ex campionessa del tennis Martina Navratilova che dal 2006 ha una storia con la russa Julia Lemigova, mentre la mitica Jodie Foster, antesignana LGBT, va matta per qualsiasi tipo di frutta, verdure cotte, zuppe e riso al vapore, senza farsi mancare qualche bella T-bone, pollo e dessert rigorosamente a base di fragole. Cucina semplice a base di tacchino, mais e pane di mais, invece, per il noto anchorman della CNN Anderson Cooper, mentre il leggendario George Michael è ghiotto di pasta e biscotti. Si dice che gli uomini si prendono per la gola…ma, a quanto pare, anche i vip omosex non fanno eccezione!
FONTE http://www.affaritaliani.it/
Uno dei resort più importanti del mondo, che ha ospitato pezzi da novanta del calibro di Robert De Niro, George Clooney, Gérard Depardieu e il regista cult Robert Zemeckis, ha predisposto un menù super esclusivo per coppie gay vip, rigorosamente ricche e famose.
A firmarlo è Alessio Mecozzi, chef del lussuoso CastaDiva Resort & Spa di Blevio, sul lago di Como, il quale ha ideato delle portate speciali per le coppie omosex e per turisti LGBT, che rappresentano una crescente fetta di mercato (giro d’affari di 3,2 miliardi di euro solo in Italia ovvero il 7% del settore turistico) e che mediamente dispongono di un budget di spesa più elevato rispetto ai viaggiatori eterosessuali.
In attesa di dare alle stampe un vero e proprio instant book di ricette “gay friendly”, Mecozzi ha elaborato l’originalissimo “Elton John Menu”: un nome non casuale poiché è stato proprio il celebre cantante inglese la principale fonte di ispirazione per lo chef che, in questa speciale proposta “culinaria”, ha raccolto portate adatte a questa crescente tipologia di ospiti.
Si comincia con un’entrée a base di “crema di piselli secchi con tortino di patate”, accompagnata dall’immancabile re dei salumi italiani, il “culatello di Zibello croccante”, passando poi a un delizioso “mantecato di riso al miele d’agrumi, pecorino al malto e polvere di caffè”, seguito ovviamente da un “carré di maialino da latte con mele e scalogno su cicoria piccante”, per concludere con golosi dolci dal Sud America.
“Per l’antipasto abbiamo giocato con la crema di piselli secchi – spiega il cuoco, formatosi alla scuola di Antonello Colonna (1 stella Michelin) – che, tra l’altro, hanno un sapore più dolciastro rispetto a quelli tradizionali.
Il tortino di patate, vista la sua consistenza, funge un po’ da spugna, mentre il culatello conferisce una nota croccante e un po’ salata. Quanto al primo, invece, dal momento che il cantante vive in Inghilterra, una delle patrie della birra, abbiamo trovato un produttore della nostra zona che ci fornisce un particolarissimo pecorino al malto.
In più mettiamo la polvere di caffè perché il malto ha un retrogusto di cioccolato e di torrefazione di caffè e quindi serviva qualcosa che caricasse un po’ di più i sapori”.
“Per secondo – continua Mecozzi - abbiamo il carré di maialino, una carne molto morbida. Lo cuociamo a bassa temperatura in padella, così rimane soffice e fa la crosta, dopodiché realizziamo un abbinamento classico del Nord Europa aggiungendo mele e scalogno.
In pratica uniamo la dolcezza acidula della mela, che serve a pulire un pochino il palato dal grasso del maiale, agli zuccheri dello scalogno, caramellati grazie a una cottura a bassa temperatura.
Poi con la cicoria inseriamo una nota piccante sul piatto per accentuare ulteriormente il contrasto. Per concludere come dessert abbiamo scelto dei sapori dal Sud America: si tratta di una crumble al cioccolato con una puntina di sale per attutirne la dolcezza.
Sopra questa terra di cioccolato vengono saltate delle banane con un caramello all’anice stellato e, per finire, aggiungiamo una spuma al rum caraibico, che conferisce una nota alcolica”. Insomma un menù che certamente non deluderà l’interprete di “Candle in the wind”, amante della buona cucina tanto da rendere vani i continui tentativi del partner David Furnish di metterlo a dieta.
Nato in Germania, l’estroso Mecozzi, prima di approdare nelle cucine del resort lariano, ha fatto esperienza in ogni angolo del pianeta e, proprio grazie ai suoi numerosi viaggi all’estero, ha avuto modo di scoprire i bizzarri segreti culinari di celebri coppie omosessuali che ha avuto modo di servire e che saranno raccolti in un esclusivo volumetto.
L’originale pubblicazione sarà distribuita poi agli ospiti del CastaDiva Resort & Spa, lussuosa struttura sul lago di Como finita recentemente sui giornali di tutto il mondo per aver ospitato il premio Oscar Robert De Niro.
Qualche anticipazione del contenuto? Si va dalle bizzarrie gastronomiche della famosa conduttrice americana Ellen DeGeneres e di sua moglie Portia de Rossi, che, dopo essersi sposate, si sono convertite alla cucina vegana, passando per i capricci culinari del cantante Ricky Martin che, con il compagno Carlos Gonzalez, alterna scorpacciate di paella alla ferrea dieta vegetariana.
Cibi rigorosamente senza glutine, invece, per l’ex campionessa del tennis Martina Navratilova che dal 2006 ha una storia con la russa Julia Lemigova, mentre la mitica Jodie Foster, antesignana LGBT, va matta per qualsiasi tipo di frutta, verdure cotte, zuppe e riso al vapore, senza farsi mancare qualche bella T-bone, pollo e dessert rigorosamente a base di fragole. Cucina semplice a base di tacchino, mais e pane di mais, invece, per il noto anchorman della CNN Anderson Cooper, mentre il leggendario George Michael è ghiotto di pasta e biscotti. Si dice che gli uomini si prendono per la gola…ma, a quanto pare, anche i vip omosex non fanno eccezione!
FONTE http://www.affaritaliani.it/
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Info point LGBT via smartphone
È stata lanciata Quist,(http://www.quistapp.com/) un’applicazione interattiva per smartphone sull’aggiornamento dal mondo LGBT.
Che si propone di colmare, attraverso nuove tecnologie di condivisione delle informazioni e di sensibilizzazione, le storie e gli eventi quotidiani che riguardano l’universo omosessuale.
Ogni giorno dell’anno, infatti, questo nuovo strumento riporterà episodi e accadimenti delle comunità gay, anche attraverso link di approfondimento, documenti, immagini e video.
Scaricabile sia su iPhone che su Android è disponibile gratuitamente a livello globale. In un’epoca di grandi conquiste sui diritti e le libertà civili, ma anche di nuove leggi omofobiche e di un numero di adolescenti gay suicidi che è ancora una realtà devastante, Quist vuole essere una sorta di memoria digitale. Per fare il punto sui successi, le lotte, i progressi, ma anche le sconfitte di ciascun “giorno nella storia LGBTQ”, come riporta la stessa pagina web dell’app.
fonte http://www.west-info.eu/di Ivano Abbadessa
Che si propone di colmare, attraverso nuove tecnologie di condivisione delle informazioni e di sensibilizzazione, le storie e gli eventi quotidiani che riguardano l’universo omosessuale.
Ogni giorno dell’anno, infatti, questo nuovo strumento riporterà episodi e accadimenti delle comunità gay, anche attraverso link di approfondimento, documenti, immagini e video.
Scaricabile sia su iPhone che su Android è disponibile gratuitamente a livello globale. In un’epoca di grandi conquiste sui diritti e le libertà civili, ma anche di nuove leggi omofobiche e di un numero di adolescenti gay suicidi che è ancora una realtà devastante, Quist vuole essere una sorta di memoria digitale. Per fare il punto sui successi, le lotte, i progressi, ma anche le sconfitte di ciascun “giorno nella storia LGBTQ”, come riporta la stessa pagina web dell’app.
fonte http://www.west-info.eu/di Ivano Abbadessa
Lgbt Sport: Ecco “Libera Rugby Club”, la prima squadra gay-friendly d’Italia
E’ arrivata, anche in Italia, la prima squadra gay friendly di rugby ed è proprio a Roma che la comunità gay ha raccolto le adesioni per farla nascere.
L’Italia era uno dei pochissimi paesi occidentali a non avere ancora squadre di rugby gay-friendly, a differenza di nazioni europee e d’oltre oceano e di città come Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Los Angeles, New York, Sydney.
Al momento sono 23 i ragazzi fissi della formazione, due di loro non sono gay e non rimarranno gli unici. Sono giovani che hanno aderito perché, come ci spiegano gli organizzatori, questa iniziativa serve non solo a permettere a ragazzi omosessuali di poter giocare serenamente in una squadra di rugby, ma anche un modo per combattere alcuni falsi stereotipi che vedono l’omosessuale privo delle tipiche caratteristiche maschili di forza e carattere.
“Libera Rugby Club”, federata Gaycs, dipartimento Glbt dell’Aics, l’Associazione Italiana Cultura e Sport, e a breve federata della FIR, è il nome dell’associazione sportiva dilettantistica, dove quel “Libera”, volutamente al femminile, sta a sottolineare che non esiste nell’ideologia del gruppo nessun tipo di sessismo, ma anche che il rugby italiano ha bisogno di essere liberato da falsi pregiudizi, dall’omofobia ed essere davvero un gioco di squadra aperto a tutti, gay ed etero, dove fare amicizia e dare un bell’esempio di integrazione.
Da meno di un mese sono iniziati i primi incontri di prova e da poco gli allenamenti ufficiali della nuova squadra di rugby romana Libera Rugby Club, come il primo della serie, il 4 luglio, che ha visto scendere in campo 25 ragazzi. La Libera Rugby Club è inoltre gemellata con la squadra di serie C degli AllReds per la condivisione di valori di antisessismo e antiomofobia. Gli allenamenti si stanno infatti tenendo presso il campo degli AllReds, all’ex cinodromo, dove la nuova squadra è molto grata agli AllReds per il loro indispensabile appoggio.
Adesso non resta che la presentazione ufficiale al Coni, evento che dovrebbe avvenire entro il 20 luglio 2013. Chiunque voglia condividere la passione per il rugby, contribuendo ad abbattere l’omofobia nel mondo dello sport maschile, può inviare una mail a romanrugby2013@gmail.com
fonte http://www.nprugby.it
L’Italia era uno dei pochissimi paesi occidentali a non avere ancora squadre di rugby gay-friendly, a differenza di nazioni europee e d’oltre oceano e di città come Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Los Angeles, New York, Sydney.
Al momento sono 23 i ragazzi fissi della formazione, due di loro non sono gay e non rimarranno gli unici. Sono giovani che hanno aderito perché, come ci spiegano gli organizzatori, questa iniziativa serve non solo a permettere a ragazzi omosessuali di poter giocare serenamente in una squadra di rugby, ma anche un modo per combattere alcuni falsi stereotipi che vedono l’omosessuale privo delle tipiche caratteristiche maschili di forza e carattere.
“Libera Rugby Club”, federata Gaycs, dipartimento Glbt dell’Aics, l’Associazione Italiana Cultura e Sport, e a breve federata della FIR, è il nome dell’associazione sportiva dilettantistica, dove quel “Libera”, volutamente al femminile, sta a sottolineare che non esiste nell’ideologia del gruppo nessun tipo di sessismo, ma anche che il rugby italiano ha bisogno di essere liberato da falsi pregiudizi, dall’omofobia ed essere davvero un gioco di squadra aperto a tutti, gay ed etero, dove fare amicizia e dare un bell’esempio di integrazione.
Da meno di un mese sono iniziati i primi incontri di prova e da poco gli allenamenti ufficiali della nuova squadra di rugby romana Libera Rugby Club, come il primo della serie, il 4 luglio, che ha visto scendere in campo 25 ragazzi. La Libera Rugby Club è inoltre gemellata con la squadra di serie C degli AllReds per la condivisione di valori di antisessismo e antiomofobia. Gli allenamenti si stanno infatti tenendo presso il campo degli AllReds, all’ex cinodromo, dove la nuova squadra è molto grata agli AllReds per il loro indispensabile appoggio.
Adesso non resta che la presentazione ufficiale al Coni, evento che dovrebbe avvenire entro il 20 luglio 2013. Chiunque voglia condividere la passione per il rugby, contribuendo ad abbattere l’omofobia nel mondo dello sport maschile, può inviare una mail a romanrugby2013@gmail.com
fonte http://www.nprugby.it
martedì 23 luglio 2013
Lgbt UK: Royal baby, 4 inglesi su 5 indifferenti al suo orientamento sessuale
Il figlio di William e Kate è il primo reale a nascere in un'Inghilterra dove le nozze gay sono legali.
E un sondaggio rivela che al popolo non importa se il principe non sarà eterosessuale.
Se ancora qualcuno non è a conoscenza della nascita del royal baby, beh, è nato.
Il figlio di William e Kate è venuto alla luce ieri pomeriggio a Londra.
Quello che però ancora non sapete è che il popolo non pretende che il futuro Re sia eterosessuale. Un sondaggio condotto da YouGov su 2.074 inglesi rivela che l'83% degli intervistati si dichiara "molto a mio agio", "a mio agio" o "indifferente" all'orientamento gay o bisex del principino.
Se parlare dell'orientamento sessuale del nascituro è forse prematuro, un dato di fatto è che il royal baby boy è il primo reale ad essere nato in un paese in cui le coppie dello stesso sesso sono legali e che quindi, se vorrà, potrà usufruire della legge appena firmata dalla bisnonna Elisabetta II per dare alla monarchia quella ventata di modernità di cui avrebbe bisogno.
fonte http://www.gay.it/
E un sondaggio rivela che al popolo non importa se il principe non sarà eterosessuale.
Se ancora qualcuno non è a conoscenza della nascita del royal baby, beh, è nato.
Il figlio di William e Kate è venuto alla luce ieri pomeriggio a Londra.
Quello che però ancora non sapete è che il popolo non pretende che il futuro Re sia eterosessuale. Un sondaggio condotto da YouGov su 2.074 inglesi rivela che l'83% degli intervistati si dichiara "molto a mio agio", "a mio agio" o "indifferente" all'orientamento gay o bisex del principino.
Se parlare dell'orientamento sessuale del nascituro è forse prematuro, un dato di fatto è che il royal baby boy è il primo reale ad essere nato in un paese in cui le coppie dello stesso sesso sono legali e che quindi, se vorrà, potrà usufruire della legge appena firmata dalla bisnonna Elisabetta II per dare alla monarchia quella ventata di modernità di cui avrebbe bisogno.
fonte http://www.gay.it/
Lgbt: La storia di Katie e Arin, Lui era una lei, lei un lui il trionfo di un amore trans
I due diciottenni si sono conosciuti in un gruppo di sostegno per ragazzi che hanno cambiato sesso
Lui era una lei e lei era un lui. L'amore trans è sbocciato mentre frequentavano un gruppo di sostegno per giovani transessuali. Katie Hill, 18 anni, è nata Luke e il suo fidanzato Arin Andrews, 16, era una ragazzina di nome Emerald.
I due sin da giovani non riuscivano a sentirsi bene nel proprio corpo. Così hanno iniziato a partecipare in Oklahoma, negli Stati Uniti, dove risiedono, a una serie di incontri per ragazzi come loro. E qui si sono innamorati. Katie ha subìto l'operazione per diventare donna all'inizio dell'anno grazie ad una donazione anonima di 40 mila dollari. Arin, che ha anche partecipato ad un noto concorso di bellezza, ha iniziato con le iniezioni di ormoni e sta lavorando duramente in palestra con il padre Mitch per cercare di aumentare la massa muscolare così da ottenere un corpo più maschile.
Entrambi hanno avuto qualche problema con i genitori quando hanno rivelato di voler cambiare sesso. Katie e suo padre Randy, un ex marine di 56 aani, non si sono parlati per tre anni. Ma ora sia Katie che Arin hanno il pieno sostegno delle loro famiglie che hanno anche accettato il loro amore.
fonte http://www.liberoquotidiano.it/
Lui era una lei e lei era un lui. L'amore trans è sbocciato mentre frequentavano un gruppo di sostegno per giovani transessuali. Katie Hill, 18 anni, è nata Luke e il suo fidanzato Arin Andrews, 16, era una ragazzina di nome Emerald.
