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giovedì 3 ottobre 2019

Lgbt: "Quelli che lei chiama "merde" sono i nostri figli gay": lettera di una mamma al consigliere Cannata

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta al dottor Cannata da Lorenzina Opezzo

"Egregio dottor Cannata,
premetto che non sono alla ricerca di visibilità né penso di candidarmi in futuro. Ciò per sgombrare il campo da eventuali illazioni o pensieri molesti o che potrebbero diventare tali.

Ho ascoltato il Suo intervento in Consiglio Comunale con un misto di incredulità, imbarazzo per Lei e, se mi permette, di tenerezza per il tentativo messo in atto di argomentare fatti tanto distanti tra loro da non permettere collegamenti se non artificiosi. Su Bibbiano e dintorni sono piene le pagine di giornali e non intendo soffermarmi; penso invece alla Sua dichiarazione sul fatto che si batterà a favore della famiglia “tradizionale” che mette bene in evidenza la Sua considerazione verso un grande numero di cittadini che non sono eterosessuali, se ci fosse bisogno di ulteriori esplicitazioni aggiuntive ai suoi chiarissimi post. Non uno, più di uno, con scritte vergognose. 

Lei è naturalmente libero di fare del Suo tempo ciò che vuole, esprimendo il Suo disprezzo pubblicamente ma non può pensare che, proprio per essere pubblico, non raccolga dissenso e disprezzo a sua volta, quella che Lei ha definito gogna mediatica. E’ anche libero di battersi per chi vuole ma non è libero di insultare. “Merde, feccia” si può scrivere sul proprio diario personale  o dire tra quattro amici al bar; non in un luogo pubblico in cui vivono gay e lesbiche ed i loro genitori.

Questi ultimi, madri e padri di coloro che Lei definisce merde, tra l’altro, appartengono perlopiù a famiglie tradizionali, per usare il termine che Lei predilige. Ecco, noi genitori di queste “merde” abbiamo vite normali con i nostri ragazzi. Alti e bassi, feste di famiglia, problemi, insomma tutto ciò che appartiene a tutti. Con la differenza che i nostri ragazzi (e di riflesso anche noi) hanno spesso avuto esperienze difficili, a volte dolorose, a volte molto dolorose. A sentirsi definire "merde" a molti, dopo aver sopportato sguardi ammiccanti, parole pesanti, essere stati tollerati, non interessa un bel nulla; ad altri, invece, aumenta le difficoltà che spesso hanno e preferiscono tacere, nascondersi.

Alcuni, non così di rado, nel sentirsi messi alla gogna (anche loro!) e considerati fallati da gente come Lei, non hanno strumenti e capacità per reagire e spesso scelgono un’altra soluzione. Le lascio immaginare quale. Forse nella sua carriera di medico non ha mai dovuto constatare la morte di chi ha preferito togliersi la vita piuttosto che dare un dispiacere a qualcuno. Le parole non sono mai leggere neanche quando si è tra amici, sono gravissime se pronunciate da chi ricopre cariche pubbliche o aspira a ricoprirle. Stupisce che Lei non capisca.

Egregio dottore, ha fatto male a non dimettersi. Legalmente può fare ciò che vuole, ne ha diritto, ma non avere la consapevolezza che non si è graditi neppure, a quanto pare, all’interno della propria maggioranza e, soprattutto, che certe affermazioni in un ruolo pubblico sono gravissime, è davvero singolare.

Per quanto riguarda me/noi la vita non subirà scossoni per ciò che Lei scrive e, soprattutto, mi è difficile considerarLa un nemico. Sarebbe  eccessivo; la vita è molte volte complicata per mille motivi tanto che tengo a salvaguardare quel che resta del giorno e, soprattutto, non mi appartengono odio e rancore ma sono pronta però a battermi anch’io per ciò in cui credo. Vuol dire che La penserò come un signore che, con l’età che ha (non si offenda, siamo vicini anagraficamente), ha ancora voglia di dividere il mondo in buoni e cattivi in base al sesso ed alla provenienza (mi pare che abbia anche detto che ci difenderà dalle invasioni) senza conoscere le persone.

