domenica 8 dicembre 2019

Un gruppo di over 60 LGBT ritrova una famiglia con il co-housing

Un arcobaleno che non invecchia mai.

Sono tantissimi i progetti di invecchiamento attivo che stanno nascendo in tutta la Penisola. Alcuni iniziano ad avere un sostegno pubblico da parte delle Regioni più attente, la maggior parte è ancora frutto dell’iniziativa privata, spesso di associazioni ad hoc.

Tra queste ultime, c’è l’Agapanto LGBT Roma che ha unito le sue energie con quelle di Banca Etica nell’intento di creare la prima residenza di omosessuali, bisessuali e transessuali over 60. Agapanto è un’insolita associazione di persone LGBT+ che hanno superato i sessant’anni, mentre Banca Etica ha al suo interno numerose socie sensibili al tema che si ritrovano nel Gruppo Iniziative Territoriali (GIT) del Lazio.

Tutto è cominciato da una serie di incontri relativi alle problematiche delle persone anziane LGBT+, organizzati dal Circolo “Mario Mieli” di Roma. Finita la serie di incontri – come riporta puntualmente il blog di Agapanto – in parecchi hanno cominciato a frequentarsi con una certa assiduità.

Alle discussioni sul disagio delle persone anziane omo-bi-transessuali, si è aggiunta presto l’esigenza di trovare un modo di formare una comunità che avesse l’obiettivo di creare le condizioni per una vita più serena per queste persone; ulteriormente, stimolando le istituzioni sul tema dell’invecchiamento attivo.

La svolta è avvenuta nel giugno del 2017 quando, grazie a un articolo apparso su Repubblica.it, questa idea di co-housing ha avuto un’eco inaspettata.
Di lì, tantissimi contatti con singoli e associazioni che si occupano delle stesse problematiche, nonché la creazione di una rete nazionale di coordinamento.

All’Università La Sapienza di Roma, dove l’idea ha trovato un luogo di incontro per provare ad articolare un progetto con un processo partecipato, è cominciata la discussione attorno alla ricerca di un alloggio adeguato alle esigenze. L’individuazione di una struttura con simili caratteristiche è stata condivisa con il V Municipio che sta aiutando i soci nella ricerca di un edificio pubblico in comodato d’uso. “Insieme cerchiamo il nostro futuro” è lo slogan con cui nel 2018 è stata lanciata la campagna per realizzare il prima possibile la Casa Etica – Agapanto.

Portare avanti una struttura residenziale LGBT+ aperta al territorio piuttosto che un “arcipelago” di co-housing oppure un residence LGBT+ con abitazioni in affitto e servizi alberghieri o, magari, un condominio con abitazioni di proprietà e spazi condominiali per una vita comune dipenderà sia dalla capacità organizzativa dei promotori che dall’individuazione di altri partner, nonché dal coinvolgimento delle associazioni di co-housing sociale e di quello delle realtà LGBT+ locali e nazionali, ma soprattutto dalla risposta del pubblico anziano LGBT+ a queste proposte.

Questo disegno, nell’intento di tutti gli attivisti, cerca di combattere un disagio. Un disagio che è amplificato nell’anziano omo-bi-transessuale, spesso figlio di un’epoca laddove un’idea di famiglia era per lui preclusa. Perché casa è dove regna l’amore.
fonte:    www.neg.zone

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