giovedì 11 marzo 2010

23 marzo, una data che non dovrebbe passare in sordina per i diritti della comunità lgbt


Il 23 marzo la Corte Costituzionale decide sul divieto di matromonio civile per le persone dello stesso sesso.
Nocera Terinese (Cz), 10/03/2010 (informazione.it - comunicati stampa) Il Partito Radicale, da sempre in difesa della laicità dello stato e dei diritti civili, si è occupato di temi spesso scomodi per la politica bacchettona o serva di logiche clericali ed estremiste. Riccardo Cristiano candidato della Lista Bonino Pannella alle elezioni regionali nella circoscrizione di Catanzaro e Cosenza, fa il punto della situazione sull'avvicinarsi del 23 marzo, giorno in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’incostituzionalità del divieto di matrimonio per le persone dello stesso sesso.
“Come coordinatore per la Calabria dell'associazione Radicale Certi Diritti, -ha dichiarato Cristiano- credo fermamente in una legiferazione in merito, che equipari dal punto di vista legale, le unioni di persone che scelgono liberamente di convivere, siano essi due uomini, due donne o un uomo e una donna. E' impensabile che in un paese come il nostro, che ha l’ardire di dichiararsi avanzato, democratico e attento ai diritti delle persone, esistano ancora dei "fantasmi giuridici" tali da rendere invisibili e privi di diritti cittadini come tutti gli altri e non vale neanche più la pena prendersi la briga di porre l’accento se etero affettive oppure omo affettive. Questi ultimi si vedono negare diritti essenziali come l'assistenza in ospedale da parte del compagno/a o la negazione della possibilità di succedere in caso di decesso, o molto semplicemente accedere all’ancora diffuso negozio giuridico del matrimonio civile. In proposito: dica Loiero in che modo si è occupato negli ultimi cinque anni in merito alla tutela delle persone esposte alla violenza dell’omofobia. In Calabria, ad esempio, unico Comune d’Italia, Polistena (Rc), ha approvato un regolamento contro le discriminazioni sessuali e l’ente si è dichiarato apertamente AMICO della comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali); cosa ne pensa il candidato Loiero della possibilità di istituire un regolamento sulle discriminazioni sessuali a livello regionale? Sa che in proposito è da qualche tempo depositata una proposta di legge e l’ha fatto un autorevole esponente del suo partito, completamente ignorato? E ancora, il candidato a Presidente dello schieramento di destra, Scopelliti, è informato che fra i suoi concittadini potrebbe esserci qualcuno come l'esponente di GayLib,(gay e lesbiche di centrodestra) Enrico Oliari per l’appunto, che chiede anch'egli il riconoscimento di diritti inviolabili presenti negli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione? Cosa ne pensa? Con Callipo alla presidenza della regione Calabria il problema di risolvere la riluttanza al dialogo, al ragionamento, la disponibilità a rimuovere ogni impedimento nella società che permetta a tutti i cittadini di esprimere liberamente se stessi è automaticamente risolto poiché ha già dimostrato, Callipo, di voler e saper parlare con tutti e per i diritti i tutti. Se ne tenga ben conto il 28 e il 29 di marzo, prima di recarsi al seggio per esprimere il voto.

Riccardo Cristiano, candidato nella circoscrizione di Catanzaro e Cosenza per la lista Bonino – Pannella.
riccardocristiano@libero.it
fonte informazione.it

Superare la Paura del Rifiuto


Ti ricordi di quella festa in cui avevi adocchiato quella ragazza davvero carina e che avresti tanto desiderato conoscere ma alla fine non hai trovato il coraggio per andare da lei e presentarti? O di quell’altra ragazza che vedevi sempre alla fermata dell’autobus ma ogni volta che volevi rivolgerle la parola ti si bloccava la lingua?

Beh, devi sapere che questa comunissima forma di blocco, spesso attribuita alla timidezza, è in realtà causata dalla paura del rifiuto. Quindi è una questione di orgoglio che colpisce un po’ tutti gli uomini, anche quelli che di natura sono meno orgogliosi.

Come avrai notato dalla tua esperienza, in tali situazioni il cervello inizia a formulare una serie di SCUSE per giustificare questo tuo blocco e per frenarti dal prendere l’iniziativa (es. non è il momento giusto, qui c’è troppa gente, la musica è troppo alta ed è difficile conversare, le ragazze come quella certo non si filano uno come me, ecc.). Ma senza iniziativa, come pensi di avere successo? E’ come se sperassi di vincere la lotteria senza aver acquistato neanche un biglietto!

Allora la prima cosa che devi fare per superare la paura del rifiuto è cambiare la tua concezione di rifiuto e di successo/insuccesso. Quello che l’uomo comune interpreta come rifiuto o insuccesso, per il Seduttore Vero è uno stimolo a fare meglio. Quindi per lui non c’è nessun trauma e nessun blocco, anzi ogni rifiuto è uno sprone a tentare un nuovo approccio. Anche le statistiche di successo possono essere interpretate in modo molto soggettivo. Ad esempio, sarebbe così traumatico per il tuo ego se il 90% delle ragazze che approcci in una sera rifiutassero l’invito a bere qualcosa insieme a te?

Se hai risposto sì, pensaci bene: basterebbe che in una sera approcciassi 10 ragazze per avere, statisticamente, la possibilità di conoscere una nuova ragazza ogni sera. Bada bene, non ti sto consigliando di provarci a casaccio con l’intero mondo femminile con la speranza di ottenere qualche risultato “sul numero”: volevo solo farti osservare come la nostra mente tenda a filtrare la realtà e a farcela vedere peggio di come è realmente in modo da giustificare le nostre paure.

Ecco allora qualche consiglio per superare la tua paura del rifiuto:

Metti da parte per un attimo il tuo orgoglio e non preoccuparti per la tua autostima: ai primi successi salirà alle stelle!

Elimina le scuse dai tuoi pensieri (ora che sai che sono scuse ti sarà più facile riconoscerle e domarle!).

Non esitare: più aspetti più dai tempo alla tua voce interiore di formulare scuse.

Non avere l’aspettativa del successo e non focalizzarti sul risultato: in questo modo ridurrai anche l’ansia da prestazione.

In caso di rifiuto, non farne una questione personale: possono esserci mille motivi (che non dipendono da te) per cui lei rifiuta di intrattenersi con te (es. ha fretta, è la sua giornata no, è fidanzata o sposata, sta aspettando qualcun altro, ecc.).

Vedi il “rifiuto” come uno stimolo a migliorarti: c’è qualcosa di diverso che potresti fare/dire la prossima volta per aumentare le tue probabilità di successo?

Oltre alla “teoria” sarà comunque fondamentale un buon allenamento pratico. Ecco qualche idea:

Inizia con una situazione più facile: ad esempio parlare ad una festa con una ragazza che non conosci (ma con cui probabilmente hai delle amicizie in comune), ti risulterà sicuramente meno “azzardato” rispetto ad attaccare discorso per strada con una perfetta sconosciuta.

Esercitati ad iniziare una conversazione con persone che non conosci (anche per chiedere semplicemente un’indicazione stradale).

Esci con un tuo amico che si trova nella tua stessa situazione e fate a gara a chi attacca discorso con più donne.

E se sei ancora titubante, pensa che in fin dei conti sono meglio 1000 rifiuti piuttosto che il rimorso di esserti lasciata scappare l’occasione della tua vita!
fonte seduzionevera

Cinema "I love you Phillip Morris"



I love you Phillip Morris - Colpo di fulmine. La Lucky Red spiega le motivazioni della sparizione dell'elemento gayCineblog ha intervistato Francesca Capobianchi, Marketing Manager della Lucky Red, in merito allo stravolgimento della campagna pubblicitaria del film I love you Phillip Morris che, ricordiamo, in italiano uscirà con il titolo Colpo di fulmine - Il mago della truffa. Vi invitiamo a leggere l’intervista per intero, intanto ecco due assaggi che riguardano l’aspetto più prettamente gay:
Cosa ci può dire in merito alla scelta di rimontare il trailer in modo che la storia d’amore fra i due protagonisti resti in secondo piano e - anzi - sembri quasi che Jim Carrey scelga di farsi passare per gay solo al fine di mettere in atto una delle sue colossali truffe?
Il film è una commedia brillante oltre che una storia d’amore, ci sono un sacco di gag molto divertenti. Abbiamo cercato di spingere maggiormente sul versante della commedia, perché crediamo che possa richiamare più persone al cinema. Del resto non si può raccontare l’intera storia di un film in un trailer. Non siamo una Onlus e naturalmente ci piacerebbe che il film venisse visto da quante più persone possibile.

Non crede che in questo modo si corra il rischio che qualcuno possa rimanere deluso? Il trailer è fuorviante […]
Il film è molto bello e il pubblico ne uscirà comunque soddisfatto, non ci preoccupa che qualcuno possa restare deluso. Si è parlato molto delle tematiche di questo film, tanto su periodici e quotidiani, quanto on-line su siti come Cineblog, così come in televisione. È stato dato molto risalto alla pellicola, perciò si suppone che il pubblico sia informato e preparato.
Da apprezzare, senza dubbio, la sincerità della dottoressa Capobianchi nell’ammettere che loro intento è che il film guadagni bene. Ma proprio per questo, credo, che una campagna più sincera e un trailer meno ingannatore sarebbero stati migliori.

