martedì 14 gennaio 2020

Cecilia Alemani sarà la direttrice della Biennale Arte 2021: tutte le novità

Sarà la prima direttrice donna italiana alla guida della 59. Biennale Arte di Venezia: la meritatissima nomina va alla curatrice milanese, che ha formato gran parte della sua carriera a New York. Tra le novità della Biennale continua però ad aleggiare un grande interrogativo: chi sarà il prossimo Presidente?

Sarà Cecilia Alemani (Milano, 1977) a coprire l’incarico di Direttore del Settore Arti Visive della 59. Esposizione Internazionale d’Arte, che si svolgerà a Venezia nel 2021. Un playground già noto alla curatrice, la quale nel 2017 aveva dato forma al Padiglione Italia portando per la prima volta solamente tre artisti, Roberto Cuoghi, Giorgio Andreotta Calò e Adelita Husni-Bey (e che si era raccontata ad Artribune in una lunga intervista).  Cecilia Alemani. Photo Marco De Scalzi

 

CHI È CECILIA ALEMANI

Tra le tante mostre su autori contemporanei all’attivo, ad oggi la Alemani è responsabile e capo curatore di High Line Art, parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York, in cui sono esposti progetti artistici con grande attenzione alla visione internazionale. Tra gli artisti da lei esposti si ricordano El Anatsui, John Baldessari, Phyllida Barlow, Carol Bove, Sheila Hicks, Rashid Johnson, Barbara Kruger, Zoe Leonard, Faith Ringgold, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrián Villar Rojas.  “È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo”, ha commentato la neo-direttrice. “Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l’opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società”. Una carriera brillante costellata di successi, che annovera collaborazioni con musei del calibro della Tate Modern di Londra e del MoMA PS1 di New York, per istituzioni no profit come Artists Space e Art in General (New York) e fondazioni private come la Deste Foundation. Ma la sua presenza è stata anche nelle più importanti fiere del mondo, in particolare occupandosi delle sezioni curate, come ai Frieze Projects di New York (trovate qui una sua videointervista) e nel 2018 il progetto Art Basel Cities di Buenos Aires dal titolo Hopscotch (Il gioco del mondo), presentando una piattaforma di mostre e eventi di artisti soprattutto emergenti, susseguitesi per tutto l’anno. Cecilia Alemani ha dimostrato di incarnare il profilo professionale dei curatori d’oggi, spaziando con molto equilibrio tra manifestazioni di taglio culturale e di taglui commerciale. Dopo le scorse direzioni dell’americano Ralph Rugoff e della francese Christine Macel, insomma, le redini della manifestazione artistica di richiamo mondiale tornano in mano a una professionista nostrana (ma che ha trovato la sua strada oltreoceano) ultraqualificata.

 

LE CONGRATULAZIONI DI FRANCESCHINI

A commentare la nomina, anche il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, che si è espresso così in una nota stampa:  “la scelta di Cecilia Alemani come curatrice della 59. Esposizione Internazionale d’Arte conferma la capacità di visione della presidenza di Paolo Baratta che, nell’affidare per la prima volta a una donna italiana l’intera progettazione artistica, prosegue nell’opera di innovazione e rilancio di una delle più importanti istituzioni culturali incrementandone il già notevole prestigio internazionale consolidato attraverso una conduzione attenta e illuminata. Cecilia Alemani ha curato il Padiglione Italia nel 2017 e sono sicuro che il suo nuovo progetto sarà ugualmente coraggioso e innovativo”.

 

LE ALTRE NOVITÀ DELLA BIENNALE

Nel corso della stessa riunione sono stati presi anche provvedimenti che riguardano altri settori della Biennale: il compositore italiano Ivan Fedele è stato nominato Direttore del Settore Musica, mentre per il Settore Cinema è stata approvata una nuova rassegna che prevede la realizzazione, nel periodo primaverile, di un programma di film classici restaurati, rappresentando una estensione di Venezia Classici, che sempre più ha qualificato negli ultimi anni la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Resta in sospeso una questione fondamentale, quella della nomina del presidente che succederà a Paolo Baratta, ormai giunto alla fine dei cinque anni del suo mandato (qui ci ponevamo gli interrogativi spiegando la situazione). Il Consiglio di Amministrazione ha fatto sapere che a partire dal 13 gennaio 2020 entrerà in vigore la proroga della sua validità, durante la quale verrà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, accompagnata da un documento che riassume gli sviluppi intercorsi dal 2008 a oggi.
-Giulia Ronchi
https://www.labiennale.org/it
fonte: www.artribune.com By Giulia Ronchi  

Lgbt: La prima indagine sulla popolazione transgender in Italia

L'obiettivo è fotografare persone spesso emarginate dalla società e dal sistema sanitario.
CHE differenza c’è tra la parola transgender e la parola transessuale? Con quale genere rivolgersi a una persona che non si riconosce nel proprio corpo? Lo smarrimento linguistico di buona parte degli italiani riflette l’imbarazzo del nostro Paese nei confronti delle persone la cui identità di genere non è allineata al sesso assegnato alla nascita. Questo imbarazzo è perfino statistico: ad oggi, non abbiamo idea di quante siano le persone transgender in Italia. Per colmare questa lacuna, Azienda ospedaliera universitaria Careggi, Università di Firenze, Istituto superiore di sanità, fondazione The Bridge con il supporto dell’Osservatorio nazionale sull’identità di genere hanno avviato uno studio di popolazione chiamato SPoT. Un gioco di parole che intreccia la missione dell’indagine, cioè la Stima della Popolazione Transgender adulta in Italia, e il verbo inglese ‘spot’ cioè individuare.

Tramite un brevissimo questionario del tutto anonimo da compilare online (all'indirizzo: www.studiopopolazionespot.it/) e rivolto alla popolazione generale, i ricercatori sperano di quantificare per la prima volta la numerosità di questa popolazione vulnerabile e spesso invisibile. Quando non apertamente discriminata.

“I dati della letteratura scientifica internazionale suggeriscono che la percentuale di popolazione transgender dovrebbe essere compresa tra lo 0,5 e l’1,2% del totale. Se confermata anche nel nostro Paese, consterebbe in circa 400 mila italiani” spiega Marina Pierdominici, ricercatrice del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Istituto superiore di sanità. Nel nostro Paese, i dati disponibili più recenti risalgono ad uno studio, pubblicato nel 2011, che considerava la popolazione transgender adulta sottoposta a intervento chirurgico di affermazione di genere tra il 1992 e il 2008. Lo studio riporta un numero pari a 424 donne transessuali e 125 uomini transessuali. “Tuttavia si tratta di una stima minima, limitata a un sottogruppo di una popolazione più vasta ed eterogenea: non tutte le persone sentono la necessità di sottoporsi a trattamento chirurgico o ormonale” prosegue la ricercatrice, sottolineando come la carenza informativa si traduca nella mancanza di una programmazione sanitaria efficace, “ostacolata anche dall’assenza di informazioni sulla salute generale della popolazione transgender”.

Quella transgender è una fascia di popolazione marginalizzata rispetto alle politiche sanitarie con ostacoli nell’utilizzo dei servizi sanitari sia generali che specialistici. Per esempio, le possibili interazioni farmacologiche tra i trattamenti ormonali e altre terapie sono spesso ignorate mentre le persone transgender che hanno ottenuto il cambio anagrafico possono avere difficoltà ad accedere ad alcuni programmi di screening previsti per la popolazione generale. “La situazione in Italia è a macchia di leopardo: i centri specializzati nella medicina di genere sono pochi e concentrati soprattutto al nord; alcune regioni si fanno carico dei trattamenti ormonali mentre altre no” ricorda Pierdominici. Le radici dell’inadeguatezza del personale sanitario nel trattare le persone transgender affondano nell’assenza di corsi dedicati all’interno delle facoltà universitarie. Non solo a livello clinico ma anche di informazione e sensibilizzazione degli operatori. Le cartelle cliniche non riportano l’identità di genere e così può capitare che donne transessuali siano ricoverate in reparti maschili e viceversa. Inoltre, lo stigma sociale spesso spinge queste persone a rivolgersi al mercato nero dei farmaci piuttosto che consultare il proprio medico.