I due sin da giovani non riuscivano a sentirsi bene nel proprio corpo. Così hanno iniziato a partecipare in Oklahoma, negli Stati Uniti, dove risiedono, a una serie di incontri per ragazzi come loro. E qui si sono innamorati. Katie ha subìto l'operazione per diventare donna all'inizio dell'anno grazie ad una donazione anonima di 40 mila dollari. Arin, che ha anche partecipato ad un noto concorso di bellezza, ha iniziato con le iniezioni di ormoni e sta lavorando duramente in palestra con il padre Mitch per cercare di aumentare la massa muscolare così da ottenere un corpo più maschile.
Entrambi hanno avuto qualche problema con i genitori quando hanno rivelato di voler cambiare sesso. Katie e suo padre Randy, un ex marine di 56 aani, non si sono parlati per tre anni. Ma ora sia Katie che Arin hanno il pieno sostegno delle loro famiglie che hanno anche accettato il loro amore.
fonte http://www.liberoquotidiano.it/
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Lgbt: Commissione Giustizia approva ddl su Omofobia
Via libera in commissione Giustizia alla legge sull’omofobia.
E’ stato dato l’ok al testo dei relatori che estende la legge Mancino alle motivazioni di omofobia e transfobia. Il testo sarà in aula la settimana prossima.
“La maggioranza dei parlamentari, individualmente o attraverso i programmi elettorali delle proprie forze politiche, hanno assunto un impegno con le cittadine e ai cittadini Lgbt ( lesbiche, gay, bisessuali, e trans): approvare finalmente una legge contro l’omofobia.330 parlamentari eletti (220 deputati e 110 senatori) hanno firmato le varie proposte di legge di estensione della Legge Mancino alle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali”.
Lo dichiara Sergio Lo Giudice (foto), senatore del Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia ed ex presidente di Arcigay.
“Adesso che é stata fissata la data del 26 luglio per il voto alla Camera, non facciamo scherzi: nessuna moratoria è possibile a vent’anni esatti dalla prima proposta di legge su questo tema, depositata nel 1993″.
“Chi si oppone a questa legge lo fa in spregio alla legislazione europea e a quegli stessi principi di contrasto alla discriminazione e alla violenza che hanno prodotto pochi giorni fa l’approvazione unanime della Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne. Non é tempo di rimandare ancora nel tempo una norma di civiltà. Lo spread dei diritti è diventato intollerabile: le tutele antidiscriminatorie della legge italiana vanno estese anche alle persone Lgbt e la data del primo voto é già stata fissata”.
Già nel pomeriggio di ieri il ministro Dario Franceschini aveva spronato le forze politiche a non rinviare più il ddl sull’omofobia, definendolo una legge necessaria che non c’entra con i temi etici.
fonte http://www.laltrapagina.it
E’ stato dato l’ok al testo dei relatori che estende la legge Mancino alle motivazioni di omofobia e transfobia. Il testo sarà in aula la settimana prossima.
“La maggioranza dei parlamentari, individualmente o attraverso i programmi elettorali delle proprie forze politiche, hanno assunto un impegno con le cittadine e ai cittadini Lgbt ( lesbiche, gay, bisessuali, e trans): approvare finalmente una legge contro l’omofobia.330 parlamentari eletti (220 deputati e 110 senatori) hanno firmato le varie proposte di legge di estensione della Legge Mancino alle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali”.
Lo dichiara Sergio Lo Giudice (foto), senatore del Partito Democratico, componente della Commissione Giustizia ed ex presidente di Arcigay.
“Adesso che é stata fissata la data del 26 luglio per il voto alla Camera, non facciamo scherzi: nessuna moratoria è possibile a vent’anni esatti dalla prima proposta di legge su questo tema, depositata nel 1993″.
“Chi si oppone a questa legge lo fa in spregio alla legislazione europea e a quegli stessi principi di contrasto alla discriminazione e alla violenza che hanno prodotto pochi giorni fa l’approvazione unanime della Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne. Non é tempo di rimandare ancora nel tempo una norma di civiltà. Lo spread dei diritti è diventato intollerabile: le tutele antidiscriminatorie della legge italiana vanno estese anche alle persone Lgbt e la data del primo voto é già stata fissata”.
Già nel pomeriggio di ieri il ministro Dario Franceschini aveva spronato le forze politiche a non rinviare più il ddl sull’omofobia, definendolo una legge necessaria che non c’entra con i temi etici.
fonte http://www.laltrapagina.it
Politica: Omofobia, associazioni Lgbt a Boldrini: garantisca rispetto tempi discussione
Mentre in Commissione Giustizia della Camera è iniziata la maratona per discutere e votare i quattrocento emendamenti sul testo base che estenderebbe la legge Mancino per i reati commessi contro le persone omosessuali e transessuali, le associazioni nazionali lgbt
(Agedo, Arcigay, ArciLesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Equality Italia, Mit – Movimento Identità Transessuale) hanno inviato alla presidente della Camera Laura Boldrini e per conoscenza ai Capogruppo, una lettera dove si chiede il rispetto dei tempi previsti per l’iter della proposta di legge e di sventare ogni tentativo di rinvio, su un tema che è ben conosciuto dai gruppi politici, che da alcune legislature discutono senza approdare a un risultato concreto.
Le associazioni ribadiscono inoltre nella missiva, che è necessario un provvedimento chiaro e davvero efficace “una legge che individui e punisca adeguatamente i crimini d’odio dovuti all’orientamento sessuale o all’identità di genere della vittima.
Da anni il movimento LGBT in Italia chiede a gran voce che le persone gay, lesbiche e trans siano integralmente coperte in questo senso dalla legge Mancino. Ai reati compiuti per razzismo, xenofobia, odio religioso si devono aggiungere a pari livello i reati compiuti per omofobia e transfobia”
fonte http://www.ilvelino.it di com/chi
(Agedo, Arcigay, ArciLesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Equality Italia, Mit – Movimento Identità Transessuale) hanno inviato alla presidente della Camera Laura Boldrini e per conoscenza ai Capogruppo, una lettera dove si chiede il rispetto dei tempi previsti per l’iter della proposta di legge e di sventare ogni tentativo di rinvio, su un tema che è ben conosciuto dai gruppi politici, che da alcune legislature discutono senza approdare a un risultato concreto.
Le associazioni ribadiscono inoltre nella missiva, che è necessario un provvedimento chiaro e davvero efficace “una legge che individui e punisca adeguatamente i crimini d’odio dovuti all’orientamento sessuale o all’identità di genere della vittima.
Da anni il movimento LGBT in Italia chiede a gran voce che le persone gay, lesbiche e trans siano integralmente coperte in questo senso dalla legge Mancino. Ai reati compiuti per razzismo, xenofobia, odio religioso si devono aggiungere a pari livello i reati compiuti per omofobia e transfobia”
fonte http://www.ilvelino.it di com/chi
Lgbt Sport: Nasce Libera Rugby Club, la prima squadra italiana di rugby composta da atleti dichiaratamente gay
CONFERENZA STAMPA
Lo sport combatte la discriminazione
MERCOLEDI’ 24 LUGLIO
ORE 12,00
PALAZZO DELLE FEDERAZIONI DEL CONI
SALA CONSIGLIO
VIALE TIZIANO, 74 - ROMA
Intervengono
on. Bruno MOLEA, Presidente nazionale Aics Associazione Italiana Cultura Sport
Ciro TURCO, Responsabile nazionale Sport Aics
Andrea CIMBRICO, Media Manager FIR - Federazione Italiana Rugby
Adriano BARTOLUCCI PROIETTI, Coord. Nazionale Gaycs Dipartimento LGBT Aics
Stefano IEZZI, Presidente “Libera Rugby Club”
Massimiliano ALARI, Vice Presidente “Libera Rugby Club”
E’ nata Libera Rugby Club il primo club di rugby italiano composto prevalentemente da atleti gay. Libera Rugby Club (federata Gaycs), infatti, è la prima associazione sportiva dilettantistica che promuove la diffusione del gioco del rugby nella comunità LGBT, fornendo un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentono accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
Un’esperienza inedita per il nostro Paese ma che prende le mosse da analoghe iniziative già attive all’estero. L’idea nasce infatti dalla passione e dalla tenacia di chi questo sport lo pratica già da tempo, come il presidente Stefano Iezzi, anche oltre i confini nazionali.
“I tempi erano maturi per lanciare Libera Rugby Club – racconta Iezzi – considerando che nel mondo squadre come la nostra possono già contare su un folto numero di seguaci e sostenitori.
Si pensi che attualmente solo negli Stati Uniti sono presenti 23 club, mentre in Europa se ne contano ben 22. Tante importanti realtà sportive che contribuiscono con la loro visibilità a combattere l’omofobia e gli episodi di discriminazione basati sull’orientamento sessuale”.
L’appartenenza di Libera Rugby Club a Gaycs, dipartimento LGBT di Aics – Associazione Italiana Cultura Sport, garantisce il giusto supporto per le attività di promozione di questa disciplina sportiva all’interno della comunità LGBT grazie alla rete territoriale che conta oltre 120 sedi operative con 9.600 associazioni affiliate e oltre 800.000 soci.
Un impegno che ha già prodotto rilevanti risultati nel mondo del calcio con il torneo nazionale A5 “Un calcio all’omofobia” giunto alla sua seconda edizione.
Il presidente nazionale dell’Aics, on.Bruno Molea, promotore della Commissione interparlamentare sullo sport e del Forum Sport di Cittadinanza segue con attenzione l’importante lavoro che il dipartimento LGBT svolge da due anni all’interno ed all’esterno dell’ente, contributo che ha consentito di sensibilizzare la vasta rete territoriale sui temi dell’inclusione nella pratica dello sport.
“Attraverso una politica di maggiore apertura verso i diritti LGBT il mondo dello sport può offrire un supporto fondamentale al miglioramento della qualità della vita per le generazioni presenti e per quelle future” – ha sottolineato Molea.
La presenza poi, al fianco di questa iniziativa, della Federazione Italiana Rugby (a cui Libera Rugby Club si accinge ad aderire) attraverso il suo presidente Alfredo Gavazzi ha un significato molto speciale perché sottolinea l’impegno del Coni sul fronte della tutela dei diritti LGBT anche nel mondo dello sport. Impegno finalizzato innanzitutto al superamento di quei pregiudizi che ancora coinvolgono quegli atleti LGBT che non riescono a dichiararsi pubblicamente.
Ufficio stampa
Giancarlo Strocchia - g.strocchia@depsrl.it - cell ph. 339 4422604
fonte http://www.digayproject.org
Lo sport combatte la discriminazione
MERCOLEDI’ 24 LUGLIO
ORE 12,00
PALAZZO DELLE FEDERAZIONI DEL CONI
SALA CONSIGLIO
VIALE TIZIANO, 74 - ROMA
Intervengono
on. Bruno MOLEA, Presidente nazionale Aics Associazione Italiana Cultura Sport
Ciro TURCO, Responsabile nazionale Sport Aics
Andrea CIMBRICO, Media Manager FIR - Federazione Italiana Rugby
Adriano BARTOLUCCI PROIETTI, Coord. Nazionale Gaycs Dipartimento LGBT Aics
Stefano IEZZI, Presidente “Libera Rugby Club”
Massimiliano ALARI, Vice Presidente “Libera Rugby Club”
E’ nata Libera Rugby Club il primo club di rugby italiano composto prevalentemente da atleti gay. Libera Rugby Club (federata Gaycs), infatti, è la prima associazione sportiva dilettantistica che promuove la diffusione del gioco del rugby nella comunità LGBT, fornendo un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentono accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
Un’esperienza inedita per il nostro Paese ma che prende le mosse da analoghe iniziative già attive all’estero. L’idea nasce infatti dalla passione e dalla tenacia di chi questo sport lo pratica già da tempo, come il presidente Stefano Iezzi, anche oltre i confini nazionali.
“I tempi erano maturi per lanciare Libera Rugby Club – racconta Iezzi – considerando che nel mondo squadre come la nostra possono già contare su un folto numero di seguaci e sostenitori.
Si pensi che attualmente solo negli Stati Uniti sono presenti 23 club, mentre in Europa se ne contano ben 22. Tante importanti realtà sportive che contribuiscono con la loro visibilità a combattere l’omofobia e gli episodi di discriminazione basati sull’orientamento sessuale”.
L’appartenenza di Libera Rugby Club a Gaycs, dipartimento LGBT di Aics – Associazione Italiana Cultura Sport, garantisce il giusto supporto per le attività di promozione di questa disciplina sportiva all’interno della comunità LGBT grazie alla rete territoriale che conta oltre 120 sedi operative con 9.600 associazioni affiliate e oltre 800.000 soci.
Un impegno che ha già prodotto rilevanti risultati nel mondo del calcio con il torneo nazionale A5 “Un calcio all’omofobia” giunto alla sua seconda edizione.
Il presidente nazionale dell’Aics, on.Bruno Molea, promotore della Commissione interparlamentare sullo sport e del Forum Sport di Cittadinanza segue con attenzione l’importante lavoro che il dipartimento LGBT svolge da due anni all’interno ed all’esterno dell’ente, contributo che ha consentito di sensibilizzare la vasta rete territoriale sui temi dell’inclusione nella pratica dello sport.
“Attraverso una politica di maggiore apertura verso i diritti LGBT il mondo dello sport può offrire un supporto fondamentale al miglioramento della qualità della vita per le generazioni presenti e per quelle future” – ha sottolineato Molea.
La presenza poi, al fianco di questa iniziativa, della Federazione Italiana Rugby (a cui Libera Rugby Club si accinge ad aderire) attraverso il suo presidente Alfredo Gavazzi ha un significato molto speciale perché sottolinea l’impegno del Coni sul fronte della tutela dei diritti LGBT anche nel mondo dello sport. Impegno finalizzato innanzitutto al superamento di quei pregiudizi che ancora coinvolgono quegli atleti LGBT che non riescono a dichiararsi pubblicamente.
