martedì 9 aprile 2013

Lgbt Gran Bretagna: « Test dell'omosessualità» per avere asilo «Sei lesbica? Dimostralo. Hai letto Wilde?»


Le domande «poco sensibili» a chi chiede asilo in fuga da Paesi dove i gay e le lesbiche vengono perseguitati.
Sei mai stata a un Gay pride? Hai mai letto Oscar Wilde? Utilizzi «sex toys»?

Sono solo alcune delle domande che decine di donne richiedenti asilo in Gran Bretagna - in fuga da Paesi come Pakistan, Arabia Saudita, Uganda e Giamaica, dove l'omosessualità viene perseguitata - si sono sentite rivolgere per «provare» il loro orientamento sessuale.
«Visto che sei lesbica frequenti sicuramente locali notturni, dimmi quali», ha chiesto un giudice a una profuga pakistana, musulmana e astemia.

«Non sembri lesbica», si è sentita dire una donna giamaicana.
Ma «poco credibile» come omosessuale era anche una donna che non era mai stata a un Gay Pride in vita sua.
E c’è stato chi, per verificare l’omosessualità di una donna ugandese, le ha chiesto se avesse mai letto Oscar Wilde.

PREGIUDIZI
«Pensavo che non mi sarei scioccata facilmente lavorando su questi temi», ha raccontato Claire Bennett, ricercatrice dell’Università di Southampton, in Inghilterra, che ha passato più di un anno intervistando decine di donne in fuga perché perseguitate per il loro orientamento sessuale nei loro Paesi d'origine.
Quel che è venuto fuori invece è un vero e proprio viaggio tra ignoranza e pregiudizi: un «test dell'omosessualità» fatto di domande «inappropriate e poco sensibili», ha raccontato la ricercatrice al quotidiano britannico «The Independent».

STEREOTIPI
Sono migliaia le persone Lgbtqi - lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali - che, ogni anno, fuggono da persecuzioni in almeno 104 Paesi. Secondo il rapporto europeo «Fleeing Homophobia», cofinanziato dal Fondo europeo per i rifugiati, oltre 10mila chiedono asilo in un Paese dell'Ue.
La maggior parte delle domande viene respinta: in Gran Bretagna, secondo le associazioni, circa il 98%.
Chi prende in esame i singoli casi «ha in mente uno stereotipo di lesbica ben preciso, con capelli corti e non truccata», ha spiegato una donna alla Bennett.
Il problema, spesso, è che ci si aspetta«che una lesbica sia in un certo modo, sia per quel che riguarda l’aspetto, sia per il comportamento».
O perlomeno che «Il ritratto di Dorian Gray» sia tra i suoi libri preferiti.
fonte http://www.corriere.it/esteri Federica Seneghini

Lgbt: La battutona omofoba di Storace sulla Concia...e sulla Bonino

(clicca su e ingrandisci)
Repubblica segnala questa simpatica battuta omofoba di Francesco Storace su Twitter

- ‘Al Quirinale voglio Emma Bonino,non ho dubbi. Sto facendo palesemente la campagna per lei’, aveva detto Paola Concia del Pd nel corso di ‘Shampoo’, la Rubrica di Tgcom24 condotta da Massimiliano Lenzi e Luigi Galluzzo.
fonte http://www.giornalettismo.com

lunedì 8 aprile 2013

Lgbt: Elisabetta II del Regno Unito firma provvedimento a sostegno anche dei gay


Nella sua prima uscita in pubblico dopo il ricovero in ospedale per una gastroenterite, la regina Elisabetta II ha firmato il provvedimento a sostegno della parità di diritti e contro la discriminazione e pertanto anche dei gay.

La Regina ha apposto la sua firma al testo che è stato approvato dai 54 Paesi che compongono il Commonwealth in cui, sebbene non si faccia un riferimento esplicito ai gay, si legge:
«Ci opponiamo implacabilmente a tutte le forme di discriminazione, che affondino le loro radici in genere, razza, colore, fede, convinzioni politiche o altro».

«Il documento rappresenta una significativa pietra miliare nel percorso di sviluppo e rinnovamento. Ora abbiamo, per la prima volta, un documento che racchiude i valori di base e le aspirazioni di tutti i Paesi membri del Commonwealth»
ha sottolineato Elisabetta II
fonte http://www.tuttoperlei.it/di Giovanna Manna

Lgbt Germania: Ad Amburgo, lo stadio pieno di bandiere arcobaleno per i matrimoni gay


Bandiere arcobaleno dappertutto, in sostegno delle nozze gay.
Non siamo negli USA, dove la Corte Suprema è chiamata a prendere importanti decisioni in materia, ma in Europa, ad Amburgo.

E non è questa, comunque, la "stranezza".
Ciò che colpisce è che quelle bandierine vengono agitate, a migliaia, in uno stadio. Accompagnate da striscioni che rivendicano il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali. Una vera e propria coreografia contro l'omofobia. Su quegli spalti che spesso conquistano le pagine dei giornali per il loro razzismo.

Un'altro calcio, tuttavia, è possibile almeno ad Amburgo, in Germania, la città in cui gioca il St. Pauli, un club che milita attualmente nella Zweite Liga, l'equivalente della nostra Serie B. Lunedì scorso, in occasione del match casalingo contro l'SC Paderborn 07, i tifosi di tutti i settori del Millerntor-Stadion - circa 24mila posti di capienza - hanno risposto all'invito del movimento antifascista Alerta Network, responsabile della bella campagna “Fußballfans gegen Homophobie” ("Tifosi di calcio contro l'omofobia").

E al momento dell'ingresso in campo delle due squadre hanno sventolato, al posto delle bandiere e delle sciarpe con i colori del loro club, i simboli della lotta alla discriminazione sessuale.
La coreografia è stata un successo e ha brillato per l'impegno più che per l'estetica.
Un compromesso sicuramente accettabile, che l'Alerta Network sogna di ripetere al livello internazionale. Il suo appello è stato diffuso in più lingue - c'è anche l'italiano - sul suo sito ufficiale.

Sarebbe bello. Poiché il mondo del calcio, si sa, non è mai stata un'isola felice per i gay.
Per chi gioca a certi livelli (e non solo) fare outing è praticamente impossibile. Prova ne è la recente storia di Robbie Rogers, 25enne calciatore statunitense "costretto" a ritirarsi prima del tempo per vivere serenamente la sua omosessualità . E a chi minimizza basta rammentare le parole di Antonio Cassano dell'anno scorso, quando durante gli Europei disse: "Froci? Sono problemi loro, se la vedessero loro. Io mi auguro che non ce ne siano in nazionale" .

Ma ad Amburgo, nel quartiere St. Pauli che da il nome alla società calcistica tedesca, si respira un aria diversa. Da tempo. Il club fondato nel 1910 è diventato molto più che una squadra a partire dal 1980, quando fu tra i primi club a impedire l'ingresso allo stadio agli esponenti di estrema destra.
Alla figura simbolo di società che combatte il razzismo e ogni sorta di discriminazione ha contribuito, dal 2002 al 2010, il suo ex presidente Corny Littman, imprenditore dichiaratamente gay.
fonte http://www.huffingtonpost.it/Pier Luigi Pisa

Lgbt Hong Kong: Offrì 50 milioni per convertire la figlia lesbica. Ecco cos'è successo

In foto Gigi Chou e la compagna Sean Eav

Un multimilionario di Hong Kong aveva offerto un'ingente ricompensa all'uomo che avrebbe convertito la figlia all'eterosessualità.
Adesso la ragazza racconta cosa si è scatenato dopo.

Ricordate a vicenda della ragazza di Hong Kong il cui padre miliardario aveva offerto una ricompensa di 50 milioni di euro a qualsiasi uomo fosse riuscito a convertirla all'eterosessualità? Bene, Gigi Chou, che intanto si è sposata in Francia con la sua compagna, ha rivelato cos'è successo dopo l'annuncio del padre.

Gigi ha raccontato all'Hong Kong Tatler di essere stata inondata letteralmente da milioni di lettere di presunti pretendenti tra cui anche la controfigura di George Clooney e parecchi uomini gay.

In fondo, stiamo parlando di 50 milioni di euro...
Un uomo le ha scritto ogni giorno per cinque mesi e una donna cinese le ha offerto il proprio marito. I pretendenti sono arrivati da tutto il mondo, con mazzi di rose rosse e scatole di cioccolatini.

In mezzo alle lettere, ce n'erano anche alcune cariche di odio comprese alcune che contenevano medicine che avrebbero dovuto curare la ragazza.

Gigi è stata costretta ad assumere full time una persona che si occupasse di tutti quei messaggi che lei non poteva e non voleva neanche vedere.
Ma è il padre che ha causato tutto questo e che ancora sostiene che non sia vero che la figlia si è unita in Pacs con una donna in Francia.
Gigi, però, continua a vivere con la sua compagna Sean Eav, con la quale ha già una relazione da otto anni.
fonte http://www.gay.it/c

Lgbt Sport USA: Nfl quattro giocatori gay pronti al coming out


L'ex linebacker dei Baltimora Ravens si è dichiarato a favore alle unioni tra gay (Foto Getty)

In un'intervista al Baltimore Sun, l'ex giocatore dei Ravens, Brendon Ayanbadejo, ha dichiarato che un gruppo di giocatori avrebbe intenzione a dichiarare pubblicamente la loro omosessualità. Sarebbe la prima volta per la lega professionistica di football

Un tabù sta per cadere nella National Football League. Quattro giocatori stanno pensando di fare coming out e di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità. Lo dice Brendon Ayanbadejo, 36enne giocatore tagliato dai Baltimore Ravens al termine della stagione coronata dal trionfo nel Super Bowl. "Succederà prima di quanto si pensi", afferma Ayanbadejo al quotidiano Baltimore Sun.