“La conoscenza del numero reale delle persone transgender rappresenta il primo passo verso l’effettiva presa in carico di questa fascia di popolazione da parte del sistema sanitario. Ciò consentirebbe un miglioramento della qualità di vita e della salute, nonché un’ottimizzazione della spesa sanitaria nazionale” sostiene Pierdominici. Parallelamente, andranno moltiplicati gli sforzi di sensibilizzazione sia degli operatori sanitari sia della popolazione generale, a partire dall’uso della terminologia corretta. Ecco perché, al termine del questionario, l’utente riceverà un manualetto contenente le definizioni più adatte. Che differenza c’è tra la parola transgender e la parola transessuale? Per scoprirlo non vi resta che compilare il questionario.
fonte:  di DAVIDE MICHIELIN www.repubblica.it

venerdì 10 gennaio 2020

Presto a Venezia una retrospettiva dedicata a Cartier-Bresson

Nell'ambito della programmazione espositiva 2020, Venezia presenta una tripletta di mostre, fra Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Spicca su tutte la grande retrospettiva dedicata a Henri Cartier-Bresson, con cinque curatori d'eccezione...

Dopo avervi annunciato gli appuntamenti espositivi del calendario 2020 della città di Milano, un’altra grande “regina” della nostra penisola alza il sipario sul programma della prossima stagione, annunciando tre eventi “clou” da segnare in agenda. Stiamo parlando di Venezia, che a poche ore dallo scoccare della mezzanotte saluta il nuovo anno sfoderando una serie di progetti in arrivo.
Uno su tutti? La grande personale del fotografo Henri Cartier-Bresson, prossima al debutto negli spazi di Palazzo Grassi.

Aperta a partire dal 22 marzo, la mostra Henri Cartier-Bresson: Le Grand Jeu si preannuncia come un’inedita retrospettiva, dal valore eccezionale per il numero di opere esposte – circa 250 – e soprattutto per il team dei curatori incaricato di selezionare gli scatti. A essere coinvolti nel progetto, infatti, sono la fotografa Annie Leibovitz, il regista Wim Wenders, lo scrittore Javier Cercas, la conservatrice e direttrice del dipartimento di Stampe e Fotografia della Bibliothèque nationale de France Sylvie Aubenas e il collezionista François Pinault.

A ognuno di loro è stato chiesto di vagliare la “Master Collection” del grande fotografo dell’agenzia Magnum, selezionando una cinquantina di scatti in accordo ai propri gusti e alla propria visione artistica. L’intera quantità delle immagini scelte – uno spaccato significativo della ricerca di Cartier-Bresson – sarà esposta a Venezia fino al 10 gennaio 2021, prima di volare alla Bibliothèque nationale de France nella primavera successiva.

 

LE ALTRE MOSTRE 

Ancora Palazzo Grassi sarà il cuore di un secondo grande appuntamento, sempre a partire dal 22 marzo. A occupare gli spazi dello storico edificio veneziano saranno, in questa occasione, le fotografie dell’artista egiziano Youssef Nabil. Curata da Matthieu Humery e Jean-Jacques Aillagon, la mostra – dal titolo Once Upon a Dream – raccoglierà una vasta selezione di immagini realizzate da Nabil nel corso della sua carriera. Un percorso tra ideologie politiche, riflessioni identitarie e sguardi al passato, arricchito dalle proiezioni di tre video recenti dell’artista.
A cinque anni dal progetto a cura di Caroline Bourgeois e Danh Vo, la Pinault Collection torna a essere rivista e interpretata attraverso gli occhi di un artista della celebre collezione. Succederà con Untitled, 2020, la mostra in programma dal 22 marzo al 13 dicembre 2020 nelle sale di Punta della Dogana. Concepita da Caroline Bourgeois, Muna El Fituri e dall’artista britannico Thomas Houseago, la mostra sarà un’immersione tra le opere di sessanta autori – da Marlene Dumas a Llyn Foulkes, da Paul McCarthy ad Arthur Jafa. Una raccolta di dipinti, sculture e video articolata nei linguaggi e nei temi, e che troverà il suo baricentro nella ricostruzione dello studio dello stesso Houseago: un’installazione site specific in cui l’artista metterà a disposizione del pubblico la sua biblioteca e le sue fonti d’ispirazione.
[Immagine in apertura: Henri Cartier-Bresson, Simiane-la-Rotonde, France, 1969, épreuve gélatino-argentique de 1973 © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos]
fonte:  https://arte.sky.it/

Usa, incendiò la bandiera Lgbt: condannato a 16 anni di carcere. "Crimine d'odio"

Un giudice americano ha condannato a 16 anni di carcere un uomo, colpevole di aver dato alle fiamme una bandiera arcobaleno simbolo della comunità Lgbt. 

Adolfo Martinez, 30 anni, secondo il tribunale è reo di molestie per crimini d'odio, uso sconsiderato del fuoco e offesa abituale. 



L'incidente è avvenuto intorno a mezzanotte dell'11 giugno nel centro di Ames, in Iowa, nel Midwest degli Stati Uniti. La polizia ha riferito di essere stata avvertita che in uno strip club locale un uomo, Adolfo Martinez, stava infastidendo e minacciando i presenti. Ma all'arrivo degli agenti, l'uomo era già stato buttato fuori dal personale del locale.  In foto: Una bandiera arcobaleno bruciata durante una manifestazione anti Lgbt 

Dopo aver lasciato il club, Martinez si era recato davanti alla United Church of Christ e lì aveva strappato la bandiera. Quindi era tornato davanti allo strip club, e aveva dato fuoco al vessillo in strada, minacciando anche di bruciare il bar.

A quel punto era stato arrestato. Più tardi, dalla prigione parlando con la stampa, si era detto colpevole dei fatti di cui era accusato. "È stato un onore farlo. È una benedizione del Signore", aveva detto, spiegando che lo aveva fatto per la sua avversione "all'omosessualità". "Ho bruciato il loro orgoglio, chiaro e semplice", aveva detto a KCCI-TV. L'intervista era stata poi inserita nel processo come prova contro di lui.

Il pastore della United Church of Christ, Eileen Gebbie, una donna gay, ha detto di essere d'accordo sul fatto che le azioni di Martinez siano state motivate dall'odio. "Ho spesso sperimentato che Ames non è così progressista come molte persone credono che sia e c'è ancora una grande comunità 'queer' nascosta qui", ha detto il pastore alla stampa.

"Ma 12 persone (la giuria ndr) che non conosco, che non hanno relazioni dirette con me o con questa congregazione - ha poi aggiunto la religiosa - hanno riconosciuto che quest'uomo ha commesso un crimine e che è stato un crimine a causa del bigottismo e dell'odio".

Il procuratore Jessica Reynolds ha sottolineato che Martinez è stato il primo, nella storia della contea, ad essere condannato per un crimine d'odio. "La dura realtà è che ci sono persone che prendono di mira altre persone e commettono crimini contro di loro per motivi di razza, genere, orientamento sessuale", ha spiegato alla stampa. "E quando ciò accade - ha concluso - è importante che come società ci alziamo in piedi e che i colpevoli abbiano gravi conseguenze per le azioni che hanno commesso".

fonte:    Adolfo Venturini

Firenze: CELEBLUEATION – la Mostra antologica di abiti e bozzetti di Renato Balestra

La Fondazione Franco Zeffirelli si accende di “Blu Balestra” in occasione di Pitti Immagine Uomo 97

Dall’8 gennaio al 2 febbraio 2020 
Sala Musica, Fondazione Zeffirelli
Ingresso libero con il biglietto del Museo Zeffirelli


Celeblueation è la mostra antologica di bozzetti, disegni e abiti di Renato Balestra che dall’8 gennaio al 2 febbraio 2020 sarà esposta nella Sala Musica della Fondazione Zeffirelli.
In occasione della tappa fiorentina, la Maison Balestra ha voluto ampliare la selezione delle opere esposte in Celeblueation.

L ’allestimento
Site Specific nella Sala Musica della Fondazione Zeffirelli prevede infatti una selezione inedita degli esordi, quando ancora lo stilista adottava un’espressione pittorica per dare vita alle sue creazioni.

La sezione teatrale sarà inoltre impreziosita dai costumi disegnati per il Teatro dell’Opera di Belgrado de “Il Lago dei Cigni”, produzione per la quale Renato Balestra ha firmato per la prima volta anche le scene.