Ufficio stampa
Giancarlo Strocchia - g.strocchia@depsrl.it - cell ph. 339 4422604
fonte http://www.digayproject.org
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sport e omosessualità
lunedì 22 luglio 2013
Lgbt Danza: Domani 23 luglio al Teatro Romano di Verona evento in esclusiva per l’addio alle scene di Mara Galeazzi
Photo The Firebird, Alice Pennefather 2012, Courtesy of ROH
GALA con Primi Ballerini del ROYAL BALLET di Londra
Mara Galeazzi, Lauren Cuthbertson, Sarah Lamb, Marianela Nuñez, Gary Avis, Steven McRae , Thiago Soares, Edward Watson
ONEGIN passo a due del 3^ atto tra Tatiana e Gremin
Coreografia John Cranko
Musica Kurt-Heinz Stolze
Interpreti Mara Galeazzi & Gary Avis
Passo a due da CHROMA durata 3.30 min
Coreografia di W. McGregor
Musica J. Talbot, J. White
Intepreti Sarah Lamb & Steven McRae
IL LAGO dei CIGNI passo a due in nero dal 3^ atto
Coreografia Marious Petipa
Musica Petr Il’ic Tchaikowsky
Interpreti : Marianela Nuñez & Thiago Soares
NISI DOMINUS
Coreografia : William Tuckett
Musica : Claudio Monteverdi
Interprete : Lauren Cuthbertson
ROMEO e GIULIETTA Scena del Balcone
Coreografia Kenneth MacMillan
Musica Sergej Prokof’ev
Interpreti Mara Galeazzi & Edward Watson
Intervallo
MANON passo a due
Coreografia :Sir Kenneth McMillan
Musica : J.Massenet arrang.Lucas
Interpreti Mara Galeazzi & Edward Watson
AFTER THE RAIN
Coreografia: Christopher Wheeldon
Musica: Arvo Pärt Tabula Rasa (1977) (primo Movimento-Ludus)
Intepreti : Marianela Nuñez & Thiago Soares
LA BELLA ADDORMENTATA
Coreografia Marius Petipa
Musica Pyotr Il’yich Tchaikovsky
Interpreti Sarah Lamb & Steven McRae
QUALIA pas de deux
Coreografia Wayne McGregor
Musica Scanner
Interpreti Lauren Cuthbertson & Edward Watson
LOOK WEST
Coreografia Alastair Marriott
Musica Leonard Bernstein Serenade for violin , harp, percussion and strings
Interpreti Mara Galeazzi & Gary Avis
Per informazioni ed acquisto biglietti
circuito Geticket http://www.geticket.it/(numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285)
fonte http://balletnews.co.uk/
GALA con Primi Ballerini del ROYAL BALLET di Londra
Mara Galeazzi, Lauren Cuthbertson, Sarah Lamb, Marianela Nuñez, Gary Avis, Steven McRae , Thiago Soares, Edward Watson
ONEGIN passo a due del 3^ atto tra Tatiana e Gremin
Coreografia John Cranko
Musica Kurt-Heinz Stolze
Interpreti Mara Galeazzi & Gary Avis
Passo a due da CHROMA durata 3.30 min
Coreografia di W. McGregor
Musica J. Talbot, J. White
Intepreti Sarah Lamb & Steven McRae
IL LAGO dei CIGNI passo a due in nero dal 3^ atto
Coreografia Marious Petipa
Musica Petr Il’ic Tchaikowsky
Interpreti : Marianela Nuñez & Thiago Soares
NISI DOMINUS
Coreografia : William Tuckett
Musica : Claudio Monteverdi
Interprete : Lauren Cuthbertson
ROMEO e GIULIETTA Scena del Balcone
Coreografia Kenneth MacMillan
Musica Sergej Prokof’ev
Interpreti Mara Galeazzi & Edward Watson
Intervallo
MANON passo a due
Coreografia :Sir Kenneth McMillan
Musica : J.Massenet arrang.Lucas
Interpreti Mara Galeazzi & Edward Watson
AFTER THE RAIN
Coreografia: Christopher Wheeldon
Musica: Arvo Pärt Tabula Rasa (1977) (primo Movimento-Ludus)
Intepreti : Marianela Nuñez & Thiago Soares
LA BELLA ADDORMENTATA
Coreografia Marius Petipa
Musica Pyotr Il’yich Tchaikovsky
Interpreti Sarah Lamb & Steven McRae
QUALIA pas de deux
Coreografia Wayne McGregor
Musica Scanner
Interpreti Lauren Cuthbertson & Edward Watson
LOOK WEST
Coreografia Alastair Marriott
Musica Leonard Bernstein Serenade for violin , harp, percussion and strings
Interpreti Mara Galeazzi & Gary Avis
Per informazioni ed acquisto biglietti
circuito Geticket http://www.geticket.it/(numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285)
fonte http://balletnews.co.uk/
lunedì 15 luglio 2013
Lgbt: Cos'è l'omofobia interiorizzata? Esiste una qualche forma di discriminazione degli omosessuali verso gli altri omosessuali?
Esiste una qualche forma di discriminazione degli omosessuali verso gli altri omosessuali?
È possibile non riconoscere se stessi tanto da non voler riconoscere gli altri?
Cos'è l'omofobia interiorizzata?
A furia di dirtelo, finisce che ci credi. Può capitare. Succede a tutti di interiorizzare: le donne, ad esempio, di credersi “il sesso debole”, il bambino di “essere cattivo”. Di rispondere a richieste sociali più o meno velate e di confermarle, sentirsi sbagliati o dalla parte del torto.
Io parlo da scrittrice, certo, non da psicologa, quello che immagino sia l’omofobia interiorizzata, un po’ più complessa dell’omofobia, lo percepisco da racconti e da quanto posso leggere sui libri, ma la sensazione, credo, sia comune.
Nel depliant sull’argomento distribuito da Arcigay,(http://www.arcigay.it/wp-content/uploads/depliant-Volta.pdf) si legge questa definizione, ricavata dagli atti di un convegno La scala di Giacobbe:
L’omofobia interiorizzata consiste nell’accettazione da parte di gay e lesbiche di tutti i pregiudizi, le etichette negative e gli atteggiamenti discriminatori verso l’omosessualità. Questa interiorizzazione del pregiudizio è per lo più inconsapevole e può portare a vivere con difficoltà il proprio orientamento sessuale, a contrastarlo, a negarlo o addirittura a nutrire sentimenti discriminatori nei confronti degli omosessuali.
Esiste dunque, una forma di discriminazione degli omosessuali verso gli altri rappresentanti della comunità? Un non riconoscere se stessi che diventa non voler riconoscere gli altri?
Mi viene sempre in aiuto la mia esperienza personale di donna e femminista, il giudizio morale sulla condotta di altre donne, il dibattito su quale atteggiamento tenere, la mancanza di modelli femminili di riferimento, l’incapacità di assorbire, accogliere, un modello di libertà totale e non un modello che scambiasse la libertà sessuale per libertà tout court.
Rispettare poi, apertamente, posizioni divergenti dalle nostre, non introiettare pensieri maschilisti e dire “dovrebbe stare a casa ad allevare i suoi figli” di una madre, magari militante e impegnata.
Ma chi può insegnarti ad amare la tua natura? Se le coppie innamorate che vedi rappresentate, soprattutto nei media, hanno ruoli standardizzati? Ruoli in cui non ti riconosci? Eppure esistono un sacco di modi diversi e differenti di vivere l’amore.
Certo l’omofobia interiorizzata, il non accettarsi, può avere conseguenze pesanti, soprattutto se è in seno alla famiglia che si si sente inadeguati e non compresi.
Si rischia di disapprovarsi, negare se stessi, dice l’opuscolo di Arcigay che si può arrivare a fingersi eterosessuali e a non sviluppare una sana vita di relazione. E in questo caso si parla di relazioni affettive, di coppia, di amore.
Si può vivere disconoscendo la militanza dei diritti gay, o senza scendere in piazza a richiedere il matrimonio omosessuale e altre tutele, ma diventa di certo più vuota la vita senza un sano rapporto sentimentale. Val dunque la pena indagarsi e conoscersi, se è il caso chiedere una mano d’aiuto. Alla fine è con noi stessi che trascorriamo tutta la vita. Facciamo in modo che sia più bella e piena.
fonte http://www.queerblog.it Scritto da: Daniela Gambino
È possibile non riconoscere se stessi tanto da non voler riconoscere gli altri?
Cos'è l'omofobia interiorizzata?
A furia di dirtelo, finisce che ci credi. Può capitare. Succede a tutti di interiorizzare: le donne, ad esempio, di credersi “il sesso debole”, il bambino di “essere cattivo”. Di rispondere a richieste sociali più o meno velate e di confermarle, sentirsi sbagliati o dalla parte del torto.
Io parlo da scrittrice, certo, non da psicologa, quello che immagino sia l’omofobia interiorizzata, un po’ più complessa dell’omofobia, lo percepisco da racconti e da quanto posso leggere sui libri, ma la sensazione, credo, sia comune.
Nel depliant sull’argomento distribuito da Arcigay,(http://www.arcigay.it/wp-content/uploads/depliant-Volta.pdf) si legge questa definizione, ricavata dagli atti di un convegno La scala di Giacobbe:
L’omofobia interiorizzata consiste nell’accettazione da parte di gay e lesbiche di tutti i pregiudizi, le etichette negative e gli atteggiamenti discriminatori verso l’omosessualità. Questa interiorizzazione del pregiudizio è per lo più inconsapevole e può portare a vivere con difficoltà il proprio orientamento sessuale, a contrastarlo, a negarlo o addirittura a nutrire sentimenti discriminatori nei confronti degli omosessuali.
Esiste dunque, una forma di discriminazione degli omosessuali verso gli altri rappresentanti della comunità? Un non riconoscere se stessi che diventa non voler riconoscere gli altri?
Mi viene sempre in aiuto la mia esperienza personale di donna e femminista, il giudizio morale sulla condotta di altre donne, il dibattito su quale atteggiamento tenere, la mancanza di modelli femminili di riferimento, l’incapacità di assorbire, accogliere, un modello di libertà totale e non un modello che scambiasse la libertà sessuale per libertà tout court.
Rispettare poi, apertamente, posizioni divergenti dalle nostre, non introiettare pensieri maschilisti e dire “dovrebbe stare a casa ad allevare i suoi figli” di una madre, magari militante e impegnata.
Ma chi può insegnarti ad amare la tua natura? Se le coppie innamorate che vedi rappresentate, soprattutto nei media, hanno ruoli standardizzati? Ruoli in cui non ti riconosci? Eppure esistono un sacco di modi diversi e differenti di vivere l’amore.
Certo l’omofobia interiorizzata, il non accettarsi, può avere conseguenze pesanti, soprattutto se è in seno alla famiglia che si si sente inadeguati e non compresi.
Si rischia di disapprovarsi, negare se stessi, dice l’opuscolo di Arcigay che si può arrivare a fingersi eterosessuali e a non sviluppare una sana vita di relazione. E in questo caso si parla di relazioni affettive, di coppia, di amore.
Si può vivere disconoscendo la militanza dei diritti gay, o senza scendere in piazza a richiedere il matrimonio omosessuale e altre tutele, ma diventa di certo più vuota la vita senza un sano rapporto sentimentale. Val dunque la pena indagarsi e conoscersi, se è il caso chiedere una mano d’aiuto. Alla fine è con noi stessi che trascorriamo tutta la vita. Facciamo in modo che sia più bella e piena.
fonte http://www.queerblog.it Scritto da: Daniela Gambino
La comunità LGBT di Istanbul: tra Gay Pride e proteste
Foto Gay Pride 2013 di Istanbul (Erin Browner)
A Istanbul ogni anno si celebra la Gay week che culmina in due diversi momenti: la Trans Parade, dedicata alla comunità transessuale della città e la domenica successiva il Gay Pride finale, lungo tutta la strada di Istiklal, il viale principale che porta da piazza Taksim fino alla zona di Galata, dove milioni di persone hanno sfilato con slogan contro il primo ministro Erdogan, fischietti colorati e cartelli ironici tra cui: “Noi siamo l’esercito di Freddie Mercury” (nella foto) o “I froci sono qui”.
La condizione omosessuale ad Istanbul è contradditoria: in una società in cui la maggior parte della popolazione è musulmana e baciarsi in pubblico tra persone dello stesso sesso o fare coming out in famiglia è ancora prevalentemente uno scandalo, la parata è una delle più grandi, in cui non solo gay, lesbiche e transessuali partecipano ma anche molti anziani e coppie etero, e perfino i cantanti di strada e i senza tetto supportano a modo loro i manifestanti. I locali gay sono ovunque nel centro di Istanbul e lo stesso quartiere di Taksim, Beyoglu (dove si svolgono ogni anno le parate con le varie attività annesse organizzate dal Lambda, la maggiore associazione LGBT locale) è considerato il più progressista e liberale della parte Europea di Istanbul.
La prima parata dedicata ai transessuali, celebre e coloratissima, continua ad essere un luogo di festa e di incontro per ricordare le tantissime vittime di massacri negli anni passati in città e in tutta la Turchia, facendo affluire persone da tutta la nazione. C’è aria di festa e circa un milione e mezzo di persone sfilano con un’enorme bandiera arcobaleno sostenuta da tutti, alcuni coraggiosi si arrampicano su di un’impalcatura a forma di torre, la gente che gioca e balla sopra i tetti delle fermate degli autobus ma allo stesso tempo un immancabile esiguo gruppo di omofobi contrari alla parata viene contenuta dall’azione di alcuni agenti che restano immobili dando loro le spalle con scudi ed elmetti anti-sommossa.
La sera finita la parata, tra le viette del centro le prostitute transgender attirano l’attenzione da alcune finestre di Cucuk Bayran Sokak, la strada della “piccola festa” e ogni bar gay si riempie di gente che danza sotto la pioggia per tutta la notte. La libertà gay in Turchia è ancora lontana, ma un po’ come con succedeva e succede tutt’ora, con le proteste attorno a Gezi, la gente porta il sorriso e aldilà di una legislazione contraddittoria che non si esprime minimamente a riguardo delle questioni LGBT, il suo popolo continua a ballare imperterrito.
Tutto questo, al grido del motto che ha rimbombato per la città tutta la giornata durante la parata che riassume lo spirito catalizzatore della manifestazione: l’amore. Tra provocazione erotica e un caldo romanticismo:
Nereye Aşk mı? burada benim aşkım! Nereye Aşk mı? burada benim aşkım! … Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi
(Dove sei amore mio? Sono qui amore mio! Dove sei amore mio? Sono qui amore mio! … Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi.)
A buon intenditore poche parole .
fonte http://ilreferendum.it di Roberto Talin
A Istanbul ogni anno si celebra la Gay week che culmina in due diversi momenti: la Trans Parade, dedicata alla comunità transessuale della città e la domenica successiva il Gay Pride finale, lungo tutta la strada di Istiklal, il viale principale che porta da piazza Taksim fino alla zona di Galata, dove milioni di persone hanno sfilato con slogan contro il primo ministro Erdogan, fischietti colorati e cartelli ironici tra cui: “Noi siamo l’esercito di Freddie Mercury” (nella foto) o “I froci sono qui”.
La condizione omosessuale ad Istanbul è contradditoria: in una società in cui la maggior parte della popolazione è musulmana e baciarsi in pubblico tra persone dello stesso sesso o fare coming out in famiglia è ancora prevalentemente uno scandalo, la parata è una delle più grandi, in cui non solo gay, lesbiche e transessuali partecipano ma anche molti anziani e coppie etero, e perfino i cantanti di strada e i senza tetto supportano a modo loro i manifestanti. I locali gay sono ovunque nel centro di Istanbul e lo stesso quartiere di Taksim, Beyoglu (dove si svolgono ogni anno le parate con le varie attività annesse organizzate dal Lambda, la maggiore associazione LGBT locale) è considerato il più progressista e liberale della parte Europea di Istanbul.
La prima parata dedicata ai transessuali, celebre e coloratissima, continua ad essere un luogo di festa e di incontro per ricordare le tantissime vittime di massacri negli anni passati in città e in tutta la Turchia, facendo affluire persone da tutta la nazione. C’è aria di festa e circa un milione e mezzo di persone sfilano con un’enorme bandiera arcobaleno sostenuta da tutti, alcuni coraggiosi si arrampicano su di un’impalcatura a forma di torre, la gente che gioca e balla sopra i tetti delle fermate degli autobus ma allo stesso tempo un immancabile esiguo gruppo di omofobi contrari alla parata viene contenuta dall’azione di alcuni agenti che restano immobili dando loro le spalle con scudi ed elmetti anti-sommossa.
La sera finita la parata, tra le viette del centro le prostitute transgender attirano l’attenzione da alcune finestre di Cucuk Bayran Sokak, la strada della “piccola festa” e ogni bar gay si riempie di gente che danza sotto la pioggia per tutta la notte. La libertà gay in Turchia è ancora lontana, ma un po’ come con succedeva e succede tutt’ora, con le proteste attorno a Gezi, la gente porta il sorriso e aldilà di una legislazione contraddittoria che non si esprime minimamente a riguardo delle questioni LGBT, il suo popolo continua a ballare imperterrito.
Tutto questo, al grido del motto che ha rimbombato per la città tutta la giornata durante la parata che riassume lo spirito catalizzatore della manifestazione: l’amore. Tra provocazione erotica e un caldo romanticismo:
Nereye Aşk mı? burada benim aşkım! Nereye Aşk mı? burada benim aşkım! … Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi
(Dove sei amore mio? Sono qui amore mio! Dove sei amore mio? Sono qui amore mio! … Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi.)