L'ex componente degli special teams dei Ravens nel recente passato si è schierato a favore delle unioni dei gay. "Stiamo parlando con un gruppo di giocatori che stanno valutando la situazione. Stiamo parlando con 4 giocatori, almeno.
Stanno provando ad organizzarsi per fare coming out tutti insieme, nella stessa giornata", aggiunge. La manovra collettiva "sarebbe un grosso colpo e toglierebbe la pressione dai singoli. Sarebbe una giornata storica".
Il football è probabilmente lo sport più duro nel panorama professionistico americano.
"E' chiaro che ci sarebbero delle ripercussioni, ma sarebbe meglio se potessero condividere tutto questo", dice Ayanbadejo. La lega, secondo il giocatore, "si sta già muovendo se dovesse succedere qualcosa di negativo".

Il tema dell'omosessualità nella NFL è stato uno degli argomenti che hanno caratterizzato la vigilia dell'ultimo Super Bowl.
Merito, o colpa, di Chris Culliver: il cornerback dei San Francisco 49ers è incappato in una serie di infelici dichiarazioni quando è stato chiamato a rispondere sull'eventuale presenza di giocatori gay nello spogliatoio.
Dopo lo scivolone, Culliver si è scusato e, su indicazione della sua squadra, ha collaborato con un Gay Support Center.
fonte http://sport.sky.it/(Foto Getty)

Lgbt Stati Uniti: Scoprono che la figlia è gay, decidono di darla in adozione


I signori Chadwell, originari del South Carolina, hanno preso l'opinabile decisione a causa della loro intolleranza verso coloro che non sono eterosessuali.

Il signor e la signora Chadwell hanno ponderato la scelta difficile di dare loro figlia gay in adozione.

La coppia, originaria del South Carolina, ha fatto notizia, negli Stati Uniti e non solo, perché si tratta del primo caso (almeno conosciuto) in cui due genitori hanno deciso di dare in adozione una figlia a causa del suo orientamento sessuale.

Normalmente, i genitori danno i loro figli in adozione perché consapevoli di non essere in grado di riuscire ad allevarli in condizioni adeguate (soprattutto a causa di difficoltà finanziarie) o perché, comunque, non si è ancora mentalmente in grado di prendersi cura di un piccolo essere umano che necessità di cura e amore per crescere.

I bambini, inoltre, vengono dati in adozione in giovanissima età, ma April Chadwell ha 16 anni. Tuttavia, la ragazza è stato indicata come legalmente adottabile da parte dello stato del South Carolina.
La signora Chadwell ha dichiarato che rinunciare alla figlia non è stata una scelta semplice, ma che sia lei che suo marito non sarebbero stati in grado di gestire una scelta con la quale non sono affatto d’accordo e che non riescono a comprendere.

I Chadwells hanno anche detto di aver ricevuto aiuto dalla chiesa locale che frequentano e che ha pregato per settimane alla ricerca di una guida per la coppia, giungendo alla conclusione che sarebbe stato meglio affidare la giovane April alle cure dello Stato nella speranza che potesse essere adottata da una famiglia aperta e tollerante verso i gay.
fonte http://attualissimo.it/ di Simona Vitale

Lgbt: M5s matrimoni gay, legge anti-omofobia e cambio di genere, i primi ddl dei grillini in Parlamento


Altro che omofobo e fascista. Il Movimento 5 stelle sfida il Pd sul tema dei diritti civili. Vuole scavalcarlo a sinistra, avvicinarsi a Sel e confermare quelle convergenze già attuate a inizio legislatura.

Questa volta non è un “no” ad unire il principale alleato del Partito democratico e la forza politica che più di tutte l’ha deriso e attaccato.

Ora a tenerli insieme è un sì ai matrimoni omosessuali e ad altre norme contro l’omofobia e la transfobia, che il Movimento 5 stelle vuole introdurre con tre disegni di legge, i suoi primi presentati in Parlamento.

Il principale ddl, che potrebbe trovare il sostegno di Sinistra e libertà e allo stesso tempo spaccare il Pd, riguarda le “modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate dallo stesso sesso”.
Il M5s vuole introdurre l’articolo 91, che riconosce il “matrimonio egualitario”, non più solo tra uomo e donna, ma anche tra persone dello stesso sesso, come già avviene in Paesi come Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio.


I figli di un “coniuge” (termine che sostituirebbe sempre i classici “marito e moglie”) saranno riconosciuti come figli dell’altro coniuge “anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata”.

Il programma del M5s non citava i diritti civili tra le sue priorità, eppure sono stati questi i primi atti legislativi proposti a Palazzo Madama.
La spinta è arrivata dagli attivisti piemontesi, che hanno raccolto le proposte della Rete Lenford, associazione di avvocati per i diritti lesbiche, gay, bisessuali e transgender, prima depositandole presso il Consiglio regionale del Piemonte e poi portandole a Roma.

Sulla questione il movimento aveva tenuto una posizione ambigua fino al luglio del 2012, quando Beppe Grillo dal suo blog si schierò apertamente in favore delle unioni omosessuali.

Un anno prima era stato criticato per la battuta infelice pronunciata a Bologna: quel “At salut, buson” (ti saluto, omosessuale), che per il comico rappresentava solo una frase goliardica, ma per l’Arcigay fu un’offesa.

Il “nuovo” Grillo pro diritti civili attaccò il Pd, Pierluigi Bersani e Rosy Bindi per essere troppo conservatori. “Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso – scrisse- ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge”.

Una linea confermata durante lo Tsunamitour (“Sì ai matrimoni gay, per le adozioni invece proponiamo un referendum”) e sposata – è proprio il caso di dirlo - in Parlamento da Luis Alberto Orellana, ex candidato alla presidenza del Senato, primo firmatario del disegno di legge.
Questa iniziativa legislativa è sostenuta da altri cinque senatori grillini.
Ci sono le firme di Davide Airola, eletto in Piemonte, e di Lorenzo Battista, esponente dell’ala dialogante del movimento.

E, un po’ a sorpresa, c’è pure quella di Rosetta Enza Blundo, che durante la trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” fu incerta sul numero esatto di parlamentari. Nell’intervista la neo eletta si mostrò indecisa tra il sostegno ai registri delle coppie di fatto o ai matrimoni gay, mentre non ebbe dubbi nel negare possibilità di adozione.

Gli altri due disegni di legge riguardano il contrasto all’omofobia e alla transfobia, reati penali punibili fino a quattro anni di carceri, e le modificazioni di attribuzione di sesso.

Quest’ultima proposta parte da un principio: ogni persona può sentirsi di non appartenere più al sesso attribuitole dalla nascita e, di conseguenza, una legge deve favorirne il cambio di identità.


La posizione della pattuglia di senatori del Movimento 5 stelle rispecchia in pieno quella dell’elettorato grillino o saranno necessarie ulteriori consultazioni online? Qualche divisione era emersa proprio sul tema dei diritti civili. Un anno fa nel M5s era esploso il caso di Francesco Perra, che paragonò i matrimoni gay alla poligamia e alle nozze con animali. Qualcuno ne chiese l’espulsione, poi si è ritrovato il nome di Perra nella lista dei candidati al Senato in Sardegna.

Prima dei grillini e di Sel, nella passata legislatura ci provò Italia dei Valori a far passare la modifica al codice civile sui matrimoni omosessuali. Quella proposta non fu nemmeno discussa alla Camera. Sinistra e libertà, però, non c’era in Parlamento. E nemmeno il Movimento 5 stelle.

Dopo le convergenze sulla nascita delle commissioni e sulla revoca delle concessioni per i rigassificatori di Trieste e Gioia Tauro, le due forze politiche potrebbero dialogare anche sui diritti civili e rimettere in discussione quel modello tedesco cui si ispira il Pd in uno degli otto punti programmatici di Bersani.
Se questa nuova intesa Sel-M5s si concretizzerà, vorrà dire che Nichi Vendola avrà definitivamente rimosso il momento in cui definì Grillo “omofobo, sessista e razzista”, nonché “un vero populista”.
fonte http://www.huffingtonpost.it Gianluca De Martino

venerdì 5 aprile 2013

Lgbt Firenze: "Identità di genere in età evolutiva" domani sabato 6 aprile un convegno al Palagio di Parte Guelfa, inizio ore 9

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Creare un momento di conoscenza in merito alla situazione internazionale sull’argomento e favorire un confronto interdisciplinare in modo da integrare le diverse prospettive sul tema.

Sono questi gli obiettivi del convegno internazionale “Identità di genere in età evolutiva” in programma sabato 6 aprile al Palagio di Parte Guelfa e che sarà aperto dal saluto del vicesindaco e assessore al welfare Stefania Saccardi.

L’identità di genere rappresenta una dimensione dell’identità sessuale e fa riferimento al persistente senso di sé all’interno del continuum tra maschile e femminile.

Lo sviluppo dell’identità di genere non sempre è in accordo con il sesso biologico, per cui a partire da un’età precoce le persone possono non identificarsi con il genere assegnato alla nascita.

In alcuni casi tale condizione si può accompagnare anche a disagio (disforia di genere).
Gli adolescenti transgender soffrono di dinamiche di stigma e marginalizzazione, che possono avere effetti negativi sul benessere psicologico e la qualità della vita della persona.

Le tematiche relative all’identità di genere in età evolutiva rappresentano, all’interno della salute transgender, un importante capitolo che origina controversie e dibattiti.