A me, docente in pensione, continuano ad interessare l’umanità e l’animo umano e sono fondamentalmente intransigente. La mia intransigenza deriva però dalla capacità di ascoltare  e dialogare, capendo le ragioni degli altri perché l’esperienza umana è varia e complessa e la nostra cultura, la nostra arte, scienza servono ad accrescere le vite degli uomini, ad alimentarne l’animo. Non varrebbero nulla se non riuscissimo a far con esse del bene agli altri uomini. Sventolare il Vangelo non ci rende migliori. Don Gallo diceva che da secoli un’idea di natura uguale per tutti, immutabile nel tempo e nello spazio, non si trova più se non nei testi ufficiali cattolici. Ed aggiungeva che “la nostra libertà non si aggiunge semplicemente a quella altrui ma ne è parte integrante e costitutiva, poiché la libertà procede sempre da chi ne è stato storicamente escluso”.

Ciò per dire che la penserei così anche se non fossi coinvolta personalmente. Certi principi sono irrinunciabili perché, se nella nostra famiglia non ci siamo mai sentiti cittadini di serie b, essi valgono per tutti, anche per coloro che non hanno la forza per farsi sentire.
Con questi pensieri Le auguro di vivere più serenamente la Sua età e di confrontarsi spesso con gli altri perché l’umanità di persone diverse da Lei non potrà che arricchirLa. E’ ancora in tempo."
Lorenzina Opezzo

venerdì 6 settembre 2019

Lgbt. Il principe George deriso perché farà danza classica, in 300 ballano per lui a Times Square

Alcuni ballerini professionisti hanno organizzato una lezione di danza a New York, per dimostrare che sì, #boysdancetoo

Non si ferma sulle tastiere la rivolta a difesa del balletto come una disciplina anche per maschi. Dopo che la giornalista Lara Spencer ha deriso il principino George perché prende lezioni di balletto, alcuni ballerini professionisti hanno organizzato una lezione di danza oggi 27 agosto a Times Square, New York, che ha coinvolto 300 persone. Lo scopo era quello di dimostrare che sì, #boysdancetoo, anche i ragazzi danzano.

Il programma Good Morning America, della rete Abc, è stato criticato da molti utenti che su Twitter hanno addirittura lanciato una sorta di movimento #metutu. La giornalista ha finito per scusarsi, ma le sue parole non hanno arginato il disappunto per una discriminazione che perdura da secoli.

Su Twitter, c’è chi posta una foto del film Dirty Dancing, rivolgendosi al Principe George affermando che Patrick Swayze era un uomo davvero forte, che ha frequentato lezioni di ballo da ragazzino.

fonte:  www.open.online

mercoledì 7 agosto 2013

Lgbt: Obama avverte Mosca: Nessuna tolleranza per i Paesi in cui gay sono discriminati

Washington. Rispondendo a una domanda di Jay Leno sui recenti provvedimenti adottati in Russia, il presidente Usa non anticipa giudizi su quanto potrà accadere alle Olimpiadi invernali di Sochi all'inizio del 2014, ma ha fiducia nella sensibilità del Cremlino: "Bisogna rispettare la diversità dei punti di vista".

Lady Gaga su Twitter: le leggi anti-gay in Russia sono criminali. Bar in tutto il mondo boicottano la vodka contro la legge discriminatoria di Mosca

Barack Obama non è disposto a tollerare le leggi discriminatorie approvate di recente in Russia ma non anticipa giudizi su quanto potrà accadere alle Olimpiadi invernali di Sochi all'inizio del prossimo anno, anzi anticipa fiducia nella sensibilità di Mosca a non irritare i Paesi partecipanti.

"Non ho pazienza per i Paesi che cercano di trattare i gay, le lesbiche o i transessuali in modo che sia per loro discriminatorio o dannoso", ha affermato il presidente americano nell'intervista al 'Tonight Show' di Jay Leno, rispondendo a una richiesta di commento proprio sui recenti provvedimenti adottati in Russia.

"Pensa che (tali leggi, ndr) avranno ripercussioni sulle olimpiadi?", ha chiesto Leno al presidente. "Giudizi di qualsiasi tipo devono essere fatti sulla pista, in vasca o sulla pedana e gli orientamenti sessuali delle persone non devono avere nessun ruolo" ha risposto Obama. ''La Russia comprende che la maggior parte dei Paesi partecipanti alle Olimpiadi non tollererebbero che gli atleti gay e lesbiche vengano trattati in modo diverso", ha sottolineato.