Dopo queste dichiarazioni della Lucky Red, che idea vi siete fatti del film? Andrete a vederlo?
fonte queerblog

mercoledì 10 marzo 2010

‘Will & Grace’: Jack dopo tanto tempo si dichiara gay.


Sean Hayes ha finalmente fatto coming out. Infatti tramite la celebre rivista gay Advocate Hayes ha confessato la propria sessualità, dopo averla nascosta e taciuta per anni, smentendo sempre e comunque le voci che lo volevano omosessuale, esattamente come il celebre personaggio interpretato in tv. Dopo aver vestito per quasi un decennio i panni di Jack McFarland nella sit-con Will & Grace alla fine si è deciso in quanto un po’ per privacy un po’ per timore di rimanere ingabbiato in un unico personaggio, l’attore ha sorvolato per anni sulla celebre domanda, fino all’apertura inattesa di oggi.
fonte gaynews

Stati Uniti“Sono gay, ma voterò contro i diritti degli omosessuali”


Stati Uniti“Sono gay, ma voterò contro i diritti degli omosessuali”

Strana storia, quella del senatore americano Ashburn. Dopo essere stato pizzicato ubriaco per le strade di San Francisco, dopo che le voci e i pettegolezzi sulla sua vita notturna hanno iniziato a farsi sempre più insistenti, è uscito allo scoperto: “si, sono gay”.

s ROY ASHBURN GAY large Sono gay, ma voterò contro i diritti degli omosessualiRoy Ashburn è un senatore repubblicano eletto nello Stato della California, nel distretto di Bakersfield. Conservatore modello, ha da sempre votato contro qualsiasi misura che prevedesse diritti per i gay, ed anzi ha appoggiato tutte quelle misure volte a contenere e limitarne le vittorie raggiunte nel passato. Lo scorso anno si è perfino opposto a una proposta di legge che voleva istituire una giornata in onore di Harvey Milk, attivista omosessuale ucciso nel 1978. L’associazione Equality California ha valutato Ashburn come il peggior politico californiano in fatto di diritti civili – ex aequo con molti suoi colleghi.

L’UOMO – Cinquantacinque anni, quattro figli, profondamente cristiano. Ecco come si è presentato di fronte ai suoi elettori, che lo hanno fatto vincere riportando un democratico in un collegio storicamente legato al partito democratico. Ma la sua vita non è proprio quell’esempio di probità repubblicana che ha disegnato per la sua campagna elettorale. Trovato alla guida di una vettura comunale ubriaco, dopo una notte passata a frequentare locali gay, Roy Ashburn ha dovuto fare outing con i suoi concittadini.

“SI’ SONO GAY” – Su una radio locale di simpatie repubblicane l’outing del senatore: “Sono gay, queste parole sono state così difficili da dire per molto, molto tempo”, ha iniziato, senza più sorprendere molti, viste le voci che si rincorrevano da giorni, “mi sono sentito in dovere di parlarne ora che ho oltrepassato un limite. Ho trasgredito la legge e messo delle persone in difficoltà, e devo dunque delle spiegazioni a tutti voi.

DIMISSIONI? NO GRAZIE – Ashburn non pensa minimamente a dimettersi, e rassicura i suoi elettori che continuerà a votare secondo quello che ritiene la maggioranza del suo distretto: conservatore, cattolico, e intransigente nei confronti degli omosessuali. Chiede solo un favore a chi lo ha eletto: “pregate per me”.
di Stefano Marucci
fonte giornalettismo

Aids. Nuova scoperta e in Italia gli under 18 vogliono fare il test


Aids. Nuova scoperta e in Italia gli under 18 vogliono fare il test


Aids. Nuova scoperta e in Italia gli under 18 vogliono fare il test Per fortuna ci sono giovanissimi che cercano di tutelarsi nei rapporti sessuali e chiedono di fare il testo dell’Hiv. Ma per la maggioranza di loro, quando intendono agire da soli, senza l’aiuto dei genitori, sorgono dei problemi. Secondo una ricerca promossa dall’Istituto superiore di Sanità e dalla Consulta delle associazioni per la lotta all’Aids, un gruppo di ventinove organizzazioni tra le quali Arcigay, Circolo Mario Mieli, Gaynet, un centro diagnostico su cinque apre loro le porte per sottoporsi al test. Il problema per le strutture sanitarie è che, essendo minorenni, serve il placet dei genitori. Si restringe a un centro su tre, l’anonimato ai minori, ovvero eseguire il test senza l’ausilio della ricetta medica o un documento di identità.

Con questa spada di Damocle, molti minori si scoraggiano e, con molta probabilità si allontanano da una prevenzione che dovrebbe stare a cuore a tutti. Dovrebbe pensarci il Ministero della Salute e magari fare in modo che ogni minore possa accedere alle strutture sanitarie per sottoporsi al test, garantendo anche l’anonimato o accogliendoli tranquillamente senza mettere di mezzo cavilli e burocrazia.

Da parte dei ricercatori, intanto, continua la ricerca per debellare il terribile virus. L’equipe di Kathleen Collins, dell’università del Michigan, ha scoperto che il virus dell’Aids, può nascondersi nel midollo osseo, al riparo dai medicinali antiretrovirali. Negli anni i “nascondigli” del virus scoperti sono stati tanti, nel midollo ma anche nel sangue periferico, nella milza o nel’intestino. Anche le cellule progenitrici del sistema immunitario sono state individuate recentemente come probabili rifugi del virus Hiv. Lo studio è stato pubblicato su Nature Medicine.
Scoprire questi “nascondigli”, dicono quelli dell’equipe dell’Università del Michigan, potrebbe essere un passo importante per debellare definitivamente il virus. Oggi, i sieropositivi hanno una vita normale grazie alle terapie retrovirali, sempre più efficaci e importanti.
fonte
Questa nuova scoperta è una nuova speranza per milioni di persone, ma serve anche e soprattutto la prevenzione attraverso la protezione con i preservativi durante i rapporti sessuali e i test in centri sanitari. Da noi, per fortuna sono molte le associazioni, le strutture sanitarie, i circoli omosessuali che aiutano le persone ad affrontare il problema e ad aiutarli anche per sottoporsi a un semplice test che potrebbe salvare tanti da una feroce disperazione.

Torniamo a scriverlo: molti, troppi omosessuali sembrano aver dimenticato che l’Aids è un virus non ancora debellato; occorre l’uso del preservativo, occorre coscienza anche nel fare sesso, non ci si può rovinare per un pomeriggio o una sera di piaceri. Molti, troppi omosessuali oggi dimenticano che il sesso senza protezione è un rischio alto, che potrebbe avere conseguenze rovinose. Impariamo da questi giovanissimi che vogliono fare il test e che vogliono fare sesso. Ma sicuro!
fonte queerblog

Canditati gay, lesbiche e transessuali alle prossime elezioni regionali


L’elenco dei canditati gay, lesbiche e transessuali alle prossime elezioni regionali

l’elenco dei canditati gay, lesbiche e transessuali alle prossime elezioni regionali.

Il voto arcobaleno assume particolare importanza per il prossimo appuntamento elettorale perché è atteso, per il 23 marzo prossimo, il pronunciamento della Corte costituzionale sulla legittimità, o meno dei matrimoni gay in Italia. E’ prevedibile che, qualunque decisione sarà presa dalla corte, entrambi gli schieramenti si pronunceranno sull’argomento.

E sono numerosi, anche se siamo ancora lontani dagli standard europei, i candidati gay visibili tutti concentrati in partiti di centro-sinistra o nei. Lega e Pdl, a meno di sorprese dell’ultima ora, non hanno nessun omosessuale o lesbica o transessuale visibile nelle proprie liste.

Tra i volti noti della politica sono candidati Nichi Vendola per Sinistra e Libertà a presidente della regione Puglia, Franco Grillini, ex deputato ed ex presidente di Arcigay, capolista dell’Italia dei valori in Emilia romagna e in liste in Lombardia, Alessandro Zan, consigliere comunale di Padova che ha ottenuto l’iscrizione delle coppie gay come famiglie anagrafica, in Veneto, e il militante gay Enzo Cucco per la Lista Bonino Pannella in Piemonte.

Il Pd, per parte sua, candida Cristiana Alicata in Lazio.

Sinistra ecologia e libertà, ancora, candida l’attivista per i diritti civili Saverio Aversa e il giovanissimo Gabriele Strazio, tra i collaboratori di Gay.tv, in Lombardia. Per Idv si presenta in Veneto Daniel Casagrande, direttore del Queer Lion, il premio al miglior film gay al festival del cinema di Venezia.