Il convegno di sabato nasce proprio dall’esigenza di creare un momento di conoscenza in merito alla situazione internazionale sull’argomento e ha l’obiettivo specifico di favorire un confronto interdisciplinare in modo da integrare le diverse prospettive sul tema.
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Sono previsti interventi da parte di esperti (come il neuropsichiatra infantile Domenico Di Ceglie che tratterà il tema “Riflessioni sull’espressione in infanzia del ruolo di genere nei contesti sociali” e la psicologa e psicoterapeuta Maddalena Mosconi che invece si concentrerà sugli aspetti familiari legati alla disforia di genere nell’età evolutiva), una tavola rotonda che approfondirà la visione interdisciplinare sul tema e momenti di discussione.
L’appuntamento è alle 9 presso il Palagio di Parte Guelfa.
fonte http://press.comune.fi.it/ scritto da Martina Fontani

Lgbt Libri: "Goditi il problema" di Sebastiano Mauri, il coming out in un bellissimo romanzo


Di origine italo-argentina, Sebastiano Mauri, nato a Milano nel 1972, ha vissuto e lavorato per anni tra Milano, New York e Buenos Aires.
Si è laureato alla scuola di cinema della New York University e per i suoi cortometraggi ha vinto il Warner Brothers Award e il Martin Scorsese Post-Production Award.
Ha studiato alla Byam Shaw School of Art di Londra e all’Art Students League di New York.
Artista visivo, le sue opere sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo.

"Goditi il problema" è il suo primo romanzo.

SCHEDA LIBRO
"Martino passa l’infanzia in una grande villa alle porte di Milano, che l’eccentrica famiglia Sepe condivide con un numero variabile di ospiti quantomeno inusuali.
Un casa dove, tanto per dire, si cena con una scimmia indonesiana di nome Clarissa che ti ruba il pollo dal piatto per strofinarselo addosso.

Arrivati i vent’anni, opta per la fuga e si trasferisce a New York con la speranza di sfondare nel mondo del cinema.
Rocambolescamente solo, Martino scopre giorno dopo giorno il gusto della normalità di sentirsi diverso da tutto.

Una mattina, risvegliandosi in un letto sconosciuto tra un uomo e una donna mai visti prima, s’interroga sui suoi clamorosi naufragi sentimentali, dando inizio a questo irresistibile racconto in corsa.
Gli effetti collaterali delle prime, goffe, notti d’amore; la cronaca di un fallimento annunciato con la top model più desiderata al mondo; la burrascosa relazione con l’attore Alejo, che lo porterà dal paradiso dritto all’inferno.

Come il film che Martino avrebbe voluto dirigere, il romanzo della sua vita – caustico e irriverente, spietato ma esilarante – è un vortice in cui tutto precipita e torna in superficie, avventure e contraddizioni, affetti e spudoratezze.

Goditi il problema è un felice, disperato e travolgente inno alla libertà di godersi la vita nonostante tutto, senza remore e prima che sia troppo tardi.
Un’avventura metropolitana di sesso e sentimento, di tracolli prevedibili alla ricerca di una tragicomica e commovente scoperta di sé."
Un libro vivo, finalmente.
fonte http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/ video http://www.youtube.com

Nel video l'intervista di Daria Bignardi a Sebastiano Mauri a "Le invasioni barbariche"
Lo scrittore parla del suo coming out e dell'omofobia in Italia.

Lgbt Videoarte: A Roma domenica 7 Aprile in anteprima "What about Alice?" del regista Daniele Sartori al RIFF AWARDS 2013 al Cinema Aquila alle 18.45

(clicca la foto per ingrandire)
RIFF AWARDS 2013 Rome Independent Film Festival
E’ per domenica 7 aprile, alle ore 18.45 nella sala 3 del Cinema Aquila di Roma, l’appuntamento con la videoarte queer del Regista Daniele Sartori che presenterà in anteprima per il circuito cinematografico italiano “What about Alice ?”.

Il video, distribuito da The Open Reel è stato selezionato al prestigioso Rome Independent Film Festival, riferimento dei filmaker indipendenti italiani giunto alla sua XII° edizione.

Il RIFF, che l’altr’anno selezionò il visionario “Doris Ortiz”, si prepara ora a una nuova provocazione di Daniele Sartori che con il Chapter n°2 di What about Alice ? propone due nudi maschili in una rivisitazione queer dei celebri dipinti di Rubens.

Daniele Sartori, regista e attore, fonda l’etichetta video L.I.V. Project, scrive e dirige i corti pluripremiati “L’Appuntamento” e “Doris Ortiz”.
Firma gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Biennale del Cinema di Venezia, a cui vi partecipa come giurato.
Realizza il videoart “What about Alice?”, installato presso la 3D Gallery di Venezia.
Sito: http://lostinvauxhallofficialsite.wordpress.com/

IL TRAILER
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=mN0gy8RbsTU
IL SITO
http://lostinvauxhallofficialsite.wordpress.com
fonte redazione.ufficiostampa.danielesartori

giovedì 4 aprile 2013

Lgbt Uruguay: Montevideo approva i matrimoni gay


Il 2 aprile il senato dell’Uruguay ha approvato, con ventitré voti a favore e otto contrari, un progetto di legge per legalizzare i matrimoni tra le coppie dello stesso sesso.

Il 10 aprile la riforma sarà discussa dalla camera dei deputati, che dovrà approvare le modifiche del senato. Ma ci sono i numeri perché venga approvata. In questo caso l’Uruguay diventerebbe il secondo paese dell’America Latina, dopo l’Argentina, ad aver legalizzato i matrimoni omosessuali.

Alle coppie gay sarà anche consentita l’adozione, spiega l’uruguayano El País. E tutti i genitori potranno scegliere l’ordine dei cognomi da dare ai propri figli: finora il primo cognome è sempre stato quello del padre.
fonte http://www.internazionale.it foto prensa-falgbt.blogspot.com

Lgbt Napoli: Campania Pride il 29 giugno


coordinamento campania prideIl Coordinamento Campania Pride, nel quale per la prima volta sono confluite tutte le associazioni lgbt campane, ha incontrato ieri il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’assessore alle Pari Opportunità Pina Tommasielli.

Nel corso dell’incontro è stata fissata la data del Napoli Campania Pride, la grande manifestazione che si svolgerà a Napoli il prossimo 29 giugno e che vedrà la partecipazione delle persone gay lesbiche e transessuali da tutta Italia.

L’appuntamento di fine giugno sarà preceduto da una serie di eventi che partiranno già nelle prossime settimane.
fonte: ansa via http://www.napoligaypress.it

Torino: al GLBT Film Festival "Out Loud", il primo film sul tema dell'omosessualità girato in Libano


I protagonisti di "Out Loud" in foto
Al 28° Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” (19-25 aprile)
sarà presentato il primo film dichiaratamente gay realizzato in Libano.

Diretto da Samer Daboul e girato a Beirut, “Out Loud” (questo è il titolo del lungometraggio) porta in scena un sogno, un’utopia, un atto di emancipazione sulla scia delle rivolte di piazza delle nuove generazioni.

Insieme al film sarà proiettato il relativo “dietro le quinte”, nel quale il regista racconta non solo le difficoltà che la troupe ha incontrato durante la lavorazione (interruzioni, furti, insulti), ma anche la situazione della comunità GLBT nel Paese. Significativa, nel film, la censura di un bacio tra due uomini come forma di tutela per gli attori, che avrebbe infatti potuto costituire prova di omosessualità a loro carico.

“Out Loud” fa parte dei nove titoli inseriti nel focus “Mezzaluna rosa” che la manifestazione cinematografica torinese, diretta da Giovanni Minerba, dedica quest’anno alla cinematografia del Medio Oriente. Giordania, Turchia, Cipro e Iraq sono le uniche nazioni di quest’area del mondo nelle quali gli atti omosessuali (in privato) non sono considerati illegali, mentre negli altri stati l’omosessualità resta un crimine sanzionato con pene molto severe, dalle punizioni corporali all’incarcerazione alla condanna a morte (come in Arabia Saudita). Sebbene in Libano la costituzione vigente si opponga a ogni tipo di discriminazione, compresa quella di genere, la realtà dei fatti è ben altra.

La sezione prova a mettere a fuoco le contraddizioni di questi paesi, non solo per denunciarne i meccanismi perversi, ma anche per testimoniare i coraggiosi tentativi di lotta della comunità GLBT per tutelare i propri diritti.
La situazione è ben descritta dai documentari “The Invisible Men” di Yariv Mozer e
“I Am Gay and Muslim” di Chris Belloni, toccanti racconti sulle ripercussioni negative delle primavere arabe.

Il Torino GLBT Film Festival è anche su Internet all’indirizzo www.tglff.com.
fonte http://www.atnews.it/cultura di Gabriele Musso

Lgbt Radio: Disabilità e omosessualità: una doppia barriera da superare? Se ne parla a "Oltre le Differenze" Venerdì 5 alle 21


Su Antenna Radio Esse, nuovo appuntamento con il mondo arcobaleno
Venerdì 5 alle 21 il format radiofonico dedicato al mondo LGBTQI parla di omodisabilità

Se sessualità e affettività per le persone disabili sono spesso un tabù, cosa succede quando l’orientamento affettivo è di tipo omosessuale? Essere gay e diversamente abile comporta il dover affrontare doppie discriminazioni?
A queste domande proverà a rispondere Oltre le Differenze, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans, nella puntata che andrà in onda venerdì 5 aprile alle 21, e in replica sabato 6 alle ore 15, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o anche in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it.

Le persone disabili LGBT esistono anche se nessuno ne parla mai, ne è dimostrazione “Abili di cuore” la ricerca commissionata da Arcigay alcuni anni fa sul rapporto tra disabilità e omosessualità, condotta dalla psicoterapeuta dott.ssa Priscilla Berardi che ne spiegherà contenuti e risultati.

Sarà presentato anche il docu-film “Sesso, amore e disabilità” dalle parole del suo stesso regista Adriano Silanus che ha raccolto oltre 30 interviste in tutta Italia sul tema della sessualità per le persone con handicap.