"Ogni Paese, ogni gruppo di persone, ogni religione ha abitudini e tradizioni diverse e quando si parla delle opinioni o della fede della gente, bisogna rispettare la diversità dei punti di vista che ci troviamo di fronte. Ma quando si parla del modo in cui uno stato tratta la gente, del modo in cui la legge tratta la gente, allora ognuno deve essere trattato in modo uguale", ha aggiunto Obama, che nell'intervista ha confermato la sua presenza al G20 di San Pietroburgo a settembre.
fonte http://www.adnkronos.com/IGN/News

martedì 9 aprile 2013

Lgbt Cinema: Jeremy Irons e le sue perplessità sul matrimonio gay


Jeremy Irons non è contro le nozze gay, però esprime il suo sostegno in una maniera abbastanza arzigogolata.
Forse la sua partecipazione alla serie tv I Borgia (dove interpreta il Papa Alessandro IV e in Italia possiamo seguire su La7) con le tresche familiari, i tranelli e le beghe, hanno finito per influenzare l’attore Jeremy Irons .

Scherzi a parte pare che l’attore britannico abbia argomentato alcune perplessità sui matrimoni gay (senza però schierarsi contro, anzi), con un mix di spiegazioni pseudoscientifiche, e timori atti a preservare, l’integrità del sistema fiscale americano.

Il pluripremiato attore, insignito del premio Oscar nel 1991 per Il mistero Von Bulow avrebbe espresso alcuni paradossi, nel corso di un’intervista rilasciata a Josh Zepps all’Huffington Post live:

"Un padre potrebbe sposare suo figlio? Non si tratta di incesto tra uomini. L’incesto è lì per proteggerci da consanguineità, ma gli uomini non si riproducono."

Non è facile interpretare le parole di Irons (trovate il video a questo link) che non si è mostrato certo contrario, ma ha continuato chiedendosi se il matrimonio omosessuale potrebbe consentire ai padri di trasmettere i loro possedimenti per i loro figli senza essere tassati. E anche se a suo dire i difensori americani del matrimonio egualitario, combattono solo per un nome, ossia la definizione di “matrimonio”, escludendo un tipo di unione diversa, durante l’intervista ha ribadito:

"Non ho opinioni forti sulle nozze gay. Auguro il meglio a chiunque abbia una persona al suo fianco, perché è fantastico. Vivere con un altro animale, che sia un marito o un cane, è bellissimo. È bello avere qualcuno da amare. Non credo a questioni di sesso (…), non importa affatto."
fonte http://www.queerblog.it da: Daniela Gambino/© Foto Getty Images Tutti i diritti riservati

lunedì 25 marzo 2013

Lgbt USA: Starbucks “caccia” chi non vuole i matrimoni gay


Scambio di opinioni tra un azionista e il CEO della catena di caffetterie più famose del mondo

“Se non ti sta bene prendi le tue azioni e vattene”.
Così avrebbe intimato Howard Schultz, amministratore delegato di Starbucks, a un azionista del gruppo che aveva criticato la scelta del brand di schierarsi a favore dei matrimoni tra persone delle stesso sesso.

GUADAGNI DELUDENTI? COLPA DEI GAY
Lo scambio di battute è avvenuto a Seattle, durante l’annuale incontro degli azionisti del colosso delle caffetterie: l’azionista Tom Strobhar ha preso la parola, sostenendo che la campagna a favore dei matrimoni gay aveva portato a un boicottaggio da parte delle associazioni contrarie e che il valore dell’azienda ne avrebbe risentito: “Nel primo quadrimestre dopo l’annuncio del boicottaggio – ha detto Strobhar – Le nostre vendite e e nostri guadagni sono state, per dir così, piuttosto deludenti”.

“INVESTI I TUOI SOLDI ALTROVE”
La risposta di Schultz è stata molto franca: il fatto che Starbucks appoggiasse i matrimoni gay non era una trovata per fare soldi, ha spiegato, ma un’affermazione del diritto di uguaglianza. “Con tutto il rispetto – ha concluso Schultz – Se lei crede di poter ottenere un guadagno maggiore del 38 percento che ha ottenuto lo scorso anno, questo è un paese libero.
Può vendere le sue azioni di Starbucks e comprare quelle di un’altra compagnia”.

ABBRACCIARE LA DIVERSITÀ
All’inizio del 2012 l’azienda aveva appoggiato la decisione dello stato di Washington di proporre un disegno di legge per legalizzare i matrimoni tra persone delle stesso sesso e aveva diffuso un comunicato con cul Starbucks si di diceva “profondamente entusiasta di poter abbracciare la diversità”. La proposta è poi diventata legge lo scorso dicembre.