 “Annuncio con grande entusiasmo che la mia Celeblueation sarà esposta durante la 97° edizione di Pitti Uomo, nella prestigiosa Fondazione Zeffirelli a Firenze. Franco Zeffirelli è stato un grandissimo artista ed anche un grande uomo. Ho avuto l’onore di essergli amico e la gioia di aver collaborato ai costumi di scena di : “E’così se vi pare” di Pirandello. Ricordo quanta passione metteva nel suo lavoro ed i suoi risultati così eclatanti . Grazie a Pitti Uomo ed alla Fondazione del più grande Maestro del Teatro , della cultura, vera gloria italiana ed un grazie particolare a Pippo Zeffirelli che ha creduto e collaborato a questa prestigiosa iniziativa.”  Renato Balestra

 

Info

L’accesso alla mostra è
compreso nel biglietto d’ingresso al Museo Zeffirelli
tel. +39 055.265.843.5
ticket@fondazionefrancozeffirelli.com
fonte:www.fondazionefrancozeffirelli.com

Lgbt: Il Parlamento UE sollecita l’Italia a fare una legge contro l’OmoTransFobia: “Basta odio”

 Dal Parlamento europeo ci giungono analisi e solleciti sul fenomeno dell’omotransfobia che è opportuno che il governo italiano, così come gli altri governi degli Stati membri, raccolgano con molta attenzione“: Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta la risoluzione approvata lo scorso 18 dicembre da un’ampia maggioranza del Parlamento europeo (463 i voti a favore, qui il documento: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0101_EN.pdf), attraverso la quale si esprime condanna nei confronti delle cosiddette “LGBTI free zones” propagandate in Polonia e apprensione per i sempre più frequenti fenomeni di omotransfobia, anche istituzionale, che si registrano negli Stati che compongono l’Unione europea.

“Nella risoluzione – spiega Roberto Muzzetta, delegato alle politiche internazionali nella segreteria di Arcigay – si affronta in modo esplicito il problema degli attacchi omotransfobici provenienti da politici di Paesi europei che spesso, in modo irresponsabile e spregiudicato, utilizzano un linguaggio violento e discriminatorio per guadagnare facile consenso. La risoluzione, tuttavia, ha un obiettivo chiaro: la proliferazione in Polonia della deprecate “free LGBTI zones”.

Negli ultimi mesi in Polonia attacchi verbali e fisici nei confronti della comunità LGBTI locale sono stati giustificati come un tentativo di resistenza e liberazione della nazione polacca dai dannosi influssi della cosiddetta ideologia LGBTI. È perciò un segnale importante la condanna che il Parlamento europeo ha espresso, con una maggioranza ampia e trasversale, nei confronti di questa deriva, inscrivendola in un contesto generale allarmante e da non sottovalutare.
La risoluzione riconosce infatti, nelle premesse, che il fenomeno della violenza omotransfobica purtroppo riguarda tutto il continente e tutti gli ambiti sociali e politici. Questi attacchi, si legge nell’istanza, rappresentano una minaccia seria ai diritti fondamentali nell’Unione europea e vanno di pari passo con gli attacchi rivolti alle donne e alle minoranze. 

Non solo: essi, assieme alla propaganda xenofoba, contribuiscono a creare un clima insicuro per tutti e tutte e in particolare per le persone che si battono per l’affermazione di questi diritti. E ancora: il Parlamento europeo, attraverso questa risoluzione, denuncia l’assenza di un monitoraggio sistematico di questi crimini, e il persistere di rischi e paure legati allo svelamento dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, fenomeno che rappresenta un potente deterrente alla denuncia dei crimini”.

“Nelle passate settimane – riprende Piazzoni – si è avviato nel nostro Parlamento l’iter per la discussione di una legge contro l’omotransfobia: questa risoluzione può rappresentare un contributo importante e concreto a questo percorso. Le cosiddette “lgbti free zones” non sono un mito lontano: durante il passato Governo, il Conte 1, abbiamo toccato con mano, in occasione del Congresso delle Famiglie a Verona, la saldatura oscura tra alcuni partiti italiani e i movimenti che in Polonia reiterano pratiche e discorsi d’odio ai danni delle persone LGBTI. E sappiamo che esiste un network internazionale che organizza questi movimenti, anche nel nostro Paese. Più che legittima quindi la preoccupazione degli euodeputati, che è anche la nostra e che ci auguriamo sia anche quella degli eletti e delle elette del Parlamento italiano”, conclude.
fonte:  www.spyit.it

Rai Uno: I segreti di Palazzo Vecchio tra le Meraviglie

Ci sarà anche Gianna Nannini nella puntata dedicata alle stanze segrete della Signoria, grande successo per il ritorno di "Meraviglie" su Rai Uno
 
FIRENZE — La terza stagione di Meraviglie, il programma condotto da Alberto Angela entrerà attraverso le porte segrete di Palazzo Vecchio, quelle che sfruttando invisibili intercapedini conducono alle stanze inaccessibili del potere fiorentino. A portare una testimonianza toscana sarà Gianna Nannini che da giovanissima vedeva Firenze come "la libertà" rispetto alla piazza senese dove era molto conosciuta.

"Il viaggio tra le Meraviglie d’Italia continua sabato prossimo sui tetti della Basilica di San Marco a Venezia, seguiremo le orme dei grandi viaggiatori del passato a Paestum ed entreremo a Palazzo Vecchio a Firenze" è quanto ha annunciato lo stesso Angela al termine della prima puntata della nuova serie che ha riscosso un alto gradimento da parte del pubblico "Esordio da grandi numeri. Sono stati 4 milioni 649 mila i telespettatori che hanno seguito Alberto Angela in giro tra le bellezze italiane nella prima serata di Rai1, con il 23 di share. Grande seguito anche sui social con oltre 94mila interazioni, è stato il programma più commentato dell'intera giornata secondo Nielsen Italia" è quanto recita una nota della Rai.

Una anteprima del viaggio attraverso gli ambienti intimi del potere è stata la visita all'interno del Palazzo Reale di Torino, residenza dei Savoia prima del trasferimento della capitale a Firenze e poi al Quirinale, a Roma. Una straordinaria Aurora Ruffino, nei panni della regina Margherita, ha accolto i telespettatori tra le sfarzose stanze di famiglia che sono state attraversate sfruttando i passaggi nascosti riservati alla servitù.
fonte:  www.quinewsfirenze.it

martedì 7 gennaio 2020

A marzo 2020 debutterà al Teatro dell'Opera di Roma la Turandot con la regia di Ai Weiwei

La Turandot di Giacomo Puccini, in programma al Teatro dell’Opera di Roma a marzo 2020, avrà la regia, le scene e i costumi di Ai Weiwei (Pechino, 1957).

L’artista e attivista cinese si dedicherà infatti all’opera lirica ambientata a Pechino.

"Sarà una Turandot dal mio punto di vista“ ha affermato Ai Weiwei. ”Un’opera immersa nel mondo contemporaneo, nel presente culturale e politico rappresentato attraverso la storia di Puccini".

Lo scorso giugno l’artista ha fatto visita a Roma ai laboratori di scenografia e alla sartoria del Teatro per proporre una nuova regia. Ha accettato l’offerta di occuparsi della regia, dei costumi e della scenografia della Turandot al Teatro dell’Opera poiché quest’opera ha per lui un significato speciale: nel 1987 Ai Weiwei e suo fratello fecero le comparse in una speciale produzione della Turandot al Metropolitan Opera House diretta da Franco Zeffirelli.

"Non avrei mai accettato se non si fosse trattato della Turandot“ ha commentato ”perché mi sento piuttosto lontano dalla musica. Due sono gli aspetti che però mi hanno convinto. Uno generale, perché credo che l’opera racconti la contemporaneità, i problemi culturali e politici di oggi narrati, in questo caso, attraverso Turandot".

Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera, ha dichiarato: "Credo sia indispensabile programmare un teatro attento a tutti i fermenti artistici contemporanei e sempre alla ricerca del nuovo. E così, volendo proporre una nuova regia di un lavoro amatissimo come Turandot, ho ritenuto che la rilettura attuale da parte di uno degli artisti contemporanei più affermati, Ai Wei Wei, nato e cresciuto in Cina, potesse risultare di grandissimo interesse”.
fonte:  www.finestresullarte.info

Teatro: A Perugia "Caligola-Assolo.1" di e con Bernardo Casertano. Il 18 gennaio ore 21.00 • Sala Cutu

In scena alle ore 21.00 Caligola-Assolo.1, spettacolo di e con Bernardo Casertano, light designer Chiara Saiella, con il sostegno del Teatro del Lemming.