Ma protagonista della puntata sarà la testimonianza di Maria Teresa, una ragazza con disabilità motoria che vive da dieci anni la storia d’amore con la compagna nonostante la frequente incredulità della gente.

In finale i consueti consigli su lettura, cinema e appuntamenti a tema, inoltre c'è sempre la possibilità di interagire con la redazione del programma scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com o visitando la pagina fan su facebook e il blog oltreledifferenze.wordpress.com in cui si trovano i video di tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

mercoledì 3 aprile 2013

Lgbt: Tribeca Film Festival, la creatura di De Niro svela un'anima queer


Mai come quest'anno la cinekermesse newyorchese dà spazio al cinema gay: dalla commedia brillante "Gay Best Friend"
al melò lesbico "Reaching for the Moon" e al doc su Vidal. Dal 17 al 28 aprile.

Tribeca è un vivace quartiere modaiolo di Lower Manhattan, affacciato sull'Hudson a ovest e confinante con le folcloristiche Chinatown e Little Italy a est ma abbellito dall'effetto civetta di celebrities che vi dimorano quali Julia Roberts e Beyoncè. Deve il suo nome alle iniziali di "TRIangle BElow CAnal Street", ossia "triangolo sotto Canal Street".

Sceso di quotazioni dopo l'immane tragedia dell'11 settembre - non è distante dal World Trade Center - sta recuperando terreno e smalto anche grazie al Tribeca Film Festival fondato l'anno dopo, nel 2002, da Robert De Niro e Jane Rosenthal, una sorta di mini-Sundance della East Coast, vetrina di un certo prestigio per il cinema indipendente americano ma non solo.
Ma quest'anno il triangolo di Tribeca diventa rosa.
La sua dodicesima edizione, infatti, in programma dal 17 al 28 aprile, si preannuncia densa di molti interessanti titoli a tematica lgbt.
Sarà presentata in anteprima mondiale quella che potrebbe essere la commedia gay dell'anno, "G.B.F. (Gay Best Friend)" di Darren Stein, su un adolescente che fa coming out e tenta una imprevedibile scalata sociale attraverso una strategia mirata: diventare l'accessorio imprescindibile delle ragazze che contano, ossia il migliore amico gay.

Si vedrà anche la rom-com taiwanese "Will You Still Love Me Tomorrow?" di Arvin Chen in cui il timido Weichung, sposato da nove anni con Feng che vorrebbe un secondo figlio, rincontra l'ex fiamma Stephen, organizzatore di matrimoni, e lo convince a riprendere la frequentazione dell'ambiente gay come faceva prima di sposarsi.
Quando Weichung si invaghisce di un assistente di volo le cose si complicano, complice l'intromissione della madre e della suocera.
Nel melò brasiliano "Reaching for the moon" ritroviamo una desaparecida Miranda Otto nei panni di una poetessa frustrata che si innamora di un architetto donna (Gloria Pires) che inizialmente le ispira profonda antipatia.

Ma sarà sul fronte dei documentari queer che il Tribeca giocherà le sue carte migliori: farà il suo debutto l'atteso "Gore Vidal: United States of Amnesia" di Nicholas D. Wrathall con interviste esclusive a Gorbachev, Sting e David Mamet sulla vita del grande scrittore americano, radicale e polemista, autore del cult gay 'La statua di sale' e sceneggiatore dell'immortale "Improvvisamente l'estate scorsa". I premi Oscar Rob Epstein e Jeffrey Friedman presenteranno "The Battle of amfAR" sulla prima fondazione per la ricerca sull'Aids creata nel 1985 da Elizabeth Taylor e dalla dottoressa Mathilde Krim.

L'attualissimo tema dei matrimoni lgbt è al centro di "Bridegroom" sulla morte accidentale di un ragazzo gay, Tom, ricostruita dal suo fidanzato Shane, privo di qualsiasi tutela e diritto perché non si è potuto sposare.
La loro storia, raccontata in un video postato su YouTube, è stata visualizzata da più di 3,4 milioni di persone e tradotta in più di venti lingue.
Grazie a Whoopi Goldberg nell'insolita veste di regista, scopriremo un'icona queer del primo Novecento, Jackie "Moms" Mabley (1894 - 1975), attrice comica di vaudeville che spesso si travestiva da uomo, bandita come pornografica dopo essersi dichiarata lesbica all'età di ventisette anni.
Peccato solo che il Tribeca Film Festival si sovrapponga come date al Togay, sennò meriterebbe davvero una morsicatina primaverile della Grande Mela.
fonte http://www.gay.it di Roberto Schinardi

Lgbt: In Francia manifestazioni sempre più violente contro le nozze gay


Si respira aria di guerriglia in Francia per via delle opposizioni sempre più violente al matrimonio gay.

C’è molta preoccupazione nelle associazioni francesi di difesa dei diritti lgbt per la crescita dell’aggressività che sta montando in seno al movimento contro il matrimonio ugualitario.
Negli ultimi giorni ci sono stati diversi scontri di varia gravità che hanno visto protagonisti quanti si oppongono alla legge sul matrimonio per tutti.
Destinatari delle proteste sono stati Erwann Binet, relatore del progetto di legge, e la ministra della giustizia Christiane Taubira.

Nei giorni scorsi Erwann Binet, deputato socialista del dipartimento dell’Isère (regione del Rodano-Alpi) e relatore del ddl sulle nozze gay nell’Assemblea Nazionale, stava preparandosi per una conferenza sul matrimonio per tutti nell’Università di Versailles-Saint-Quentin-en-Yvelines.
Al momento della discussione, un gruppo di oppositori del progetto di legge ha fatto irruzione nell’aula con striscioni contro i diritti LGBT e al grido di “Fuori Binet!” e anche “Noi siamo il popolo!”.
Per via delle forti grida il dibattito non ha potuto avere luogo ed è dovuta intervenire la polizia per accompagnare il deputato in un luogo sicuro.

Binet ha spiegato che la conferenza era una delle tante che lui tiene nelle varie università, anche dinanzi a un pubblico che si oppone al disegno di legge, ma finora la discussione era rimasta sempre nell’ambito del rispetto reciproco e anche se in alcuni casi è diventata molto accesa, mai ha impedito il dibattito. Erwann Binet ha stigmatizzato il comportamento di quanti hanno fatto irruzione, qualificandoli come

persone che si sentono legittimate a decidere per gli altri quello che è bene e quello che non lo è.

In un secondo momento si è saputo che il gruppo di manifestati era coordinato da Mathieu Colombani, delegato locale del partito cristiano-democratico nonché responsabili delle manifestazioni di quanti si oppongono al matrimonio per tutti. La presente del partito, Christine Boutin, ha dichiarato di essere a conoscenza di tale irruzione, di essersi dissociata e di aver avvertito Binet, anche se poi ha chiosato:

Binet saprà così quello che succederà da ora in poi.

Non è questa la prima azione violenta degli oppositori delle nozze gay nei confronti di Binet: egli stesso ha detto di aver ricevuto lettere minatori, una minaccia di morte e due pacchi contentini escrementi.

Contestata la ministra della giustizia

Contestazioni ci sono state anche per la ministra della Giustizia, Christiane Taubira.
La ministra, infatti, si trovava in un teatro di Lione quando un gruppo di circa trecento manifestanti si sono riuniti all’esterno scandendo slogan come “Vattene Taubira” oppure “Tutti siamo figli di eterosessuali”.
I manifestanti hanno cercato di impedire il passaggio della macchina della ministra, tanto che è dovuta intervenire la polizia con il lancio di lacrimogeni.
Sono stati effettuati anche degli arresti.
L’atto è stato poi rivendicato via twitter da un gruppo che si è definito come “giovani nazionalisti”.
fonte http://www.queerblog.it/ Scritto da: Roberto Russo ©Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

sabato 30 marzo 2013

Lgbt Stati Uniti: Doppio bacio gay su Time


In attesa che la Corte Suprema decida, a giugno, se abolire o meno, e in che misura, il Defense of Marriage Act, la legge federale che definisce il matrimonio come unione tra un uomo e donna, negli Stati Uniti impazza il dibattito.
Time va all’attacco sparando un titolone forte: “Le nozze gay hanno già vinto”.

L’ultimo numero della rivista esce in edicola con due diverse immagini di copertina: in una un bacio tra due uomini, nell’altra il bacio tra due donne.
Due foto (in bianco e nero) che ritraggono due coppie vere: nella prima Sarah Kate e Kristen Ellis Henderson, sposate da due anni. Nell’altra compaiono i volti di due ragazzi vicini alle nozze, Russell Hart ed Eric Labonté.

Nella redazione di Time – come rivela il quotidiano canadese Globe and Mail – si è scatenato un acceso dibattito sull’opportunità della pubblicazione delle foto: c’era chi sosteneva che fossero troppo “sensazionalistiche” e chi invece le difendeva dicendo che rappresentano in pieno “l’idea del matrimonio”.

La tesi di Time, sintetizzata nel sottotitolo della copertina, è questa: “La Corte Suprema non ha ancora preso una decisione, ma l’America sì”. Poi in un lungo articolo si sottolinea come oramai i tempi stiano cambiando e come non sia lontano il giorno in cui le coppie gay potranno sposarsi ovunque in America.

“Secondo un’analisi bipartisan – si legge – i sondaggi dello scorso novembre hanno mostrato come l’83% degli americani ritiene che tra cinque o dieci anni le unioni gay saranno legali in tutto il Paese”. Inoltre, secondo un’indagine recente del Pew Research Center, un americano su sette ha dichiarato che le proprie iniziali resistenze contro i matrimoni gay sono del tutto cadute.

