sabato 11 giugno 2016

Lgbt: Fondazione Pitti Immagine Discovery presenta "KARL LAGERFELD-Visions of Fashion" dal 14 giugno al 23 ottobre

Lo sguardo fotografico di un grande Maestro nel progetto che celebra il ritorno della moda a Palazzo Pitti e apre il programma triennale di cultura della moda contemporanea

In occasione di Pitti Immagine Uomo 90, il prossimo 14 giugno a Firenze sarà inaugurata a Palazzo Pitti KARL LAGERFELD – Visions of Fashion, una mostra fotografica curata da Eric Pfrunder e Gerhard Steidl che ripercorre l’intera carriera fotografica di Lagerfeld, oltre a presentare molti inediti.

La mostra, che resterà aperta fino al 23 ottobre, è prodotta da Fondazione Pitti Immagine Discovery e Gallerie degli Uffizi, con il supporto di Centro di Firenze per la Moda Italiana e Pitti Immagine.

KARL LAGERFELD – Visions of Fashion è uno speciale progetto antologico che celebra la raffinata ed eclettica produzione fotografica di Karl Lagerfeld
: scatti e servizi di moda pubblicati sui più importanti fashion magazine internazionali – tra i quali le diverse edizioni internazionali di Vogue, Harper’s Bazaar, Numéro e V Magazine - e foto ispirate alla mitologia classica, come le serie “Le Voyage d’Ulysse” e “Daphnis and Chloe”.
Un insieme straordinario di circa 200 immagini realizzate con tecniche varie: dagherrotipia, platinotipia, Polaroid transfer, resinotipia, serigrafia, stampa digitale.

Il percorso della mostra - che partendo dallo Scalone del Moro si snoda attraverso le Sale della Galleria Palatina fino alla Sala Bianca e alle due Sale degli Appartamenti degli Arazzi - vede dialogare le dimensioni delle opere con gli spazi espositivi: più discrete quelle pensate per la Galleria Palatina, quasi a punteggiare l’itinerario dei visitatori lungo le stanze museali ricchissime di capolavori; più imponenti quelle negli Appartamenti degli Arazzi, come in un tacito rapportarsi con i preziosi arazzi esposti.
Per la Sala Bianca, dove nel 1951 è nata la moda italiana, i curatori hanno pensato a una serie di immagini di Alta Moda, stampate su carta preziosa e leggera, che calano fluttuando dal soffitto, a ricordare il movimento degli abiti delle indossatrici in passerella.

La mostra KARL LAGERFELD – Visions of Fashion fa parte del “Programma Speciale Fiere Pitti Immagine 2016” promosso da Centro di Firenze per la Moda Italiana e realizzato grazie al contributo di MISE e Agenzia ICE nell’ambito del progetto a sostegno delle fiere italiane e del Made In Italy.

Karl Lagerfeld
Stilista, fotografo, editore, designer, oltre che regista, Karl Lagerfeld ha creato un universo in cui ogni linea è perfettamente definita, in cui ogni dettaglio ha un’importanza assoluta. La sua mente cartesiana ha dato vita a uno stile caustico, ultramoderno e molto preciso, con un fascino e un approccio che emergono dai simboli grafici diventati i suoi inequivocabili tratti distintivi.
Karl Lagerfeld ha deciso di mettersi dietro l'obiettivo nel 1987, quando ha realizzato il suo primo servizio per Chanel, su richiesta di Eric Pfrunder, direttore immagine della griffe.
Da allora ha sempre immortalato le campagne pubblicitarie di tutti i brand di cui è creatore. La sua passione per la fotografia e per i libri ha trasformato le sue campagne in veri e propri art book (pubblicati da Steidl), e al tempo stesso ha continuato a fotografare per i più prestigiosi magazine internazionali.
Nelle parole di Karl Lagerfeld: "La fotografia oggi è parte integrante della mia vita. Per me è impossibile vedere la vita senza lo sguardo della fotografia, il mondo e la moda attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Mi permette di mantenere un distacco critico nel lavoro di tutti i giorni: mi aiuta più di quanto avessi mai potuto immaginare".
fonte: http://www.pittimmagine.com/

giovedì 9 giugno 2016

Lgbt: Arena di Verona, i ballerini: «non tagliateci»

I ballerini del corpo di ballo della Fondazione lirica Arena di Verona non mollano e si rifiutano di assistere inerti alla loro stessa eliminazione, prevista dal piano di risanamento che il commissario Carlo Fuortes presenterà ai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials lunedì prossimo.

Che prevede appunto la cancellazione del corpo di ballo, oltre al taglio di due mesi di lavoro in inverno (che vale il 16% degli stipendi) per tutti i dipendenti. E che sarebbe “definitivo”, nel senso che Fuortes non sarebbe disponibile ad incontrare ulteriormente i sindacati che avevano proposto un contratto di solidarietà per compensare i tagli stipendiali.

«Il corpo di ballo è composto per il momento da 22 danzatori professionisti stabili – scrivono i ballerini in una nota ripresa dall’Arena – inoltre, per quanto riguarda le spese, questi 22 tersicorei stabili costeranno un milione circa e non come si affermava precedentemente dove si evinceva che l’organico era composto da nove persone e i costi erano di due milioni». «Chiudendo il corpo di ballo la stessa Fondazione riceverebbe meno fondi pubblici – aggiungono – non ci sarebbero produzioni di balletto e quindi meno incassi, senza considerare che la legge Bray non prevede comunque la chiusura di un settore artistico»
fonte: http://www.vvox.it/

lunedì 30 maggio 2016

Milano: Drusilla Foer in "ELEGANZISSIMA" il recital. Al Teatro Franco Parenti dal 7 al 17 giugno

ELEGANZISSIMA il recital
con la supervisione artistica di Franco Godi
dal 7 al 17 giugno 2016 - Milano, Teatro Franco Parenti in prima nazionale


In "Eleganzissima", Drusilla Foer ci racconta, a suo modo, spassosi aneddoti e ricordi intensi della sua vita straordinaria.

Al cinema con Ferzan Özpetek, in televisione con Serena Dandini e poi in radio. Icona di stile e musa di grandi fotografi, dal 7 giugno prossimo Drusilla Foer debutta sul palco del Teatro Franco Parenti con Eleganzissima in prima nazionale.

Il recital è un mish-mash emotivo e musicale, scritto e diretto dalla Signora Foer, che racconta, con humour tagliente e commovente malinconia, aneddoti e ricordi intensi della sua vita straordinaria, vissuta fra la Toscana, Cuba, l'America e l'Europa, e costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile.

Essenziali al racconto sono le canzoni, legate a quei momenti di vita, che Drusilla Foer interpreta accompagnata al pianoforte dal Maestro Loris di Leo e con la partecipazione di Nico Gori solista d'eccezione al clarinetto e al sax. La Signora canta i brani di Brel/Battiato, Chaplin, Amy Winehouse, Renato Zero, Gaber, Jannacci, Bowie, Don Backy, Tosti/D'Annunzio, Milly e altri.

Chi è Drusilla Foer? Come è diventata un'icona di stile, la musa di grandi fotografi e stilisti, l'elegante Signora dai capelli bianchi e dagli occhi celesti che si commuove al ricordo dell'amico folle che suonava le carte di cioccolatini, che incanta il pubblico con un'interpretazione di "I Will Survive" profumata di notti newyorchesi? "Eleganzissima" svela un po' di lei: familiare per i suoi racconti così confidenziali; unica, per quanto quei ricordi sono eccezionali e solo suoi. Il pubblico si trova coinvolto in un viaggio nella realtà così poco ordinaria di un personaggio realmente straordinario, in un'alternanza di momenti che strappano la risata e altri dall'intensità commovente.

"Eleganzissima" è soprattutto uno spettacolo ricco di musica. Anche per questo si avvale della direzione artistica di FRANCO GODI, che con la sua originalità e capacità di rinnovarsi, continua da più di mezzo secolo a lasciare il segno nella scena musicale italiana.

Proposto in una preview di tre sere sold out al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino nel febbraio 2016, "Eleganzissima" va ora in scena in prima nazionale al Teatro Franco Parenti di Milano dal 7 al 17 giugno 2016.