Il gruppo più nutrito di candidati gay è nelle liste dei radicali, che con Certi Diritti in collaborazione con la Rete Lenford, hanno portato la questione del matrimonio gay all’attenzione della Corte costituzionale.
I candidati radicali sono: Chiara Bonora e Paola Montermini in Emilia romagna, Riccardo Cristiano in Calabria, Aldo Gufanti, Luca Piva e Francesco Poirè in Lombardia, Roberto Mancuso in Puglia, Marco Marchese in Calabria, Sergio Rovasio in Lazio e Francesco Zanardi, della coppia gay che nei mesi scorsi ha fatto lo sciopero della fame per il matrimonio gay, in Liguria.
L’unica transessuale in lista, per i Verdi, è Valentina Canepa, già “camallo” al porto di Genova in Liguria.
fonte yourgossip

martedì 9 marzo 2010

Vietato discriminare gli omosessuali nella nostra Pubblica Amministrazione


Vietato discriminare gli omosessuali nella nostra Pubblica AmministrazioneChissà se piacerà anche a Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, questa nuova legge che, passati i canonici tempi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale diventerà operativa e obbligatoria; ovvero che sarà vietato nella Pubblica Amministrazione ogni tipo di discriminazione verso le persone omosessuali. Molte le cose che ci dividono da lui ma credo che su certi argomenti l’intesa è possibile e fattiva.

Una cosa è certa, e riguarda sia il ministro, sia i dirigenti e tutte le persone preposte al funzionamento della mastodontica macchina della PA: l’orientamento sessuale non può essere elemento discriminante. È certo che non basterà una legge, perché a questa va coniugata una informazione e una sensibilizzazione che riguarderà tutti i soggetti impegnati, ma che esista questo spazio di tutela e garanzia per le persone omosessuali nell’ambito della Pubblica Amministrazione , è cosa buona e utile. Spiega Antonio Rotelli, avvocato della Rete Lenford:
Da quando entrerà in vigore con la pubblicazione in gazzetta ufficiale si potrà far conto anche sull’articolo 21 di questa nuova legge per difendere le persone omosessuali dalla discriminazione nei luoghi di lavoro pubblici. Secondo il nuovo testo di legge le pubbliche amministrazioni devono garantire: “parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché l’assenza di ogni forma di discriminazione, anche in base all’orientamento sessuale del lavoratore, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro".

Innescata la buona novella, quel che esce dalla porta rientra dalla finestra. Tanti hanno sentito della discussione e delle diatribe sul nuovo arbitrato che va a toccare l’articolo 18, ovvero il diritto processuale del lavoro, là dove il giudice, in caso di controversia tra il lavoratore e il suo datore di lavoro, viene accompagnato da una nuova figura che avrà diritto di giudizio. Per sedare gli animi, chi ha proposto e portato avanti la legge, ha spiegato che si tratta di una soluzione duplice, ma il rischio che l’arbitrato può considerarsi obbligatorio ci sta tutto. E lo spiega, per dipanare altri dubbi l’avvocato di Rete Lenford Antonio Rotelli:

“C’è delusione invece per le modifiche che il testo della nuova legge apporta ai diritti dei lavoratori, soprattutto nell’ambito del diritto processuale del lavoro essendo stati introdotti criteri che rischiano di rendere difficile se non impossibile il ricorso al giudice –introducendo un arbitrato che può considerarsi obbligatorio-, ed essendo stati ridotti i tempi per agire in giudizio per diverse tipologie contrattuali. Infine, avendo introdotto quella brutta disposizione che consente di assolvere l’obbligo scolastico sostituendolo con l’apprendistato”

Per non apparire sempre bastian contrari quel “collegato lavoro” è una cosa buona, una legge di favore verso gli omosessuali che operano nella nostra PA; poi, se andiamo a scavare come novelli archeologi dei diritti, ci può venire in mente che quel che ci destinano sono bruscolini da happy hours, spesso mollicci, riscaldati più volte, che odorano di tutto men che di quello per cui sono stati creati.

Però, certamente, il lamento da quaresima poco serve. È’ un buon passo questa legge; piccolo ma utile passo per tornare in sede legislativa a discutere di omofobia in tutti i suoi gangli e far ragionare i legislatori su una Europa mistificata da una insolvenza su tanti diritti civili e di tutela che riguardano i cittadini lgbt italiani.

A proposito, ministro Brunetta, che fine ha fatto la sua legge sulle coppie di fatto, firmata con il suo collega, ministro Rotondi? Non piaceva a nessuno, certo, ma poteva vantare un primato rispetto agli omologhi dell’opposizione: una legge di destra, formato coppie omosessuali. E invece il silenzio. Peccato!
fonte queerblog

Cinema "Milk"Attivista del movimento dei diritti degli omosessuali


MILK
Attivista del movimento dei diritti degli omosessuali. Amico. Amante. Unificatore. Politico. Combattente. Icona. Ispiratore. Eroe. La sua vita ha cambiato la storia, e il suo coraggio ha cambiato la vita di tante persone.
Nel 1977, Harvey Milk è stato eletto supervisor (consigliere comunale) a San Francisco, divenendo il primo omosessuale dichiarato ad avere accesso a una importante carica pubblica in America. La sua vittoria non è stata solo una vittoria per i diritti dei gay, ma ha aperto la strada a coalizioni trasversali nello schieramento politico. Harvey Milk ha incarnato per molti – dagli anziani agli iscritti al sindacato – una nuova figura di militante per i diritti civili; e con la sua morte prematura, avvenuta nel 1978, è diventato un eroe per tutti gli americani. Il film Milk ripercorre gli ultimi 8 anni della vita di Harvey Milk.
Milk abita a New York quando compie 40 anni. Convinto di dover dare un senso diverso alla sua vita, decide di trasferirsi col suo compagno Scott Smith (James Franco) a San Francisco, dove insieme aprono un piccolo negozio di fotografia, il Castro Camera, nel cuore di un quartiere popolare che sarebbe presto diventato un punto di riferimento per tutti gli omosessuali d’America. Sostenuto dalla sua adorata comunità di Castro, e da tutta la città, Milk sorprende Scott e se stesso diventando un militante e promotore del cambiamento. Chiede pari diritti e opportunità per tutti, e il grande amore che prova per la città e per la sua gente gli fa guadagnare le simpatie di giovani e aziani, omosessuali e eterosessuali – in un periodo in cui il pregiudizio e la violenza contro i gay sono apertamente accettati e considerati la norma.
Con il fondamentale sostegno di Scott e dei nuovi amici e volontari, Milk si getta a capofitto nelle incerte acque della politica…
fonte cineape

MATRIMONIO GAY: PATANE', LA FAMIGLIA NON E' UNA REALTA' IMMUTABILE


"La famiglia non e' una realta' immutabile, ne' nei tempi ne' nei luoghi. Gia' oggi e' stremamente diversa da com'era 15 o 20 anni fa, basti pensare alla patria potesta' o al divorzio". Punta al concetto di "elasticita'" dell'istituto familiare la relazione di Paolo Patane', presidente nazionale Arcigay, che concludera' a Bologna il seminiario formativo "Il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso", promosso da Arcigay Il Cassero e patrocinato da Comune e Regione Emilia Romagna. Da Bologna, parte la campagna nazionale Arcigay per il matrimonio che coinvolgera' anche altre citta' italiane, in vista dell decisione del 23 marzo della Corte Costituzionale che dovra' decidere sull'ammissibilita' dell'ordinamento italiano circa la legittimita' o meno dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Quattro le attuali ordinanze di remissione degli alla Consulta (provenienti da Venezia, Trento, Firenze e Ferrara) che affrontano il tema di coppie dello stesso sesso che non ottengono dal proprio Comune di residenza la possibilita' di procedere alla pubblicazione di rito prematrimoniale: tutte sollevano con forza il problema del vuoto legislativo italiano in cui le coppie omosessuali si trovano, mentre 20 Paesi europei definiscono gia' per legge la pari dignita' alle famiglie gay e lesbiche. "Spero che il 23 marzo la Corte apra comunque una riflessione su questo vuoto normativo su tutte le coppie di fatto - aggiunge Patane'- in particolare quelle omosessuali". Sul seminario bolognese, intanto, e' gia' polemica. "Alla candidata Anna Maria Bernini che ha parlato di inopportunita' di un convegno come questo in una fase elettorale - ha dichiarato Patane' - replico che si tratta solo di una fase di riflessione avviata da tempo sul percoso del 23 marzo, che nulla ha a che fare con le elezioni. Il mio intervento sara' di tipo giuridico: non ci sono certo candidati che intervengono, ma giuristi". L'obiettivo, assicura Patane' concordando con Bernini, "e' mettere al centro del dibattito la persona: la realizzazione della vita sentimentale e professionale e' infatti fondamentale per la realizzione dell'individuo". Falso problema, o quantomeno mal posto, e'- per il presidente dell'Arcigay - anche quello dell'adozione di figli a coppie omosessuali, nei confronti della quale ha espresso la propria contrarieta' anche il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. "Si tratta solo di una posizione personale, rispettabile ma non condivisbile - conclude Patane' - sono gia' almeno 100.000 i bambini figli di omessuali che vivono all'interno di famiglie omogenitoriali, qual'e' il problema se si tratta di bambini da aiutare che vengono da situazioni difficili?".
Fonte: AGI

lunedì 8 marzo 2010

8 marzo Giornata della donna /Stop "gendercide" evitare che "cielo ci cada addosso"