Ma che aria tira alla Corte Suprema? Le parole di uno dei nove giudici della Corte, il conservatore Anthony Kennedy, sembrano dare speranza ai sostenitori delle nozze gay.
Come scrive il New York Times insiste sul fatto che dovrebbero essere i singoli Stati a decidere sui matrimoni, mentre il governo federale dovrebbe limitarsi a rispettare “lo storico impegno del matrimonio” Kennedy, sostiene il NYT, potrebbe quindi votare insieme agli altri quattro giudici liberali, per abolire il divieto imposto da Washington di estendere alle coppie gay le agevolazioni fiscali previste per quelle eterosessuali.

Andrà a finire davvero così? Tra poco lo sapremo.
Intanto i Repubblicani si stanno riposizionando su posizioni più liberal in materia di diritti civili.
Anche questo, a ben vedere, è un segno del cambiamento dei tempi.

Negli Usa “il matrimonio omosessuale è ormai una cosa inevitabile”, dice Rush Limbaugh, noto commentatore conservatore della radio. Nel corso di una trasmissione ha osservato che la questione è una battaglia persa per chi si oppone alle unioni tra persone dello stesso sesso.

“Non mi importa – ha sottolineato – cosa decide la Corte Suprema, il matrimonio gay è inevitabile ed è inevitabile perché i repubblicani hanno perso il linguaggio sulla questione”. Una sconfitta che, prima che politica, dunque, è culturale.
“Per quanto mi riguarda – continua – abbiamo perso dal momento che abbiamo iniziato a parlare di matrimonio gay, matrimonio tradizionale, matrimonio tra sessi opposti e dello stesso sesso”.
fonte http://blog.ilgiornale.it/sacchelli Orlando Sacchelli

A Pisa “Senza memoria, Diritti più lontani !” un corso di formazione sulla memoria lgbt, a partire dal 12 aprile


“Senza memoria, Diritti più lontani!” è il tema del corso di formazione per volontarie e volontarie organizzato a Pisa dagli Archivi della Storia e della memoria LGBTQ.

Il prossimo 12 aprile inizierà a Pisa un corso di formazione per volontarie e volontarie sul tema Senza memoria, Diritti più lontani!:https://www.facebook.com/events/507310275993364/

Il corso è organizzato dagli Archivi della Storia e della memoria LGBTQ, progetto nato nel 2006 dalla sinergia di Arcilesbica Pisa con Omofonie.it e Casa della Donna e dal finanziamento di Cesvot Percorsi di Innovazione.

Il sito Omofonie.it è online da oltre sette anni grazie anche alla collaborazione della Fondazione Sandro Penna per “creare un sito dedicato esclusivamente alle fonti per la storia del movimento e del pensiero omosessuale”

Il corso di formazione – completamente gratuito e aperto a chiunque voglia prenderne parte (previa iscrizione entro il 9 aprile) – ha un duplice scopo:
Il primo scopo del corso è creare un gruppo di volontar* che, sotto la iniziale supervisione della redazione di Omofonie.it, siano in grado di gestire il futuro centro di documentazione e l’archivio web.

Il secondo intento
è quello di creare un luogo di aggregazione e di scambi di saperi e conoscenze, dove sia possibile riaprire il dibattito da tempo sopito sulle nostre produzioni culturali, sui nostri centri di documentazioni e sulle biblioteche che conservano un patrimonio inestimabile ai più sconosciuto.

Gli incontri di formazione inizieranno, come dicevamo il 12 aprile con l’intervento di Vinzia Fiorino su Le categorie di genere e sesso tra storia culturale e storia sociale.
Seguiranno Domenico Rizzo che parlerà de I movimenti omosessuali dal secondo dopo guerra a oggi (20 aprile); Laura Schettini si soffermerà su Il travestitismo tra repressione, scienza e ribellione sociale (10 giugno) e Identità transgender e movimento transessuale sarà il tema affrontato da Porpora Marcasciano (8 giugno).

In mezzo anche due incontri squisitamente tecnici: il 10 maggio Claudia Giardi illustrerà i metodi di archiviazione mentre il 18 maggio alcuni elementi di biblioteconomia di base saranno presentati da Simona Turbanti.
fonte http://www.queerblog.it Scritto da: Roberto Russo

venerdì 29 marzo 2013

Lgbt Spettacoli: "Prêt à baiser" La danza in un bacio (gay) di Olivier Dubois, in prima nazionale a Bologna a Teatri di Vita il 4 e 5 aprile


In foto Slyvain Decloitre and Olivier Dubois
E’ stato inserito dalla rivista Dance Europe tra i 25 migliori danzatori del mondo, ma qui il superpremiato Olivier Dubois (coreografo tra l’altro dei Ballets de Monte-Carlo e dell’Opera Nazionale di Vienna) presenta un sorprendente duo che ha il suo riferimento e fulcro scenico nel bacio: sensuale e oltraggioso. Tra due uomini.

Appuntamento con "Prêt à baiser" in prima nazionale a Bologna, a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, infoline 051.566330, www.teatridivita.it),
giovedì 4 e venerdì 5 aprile 2013, alle ore 21.
Gli arrangiamenti musicali, dalla “Sagra della primavera” di Igor Stravinski, sono di François Caffenne.
Produzione COD/Compagnie Olivier Dubois, in coproduzione con Le Centquatre di Parigi.


Una performance tanto “semplice”, quanto intensa, sconvolgente, fisicamente impegnativa. Cos’è un bacio? Il viluppo appassionato della scultura di Rodin o il placido stereotipo hollywoodiano?

Nello spettacolo di Dubois il bacio è un’esaltazione fisica e mentale al tempo stesso, che trascende il semplice bacio per diventare altro - desiderio, comunione, passione, lotta, sforzo atletico -, per abbracciare con quel bacio tutti gli spettatori, che osservano ammutoliti, increduli, imbarazzati o emozionati.

Ma soprattutto, nell’esposizione tutta maschile di un bacio gay, ha una carica sconvolgente e assoluta.

Un’incredibile performance fisica, un gesto artistico, un’azione politica, uno sberleffo ludico, una sensuale provocazione... e poi cos’altro ancora? Come si sente lo spettatore, dopo? E i due danzatori, che hanno percorso un intero spettacolo in bilico sulle loro labbra, come si sentiranno, dopo?

Olivier Dubois
, premio speciale del pubblico dal Syndicat professionnel de la critique nel 2007 per il suo percorso di interprete e per la produzione Pour tout l’or du monde, è stato inserito dal magazine Dance Europe nella lista dei 25 migliori danzatori del mondo.

Ha collaborato a livello internazionale in numerosi teatri e festival, tra cui il Festival di Avignone, L’Opera National del Cairo, il Centro Nazionale di Danza di Parigi, La biennale della danza di Lione. Ha inoltre danzato per molti coreografi e produzioni di fama mondiale fra cui Jan Fabre (L’histoire des larmes, Tannhaüser, Je suis sang), Sasha Waltz (Inside out), Angelin Preljocaj, Christophe Honoré, Nasser Martin-Gousset, Cirque du Soleil - Dragone, Marie Pessemier, Charles Cré-Ange, Dominique Boivin, Karine Saporta, Elio Gervasi, l’Opéra National de Vienne, Andy Degroat, Laura Simi, Damiano Foa.
fonte di Ufficio Stampa Teatri di Vita via http://www.oblo.it/

mercoledì 27 marzo 2013

Lgbt: Oggi è la Giornata Mondiale del Teatro Dario Fo è l'autore del Messaggio Internazionale 2013


Dario Fo è l'autore del Messaggio Internazionale 2013 per leggere il messaggio:
http://www.giornatamondialedelteatro.it/messaggio_internazionale-4.html


La Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 durante il IX Congresso mondiale dell'Istituto Internazionale del Teatro su proposta di Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese. Dal 27 marzo 1962, la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata dai Centri Nazionali dell'I.T.I. che esistono in un centinaio di paesi del mondo.

L'Istituto Internazionale del Teatro è stato creato nel 1948, per iniziativa dell'U.N.E.S.C.O. e di personalità famose nel campo del teatro, ed è la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti della scena.

L'I.T.I. cerca "di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro,sensibilizzare l'opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell'amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall'U.N.E.S.C.O.".

Le manifestazioni che segnano la Giornata Mondiale del Teatro permettono di concretizzare questi obiettivi.
Ogni anno, una personalità del mondo del teatro, o un'altra figura conosciuta per le sue qualità di cuore e di spirito, è invitata a condividere le proprie riflessioni sul tema del Teatro e della Pace tra i popoli.

Questo, che viene chiamato "il messaggio internazionale", è tradotto in diverse lingue ed è, poi, letto davanti a decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri nel mondo intero, stampato nelle centinaia di quotidiani e diffuso da radio e televisione sui cinque continenti. Jean Cocteau fu l'autore del primo messaggio internazionale nel 1962.

Il teatro riunisce e la Giornata Mondiale del Teatro è la celebrazione di questa volontà. È un'opportunità per gli artisti della scena di condividere, con il pubblico, una certa visione della loro arte e il modo con cui quest'arte può contribuire alla comprensione e alla pace tra i popoli.