Un tango morboso spiato dietro una tenda.
Un amico folle che suona cartine di cioccolatini.
Una serenata napoletana imparata da una cuoca napoletana a Cuba.
I will survive malinconica di notti folli newyorkesi...
"...canto quelle che so, se le so un motivo c'è"

A QUESTO LINK IL VIDEO TRAILER DI "ELEGANZISSIMA"
PAGINA FB ufficiale Drusilla Foer: www.facebook.com/drusilla.foer

ELEGANZISSIMA - recital, di e con Drusila Foer
Teatro Franco Parenti - SALA AcomeA -
da martedì 7 a venerdì 17 giugno 2016
Biglietti disponibili online a questo LINK
Intero Platea € 25, Galleria € 18 - Over 60 e Under 26 Ridotto € 14 + diritti di prevendita
ORARI lun, mar, gio h 20.45 - mer, ven h 19.45 - dom h 17.45 - sabato riposo

Per informazioni: Teatro Franco Parenti - Via Pierlombardo 14 - MILANO
Tel. Biglietteria 02 59995206 - www.teatrofrancoparenti.it
fonte: Ufficio stampa: pantarei 3.0 - Elena Pantera

lunedì 16 maggio 2016

Lgbt: 17 maggio 2016 giornata mondiale contro l’omotransfobia

In occasione della giornata mondiale contro l’omotransfobia, ALA Milano Onlus vi invita a partecipare alla proiezione del film “Pride”, martedì 17 maggio ore 16,30 presso l’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono 7, l’evento è organizzato con il supporto di varie associazioni e istituzioni.
L’evento si svolgerà presso l’Aula Magna dell’Università, verrà inaugurato con i saluti istituzionali di Gianluca Vago, Rettore dell’Università degli Studi di Milano e di Sandro Gozzi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Interverranno:
Marilisa D’Amico, Università Statale di MIlano
Mr Shakra Rami, Vice Console Stati Uniti d’America con delega per i Diritti delle persone LGBT in Italia
Mauro Grimoldi, Casa Diritti Comune di Milano
Roberto Zacheo, Ricorrente alla Cedu nella sentenza Oliari
Lele Jandon, il Cinema e i Diritti
Paolo Pobbiati, Amnesty International

A seguito dei saluti verrà proiettato il film, “Pride”, di Matthew Earchaus. (2014) Ingresso fino ad esaurimento posti dalle ore 16.00. Il film sottotitolato e dibattito tradotto nella lingua dei segni. Vi aspettiamo!
fonte: www.sportellotransalamilano.it

mercoledì 4 maggio 2016

Lgbt: Marcello Bonfanti presenta il progetto fotografico "BEAUTIFUL MEN: next destination Sulawesi" puoi partecipare e sostenerlo con una donazione

Unisciti ad un viaggio alla scoperta di una dinamica universale: l'affermazione di un'identità di genere diversa da quella biologica.

Presentazione dettagliata del progetto e donazioni cliccando A QUESTO SITO

BEAUTIFUL MEN
Maschio o femmina? Natura o cultura? Scelta o destino? Il confine tra maschile e femminile è un dato certo, un bisogno intimo o una convenzione sociale? Sono queste le domande che mi sono posto lavorando al mio progetto fotografico internazionale BEAUTIFUL MEN che esplora una dinamica presente in ogni epoca e in ogni cultura: l’affermazione di un’identità di genere diversa da quella biologica.
Ho iniziato il viaggio a Cuba nel 2004, dove ho fotografato un gruppo di travestiti, ho proseguito nel 2006 in Cina dove ho seguito un gruppo di performers maschi che interpretavano parti femminili e infine a Tonga nel 2012 ho ritratto i fakaleiti, il terzo sesso della Polinesia, uomini cresciuti come se fossero donne. Vuoi unirti al viaggio? La prossima tappa è l’isola di Sulawesi in Indonesia, dove fotograferò le Bissu, sacerdotesse animiste, biologicamente maschi ma apparentemente femmine, che incarnano la coesistenza di principio maschile e femminile. Puoi unirti al viaggio cliccando QUI

IL VIAGGIO
Dopo il bachelor in Arti Fotografiche presso la University of Westminster di London, ho concentrato la mia ricerca sull'uso della fotografia nella rappresentazione dell'identità.
Ho iniziato questo progetto nel 2004 a Cuba, tra le stanze segrete di San Isidro, quartiere popolare di l’Havana, dove la notte, come crisalidi, gli uomini si trasformavano in donne, per dar vita a variopinti spettacoli di cabaret, clandestini ed illegali, pubblicizzati solo ad un’audience ristretta e selezionata.

Questa serie fotografica ha ricevuto vari importanti riconoscimenti tra cui un premio al WORLD PRESS PHOTO 2005. Il lavoro è proseguito nel 2006 a Beijing dove alcuni gruppi di travestiti che si esibiscono nei locali gay della città hanno tenuto in vita, nonostante il divieto imposto da Mao negli anni 60, la millenaria tradizione del teatro dell’opera cinese di usare attori maschi per rappresentare ruoli femminili. Infine nel 2012 è stata la volta di Tonga, dove da sempre esiste la tradizione dei fakaleiti, uomini cresciuti per propria scelta o per scelta della famiglia, come se fossero donne. I fakaleiti, paggetti della famiglia reale tongana, ogni anno, poco prima delle celebrazioni per la monarchia, concorrono al popolarissimo festival di Miss Galaxy, l’elezione della reginetta di bellezza.

PROSSIMA DESTINAZIONE: SULAWESI
Grazie al vostro sostegno, vorrei realizzare la prossima tappa del progetto sull’isola di Sulawesi, in Indonesia, dove l’etnia dei Bugis ha mantenuto viva la tradizione dei 5 sessi, maschile, femminile, calabai (falsa donna), calalai (falso uomo) ma soprattutto le Bissu, un non sesso che incorpora il 50% delle caratteristiche maschili e il 50% di quelle femminili. Le Bissu operano come sacerdotesse celebrando riti di origine animista che sono stati integrati successivamente nella locale tradizione islamica che segnano i passaggi fondamentali della comunità (la piantagione del riso, partenza per i pellegrinaggi, benedizione delle spade, ecc.). Nelle danze rituali delle Bissu, il loro ermafroditismo, sia apparente che psichico, è uno strumento per concentrare il potere spirituale. per entrare in contatto col mondo degli spiriti.

L'organizzazione sociale dei Bugis e la funzione spirituale dei Bissu è un raro esempio di come queste istanze universali siano perfettamente integrate da una comunità. I Bugis credono che la coesistenza dei 5 sessi garantisca l'armonia cosmica e l'equilibrio della terra.

LA FOTOGRAFIA COME OCCHIO TESTIMONE DELL’INCERTO FUTURO DELLE BISSU
La valenza di questo lavoro non è solo artistica ma anche di testimonianza. Le Bissu sono un raro esempio dell’importanza sul piano simbolico e spirituale, dell’identità di genere e del suo significato regolatore. Il futuro delle bissu è incerto, minato da una mancanza di vocazione da parte delle nuove generazioni ad intraprendere questo percorso spirituale che mette a rischio l’esistenza di questa millenaria tradizione.

Esistono poche testimonianze fotografiche e video sulle bissu tra cui questo video prodotto da National Geographic.
fonte: http://www.kisskissbankbank.com/beautiful-men-next-destination-sulawesi

Lgbt: "INFINITI SENSI. PRECISE DIREZIONI" Inaugura oggi mercoledì 4 maggio il 31° TGLFF

Paola Turci e Fabio Canino alla cerimonia di apertura
Prendono il via anche il Premio Queer e “Passaggi in India”
Il 31° TGLFF – Torino Gay & Lesbian Film Festival inaugura oggi mercoledì 4 maggio, alle 20.30, presso la Sala 1 della Multisala Cinema Massimo.

L’ospite musicale della serata sarà Paola Turci, cantante che fa parte anche della giuria del Concorso lungometraggi (insieme a Alessandro Borghi e Wieland Speck), e sul palco salirà anche Fabio Canino, attore, scrittore e conduttore radiofonico.