L’intento è quello di spostare l’obbiettivo dall’opera al pensiero di Albert Camus, al suo esistenzialismo mai accettato.

È un atto che celebra l’eroicità dell’uomo malgrado la sua condizione. Un inno alla “spaventosa libertà” che si raggiunge prendendo coscienza della solitudine.

CALIGOLA-ASSOLO.1  
di e con Bernardo Casertano
light designer Chiara Saiella
con il sostegno del Teatro del Lemming
18 gennaio ore 21.00 - Sala Cutu Teatro di Sacco

Per Albert Camus è una tragedia esistenziale quella che attraversa Caligola. “Caligola-Assolo.1” è il completamento di un processo lavorativo iniziato con “Assolo di un ipotetico studio su Caligola”, grazie ad una residenza artistica presso Teatro Akropolis di Genova e proseguita all’Ex-Asilo Filangieri di Napoli. Questa parte del lavoro si completa grazie ad una produzione del Teatro del Lemming di Rovigo.

L’intento è quello di spostare l’obbiettivo dall’opera al pensiero di Camus, al suo esistenzialismo mai accettato. È un atto che celebra l’eroicità dell’uomo malgrado la sua condizione. Un inno alla “spaventosa libertà” che si raggiunge prendendo coscienza della solitudine. 

❮ Lo spettacolo di e con Bernardo Casertano, è un lacerante grido in una tenebra in cui tagli di luce feriscono il corpo e l’anima dell’attore, trascinando lo spettatore in un vortice di emozioni e istinti che perseguitano l’uomo dai primordi: chi percepisce il distacco dal cordone ombelicale della natura come una frattura si ritrova nudo sul palco ad invocare un Dio assente e sadicamente cosciente del dolore che provoca la sua stessa supposta presenza dietro quella nube che si chiama: dubbio. ❯
(Enrico Bernard - SaltinAria.it) 

☎️INFO e PRENOTAZIONI: info@teatrodisacco.it | 320.6236109

Bernardo Casertano
Nasce a Caserta e si trasferisce presto a Roma ove si diploma presso l’accademia del Teatro dei Cocci sotto la guida di Isabella Del Bianco e Cristiano Censi. La sua formazione artistica inizia con una impostazione classica, ma presto prosegue attraverso il teatro contemporaneo e la ricerca teatrale. Continua a formarsi, fra gli altri, con Giancarlo e Pierpaolo Sepe, Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco, Ilaria Drago. In seguito, mette in scena “Dino” la sua prima regia tratta da Il re del plagio di Jan Fabre.  Al cinema ed in televisione ha lavorato con Alessandro Dalatri, Paolo Genovese, Manetti bros, Carlo Verdone, Francesco Vicario, Michele Soavi. Nel 2017 è diretto da Alessio Cremonini in “Sulla mia Pelle” e da Michele Soavi in “Rocco Chinnici” nel ruolo di Paolo Borsellino.
fonte:  Organizzato da Teatro Di Sacco e Sala Cutu Teatro di Sacco

mercoledì 1 gennaio 2020

Moda: A Firenze "Celebration" il film su Yves Saint Laurent. Cinema La Compagnia dal 02-11 gennaio 2020

Gli ultimi due anni di Yves Saint Laurent lo stilista parigino che ha rivoluzionato la moda. IN Collaborazione con il Festival dei popoli

Mentre Yves Saint Laurent, tra i più grandi stilisti parigini di alta moda, disegna i bozzetti della sua collezione finale, Pierre Bergé gestisce dietro le quinte una serie di eventi per celebrarlo come mito moderno. Immergendosi all’interno della casa di moda durante gli ultimi due anni di YSL, il documentarista Olivier Meyrou filma la coppia YSL-Bergé. In questo ritratto di quegli ultimi anni di YSL, il film offre una panoramica di osservazioni dietro le quinte, in cui Saint Laurent sembra fragile e a volte un po’ distante.  

Il film racconta la storia di un qualcosa che sta arrivando alla fine, passando anche attraverso un deterioramento sul piano fisico; quel momento preciso in cui la creazione stessa sembra impossibile. È difficile vedere finire il mondo che tu stesso hai creato. 
Presentato in anteprima all’interno della 60° edizione del Festival dei Popoli

"CELEBRATION"
ANNO: 2018
REGIA: Olivier Meyrou
PAESE: Francia
DURATA: 73 min
INGRESSO: 6€ intero / 5€ ridotto
v.o. sot ita

CLICCA QUI PER IL TRAILER  

SPETTACOLI | VAI AL PROGRAMMA

GIOVEDì 2, ORE 19.00, VENERDì 3, ORE 15.00
DOMENICA 5, ORE 19.00, MARTEDì 7, ORE 21.00
GIOVEDì 9, ORE 17.00, VENERDì 10, ORE 21.15, SABATO 11, ORE 19.00

Danza: A Parigi la protesta delle ballerine. Il Lago dei cigni contro Macron

Danzatrici accompagnate dai musicisti dell'Orchestra sinfonica parigina hanno messo in scena il celebre balletto di Pyotr Tchaikovsky contro la riforma delle pensioni
 
Il Natale di proteste della Francia contro la riforma delle pensioni ha visto scendere in strada anche un gruppo di ballerine, che in tutù bianco hanno danzato alcune scene del Lago dei Cigni sui gradini del teatro dell'Opera di Parigi, a sostegno degli scioperi in corso. Sotto un cielo grigio, nel giorno della vigilia di Natale, circa 40 ballerine - accompagnate dai musicisti dell'Orchestra sinfonica di Parigi - hanno messo in scena il celebre balletto di Pyotr Tchaikovsky sullo sfondo di striscioni che recitavano "L'Opera di Parigi è in sciopero", "La Cultura è in pericolo".

La contestata riforma delle pensioni voluta dal presidente, Emmanuel Macron, vuole eliminare più di 40 regimi pensionistici separati e sostituirli con un sistema a punti singoli.

Il progetto di riforma va a toccare anche il piano speciale di pensionamento di cui gode l'Opera di Parigi fin dal XVII secolo: prevede, tra le altre cose, la possibilità di smettere di lavorare a 42 anni con il massimo della pensione, 20 anni prima della media dei lavoratori. Un privilegio che ballerine e ballerini - che di solito iniziano a lavorare in tenera età - sono destinati a perdere, se verrà introdotto la riforma contro cui sta scioperando da quasi tre settimane il settore pubblico, mettendo in ginocchio in modo particolare i trasporti.
fonte: www.agi.it  photo:  Ludovic Marin / AFP

mercoledì 25 dicembre 2019

Lisadelgreco.blogspot.com HAPPY ANNIVERSARY 10 YEARS!

Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009 e oggi compie 10 anni! Proprio nel momento in cui scrivo, il primo contatore rosso segnala
227.600 lettori..
E le pagine lette 326.254

Nel primo contatore (rosso) sul lato destro in home page, si può vedere (dal 26 dicembre 2009) il numero aggiornato delle visite.
Nel secondo contatore, dal settembre 2011, si rilevano le bandiere di tutte le nazioni che si sono collegate e letto il Blog.

Ricordo benissimo quando nel 2009 pubblicai i miei primi post, con la speranza (e un pò col dubbio) che qualcuno li avesse letti.

Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...

Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori.

Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Interviste Esclusive, Danza, Moda e Stile, Fotografia, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, e tanto altro...


Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger essere seguiti e NEWS DAL MONDO LGBT...FASHION AND MUCH MORE oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione, essendo tradotto in circa 50 lingue, anche dal resto del mondo.

Colgo l'occasione per ringraziare anche i collaboratori del mio blog: Gli Uffici stampa, le Redazioni, i Registi, i Festival, le Associazioni lgbt, gli Artisti, gli altri Blogger e le tantissime altre realtà, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed iniziative.

Un grazie speciale va anche a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio uno per uno per il vostro apporto !

A tutti i lettori dico che le vostre visite e commenti mi danno sempre più voglia e la convinzione di continuare. Il mio successo lo fate voi, la parte più importante del blog..
Ad i miei tanti amici che conosco, ed anche chi non conoscerò mai...Non posso che dirvi Grazie...
Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Arigatô, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/

martedì 24 dicembre 2019

lisadelgreco.blogspot.com Augura a tutti suoi lettori, un Sereno Natale...