A buon intenditore poche parole .
fonte http://ilreferendum.it di Roberto Talin
Lgbt Libri: L’amore lesbo che travolge il matrimonio. Nel romanzo di Eugenia Romanelli “E’ scritto nel corpo”
“Due storie d’amore, una eterosessuale l’altra omosessuale che si intrecciano, attraverso sfumature di noir, in un finale a sorpresa”.
“E’ scritto nel corpo” (ed. Bookme) è il nuovo romanzo di Eugenia Romanelli, presentato ieri al Gay Village di Roma.
Protagoniste sono Sveva e Camilla, due donne che scoprono la loro omosessualità dopo anni di matrimonio. “Nella storia non c’è solo erotismo ma anche e soprattutto amore e spiritualità”, spiega l’autrice che considera l’Italia potenzialmente pronta a riconoscere le unioni omosessuali.
“Il problema – aggiunge – è che l’argomento è poco conosciuto perché ci sono pochi film e scarsa letteratura, per questo ho dedicato il “E’ scritto nel corpo” alla tematica poco battuta della bisessualità”
fonte http://tv.ilfattoquotidiano.it di Annalisa Ausilio
“E’ scritto nel corpo” (ed. Bookme) è il nuovo romanzo di Eugenia Romanelli, presentato ieri al Gay Village di Roma.
Protagoniste sono Sveva e Camilla, due donne che scoprono la loro omosessualità dopo anni di matrimonio. “Nella storia non c’è solo erotismo ma anche e soprattutto amore e spiritualità”, spiega l’autrice che considera l’Italia potenzialmente pronta a riconoscere le unioni omosessuali.
“Il problema – aggiunge – è che l’argomento è poco conosciuto perché ci sono pochi film e scarsa letteratura, per questo ho dedicato il “E’ scritto nel corpo” alla tematica poco battuta della bisessualità”
fonte http://tv.ilfattoquotidiano.it di Annalisa Ausilio
venerdì 12 luglio 2013
Lgbt: Calcio, squadra tedesca St. Pauli è il primo club gay friendly, dalla prossima stagione la bandiera arcobaleno sventolerà sullo stadio di Millerntor
Uno schiaffo all'omofobia.
Il Sankt Pauli, club di Amburgo della seconda divisione tedesca, ha annunciato che dalla prossima stagione la bandiera arcobaleno, simbolo della comunità omosessuale, sventolerà sulla tribuna sud dello stadio Millerntor.
"Il club - ha spiegato il vicepresidente del club Gernot Stenger - è attivo da molti anni contro l'omofobia e la discriminazione, questa bandiera significa che diamo grande importanza a queste tematiche".
L'annuncio della società arriva a qualche mese dall'appello della cancelliera Angela Merkel, che nel settembre 2012 aveva invitato i calciatori gay che militano nei campionati tedeschi a non aver paura di dichiarare i propri orientamenti sessuali.
fonte http://www.tmnews.itInt9
Il Sankt Pauli, club di Amburgo della seconda divisione tedesca, ha annunciato che dalla prossima stagione la bandiera arcobaleno, simbolo della comunità omosessuale, sventolerà sulla tribuna sud dello stadio Millerntor.
"Il club - ha spiegato il vicepresidente del club Gernot Stenger - è attivo da molti anni contro l'omofobia e la discriminazione, questa bandiera significa che diamo grande importanza a queste tematiche".
L'annuncio della società arriva a qualche mese dall'appello della cancelliera Angela Merkel, che nel settembre 2012 aveva invitato i calciatori gay che militano nei campionati tedeschi a non aver paura di dichiarare i propri orientamenti sessuali.
fonte http://www.tmnews.itInt9
Lgbt: Nozze gay e pubblicità, fanno discutere i manifesti di "Mama Casa in Campagna" a Caserta
"Qualunque sia la vostra idea di matrimonio, da noi sarà una festa": idea innovativa per Mama Casa in Campagna.
Sul manifesto tre coppia: una etero e due gay
"Qualunque sia la vostra idea di matrimonio, da noi sarà una festa". Si è fatto subito notare il manifesto pubblicitario di Mama Casa in Campagna, che ha deciso di usare un'idea creativa un po' provocatoria. La pubblicità, infatti, sta facendo parlare di sè perché ritrae tre coppie, una etero e due gay.
Le protagoniste della campagna pubblicitaria sono le statuine utilizzate per decorare le wedding cake. L'idea creativa è dell'agenzia aversana Studioesse. "Volevamo sottolineare come l'ingrediente principale di qualsiasi festa nuziale ben riuscita sia l'amore - ha dichiarato Giulio Lippi, direttore creativo di Studioesse - Per questo abbiamo deciso di porre l'accento su questo fattore, in ogni sua forma, trattando l'argomento con delicatezza e rispetto per la sensibilità di ciascun individuo".
fonte http://interno18.it/
Sul manifesto tre coppia: una etero e due gay
"Qualunque sia la vostra idea di matrimonio, da noi sarà una festa". Si è fatto subito notare il manifesto pubblicitario di Mama Casa in Campagna, che ha deciso di usare un'idea creativa un po' provocatoria. La pubblicità, infatti, sta facendo parlare di sè perché ritrae tre coppie, una etero e due gay.
Le protagoniste della campagna pubblicitaria sono le statuine utilizzate per decorare le wedding cake. L'idea creativa è dell'agenzia aversana Studioesse. "Volevamo sottolineare come l'ingrediente principale di qualsiasi festa nuziale ben riuscita sia l'amore - ha dichiarato Giulio Lippi, direttore creativo di Studioesse - Per questo abbiamo deciso di porre l'accento su questo fattore, in ogni sua forma, trattando l'argomento con delicatezza e rispetto per la sensibilità di ciascun individuo".
fonte http://interno18.it/
giovedì 11 luglio 2013
Lgbt Cinema: "Sarebbe stato facile" La commedia sul matrimonio tra gay di Graziano Salvadori, nella toscana che si beffa di limiti e pregiudizi delle leggi italiane
La commedia sul matrimonio tra gay, interpretata e diretta da Graziano Salvadori, nella toscana che si beffa di limiti e pregiudizi delle leggi italiane, al cinema con "Sarebbe stato facile"
Il matrimonio tra persone dello stesso sesso, noto anche come matrimonio omosessuale, gay, o matrimonio egualitario, per il principio di eguaglianza tra individui che ne disciplina la legge nei paesi che lo riconoscono, con il relativo diritto alla vita famigliare, in Italia è out e al centro di lotte, polemiche e pregiudizi dalla notte dei tempi, nonostante non manchino tracce e racconti espliciti e inequivocabili di matrimoni celebrati fra uomini, sin dai tempi dell’imperatore romano Nerone (e il liberto Sporo).
Nel paese che manca anche di una legislazione effettiva per le unioni civili, il toscano Graziano Salvadori ha deciso di mettersi per la prima volta dietro la macchina da presa, con la consueta verve comica che contraddistingue da anni le sue interpretazioni cinematografice e cabarettistiche, per dirigere Sarebbe stato facile.
Una commedia che ricorre alla proverbiale arte di arrangiarsi e all’ironia toscana che si beffa di limiti e pregiudizi delle leggi italiane, per sorridere dell’Italia che ‘fa ridere’ (e rabbia) quando si parla di matrimoni tra persone dello stesso sesso, con un cast che affianca alla collaudata collaborazione artistica tra lo stesso Graziano Salvadori e Niki Giustini (“Voglia d’aria fresca”), anche la spiritosa Katia Beni, già vista tra battute e stracci pulire la caserma della fiction televisiva Carabinieri, Beatrice Maestrini che arriva da moda e pubblicità, Franco Trentalance ben noto per i trascorsi nel porno, la partecipazione straordinaria di Novello Novelli, insieme a Cristina De Pin, Alessandro Paci, Gaetano Gennai, Gianfranco Monti, Sergio Forconi, e tanti altri
Una ragazza determinata, un giovane deciso con l’aria da macho, un’imprenditrice raffinata, un giovane dolce e carico di dubbi esistenziali. Quattro persone che condividono un segreto: agli occhi di tutti sono due belle coppie eterosessuali, ma nella realtà sono tutti e quattro omosessuali e innamorati tra di loro. Grazie a una profonda amicizia reciproca, si crea un’alleanza per “sopravvivere” al giudizio altrui. Due finte coppie etero, necessità che si fa più forte quando il desiderio di avere una famiglia con figli adottivi non è più arginabile.
Il film, girato in Toscana, è prodotto dalla Mediterranea Productions di Angelo Bassi, mentre l’arrivo nelle sale cinematografiche è previsto per il 26 settembre 2013, e a giudicare dal trailer e il poster, ci sarà da ridere mentre si riflette.
fonte http://www.cineblog.it/Scritto da: Cut-tv's
Il matrimonio tra persone dello stesso sesso, noto anche come matrimonio omosessuale, gay, o matrimonio egualitario, per il principio di eguaglianza tra individui che ne disciplina la legge nei paesi che lo riconoscono, con il relativo diritto alla vita famigliare, in Italia è out e al centro di lotte, polemiche e pregiudizi dalla notte dei tempi, nonostante non manchino tracce e racconti espliciti e inequivocabili di matrimoni celebrati fra uomini, sin dai tempi dell’imperatore romano Nerone (e il liberto Sporo).
Nel paese che manca anche di una legislazione effettiva per le unioni civili, il toscano Graziano Salvadori ha deciso di mettersi per la prima volta dietro la macchina da presa, con la consueta verve comica che contraddistingue da anni le sue interpretazioni cinematografice e cabarettistiche, per dirigere Sarebbe stato facile.
Una commedia che ricorre alla proverbiale arte di arrangiarsi e all’ironia toscana che si beffa di limiti e pregiudizi delle leggi italiane, per sorridere dell’Italia che ‘fa ridere’ (e rabbia) quando si parla di matrimoni tra persone dello stesso sesso, con un cast che affianca alla collaudata collaborazione artistica tra lo stesso Graziano Salvadori e Niki Giustini (“Voglia d’aria fresca”), anche la spiritosa Katia Beni, già vista tra battute e stracci pulire la caserma della fiction televisiva Carabinieri, Beatrice Maestrini che arriva da moda e pubblicità, Franco Trentalance ben noto per i trascorsi nel porno, la partecipazione straordinaria di Novello Novelli, insieme a Cristina De Pin, Alessandro Paci, Gaetano Gennai, Gianfranco Monti, Sergio Forconi, e tanti altri
Una ragazza determinata, un giovane deciso con l’aria da macho, un’imprenditrice raffinata, un giovane dolce e carico di dubbi esistenziali. Quattro persone che condividono un segreto: agli occhi di tutti sono due belle coppie eterosessuali, ma nella realtà sono tutti e quattro omosessuali e innamorati tra di loro. Grazie a una profonda amicizia reciproca, si crea un’alleanza per “sopravvivere” al giudizio altrui. Due finte coppie etero, necessità che si fa più forte quando il desiderio di avere una famiglia con figli adottivi non è più arginabile.
Il film, girato in Toscana, è prodotto dalla Mediterranea Productions di Angelo Bassi, mentre l’arrivo nelle sale cinematografiche è previsto per il 26 settembre 2013, e a giudicare dal trailer e il poster, ci sarà da ridere mentre si riflette.
fonte http://www.cineblog.it/Scritto da: Cut-tv's
Lgbt: La rete Lenford diffonde una nota sulla proposta di legge contro omofobia e transfobia
Approvata ieri dalla commissione Giustizia della Camera dei deputati, supera il primo step il testo base, che prevede un'estensione della legge Reale-Mancino.
Ecco alcuni punti spiegati dagli avvocati specializzati in diritti LGBTI.
La rete Lenford diffonde una nota sulla proposta di legge contro omofobia e transfobia
La rete Lenford, che si occupa di avvocatura per i diritti LGBTI, ha diffuso oggi una nota sulla proposta di legge in materia di contrasto all’omofobia e alla transfobia, approvata ieri dalla commissione Giustizia della Camera dei deputati. Come si legge dall’homepge del Partito democratico, in un comunicato firmato da Ivan Scalfarotto:
Il testo base approvato oggi, il cui termine per gli emendamenti scade martedì 16, prevede l’estensione della Legge Reale-Mancino - che già punisce gli atti di discriminazione basati sull’origine etnica, nazionalità e religione - anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere della vittima.
La notizia è certamente importante per la comunità LGBTI, tuttavia nella nota della rete Lenford vengono affrontate alcune perplessità circa due nodi problematici, che la proposta di legge - presentata appunto, su iniziativa di Scalfarotto, Zan, Tinagli, Chimenti e altri - manifesta. Intanto la legge è un’estensione non una modifica, cioè il principio del legislatore è di far sì che le norme e il decreto comprendano anche l’orientamento sessuale e le differenze di genere.
Ha affermato lo stesso Alessandro Zan, uno dei firmatari, ai microfoni di TMNEWS:
Il testo base licenziato oggi dalla commissione Giustizia della Camera che vuole estendere la legge Mancino a omofobia e transfobia, è un primo importante passo avanti. Ora c’è da sperare che non si apra l’ennesima battaglia ideologica e che non sia stravolto. Per parte nostra siamo pronti ad andare fino in fondo anche presentando emendamenti migliorativi. Potrebbe esserci la concreta possibilità che la Camera - dove la legge arriverà il 22 luglio - finalmente la approvi. Il contrasto all’omofobia e alla transfobia è una norma di civiltà e di progresso dei diritti che riguarda tutti oltre che gay, lesbiche e trans. I politici non possono continuare di volta in volta solo a esprimere solidarietà nei casi di aggressioni o discriminazioni, ma è ora che si passi a fatti concreti.
Ma certi che alcuni aspetti della proposta di legge siano facilmente affrontabili in sede di emendamenti, è proprio qui che secondo gli avvocati della rete Lenford si giocherebbe uno dei punti problematici della proposta, che nella nota segnano un differenza precisa fra “discriminazioni” e “reati”:
la legge Reale e il Decreto Mancino si applicano «anche in materia di discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima» modificano completamente il presupposto fattuale di applicazione delle sanzioni penali di cui alla legge Reale e al Decreto Mancino. Sicché non il compimento dei reati previsti dalla legge Reale e dal Decreto Mancino sembra essere il presupposto della irrogazione della sanzione penale, bensì la sola discriminazione nei confronti delle persone omosessuali e trans. In altri termini, si rischia di lasciare privi di tutela tutte le altre ipotesi previste dall’art. 3 della Legge Mancino-Reale.
Per superare tale aspetto problematico, sarà necessario sostituire l’inciso «anche in materia di discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima» con l’inciso «anche ai reati motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima».
fonte http://www.queerblog.it/Scritto da: Daniela Gambino
Ecco alcuni punti spiegati dagli avvocati specializzati in diritti LGBTI.
La rete Lenford diffonde una nota sulla proposta di legge contro omofobia e transfobia
La rete Lenford, che si occupa di avvocatura per i diritti LGBTI, ha diffuso oggi una nota sulla proposta di legge in materia di contrasto all’omofobia e alla transfobia, approvata ieri dalla commissione Giustizia della Camera dei deputati. Come si legge dall’homepge del Partito democratico, in un comunicato firmato da Ivan Scalfarotto:
Il testo base approvato oggi, il cui termine per gli emendamenti scade martedì 16, prevede l’estensione della Legge Reale-Mancino - che già punisce gli atti di discriminazione basati sull’origine etnica, nazionalità e religione - anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere della vittima.
La notizia è certamente importante per la comunità LGBTI, tuttavia nella nota della rete Lenford vengono affrontate alcune perplessità circa due nodi problematici, che la proposta di legge - presentata appunto, su iniziativa di Scalfarotto, Zan, Tinagli, Chimenti e altri - manifesta. Intanto la legge è un’estensione non una modifica, cioè il principio del legislatore è di far sì che le norme e il decreto comprendano anche l’orientamento sessuale e le differenze di genere.