A seguire, sarà proiettato in anteprima italiana il film Stonewall di Roland Emmerich, che narra gli scontri tra Polizia newyorchese e attivisti lgbt, avvenuti presso il club Stonewall Inn il 28 giugno 1969 e guidati dalla transessuale Sylvia Rivera.

In contemporanea, in Sala 3, alle 21.30, prende il via anche la selezione del Premio Queer, con il film Cha và con và… di Di Dang Phan (Vietnam, 2015). L’opera è un romanzo di formazione, intimo e naturalista, che analizza la rottura degli schemi sociali e del sesso. Il film era già in concorso alla Berlinale del 2015.

In Sala 2, sempre alle 21.30, sarà proiettato il primo dei due film che compongono il focus “Passaggi in India”. Angry Indian Goddesses di Pan Nalin (India/Germania, 2015), colorato e coinvolgente female buddy movie contro la misoginia della società indiana, dove emergono tutta la forza e la determinazione delle donne. Il titolo, non a caso, richiama la dea Kalì, la più collerica dell’olimpo induista.
fonte: Ufficio stampa 31° TGLFF – Torino Gay & Lesbian Film Festival

lunedì 2 maggio 2016

Lgbt: Libri "FRIDA" di Hayden Herrera

Alla fine degli anni Novanta, New York è tappezzata di manifesti che raffigurano i quadri di Frida Kahlo. Un suo autoritratto viene venduto da Sotheby’s per oltre un milione e mezzo di dollari.
A Hollywood si girano film sulla sua vita e i giornali di tutto il mondo la chiamano «la grande Frida» o «la regina di New York». Come se non bastasse, anche il mondo del glamour ne va pazzo: vengono stampate magliette, cartoline, poster con la sua immagine, abiti e gioielli che ne ricalcano lo stile.

Ma chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla ancora così tanto di lei? Nata nel 1910 a Coyoacan, in Messico, Frida sembra un personaggio uscito dalla penna di Gabriel García Márquez: piccola, fiera, sopravvissuta alla poliomielite a sei anni e a un brutto incidente stradale a diciotto che la lascerà invalida, con tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla morte. Nella vita privata e nella produzione artistica, Frida è combattuta tra due anime: il candore, da un lato, e la ferocia, dall’altro; la poeticità della natura contro la morte del corpo.

La vita di Frida è un viaggio che affonda nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, in Bosch e Bruegel, ma che subisce prepotentemente il fascino degli uomini più potenti del suo secolo: come il muralista Diego Rivera (marito fedifrago che le rimarrà accanto fino alla fine) o Trockij (di cui diverrà l’amante) o Pablo Picasso (che un giorno, al cospetto del marito, disse: «né tu né io sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo»).

La biografia di Hayden Herrera – la massima esperta vivente di Frida
– non è soltanto un’indagine poetica su una delle più grandi pittrici del Novecento. È soprattutto un libro di passione politica, d’amore, di sofferta ricerca artistica. Quella stessa sofferenza che porterà Frida a dipingere ossessivamente autoritratti spietati e nature morte sensuali, quasi volesse, mettendole sulla tela, strapparsi di dosso le proprie cicatrici e vivere finalmente una vita libera dal passato e felice.
fonte: Neri Pozza Editore

Lgbt: A Roma “Camera con... svista” di Luisa Di Maso con Lucrezia Valia al Teatro Testaccio dal 12 al 15 maggio

L'imprevedibilità di alcune situazioni stravolge a volte la vita ordinaria di famiglie comuni che si dicono "normali". Disastri materiali e immateriali, sciagure finanziarie e sciagure del cuore... e in un colpo cambia la vita! “Camera con... svista!” è la commedia brillante, scritta e diretta da Luisa Di Maso, scrittrice affermata di libri per l’infanzia che, dopo il successo di “Amaranto: inatteso sorprendente amore” dello scorso anno, scritto a quattro mani con Ilenia Costanza, quest’ anno si cimenta in una nuova e singolare prova d’autore e di regia.

Volendo trattare il delicato tema della diversità visto con gli occhi di chi nutre per le convenzioni una considerazione preconcetta, l’autrice ha focalizzato il proprio obiettivo sul confronto tra due realtà agli antipodi: il perbenismo di facciata e la transessualità.
Briosi, frizzanti estrosi tutti i personaggi che danno movimento alla storia, in un crescendo di situazioni divertenti sin dalle prime battute. Non mancano spunti di riflessione per gli spettatori che apprezzeranno la vivacità e la scorrevolezza di uno stile colto e ironico.
Nel cast, composto da Giuseppina Di Croce, Luisella Frigerio, Giancarlo Guarino, Francesco Ielpo, Martina Marone e l’amata Lucrezia Valia, interprete del ruolo di Mara ne: “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpeteck.
Un appuntamento imperdibile, da scegliere tra il 12-13-14 maggio 2016 alle ore 21:00/ 15 maggio 2016 alle ore 18:00 presso il Teatro Testaccio, Via Romolo Gessi, 8, 00153 Roma.
 

Lo spettacolo è prodotto dall’associazione M.A.R.E.L. da sempre impegnata nella lotta contro le discriminazioni di genere e nella diffusione della cultura delle pari opportunità.
Per informazioni visionare la pagina FB Camera con svista
“Camera con... svista!” 12-13-14-15 maggio 2016
Teatro Testaccio - Contatti 065755482 info@teatrotestaccio.com

Mi chiamo Lucrezia Valia, sono nata a Catanzaro. Cresciuta in una famiglia, alla quale sono fortemente legata, ho trascorso il tempo migliore della mia infanzia e della mia adolescenza nell’elegante boutique delle sorelle Sturniolo, molto rinomata nella zona.
In quello spazio fantastico, tra abiti e accessori, profumi e colori ho iniziato a coltivare l’estro, il gusto del bello e la passione per la moda. Trasferitami a Roma, giovanissima, ho frequentato il corso d’arte drammatica diretto dai prof. Machiavelli e Romani e un corso di dizione diretto da S. De Santis.
Ebbi da subito esperienze teatrali recitando in: “Le bisce” con la regia di A. Caprio e in “Diventa quel che sei” di M. De Felice. Ho interpretato successivamente svariati ruoli per il cinema in “Al di là dei ruderi: i trionfi”, regia di F. Brognani, “Le dame dell’Apocalisse”, regia di G. Mannello, “In principio erano le mutande”, regia di A. Negri, “Teste di cocco”, regia di F. Giordani.
Per il piccolo schermo invece: “Mamma per caso” diretto da S. Martino (con R. Carrà – Rai 1), “Donne in fuga” diretto da R. Rocco (canale 5), “Occhi verdi veleno” di L. Parisi (con E. Grimaldi – Canale 5). La svolta però è arrivata nel 2001 con “Le fate ignoranti”. Devo confessare che quando Ferzan Ozpteck mi propose di interpretare il ruolo della transessuale Mara, non mi resi subito conto dell’opportunità che mi stava offrendo. Il successo, a seguito del film, fu strepitoso. Ricevevo quotidianamente lettere di ringraziamento da parte di un vasto pubblico, che aveva colto nel mio personaggio la forza della determinazione. Di quella esperienza cinematografica, la solida amicizia con Ferzan, persona di una sensibilità oltre misura, è ciò che conservo gelosamente. 