Buon Natale...
A chi si sente solo
a chi ha la gioia nel cuore,
a chi vorrebbe essere amato

A chi vorrebbe donare,
a chi ha sbagliato
a chi vorrebbe volare.

A chi è in guerra
a chi si sente in pace
a chi soffre in silenzio
a chi sa perdonare.

A chi non ha occhi per vedere
a chi sa ascoltare

A chi ha una meravigliosa famiglia
a chi è lontano dalla sua terra
a chi ha degli amici
a chi invece ne vorrebbe da amare.

A chi desidera una casa per vivere questo Natale...
Per un Natale di Festa soprattutto dentro di noi...

Auguri agli oltre 227.000 lettori da tutto il mondo, del nostro Blog!
...Lisa

Feliz Navidad, Merry Christmas, Joyeux Noël, Frohe Weihnachten, God Jul,
聖誕快樂, メリークリスマス, Vrolijk kerstfeest, Giáng Sinh vui vẻ, Veselé Vánoce, 
Feliz Natal, 성탄을 축하드려요, Wesołych Świąt, С рождеством!, Hyvää joulua
http://lisadelgreco.blogspot.it

giovedì 19 dicembre 2019

Firenze: Al Teatro Puccini "Ore piccole" di e con Alessandro Riccio

Tedavi ’98 presenta "Ore piccole" scritto e diretto da Alessandro Riccio e con Gaia Nanni, Ciro Masella, Viola Panik, Mr. Punch, Vieri Raddi

Lunedì 30 e martedì 31 dicembre – giovedì 2 gennaio ore 21.00 (31/12 ore 22.00)


La città è un labirinto di mondi. Ogni luogo ha i suoi buoni e i suoi cattivi. Equilibri sconosciuti a chi non frequenta. Perdersi in una città – oggi come oggi – è praticamente impossibile. Ma perdersi nei meandri dell’anima è un attimo. Ed è lì che si possono incontrare e vedere cose mai viste. La distorsione della realtà, la capacità di percepire il dettaglio più nascosto, la sensibilità alterata. Attenti: può accadere a tutti…

Alessandro Riccio crea un carrozzone di personaggi divertentissimi, assurdi, terribilmente simili a tutti noi, per uno spettacolo di fine anno, pieno di canzoni, musica, situazioni paradossali e surreali.
Accanto a lui la carismatica Gaia Nanni – duetto ormai affiatatissimo del teatro fiorentino –, Ciro Masella, attore di grande talento che ha lavorato al fianco con Ronconi, Tiezzi, Latini, una coppia di travolgenti ballerini di Burlesque (Viola Panik e Mr. Punch) e il giovanissimo Vieri Raddi vero e proprio filo conduttore dello spettacolo. Come in una sorta di “Alice nel paese delle meraviglie”, il giovane protagonista vede ciò che non c’è. Ma che eppure è sempre stato lì accanto a lui.

PER IL TRAILER CLICCA QUI

Lo spettacolo è dedicato a Cry Lipso, il giovanissimo rapper fiorentino che è scomparso lo scorso novembre. Vladimiro – il protagonista di “Ore Piccole” – è anche lui un giovanissimo rapper dall’aria ribelle e, forse, in comune condividono il desiderio bruciante di rivelare il proprio mondo interiore e la faticosa complessità di farlo.

TEATRO PUCCINI
Via delle Cascine n° 41 – 50144 Firenze

TEL 055-362067
FAX 055-331108
EMAIL info@teatropuccini.it

Biglietti:
lunedì 30 dicembre – giovedì 2 gennaio
posto unico numerato € 15,00
(esclusi diritti di prevendita)

martedì 31 dicembre
Platea € 45,00
Galleria € 35,00
(esclusi diritti di prevendita)
Biglietti in vendita nel circuito regionale Boxoffice Toscana e su Ticketone
fonte:  www.teatropuccini.it

Danza: Capucci firma gli abiti per 'Les etoiles' di Daniele Cipriani

Lo ha confessato lui stesso: "Sarà la mia prima volta a teatro con la danza. Un sogno che è diventato realtà. Avevo disegnato alcuni bozzetti per una rivista musicale che doveva debuttare a Buenos Aires.

Era il lontano 1948, avevo 18 anni. Ma il progetto non andò in porto". È quanto ha dichiarato Roberto Capucci (classe 1930), un'icona della moda che Christian Dior definì "il migliore creatore italiano".

Sarà lui a vestire due delle 'Etoiles' del gala promosso e diretto da Daniele Cipriani in cartellone all'Auditorium Parco della Musica, il 24, 25 e 26 gennaio.

Un primo costume verrà indossato per un rovente Zapateado dallo spagnolo Sergio Bernal, 'bailador' carismatico del Balletto nazionale spagnolo. Il secondo cingerà il danzatore coreano Young Gyu Choi del Balletto nazionale olandese che si esibirà del ruolo dell'Idolo d'Oro, uno squisito cammeo di gusto esotico e di gran virtuosismo.

Ha continuato ancora nel suo racconto Roberto Capucci: "A parte l'esperienza con il teatro San Carlo di Napoli con Capriccio di Richard Strauss e le collaborazioni con la mia cara amica, il soprano Raina Kabaivanska, che più che altro erano riproduzioni delle mie creazioni per l'alta moda, non ho mai creato per la scena. Ma il costume teatrale”, ha proseguito, “è sempre rimasto nel mio cuore ed infatti, nel tempo libero, da qualche anno è cominciato a creare bozzetti per la scena. Ho cominciato, persino, ad esporre i disegni e ho partecipato ad alcune mostre. Dalla 'sovrana eleganza' al castello della principessa Odescalchi fino alle due ultime due esposizioni, 'Capucci dionisiaco. Disegni per il teatro' a Palazzo Pitti a Firenze e 'Spettacolo onirico. Disegni per il teatro' a Palazzo Scarpetta a Napoli".

Un successo di critica e di pubblico che ha spinto il celebre couturier a continuare su questa strada. Ed ha confessato ancora: "Tutti i giorni disegno. Per me è una forma di religione, uno sfogo, un bisogno profondo. È come quando uno ha sete e deve bere. È la stessa cosa. Io ho voglia di disegnare, di buttare giù schizzi, idee".

E sulla partnership artistica con Sergio Bernal ha ancora aggiunto il celebre maestro: "Questo danzatore spagnolo è bravissimo, è un genio, il vestito che ho creato per il suo assolo fa parte di lui. E lui fa parte del mio atto creativo. È uno scambio reciproco. Devo ringraziare Daniele Cipriani, che mi ha dato questa opportunità. Il tempo non è passato invano e ci sono altri progetti in futuro".
fonte: via fashionnetwork.com Copyright © 2019 AdnKronos. All rights reserved.

domenica 15 dicembre 2019

La grande arte al cinema, la vita di Botticelli diventa un film

Conoscere da vicino il genio del Botticelli e la Firenze del suo tempo. 
Accadrà il 27, 28 e 29 aprile, quando arriverà in sala ‘Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza’ prodotto da Sky con Ballandi e Nexo Digital e diretto da Marco Pianigiani


Al centro di questo lavoro, Sandro Botticelli, l’inventore della Bellezza, raffinato disegnatore, ritrattista rivoluzionario, straordinario interprete del suo  tempo. Bellezza, creatività, genio: la Firenze rinascimentale di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, è un concentrato di arte e cultura. Ma non è solo questo. Tra le innumerevoli botteghe e i palazzi del governo, tanta bellezza convive con il lato oscuro della città, fatto di lotte per il potere e intrighi di efferata violenza. (In foto un ritratto di Sandro Botticelli)

Un artista, più di tutti, ha saputo proiettare nelle sue opere, le luci e le ombre di un’epoca destinata a rimanere indimenticata: Sandro Botticelli (1445-1510). Grazie a quest’opera, rivivrà la Firenze delle botteghe attraverso la vita di Botticelli, le collaborazioni, le sfide e i successi. Dall’esordio sotto l’ala dei Medici, Botticelli si impone come l’inventore di una bellezza ideale, che trova la sua massima espressione in opere come la Primavera e la Nascita di Venere. E poi la morte di Lorenzo Il Magnifico, le prediche apocalittiche di Girolamo Savonarola e i falò delle vanità, che segnano la parabola discendente del maestro fiorentino, destinato a un oblio di oltre tre secoli. 