Giornata della donna,occasione per non dimenticare la violenza....
8 marzo, un'occasione per festeggiare le donne, ma anche per ricordare il significato più profondo di questa ricorrenza, quello di promuovere l'uguaglianza fra i sessi, assicurando innanzitutto alle donne la protezione dalle violenze. La copertina dell'Economist di questa settimana vara un neologismo: il "gendercide", il genocidio di genere. Ovviamente quello femminile: "Uccise, abortite, abbandonate o schiavizzate: milioni di donne sono 'missing', 100 milioni secondo un calcolo effettuato nel 1990 da un'economista indiana, Amartya Sen, e il numero oggi è aumentato. Alla vigilia dell'8 marzo, come ogni anno, emergono dati e statistiche. Che è bene, ogni anno, ricordare. A cominciare dalle violenze domestiche: si contano 5mila donne l'anno uccise "per proteggere l'onore della famiglia", denuncia Navi Pillay, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. "In nome della difesa dell'onore della famiglia, donne e bambine sono uccise a colpi di arma da fuoco, lapidate, bruciate, sepolte vive, strangolate, soffocate o pugnalate a morte a un ritmo stupefacente". La violenza domestica non è appannaggio solo dei paesi poveri, anzi, è in aumento anche nei paesi dove le donne hanno un alto livello di indipendenza economica". Da Save the Children arriva un'altra denuncia: "Ogni minuto una donna muore per cause legate a gravidanza o parto, pari a 536.000 l'anno". E' di appena un punto percentuale annuo - scrive l'ong in un comunicato - la diminuzione del tasso di mortalità materna nel mondo. Circa il 99% dei decessi avviene in paesi in via di sviluppo. "La morte materna non è solo un indicatore negativo delle inadeguate condizioni di salute delle donne ma ha un impatto diretto anche sulla sopravvivenza e benessere dei bambini e su quello di un'intera comunità. Garantire il diritto alla salute delle donne significa dunque garantire più diritti per tutti, come recita il tema di questa giornata internazionale della donna". Nel passare dalla sfera sociale a quella politica, uno studio dell'Unione interparlamentare (Uip) rileva come attualmente la rappresentanza parlamentare media di donne sia del 18,8%, (più 0,5% rispetto all'anno scorso), ma ancora lontana dall'obiettico auspicato dall'Onu del 30%. I paesi che nei loro Parlamenti non hanno che una donna, sono il Bahrein e lo Yemen, alcuni neanche una, come Arabia Saudita, Qatar e Oman. Anche nell'arcipelago di Tonga, in quello delle isole Marshall, nella Papuasia-Nuova Guinea una sola donna siede tra i parlamentari. Alle donne va meglio nei Parlamenti dei paesi nordici: in Svezia (46,4%), Islanda (42,9%), Finlandia (40%) e Norvegia (39,6%). In Italia alla Camera la percentuale è del 17%, 14 al Senato. Se, come diceva Mao Tse-tung, "le donne reggono l'altra metà del cielo", il mondo dovrà fare ben di più di quanto fatto finora "per prevenire un gendercide - citando l'Economist - che potrebbe farci cadere il tutto il cielo addosso".
fonte apcom

Oscar 2010: il trionfo di "The Hurt Locker" Per la prima volta una regista donna vince il premio della regia.


Una pioggia di statuette d’oro per Kathryn Bigelow,proprio nella giornata dedicata alle Donne l'8 Marzo...
A dispetto dell’alta tecnologia, del 3D e della visionarietà di James Cameron, a vincere l’Oscar nelle categorie più importanti è stata l’ex moglie, Kathryn Bigelow. La regista di The Hurt Locker segna così un record importante: è la prima volta nella storia dell’Academy che una donna vince il premio nella categoria Miglior regia. A consegnare la statuetta Barbra Streisand, che aveva già avuto l’onore di premiare Kevin Costner nel 1991 per Balla coi lupi (Miglior film) e Clint Eastwood nel 1993 per Gli spietati (Miglior regia).
L’82esima edizione degli Oscar si è svolta secondo copione, senza cadute né impennate. Presentatori della serata i bravi Steve Martin e Alec Baldwin che hanno divertito platea e telespettatori con la parodia di Paranormal Activity. Toccante è stato l’omaggio a John Hughes (18 febbraio 1950 – 6 agosto 2009), troppo breve il tributo e la standing ovation a Lauren Bacall e Roger Corman, premiati con l’Oscar alla carriera.
Strepitosa l’uscita di Ben Stiller truccato da Na'vi che ha presentato il miglior trucco (“sebbene Avatar non sia neanche nella cinquina”) e premiato Star Trek, che gareggiava contro The Young Victoria e Il divo.
L’Italia ha avuto il suo momento di gloria con il discorso di ringraziamento di Mauro Fiore, miglior direttore della fotografia per Avatar. George Clooney, seduto al fianco di Elisabetta Canalis, sembrava essersi svegliato dal lato sbagliato del letto. L'unico sorriso glielo è riuscito a strappare Vera Farmiga nel presentare, insieme a Michelle Pfeiffer, Julianne Moore, Tim Robbins e Colin Farrell la cinquina dei Migliori attori protagonisti. A ricevere la statuetta dalle mani di Kate Winslet è stato Jeff Bridges che alla quinta nomination è riuscito finalmente ad alzare l’Oscar al cielo e ringraziare, tra gli altri, i genitori e la moglie. Nonostante la delusione dell’esclusione di Charlotte Gainsbourg dalla rosa delle migliori attrici dopo l’incredibile prova che ha dato nell’Antichrist di Lars von Trier (grande assente dalle nomination), ci rallegriamo che sia stata Sandra Bullock a ricevere il premio, per lo meno per aver potuto sentire il suo divertente (e commosso) discorso di ringraziamento. Solo un paio di giorni fa riceveva il Razzie Award come peggiore attrice per All About Steve; ancora nessun attore era riuscito a vincere nello stesso anno un Oscar e un anti-Oscar.
TUTTI I PREMI
Miglior film:
The Hurt Locker
Miglior regia:
Kathryn Bigelow per The Hurt Locker
Miglior attore protagonista:
Jeff Bridges per Crazy Heart
Miglior attrice protagonista:
Sandra Bullock per The Blind Side
Miglior attore non protagonista:
Christoph Waltz per Bastardi senza gloria
Miglior attrice non protagonista:
Mo'Nique per Precious
Miglior sceneggiatura originale:
Marc Boal per The Hurt Locker
Miglior sceneggiatura non originale:
Geoffrey Fletcher per Precious
Miglior film d'animazione:
Up
Miglior film straniero:
El secreto de sus ojos (Argentina)
Miglior documentario:
The Cove
Miglior scenografia:
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar
Miglior fotografia:
Mauro Fiore per Avatar
Migliori costumi:
Sandy Powell per The Young Victoria
Miglior montaggio:
Bob Murawski e Chris Innis per The Hurt Locker
Miglior trucco:
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek
Miglior colonna sonora:
Michael Giacchino per Up
Miglior canzone originale:
Ryan Bingham e T-Bone Burnett "The Weary Kind (theme from Crazy Heart)" per Crazy Heart
Miglior sonoro:
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The Hurt Locker
Miglior montaggio effetti sonori:
The Hurt Locker
Migliori effetti visivi:
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones per Avatar
fonte mymovies

Norma Vasquez è una psicologa femminista spagnola, che studia in particolare la violenza di genere.


Quando la violenza è psicologica

Norma Vasquez è una psicologa femminista spagnola, che studia in particolare la violenza di genere.

Nel 2008 ha condotto uno studio sulla violenza psicologica contro le giovani donne ( Violencia contra las mujeres jóvenes; la violencia psicológica en las relaciones de noviazgo).
Per lo studio sono state intervistate 300 ragazze, di età compresa tra i 19 ed i 29 anni: la scoperta principale della Vasquez è che la metà delle ragazze intervistate “non riconosce neanche” i comportamenti violenti dei propri partners.

Secondo la Vazquez questo avviene perché sia i ragazzi, sia le ragazze sono portati a pensare che la violenza di genere sia quella che comporta degli shock molto gravi per la donna, con necessità di ospedalizzazione, e non pensano che la violenza possa essere anche psicologica, oltre che fisica..
Le ragazze intervistate ritengono che la violenza sia l’effetto di un raptus, di un attacco di follia, ma pensano si tratti più che altro di un ricordo del passato, tipico di quando le donne erano completamente dipendenti, anche economicamente, dai loro mariti. La metà delle ragazze, ha affermato la ricercatrice, non ha individuato nessuno dei comportamenti di violenza psicologica presenti nel questionario, mentre un quarto del campione li ha minimizzati, affermando che “quando si ama, bisogna perdonare”.

Un altro dato statistico che ha evidenziato la direttrice dello studio è che il 40% delle denunce viene fatta quando la coppia ormai non esiste più e l’autore della violenza è solo un ex-fidanzato.