Altri ruoli sono venuti in seguito in altri film: “Una storia qualunque” diretto da A. Simone (con N. Manfredi), “Lo zio d’America” con la regia di R. Izzo, “I liceali” con la regia di L. Pellegrini e “Il vizio dell’amore” diretto da M. Cirino, tratto dall’omonimo libro, in cui l’autore: Gabriele Romagnoli ha dato voce a numerose esperienze di donne.
Nel 2012 ancora una parte in un film del mio caro Ferzan, “Magnifica presenza”.
Fare l’attrice, non mi ha impedito tra l’altro di coltivare l’altra mia grande passione: lavorare nel mondo della moda. Sono “Vendeuse” addetta alla vendite, presso uno dei corner più prestigiosi del marchio d'abbigliamento italiano “Pinko” e lavoro tra Roma, Saint Tropez e Parigi.
Negli anni ho anche posato per artisti del calibro di Giovanni Lamorgese, Mimmo Nobile, Fabrizio Perrini, Mario Schisano, Rocco Ungaro. Ora ho deciso di rimettermi in gioco col teatro. Sarò JENNY nella commedia brillante “Camera con… svista!” Una transessuale, dalla personalità ricca, garbata, saggia e soprattutto in grado di infondere speranza. Luisa Di Maso, autrice e regista della commedia, dice che mi somiglia… e io le sono grata nel sentirmi dire ciò, perché Jenny è davvero un bel personaggio!
fonte: Pagina Fb Camera con svista

giovedì 28 aprile 2016

Lgbt: Il regista Daniele Sartori selezionato al 31° TGLFF con il documentario "Principe Maurice #Tribute"

Il regista Daniele Sartori, selezionato alla trentunesima edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival, prevista dal 4 al 9 maggio 2016 presso il Multisala Massimo di Torino, presenterà il documentario "Principe Maurice #Tribute".



L’opera, già proposta come “work in progress” alla recente edizione del Florence Queer Festival, parteciperà nella sezione “Km 0”. Nel film, che sarà proiettato sabato 7 maggio 2016 alle ore 14.15 in sala 3, Maurizio Agosti, in arte Principe Maurice, icona della nightlife degli anni '90, si racconta in un’inedita versione ripercorrendo l’esordio della sua carriera al Cocoricò di Riccione fino ad arrivare ai recenti impegni col Plastic di Milano e il Carnevale di Venezia.
Principe Maurice e Daniele Sartori presenzieranno alla proiezione.

Puoi vedere il trailer "PRINCIPE MAURICE #TRIBUTE" di Daniele Sartori CLICCANDO QUI
SITO Lost In Vauxhall
fonte: Ufficio Stampa Lost In Vauxhall

Lgbt: IL VERNISSAGE DEL 31° TGLFF – TORINO GAY & LESBIAN FILM FESTIVAL. INFINITI SENSI. PRECISE DIREZIONI

A Torino – Multisala Cinema Massimo, Sala 1
4 maggio 2016, ore 20.30
Paola Turci ospite musicale della serata inaugurale condotta da Fabio Canino

Il 4 maggio alle 20.30, con una serata sempre molto attesa e in grado di fondere cultura, impegno e mondanità, prenderà ufficialmente il via a Torino il TGLFF – Torino Gay & Lesbian Film Festival. Ospite musicale sarà la cantante e autrice Paola Turci, molto amata dal pubblico e vincitrice di numerosi premi della critica al Festival di Sanremo e non solo.

Paola Turci sarà per l’intero periodo al Festival come giurata del “Premio Ottavio Mai” insieme a Alessandro Borghi e Wieland Speck.

Durante l’inaugurazione – condotta dall’attore, scrittore e conduttore radiofonico Fabio Canino – sarà proiettato, in anteprima italiana, Stonewall di Roland Emmerich (USA, 2015).
Il film, interpretato da Jeremy Irvine, Jonathan Rhys Meyers e Vladimir Alexis, diretto dal regista tedesco, già noto per pellicole come Stargate e Independence Day, racconta la storia di Danny Winters, cacciato di casa perché gay. Il ragazzo si trasferisce a New York nel 1969, dove entra in contatto con la nascente scena LGBT del Greenwich Village. L’opera è un romanzo di formazione che diviene film storico: Danny si confronta con i continui raid della polizia, fino all’irruzione del 28 giugno 1969 allo Stonewall Inn. Qui gli avventori del bar insorgono, guidati dalla transessuale Sylvia Rivera, per ribellarsi all’ennesima violenza, cambiando la storia. La rivolta è considerata simbolicamente il momento di nascita del movimento LGBT.
fonte: Ufficio Stampa TGLFF

martedì 26 aprile 2016

Lgbt: A Torino dal 4 al 9 maggio la 31° edizione del TGLFF

Si è svolta la conferenza stampa di presentazione del 31° TGLFF, che si svolgerà dal 4 al 9 maggio presso la Multisala Cinema Massimo.
A questo link è disponibile il programma completo. Tutti i film programmati sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

La prevendita, a eccezione delle serate di apertura e di chiusura, è già attiva. Scorrendo il programma, è visibile di fianco ai titoli l'icona di un carrellino, cliccandola si viene automaticamente reindirizzati al sito che gestisce la prevendita dei biglietti. Effettuato l'acquisto, lo spettatore riceverà via posta elettronica un documento stampabile col quale potrà accedere direttamente in sala.

Sarà possibile acquistare online anche gli abbonamenti, seguendo questo link, che dovranno essere ritirati presso le casse del Cinema Massimo (a partire dal 4 maggio, negli orari di apertura), dopo aver ricevuto via email un documento stampabile da esibire al momento del ritiro.

Per maggiori informazioni, clicca qui.
Link Sito: Torino Gay & Lesbian Film Festival
Il programma in versione PDF è disponibile per il download nella colonna a destra del sito, oppure cliccando qui.
fonte: Ufficio Stampa TGLFF

giovedì 14 aprile 2016

Lgbt: Il libro “FARA’ NEBBIA” di Stefano Paolo Giussani e “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori al Cassero di Bologna mercoledì 20 aprile

Mercoledì 20 aprile 2016, alle ore 21 presso il Cassero di Bologna, LIBERTANGO presenterà l’ultimo libro dello Scrittore Stefano Paolo Giussani: “Farà nebbia” edito da Robin Edizioni.

“FARA’ NEBBIA. Romanzo partigiano” / «Non avevi paura? Di questi tempi è pericoloso». «Il pericolo è sempre reale. La paura una scelta. Ho scelto di non avere paura». «E funziona?». «Non sempre. Ma se pensi a quello che hai già superato, aiuta».

Milano. La Seconda guerra mondiale imperversa sulla città e il nord Italia. La follia nazifascista è accentuata dalla pressione degli alleati in risalita dalla penisola e dai partigiani nelle strade. Due giovani uomini che non potrebbero essere più diversi per carattere, estrazione sociale e frequentazioni, vivono la sciagura bellica dedicando le loro energie ai rispettivi gruppi, una squadra fascista e un cenacolo di artisti omosessuali. L’incontro-scontro tra i due rivela le rispettive debolezze e obbliga alla fuga il più battagliero. La sua cattura da parte di un gruppo partigiano sulle Alpi lascia temere il peggio. Tra colpi di scena, personaggi che hanno realmente terrorizzato la storia bellica meneghina e pulsioni affettive lontane dagli schemi canonici dell’epoca, queste pagine raccontano una realtà affrontata raramente nella storia della Resistenza italiana.
Devis Gentilini e Nicola Levorato dialogheranno con gli autori.

Durante la presentazione dell’opera letteraria sarà proiettato il cortometraggio “Contatto forzato” di Daniele Sartori.
Il film, di imminente pubblicazione su piattaforma Vimeo il prossimo 25 aprile, narra la vicenda di due soldati, un italiano e un tedesco, catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale.
La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti) è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann (Diego Facciotti), catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

Clicca QUI per il Trailer "CONTATTO FORZATO" Regia di Daniele Sartori

Il libro “Farà nebbia” di Stefano Paolo Giussani e il corto pluripremiato “Contatto forzato” di Daniele Sartori saranno presentati mercoledì 20 aprile alle ore 21 presso il Cassero LGBT Center di Bologna.

Per ulteriori info consultare il sito ufficiale www.cassero.it
WEBSITE CASSERO BOLOGNA
FACEBOOK CASSERO BOLOGNA
WEBSITE CONTATTO FORZATO di DANIELE SARTORI

mercoledì 6 aprile 2016

A Torino "Concorso Festival LGBT" che si terrà dal 9 al 13 maggio

Il Collettivo LGBT Identità Unite in collaborazione con Si Studenti Indipendenti è lieto di presentare il concorso artistico all'interno di una vasta rete di eventi per l'avvicinamento al Festival LGBT 2016.