TROPPO LIBERAL?
Che tra Schultz e Strobhar non corresse buon sangue non è una novità: l’azionista, fervente anti-abortista e contrario alla causa delle unioni omosessuali aveva già chiesto a Schultz di smettere di appoggiare iniziative così “liberali”, perché coniderate “nocive” per gli affari dell’azienda.
fonte http://www.giornalettismo.com/di Valentina Spotti

venerdì 22 marzo 2013

Lgbt: Il delirio dello scienziato grillino: "Chi si vaccina diventerà gay, bevete l'urina e vi salverete"


Balle a 5 stelle, Gian Paolo Vanoli fa parte del MeetUp di Segrate.
Ha un chiodo fisso: "abolire i vaccini perchè favoriscono l'omosessualità".
Le sue teorie vuole trasformarle in legge

Delirio omofobo del guru grillino: "Se ti vaccini diventi omosessuale Bevete l'urina, così vi salverete"

"Se assumi un vaccino diventi gay". E' questa in sostanza la tesi di Gian Paolo Vanoli.
Lui è un grillino.

E sul meetup di Segrate si definisce così: "Giornalista investigativo (Albo speciale), specializzato da 40 anni in Sanita' Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicina Naturale".

Insomma è una delle voci scientifiche del Movimento Cinque Stelle Lombardia.
La sua battaglia è una sola: abolire le vaccinazioni obbligatorie.
Secondo Vanoli i vaccini, quelli tradizionali che vengono somministrati ad ogni bambino in tenera età sarebbero dannosi.

I vaccini fanno male
"Una delle cose peggiori che puoi fare al sistema immunitario è vaccinare un bambino. I vaccini stroncano la formazione del sistema immunitario", spiega il guru scientifico intervistato da Vice.com.
E' talmente convinto delle sue tesi che sta mobilitando i grillini lombardi per far diventare legge l'abolizone della vaccinazione: "Al Movimento 5 Stelle interessano le mie idee.
Sono un attivista e mi sto attivando proprio per cambiare queste cose attraverso il Meetup Lombardia 5 Stelle.
Se va lì trova tutto il mio lavoro in questo senso.
Porto sempre informazioni e idee per permettere a tutti una scelta consapevole e bandire così la piaga dei vaccini".

"Tutti gay"
Nonostante le sue idee non abbiano un riscontro scentifico, Velardi tenta comunque di spiegare perchè è così dannoso fare un vaccino e soprattutto il legame con l'omosessualità: "Quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay.
Il problema lo sentiremo soprattutto nelle prossime generazioni, perché quando abbiamo un omosessuale che genera una figliolanza questi si porteranno dietro il DNA dell’ammalamento del genitore.
Perché l’omosessualità è una malattia, anche se l’OMS ha deciso che non lo è. Chissenefrega!
La realtà è che è così.
Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità. È una microforma di autismo, se vogliamo.
Lei vedrà quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro".
Dunque prepariamoci ad un futuro pieno di omosessuali.

Bevete l'urina
Ma Vanoli suggerisce anche come salvarsi: "Per curarsi serve l’urinoterapia.
Per quattro anni ho bevuto la mia urina.
Non la prima della giornata, la seconda. Un bicchiere, ogni dì.
E posso dire che alla mia età—ho 72 anni—è stata davvero una terapia eccezionale.
A mia moglie sono tornate pure le mestruazioni a settant'anni.
L’ho insegnata a dieci, forse ventimila persone.
È una cosa che circola sull’onda del popolo, come la chiamo io.
Ho ricevuto tantissime testimonianze e ringraziamenti".
Ecco chi c'è dietro i Cinque Stelle. Giudicate voi.
FONTE http://www.liberoquotidiano.it/news/1208843/Il-delirio-dello-scienziato-grillino--Chi-si-vaccina-diventer%C3%A0-gay--bevete-l-urina-e-vi-salverete--.html

Lgbt Politica: Il portavoce grillino: l'aids è una grande balla


Per Messora l'Hiv non è contagioso.
Il senatore del Pd Lo Giudice: tesi antiscientifica e antistorica che va contro oltre trent'anni di studi.