Alla diffusione del messaggio internazionale vengono ad aggiungersi numerosi avvenimenti, dalla manifestazione quasi intima fino alla grande celebrazione popolare.
Ecco alcuni esempi: lettura del messaggio nei teatri il 27 marzo; festival di teatro internazionale e nazionale il giorno stesso o intorno al 27 marzo; rappresentazioni eccezionali, simposi e tavole rotonde sul teatro; giornata "porte aperte" ed inaugurazione di nuovi teatri; redazione di messaggi nazionali; articoli nella stampa sul teatro e sul messaggio internazionale; trasmissioni di radio e di televisione sul teatro; programmazione eccezionale di opere drammatiche alla radio e alla televisione; giornata di entrata libera o distribuzione gratuita di biglietti di teatro; conferenze di eminenti personalità nazionali; balli popolari, kermesse, feste, sfilate, teatri imbandierati; manifesti speciali, edizione di un francobollo speciale; rappresentazioni e collette in favore degli organismi di beneficenza nel campo del teatro.
fonte http://www.giornatamondialedelteatro.it/

Lgbt: Flavio Romani (Arcigay): "Europa lancia la lotta contro l'omofobia" Si è aperta oggi a Parigi una conferenza sui diritti per le persone gay, lesbiche e trans


“Si è aperta oggi a Parigi una conferenza sui diritti per le persone gay, lesbiche e trans in Europa, su iniziativa della Francia e della Commissione europea, e con l'appoggio, fra gli altri, del governo italiano.

All’assise partecipano i rappresentanti di una dozzina di paesi per interrogarsi, insieme agli attivisti lgbt, sulle garanzie e sui diritti che spettano a gay, lesbiche e trans europei e per proporre nuove strategie di contrasto alla violenza e alla discriminazione che andranno ad incidere sia nelle politiche nazionali che internazionali con il coinvolgimento auspicabile delle Nazioni Unite.

Per l’Italia, oltre al Ministro Fornero, partecipa alla conferenza l'UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, ente con il quale Arcigay ha lavorato proficuamente negli ultimi anni nell’approntamento di progetti di prevenzione alla discriminazione.

Su iniziativa del Ministro Fornero e dell'Unar si è inoltre impostato un lavoro di collaborazione con le associazioni italiane che ha portato alla prima Strategia nazionale LGBT contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

L’impegno dei paesi coinvolti su questi argomenti è stato rimarcato ieri su “Liberation” dove è comparsa una lettera a firma di Elsa Fornero, ministro italiano del Lavoro e delle politiche sociali, Joëlle Milquet, ministro belga degli Interni e delle Pari Opportunità, e Najat Vallaud-Belkacem, ministro francese per i diritti delle donne nella quale si legge: “il diritto degli omosessuali ad essere loro stessi è uno degli ultimi diritti dell'uomo che la comunità internazionale non è riuscito a proteggere. Nessuno può ignorare che essere omosessuali è un rischio nella maggior parte dei paesi del mondo”.

L’auspicio di Arcigay è che si dia seguito a questo appuntamento anche in Italia, con una conferenza che coinvolga i paesi europei su questi temi, e che le strategie di prevenzione all’omo-transfobia discusse oggi a Parigi siano tradotte al più presto in proposte di legge e iniziative concrete che coinvolgano l’opinione pubblica. L’omo-transfobia è una piaga sociale che necessita urgentemente di risposte politiche, spetta al nuovo parlamento porre fine alla incivile mancanza di diritti e di tutele per le persone LGBT nel nostro paese”. È quanto dichiara Flavio Romani, presidente Arcigay.
fonte http://www.primapaginanews.it Pol

Lgbt: Serie tv su Leonardo da Vinci, a Firenze la prima mondiale all'Odeon il 2 aprile


Si intitola Da Vinci's Demon la fiction prodotta da Fox sulla giovinezza del genio Da Vinci che sarà presentata all'Odeon il 2 aprile

Il genio di Leonardo Da Vinci torna a Firenze grazie alla nuova serie Da Vinci's Demons scritta e diretta da David S. Goyer (Batman Begins, Il Cavaliere Oscuro).

La serie, prodotta da Fox International Channels insieme a Starz e BBC Worldwide, sarà presentata in anteprima mondiale al Cinema Odeon di Firenze il prossimo 2 aprile presenti il regista e il cast artistico, in collaborazione con la Toscana Film Commission.

Ritratto inedito, Da Vinci's Demons sarà trasmesso in anteprima assoluta in Italia dal 22 aprile su Fox (canale 111 di Sky) e dai canali Fox in altri 120 paesi del mondo.
Gli 8 episodi della serie si concentrano sugli anni della giovinezza di Leonardo, brillante artista e inventore, ma anche uomo passionale, sognatore e idealista.

Con talento fuori dal comune, il venticinquenne Da Vinci inizia non solo a vedere il futuro, ma anche a inventarlo.
Nel cast: Tom Riley (Monroe, Bouquet of Barbed Wire) che interpreta il giovane Leonardo, Laura Haddock (Upstairs Downstairs) che, nel ruolo di Lucrezia Donati, è contemporaneamente amante di Leonardo e di Lorenzo de Medici (Elliot Cowan, Alexander, Lost in Austen), Lara Pulver (Sherlock), moglie di Lorenzo e Blake Ritson (Emma, Mansfield Park) nel ruolo del Conte Girolamo Riario.
L'iniziativa ha il patrocinio del comune di Firenze.
fonte http://www.intoscana.it di Elisabetta Vagaggini

martedì 26 marzo 2013

Lgbt: Ravenna, cinema e diritti umani: a Roberto Malini il Premio Dan Arevalos


Nella foto di Steed Gamero, da sinistra: Bruno Moroni, delegato della Segreteria Nazionale Arcigay per la Visibilità e il Coming Out e Vicepresidente di Arcigay Frida Byron Ravenna, Roberto Malini con la targa a mosaico del Premio Internazionale Dan Arevalos e Rebecca Covaciu, protagonista del film-documento "La canzone di Rebecca"

RAVENNA - La prima edizione del Premio Internazionale Dan Arevalos - riservato a un'opera antirazzista e dedicato alla memoria dell'artista e attivista per i diritti Lgbt Jean-Michel Arevalos detto Dan - è stato assegnato ieri al regista, poeta e difensore dei diritti umani milanese Roberto Malini, per il film-documento "La canzone di Rebecca".

La cerimonia di premiazione è avvenuta ieri sera, 22 marzo 2013, 17° anniversario della morte di Dan Arevalos, presso il Centro Quake di Ravenna. L'iniziativa è organizzata dal Circolo Frida Byron - Arcigay Ravenna, con il patrocinio dell'UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali), della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna.

Il film, come spiega la motivazione, "è un inno al rispetto del popolo Rom e di tutti gli esseri umani, che mostra come per cogliere a apprezzare la bellezza e il valore della diversità, occorra abbattere il muro dei pregiudizi: in questo il regista è riuscito alla perfezione".

Il film-documento narra la vicenda della giovane artista Rom Rebecca Covaciu, capace di riscattare se stessa e la sua famiglia da miseria ed emarginazione attraverso il dono della pittura. Alcune delle opere della giovane pittrice sono conservate presso musei d'arte moderna in Europa, India e Stati Uniti.

"Questo riconoscimento mi onora," ha commentato Malini ricevendo il mosaico d'autore riservato al vincitore, "perché Dan Arevalos è stato un innovatore e un uomo di diritti umani, scomparso troppo spesso, sempre in anticipo sui tempi.

E' l'attivista che ha indicato già all'inizio degli anni ottanta come arte e cultura rappresentino la via maestra per educare l'opinione pubblica alla tolleranza.

Oggi più che mai è necessario un rinnovamento culturale, che attraverso il rispetto e la valorizzazione delle diversità ponga le basi per il progetto di una civiltà basata sull'uguaglianza".

Il docu-film "La canzone di Rebecca" è sostenuto dall'UNICEF e sarà ospite d'onore al prossimo Festival Internazionale Cinematografico Human Rights Nights (Bologna, 18-21 aprile 2013).

Il Premio Internazionale Dan Arevalos riservato a un'opera in contrasto con l'omofobia è invece andato al cortometraggio "Spell It Out" della londinese Stonewall, che fa parte del più ampio progetto "Education for All" e affronta apertamente l'argomento del bullismo e dell'omofobia in ambito scolastico.
fonte http://www.dazebaonews.it di EveryOne Group Human Rights

Premio "Maria Baiocchi" 2013 per le migliori tesi di laurea LGBT


Il Premio “Maria Baiocchi” per le migliori tesi di laurea e post-laurea in gender studies è arrivato alla sua IX edizione.
Il suo presupposto è che la ricerca sulle identità di genere e sugli orientamenti sessuali costituisca un potenziale innovativo in tutti i campi del sapere e, al tempo stesso, che la ricerca sia un elemento di crescita culturale e civile ad ogni livello.

L’iniziativa del Premio intende censire e raccogliere, ma soprattutto incoraggiare e valorizzare, i lavori LGBT che vengono realizzati negli atenei italiani.

Le classi di concorso e i rispettivi premi:

- 1 premio di € 1.000 per la migliore tesi di laurea di II° livello;
- 1 borsa di studio di € 2.000 per la migliore tesi di master o di dottorato di ricerca.

Possono partecipare giovani studiosi laureatisi sui temi dell’orientamento sessuale gay, lesbico, bi- e trans-sessuale, in campo umanistico (storico, giuridico e sociale), economico, medico e psicologico, e in particolare:

- alla prima classe di concorso (II livello) chi abbia discusso una tesi di laurea specialistica, magistrale o vecchio ordinamento, a partire dall’anno accademico 2010/2011, presso università italiane o presso sedi italiane di università straniere/internazionali con sedi in Italia;

- alla seconda classe di concorso (Ricerca) chi abbia discusso una tesi di master
(I° o II° livello) o dottorato di ricerca, senza limitazioni temporali, presso università italiane o straniere oppure presso sedi italiane di università straniere/internazionali con sedi in Italia.

Non può essere ammesso con la stessa tesi, chi abbia già partecipato alle precedenti edizioni del Premio “Maria Baiocchi”

Le tesi dovranno pervenire alla sede dell’associazione – DGP, Via Costantino 82, 00145 Roma – sia in formato cartaceo (rilegato) in duplice copia, sia in formato digitale (word/pdf) su CD o DVD, entro e non oltre la data del 15 maggio 2013 (fa fede il timbro postale), con l’indicazione sul plico «concorso lgbt studies».