Il festival si terrà da lunedì 9 maggio sino a venerdì 13 maggio.
Il topic del concorso riprende il tema stesso del Festival LGBT per l’anno 2016 (Festival organizzato dal Collettivo LGBT Identità Unite e da Studenti Indipendenti), ovvero le intersezioni e più precisamente l’intersezionalità.

L’Intersezionalità è intesa come il sovrapporsi e appunto intersecarsi delle varie identità sociali e dei relativi sistemi di oppressione, dominanza o discriminazione. Questo concetto presuppone che diverse categorie biologiche, sociali e culturali, come genere, razza, classe, abilità, orientamento sessuale, religione, posizione sociale, età etc. interagiscano su molti e spesso simultanei livelli.

Diventa perciò impossibile definire l’identità del singolo individuo utilizzando una sola delle categorie sopracitate , cosa che avviene nei più comuni casi di discriminazione come ad esempio in episodi di razzismo (considerando l’individuo solo in base alla sua etnia) o in episodi di omofobia (considerando l’individuo solo in funzione del proprio personale orientamento sessuale).

Per capire in maniera giusta o completa l’identità di un individuo, occorre quindi considerare ogni aspetto di essa, pensare quindi in maniera multidimensionale e non categorizzante. Solo da una visione intersezionale può partire la lotta alle ingiustizie e alle diseguaglianze sociali, lotta che dev’essere portata avanti con la collaborazione di tutti i vari movimenti che nel corso della storia hanno intrapreso battaglie per il riconoscimento dei propri diritti e il superamento delle discriminazioni.

PAGINA CONCORSO: Concorso Festival LGBT
PAGINA COLLETTIVO: Collettivo LGBT Identità Unite

"L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è." - Paul Klee

Aspettando di vedere i vostri lavori e le vostre rielaborazioni personali del tema vi auguriamo buon lavoro!
INFO: Apertura e scadenza del concorso: da martedì 5 aprile fino a sabato 30 aprile 2016.
Sede Concorso: Torino (possono partecipare persone residenti in altre città, non ci sono limitazioni a riguardo)
Organizzatori: Collettivo LGBT Identità Unite - Si Studenti Indipendenti

fonte: https://m.facebook.com/Concorso-Festival-LGBT-993856283995403/

giovedì 31 marzo 2016

Lgbt: 31 marzo TDoV "Transgender Day of Visibility" giorno della Visibilità Transgender

Il Giorno della Visibilità Transgender (TDoV , Transgender Day of Visibility) ricorre il 31 marzo di ogni anno, ed è un giorno in cui si manifesta, in chiave positiva, l’orgoglio delle persone trans in tutto il mondo e la loro visibilità nella società.

TDoV è anche il giorno in cui tutti possono esprimere il proprio sostegno alla comunità trans.
A differenza del Transgender Day of Remembrance (TDoR, che si celebra il 24 novembre) questo non è un giorno per ricordare i lutti e le violenze che ancora oggi colpiscono la comunità Transgender, ma è un giorno in cui le persone transgender si raccontano, e trasmettono alla comunità il proprio vissuto, le proprie aspirazioni, i problemi che affrontano quotidianamente.

L'International Transgender Day of Visibility, promossa a partire dal 2009 dalla militante Rachel Crandall (Michigan), ricorre il 31 marzo. Durante questa giornata, conosciuta soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra e ancora molto poco in Italia, celebriamo la visibilità delle persone transgender nella società.

Il tema di quest'anno è #MoreThanVisibility (più della visibilità).
Questo per ribadire che la visibilità non è sufficiente da sola a liberare le persone transgender.
Molte persone transgender infatti subiscono violenza proprio a causa della loro visibilità e questa è la ragione per cui molte persone sono costrette a nascondere la propria condizione.
Dunque, pur essendo importante la nostra visibilità ed il nostro riconoscimento, dobbiamo ancora intervenire con ogni mezzo per contrastare la transfobia in tutto il mondo.

Il senso di questa celebrazione può essere efficacemente reso con le parole di Laverne Cox, attrice transgender americana: “It is revolutionary for any trans person to choose to be seen and visible in a world that tells us we should not exist.” (In un mondo che dice che noi non dovremmo esistere, per ogni persona trans è rivoluzionario scegliere di essere visibile).

La rivendicazione di una visibilità transgender, se non addirittura di un orgoglio, è sovversiva, liberante e rivoluzionaria sul piano sociale e culturale, oltre che salvifica sul piano personale. Poter finalmente dire: “Sono una persona transgender e rivendico la mia visibilità” significa permetterci di esistere al di fuori dello schema binario, di legittimarci, di amarci.
#morethanvisibility #tdov
fonte: post Fb di Ottavia D'anseille Voza

giovedì 24 marzo 2016

Lgbt:: "Sei la mia vita" il libro di Ferzan Ozpetek

“Sei la mia vita. Così mi avevi scritto, ricordi?”

Comincia tutto con questa frase. La magia, l’incanto, l’amore. Ferzan Ozpetek in questo libro ripercorre i suoi anni romani, lo fa con una leggerezza che non è superficialità ma intensità.
Gioca con le luci, il tavolo, la cucina, le sedie. Il senso della famiglia è accogliere e lui nella sua Estate romana si sente accolto e a suo modo apre, spalanca la porta agli amici.
La libertà lo renderà ancora di più abitante di un mondo che vuole scoprire. Si sente parte di una generazione spensierata, non c’erano censure o limiti. Nessuno dei protagonisti del libro immaginava che quel loro senso di volare si poteva infrangere in un qualunque modo.


I baci sono lunghi, notturni. Gli amici entrano ed escono dalla porta. Vera. È stata la prima ad arrivare. Una trans estrosa, il corpo tozzo e muscoloso e un miniabito che l’avvolgeva. Vera era al centro di un palcoscenico invisibile ma che tutte le sere veniva allestito. La sua vita era a cavallo tra due realtà che la rendeva unica. Vera.

Valerio, destinato a restare. Con una profonda prima persona Valerio diventa il fulcro da dove partire. Sono i rami e radici di un albero che ha voglia solo di spalancare finestre. E mentre la città, Roma è rumorosa, il loro appartamento sembra essere immerso in qualcosa che nel cinema è quasi finzione. Surreale realtà.

“E’ solo quando riesci a mettere radici in un luogo che puoi davvero andare lontano. Perché sapere da dove vieni ti aiuta a tenere a mente chi sei, ovunque ti trovi.”

L’amore è dipinto come un battito d’ali di farfalle che si libera nell’aria ma anche che rimane dentro due anime leggiadre. Una reazione a catena che da amore porta solo altro amore. Ci troviamo di fronte a due persone gay eppure quello che l’amore traduce è lo steso sentimento potente che accumuna tutti. E’ speciale, mai banale.

“La vita mi ha insegnato che non sempre desideriamo davvero ciò che crediamo di volere.”


A volte è il caso a determinare un evento e sulla casualità giochi, bari, rimetti carte che potevi nascondere ma quando la vita sorprende non puoi che riprenderti. Reinventarti. E la fama di un regista si incontra con la vita vera. Rimane fermo sui suoi amori, amici. Rimane timoroso. La paura che ti impedisce di pensare a qualsiasi cosa.

“Una paura che vedi guardandoti allo specchio, ma che riconosci anche sul volto dei tuoi amici più cari, tanto da diventare uno stato d’animo collettivo.”

E poi arriva l’Aids. Un mostro che miete vittime, fa perdere l’amore, i cari, spegne le vite. Sergio e Adriano. La mancanza, il coraggio di essere se stessi. Il destino che si diverte a creare ostacoli ma che poi è solo una palestra d’allenamento. E il ricordo di quando ha girato il film d’esordio. Quel destino poi che ha tifato solo per lui.

“Perché ogni film è una storia d’amore che finisce.”


Le emozioni sono quelle che rimangono nel cuore della gente. E le emozioni sono i luoghi cari che si scontrano con la malattia di Valerio. Il rifugiarsi per destreggiarsi con l’impotenza. “Sei la mia vita”, gli aveva scritto una sera e il libro a suo modo si chiude.