«Beppe Grillo ha deciso di affidare la comunicazione dei senatori del M5S a Claudio Messora che qualche tempo fa attraverso il suo blog aveva definito l'Aids "una grande balla", sostenendo addirittura che l'HIV non fosse contagioso.

Una tesi antiscientifica e antistorica che va contro oltre trent'anni di studi e di ricerche e che induce ad abbassare la guardia». Lo dichiara Sergio Lo Giudice, senatore Pd.

«In un momento in cui i contagi non accennano a diminuire - prosegue l'ex presidente dell'Arcigay- sopratutto fra i più giovani, chi entra nelle istituzioni deve assumersi le proprie responsabilità davanti al paese: non si può mettere a rischio il già complicato lavoro di informazione e di prevenzione che le associazioni portano avanti, spesso da sole, su tutto il territorio nazionale».


«Mi auguro per questo che chi ricopre un ruolo così delicato come quello di responsabile comunicazione di un gruppo parlamentare, voglia chiarire al più presto la sua posizione perché - conclude Lo Giudice - la cattiva informazione è una delle cause principali della diffusione del virus».
fonte http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41659&typeb=0

Lgbt Nuoro: Su Facebook, pubblicata lista di studenti gay, forte la reazione del liceo 'Asproni'


La pubblicazione di una lista di studenti gay su Facebook, da parte degli studenti del liceo classico “Asproni” di Nuoro, ha fatto esplodere una bufera dentro e fuori l’istituto: il preside e tutti i docenti hanno già manifestato ieri assieme a tutti gli studenti, indossando una maglietta bianca e prendendosi tutti per mano - ragazzi e ragazze, ragazzi e ragazzi, ragazze e ragazze -, ma è evidente la necessità di una legge contro l’omofobia e di una disposizione che metta dei paletti a ciò che viene pubblicato in rete.

Studenti e associazioni uniti contro l’omofobia
Non avendo accettato gli insulti dei bulli, gli omosessuali bersaglio di scherni e battute della peggior specie hanno dato battaglia e, ascoltati dai piani alti, sono riusciti anzitutto a far chiudere la pagina; a far sì che la polizia avesse tutti gli elementi per indagare, tant’è che è stata aperta un’indagine per l’identificazione dei responsabili; infine, a isolare gli artefici di questa vergognosa mancanza di rispetto.

“L’intolleranza non deve essere accettata per nessun motivo - ha sottolineato Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli studenti di scuola media -. Siamo convinti che il problema sia culturale di tutto il Paese, per questo c’è forte necessità d’impegnarsi, cose del genere non devono ripetersi“.

Stessa reazione da parte dell’Unione degli studenti:

“Le scuole dovrebbero essere luoghi di inclusione e crescita, spazi dove educarsi a una cultura democratica che consideri le differenze una ricchezza e non una minaccia“.

Necessaria legge e lotta quotidiana al (cyber-)bullismo

Non è la prima volta che accadono episodi del genere, alcuni dei quali si sono già conclusi in modo tragico: Andrea, il ragazzo che amava vestirsi di rosa, forse gay, fu sbeffeggiato su Facebook, fino a quando non decise di togliersi la vita.

“Positiva - ha perciò spiegato Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico, nonché grande esponente della comunità LGBT - è senz’altro la reazione, immediata, della scuola e del preside: bisogna tuttavia contrastare quotidianamente il dilagante bullismo omofobico e lesbofobico, una cultura che giustifica e istiga alle discriminazioni“.

Forte e chiaro, infine, il monito di Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante della Privacy:

“Quanto accaduto nel Liceo classico ‘Asproni’ di Nuoro dimostra come sia importante sensibilizzare i giovani ad un uso responsabile dei social network. Dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a frequentare le piazze mediatiche senza nuocere a se stessi e agli altri“.

Evitare che gli studenti e qualsiasi utente abusino di internet è importantissimo; più che una limitazione dei contenuti pubblicabili in rete, però, servirebbe un cambiamento nella cultura del Paese, che parta anzitutto dalle aule del nuovo Parlamento.
fonte http://www.downloadblog.it da: MIK

sabato 16 marzo 2013

Lgbt Palermo: «Non siete uomini ma froci» impiegata di banca insulta coppia gay, i due hanno presentato denuncia contro la dipendente


«Non siete uomini, ma froci».
Così una bancaria avrebbe apostrofato una coppia di medici che si era recata in una banca di Palermo per delle commissioni.