Per conoscere tutta la documentazione necessaria alla partecipazione, scaricare il bando a questo link:
http://www.digayproject.org/Progetti/Premio-Maria-Baiocchi/Il-Bando-2013---IX-edizione/il_bando.php?m=332&l=it

Per informazioni:
06.5134741
premiotesi@digayproject.org
fonte http://www.digayproject.org

Lgbt: «Per salvarmi ho dovuto uccidermi» L'intervista ad Abdellah Taïa scrittore marocchino


L'intervista ad Abdellah Taïa, uno scrittore marocchino che da adolescente ha subito violenze solo perché gay. Ora vive a Parigi e con i suoi libri difende i diritti degli omosessuali musulmani

Da bambino ha scoperto che la società era alla ricerca di qualcuno da sacrificare.
Qualcuno su cui riversare le proprie paure, ossessioni e frustrazioni.
La sorte ha voluto fosse proprio lui quella persona: «E così ho imparato a morire dentro, tutto d'un colpo».

Abdellah Taïa, 39 anni, è uno scrittore marocchino che vive a Parigi.
Dal 2006 è conosciuto per aver dichiarato pubblicamente in Marocco la sua omosessualità.
Essere gay lì è considerato illegale: «Ma non era illegale, quando avevo 12, 13 anni, essere lo strumento sessuale di uomini repressi. Per il quartiere la vergogna era la mia indole, non le violenze che subivo».

Nei suoi libri ha raccontato la difficoltà di essere gay in un paese musulmano, e, nonostante tutte le umiliazioni che ha vissuto, oggi crede che le cose vadano meglio: «Prima della primavera araba ero pessimista, ora sento il dovere di non esserlo più nel rispetto di tutti quelli che combattono per la libertà, il processo di cabiamento è appena iniziato, ma ce la faremo».

Quando ha capito di essere gay?
«Non c'è stato un giorno preciso, l'ho sempre saputo. Alle elementari mi sentivo diverso dalla maggioranza dei bambini maschi, ma non mi pesava. Ho amato in modo innocente alcuni compagni di classe, e so che qualcuno di loro ha ricambiato il mio amore. L'innocenza e la purezza rendeva tutto "normale"».

Quando sono cambiate le cose?

«Verso i 12 anni. Lì ho capito che ero "un certo uomo", rientravo in una categoria diversa da quella dei miei fratelli. Ero diventato l'oggetto del desiderio di alcuni signori del quartiere. Improvvisamente avevo una reputazione, ero "il frocio". C'era chi mi guardava male e chi, di nascosto da tutti, mi voleva possedere. Avevo solo 12 anni».

L'oggetto del desiderio di uomini gay?

«Certo che no, non esiste l'omosessualità in Marocco. Nelle loro testa mi usavano solo per soddisfare alcuni bisgni sessuali. Dall'amore puro delle elementari, improvvisamente è diventato tutto violento. Gli uomini (di qualsiasi età, ndr) potevano prendermi e soddisfare le loro esigenze fisiche. Nel mondo occidentale si chiamerebbe "stuprare"».

Come succedeva
?
«Per esempio un mio vicino di casa di 26 anni quando m'incontrava per la strada mi prendeva per mano e mi portava a casa dei suoi genitori, quando loro non c'erano. Mi faceva sdraiare sul letto e faceva quello che voleva. Poi mi lasciava andare, come se nulla fosse. Tanti uomini facevano così: mi toccavano, volevano che io li toccassi e poi in paese mi offendevano».

Lei come reagiva?

«Lasciavo fare. Nella mia testa mi dicevo: "Questo è il tuo ruolo, Abdellah". Non ero felice, ma allo stesso tempo pensavo che fosse normale che "un frocio" vivesse tutte quelle umiliazioni. Il pensiero della società era chiaro: "Esistono questi uomini perché tu sei così"».

Si sentiva in colpa?
«No, mi sentivo solo profondamente triste».

I suoi genitori sapevano che cosa le stava succedendo?
«Sapevano tutto, ma facevano finta di niente perché la vergogna ero io. Loro preferivano che fossi violentato e deriso piuttosto di ammettere che ero gay e proteggermi».

Che rapporto ha con loro?

«Non sono più arrabbiato. Da adolescente li ho odiati per non avermi aiutato. Oggi so che non avevano gli strumenti per capirmi. Quando la tua religione e il tuo stato ti insegnano che essere uomo e amare un altro uomo è una cosa riprovevole, è normale crescere credendo che sia vero».

Quando quegli uomini hanno smesso di "usarla"?
«Verso i 14, 15 anni».

Perché?
«Perché sono cambiato. A 13 anni ho rischiato di morire per aver toccato un cavo della corrente. Ho preso una forte scossa di elettricità. L'ho fatto apposta. Oggi lo leggo come un tentativo di suicidio. Quando mi sono svegliato era tutto diverso: ho perso la mia spontanneità per diventare l'uomo razionale che sono oggi. Ho perso i sogni e l'amore. Da quell'episodio ho deciso di cambiare per costruire un uomo fatto solo di pensiero».

Che cosa è sucesso dopo quell'espisodio?

«Ho iniziato a dire "no" a quegli uomini, a scappare. Ho smesso di essere un ragazzo gay, sono diventato solo un buon musulmano e un ottimo studente: studiavo, pregavo, studiavo».

Quando ha lasciato il Marocco?

«A 25 anni. Ho scelto Parigi per il cinema che amo sin da bambino. Guardavo i film egiziani con le mie sorelle, erano simbolo di ibertà. Poi a Parigi ho incontrato un editor che ha creduto in me, ha letto i miei racconti brevi e ha deciso di pubblicarmi».

Ha ritrovato se stesso?

«No, l'Abdellah dei sogni e dei sentimenti è ancora attaccato a quel cavo dell'elettricità davanti a casa, in Marocco. Non ho mai più dato il vero me a nessuno, per salvarmi ho dovuto uccidermi».

La scrittura l'ha aiutata?
«Mi aiuta a parlare alla gente. Mi sento fortunatao: molti uomini e donne gay del mio paese vivono ancora nascosti nell'ombra. Io scrivo per loro».

Il suo ultimo progetto?
«Ho appena finito di girare il primo film da regista. Un film tratto dal mio romanzo L'esercito della salvezza (Isbn Edizioni, 11, 48 euro). Abbiamo girato in Marocco, questo è un altro segno che le cose stanno cambiando. Davvero».

In Italia Isbn Edizioni ha pubblicato tre dei suoi romanzi:
L'esercito della salvezza; Uscirò da questo mondo e dal tuo amore; Ho sognato il re
fonte http://www.vanityfair.it di Greta Privitera

lunedì 25 marzo 2013

Lgbt Bologna: Report 2012 MIT - Movimento Identità Transessuale


Possiamo dire che gli sforzi e la fatica hanno prodotto ottimi risultati, tra i più importanti quello di avere quasi azzerato il buco di bilancio che ci trascinavamo da qualche anno.

Cronologicamente il punto di partenza di questo report potrebbe essere la visita a Gennaio della speciale Commissione ONU in Italia per stendere un rapporto sulla violenza alle donne e per l’inaccettabile numero di donne e transessuali uccise nel nostro paese.

La commissione ha ritenuto la questione del genere un elemento comune sia per le donne che per le persone transessuali, questa la ragione per la quale è stato scelto il MIT come realtà rappresentativa nazionale.

A Febbraio, nell’incontro nazionale sulle discriminazioni indetto da UNAR Presidenza del Consiglio dei Ministri Ufficio per la promozione di parità di trattamento (Meeting presentazione del Progetto del Consiglio d’Europa “Contrasto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.), Il MIT è stato scelto come realtà rappresentativa e portavoce del mondo transessuale. Ha continuato a partecipare ai tavoli ISFOL (ISFOL – Pari Opportunità e contrasto alle discriminazioni) sulla promozione di pari opportunità e lotta alla discriminazione nella formazione.

A tal proposito va sottolineato il prezioso lavoro di relazione, collaborazione e costruzione di rete che ha contribuito a rinsaldare il Coordinamento Trans Sylvia Rivera.
Da questa collaborazione di rete sono scaturite numerose attività e iniziative che hanno portato il Coordinamento e il MIT stesso ad essere riconosciuti come principali interlocutori del mondo transessuale.

Vanno menzionati i diversi convegni organizzati dalle varie realtà del Coordinamento che hanno contribuito a valorizzare ogni singola associazione e i rispettivi percorsi, questo lo riteniamo un risultato politico di ottimo livello. Come pure le buone relazioni instaurate con tutto il mondo GLBT sia quello mainstream che quello più movimentista.

La partecipazione ai vari Pride come protagonisti e non più come ruote di scorta, riteniamo sia un risultato significativo.
Il riconoscimento è arrivato, ci verrebbe da dire “finalmente”, anche dall’ILGA che ha inserito il MIT in diversi incontri, progetti, commissioni creatisi in Italia riguardanti principalmente la lotta alle discriminazioni e alla violenza, citiamo la stesura del Rapporto Italia (Implementazione della Raccomandazione CM/REC (2010)5 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri sulle misure volte a combattere la discriminazione fondata su orientamento sessuale e identità di genere).

l’ultima in ordine di tempo è la partecipazione, su invito della Commissione Europea, al seminario di formazione contro i crimini di odio organizzata in Montenegro, Serbia e Albania, al cui tavolo il MIT (insieme a Rete LENFORD uniche realtà invitate) ha partecipato con una sua rappresentante.

Per ragione di spazio, non riportiamo i titoli dei diversi convegni, tutti molto interessanti, a cui il MIT è stato chiamato a partecipare.