Dopo l’apprendistato, prima preso un orafo e poi presso Filippo Lippi, il maestro Botticelli lavorò nella bottega del Verrocchio, dove conobbe il giovane Leonardo da Vinci. Dopo aver aperto, verso il 1470, la propria bottega, fu per quasi tutta la sua vita a servizio dell’aristocrazia fiorentina, soprattutto dei Medici, che ritrasse in numerosi dipinti, tra cui il celebre ritratto di Giuliano de’ Medici e l’Adorazione dei Magi, conservata agli Uffizi, che rivela le sembianze, tra gli altri, di un giovane Lorenzo il Magnifico. La riscoperta di Botticelli ad opera dei preraffaelliti darà poi inizio a un’autentica Botticelli-mania, che dal XIX secolo si protrae fino a oggi. Da Salvador Dalì a Andy Warhol, da David LaChapelle a Jeff Koons e Lady Gaga, nessuno sembra immune al fascino eterno di Botticelli e delle sue opere, continuamente reimmaginate dagli artisti di ogni sorta, fino a entrare nell’immaginario collettivo. 
fonte: di Maurizio Costanzo www.lanazione.it 

Lgbt: Cathy La Torre è la migliore avvocata pro bono del 2019

L'avvocata, attivista per i diritti civili e cofondatrice di Odiare Ti Costa, ha vinto il primo premio nella categoria «professionisti pro bono» ai The Good Lobby Awards

Un premio enorme. Non poteva annunciare meglio Cathy La Torre, avvocata, attivista per i diritti civili, cofondatrice della campagna Odiare Ti Costa, il riconoscimento ottenuto ai The Good Lobby Awards 2019 consegnati venerdì 13 dicembre a Bruxelles.

Un primo premio nella categoria «professionisti pro bono» che è enorme proprio come l’impegno che da sempre La Torre dedica alla battaglia per i diritti civili delle persone gay, lesbiche, transgender. Centinaia di battaglie pro bono a sostegno di eguaglianza, parità di trattamento e contro il fenomeno dell’odio in rete.

 «Sono vittima ogni giorno di odio in rete», ci aveva raccontato La Torre in occasione del lancio della campagna Odiare Ti Costa. «E da 14 mesi assillata da uno stalker che mi minaccia di morte nei modi più impensabili. Non ho mai ottenuto alcuna “giustizia” per tutto questo odio che mi riversano addosso, ma nessuno pensa mai alle conseguenze». Così è nata l’iniziativa online, ideata cinque mesi fa assieme alla filosofa Maura Gancitano, che in pochissimi giorni ha ricevuto migliaia di segnalazioni: una valanga di richieste d’aiuto a cui Cathy la Torre insieme ad altri professionisti ha iniziato a rispondere.

Odiareticosta è diventata talmente virale che a sceglierla fra i migliori progetti in Europa sono stati proprio i cittadini europei che hanno espresso la propria preferenza nella community social dei Lobby Awards, un riconoscimento su scala europea ideato da The Good Lobby: organizzazione non profit impegnata a rendere più democratica, unita ed equa la società.

«Questo premio significa veder riconosciuta la bontà e la necessità urgente di una battaglia che non poteva più essere rinviata» ci spiega La Torre al telefono, subito dopo la premiazione a Bruxelles. «Prendo, prendiamo questo premio come un abbraccio di migliaia di persone che in tutta Europa ci dicono: “Grazie, avevamo bisogno di questo. Andate avanti per il bene di tutti”. E colgo l’occasione per ringraziare un’altra grande iniziativa, e cioè “The Good Lobby”, che mette assieme a livello europeo tutte le voci, tutti i gruppi che chiedono maggiore democrazia e maggiore unità. Per me rappresenta il coronamento di un percorso. Ma non una meta».

Grazie a Odiare Ti Costa, un pool di avvocati e informatici lavora h24 a titolo volontario e spiega alle vittime cosa possono fare per tutelarsi. «Di certo impegnarsi su un fronte tanto difficile quale è la lotta contro l’odio online sfibra, spossa, lascia a volte senza forze. Poi però arriva un riconoscimento del genere e senti di non essere sola, capisci che ciò che stai facendo ha un senso e che tanti, anche fuori dai confini nazionali, ti osservano. E lo fanno col cuore pieno di speranza».

Negli ultimi tre anni l’odio in rete è praticamente raddoppiato. Solo l’anno scorso Facebook ha rimosso 7,9 milioni di discorsi di odio in tutto il mondo, mentre YouTube cancella in media più di 15mila canali a trimestre. «Il mio prossimo grande obbiettivo è Far crescere Odiare Ti Costa, portare a casa i primi fondamentali successi anche sul piano dei risarcimenti nei confronti delle vittime, ma soprattutto vedo nel mio futuro immediato un duro lavoro per portare in Parlamento una legge contro l’odio online. Questo sarà il passo più importante per noi e soprattutto per il Paese».
fonte: di Alessia Arcolaci  www.vanityfair.it

domenica 8 dicembre 2019

Fashion: La mostra di Alexander McQueen a Londra dove le rose profumano per sempre

Dal vestito di fiori freschi del 2007 a quello firmato da Sarah Burton con volumi scultorei: l'ossessione di McQueen per il "giardinaggio" è nella mostra Roses a Old Bond Street.

Gli abiti di Alexander McQueen fanno da sempre parte del reame dell'arte, più che della sola moda, e per questo hanno meritato negli anni più di una mostra. L'esposizione che ha appena aperto le porte nel suo store di Old Bond Street, però, non è una delle tante celebrazioni dell'irriverente stilista britannico morto tragicamente nel 2010.

Ad organizzarla, è proprio la donna che ne ha preso il testimone alla guida del brand omonimo, Sarah Burton, che ha voluto dedicare un intero piano del negozio a esposizioni temporanee che riflettano sull'artigianalità e sul talento assoluto di McQueen.

E la mostra Alexander McQueen Roses, appena inaugurata, racconta senza parole, ma con gli abiti e i tessuti, una delle ossessioni dello stilista, quella rivolta all'elemento naturale. Educati giardini all'inglese o rovi incolti, esplosioni di ortensie e copricapi vistosi, ricamati su vestiti see-through, i fiori hanno sempre fatto parte dell'estetica del creativo inglese, che ne ha rivisitato lo stereotipo, stravolgendolo. La natura è bellissima perché violenta e senza un ordine apparente, prende il sopravvento all'improvviso e si appropria di vestiti interi, caricandoli di peso e significato.

Per questo motivo sono esposte due delle creazioni sinonimo di questa teoria: se da una parte c'è l'abito Red Rose realizzato dalla Burton per la collezione autunno/inverno 2019, dall'altra c'è la poesia con la quale McQueen chiuse la sfilata Sarabande del 2007.

Carico all'epoca di fiori freschi, il look fu salutato da applausi scroscianti, come succedeva in tutte le occasioni nelle quali McQueen dava prova della sua genialità nel giocare con tessuti e consistenze, trasformandole e plasmandole, camminando costantemente in perfetto equilibrio tra violenza e poesia. La genealogia e la tecnica dietro queste creazioni, work in progress e ricerche, sono disposte su un tavolo, "alla mercé" degli studenti, ai quali Sarah Burton si rivolge dall'inizio dell'opening del nuovo store. Per la scorsa collezione, infatti, sui suoi abiti sono finite delle stampe realizzate dagli studenti della Central Saint Martins durante un corso di illustrazione di Julie Verhoeven organizzato proprio nella boutique. 

Apprendere le tecniche elaborate del drappeggio, del ricamo, e svelare i misteri sui quali camminava l'arte e la moda di Alexander McQueen, vuol dire, essenzialmente, tenerla in vita, e passarla alla prossima generazione di creativi. Nella speranza che, tra quella folla, ci sia qualcuno irriverente abbastanza da prendere quei lemmi estetici divenuti dogmi, e rivoluzionarli, ancora. Come sarebbe piaciuto a Lee Alexander.
fonte: Di   www.marieclaire.com

Un gruppo di over 60 LGBT ritrova una famiglia con il co-housing

Un arcobaleno che non invecchia mai.

Sono tantissimi i progetti di invecchiamento attivo che stanno nascendo in tutta la Penisola. Alcuni iniziano ad avere un sostegno pubblico da parte delle Regioni più attente, la maggior parte è ancora frutto dell’iniziativa privata, spesso di associazioni ad hoc.