Ha affermato lo stesso Alessandro Zan, uno dei firmatari, ai microfoni di TMNEWS:
Il testo base licenziato oggi dalla commissione Giustizia della Camera che vuole estendere la legge Mancino a omofobia e transfobia, è un primo importante passo avanti. Ora c’è da sperare che non si apra l’ennesima battaglia ideologica e che non sia stravolto. Per parte nostra siamo pronti ad andare fino in fondo anche presentando emendamenti migliorativi. Potrebbe esserci la concreta possibilità che la Camera - dove la legge arriverà il 22 luglio - finalmente la approvi. Il contrasto all’omofobia e alla transfobia è una norma di civiltà e di progresso dei diritti che riguarda tutti oltre che gay, lesbiche e trans. I politici non possono continuare di volta in volta solo a esprimere solidarietà nei casi di aggressioni o discriminazioni, ma è ora che si passi a fatti concreti.
Ma certi che alcuni aspetti della proposta di legge siano facilmente affrontabili in sede di emendamenti, è proprio qui che secondo gli avvocati della rete Lenford si giocherebbe uno dei punti problematici della proposta, che nella nota segnano un differenza precisa fra “discriminazioni” e “reati”:
la legge Reale e il Decreto Mancino si applicano «anche in materia di discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima» modificano completamente il presupposto fattuale di applicazione delle sanzioni penali di cui alla legge Reale e al Decreto Mancino. Sicché non il compimento dei reati previsti dalla legge Reale e dal Decreto Mancino sembra essere il presupposto della irrogazione della sanzione penale, bensì la sola discriminazione nei confronti delle persone omosessuali e trans. In altri termini, si rischia di lasciare privi di tutela tutte le altre ipotesi previste dall’art. 3 della Legge Mancino-Reale.
Per superare tale aspetto problematico, sarà necessario sostituire l’inciso «anche in materia di discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima» con l’inciso «anche ai reati motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima».
fonte http://www.queerblog.it/Scritto da: Daniela Gambino
Lgbt: Libri "C’ero una volta" di Lulù Librandi, una Kinsella nostrana
Una Kinsella nostrana per un racconto piccante e scatenato, con situazioni irresistibili e irresistibili personaggi.
Maria Luigia Librandi, detta Lulù, si sveglia una mattina in una clinica senza alcun ricordo né di sé né del proprio passato. Accanto al letto, solo una favolosa Birkin di Hermès in pelle di coccodrillo, rosa, con un’esplicita richiesta di perdono.
Grazie all’aiuto di Andrea Martini, fascinoso medico quarantenne, Lulù comincerà a riscoprire la propria vita: dal periodo come fuorisede dopo lo spaesante arrivo nella capitale al presente come avvocato d’affari per un importante studio legale.
Attraverso gli incontri organizzati dal dottore, un pezzo alla volta riaffiorerà l’identità della ragazza e dall’oblio riemergerà anche il rapporto con lui, Alessandro Malaspina, «presuntuoso, arrogante e sull’autocelebrativo andante», da cui Lulù, pur continuamente in fuga, si era sempre sentita attratta.
Nel frattempo, alcune domande fondamentali affollano la mente della protagonista: è soddisfatta della propria vita? È stata lei a cercare di voler dimenticare qualcosa?
E chi è la donna elegantissima che l’aspetta nel corridoio su tacchi Louboutin implorando di incontrarla? Le note di A Te di Jovanotti che una mattina raggiungono Lulù (sempre avvinghiata alla sua Birkin) la aiuteranno a ricomporre il puzzle della situazione.
All’improvviso niente è più come sembra, neppure chi la circonda.
Lulù Librandi è nata in Calabria nel 1976. Avvocato d’affari, lavora da diversi anni in un rinomato studio internazionale. È allieva della Scuola di scrittura creativa “Omero”, nei cui laboratori è nato questo suo primo romanzo. Con le sue conversazioni tra donne anima la sezione Costume del blog Le Meraviglie (www.lemeraviglie.net)
fonte http://www.fazieditore.it
Maria Luigia Librandi, detta Lulù, si sveglia una mattina in una clinica senza alcun ricordo né di sé né del proprio passato. Accanto al letto, solo una favolosa Birkin di Hermès in pelle di coccodrillo, rosa, con un’esplicita richiesta di perdono.
Grazie all’aiuto di Andrea Martini, fascinoso medico quarantenne, Lulù comincerà a riscoprire la propria vita: dal periodo come fuorisede dopo lo spaesante arrivo nella capitale al presente come avvocato d’affari per un importante studio legale.
Attraverso gli incontri organizzati dal dottore, un pezzo alla volta riaffiorerà l’identità della ragazza e dall’oblio riemergerà anche il rapporto con lui, Alessandro Malaspina, «presuntuoso, arrogante e sull’autocelebrativo andante», da cui Lulù, pur continuamente in fuga, si era sempre sentita attratta.
Nel frattempo, alcune domande fondamentali affollano la mente della protagonista: è soddisfatta della propria vita? È stata lei a cercare di voler dimenticare qualcosa?
E chi è la donna elegantissima che l’aspetta nel corridoio su tacchi Louboutin implorando di incontrarla? Le note di A Te di Jovanotti che una mattina raggiungono Lulù (sempre avvinghiata alla sua Birkin) la aiuteranno a ricomporre il puzzle della situazione.
All’improvviso niente è più come sembra, neppure chi la circonda.
Lulù Librandi è nata in Calabria nel 1976. Avvocato d’affari, lavora da diversi anni in un rinomato studio internazionale. È allieva della Scuola di scrittura creativa “Omero”, nei cui laboratori è nato questo suo primo romanzo. Con le sue conversazioni tra donne anima la sezione Costume del blog Le Meraviglie (www.lemeraviglie.net)
fonte http://www.fazieditore.it
mercoledì 10 luglio 2013
Lgbt Libri: Emiliano Reali a circa dieci anni di distanza riscrive "ORDINARY"
A circa dieci anni di distanza Emiliano Reali decide di confrontarsi con se stesso e riscrive Ordinary.
Il suo primo romanzo, divenuto nel 2008 spettacolo teatrale. Dal vecchio Ordinary lo separano esperienze e successi, uno stile più maturo ed una forte crescita professionale ed interiore, ma è sempre lo stesso sentimento a guidare l’autore nel nuovo ORDINARY: la “speranza”.
ORDINARY è una finestra che si apre sulla vita del giovanissimo Diego, che giorno per giorno scopre la vita e con essa si confronterà sempre pieno di ottimismo e forza nel cuore, fino a quando gli accadimenti lo schiacceranno al punto di farlo sentire impotente.
“Mi sono voluto confrontare con me stesso, a circa dieci anni di distanza” – dice Emiliano Reali ai microfoni di RAI Radio1.
Dalla prefazione di Massimo Arcangeli: “C’è sempre un barlume di speranza, invece, per l’uomo che rinuncia a essere lupo all’uomo, per chi decide di rimanere cerbiatto anche se un lupo, azzannandolo senza finirlo, gli ha iniettato il suo virus. È la possibilità di riscattarci che ci fa ergere sui nostri istinti più bassi, che ci consente di mostrare la parte migliore di noi. E quando una tale possibilità diviene racconto, e quel racconto s’affida all’atavica potenza dell’accostamento metaforico dell’animale all’uomo, e quell’accostamento sa di esperienza vissuta o patita, e di una visione del mondo chirurgicamente naïf, la lettura riesce a disarmarci. Sono l’immediatezza, la semplicità e un contagioso candore la forza di questo libro.” e diventa un ARBOOK (Augmented Reality Book).
Con ORDINARY, oggi la DEd’A Edizioni lancia il primo ARBOOK in Italia, il primo libro che non smetterà mai di raccontare storie. Nascosti, tra le pagine del romanzo di Emiliano Reali, come gemme preziose, marker di riconoscimento, saranno l’innesco per vivere questa nuova esperienza. Avremo a nostra disposizione immagini mai viste del giovane autore, saremo trasportati nei suoi ricordi più belli, sentiremo i perché e le motivazioni che lo hanno spinto a riscrivere ORDINARY, ci faremo ammaliare dalle sue splendide parole magistralmente recitate.
ORDINARY
è il primo ARBOOK in Italia. Il Libro di carta, si trasformerà nell’innesco di una nuova realtà, le sue pagine, le sue immagini, daranno vita ad un luogo dal quale sarà possibile estrarre ulteriori informazioni, storie ed esperienze multimediali, sia oggi che nel tempo, sia qui che in luoghi specifici, anche solo per pochi momenti irripetibili.
Saremo testimoni di come i nostri dispositivi – iphone, ipad, smartphone – ci permettono di aggiungere un 6°senso alla nostra percezione, offrendoci la capacità di leggere e di riconoscere un nuovo livello di realtà. Oramai, i nostri device stanno imparando a “comprendere”.
Stanno imparando a vedere e leggono forme e colori. Leggono la stessa realtà che noi vediamo, ma possono interpretarla in modo diverso. La Realtà Aumentata (AR o Augmented Reality) aggiunge un ulteriore livello al mondo che percepiamo.
Emiliano Reali è nato a Roma. Nel 2001 è tra i vincitori del concorso nazionale “Giovani Parole” indetto dalla scuola Holden di Torino con il racconto La Corda d’argento contenuto in Sul ciglio del dirupo. La sua prima pubblicazione risale all’anno 2004 con il romanzo Ordinary (Serarcangeli), divenuto nel 2008 uno spettacolo teatrale per “Il Progetto Speciale Teatro 2007/2008″ patrocinato dal Comune di Roma e dalla SIAE. Tra le pubblicazioni due favole illustrate, Il cristallo del cuore (Edigiò, 2008) e La reggia di luce (Edigiò, 2009), utilizzate come testi nelle scuole elementari. Sempre nel 2009 pubblica il romanzo Se Bambi fosse trans? (Azimut) un’opera di successo che ha riscontrato grande interesse critico. Nel 2011 pubblica Il seme della speranza (Diamond), testo adottato nelle scuole superiori per i ragazzi del biennio. Nel 2012 pubblica Sul ciglio del dirupo (DEd’A) una raccolta di racconti. Reali scrive inoltre per il cinema; è autore del cortometraggio Santallegria (MKM, 2011) con protagoniste Serena Grandi e Monica Scattini.
fonte http://www.tuttouomini.it/
Il suo primo romanzo, divenuto nel 2008 spettacolo teatrale. Dal vecchio Ordinary lo separano esperienze e successi, uno stile più maturo ed una forte crescita professionale ed interiore, ma è sempre lo stesso sentimento a guidare l’autore nel nuovo ORDINARY: la “speranza”.
ORDINARY è una finestra che si apre sulla vita del giovanissimo Diego, che giorno per giorno scopre la vita e con essa si confronterà sempre pieno di ottimismo e forza nel cuore, fino a quando gli accadimenti lo schiacceranno al punto di farlo sentire impotente.
“Mi sono voluto confrontare con me stesso, a circa dieci anni di distanza” – dice Emiliano Reali ai microfoni di RAI Radio1.
Dalla prefazione di Massimo Arcangeli: “C’è sempre un barlume di speranza, invece, per l’uomo che rinuncia a essere lupo all’uomo, per chi decide di rimanere cerbiatto anche se un lupo, azzannandolo senza finirlo, gli ha iniettato il suo virus. È la possibilità di riscattarci che ci fa ergere sui nostri istinti più bassi, che ci consente di mostrare la parte migliore di noi. E quando una tale possibilità diviene racconto, e quel racconto s’affida all’atavica potenza dell’accostamento metaforico dell’animale all’uomo, e quell’accostamento sa di esperienza vissuta o patita, e di una visione del mondo chirurgicamente naïf, la lettura riesce a disarmarci. Sono l’immediatezza, la semplicità e un contagioso candore la forza di questo libro.” e diventa un ARBOOK (Augmented Reality Book).
Con ORDINARY, oggi la DEd’A Edizioni lancia il primo ARBOOK in Italia, il primo libro che non smetterà mai di raccontare storie. Nascosti, tra le pagine del romanzo di Emiliano Reali, come gemme preziose, marker di riconoscimento, saranno l’innesco per vivere questa nuova esperienza. Avremo a nostra disposizione immagini mai viste del giovane autore, saremo trasportati nei suoi ricordi più belli, sentiremo i perché e le motivazioni che lo hanno spinto a riscrivere ORDINARY, ci faremo ammaliare dalle sue splendide parole magistralmente recitate.
ORDINARY
è il primo ARBOOK in Italia. Il Libro di carta, si trasformerà nell’innesco di una nuova realtà, le sue pagine, le sue immagini, daranno vita ad un luogo dal quale sarà possibile estrarre ulteriori informazioni, storie ed esperienze multimediali, sia oggi che nel tempo, sia qui che in luoghi specifici, anche solo per pochi momenti irripetibili.
Saremo testimoni di come i nostri dispositivi – iphone, ipad, smartphone – ci permettono di aggiungere un 6°senso alla nostra percezione, offrendoci la capacità di leggere e di riconoscere un nuovo livello di realtà. Oramai, i nostri device stanno imparando a “comprendere”.
Stanno imparando a vedere e leggono forme e colori. Leggono la stessa realtà che noi vediamo, ma possono interpretarla in modo diverso. La Realtà Aumentata (AR o Augmented Reality) aggiunge un ulteriore livello al mondo che percepiamo.
Emiliano Reali è nato a Roma. Nel 2001 è tra i vincitori del concorso nazionale “Giovani Parole” indetto dalla scuola Holden di Torino con il racconto La Corda d’argento contenuto in Sul ciglio del dirupo. La sua prima pubblicazione risale all’anno 2004 con il romanzo Ordinary (Serarcangeli), divenuto nel 2008 uno spettacolo teatrale per “Il Progetto Speciale Teatro 2007/2008″ patrocinato dal Comune di Roma e dalla SIAE. Tra le pubblicazioni due favole illustrate, Il cristallo del cuore (Edigiò, 2008) e La reggia di luce (Edigiò, 2009), utilizzate come testi nelle scuole elementari. Sempre nel 2009 pubblica il romanzo Se Bambi fosse trans? (Azimut) un’opera di successo che ha riscontrato grande interesse critico. Nel 2011 pubblica Il seme della speranza (Diamond), testo adottato nelle scuole superiori per i ragazzi del biennio. Nel 2012 pubblica Sul ciglio del dirupo (DEd’A) una raccolta di racconti. Reali scrive inoltre per il cinema; è autore del cortometraggio Santallegria (MKM, 2011) con protagoniste Serena Grandi e Monica Scattini.
fonte http://www.tuttouomini.it/
Lgbt Danza: Presentata la nuova stagione del Teatro Comunale di Vicenza 2013/2014
Il Presidente della Fondazione Flavio Albanese ed il Vicesindaco e Assessore alla Crescita del Comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci, hanno presentato la nuova stagione artistica del Teatro Comunale di Vicenza, alla presenza dei referenti artistici delle diverse sezioni; una programmazione che intende trasmettere nuovi stimoli e nuove visioni, pur contenendo proposte anche tradizionali.
Per quanto riguarda la sezione danza la programmazione della stagione 2013/2014, realizzata in collaborazione con Arteven, prevede sei spettacoli, di cui tre in doppia data; la Stagione si aprirà perciò a fine ottobre con Deca_Dance, presentato dall’Ensemble Giovanile della Batsheva Dance Company del coreografo israeliano Ohad Naharin; a fine novembre seguirà una doppia data per la prima nazionale di Giselle nella versione del Junior Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini con coreografia e rilettura di Eugenio Scigliano mentre, nel mese di febbraio, suggestioni jazz verranno proposte dai Ballets Jazz de Montreal nelle tre diverse coreografie Zero In On, Night Box e Harry, firmate dai tre giovani coreografi Wen Wei Wang, Cayetano Soto e Barak Marshall.
A fine febbraio tornerà il Ballet du Capitole de Toulouse con Le Corsaire e, dopo una pausa nel mese di aprile, la Stagione riprenderà nel mese maggio con una nuova produzione del brasiliano Grupo Corpo: su coreografie di Rodrigo Pederneiras sarà proposto l’inimitabile linguaggio del corpo, sapiente e ricco di ispirazioni.A fine maggio il Ballet du Grand Théâtre de Genève propone una versione rivisitata del balletto classico Sogno di una notte di mezza estate, presentato dall’eccellente coreografia di Michel Kelemenis.