Inoltre La casa di accoglienza Trans art.13 come esempio di buona pratica è stata posta all’attenzione dei paesi membri nell’Annual Report 2012 dell’OSCE (p. 52). Special Representative and Co-ordinator for Combating Trafficking in Human Beings:

OSCE-OSR, Combating Trafficking as Modern-Day Slavery: A Matter of Non-Discrimination and Empowerment. 2012 Annual Report of the OSCE Special Representative and Co-ordinator for Combating Trafficking in Human Beings, Vienna, 2012.

Il momento più alto e importante resta il Convegno sui 30 anni della Legge 164 organizzato il 14 Aprile nell’Aula Magna di Santa Cristina a Bologna.
Il MIT che dell’approvazione fu l’artefice ha voluto organizzare un simposio che fosse al contempo bilancio di trenta anni e programma per il futuro.
Al convegno hanno partecipato i responsabili dell’azienda ASL, i rappresentanti delle istituzioni competenti, esperti medici e giuristi, tutte le associazioni con la presenza importante di Don Luigi Ciotti come testimone dell’approvazione nonché come gradito ospite.


A Maggio si è svolta la quinta edizione di Divergenti Festival Internazionale del Cinema Transessuale che ha riscosso un ormai consolidato successo registrando un’alta partecipazione di pubblico.

Il Festival unico nel suo genere in Italia ha stabilito contatti e collaborazioni (alcune formalizzate) con il Festival del Cinema Gay di Torino, con il Queer festival di Palermo, con Queer Cinema di Bari e Some Prefer cacke festival del Cinema Lesbico con il quale si è creato un ottima contiguità.

Il 23 Novembre si è svolto a Bari il congresso ONIG chiamato a rinnovare le cariche ed eleggere il nuovo direttivo al cui interno sono stati eletti Porpora Marcasciano vice presidente e D. Nadalin segretaria, questi riconoscimenti pongono il MIT in una posizione di prestigio innalzandone il profilo culturale scientifico sociale.

Questi i risultati fondamentalmente politici e culturali, ma la vera vittoria è stata ed è quella relativa al benessere delle persone transessuali, a tutte le azioni messe in campo per sostenere, accompagnare e renderle autonome.

Per sostenere queste attività il Mit ha bisogno dell’aiuto di tutti, per sostenerci le donazioni possono essere fatte sul conto IBAN: IT64 Z033 5901 6001 0000 0065 901
o direttamente in sede negli orari di apertura.
MIT Via Polese, 15, 40120 Bologna
segreteria e consultorio Tel e Fax 051 271 666
consulenze e telefono amico Tel 051 271 664

fonte http://www.mit-italia.it/report-m-i-t-2012/

Lgbt: "1.123" Con le persone trans siamo alla strage

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Negli ultimi 5 anni il numero di omicidi di persone trans è in costante aumento.
Il Trans Murder Monitoring:
http://www.transrespect-transphobia.org/en/tvt-project/tmm-results/march-2013.htm
nell’aggiornamento di marzo, rivela che sono 1.123 le persone trans uccise in 57 paesi: 148 casi nel 2008, 217 nel 2009, 229 nel 2010, 262 nel 2011 e 267 nel 2012.

Questi casi sono solo quelli trovati su internet e attraverso la cooperazione con le organizzazioni LGBT.
Nella maggior parte dei paesi, i dati relativi ai trans uccisi, non sono sistematicamente prodotti e non è possibile stimare il numero degli episodi non denunciati.

I delitti hanno riguardato tutte le regioni del globo.
I più alti numeri sono stati registrati in paesi con forti movimenti trans che fanno monitoraggio costante: Brasile (452), Messico (106), Colombia (65), Stati Uniti (69), Turchia (30), Filippine (28).

L’aumento degli episodi suggerisce sia che la ricerca ha migliorato i suoi metodi di controllo, sia che la maggiore visibilità delle tematiche trans sulla scena pubblica ha portato ad una migliore comunicazione dei casi.

Ancora una volta i dati allarmanti dimostrano l’urgente bisogno di reagire alla violenza contro le persone trans che ha portato gli attivisti internazionali a coniare il termine “transcide” per riferirsi al livello elevato di violenza letale che su scala globale colpisce i trans.
fonte http://www.west-info.eu/it di Ivano Abbadessa

Lgbt USA: Starbucks “caccia” chi non vuole i matrimoni gay


Scambio di opinioni tra un azionista e il CEO della catena di caffetterie più famose del mondo

“Se non ti sta bene prendi le tue azioni e vattene”.
Così avrebbe intimato Howard Schultz, amministratore delegato di Starbucks, a un azionista del gruppo che aveva criticato la scelta del brand di schierarsi a favore dei matrimoni tra persone delle stesso sesso.

GUADAGNI DELUDENTI? COLPA DEI GAY
Lo scambio di battute è avvenuto a Seattle, durante l’annuale incontro degli azionisti del colosso delle caffetterie: l’azionista Tom Strobhar ha preso la parola, sostenendo che la campagna a favore dei matrimoni gay aveva portato a un boicottaggio da parte delle associazioni contrarie e che il valore dell’azienda ne avrebbe risentito: “Nel primo quadrimestre dopo l’annuncio del boicottaggio – ha detto Strobhar – Le nostre vendite e e nostri guadagni sono state, per dir così, piuttosto deludenti”.

“INVESTI I TUOI SOLDI ALTROVE”
La risposta di Schultz è stata molto franca: il fatto che Starbucks appoggiasse i matrimoni gay non era una trovata per fare soldi, ha spiegato, ma un’affermazione del diritto di uguaglianza. “Con tutto il rispetto – ha concluso Schultz – Se lei crede di poter ottenere un guadagno maggiore del 38 percento che ha ottenuto lo scorso anno, questo è un paese libero.
Può vendere le sue azioni di Starbucks e comprare quelle di un’altra compagnia”.

ABBRACCIARE LA DIVERSITÀ
All’inizio del 2012 l’azienda aveva appoggiato la decisione dello stato di Washington di proporre un disegno di legge per legalizzare i matrimoni tra persone delle stesso sesso e aveva diffuso un comunicato con cul Starbucks si di diceva “profondamente entusiasta di poter abbracciare la diversità”. La proposta è poi diventata legge lo scorso dicembre.

TROPPO LIBERAL?
Che tra Schultz e Strobhar non corresse buon sangue non è una novità: l’azionista, fervente anti-abortista e contrario alla causa delle unioni omosessuali aveva già chiesto a Schultz di smettere di appoggiare iniziative così “liberali”, perché coniderate “nocive” per gli affari dell’azienda.
fonte http://www.giornalettismo.com/di Valentina Spotti

Lgbt: Sdegno nel Regno Unito per la morte di una maestra transessuale vessata dalla stampa


In una email inviata a una sua amica Lucy Meadows scrisse:
“So che la stampa offre denaro ai genitori per scattarmi una foto”.

In molti chiedono il licenziamento del giornalista che ha scritto un pezzo ignobile su di lei.


Lucy Meadows, maestra elementare del Regno Unito, è stata trovata morta nei giorni scorsi nella sua casa di Accrington, nel Lancashire, dopo essere stata al centro dell’interesse della stampa sensazionalistica per diversi mesi.
La polizia ha spiegato che al momento non ci sono “circostanze sospette” intorno alla morte di Lucy Meadows, e, sebbene i risultati dell’autopsia non siano stati resi pubblici, tutti ritengono che la maestra si sia uccisa.

Lucy da tre mesi aveva iniziato la sua nuova vita da donna.
Prima si chiamava Nathan Upton.
I genitori dei bambini che frequentano la scuola Maria Maddalena di Accrington (in foto) hanno ricevuto una lettera che diceva:
Il signor Upton ha recentemente affrontato dei cambiamenti significativi nella sua vita e inizierà un percorso di transizione per diventare donna.

Nessun problema per i bambini che fin da subito l’hanno chiamata “signorina Meadows”.
La notizia però è arrivata alla stampa sensazionalista e così Lucy è finita sotto i riflettori della macchina del fango, in cui sguazza la stampa di tutto il mondo, non solo quella italiana.

Tutti i giorni era perseguitata dai paparazzi
che si appostavano lungo il tragitto che compiva da casa a scuola.

Sul Daily Mail il giornalista Richard Littlejohn ha scritto un pezzo in cui affermava che la donna aveva scelto
"non solo il corpo sbagliato, ma è anche il lavoro sbagliato per lei."


In una email inviata da Lucy a una sua amica, la maestra aveva confidato:
So che la stampa offre denaro ai genitori per scattarmi una foto.

La situazione insostenibile ha spinto Helen Belcher, direttrice di TransMediaWatch – ente che monitora la stampa sul tema della transessualità – ha protestare ufficialmente presso l’Ufficio Reclami della stampa:
Meadows ha subito molestie enormi da parte della stampa nel periodo in cui era più vulnerabile, lo scorso Natale.
Tale livello di attenzione mediatica non ha certo aiutato il suo stato mentale.


Migliaia di firme contro il Daily Mail

Quanto accaduto a Lucy Meadows ha scosso tutti e trentacinquemila gli abitanti di Accrington che in questo fine settimana hanno raccolto migliaia di firme in una petizione diretta al Daily Mail chiedendo il licenziamento del giornalista Richard Littlejohn come anche pretendendo le scuse ufficiali per la persecuzione messa in atto.
Inoltre hanno organizzato per domani un sit in dinanzi alla sede locale del giornale.

Per ora il Daily Mail si è schierato dalla parte di Littlejohn e ha fatto sapere tramite un portavoce che:
È disdicevole che questa tragica morte debba essere ora il tema centrale di una serie di lamentele su Twitter organizzate da alcuni individui specifici che hanno degli interessi economici in tutto questo.

fonte http://www.queerblog.it Scritto da: Roberto Russo /Foto | Google