“Ogni volta che cerco di salire la china, che mi sforzo di vedere le cose in un’ottica migliore, che inizio ad illudermi che, per incanto, forse ce l’abbiamo fatta, ecco che affondo di nuovo nelle sabbie mobili di una realtà che non potrà mai cambiare.”


Per ricordare. Per vivere ogni istante come fosse l’ultimo. Per amare come se non ci fosse un domani. La verità è che non esiste amore senza follia.
fonte: Scritto da Samantha Terrasi http://www.ilcaffevitruviano.it

Lgbt: "Who wants to #BeFavolosa Staff?" organizzato dal MIT - Movimento Identità Transessuale

Ti interessi di tematiche LGBTQI? Ti piacciono i contesti internazionali e mastichi l'inglese?
Sai fare accoglienza e ami conoscere persone nuove?
Hai tanta voglia di fare e tempo libero da regalare?

Allora vieni a far parte dello staff del VI Concilio TGEU!
Il MIT parte attiva nell'organizzazione e gestione del Concilio, ha bisogno di amici e amiche che si spendano per gli eventi di promozione di marzo, aprile e maggio e durante l'incontro, dal 2 al 5 giugno 2016.

Richieste fondamentali: voglia di fare e un pizzico di autonomia in inglese!
Scrivi a: bolognacouncil2016@mit-italia.it entro il 10 Aprile con una tua breve presentazione e sarai parte del BeFavolosa Staff!
MIT - Movimento Identità Transessuale - Via Polese 22, 40122 Bologna

Dal 2 al 5 Giugno 2016 Bologna ospiterà il Consiglio Europeo Transgender TGEU, il più grande e importante raduno di attivist* trans in Europa. Il meeting prevede la partecipazione di più di 300 delegat*, scienziat* ed espert* di primo piano sulle tematiche legate alla transessualità. Il MIT Movimento Identità Transessuale sarà impegnato attivamente nella costruzione del Consiglio e coordinerà le attività per la realizzazione di un evento che vorremmo lasciasse un segno evidente nell’agenda politica nazionale ed europea.
fonte:http://www.mit-italia.it/

martedì 22 marzo 2016

Lgbt: Il Cirque Du Soleil torna a Firenze

Dopo Expo 2015, dove sono stati in scena con Alla Vita!, la compagnia canadese del Cirque Du Soleil torna in Italia a ottobre con il primo tour italiano della produzione di Varekai.

Quattro le date fiorentine, dove la celebre compagnia circense tornerà ad essere protagonista nei principali palazzetti italiani.

Appuntamento al Nelson Mandela Forum di Firenze che, nelle date del 27, 28, 29 e 30 ottobre ospiterà un nuovo, spettacolare show a partrire dalle ore 20.00 firmato dal Cirque Du Soleil. Nel cuore di una foresta, sulla cima di un vulcano, esiste un mondo straordinario dove tutto è possibile.

Un mondo chiamato Varekai. Dal cielo scende un giovane uomo solitario, e così ha inizio la storia di Varekai. Paracadutato all’interno di una magica foresta, in un mondo caleidoscopico popolato da creature fantastiche, il giovane uomo intraprende un’avventura assurda quanto straordinaria. In questo giorno ai confini del tempo, in questo luogo dalle pure possibilità, inizia un incantesimo ispirato alla vita ritrovata e ai meravigliosi misteri del mondo e della mente. Il nuovo show del Cirque du Soleil ti aspetta.
fonte: http://www.firenzetoday.it

Evento Speciale per i 40 anni del MOVIMENTO LGBT ITALIANO al Nuovo Teatro Sanità di Napoli giovedì 24 marzo

Arcigay Napoli, Arcigay Campania, Coordinamento Campania Rainbow e ntS’ presentano:
FELIX COSSOLO
40 ANNI IN MOVIMENTO 1975-2015

Con:
FELIX COSSOLO,FRANCO GRILLINI,PORPORA MARCASCIANO,VANNI PICCOLO

Interventi di LUIGI AMODIO, VINCENZO CAPUANO, CIRO CASCINA, EDDY PALESCANDOLO, ANTONELLO SANNINO, SALVATORE SIMIOLI

Performance di GIANCARLO GROSSO e VINCENZO VENERUSO
Coreografie di DANILO DI LEO
Canta MASSIMO MASIELLO Coordina CLAUDIO FINELLI

Il Movimento LGBTQIA* italiano è il frutto dell’azione di tante vite e della somma di tanti momenti importanti. Alcuni hanno avuto la fortuna, la determinazione, la capacità di occuparne un ruolo più rilevante. Tra questi Felix Cossolo, che da inquieto pioniere del movimento gay, “frocia metalmeccanica” alla Fiat Mirafiori, è diventato direttore storico di “Lambda”, cofondatore di “Babilonia”, ideatore e promotore della Libreria Babele, organizzatore di campeggi gay, imprenditore di diversi locali e molto altro.
Felix Cossolo, dopo 40 anni di militanza nel movimento LGBTQIA* ripercorre i suoi percorsi di vita condividendoli e fissandoli in un libro, sui suoi 40 anni in movimento, 1975-2015.

Ingresso Libero
Nuovo Teatro Sanità – piazzetta San Vincenzo 1 (Rione Sanità)
govedì 24 marzo ore 20.30
Per Info: 349.4784545 -claudiofinelli1@gmail.com - claudio@arcigaynapoli.org

fonte: http://www.arcigaynapoli.org

Lgbt: A roma dal 29 marzo “COSTANO CARI GLI DEI” scritto e diretto da Giampiero Cicciò con Marco Rea al Teatro Stanze Segrete

Al Teatro Stanze Segrete di Trastevere, dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto dal suo recente spettacolo “Lei e lei”, dal 29 marzo al 3 aprile 2016 torna a Roma Giampiero Cicciò con l’atteso “Costano cari gli dei” del quale è autore e regista.
In scena Marco Rea, attore e danzatore noto per essere uno dei più apprezzati ballerini italiani di Tip-Tap.

Un uomo affaccendato forse vivo o forse no, si trucca, si strucca, fa ginnastica, danza in un luogo indefinito ma stracolmo di preziosi oggetti riconoscibili.
Il suo sudore e la sua nudità, la sua fatica e la sua carnalità, sembrano tentativi di dar vita a una vita ormai sfinita, stracolma di ricordi che, rievocati in un inarrestabile crescendo, diventano fessure dalle quali si intravedono la sua anima e la sua storia.

Una marchetta spaccona o forse un lord Alfred Douglas di borgata con un Oscar Wilde come chiodo fisso nella sua coscienza sporca.

Fin da adolescente consapevole di piacere, il suo mestiere è dar piacere.
Uomini di genio e danarosi i compratori di quel corpo la cui anima inesplorabile intrappola come una gogna. Costa caro quest’uomo. Il carcere, la follia…
O, per i più fortunati, un milione di dollari in pietre preziose e 30 automobili, tra Cadillac e Rolls-Royce, come quelle regalate da Wladziu Valentino Liberace al giovane Scott Thorson. E la sua lotta adesso è contro l’età che avanza. Un combattimento perso in partenza malgrado l’ostinazione, l’ossessione di restare giovane per sempre. Come un morto affaccendato nella sua palestra.

INFO: Teatro Stanze Segrete, Roma
Via della Penitenza 3 (Trastevere)
Dal 29 marzo al 3 aprile 2016 (Da martedì a sabato ore 21, domenica ore 19)

fonte: da Francesco per http://www.checedinuovo.it/

Lgbt: A Verona mercoledì 23 marzo "IL DISTACCO IMPOSSIBILE" la mostra fotografica di Alfred Ejll

Si presenta con questa mostra fotografica per dare forma a livello visivo ad una realtà, dove si mette a nudo perché tratta di un vissuto personale: la nascita, da grande.
Spogliato, avvolto in una membrana trasparente bagnata per far sentire nel suo corpo questa “epidermide”.
La metafora è di un adulto che deve trovare la forza di aprire il proprio mondo al mondo.
Il tema proposto è il legame con la madre.