Sul palcoscenico del Teatro proseguirà, anche nella nuova stagione, il Progetto Supporter, che vede ogni spettacolo preceduto dalla breve esibizione di giovani promesse della danza nazionale, segnalate da critici ed esperti del settore.
Continua anche la rassegna sperimentale Luoghi del Contemporaneo-Danza, dedicata alla coreografia e alla danza di ricerca dei nuovi autori ; quest’anno la rassegna propone quattro performances diverse e molto particolari: in programma a gennaio ci sarà Terramara 1991/2013, nuovo tassello del Progetto Reconstruction Italian Contemporary Choreography; a febbraio andrà in scena Dal profondo del cuore del Kaos Balletto di Firenze mentre nel mese di marzo vedremo Amleto, del Collettivo Cinetico performance di prosa-danza, e i Cinque Canti, della Michele Merola Company, cinque brani elaborati da cinque coreografi di discendenza post accademica, con la prestigiosa acquisizione di un estratto del grande Mats Ek.
ORARI&INFO
Teatro Comunale di Vicenza Viale Mazzini 39 – Vicenza
Stagione 2013/2014 Infoline: (+39) 0444. 32.73.93
info@tcvi.it www.tcvi.it
fonte http://giornaledelladanza.com di Antonietta Mazzei
Per quanto riguarda la sezione danza la programmazione della stagione 2013/2014, realizzata in collaborazione con Arteven, prevede sei spettacoli, di cui tre in doppia data; la Stagione si aprirà perciò a fine ottobre con Deca_Dance, presentato dall’Ensemble Giovanile della Batsheva Dance Company del coreografo israeliano Ohad Naharin; a fine novembre seguirà una doppia data per la prima nazionale di Giselle nella versione del Junior Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini con coreografia e rilettura di Eugenio Scigliano mentre, nel mese di febbraio, suggestioni jazz verranno proposte dai Ballets Jazz de Montreal nelle tre diverse coreografie Zero In On, Night Box e Harry, firmate dai tre giovani coreografi Wen Wei Wang, Cayetano Soto e Barak Marshall.
A fine febbraio tornerà il Ballet du Capitole de Toulouse con Le Corsaire e, dopo una pausa nel mese di aprile, la Stagione riprenderà nel mese maggio con una nuova produzione del brasiliano Grupo Corpo: su coreografie di Rodrigo Pederneiras sarà proposto l’inimitabile linguaggio del corpo, sapiente e ricco di ispirazioni.A fine maggio il Ballet du Grand Théâtre de Genève propone una versione rivisitata del balletto classico Sogno di una notte di mezza estate, presentato dall’eccellente coreografia di Michel Kelemenis.
Sul palcoscenico del Teatro proseguirà, anche nella nuova stagione, il Progetto Supporter, che vede ogni spettacolo preceduto dalla breve esibizione di giovani promesse della danza nazionale, segnalate da critici ed esperti del settore.
Continua anche la rassegna sperimentale Luoghi del Contemporaneo-Danza, dedicata alla coreografia e alla danza di ricerca dei nuovi autori ; quest’anno la rassegna propone quattro performances diverse e molto particolari: in programma a gennaio ci sarà Terramara 1991/2013, nuovo tassello del Progetto Reconstruction Italian Contemporary Choreography; a febbraio andrà in scena Dal profondo del cuore del Kaos Balletto di Firenze mentre nel mese di marzo vedremo Amleto, del Collettivo Cinetico performance di prosa-danza, e i Cinque Canti, della Michele Merola Company, cinque brani elaborati da cinque coreografi di discendenza post accademica, con la prestigiosa acquisizione di un estratto del grande Mats Ek.
ORARI&INFO
Teatro Comunale di Vicenza Viale Mazzini 39 – Vicenza
Stagione 2013/2014 Infoline: (+39) 0444. 32.73.93
info@tcvi.it www.tcvi.it
fonte http://giornaledelladanza.com di Antonietta Mazzei
Lgbt: Estate 2013, le 5 destinazioni gay friendly, le 5 migliori destinazioni dedicate per la prossima estate, proposte e selezionate da eDreams
Suggerite da eDreams le 5 migliori destinazioni dedicate al turismo gay, quello orientato a soddisfare le esigenze dei turisti appartenenti alla comunità LGBT (lesbo, gay, bisessuale e transgender). Mete che soddisfano non soltanto le esigenze di questa comunità, ma anche quelle di chi è alla ricerca di qualcosa di innovativo e talvolta trasgressivo.
Tel Aviv, Israele
La capitale israeliana, città in constante evoluzione con una vivacissima vita notturna, è sempre più una meta gay friendly grazie alla sua atmosfera liberale e informale. Mecca della comunità giovane locale, Hilton Beach, assolata e rilassante spiaggia, da non perdere. Al calar del sole i locali del quartiere di Nahalat Binyamin e le discoteche della zona del porto ospitano spesso dj di fama internazionale apprezzati dalla clientela gay ed etero. Da non perdere i gay party settimanali organizzati in location sempre diverse, chiamati Highlights.
Austin, Texas
Tappa obbligata per gli amanti della musica, grazie alle tantissime proposte live, Austin, la capitale del Texas è uno degli astri nascenti nella costellazione delle gay destination; gli ingredienti del successo sono: tantissimi locali di qualità e un clima spensierato e divertente. Qui tutti possono dichiararsi amore reciproco alla luce del sole, magari in uno degli splendidi parchi cittadini o al tavolino di un ottimo ristorante.
Fuerteventura, Canarie
Se Gran Canaria è universalmente riconosciuta come una delle migliori destinazioni gay del mondo, forse in pochi conoscono le potenzialità di Fuerteventura. A consigliarla è Twizz, tour operator gay italiano, specializzato in viaggi gay e matrimoni gay, che la segnala come una delle mete emergenti del 2013. L'offerta alberghiera è in espansione, le spiagge sono per tutti i gusti e i locali gay sono frequentatissimi e alla moda. Il mese migliore per visitarla è dicembre, quando si svolgerà Rainbow Fuerteventura, una competizione per gay di tutto il mondo che prevede gare piuttosto particolari.
Gallipoli, Puglia
Questa bellissima cittadina al centro della movida salentina, Gallipoli, è da qualche anno nota anche con il nome di Gaypolis. Perchè qui non ci sono solo spiagge bianche, paesaggi mozzafiato e ottima gastronomia, ma anche trasgressive serate a tema e locali dichiaratamente gay dove incontrare gente di tutti i tipi e per tutti i gusti. Il Salento Gay Club è specializzato nel consigliare strutture per pernottare (numerose nella zona della riserva naturale di Porto Selvaggio), locali e spiagge gay-friendly, come quella di Makò Beach, tra gli stabilimenti più vivaci. La serata più "hot" è invece il GayDay, che riempie periodicamente le piste delle migliori discoteche della provincia di Lecce.
Rio de Janeiro, Brasile
E' sempre stata e continua ad essere una della città più frizzanti, colorate e trasgressive del mondo, con la sua carica di vitalità e ritmo che travolge chiunque la visiti. Il suo spirito tollerante, aperto, meticcio, emerge anche dall'accoglienza che la metropoli riserva al mondo gay. Per loro, ristoranti, locali, negozi e servizi creati ad hoc per soddisfarne le esigenze. La zona vicino a rua Teixeira de Melo è tra i quartieri a più alto tasso gay, mentre la spiaggia più apprezzata è quella di Ipanema. Ma ognuno, qui, può trovare il suo angolo di libertà.
fonte http://viaggi.libero.it
Tel Aviv, Israele
La capitale israeliana, città in constante evoluzione con una vivacissima vita notturna, è sempre più una meta gay friendly grazie alla sua atmosfera liberale e informale. Mecca della comunità giovane locale, Hilton Beach, assolata e rilassante spiaggia, da non perdere. Al calar del sole i locali del quartiere di Nahalat Binyamin e le discoteche della zona del porto ospitano spesso dj di fama internazionale apprezzati dalla clientela gay ed etero. Da non perdere i gay party settimanali organizzati in location sempre diverse, chiamati Highlights.
Austin, Texas
Tappa obbligata per gli amanti della musica, grazie alle tantissime proposte live, Austin, la capitale del Texas è uno degli astri nascenti nella costellazione delle gay destination; gli ingredienti del successo sono: tantissimi locali di qualità e un clima spensierato e divertente. Qui tutti possono dichiararsi amore reciproco alla luce del sole, magari in uno degli splendidi parchi cittadini o al tavolino di un ottimo ristorante.
Fuerteventura, Canarie
Se Gran Canaria è universalmente riconosciuta come una delle migliori destinazioni gay del mondo, forse in pochi conoscono le potenzialità di Fuerteventura. A consigliarla è Twizz, tour operator gay italiano, specializzato in viaggi gay e matrimoni gay, che la segnala come una delle mete emergenti del 2013. L'offerta alberghiera è in espansione, le spiagge sono per tutti i gusti e i locali gay sono frequentatissimi e alla moda. Il mese migliore per visitarla è dicembre, quando si svolgerà Rainbow Fuerteventura, una competizione per gay di tutto il mondo che prevede gare piuttosto particolari.
Gallipoli, Puglia
Questa bellissima cittadina al centro della movida salentina, Gallipoli, è da qualche anno nota anche con il nome di Gaypolis. Perchè qui non ci sono solo spiagge bianche, paesaggi mozzafiato e ottima gastronomia, ma anche trasgressive serate a tema e locali dichiaratamente gay dove incontrare gente di tutti i tipi e per tutti i gusti. Il Salento Gay Club è specializzato nel consigliare strutture per pernottare (numerose nella zona della riserva naturale di Porto Selvaggio), locali e spiagge gay-friendly, come quella di Makò Beach, tra gli stabilimenti più vivaci. La serata più "hot" è invece il GayDay, che riempie periodicamente le piste delle migliori discoteche della provincia di Lecce.
Rio de Janeiro, Brasile
E' sempre stata e continua ad essere una della città più frizzanti, colorate e trasgressive del mondo, con la sua carica di vitalità e ritmo che travolge chiunque la visiti. Il suo spirito tollerante, aperto, meticcio, emerge anche dall'accoglienza che la metropoli riserva al mondo gay. Per loro, ristoranti, locali, negozi e servizi creati ad hoc per soddisfarne le esigenze. La zona vicino a rua Teixeira de Melo è tra i quartieri a più alto tasso gay, mentre la spiaggia più apprezzata è quella di Ipanema. Ma ognuno, qui, può trovare il suo angolo di libertà.
fonte http://viaggi.libero.it
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Lgbt Parma: Gay, lesbiche e trans, il Comune contro i pregiudizi aderisce alla rete nazionale Ready
L’ente aderisce alla rete nazionale Ready contro le discriminazioni sessuali, e promuove azioni per tutelare i diritti di chi è ancora vittima di comportamenti omofobi. La provocazione: “Lo farà anche la Provincia?”
Il Comune di Parma si impegna a tutelare le persone “lgtb” – lesbiche, gay, transessuali e bisessuali – promuovendo azioni contro l’omofobia e d’inclusione sociale in nome della libertà di orientamento sessuale. L’impegno viene messo nero su bianco in una delibera che si voterà martedì in Consiglio comunale, in cui l’ente aderisce alla rete nazionale Ready -contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – formata da 36 soggetti pubblici, di cui 22 Comuni (capofila Torino), otto Province e due Regioni.
Le linee guida del progetto e le azioni di inclusione sociale per chi ancora è vittima di pregiudizi retrogradi vengono illustrate lunedì sera in commissione Pari opportunità, che torna a riunirsi dopo diverse settimane, nonostante manchi ancora il presidente di maggioranza: la consigliera 5 stelle Barbara Cacciatore .
Come prevede la carta d’intenti sottoscritta dal Comune di Parma, i soggetti aderenti al progetto – che si incontrano una volta all’anno, a rotazione, in una città partner – promuoveranno e daranno rilievo a interventi sul sito web istituzionale, oltre che far pressione sul Governo perché riconosca i diritti delle persone “lgtb”.
Al tavolo anche i rappresentanti di Agedo, L’Ottavo colore, e Certi diritti.
Tre associazioni di Parma che da anni si battono contro l’omofobia, denunciando anche violenti episodi che ledono la libertà individuale di chi subisce ancora i pregiudizi della società. Dai membri dell’Ottavo colore il suggerimento di creare uno sportello dove recarsi per denunciare comportamenti omofobi e chiedere informazioni di ogni tipo.
Il consigliere Roberto Ghiretti (Parma Unita) invita a portare avanti azioni sistematiche di settimana in settimana, cominciando dal pubblicizzare l’adesione alla rete nazionale contro le discriminazioni. Dal tavolo poi si leva una domanda che suona come un invito misto a provocazione: “Parteciperà anche la Provincia di Parma?”. (a.t.)
fonte http://uncomunea5stelle-parma.blogautore.repubblica.it
Il Comune di Parma si impegna a tutelare le persone “lgtb” – lesbiche, gay, transessuali e bisessuali – promuovendo azioni contro l’omofobia e d’inclusione sociale in nome della libertà di orientamento sessuale. L’impegno viene messo nero su bianco in una delibera che si voterà martedì in Consiglio comunale, in cui l’ente aderisce alla rete nazionale Ready -contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – formata da 36 soggetti pubblici, di cui 22 Comuni (capofila Torino), otto Province e due Regioni.
Le linee guida del progetto e le azioni di inclusione sociale per chi ancora è vittima di pregiudizi retrogradi vengono illustrate lunedì sera in commissione Pari opportunità, che torna a riunirsi dopo diverse settimane, nonostante manchi ancora il presidente di maggioranza: la consigliera 5 stelle Barbara Cacciatore .
Come prevede la carta d’intenti sottoscritta dal Comune di Parma, i soggetti aderenti al progetto – che si incontrano una volta all’anno, a rotazione, in una città partner – promuoveranno e daranno rilievo a interventi sul sito web istituzionale, oltre che far pressione sul Governo perché riconosca i diritti delle persone “lgtb”.
Al tavolo anche i rappresentanti di Agedo, L’Ottavo colore, e Certi diritti.
Tre associazioni di Parma che da anni si battono contro l’omofobia, denunciando anche violenti episodi che ledono la libertà individuale di chi subisce ancora i pregiudizi della società. Dai membri dell’Ottavo colore il suggerimento di creare uno sportello dove recarsi per denunciare comportamenti omofobi e chiedere informazioni di ogni tipo.
Il consigliere Roberto Ghiretti (Parma Unita) invita a portare avanti azioni sistematiche di settimana in settimana, cominciando dal pubblicizzare l’adesione alla rete nazionale contro le discriminazioni. Dal tavolo poi si leva una domanda che suona come un invito misto a provocazione: “Parteciperà anche la Provincia di Parma?”. (a.t.)
fonte http://uncomunea5stelle-parma.blogautore.repubblica.it
Lgbt: Omofobia, testo Pd-Pdl passa in commissione Giustizia. Lavori socialmente utili a chi discrimina gli omosessuali
Allargare la legge Mancino, che oggi punisce le discriminazioni su base etnica e religiosa, anche all'istigazione, alla propaganda e alla violenza contro omosessuali e transessuali.
E spedire gli eventuali trasgressori, che non potranno più cavarsela con una multa di 6mila euro, ai lavori socialmente utili da svolgere anche presso le associazioni in difesa dei diritti gay.
È questo, in sintesi, il contenuto del testo-base sull'omofobia e la transfobia approvato oggi pomeriggio dalla commissione Giustizia della Camera dopo un complesso lavoro di mediazione tra le proposte – antitetiche – presentate dal Pd e dal Pdl. La proposta di legge ora potrà essere modificata con gli emendamenti da presentare entro il prossimo martedì e infine approderà in aula il 22 luglio.