Tra queste ultime, c’è l’Agapanto LGBT Roma che ha unito le sue energie con quelle di Banca Etica nell’intento di creare la prima residenza di omosessuali, bisessuali e transessuali over 60. Agapanto è un’insolita associazione di persone LGBT+ che hanno superato i sessant’anni, mentre Banca Etica ha al suo interno numerose socie sensibili al tema che si ritrovano nel Gruppo Iniziative Territoriali (GIT) del Lazio.

Tutto è cominciato da una serie di incontri relativi alle problematiche delle persone anziane LGBT+, organizzati dal Circolo “Mario Mieli” di Roma. Finita la serie di incontri – come riporta puntualmente il blog di Agapanto – in parecchi hanno cominciato a frequentarsi con una certa assiduità.

Alle discussioni sul disagio delle persone anziane omo-bi-transessuali, si è aggiunta presto l’esigenza di trovare un modo di formare una comunità che avesse l’obiettivo di creare le condizioni per una vita più serena per queste persone; ulteriormente, stimolando le istituzioni sul tema dell’invecchiamento attivo.

La svolta è avvenuta nel giugno del 2017 quando, grazie a un articolo apparso su Repubblica.it, questa idea di co-housing ha avuto un’eco inaspettata.
Di lì, tantissimi contatti con singoli e associazioni che si occupano delle stesse problematiche, nonché la creazione di una rete nazionale di coordinamento.

All’Università La Sapienza di Roma, dove l’idea ha trovato un luogo di incontro per provare ad articolare un progetto con un processo partecipato, è cominciata la discussione attorno alla ricerca di un alloggio adeguato alle esigenze. L’individuazione di una struttura con simili caratteristiche è stata condivisa con il V Municipio che sta aiutando i soci nella ricerca di un edificio pubblico in comodato d’uso. “Insieme cerchiamo il nostro futuro” è lo slogan con cui nel 2018 è stata lanciata la campagna per realizzare il prima possibile la Casa Etica – Agapanto.

Portare avanti una struttura residenziale LGBT+ aperta al territorio piuttosto che un “arcipelago” di co-housing oppure un residence LGBT+ con abitazioni in affitto e servizi alberghieri o, magari, un condominio con abitazioni di proprietà e spazi condominiali per una vita comune dipenderà sia dalla capacità organizzativa dei promotori che dall’individuazione di altri partner, nonché dal coinvolgimento delle associazioni di co-housing sociale e di quello delle realtà LGBT+ locali e nazionali, ma soprattutto dalla risposta del pubblico anziano LGBT+ a queste proposte.

Questo disegno, nell’intento di tutti gli attivisti, cerca di combattere un disagio. Un disagio che è amplificato nell’anziano omo-bi-transessuale, spesso figlio di un’epoca laddove un’idea di famiglia era per lui preclusa. Perché casa è dove regna l’amore.
fonte:    www.neg.zone

Associazione Promozione Sociale
AGAPANTO
e-mail: anzianilgbt@libero.it
Blog: https://anzianilgbt.blogspot.it/
telefono 3393021294
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BIC SWIFT: UNCRITM1B12

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giovedì 5 dicembre 2019

Lirica: La Prima della Scala in onda su Rai1, come seguire la Tosca in diretta tv

Per il quarto anno consecutivo, è il primo canale Rai a trasmettere in diretta televisiva la Prima del Teatro alla Scala del 7 dicembre.

Stavolta sarà il turno della Tosca di Giacomo Puccini, diretta da Riccardo Chailly con il soprano Anna Netrebko e il tenore Francesco Meli. Ecco come seguire l’appuntamento in tv, radio e streaming.

Sarà “Tosca”, l’immortale opera di Giacomo Puccini, ad aprire la stagione del Teatro alla Scala di Milano. La Prima del 7 dicembre è l'avvenimento culturale per eccellenza dell'anno meneghino e anche nel 2019, per il quarto anno consecutivo, sarà Rai1 a trasmetterla in diretta. Un appuntamento promosso da Rai Cultura per la gioia dei melomani e di chi pensa che il Servizio Pubblico debba proporre sui suoi canali principali un evento così importante.
Come vedere la Prima della Scala del 7 dicembre 2019

La Tosca, in diretta dal Teatro alla Scala, andrà in onda in esclusiva su Rai1, Radio3 e RaiPlay il 7 dicembre dalle 17.45, per circa tre ore. Seguiranno differite trasmesse da Rai5. L'opera sarà diretta dal direttore d'orchestra Riccardo Chailly e vedrà la regia di Davide Livermore. I protagonisti saranno il soprano Anna Netrebko (Tosca), il tenore Francesco Meli (Cavaradossi) e il baritono Luca Salsi (Scarpia). Le scene sono di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Antonio Castro e i video di D-wok. Oltre che un grande evento per la lirica, la Prima alla Scala è anche un tradizionale momento mondano, che vede tra gli spettatori personaggi della cultura, dello spettacolo e delle istituzioni.

La Tosca all'estero
La Tosca sarà inoltre visibile in molte location di Milano e trasmessa in diretta nei cinema in Italia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Polonia, Norvegia e Finlandia, e in differita in Australia e Sud America. In televisione, andrà in onda in diretta su Arte/ZDF in Francia, Germania (e altri Paesi di lingua francese e tedesca), su CESKA TELEVIZA in Repubblica Ceca, su MTVA in Ungheria, su RTP in Portogallo, su ACTION 24 in Grecia.

La Tosca, la trama
Opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, la Tosca venne rappresentata per la prima volta a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.
Il libretto deriva dal dramma La Tosca di Victorien Sardou. Siamo a Roma, in data 14 giugno 1800:  il pittore Mario Cavaradossi sceglie di aiutare l'amico Cesare Angelotti, ex console della napoleonica Repubblica Romana appena abolita. Il barone Scarpia, capo delle Guardie Pontificie, ordisce una trappola per catturare Angelotti e contemporaneamente sedurre Tosca, l'amante di Cavaradossi.
Fa dunque arrestare Cavaradossi e obbliga Tosca, in cambio della salvezza del suo amato, a promettersi a lui e a rivelare il nascondiglio di Angelotti. La donna cede al ricatto ma, non appena ottenuto il salvacondotto per Cavaradossi, uccide Scarpia e corre a salvare l'amante. Arriva però troppo tardi: Mario è già stato fucilato e Tosca, per la disperazione, si uccide gettandosi nel Tevere. Le arie più celebri sono “Vissi d’arte”, cantata da Tosca nel II atto, e “E lucevan le stelle”, intonata da Cavaradossi nel III. Sotto, lo spot ufficiale della Rai.
fonte: di Valeria Morini  tv.fanpage.it

Firenze: A marzo la prima edizione di TESTO. [COME SI DIVENTA UN LIBRO] Alla Stazione Leopolda

Un team di curatori, circa 100 editori grandi e piccoli, una selezione di novità e titoli significativi, un programma fitto di eventi per raccontare il dietro-le-quinte
di come nasce un libro e di come arriva nelle mani del lettore 

 

Dal 20 al 22 marzo 2020, alla Stazione Leopolda di Firenze debutta testo [come si diventa un libro], un format innovativo sull’editoria ideato da Todo Modo e organizzato da Stazione Leopolda in collaborazione con Pitti Immagine. 

TESTO sarà un appuntamento annuale che segue il percorso di vita che ogni libro compie: dalla scrivania dell’autore a quella di una casa editrice, agli scaffali di una libreria e fino agli occhi del lettore. Grazie a un team di curatori trasversali al mondo della scrittura, ogni appuntamento di TESTO proporrà una visione in profondità del mondo dei libri e della sua ecologia complessa, rivolgendosi sia al grande pubblico sia agli addetti ai lavori, librai, direttori di biblioteche, giornalisti specializzati.


“TESTO è un viaggio tra i libri e la bibliodiversità con un'attenzione speciale per la dimensione comunitaria dell’editoria, gli attori, le professioni, le conoscenze e le sensibilità che compongono la sua filiera ̶ dice Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda e direttore generale di Pitti Immagine. La selezione accurata della proposta espositiva, la presenza paritaria di editori piccoli e grandi, la direzione artistica fatta da una squadra di curatori esperti, il coinvolgimento di pubblici diversi, la rete locale e nazionale di soggetti che vogliamo interessare, sono le caratteristiche che distinguono il nostro progetto”.