A 23 anni ho accudito mia madre in ospedale e ho avuto l’opportunità di vivere un rapporto stretto con il corpo di lei: l’ho assistita, pulita, lavata… Così tutto è cambiato: vedere il suo corpo nudo significava vedere il mio corpo nudo. Ho vissuto momenti di nostalgia, di curiosità .. e ho cercato di capire: chi è la madre? Io, da figlio, ho sentito anche la mia parte “anima” (il femminile).

Un enorme ringraziamento a tutti i miei collaboratori (amici che hanno preso a cuore questa mia esperienza e lavoro personale condiviso ormai anche con voi tutti amici social );Grazie a Giuliana Magalini ,Giampaolo Mazzara,Galleria Incornicarte che mi presenta,Pietro Paolo Simoncelli ,ecc...
Dedicato a te Madre. Grazie a tutti :)
INFO:
La mostra si terrà a Verona dal 23 al 30 marzo dalle 17 alle 20 presso la Sala Birolli Via Macello 17

fonte: https://roundtown.com

giovedì 17 marzo 2016

Lgbt: Progetto fotografico “Tra le nuvole”

“TRA LE NUVOLE“ progetto fotografico di Paola Arpone e Georgia Garofalo

In origine tutto era semplice, avevano delle domande dirette, e si aspettavano risposte dirette:
Chi sono le persone transessuali?
Perchè “scelgono” di affrontare il percorso della transessualità?
Come vengono visti dalla comunità?
Perchè non se ne parla mai in maniera esaustiva?


In realtà le risposte che hanno trovato sono altre domande a risposte molteplici. Si parla di esseri umani, animi in conflitto, sentimenti tormentati, aspettative di vita, proiezioni future. 

Si parla di te, di me, di noi. Si parla di difficoltà, i dubbi , i contrasti interni, i contrasti esterni, la burocrazia, l’amore che viene dagli altri, l’amore verso noi stessi, la felicità nella conquista, consapevolezza. Mentre s’incamminano continuano a scoprire mondi all’interno del mondo Transgenderche apre più interpretazioni. E’ a questo punto che hanno deciso la loro interpretazione, il primo approccio a tutto ciò per loro è allegorico.
Un’immagine simbolica portata dalla consapevolezza, dalle decisioni forti e dalle rivalse.

Quindi il loro scenario fotografico sarà surreale, sfondo azzurro, nuvole definite, vestiti da uomo, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Immagini belle e chiare, volti ironici e sorridenti. Liberamente ispirate alle immagini di Renè Magritte e all’ironia di Charlie Chaplin, nell’immagine si vedrà positività, uomini e donne affascinanti, consapevoli e forti.

Il pubblico troverà nelle didascaliche spiegazioni, alternate alle foto, le nozioni reali riguardante la fatica della transessualità, che in maniera diretta e schietta si contrappongono alle immagini ironiche e solari dei modelli Male to Female ed Female to Male; 10 immagini (5 MtoF, 5 FtoM) con sotto descrizione del modello, 8 pannelli con spiegazioni.

Ogni modello/a terrà in mano un palloncino nel quale verrà scritto una caratteristica che rappresenta, ha rappresentato o rappresenterà lo/a stesso/a modello/a.

Inoltre si cerca due volontari, una MtoF e uno FtoM, disposti a rilasciare un’intervista sulla tematica che sarà visualizzata in uno o due monitor a loop, questo elemento video permetterà, secondo noi, allo spettatore di avvicinarsi empaticamente ai modelli fotografati e alla tematica affrontata. “Tra le nuvole” rappresenta il primo passo per avvicinarsi al mondo della transessualità il titolo in maniera voluta, anticipa sia l’interpretazione fotografica, sia il concetto. Elementi dissacranti rappresentati come angeli terreni.

Per chi è interessato/a a partecipare a questo progetto fotografico può contattare direttamente le autrici via mail: Georgia Garofalo georgia_garofalo@virgilio.it - Paola Arpone paola.arpone@libero.it

Con il contributo di: Sportello Trans ALA Milano-Con il patrocinio di: ALA Milano Onlus
fonte: www.sportellotransalamilano.it

Lgbt: “La passione di Frida” arriva in Sicilia direttamente dal MoMa di New York.

La Sicilia si prepara ad allestire una mostra con la collezione del MoMa di New York dedicata a Frida Kahlo: “La Passione di Frida”.

Leo Matiz, fotografo colombiano, presenta al pubblico le sue storiche foto al Fam Gallery, il nuvo spazio espositivo ospitato in un’ antica farmacia, a pochi passi dalle Fabbriche Chiaramontane. Saranno esposti i ritratti dedicati appunto alla pittrice messicana, incontrata a Città del Messico negli anni 40, durante un periodo abbastanza travagliato a causa della guerra e della rivoluzione.

I ritratti rappresentano la pittrice in varie dimensioni: in primo piano, a mezzo busto, poi con un intero; laddove presente, lo sfondo ha lo scopo di catturare l’ambiente di lavoro tanto caro all’artista, che le permise di attraversare l’esperienza altamente dolorosa dell’incidente del 1925. L’ambiente per l’appunto ritrae lo studio, lo specchio che serviva a Frida per gli autoritratti, la sedia a rotelle e i suoi amati strumenti di lavoro. Inoltre l’espressione del volto ha la funzione di rendere gli stati emotivi della pittrice, dai cui occhi traspare la volontà di non abbattersi e la nobiltà e fermezza d’animo, nonostante il corpo rechi i gravissimi segni dell’incidente.

Il reportage fotografico continua con “Frida e Diego Rivera”, “Frida nella casa blu” e infine “Frida ed i suoi allievi”. La mostra sarà ospitata nella città di Agrigento e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 20 marzo con possibilità di visitarla dal martedì alla domenica dalle 17.30 alle 20.30.

fonte: di Roberta Costanzo http://catania.liveuniversity.it

Lgbt: Due musei per Yves Saint Laurent da Parigi a Marrakech

Da Parigi a Marrakech: due musei raccontando l’opera immortale di Yves Saint Laurent

Cinquemila creazioni couture. Quindicimila accessori. E poi ancora migliaia e migliaia di disegni, fotografie, oggetti… un tesoro enorme, un’eredità mastodontica che il genio di Yves Saint Laurent ha lasciato dietro di sé. E che oggi può finalmente avere non una ma ben due “case”: una a Parigi e l’altra a Marrakech.

Due grandi musei raccoglieranno e racconteranno l’opera e il genio di Saint Laurent e questo grazie anche alla lungimirante scelta dello stesso grande couturier che ha, unico nella sua generazione, deciso di catalogare in maniera sistematica il suo intero lavoro a partire dal suo esordio datato 1961. Il primo sarà allestito nell’atelier storico di 5 avenue Marceau, dove Yves Saint Laurent ha lavorato per 30 anni (dal 1974 al 2002) e che dal 2004 è la casa della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent.

Uno spazio che verrà ripensato completamente da Nathalie Crinière e Jacques Grange (già collaboratori della fondazione) e che vedrà esposizioni in costante aggiornamento. All’opening -che avverrà nel 2017- del museo parigino corrisponderà anche l’apertura del secondo spazio espositivo a Marrakech, città che Saint Laurent, dal 1966, aveva ribattezzato come sua seconda casa e fonte di ispirazione. Quattromila metri quadri in Rue Yves Saint Laurent conterranno un’esposizione permanente curata da Christophe Martin, uno spazio per delle mostre temporanee, un auditorium, una bibliteca per la ricerca, e un ristorante. I due musei saranno aperti a partire dal 2017
fonte: http://www.vogue.it/

Lgbt: "Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986" alla Galleria degli Uffizi di Firenze fino al 10 aprile

In foto Andy Warhol alla Factory di New York nel 1977

Dal 4 marzo al 10 aprile in mostra nella galleria fiorentina dieci immagini frutto dell'incontro tra il grande fotografo pistoiese e il maestro della pop art

Andy Warhol sbarca per la prima volta alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Il maestro della pop art è infatti il soggetto della mostra "Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986", che raccoglie dieci immagini frutto dell'incontro tra il fotografo pistoiese di fama internazionale e l'artista statunitense.
Le fotografie furono scattate durante due visite di Amendola alla Factory a New York, la prima nel 1977 e l'ultima nel 1986, pochi mesi prima della scomparsa di Warhol.