La Vazquez ha ricordato che la violenza psicologica nei rapporti eterosessuali, durante la giovinezza, si manifesta in molteplici modi: insulti, umiliazioni, ridicolizzazioni, pressioni di vario genere, disprezzo, interdizioni costanti, critiche, abbandono e isolamento emotivo, urla, ricatti, minacce, manipolazione, controllo su tutto ciò che viene fatto.
La difficoltà nel rilevare la violenza psicologica nel proprio rapporto di coppia potrebbe essere dovuta ai messaggi contrastanti di amore e violenza presenti nei testi delle canzoni. Forse ascoltare canzoni d’amore sarebbe meglio, conclude la Vasquez, dal momento che l’amore non ha nulla a che fare con la violenza.
Giuliana Proietti
Fonti:Hoy.es Europa press

Nasce il Comitato Nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone omosessuali



Mancano alcune, poche settimane, al pronunciamento della Corte Costituzionale per il 23 marzo, giorno in cui sapremo se il nostro Stato intende far vivere in legalità le coppie omosessuali che si sono rivolte alla giustizia per vedersi riconoscere i propri diritti. La battaglia sul matrimonio omosessuale rappresenta un importante strumento per la crescita sociale e culturale del nostro Paese, e non solo l’ottenimento di un diritto negato ad una minoranza. Bisogna che entriamo in prima persona, con coraggio e determinazione, in questa civile battaglia che può anche non riguardare noi come soggetti, ma è per noi tutti un passo di grande civiltà e democrazia.
Per questo è nato, per la generosa volontà di Sergio Rovasio di Certi Diritti e di Ivan Scalfarotto, Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, il Comitato Nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Per questo, ora, subito, serve l’appoggio di tutti, se davvero vogliamo cambiare qualcosa in questo paese che ci tratta da merce, da apolidi, da persone senza nome. Scrivono a buona ragione i due promotori:
“Questa è una occasione fondamentale per portare il dibattito sul diritto al matrimonio fuori le mura di Tribunali e Istituzioni. Tutto ciò è un compito importante e impegnativo. Ora è giunto il momento di fare il salto di qualità: dobbiamo unirci e attrezzarci per i prossimi mesi in vista dell’imminente pronunciamento della Corte Costituzionale, previsto per il 23 Marzo, affinché vengano colte nel modo migliore tutte le opportunità di parlare all’Italia e alla sua classe dirigente su questo tema. Per questo sono necessarie risorse umane ed economiche consistenti, che vanno molto al di là delle forze di ogni singola organizzazione”.
Nonostante le tante melense dichiarazioni, da parte di politici e detrattori dei diritti lgbt, in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio. Lo Stato, in questo, si è fatto sordo, assente, incapace di trattare milioni di suoi cittadini con equità.

In questi anni, nonostante le dichiarazioni di sindaci, di amministratori locali, regionali, nazionali; di uomini e donne di cultura, del mondo dell’arte e dell’economia, della scienza, tutte e tutti a favore di una regolamentazione per le coppie omosessuali attraverso l’istituto del matrimonio o di un altro istituto equivalente, i legislatori non solo hanno mantenuto un impavido silenzio, ma quando hanno fatto sentire la loro voce è stata un’abiura su tutti i fronti; uno scudo clericale e oscurantista che ha ammazzato ogni speranza di chi pretendeva di essere cittadino anche nei doveri, certo, ma entrando dalla porta principale sui diritti.
Se perderemo questa nuova occasione, passeranno molti anni prima che si possa tornare ad affrontare il tema della legalità e del diritto per le coppie dello stesso sesso. Vincerà un’Italia assurda, povera di democrazia. Saranno altri a raccontarci un mondo dal quale saremo esclusi. Ascoltate le parole di Ivan Scalfarotto e di Sergio Rovasio:
“Ecco perché vi proponiamo la costituzione di un Comitato nazionale, che raccolga tutte le realtà e le singole persone che in Italia credono in questo obiettivo e che vogliono impegnarsi per raggiungerlo. Un Comitato che lavori in assoluta trasparenza per unire paritariamente tutte e tutti coloro che credono in questa battaglia, offrendo uno strumento di lavoro che vada oltre le singole bandiere di associazioni o partiti. E che sappia svolgere quella funzione di continuo stimolo e promozione, che furono la missione vincente della Lega Italiana per il Divorzio e della Lega Obiettori di Coscienza, nei primi anni di lotta per la legge sul divorzio e il riconoscimento dell’obiezione di coscienza”.
fonte queerblog

Gareth Thomas minacciato d'outing durante il World Cup 2007


Gareth Thomas ha partecipato al campionato mondiale di rugby nel 2007 temendo di subire un outing pubblico nei suoi confronti. Ha subito pressioni quasi quotidianamente, in quel periodo. Il rugbista del Galles, che ha fatto uno spontaneo coming out a dicembre, ha ammesso che in quel tempo riceveva telefonate in cui lo spaventavano dicendo che i media avrebbero fatto outing e che sapevano di lui.
Ancora oggi, l’uomo ricorda la tensione e la difficoltà di quelle settimane. Ha infatti detto ad un radio della BBC:

“Ero in stretto contatto con un avvocato per tutto quanto il tempo, proprio perché continuavano ad arrivarmi queste telefonate sulla storia che ero gay e che stava per essere scritto sui giornali. Ero là per rappresentare al meglio il mio paese e per gestire al meglio la mia abilità e il mio lavoro. Tuttavia, certa gente mi minacciava di far scrivere che io ero gay. Non volevo nemmeno farmi vedere pensieroso o preoccupato dalla mia squadra”

Ecco come, ancora ai giorni nostri, l’omosessualità viene usata ancora da certa gente come un’arma, come qualcosa di cui poter essere terrorizzati. Rivelare che qualcuno “è gay” e ricattarlo per telefono, sembra quasi spaventare come se avessi nascosto un cadavere nel Ticino…
fonte queerblog

Pedofilia. Sinead O’Connor: “Se Cristo fosse qui, darebbe fuoco al Vaticano”.


”Se Cristo fosse qui, darebbe fuoco al Vaticano ed io sarei con lui per aiutarlo”. Non usa mezzi termini la cantante irlandese Sinead O’Connor nel condannare il comportamento della Chiesa cattolica di fronte ai casi di abusi sessuali contro i minori e in particolare il vescovo Denis Brennan, che ieri ha fatto appello ai fedeli per delle donazioni straordinarie che consentano alla Chiesa irlandese di affrontare i 10,2 milioni di euro di spese per risarcimenti alle vittime di 48 casi accertati, con 13 processi ancora pendenti. Una richiesta che la O’Connor giudica ”malvagia, incredibile e stupida”, ”un tentativo di manipolare le brave persone cattoliche”.

Da sempre critica nei confronti delle autorita’ ecclesiastiche (nel 1992 creo’ un grande clamore la sua decisione di strappare in diretta una foto di papa Giovanni Paolo II durante lo show tv ”Saturday Night Live”), la cantante – in una lettera inviata ai giornali – ha sottolineato che ”un vero cristiano e’ qualcuno che, in ogni situazione, si chiede cosa avrebbe fatto Gesu’ al posto suo e poi cerca di metterlo in atto. Come puo’ un’organizzazione che agito per decenni solo per proteggere i suoi interessi contro gli interessi dei bambini, sentirsi in diritto di dirci cosa i cristiani dovrebbero fare?”. Nata a Dublino nel 1966, la O’Connor ha conosciuto il successo fra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, per sparire via via dai riflettori in parte anche a causa dell’ostracismo che fece seguito alle sue prese di posizione. Nel 1999 e’ stata ordinata prete da un movimento cattolico indipendente, la Latin Tridentine Church, decidendo di farsi chiamare Madre Bernadette Mary.
fonte "gaynews24"

Pubbliche amministrazioni. Approvata legge contro le discriminazioni


L'articolo 21 del testo tutela le persone omosessuali nei luoghi di lavoro pubblici

Grazie a una nuova legge è vietato qualsiasi tipo di discriminazione nella Pubblica Amministrazione. L'articolo 21 del testo tutela le persone omosessuali nei luoghi di lavoro pubblici.