“Sono soddisfatto”, è il primo commento a caldo di Ivan Scalfarotto (Pd) che insieme al deputato Leone (Pdl) è relatore del testo. “Come Partito democratico chiedevamo giustamente la modifica della legge Mancino per stabilire finalmente il principio educativo secondo il quale istigare e propagandare l'omofobia e la transfobia è sbagliato e costituisce reato”.
La proposta del Pdl invece mirava a inserire l'omofobia come aggravante nei reati contro la persona, con l'obiettivo di aumentare la pena a coloro che per esempio picchiano o uccidono una persona omosessuale in quanto omosessuale: un'ipotesi che non piaceva a molte associazioni lgbt e che è stata cassata.
In cambio il Pd (che si basava su due proposte di legge firmate da Scalfarotto e Emanuele Fiano) ha dovuto accantonare l'idea di inasprire la legge Mancino per poter punire anche la diffusione e l'incitamento all'omofobia e non soltanto l'istigazione e la propaganda: apparentemente sottigliezze linguistiche, che però preoccupano numerosi parlamentari di stampo cattolico come Paola Binetti e Carlo Giovanardi che in varie occasioni hanno paventato il pericolo di finire in tribunale soltanto per aver espresso contrarietà al matrimonio gay.
Se il testo-base passerà così come è oggi, dunque, potranno essere trascinati davanti a un giudice coloro che con ogni mezzo – e dunque anche attraverso Facebook – compiono atti discriminatorii nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, rischiando un anno e sei mesi di carcere senza la possibilità di chiedere in alternativa la multa da 6mila euro. Potranno invece essere obbligati a svolgere un'attività gratuita a favore della collettività, anche presso organizzazioni lgbtq.
Non saranno invece punite le ingiurie contro i gay “poiché”, spiega sempre Scalfarotto, “l'ingiuria è già un reato nel codice penale” e la finalità della legge sull'omofobia “è quella di stabilire la discriminazione omofoba come nuovo reato a sé stante”.
fonte http://www.huffingtonpost.it/Laura Eduati
E spedire gli eventuali trasgressori, che non potranno più cavarsela con una multa di 6mila euro, ai lavori socialmente utili da svolgere anche presso le associazioni in difesa dei diritti gay.
È questo, in sintesi, il contenuto del testo-base sull'omofobia e la transfobia approvato oggi pomeriggio dalla commissione Giustizia della Camera dopo un complesso lavoro di mediazione tra le proposte – antitetiche – presentate dal Pd e dal Pdl. La proposta di legge ora potrà essere modificata con gli emendamenti da presentare entro il prossimo martedì e infine approderà in aula il 22 luglio.
“Sono soddisfatto”, è il primo commento a caldo di Ivan Scalfarotto (Pd) che insieme al deputato Leone (Pdl) è relatore del testo. “Come Partito democratico chiedevamo giustamente la modifica della legge Mancino per stabilire finalmente il principio educativo secondo il quale istigare e propagandare l'omofobia e la transfobia è sbagliato e costituisce reato”.
La proposta del Pdl invece mirava a inserire l'omofobia come aggravante nei reati contro la persona, con l'obiettivo di aumentare la pena a coloro che per esempio picchiano o uccidono una persona omosessuale in quanto omosessuale: un'ipotesi che non piaceva a molte associazioni lgbt e che è stata cassata.
In cambio il Pd (che si basava su due proposte di legge firmate da Scalfarotto e Emanuele Fiano) ha dovuto accantonare l'idea di inasprire la legge Mancino per poter punire anche la diffusione e l'incitamento all'omofobia e non soltanto l'istigazione e la propaganda: apparentemente sottigliezze linguistiche, che però preoccupano numerosi parlamentari di stampo cattolico come Paola Binetti e Carlo Giovanardi che in varie occasioni hanno paventato il pericolo di finire in tribunale soltanto per aver espresso contrarietà al matrimonio gay.
Se il testo-base passerà così come è oggi, dunque, potranno essere trascinati davanti a un giudice coloro che con ogni mezzo – e dunque anche attraverso Facebook – compiono atti discriminatorii nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, rischiando un anno e sei mesi di carcere senza la possibilità di chiedere in alternativa la multa da 6mila euro. Potranno invece essere obbligati a svolgere un'attività gratuita a favore della collettività, anche presso organizzazioni lgbtq.
Non saranno invece punite le ingiurie contro i gay “poiché”, spiega sempre Scalfarotto, “l'ingiuria è già un reato nel codice penale” e la finalità della legge sull'omofobia “è quella di stabilire la discriminazione omofoba come nuovo reato a sé stante”.
fonte http://www.huffingtonpost.it/Laura Eduati
martedì 9 luglio 2013
Lgbt Roma: Vladimir Luxuria intervisterà l'attrice Iaia Forte, venerdì 12 luglio al Gay Village
Venerdì 12 luglio a partire dalle 21.30, sul palco del Gay Village, in esclusiva l’intervista a Iaia Forte condotta da Vladimir Luxuria.
Durante l’incontro l’attrice ripercorrerà insieme al pubblico del Village i momenti più importanti della sua carriera artistica, soffermandosi sui progetti futuri che la vedranno impegnata al cinema e in teatro.
Mentre sul grande schermo la vedremo diretta da Renato De Maria in “La vita oscena”, sui palcoscenici Iaia presenterà il nuovo monologo “Hanno tutti ragione”, tratto dall’ omonimo romanzo di Paolo Sorrentino. In duplice veste di regista e interprete, nello spettacolo Iaia è Tony Pagoda, personaggio concepito da Sorrentino prima per il cinema - gli prestò il volto Toni Servillo nel film “L’ uomo in più” (2001) – e poi divenuto protagonista di ben due romanzi.
“L’idea di mettere in scena il protagonista del romanzo di Sorrentino – dice l’attrice - mi è venuta per innamoramento. Avevo letto in pubblico due capitoli del libro a Fiesole, e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono alla bellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo”.
“Hanno tutti ragione” è atteso il 2 agosto all’interno della rassegna “I Solisti del Teatro” presso i Giardini della Filarmonica di Roma.
fonte http://www.occhioche.it
Durante l’incontro l’attrice ripercorrerà insieme al pubblico del Village i momenti più importanti della sua carriera artistica, soffermandosi sui progetti futuri che la vedranno impegnata al cinema e in teatro.
Mentre sul grande schermo la vedremo diretta da Renato De Maria in “La vita oscena”, sui palcoscenici Iaia presenterà il nuovo monologo “Hanno tutti ragione”, tratto dall’ omonimo romanzo di Paolo Sorrentino. In duplice veste di regista e interprete, nello spettacolo Iaia è Tony Pagoda, personaggio concepito da Sorrentino prima per il cinema - gli prestò il volto Toni Servillo nel film “L’ uomo in più” (2001) – e poi divenuto protagonista di ben due romanzi.
“L’idea di mettere in scena il protagonista del romanzo di Sorrentino – dice l’attrice - mi è venuta per innamoramento. Avevo letto in pubblico due capitoli del libro a Fiesole, e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono alla bellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo”.
“Hanno tutti ragione” è atteso il 2 agosto all’interno della rassegna “I Solisti del Teatro” presso i Giardini della Filarmonica di Roma.
fonte http://www.occhioche.it
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A Reggio Calabria nasce l’osservatorio per l’analisi dei fenomeni di discriminazione e violenza contro le persone LGBT
ArciGay “I Due Mari”, comitato provinciale di Reggio Calabria, annuncia per il 10 Luglio (alle 19 in via Musella già via Apollo n 5 A) l’ inaugurazione dell’Osservatorio Provinciale per l’ analisi dei fenomeni di discriminazione e violenza omofobica e transfobica.
Il progetto, presentato nel 2011, nasce grazie ad un protocollo d’intesa con la Provincia di Reggio Calabria, volto alla realizzazione di un osservatorio che vada a contrastare ogni forma di discriminazioni e che finalmente vede la luce. Questo nuovo servizio offrirà a tutta la comunità LGBT di Reggio Calabria e provincia uno sportello per raccogliere denunce/testimonianze e un servizio di consulenza professionale specifica. La sede dell’osservatorio fungerà anche da sede del comitato e ci sarà il taglio del nastro Rainbow .
La presentazione sarà seguita da un incontro breve al quale parteciperanno:Presidente Provincia di Reggio Calabria dott. Giuseppe Raffa, – Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria avv. Cusumano – una rappresentanza dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Presidente Nazionale Arcigay Flavio Romani – Presidente Comitato Palermo Pride Paolo Patané Tra gli invitati, anche il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti.
fonte http://www.arcigay.it/
Il progetto, presentato nel 2011, nasce grazie ad un protocollo d’intesa con la Provincia di Reggio Calabria, volto alla realizzazione di un osservatorio che vada a contrastare ogni forma di discriminazioni e che finalmente vede la luce. Questo nuovo servizio offrirà a tutta la comunità LGBT di Reggio Calabria e provincia uno sportello per raccogliere denunce/testimonianze e un servizio di consulenza professionale specifica. La sede dell’osservatorio fungerà anche da sede del comitato e ci sarà il taglio del nastro Rainbow .
La presentazione sarà seguita da un incontro breve al quale parteciperanno:Presidente Provincia di Reggio Calabria dott. Giuseppe Raffa, – Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria avv. Cusumano – una rappresentanza dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Presidente Nazionale Arcigay Flavio Romani – Presidente Comitato Palermo Pride Paolo Patané Tra gli invitati, anche il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti.
fonte http://www.arcigay.it/
Danza: La Scala rende omaggio a Nureyev portando in scena la sua versione de “Il Lago dei Cigni”
Il Teatro alla Scala riporta in scena Il lago dei cigni nella versione curata da Rudolf Nureyev; nel ventennale della sua scomparsa il Teatro rende omaggio al grande artista in due diversi momenti, in luglio e ottobre.
Numerosi i debutti che attendono le recite previste per il mese di luglio, nelle serate del 17, 18 e 23 luglio sarà la ballerina Natalia Osipova ad interpretare, per la prima volta alla Scala, il ruolo di Odette/Odile passando poi il testimone ai ballerini di casa per tutte le recite successive; accanto a lei, un nuovo importante debutto attende il danzatore Claudio Coviello, per la prima volta impegnato nel ruolo di Siegfried.
Nella recita del 24 luglio, il ballerino Eris Nezha accompagnerà la danzatrice Petra Conti nel suo debutto nelle vesti di Odette/Odile; e saranno Mick Zeni ( in debutto il 17 e 18) e Antonino Sutera (23 e 24 luglio) ad alternarsi nel ruolo di Wolfgang/Rotbarth.
Con Il lago dei cigni il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala saluterà il suo pubblico prima della pausa estiva, per poi riaccoglierlo al rientro dalle vacanze con lo spettacolo L’altra metà del cielo (coreografia e regia di Martha Clarke, musica e drammaturgia di Vasco Rossi) in scena dal 6 al 13 settembre.
ORARI&INFO
Teatro alla Scala Via Filodrammatici 2, Milano
Dal 17 al 24 luglio Infoline: (+ 39) 02. 88. 79 1 www.teatroallascala.org
fonte http://giornaledelladanza.com di Antonietta Mazzei Foto di Julien Benhamou
Numerosi i debutti che attendono le recite previste per il mese di luglio, nelle serate del 17, 18 e 23 luglio sarà la ballerina Natalia Osipova ad interpretare, per la prima volta alla Scala, il ruolo di Odette/Odile passando poi il testimone ai ballerini di casa per tutte le recite successive; accanto a lei, un nuovo importante debutto attende il danzatore Claudio Coviello, per la prima volta impegnato nel ruolo di Siegfried.
Nella recita del 24 luglio, il ballerino Eris Nezha accompagnerà la danzatrice Petra Conti nel suo debutto nelle vesti di Odette/Odile; e saranno Mick Zeni ( in debutto il 17 e 18) e Antonino Sutera (23 e 24 luglio) ad alternarsi nel ruolo di Wolfgang/Rotbarth.
Con Il lago dei cigni il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala saluterà il suo pubblico prima della pausa estiva, per poi riaccoglierlo al rientro dalle vacanze con lo spettacolo L’altra metà del cielo (coreografia e regia di Martha Clarke, musica e drammaturgia di Vasco Rossi) in scena dal 6 al 13 settembre.
ORARI&INFO
Teatro alla Scala Via Filodrammatici 2, Milano
Dal 17 al 24 luglio Infoline: (+ 39) 02. 88. 79 1 www.teatroallascala.org
fonte http://giornaledelladanza.com di Antonietta Mazzei Foto di Julien Benhamou
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Lgbt Roma: Con "Doppia gay" Gran serata l'11 luglio al Gay Village, dove Paolo Ruffini e Vladimir Luxuria presenteranno una riproposizione dei classici della cinematografia in chiave rainbow
Stanchi dei film etero? Ecco in arrivo ‘Doppia gay’ l’appuntamento in programma l’11 luglio al Gay Village, dove si terrà una competizione in cui i grandi classici della cinematografia saranno ridoppiati in chiave rainbow.
Con 'Doppia gay' uno schiaffo ai film etero.
Conducono la serata Paolo Ruffini (direttamente da ColoradoCafè) e Vladimir Luxuria. Alla fine, come ogni competizione che si rispetti, il prodotto più bello e divertente verrà premiato.
Conti alla mano hanno partecipato in tanti, ma solo una piccola selezione di video è stata scelta per accedere a quella che è la serata conclusiva di questo nuovo contest lanciato dalla mente della direttrice artistica Vladimir Luxuria.
Ormai da tempo infatti, è partito il concorso per il doppiaggio gay più bello, a cui partecipa anche il toscano Paolo Ruffini, come conduttore e vero rappresentante di questo filone di “doppiatori per gioco”, che tanto appassiona i cinefili e i videoamatori, tanto da fornire una vera e propria “videografia youtubiana” di doppiaggi realizzati spesso in tipici dialetti italiani.
Proprio Ruffini noto sul tubo nazionale con ‘iodoppiochannel’, il canale creato dall’ Associazione cinematografica Nido del Cuculo, che da anni posta in rete spezzoni di grandi classici ridoppiati in dialetto livornese. Durante la serata ‘Troppi Film Etero? Doppia Gay!’, verranno proiettati alcuni dei più divertenti doppiaggi della Nido del Cuculo.
fonte http://www.romapost.it/
Con 'Doppia gay' uno schiaffo ai film etero.
Conducono la serata Paolo Ruffini (direttamente da ColoradoCafè) e Vladimir Luxuria. Alla fine, come ogni competizione che si rispetti, il prodotto più bello e divertente verrà premiato.
Conti alla mano hanno partecipato in tanti, ma solo una piccola selezione di video è stata scelta per accedere a quella che è la serata conclusiva di questo nuovo contest lanciato dalla mente della direttrice artistica Vladimir Luxuria.
Ormai da tempo infatti, è partito il concorso per il doppiaggio gay più bello, a cui partecipa anche il toscano Paolo Ruffini, come conduttore e vero rappresentante di questo filone di “doppiatori per gioco”, che tanto appassiona i cinefili e i videoamatori, tanto da fornire una vera e propria “videografia youtubiana” di doppiaggi realizzati spesso in tipici dialetti italiani.
Proprio Ruffini noto sul tubo nazionale con ‘iodoppiochannel’, il canale creato dall’ Associazione cinematografica Nido del Cuculo, che da anni posta in rete spezzoni di grandi classici ridoppiati in dialetto livornese. Durante la serata ‘Troppi Film Etero? Doppia Gay!’, verranno proiettati alcuni dei più divertenti doppiaggi della Nido del Cuculo.
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lunedì 8 luglio 2013
Lgbt Arezzo: Storie di vite in transito al TransCamp di Arcigay nell'ambito de “La città invisibile” Mercoledì 10 alle 19,30 presso l’Anfiteatro romano
Storie di transiti e di vite in transito nel primo Trans Camp aretino organizzato da Arcigay Chimera Arcobaleno, nell’ambito del progetto “La città invisibile” promosso dal circolo Arci Karemaski.