A raccontare l'accaduto all'Adnkronos è uno dei due medici, G., 34 anni, pediatra. «Quello che è accaduto è gravissimo – spiega - io e il mio compagno Augusto, un ginecologo, questa mattina siamo andati in banca per un disguido che si era verificato su un assegno e mentre uscivamo dalla filiale nell'area che separa le casse dall'uscita, senza alcun motivo siamo stati aggrediti verbalmente e pubblicamente con ingiurie, in presenza degli impiegati e dei clienti da una dipendente bancaria.

Ci ha detto: “Mi auguro di non avere mai a che fare con due medici come voi, pezzenti, non siete uomini, froci!”».

LA DENUNCIA
A questo punto la coppia ha lasciato la banca sotto choc.
«Non sapevamo come reagire alle offese – dice il pediatra – così dopo essermi consultato con il mio avvocato, abbiamo deciso di presentare una denuncia nei confronti della dipendente.
La citerò in giudizio, sia penalmente che civilmente.
In caso di risarcimento devolverò il ricavato all'Arcigay e alle associazioni che si battono per la causa degli omosessuali.
Non è pensabile che nel 2013 ci sia ancora una omofobia così estesa».

RICAVATO ALL'ARCIGAY
In caso di risarcimento i due medici devolveranno il ricavato all'Arcigay e alle associazioni che si battono per la causa degli omosessuali.

IL SINDACO ORLANDO
Leoluca Orlando, d'accordo con gli organizzatori, ha invitato i due professionisti a partecipare sabato alla conferenza stampa di presentazione del Pride nazionale.
«Ci sono esperienze di vita quotidiana che testimoniano l'omofobia del quotidiano meglio di qualsiasi ricerca - ha detto il sindaco - può esserci un semplice invito che testimonia la solidarietà meglio di qualsiasi parola».
fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2013/14-marzo-2013/non-siete-uomini-ma-frociimpiegata-banca-insulta-coppia-gay-212187741732.shtml

venerdì 15 marzo 2013

Lgbt: La lettera aperta di una mamma lesbica a Rita Dalla Chiesa


Sull’onda emotiva e di disappunto sollevata dalle dichiarazioni azzardate di Rita Dalla Chiesa, Silvia Nespoli, un’esponente delle famiglie Arcobaleno, ha scritto una lettera aperta alla nota conduttrice intitolata: Anche noi vi tolleriamo. Fin troppo!

Proprio ieri, sul nostro blog, Daniela Tomasino, presidente di Arcigay Palermo, spiegava come e quanto la leggerezza di una dichiarazione (mettere in dubbio l’adozione, e il ruolo genitoriale, da parte di coppie gay) rilasciata durante una trasmissione tv, davanti a milioni di spettatori, a titolo personale, senza alcuna evidenza scientifica, possa incidere nella vita di molte famiglie, come quella della Nespoli, che sottolinea gli studi al riguardo e fa riferimento al quotidiano.

Scrive Silvia Nespoli:
"Ma non lo dico io signora Rita, lo dicono anni ed anni di studi fatti da psicologi, psichiatri, pedagogisti.
Ma per rendersene conto basterebbe, anche solo per un momento togliere i paraocchi e guardare oltre i propri pregiudizi.
Basterebbe rendersi conto che i figli delle coppie gay esistono già e sono tantissimi.
E mentre voi continuate ad attaccarli, loro crescono e diventano gli adulti di domani. Peccato che nessuno mai li voglia ascoltare.
Certo è molto più facile chiudere gli occhi e puntare il dito."


Ricordiamo che in altre occasioni Rita Dalla Chiesa si è dimostrata gay friendly e ha più volte ribadito la sua posizione, anche riguardo il riconoscimento di coppie di fatto, sempre utilizzando lo spazio pubblico offerto dalla sua trasmissione: Forum. Dedicò parte della trasmissione al caso di un telespettatore che non poteva assistere in ospedale il compagno vittima di un incidente.

Come ha dichiarato la Tomasino, le affermazioni di ieri però sono:
"una caduta di stile. Spero che lei capisca la gravità e smentisca, è vittima di una cultura intrinsecamente omofoba, si è affidata con leggerezza a luoghi comuni che ascoltiamo spesso anche in Parlamento."