«È legge il collegato lavoro», lo rende noto l'avvocato di Rete Lenford Antonio Rotelli. «È introdotto presso le pubbliche amministrazioni il divieto di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro».
«Da quando entrerà in vigore con la pubblicazione in gazzetta ufficiale - spiega Rotelli -, si potrà far conto anche sull’articolo 21 di questa nuova legge per difendere le persone omosessuali dalla discriminazione nei luoghi di lavoro pubblici»
«Secondo il nuovo testo di legge le pubbliche amministrazioni devono garantire: "parità e pari opportunità tra uomini e donne, nonché l’assenza di ogni forma di discriminazione, anche in base all’orientamento sessuale del lavoratore, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro"»
Nella lettera c, sempre dell'articolo 21, viene introdotto presso le pubbliche amministrazioni «il "Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni", che sostituisce, unificando le relative competenze, i Comitati per le Pari opportunità e i Comitati paritetici per il fenomeno del mobbing. »
«C'è delusione invece - conclude l'avvocato - per le modifiche che il testo della nuova legge apporta ai diritti dei lavoratori, soprattutto nell’ambito del diritto processuale del lavoro essendo stati introdotti criteri che rischiano di rendere difficile se non impossibile il ricorso al giudice –introducendo un arbitrato che può considerarsi obbligatorio-, ed essendo stati ridotti i tempi per agire in giudizio per diverse tipologie contrattuali. Infine, avendo introdotto quella brutta disposizione che consente di assolvere l’obbligo scolastico sostituendolo con l’apprendistato.»
fonte notiziegay

Vaticano e scandali sessuali


Per il Vaticano non è certo un periodo facile. Dopo il caso di Angelo Balducci e dei prostituti gay è la volta di accuse ancor più gravi legate alla scottante inchiesta tedesca sui preti pedofili.
Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona, in una lettera pubblica ha ammesso di essere venuto a conoscenza di almeno un caso di abuso di un minore avvenuto all'inizio degli anni sessanta nell'ambiente del coro di ragazzi della città, il "Regensburger Domspatzen" ("passeri del duomo").
Ai tempi la stampa tedesca parlò di indizi concreti di abusi da parte dell'allora direttore del coro, oggi deceduto. La diocesi, però, oggi chiede a chiunque fosse stato vittima di eventuali altri abusi di farsi avanti e di denunciare l'accaduto. Sebbene non si abbia ancora alcuna notizia di nuove segnalzioni, il portavoce della diocesi di Ratisbona ha parlato di "sospetti concreti" nei confronti di due religiosi: il predecessore di Georg alla direzione del coro e il direttore musicale della diocesi dal 1964 al 1969. Entrambi, allontanati rispettivamente nel 1958 e nel 1971 e successivamente coinvolti in casi di violenze (sessuali e non) nei confronti di studenti, sono deceduti.
A far subito rimbalzare la notizia sulla stampa internazionale è anche il fatto che dal 1964 al 1993 il coro è stato diretto dal Georg Ratzinger, il fratello di Papa Benedetto XVI. Il religioso però, ha immediatamente dichiarato di non essere mai stato a conoscenza dei fatti denunciati.
fonte gayburg

domenica 7 marzo 2010

Cinema. Hugh Jackman si batte per i diritti civili.


Il regista Lee Daniels candidato agli Oscar con ‘Precious’ ha rivelato alcuni giorni fa che Hugh Jackman reciterà nel suo prossimo progetto ‘Selma’: pellicola drammatica incentrata sulla nascita del Movimento per i Diritti Civili. La cittadina di Selma in Alabama è passata alla storia perchè qui ebbe luogo la famosa marcia con la quale prese il via il Movimento per i Diritti Civili. “E’ un momento storico estremamente importante che vide emergere il leader del Movimento Martin Luther King perciò voglio raccontarlo attraverso la marcia e le successive decisioni prese dal presidente Lyndon Johnson.

E’ anche un viaggio nel cambiamento della mentalità americana, di come un razzista affronta l’evoluzione sociale finendo per affiancare King nella sua lotta”. Daniels spera inoltre di poter dare il via alle riprese in maggio: “In questi giorni sto lavorando moltissimo. Devo finire al più presto la sceneggiatura e sto passando molto tempo a scrivere. Sento di essere stato completamente catturato da questo progetto” ha concluso il regista.
fonte gaynews24

Milano Fashion Week, la Primavera può iniziare


Metttere il sottofondo retrò che la scaltra Arisa ha confezionato certo mette di buon umore, e di questi tempi è impresa non semplice, riuscire a stimolare il Buon Umore! Forse avrebbero dovuto farla recapitare alla lussuosa redazione di Vogue America, all’attenzione esclusiva di Anna Wintour, la diabolica creatrice di tendenze modaiole più potente del mondo. La polemica nasce dalla richiesta a dir poco azzardata di spostare, accorciandola, la settimana della moda di Milano, “compattando” le sfilate in sole tre giornate. Quindi demolire in un battito di ciglia (la leggenda vuole quelle della Wintour lunghissime) l’intera opera di migliaia di persone che attorno all’appuntamento iper organizzato delle sfilate milanesi fa ruotare il lavoro di tutto un anno.

Dopo un compassato silenzio ovino, esplode la voce di un intelligente Diego della Valle (creatore e fondatore del marchio globale Tod’s) che non si piega all’assurda proposta della Wintour. In un’intervista afferma che non sposterà di una virgola il suo calendario, ma più intelligentemente si batte per permettere agli stilisti emergenti di non essere relegati all’ombra mediatica degli ultimi giorni delle sfilate, dato che anche per lui tanti anni fa il trampolino di lancio lo diede alla sua azienda proprio Milano. Al suo iniziale solitario monologo si sono aggiunti altri importanti pilastri del nostro Made in Italy ossia Armani, Roberto Cavalli, Laura Biagiotti e l’intera Camera della Moda.

Risultato? La Wintour arriva a Milano un giorno prima e il calendario delle sfilate segue il programma definito. La cosa che trovo “divertente” è la motivazione che ha spinto Madame Anna a imporre, con il suo solito piglio dittatoriale, ma stavolta inascoltato, questo spostamento, ossia non perdere la notte degli Oscar!


Questa la notizia. La mia riflessione si sofferma sulla Queen of the Dress. Non nego che in ogni modo Anna Wintour mi stia simpatica. I suoi capricci da migliaia di dollari, il carattere irascibile, l’innegabile gusto estetico, l’arguzia di scelte azzeccate e la scaltrezza con la quale riesce da cosi tanti anni a non perdere lo scettro-timone del magazine di moda più costoso del mondo, mi affascinano. Da qui le leggende, la “caricatura” che credo molto veritiera dell’ormai cult movie “Il diavolo veste Prada” dove una bravissima Meryl Streep interpreta in versione cinematografica la vita della “Direttora di Vogue”.

In particolare c’è una frase che l’assistente Anne Hathaway pronuncia durante il film ed è un po’ la domanda che voglio porre a chi sta leggendo: Ma se Miranda (l’alter ego della Wintour) fosse un uomo ci si affannerebbe così tanto nel criticarla e nel considerarla un mostro di crudeltà e arrivismo?
fonte modaemodi-parma,blogosfere,fashiontv

sabato 6 marzo 2010

Spot lesbico per la Hyundai



Durante i recenti giochi olimpici di Vancouver le tv canadesi hanno trasmesso lo spot della Hyundai che vedete qui sopra: un flirt tra due donne lontanissime dagli stereotipi della lesbica camionista. Interessante il messaggio finale che l’intelligenza sta dentro.
In USA lo spot non è stato trasmesso perché ritenuto un po’ troppo fuori le righe, anche se leggero (non mi risulta che sia passato sulle tv italiane). A me sembra uno spot carinissimo.
La Hyundai non è nuova a questo tipo di spot: qui sotto ne trovate uno gay di tempo fà (anche se la qualità del video non è eccezionale).fonte queerblog

In manette un senatore Usa. Contrario agli omosessuali usciva ubriaco da un locale gay!


In manette un senatore Usa. Contrario agli omosessuali usciva ubriaco da un locale gay L’ipocrisia umana, qualche volta, finisce con l’annegare l’ipocrita. Anzi, lo fa zimbello della sua stessa ipocrisia. Roy Ashburn, padre di quattro figli, ci piace anche pensarlo genitore modello, senatore dello Stato della California, è stato arrestato dalla polizia perché trovato in stato di ebbrezza da alcolici alla guida della sua auto. E fin qui, diciamo, nulla da eccepire. Cose del genere accadono negli States come da noi e altrove. Si è però scoperto che Ashburn era uscito dal Faces, notissimo locale frequentato da omosessuali. E che dio lo conservi se un senatore ama trascorrere il suo tempo libero in un bel tempio del divertimento gay.

C’è però chi alla notizia la comunità omosessuale americana si è fatta una grassa grossa risata. Il senatore californiano, infatti, è da molti conosciuto come un politico omofobo; feroce avversario delle battaglie per i diritti civili omosessuali. Andando a sbirciare la sua biografia e come ha votato per leggi che riguardavano la comunità lgbt, sul sito di Project Votesmart.org, si scopre che nei sei anni passati alla Camera Bassa e poi da senatore, non ha perso occasione per mettersi di traverso sulle conquiste lgbt; contrario persino all’Harvey Milk Day. Subito dopo il fattaccio Ashburn ha dichiarato:

“Sono profondamente dispiaciuto per le mie azioni e non offro alcuna scusa per la mia scarsa capacità di giudizio. Assumo la responsabilità completa per il mio comportamento e sono disposto ad accettare le conseguenze di quello che ho fatto. Sono anche veramente dispiaciuto per questo incidente, per l’impatto che avrà su chi mi sostiene e ha fiducia in me – la mia famiglia, i miei elettori, i miei amici e i miei colleghi del Senato”.
Bisogna ammettere che, rispetto a dei nostri parlamentari, l’America ci offre giudizi e prebende un po’ più corrette. Chi sbaglia, ammette e, sincero o no, fa il suo bell’atto di contrizione; poi saranno altri a giudicare. Di certo, alla prossima occasione che avrà sullo scranno una proposta di legge a favore delle persone lgbt, l’omofobo senatore, prima di avversarsi contro ci penserà un po’. Almeno per un certo decoro personale. E per non far tornare a sghignazzare i gay.