Il viaggio di TESTO si articolerà in tre tappe:
Le Case Editrici, L'Arena e le 7 Stazioni, La Grande Libreria.

Le Case Editrici. Nelle due navate della Stazione Leopolda, con l'obiettivo di creare una sintesi tra grandi gruppi e realtà indipendenti, ognuna delle case editrici partecipanti organizzerà la propria presenza attorno a una selezione di titoli, non più di 40: nessuna sovrabbondanza visiva, nessun affastellamento di volumi sui tavoli, disegnati per mettere in evidenza la selezione. Di modo che i visitatori possano decidere l’acquisto concentrandosi sulle singole proposte, che gli espositori illustreranno all'interno della loro strategia editoriale. Altri 200 titoli sugli scaffali serviranno per far conoscere meglio il catalogo della casa editrice, con gli autori più significativi e le collane più importanti.

L'Arena e le 7 stazioni. Nella seconda tappa, l’Arena, in 7 stazioni si racconterà invece come nasce un libro. Ogni stazione presenterà una fase della vita di un libro: dal lavoro dello scrittore, a quello degli editor, dei traduttori, dei grafici, dei promotori e dei librai, fino a quello del lettore.

Il programma di presentazioni, incontri ed eventi sarà coordinato da un team di curatori: Luca Briasco, editor di narrativa straniera, traduttore ed editore di Minimum Fax, Andrea Gessner, editore di Nottetempo, Beatrice Masini traduttrice, scrittrice e direttrice editoriale di Bompiani, Giovanna Silva e Chiara Carpenter, rispettivamente fotografa, editrice di Humboldt Edizioni, e redattrice di Humboldt e fondatrice di Sanrocco magazine, Leonardo Luccone, fondatore dell'agenzia letteraria Oblique, Maddalena Fossombroni e Pietro Torrigiani, fondatori della libreria Todo Modo, Riccardo Ventrella, responsabile comunicazione del Teatro della Pergola. Alla programmazione dell'attività complessiva dell’Arena daranno un contributo decisivo le case editrici con loro proposte e iniziative.

La Grande Libreria. La terza tappa di TESTO sarà la grande libreria organizzata intorno a queste sette fasi della filiera editoriale. Di ogni casa editrice partecipante saranno scelti ed esposti per l'acquisto i sette libri che meglio rappresentano ognuna delle 7 stazioni dell’Arena.

TESTO intende creare collaborazioni potenziali con tutti i protagonisti del mondo dell'editoria, inserendosi nel palinsesto delle manifestazioni e delle iniziative che a livello nazionale sostengono il libro e la lettura, dai festival ai circoli letterari, dai premi ufficiali ai concorsi per il grande pubblico, dalle associazioni professionali ai corsi universitari e ai master sul tema dell’editoria.
Come per ogni evento di qualità, il suo successo dipenderà anche dalla convinta mobilitazione delle migliori forze della città che lo ospita, Firenze.

TESTO dovrà rappresentare un arricchimento originale del programma culturale della città – continua Agostino Poletto - promuovendo sinergie. È un impegno che abbiamo espresso anche al Comune di Firenze e alla Regione Toscana. Per questo il programma di TESTO non si svilupperà solo all'interno della Stazione Leopolda, ma anche in città con ConTESTO e, qualche giorno prima dell'apertura dell'evento, anche con PreTESTO: all'interno di librerie, grandi e piccoli musei, gallerie, caffè, negozi, locali e luoghi di ritrovo cittadini si svolgeranno incontri ed eventi incentrati sui libri e sul mondo dell’editoria”.

TESTO va ad arricchire l'ecosistema favorevole alla lettura – dice Monica Barni, Vicepresidente e Assessore alla Cultura, Università e Ricerca della Regione Toscana – di cui la rete dei festival del libro e della lettura costituisce una parte importante. Si tratta di ulteriori occasioni di incontro, conoscenza e diffusione del libro tenendo sempre presente l'obiettivo principale che è quello di allargare il pubblico dei lettori. In questo la Regione Toscana è impegnata da anni. Attraverso il patto regionale per la lettura, stiamo lavorando per sviluppare una rete dei festival e delle fiere della lettura toscani, cercando prima di tutto di mappare le varie manifestazioni presenti per poi individuare sinergie ed interazioni, costruendo una programmazione regionale che metta in luce le diverse specificità”.

“Siamo molto felici che arrivi a Firenze un nuovo progetto dedicato al libro – dice Tommaso Sacchi, Assessore alla cultura e alla moda del Comune di Firenze. La nostra città è sicuramente una delle sedi privilegiate per parlare di letteratura, cultura, amore per la lettura. Siamo curiosi di conoscere da vicino questo nuovo progetto, che nasce per raccontare l'intera filiera del libro, dalla sua concezione fino all'arrivo sul mercato, e non possiamo che ringraziare Stazione Leopolda e Pitti Immagine. Questa volontà di investire su Firenze è un segnale di fiducia e una preziosa occasione di collaborazione”.
fonte:  www.pittimmagine.com

“Fermiamoli a ogni costo”: la campagna porta a porta di Hugh Grant per dire No alla Brexit (che ricorda Love Actually)

Hugh Grant: il porta a porta per dire no alla Brexit

Con l’arrivo del Natale in molti ricordano il celebre film romantico “Love Actually”, in cui il primo ministro britannico, interpretato da Hugh Grant, bussa alle porte di un quartiere periferico di Londra per ritrovare la ex segretaria di cui è innamorato.


In questi giorni alcuni cittadini di Londra stanno vivendo quasi la stessa emozione perché Hugh Grant sta portando avanti una campagna elettorale porta a porta per dire no alla Brexit.

La campagna “Fermiamoli a ogni costo” ha visto il celebre attore britannico recarsi nel quartiere di Finchley and Golders Green, circoscrizione a nord ovest di Londra, insieme alla candidata liberal democratica Luciana Berger per promuovere la sua candidatura e persuadere la popolazione a non votare l’attuale primo ministro Boris Johnson alle elezioni del 12 dicembre prossimo.
Grant si oppone da tempo alle politiche di Johnson e alla Brexit, e aveva insultato espressamente l’ex sindaco di Londra sui social quando in Parlamento si discuteva il “no deal”.

Questa volta l’attore inglese, interprete di “Nothing Hill” e “Quattro Matrimoni e un funerale”, ha deciso di accompagnare la candidata libdem nelle case dei cittadini per convincerli a rimanere nell’Unione Europea e opporsi alla campagna pro Brexit di Boris Johnson, definito da Grant un “giocattolo di gomma” e un politico “che riesce a pensare solo a se stesso e alla sua carriera”.
fonte:  Di Marta Vigneri      www.tpi.it

Arte: A Milano nel 2020 una grande mostra sulle donne del Seicento, da Artemisia Gentileschi a Elisabetta Sirani

Una grande mostra sulle donne artiste del Seicento: è stata annunciata ieri e si terrà a Milano, a Palazzo Reale, tra dicembre 2020 e marzo 2021.

Una proposta inedita, quella che sarà curata da Alain Tapié (già direttore del Musée des Beaux-Arts di Caen e del Palais des Beaux-Arts di Lille) e Anna Maria Bava (funzionario storico dell’arte del MiBACT). La rassegna s’intitolerà Le signore del barocco: saranno esposte opere di artiste come Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Lavinia Fontana, Sofonisba Anguissola, Fede Galizia.

L’idea è quella di far emergere pienamente la vita e l’arte di artiste già conosciute, come quelle sopra citate, accanto a quelle che invece ancora attendono studi specifici: i nomi sono quelli di Barbara longhi, Diana Ghisi Scultori, Orsola Maddalena Caccia, Giovanna Garzoni, Virginia da Vezzo, Plautilla Bricci, Ginevra Cantafoli. La mostra (della quale non si conoscono ancora ulteriori dettagli) farà parte del palinsesto Creativa 2020. I talenti delle donne, presentato nel settembre 2019 dal Comune di Milano: si tratta di un programma multidisciplinare dedicato alla creatività delle donne e che si svolgerà lungo tutto l’arco del 2020 nel capoluogo lombardo.

Nell’immagine: Artemisia Gentileschi, Giuditta con l’ancella (1618 circa; olio su tela, 114 x 93,5 cm; Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti)
fonte:  Elisabetta Sirani www.finestresullarte.info