La Nespoli è dello stesso tono e conclude la sua missiva, con queste parole:
"Signora Dalla Chiesa, se davvero come dice le interessa il bene dei bambini, allora lotti affinché finalmente ci siano leggi che li tutelino.
E provi per un momento a riflettere prima di esternare pensieri che potrebbero ferire proprio i bambini di cui tanto si preoccupa."

fonte http://www.queerblog.it da Daniela Gambino

martedì 12 marzo 2013

Deputati lgbt polacchi si siedono in prima fila al Parlamento per dire no all’omofobia di Wałęsa


Anna Grodzka, la prima deputata apertamente transessuale della Polonia, e Robert Biedron, primo deputato gay dichiarato nel paese, si sono seduti in prima fila nel Parlamento per mostrare la loro opposizione alle parole dell’ex presidente della Polonia, nonché Premio Nobel per la Pace 1983, Lech Wałęsa.

Come ricorderete Wałęsa, riferendosi ai diritti delle persone lgbt, ha recentemente sostenuto che non si deve permettere a una minoranza di imporsi alla maggioranza. Inoltre ha detto che secondo le persone lgbt presenti in Parlamento dovrebbero sedersi non all’ultimo posto, ma addirittura dietro un muro.

Di queste sue affermazioni ne va fiero e non intende chiedere scusa, perché secondo lui il 95% dei polacchi la pensa come lui.

Ma Anna Grodzka e Robert Biedron non si sono certo lasciati intimidire e per questo si sono seduti in prima fila nel Parlamento polacco, con il chiaro intento di dare visibilità all’intera comunità lgbt del paese.

Nel loro gesto simbolico i due deputati sono stati sostenuti dal loro partito che ha riassegnato i posti in Parlamento ai suoi deputati, mettendo Grodzka e Biedron su scranni molto più visibili.
In tal modo il partito ha anche mostrato il suo sostegno alla diversità sessuale e ha condannato la discriminazione promossa da Lech Wałęsa.
fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo Via | Universo Gay Foto | Getty

lunedì 4 marzo 2013

Lgbt Polonia: Lech Walesa, premio Nobel per la Pace, contro le unioni gay.


Secondo l'ex sindacalista e attivista per i diritti umani, i parlamentari omosessuali dovrebbero inoltre sedere nelle ultime file del Parlamento o "addirittura dietro a un muro"

L'ex leader di Solidarnosc, Lech Walesa, ha messo i paletti alle unioni civili per i gay in Polonia: "Devono sapere, che sono la minoranza e che devono accontentarsi e non ambire ai vertici", ha dichiarato l'ex presidente polacco (1990-1995) e Premio Nobel per la Pace, ieri sera, in un'intervista all'emittente polacca Tvn 24.

Secondo l'ex sindacalista e attivista per i diritti umani, i parlamentari omosessuali dovrebbero inoltre sedere nelle ultime file del Parlamento (che nel frattempo conta un gay dichiarato e un transessuale), o "addirittura dietro a un muro". Le stesse manifestazioni di gay e lesbiche non dovrebbero svolgersi nel centro delle città, ma in quartieri periferici: "Non voglio che questa minoranza, con la quale non sono d'accordo, vada nelle strade e confonda le idee ai miei bambini o nipoti".

E' sempre caldo il dibattito sulla legalizzazione delle unioni per coppie dello stesso sesso nella cattolicissima Polonia, mentre i deputati a Varsavia hanno di recente respinto tre proposte di legge che miravano a introdurre le civil partnership per le coppie gay nel paese.
fonte http://www.today.it

giovedì 21 febbraio 2013

Lgbt Elezioni Politiche: Lo spot omofobo di Fratelli d'Italia: ''Non votate con il culo''


I candidati alle politiche di Fratelli d'Italia in Veneto postano un video su youtube che rivede l'esibizione sanremese della coppia omosessuale Stefano e Federico.

"Siamo all'omofobia elettorale. Il video non solo è di cattivo gusto, ma è chiaramente offensivo verso i gay" dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.

"Adesso vedremo cosa avrà da dire Giorgia Meloni, se questa è la linea politica e di comunicazione che Fratelli d'Italia vuole adottare nei confronti degli omosessuali.