Ma Ashburn non è l’unico politico di una politica omofoba, pescato poi ad agire in maniere diverse. Altri senatori, spesso appartenenti ad una destra conservatrice religiosa, pubblicamente fieri avversari delle battaglie vinte o perse della comunità lgbt americana, si sono sputtanati grazie ai loro vizietti. Uno di questi si chiama Larry Craig.

Un altro, della stessa pasta, un certo Richard Curtis fu pescato a fringuellare con un prostituto di 26 anni, nonostante moglie, figli, e una nomea da Dio, Patria e Famiglia. Fu lo stesso a dichiarare: “Meglio essere orfani che avere genitori gay”. Che sfrontatezza!
Mr. Ashburn ora è stato scarcerato dopo aver pagato una cauzione, ma credo che il suo nuovo inferno ora passa tra le mura domestiche dove dovrà spiegare tante cosucce. E anche ai suoi “casti” elettori.
Via | Giornalettismo
Foto | California Target Book

Nichi Vendola non dimentica il movimento e candida una transessuale


Si chiama Luana Ricci, 47 anni ben portati, formosa e riccia di capelli. Diploma in pianoforte al conservatorio musicale di Lecce e in musica jazz a quello di Bari. Il governatore uscente pugliese, Nichi Vendola, conosciuta la sua storia l’ha voluta come candidata nella lista La Sinistra e l’ambiente che appoggia Nichi per un nuovo mandato. Una vita difficile quella di Luana, nata all’anagrafe come Marco Della Gatta, e poi il successivo percorso verso la transessualità con tutte le complicazioni che ogni transessuale conosce e vive sulla propria esistenza.

Dichiara Luana:
"Non ho mai svolto attività in campo politico, se non durante gli anni adolescenziali nei gruppuscoli di attivisti del liceo scientifico che frequentavo. Però ho sempre coltivato l’impegno nel sociale, sentendomi comunque di sinistra e condividendo valori fondanti. In primo luogo il rispetto per ogni persona, specie per quel genere di persone considerate dal pregiudizio comune “diverse”. Come i trans, ad esempio."
È proprio a causa della sua transessualità che ha perso il posto. Faceva l’organista e il direttore del coro nella cattedrale di Lecce, ma quando la Curia ha saputo della sua vicenda personale, non ci ha pensato un attimo: licenziata! Nessuno l’ha aiutata; qualche sacerdote che voleva difenderla è stato dissuaso e per Luana è stata la sua nuova quaresima.
Come tante nella sua stessa condizione, Luana, ad un certo punto comincia a sentirsi imbarazzata negli abiti maschili e comincia la transazione con il supporto medico dell’Onig di Bari. Dice che vuole morire da donna; che si sottoporrà a tutta quella trafila di burocrazia e interventi per “tornare” ad essere se stessa, liberando la donna che è in lei.
Di lei dicono sia molto brava come insegnante di musica e compositrice: dirige cori e impartisce lezioni di pianoforte; scrive dei meravigliosi gospel, si fa benvolere dalle suore Marcelline che gestiscono un istituto privato, il più prestigioso della città.
Quando in diocesi si sparge la voce dei suoi legittimi propositi, la bravura non basta; non bastano i tanti riconoscimenti internazionali che Luana possiede per il suo talento artistico e culturale: se le transessuali non trovano lavoro nella società secolare figurarsi in quella clericale ed ecclesiastica. Fuori!
Ora è in corsa alle regionali con un altro esponente del movimento lgbt italiano, Nichi Vendola che, in caso di vittoria, non è detto che non la destini ad un assessorato che si occupi di diritti civili.

“Se eletta affronterei le problematiche che provengono dal basso, dal sociale, portando avanti l’idea che solo uno sviluppo culturale, di mentalità, può far crescere la democrazia che di riflesso favorisce la crescita sociale. Che deve cominciare dalle scuole, dove un’informazione corretta risolve già in partenza questioni che poi appariranno insormontabili. L’impegno nel sociale rimarrà invariato, se la mia candidatura non approderà a nulla. Comunque, per me è cominciato un nuovo percorso”.
fonte queerblog

Il 26 giugno prossimo si terrà il Pride Nazionale a Napoli


Il 26 giugno prossimo si terrà il Pride Nazionale a Napoli


Il 26 giugno prossimo si terrà il Pride Nazionale a NapoliLe associazioni glbtqqi italiane hanno scelto la data del prossimo Pride Nazionale – che si terrà a Napoli –: sabato 26 giugno. La decisione, presa con larga convergenza, è stata preceduta da una discussione, iniziata dalle Famiglie Arcobaleno, incentrata sulla vicinanza tra Pride di Roma (12 giugno) e quello nazionale. Era stato chiesto che il corteo romano non si tenesse, ma la presidente del Mario Mieli, Rossana Praitano, ha sottolineato l’importanza di questo evento, dal momento che a Roma c’è sia il Parlamento che il Vaticano. Fabrizio Sorbara, presidente Arcigay Napoli, così sintetizza le decisioni prese:
“Abbiamo chiarito la questione della data e stabilito che il Pride di Roma sarà il trampolino di lancio per quello di Napoli. Da questa manifestazione ci aspettiamo il massimo”.
fonte:queerblog

venerdì 5 marzo 2010

Un Amore a distanza è possibile? Risultati sondaggio


Risultati sondaggio: un Amore a distanza è possibile?
Pubblicato da Francesca Bottini

Chiudiamo oggi il nostro sondaggio in cui vi chiedevamo di indicarci la vostra opinione sugli Amori a distanza. Possibili? Impossibili? Li avete vissuti? Quando si parla di questo argomento solitamente le opinioni sono sempre molto discordanti e molto nette: c’è chi sostiene che un amore a distanza è totalmente impossibile e chi invece è più possibilista. Gelosia, tristezza, senso di abbandono: sono tutti sentimenti che accompagnano questo tipo di relazioni.

Come il 34 % delle nostre lettrici che a sorpresa dichiara di viverlo proprio in questo momento.

Tutta un’altra idea per il 21 % di voi che sostiene che per loro sarebbe una cosa impossibile da vivere. Ci sono infatti molte donne che hanno bisogno di una presenza stabile e di certo un rapporto a distanza non sarebbe l’ideale per loro.

Esattamente come per il 18 % che mai e poi mai riuscirebbe a fidarsi in una situazione del genere!

Più possibilista il 14 % disposto anche a fare un grande sacrificio per amore: ovvero trasferirsi anche molto lontano da casa per seguire il fidanzato.
Pratiche invece il 10 % voi che rispondono “Nessun problema, l’importante è organizzarsi“. Ed in effetti come darvi torto…
fonte:pourfemme.it

E VOI IN CHE PERCENTUALE VI RICONOSCETE?...LASCIATE UN COMMENTO SE VOLETE...Lisa

Spandau Ballet: in concerto in Italia dopo vent'anni


Roma, gli Spandau Ballet: in concerto in Italia dopo vent'anni
C’è stata attesa per il ritorno a Roma degli Spandau Ballet. Questa sera infatti, in un Palalottomatica gremito in ogni angolo, la famosa band britannica, che in Italia spopolava negli anni ’80, si esibirà davanti al pubblico della capitale.

Giunti da tutta la penisola i fan sono in trepidazione per assistere finalmente alla reunion del gruppo, che dopo quasi vent’anni di silenzio ha deciso, circa un anno fa, di tornare insieme per rinverdire i fasti di una volta.

Il 25 ottobre scorso è stato lanciato il nuovo album Once More, contenente l’omonimo singolo e tutti i più grandi successi riarrangiati. Inseguito è nato il «Reformation Tour», che dopo aver toccato mezza Europa, stasera si ferma a Roma.
Sul palco saliranno i cinque membri storici della band, con i fratelli Gary e Martin Kemp rispettivamente alla chitarra e al basso Steve Norman al sassofono e alle percussioni, John Keeble alla batteria e soprattutto con Tony Hadley, solista del gruppo, a riscaldare il cuore di migliaia di ammiratori.
Saranno proposti due pezzi inediti, ma in particolare saranno pezzi come «Gold», «True» e «Through the Barricades» a far cantare a squarcia gola i presenti ormai non più ventenni e a rilanciare la mitica sfida con i rivali Duran Duran.
fonte barimia

Attenzione uomini: alle donne non sfugge nessun errore



Attenzione uomini: alle donne non sfugge nessun errore

Attenti uomini: se commettete uno sbaglio, la prima ad accorgersene sarà proprio la donna. Questo almeno è quanto giunge da uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, dell'università di Milano-Bicocca, insieme a Federica Riva e Alberto Zani, dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano.

Fare un errore quindi potrebbe costare caro. La donna è molto più sveglia, mentre all’uomo occorre più tempo per identificare un comportamento incongruente o inappropriato. Perché succede tutto questo? Semplice: la causa è dovuta alla presenza dei neuroni specchio.
"E' noto che azioni con un preciso scopo, come ad esempio raccogliere un frutto per mangiarlo, attivano il sistema fronto-parietale di 'neuroni specchio' in misura maggiore di azioni non finalizzate o meno salienti, per esempio, raggiungere un frutto senza raccoglierlo, oppure raccoglierlo per poi gettarlo via", spiega l’esperto sottolineando che queste parti si attivano sia quando si compie un'azione sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri e ci permettono di capirne il significato.