Mercoledì 10 alle 19,30 presso l’Anfiteatro romano si terrà un incontro nel quale Giuliano, Beatrice, Yuri, Serena e Alessandro si racconteranno, moderati da Andrea Rosselletti e con il supporto professionale della psicologa Federica Invernizzi. Una chiacchierata informale, basata sull’idea della testimonianza attiva, che offrirà ai presenti l’occasione per saperne di più su identità di genere e transessualità.
Protagoniste le persone transgender che regaleranno al pubblico esperienze, vissuti e sensazioni, sottolineando le difficoltà ma anche le gioie delle loro esistenze in transito.
"Con questa iniziativa vogliamo portare all’attenzione di tutti il tema della transessualità troppo spesso trascurato anche dalle associazioni lgbtqi - ha dichiarato Cristina Betti, presidente di Arcigay Arezzo - e lo facciamo con la formula nuova e meno ingessata del camp che speriamo favorisca l’interazione, lo scambio delle esperienze, la condivisione con le persone eterosessuali che vorremmo parte attiva nelle nostre battaglie e con la comunità lgbtqi aretina tutta. Un modo originale per invitare alla riflessione e far sentire tutt* parte in causa quando si parla di diritti negati".
Gli stand saranno aperti già dalle 18 in poi, è previsto l'aperitivo by Olga e Albano e a fine incontro seguirà Dj set fino a tarda serata.
fonte http://www.valtiberinainforma.it
Mercoledì 10 alle 19,30 presso l’Anfiteatro romano si terrà un incontro nel quale Giuliano, Beatrice, Yuri, Serena e Alessandro si racconteranno, moderati da Andrea Rosselletti e con il supporto professionale della psicologa Federica Invernizzi. Una chiacchierata informale, basata sull’idea della testimonianza attiva, che offrirà ai presenti l’occasione per saperne di più su identità di genere e transessualità.
Protagoniste le persone transgender che regaleranno al pubblico esperienze, vissuti e sensazioni, sottolineando le difficoltà ma anche le gioie delle loro esistenze in transito.
"Con questa iniziativa vogliamo portare all’attenzione di tutti il tema della transessualità troppo spesso trascurato anche dalle associazioni lgbtqi - ha dichiarato Cristina Betti, presidente di Arcigay Arezzo - e lo facciamo con la formula nuova e meno ingessata del camp che speriamo favorisca l’interazione, lo scambio delle esperienze, la condivisione con le persone eterosessuali che vorremmo parte attiva nelle nostre battaglie e con la comunità lgbtqi aretina tutta. Un modo originale per invitare alla riflessione e far sentire tutt* parte in causa quando si parla di diritti negati".
Gli stand saranno aperti già dalle 18 in poi, è previsto l'aperitivo by Olga e Albano e a fine incontro seguirà Dj set fino a tarda serata.
fonte http://www.valtiberinainforma.it
Lgbt: #LoveIsLove, l’amore è amore da Obama alla Boldrini. Profeti, riti e tic della rivoluzione gay
Rinegoziare il significato delle parole, trovare i testimonial giusti e, nel dubbio, buttarla sulla discriminazione. La strategia di una rivoluzione
Retweet if you believe everyone should be able to marry the person they love #loveislove (tweet di Barack Obama, 26 giugno 2013).
Il giorno in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti(http://www.tempi.it/usa-corte-suprema-matrimonio-gay-non-solo-uomo-e-donna#.Udb42kRgAfJ) ha di fatto rimosso gli ostacoli all’approvazione dei matrimoni gay nei paesi dell’Unione Barack Obama chiamava a raccolta su twitter i sostenitori di quello che era già un hashtag molto popolare: #loveislove, l’amore è amore. È accaduto così (e la decisione dell’Alta Corte è il punto di arrivo e ripartenza di un fenomeno culturale più ampio e globale) che una verità indiscutibile di quelle che magistralmente immortalano le canzonette, invece di dare origine a un’epidemia di scritte sui diari abbia partorito un diritto nuovo, anch’esso mirabilmente sintetizzato da un altro hashtag molto in voga: #marriagequality. Perché se l’amore è amore, è la logica sposata dal presidente americano, allora esiste una “uguaglianza di matrimonio”, al punto che pensarla diversamente significa fatalmente discriminare qualcuno. Va da sé allora che la prima contesa sia sulle definizioni.
Gilbert Keith Chesterton profetizzava che un giorno «spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Probabile. Intanto ci interroghiamo sul concetto di verde. Così il sito dell’associazione Marriage equality americana ha un’apposita sezione per spiegare che cosa sia il matrimonio. Sostanzialmente «un diritto civile fondamentale ma anche un pubblico e privato impegno di amore e sostegno da parte di coppie adulte» e «niente a che vedere con un’istituzione religiosa o qualcosa che ha a che fare con la procreazione».
Rinegoziare i termini è passaggio fondamentale per inaugurare e sancire la transizione verso un mondo nuovo. Così l’Inghilterra, che è prossima ad approvare una legge che consentirà il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sta mettendo mano in questi giorni al necessario armamentario lessicale.
Nelle “note esplicative” apposte in fondo al Marriage (Same Sex Couples) Bill, infatti, il governo inglese ha fatto scrivere che i termini “marito” e “moglie” diventeranno interscambiabili. Non proibiti, né sostituiti bensì ampliati, resi capaci di riferire una “complessità” che i tempi oscuri dei diritti negati non contemplavano.
Oggi appare ovvia una domanda che ieri neppure aveva diritto di cittadinanza e s’accompagna allo smarrimento di chi non sa come sia stato possibile non pensarci prima: chi l’ha detto che un marito debba essere un uomo e una moglie una donna?
Francia, celebrato primo matrimonio gayIn Francia, dove i matrimoni omosessuali sono legge da qualche mese, la commissione nazionale consultiva per i diritti dell’uomo ha chiesto al presidente Hollande di inserire la nozione di “identità di genere” nel diritto (insieme ad altre proposizioni) per porre fine alla discriminazione dei transessuali.
In questo modo si punta a rendere più semplice la modifica dello stato civile. Improvvisamente e globalmente le differenze sono diventate il nuovo oggetto fuori moda, la scarpa a punta dopo che sono tornate le punte tonde, lo zaino anni Novanta nel 2013, la lacca nei capelli nell’epoca delle chiome selvagge.
Proseguendo nell’analogia, fin troppo pertinente, con le dinamiche della moda, si può osservare che la chiave per rendere illecita una cosa che contrasta con la morale relativista dove le differenze sono riassorbite in nome di una presunta armonia basata sull’uniformità è renderla sconveniente. Come ben dimostra il caso americano, il passaggio alla legge è il necessario approdo di un movimento di opinione che cresce negli anni e che ovviamente non può fare a meno degli sponsor.
E gli sponsor sono quelli che nel linguaggio delle comunicazioni si chiamano opinion maker, personalità influenti. Come le case di moda piazzano i propri capi addosso alle persone giuste negli eventi giusti, così tematiche come quelle del matrimonio omosessuale devono molto alla risonanza che i “vip” gli danno. Da Madonna a Lady Gaga fino ad arrivare al volto che ogni pubblicitario desidererebbe per un suo prodotto: Barack Obama.
Il presidente Obama è un leader politico che comprende come anche i più forti siano vulnerabili quando restano soli. È un uomo che crede nella forza della comunità (…). Obama ha l’audacia della speranza e la tenacia per trasformare in realtà queste speranze.(discorso di consegna del premio Nobel per la pace a Barack Obama, dicembre 2009).
Pochi giorni fa nel contesto della settimana dell’orgoglio gay la presidente della Camera Laura Boldrini ha partecipato al gay pride di Palermo.
A Milano Giuliano Pisapia è stato il primo sindaco della città a presenziare al corteo dell’orgoglio omosessuale. Dal palco, condannando le discriminazioni nei confronti di gay, lesbiche e transgender, entrambi hanno auspicato per l’Italia scelte «mature», al passo con il resto del mondo. La consuetudine di associare la sacrosanta condanna delle discriminazioni alla concessione di leggi per garantire diritti come il matrimonio o l’adozione è dura a morire e mette facilmente all’angolo, nel girone dei retrogradi omofobi, coloro che pur non avendo nulla contro gli omosessuali continuano a credere che per sposarsi servano un uomo e una donna. «L’Europa – ha detto in particolare Laura Boldrini – non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerità. L’Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c’è la stessa fretta su questo punto». Per fortuna, presidente.
fonte http://www.tempi.it/ di Laura Borselli
Retweet if you believe everyone should be able to marry the person they love #loveislove (tweet di Barack Obama, 26 giugno 2013).
Il giorno in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti(http://www.tempi.it/usa-corte-suprema-matrimonio-gay-non-solo-uomo-e-donna#.Udb42kRgAfJ) ha di fatto rimosso gli ostacoli all’approvazione dei matrimoni gay nei paesi dell’Unione Barack Obama chiamava a raccolta su twitter i sostenitori di quello che era già un hashtag molto popolare: #loveislove, l’amore è amore. È accaduto così (e la decisione dell’Alta Corte è il punto di arrivo e ripartenza di un fenomeno culturale più ampio e globale) che una verità indiscutibile di quelle che magistralmente immortalano le canzonette, invece di dare origine a un’epidemia di scritte sui diari abbia partorito un diritto nuovo, anch’esso mirabilmente sintetizzato da un altro hashtag molto in voga: #marriagequality. Perché se l’amore è amore, è la logica sposata dal presidente americano, allora esiste una “uguaglianza di matrimonio”, al punto che pensarla diversamente significa fatalmente discriminare qualcuno. Va da sé allora che la prima contesa sia sulle definizioni.
Gilbert Keith Chesterton profetizzava che un giorno «spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Probabile. Intanto ci interroghiamo sul concetto di verde. Così il sito dell’associazione Marriage equality americana ha un’apposita sezione per spiegare che cosa sia il matrimonio. Sostanzialmente «un diritto civile fondamentale ma anche un pubblico e privato impegno di amore e sostegno da parte di coppie adulte» e «niente a che vedere con un’istituzione religiosa o qualcosa che ha a che fare con la procreazione».
Rinegoziare i termini è passaggio fondamentale per inaugurare e sancire la transizione verso un mondo nuovo. Così l’Inghilterra, che è prossima ad approvare una legge che consentirà il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sta mettendo mano in questi giorni al necessario armamentario lessicale.
Nelle “note esplicative” apposte in fondo al Marriage (Same Sex Couples) Bill, infatti, il governo inglese ha fatto scrivere che i termini “marito” e “moglie” diventeranno interscambiabili. Non proibiti, né sostituiti bensì ampliati, resi capaci di riferire una “complessità” che i tempi oscuri dei diritti negati non contemplavano.
Oggi appare ovvia una domanda che ieri neppure aveva diritto di cittadinanza e s’accompagna allo smarrimento di chi non sa come sia stato possibile non pensarci prima: chi l’ha detto che un marito debba essere un uomo e una moglie una donna?
Francia, celebrato primo matrimonio gayIn Francia, dove i matrimoni omosessuali sono legge da qualche mese, la commissione nazionale consultiva per i diritti dell’uomo ha chiesto al presidente Hollande di inserire la nozione di “identità di genere” nel diritto (insieme ad altre proposizioni) per porre fine alla discriminazione dei transessuali.
In questo modo si punta a rendere più semplice la modifica dello stato civile. Improvvisamente e globalmente le differenze sono diventate il nuovo oggetto fuori moda, la scarpa a punta dopo che sono tornate le punte tonde, lo zaino anni Novanta nel 2013, la lacca nei capelli nell’epoca delle chiome selvagge.
Proseguendo nell’analogia, fin troppo pertinente, con le dinamiche della moda, si può osservare che la chiave per rendere illecita una cosa che contrasta con la morale relativista dove le differenze sono riassorbite in nome di una presunta armonia basata sull’uniformità è renderla sconveniente. Come ben dimostra il caso americano, il passaggio alla legge è il necessario approdo di un movimento di opinione che cresce negli anni e che ovviamente non può fare a meno degli sponsor.
E gli sponsor sono quelli che nel linguaggio delle comunicazioni si chiamano opinion maker, personalità influenti. Come le case di moda piazzano i propri capi addosso alle persone giuste negli eventi giusti, così tematiche come quelle del matrimonio omosessuale devono molto alla risonanza che i “vip” gli danno. Da Madonna a Lady Gaga fino ad arrivare al volto che ogni pubblicitario desidererebbe per un suo prodotto: Barack Obama.
Il presidente Obama è un leader politico che comprende come anche i più forti siano vulnerabili quando restano soli. È un uomo che crede nella forza della comunità (…). Obama ha l’audacia della speranza e la tenacia per trasformare in realtà queste speranze.(discorso di consegna del premio Nobel per la pace a Barack Obama, dicembre 2009).
Pochi giorni fa nel contesto della settimana dell’orgoglio gay la presidente della Camera Laura Boldrini ha partecipato al gay pride di Palermo.
A Milano Giuliano Pisapia è stato il primo sindaco della città a presenziare al corteo dell’orgoglio omosessuale. Dal palco, condannando le discriminazioni nei confronti di gay, lesbiche e transgender, entrambi hanno auspicato per l’Italia scelte «mature», al passo con il resto del mondo. La consuetudine di associare la sacrosanta condanna delle discriminazioni alla concessione di leggi per garantire diritti come il matrimonio o l’adozione è dura a morire e mette facilmente all’angolo, nel girone dei retrogradi omofobi, coloro che pur non avendo nulla contro gli omosessuali continuano a credere che per sposarsi servano un uomo e una donna. «L’Europa – ha detto in particolare Laura Boldrini – non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerità. L’Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c’è la stessa fretta su questo punto». Per fortuna, presidente.
fonte http://www.tempi.it/ di Laura Borselli
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Lgbt Germania: Estese alle coppie gay le facilitazioni fiscali
Un provvedimento approvata dopo che la Corte Costituzionale aveva chiesto una riforma. La legge riguarda le 34mila coppie gay che hanno registrato la loro unione civile.
Le coppie omosessuali tedesche potranno ora beneficiare delle stesse facilitazioni fiscali delle coppie eterosessuali sposate.
La nuova legge è stata approvata oggi in via definitiva dal Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco, dopo il voto favorevole del Bundestag.
Il provvedimento si è reso necessario dopo che la Corte Costituzionale aveva chiesto una riforma in questo senso. Al Bundestag la legge è stata approvata malgrado l'opposizione dell'ala più conservatrice del partito Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel.
In particolare la Csu, ala bavarese del partito, aveva tentato di ritardare il provvedimento nel timore di conseguenze fra l'elettorato più conservatore in vista delle elezioni generali di settembre.
La legge riguarda le coppie gay che hanno registrato la loro unione civile, circa 34mila. Il partito della Merkel ha chiarito di non voler seguire l'esempio di altri Paesi, come Gran Bretagna e Francia, nel riconoscere il matrimonio omosessuale.
fonte http://www.globalist.it/
Le coppie omosessuali tedesche potranno ora beneficiare delle stesse facilitazioni fiscali delle coppie eterosessuali sposate.
La nuova legge è stata approvata oggi in via definitiva dal Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco, dopo il voto favorevole del Bundestag.
Il provvedimento si è reso necessario dopo che la Corte Costituzionale aveva chiesto una riforma in questo senso. Al Bundestag la legge è stata approvata malgrado l'opposizione dell'ala più conservatrice del partito Cdu/Csu della cancelliera Angela Merkel.
In particolare la Csu, ala bavarese del partito, aveva tentato di ritardare il provvedimento nel timore di conseguenze fra l'elettorato più conservatore in vista delle elezioni generali di settembre.
La legge riguarda le coppie gay che hanno registrato la loro unione civile, circa 34mila. Il partito della Merkel ha chiarito di non voler seguire l'esempio di altri Paesi, come Gran Bretagna e Francia, nel riconoscere il matrimonio omosessuale.
fonte http://www.globalist.it/
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