L'omofobia è una brutta malattia, farla entrare in parlamento è ancora peggio" conclude. A stretto giro arrivano le scuse della fondatrice del movimento: "A nome di Fratelli d'Italia chiedo scusa per il video-parodia, di pessimo gusto, realizzato in maniera autonoma da alcuni esponenti padovani e solidarizzo con le persone e le associazioni che si sono sentite offese. Ribadiamo la nostra ferma condanna per ogni specie di omofobia"
fonte http://video.repubblica.it

mercoledì 20 febbraio 2013

Lgbt New York: Predicatore omofobo in metropolitana, ma un gay risponde


Ok, immaginate di essere in metropolitana.
Capita spesso, a Milano, che ci siano persone che cantano chiedendo l’elemosina, uno spicciolo o camminando tra i vagoni a domandare un aiuto per la giornata.
C’è chi ascolta e li aiuta e chi non alza nemmeno la testa dal proprio telefono o dalla rivista che stanno sfogliando.
Questo video, invece, dimostra un fatto decisamente più curioso.

Su una metropolitana di New York, un predicatore improvvisato inizia, a voce alta, una arringa contro i gay.
Gli omosessuali sono malati, sono un abominio della natura e via dicendo.
Ogni possibile offesa verso il mondo Lgbt viene esternato senza alcun timore.
La gente si guarda intorno impacciata, ignora le parole e mentalmente attende che quest’uomo scenda dal vagone.
Fino a quando qualcuno perde la pazienza…

Dopo pochi minuti, un uomo, che si dichiara apertamente gay, decide di non accettare più queste offese e replica allo sconosciuto.
Gli risponde a voce alta, afferma con orgoglio di essere omosessuale e di non sentirsi affatto diverso:

Sono un brav’uomo, sono gay e Gesù mi ama. Gesù ama anche me!


E scatta l’applauso dei presenti mentre il predicatore omofobo scende.
Qui sotto il video
fonte http://www.queerblog.it da Alberto Graziola

sabato 26 gennaio 2013

Lgbt: Paolo Villaggio e la dichiarazione shock sui gay, poi puntualizza: "Voto Beppe Grillo"

Paolo Villaggio ospite ai microfoni di Radio 24 rivela durante la trasmissione “La Zanzara” la sua preferenza politica orientata verso Beppe Grillo e la sua opinione verso l’omosessualità che vede come “una deviazione“.

IL CASO
Grande show di Paolo Villaggio, classe 1932, ospite a “La Zanzara” su Radio 24:
“Si tratta di una deviazione non desiderata e La Russa dovrebbe sapere che l’omosessualità non è una scelta ma ci si nasce” e ancora:“Quando La Russa dice che i figli di coppie gay diventano omosessuali è abominevole perché i figli di coppie gay non corrono alcun rischio.
È un retaggio terribile del cristianesimo impietoso che li bruciava vivi”.
Fin qui, sembra che l’attore di Genova abbia tutta l’intenzione di difendere la naturalezza dell’orientamento sessuale ma poco dopo aggiunge:
“Se uno fosse un vero cristiano dovrebbe capire questa deviazione che si chiama omosessualità.
Non è una condizione che scelgono loro.
Il rapporto tra omosex non è niente, è un vizio come andare coi transessuali”.


Quindi, secondo Villaggio, l’amore gay non esiste è un vizio come il sesso a pagamento, le slot machines, i sigari e il Cuba Libre.

Ma che fine ha fatto il Paolo Villaggio che faceva dell’ironia contro il razzismo di Borghezio?
Forse la comunità Lgbt direbbe questo in merito alle considerazioni dell’attore?

ELEZIONI
In conclusione, Paolo Villaggio ha svelato la sua opinione su un altro orientamento, quello politico, spiegando che voterà per il Movimento 5 Stelle:
“Chi voterò? Voterò Grillo perché lo accusano di fare antipolitica ma è l’unico che si interessa al futuro dell’umanità.
Invece, la casta politica vive solo in funzione della casta”.
E della sinistra cosa pensa? “Bersani non mi piace mentre Berlusconi è un grande imprenditore che è sceso in politica perché lo stavano facendo fuori.

Sono suo amico ma adesso non si può più credere in quello che propone, è una cosa marcescente, imbarazzante”.
E sui tempi andati aggiunge: “Io ero maoista ma mi sono reso conto che il comunismo è stato il più grande fallimento della storia dell’umanità, peggio della Chiesa. Insieme al Vaticano hanno fermato il corso dell’umanità per duemila anni.
È stato un dramma, vedi Cuba”

fonte http://www.giornalettismo.com di Alessandra Cristofari