Per giungere a tale conclusione, hanno proposto a 23 studenti, tra maschi e femmine, alcune serie di immagini visive di persone che svolgevano azioni del tutto quotidiane e normali. In particolare, a questi non veniva chiesto di valutare l'appropriatezza delle scene che ritraevano esseri umani, ma di rispondere alla comparsa di paesaggi urbani e naturali.

Così, mentre i volontari erano impegnati a osservare tutto ciò, gli scienziati hanno cercato di registrare la loro attività cerebrale evocata. Risultato? Il riconoscimento automatico delle immagini avveniva dopo circa 170-200 millisecondi post-stimolo: nel cervello femminile però questa elaborazione era più rapida rispetto a quella degli uomini.
Detto questo si comprende come nelle donne ci sia una maggiore suscettibilità alle azioni incongruenti; e ancora, cosa più importante, questo studio fornisce nuove prove dell'esistenza dei 'neuroni specchio' e del loro ruolo nei comportamentali sociali complessi di imitazione e apprendimento ".
Elisabetta Paladini
fonte barimia

Libri "Così in terra, come in cielo"


Così in terra, come in cielo


Titolo: Così in terra, come in cielo
Autore: Andrea Gallo
Editore : Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Dettagli: p.144

La sua cattedrale è la strada, i suoi insegnanti prostitute, barboni, tossici, tutte quelle vite perdute che sono anime salve. Don Andrea allo è da cinquant'anni un prete da marciapiede, da trentanove il fondatore della "Comunità di San Benedetto al Porto di Genova", che accoglie chi ha bisogno e chi vuole trovare un punto da cui ripartire a nuova vita. Con "Cosi in terra, come in cielo" don Gallo racconta la sua personale saga accanto agli ultimi, i suoi dissensi da una Chiesa che pure ama e a cui sente di appartenere, sviscera con ironia e preparazione le sue posizioni ribelli su temi quali il testamento biologico, l'immigrazione, la liberalizzazione delle droghe, l'aborto. Nel suo "camminar domandando" fa bizzarri incontri con monsignori, politici, transessuali, giovani inquieti, zelanti fedeli che non credono e atei che invece sperano, artisti come Vasco Rossi e Manu Chao. Lui, ottantaduenne che viaggia in direzione ostinata e contraria e che nonostante i molti meriti resta orgogliosamente un prete semplice, sgrana il rosario laico di Fabrizio De André, raccoglie le storie di bassifondi e vicoli che tanto somigliano a quelle delle Scritture, cerca l'efficacia storica del messaggio evangelico e impasta mani e cuore nelle realtà più dolorose, lavorando senza risparmiarsi affinché questa terra diventi cielo. Un prete "prete", anarchico, discusso, amatissimo.
fonte: bibliopregnana

giovedì 4 marzo 2010

Brasile: transessuali e transgender conquistano il diritto al nome sociale.



Brasile: transessuali e transgender conquistano il diritto al nome sociale.
Legge storica per le persone transessuali, il diritto di utilizzare un nome sociale, al posto di quello di battesimo, comincia a diventare realtà in Brasile. In meno di due anni, 12 degli Stati e dei comuni, hanno emesso norme che danno il diritto di essere trattati all'interno di enti pubblici, con il nome con cui si identificano nei loro rapporti personali. La più recente nella determinazione è stata la città di Joao Pessoa, Paraíba, che ha pubblicato il decreto. Per i movimenti glbt, il nome sociale rappresenta un importante passo avanti nella strada del progresso.

"Naturalmente accogliamo con gioia le ordinanze dei singoli stati. Ci dispiace, tuttavia, perchè ci si aspettava una legge federale in materia, cosi non avremmo bisogno di queste iniziative specifiche e localizzate, "critica Rafaelly Wiest, direttore dell'Associazione Nazionale di transessuali (Antra). Dei 12 stati della Federazione, in tre hanno garantito l'uso del nome solo nelle scuole. In nove, l'autorizzazione si applica a tutti i dipartimenti governativi. San Paolo ha proposto un ordinanza per affrontare la questione nell'ambito delle unità sanitarie, già confermata dal Ministero della Salute .
Il provvedimento giunge in un momento di crescente violenza contro gli omosessuali in Brasile. Il provvedimento è stato approvato dalla CEE (State Board of Education) martedì 23. La richiesta è stata presentata dalle ONG pro-vita LGBT in gennaio 2009. Dopo questo periodo di revisione, gli amministratori hanno deciso di garantire ai transessuali il diritto di essere chiamati con il nome femminile che adottano socialmente - non più con il certificato di nascita di sesso maschile. Il cambiamento avviene, infatti, quando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe avvenire questa settimana.
Il Relatore del processo CEE, Barbara Deodora ritiene che il rispetto per la diversità sessuale è un passo fondamentale per garantire l'inclusione dei transessuali nelle scuole. "L'omofobia priva il trans del diritto fondamentale all'istruzione e porta all'isolamento. Per essere riconosciuti con il nome di redditività sociale il diritto alla cittadinanza", ha detto.
Con la sua decisione, la denominazione sociale di transessuale deve essere inserita nei documenti interni, come i libri scolastici ed esami, con la sola eccezione di trascrizioni e diploma, che deve contenere il nome originale e un riferimento al nome sociale. Per richiedere una modifica, è sufficiente presentare la richiesta per iscritto. Se inferiore a 18 anni, la richiesta deve essere fatta da genitori o tutori.

La crescita della violenza

Il provvedimento giunge in un momento di crescente violenza contro gli omosessuali . Secondo un sondaggio del Gruppo Gay di Bahia, Alagoas guida la classifica di omicidi nel mese di gennaio, registrando cinque dei 13 decessi nel paese nei primi mesi del 2010. Lo scorso anno, lo Stato ha registrato 12 delitti, diventando - in proporzione - tra i cinque paesi più violenti.
Per il direttore della ONG Pro-Life LGBT, Dino Alves, la modifica può contribuire a ridurre i decessi delle transessuali e dell'esclusione sociale. "Perché non hanno accesso al mercato del lavoro? Per la mancanza di qualifiche, che dipende dell'istruzione. Cioè, [con questa misura] riduce le persone vulnerabili", ha detto.
"Ho 26 anni e non ho completato le scuole superiori, prima a causa del pregiudizio, le umiliazioni che passavo. Ho finito per rinunciare alle lezioni ", dice Bianca. "Ora, sono riuscita, dopo molte discussioni, a convincere a chiamarmi Bianca."Si ricorda che per diversi anni, ha lasciato la scuola per sfuggire agli scherzi dei compagni di classe e anche dagli insegnanti. È interessante notare che, il fatto che ha segnato di più è venuto da un omosessuale: "Ho avuto un insegnante che, pur essendo gay, non ha accettato di chiamarmi per il nome che ho adottato. Pregiudizi da parte degli omosessuali " ha detto.

Per Ludymilla Anderson Santiago, transessuale sottoposta a trattamento ormonale , l'ordinanza del DF è ancora ben lunga dal soddisfare le esigenze delle transessuali. "Gli adolescenti sotto i 16 anni devono essere presenti con i loro genitori. Io, per esempio, non avrei avuto il sostegno di mia madre al momento della mia adolescenza. Ma quando avevo l'età di 14 anni, ero già chiamata come Ludymilla per le mie amicizie più strette, ho sempre voluto essere Ludymilla per tutti ", dice la pubblicitaria di 27 anni, che collabora con le Associazione dei Support Center for Living per transessuali e transgender del Distretto Federale e dintorni (Anav-Trans).
Tuttavia, per le restrizioni da parte della mia famiglia e della società in relazione alla sua transessualità, ho adottato il nome già quando ero al college. "Oggi, per evitare la frustrazione, scrivo Ludymilla anche sul curriculum professionale. Aggiungo il genere transessuale ", dice lei. Per lei, la maggior parte delle trans che ora vive nella prostituzione è per colpa della totale mancanza di opportunità. "Ecco perché le iniziative di inclusione sono interessanti, per vedere queste persone nelle scuole, negli uffici governativi, che vivono come persone normali", ha detto.

A differenza della denominazione sociale - quello con il quale il transessuale o trasgender si presentata nella sua vita giornaliera - il Registro civile, che sono documenti ufficiali, di solito sono cambiati dopo l'intervento chirurgico. "Ad eccezione di un caso in cui la persona in coda per fare l'operazione, non siamo a conoscenza di qualcuno che sia riuscito a modificare i documenti senza subire un intervento chirurgico. Invece, ci sono casi in cui, anche dopo la procedura chirurgica, all'individuo viene negato il cambio di documenti, spiega Rafaelly Wiest, direttore di Antra. C'è un ricorso di incostituzionalità alla Corte Suprema, che intende espandere le condizioni per il cambiamento del nome nei documenti ufficiali.
fonte:http://www.agenciaaids.com.br/site/noticia.asp?id=14216

Venezia: in vacanza per superare la crisi


Venezia città romantica
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fonte pourfemme