Otto degli scatti sono a colori, due in bianconero e proprio due di queste fotografie saranno donate da Amendola al museo fiorentino e, in pratica, segneranno l'ingresso di Andy Warhol agli Uffizi. "Con le donazioni dei ritratti di Warhol - commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - vengono significativamente incrementate due sezioni: quella dell'arte del ventesimo secolo, e quello dei ritratti di artisti eseguiti da altri artisti, un genere questo strettamente connesso a quello dell'autoritratto vero e proprio, di cui gli Uffizi hanno la collezione più antica e più grande al mondo".

Le fotografie per la donazione sono state scelte dall'ex direttore degli Uffizi Antonio Natali. L'esposizione dedicata ad Andy Warhol resterà aperta dal 4 marzo fino al 10 aprile nella Sala del Camino al Piano Nobile degli Uffizi e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 8.15 alle 18.50, con il biglietto di ingresso agli Uffizi.
fonte: http://www.intoscana.it

Lgbt: 31 marzo – Giornata Internazionale della Visibilità Transgender

La Giornata Internazionale della Visibilità Transgender (International Transgender Day of Visibility) promossa a partire dal 2009 dalla militante Rachel Crandall (Michigan), ricorre il 31 marzo. Durante questa giornata, conosciuta soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra e ancora molto poco in Italia, celebriamo la visibilità delle persone transgender nella società.

Il senso di questa celebrazione può essere efficacemente reso utilizzando le parole di Laverne Cox, attrice transgender americana:

“It is revolutionary for any trans person to choose to be seen and visible in a world that tells us we should not exist.” (In un mondo che dice che noi non dovremmo esistere, per ogni persona trans è rivoluzionario scegliere di essere visibile). La scelta della parola “revolutionary” non sembra ardita se consideriamo un sistema culturale occidentale moderno che riconosce e legittima soltanto due generi, “uomo” e “donna”.
Per i dissidenti di genere esistono solo due alternative possibili: l’adeguamento al dogma binario1, o la marginalizzazione.
O ci adeguiamo ad essere “donne e uomini a tutti gli effetti”, espressione che ricorre spesso nella dinamica discorsiva associata alla condizione trans, aderendo il più possibile a ciò che l’immaginario collettivo pretende da noi, o siamo esclusi, stigmatizzati e spinti verso la morte sociale.
Ricordiamo che, fino a pochissimo tempo fa (solo recentemente, a più di trent’anni dall’approvazione della legge 164/82, diverse sentenze hanno riconosciuto la riattribuzione anagrafica a persone transgender in assenza di interventi demolitivi agli organi sessuali primari.
Un orientamento ufficializzato e rafforzato da recentissime sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale), la prassi giurisprudenziale ha fatto sì che una persona trasgender italiana che volesse ottenere un documento conforme alla sua identità reale, unico lasciapassare per l’esercizio di un pieno diritto di cittadinanza, a partire dall’esercizio del diritto al lavoro, dovesse obbligatoriamente sottoporsi ad una vera e propria “sterilizzazione forzata”.
Solo chi aveva rimosso le gonadi (ghiandole sessuali), mettendosi nella definitiva impossibilità di procreare, vedeva riconosciuti i suoi diritti civili. La pressione che subiamo verso l’omologazione è costante e violenta.
“Sei un uomo/una donna a tutti gli effetti ormai”, ci sentiamo dire con paternalistica approvazione, ma solo quando soddisfiamo completamente le aspettative sociali, pagando l’obolo di interventi chirurgici demolitivi e ricostruttivi sui nostri organi genitali e smettendo di rivendicare il nostro percorso, la nostra identità T*, negando una parte di noi.

In questo quadro, la rivendicazione di una visibilità transgender, se non addirittura di un orgoglio, è sovversiva, liberante e rivoluzionaria sul piano sociale e culturale, oltre che salvifica sul piano personale. Poter finalmente dire: “Sono una persona transgender e rivendico la mia visibilità” significa permetterci di esistere al di fuori dello schema binario, di legittimarci, di amarci.

Un amore verso noi stess* che, portato nel mondo, assume una valenza culturale e politica. E’ anzitutto amando noi stess* per quello che siamo e non per ciò che la società ci impone di essere, che mettiamo in discussione e relativizziamo l’ordine binario, sovvertendo gli stereotipi ricevuti. Un processo, quello della relativizzazione della visione assoluta, limitata e limitante di un mondo a due colori, che riveste una grande importanza per ogni persona transgender. Una persona trans* che ha fatto un lavoro su di sé (un esempio è la vecchia ma sempre validissima “autocoscienza”) per uscire dalle logiche di “adeguamento” e sposare quelle di “affermazione”, non accetterà di sottoporsi ad interventi chirurgici o trattamenti ormonali non desiderati, non cadrà nella trappola del “passing” 2, prenderà posizione e si difenderà dagli episodi di transfobia, difenderà la sua dignità. Vivrà, insomma, una vita migliore.

Ben venga quindi la “Giornata internazionale della visibilità transgender” che, a differenza del 20 novembre, “Transgender Day Of Remembrance” (Giornata della Memoria Transgender), giorno in cui commemoriamo le vitttime di odio transfobico, ci offre l’occasione per sorridere, festeggiare, affermarci con fierezza.

1 Chi non si riconosce nel sesso di nascita ha come unica alternativa il passaggio al sesso opposto, come in Italia prevede la legge 164/82, “Norme in materia di retticazione di attribuzione di sesso”.

2 La convinzione secondo la quale solo la donna o l’uomo transgender che “passino”/”sembrino” donne biologicamente femmine o uomini biologicamente maschi, possibilmente aderenti ai correnti canoni estetici di bellezza e desiderabilità, siano davvero “riusciti”, “venuti bene”. Questa convinzione porta molte persone transgender a sottoporsi ad importanti interventi chirurgici, spesso dannosi per la salute, di chirurgia ricostruttiva. Il fine è la piena “mimetizzazione” nella società, o “modalità stealth”, espressione importata dal linguaggio bellico, che indica gli aerei capaci di rendersi invisibili ai radar.
fonte: http://transgenderfreedom.com di Monica Romano Articolo pubblicato sulla rivista di cultura LGBT “Il Simposio”

Lgbt: Convegno "Le persone transessuali: bisogni sanitari, psicologici e sociali" a Milano il 23 marzo

“Convegno - Le persone transessuali: bisogni sanitari, psicologici e sociali.” Accreditato ECM-CPD e CROASS. Mercoledì 23 marzo 2016 dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 16, presso la Biblioteca Comunale Lentate sul Seveso via Monte Santo 2 Camnago raggiungibile tramite FFS/Trenord, fermata Camnago.

Panoramica: Questo percorso formativo si trova inserito all’interno del progetto “Connessioni di Cambiamento” per l’inclusione sociale delle persone che si prostituiscono sul territorio di Lentate sul Seveso. Nasce dalla considerazione e dall’evidenza che i bisogni delle persone transessuali risultano scoperti sul territorio e che i servizi fanno talvolta fatica a rispondere efficacemente alle problematiche emergenti. La situazione di precarietà, l’alto tasso di marginalità, le problematiche sanitaria (terapie ormonali fai da te, rischio di malattie MTS), il forte abuso di sostanze (in particolare alcool), la situazione di essere vittime dell’usura, la condizione di clandestinità, la forte discriminazione sociale, sono tutti potenziali aspetti di un’unica problematica, i quali non riescono a trovare risposta né parzialmente né tanto meno a livello complessivo.

Obiettivi:
Aumentare la conoscenza da parte degli operatori sanitari della tipologia della domanda e della specificità dei bisogni di salute delle persone transessuali;
Offrire un quadro di riferimento teorico rispetto a omosessualità, transessualità, transgenderismo e bisessualità;
Sviluppare le competenze di ciascun operatore nell’accogliere le richieste e nell’instaurare una corretta relazione d’aiuto, tenendo conto della specificità dell’utenza transessuale

Relatori:
Responsabile scientifico Giovanni Fioni Responsabile MTS ATS Brianza
Antonia Monopoli Responsabile Sportello Trans di Ala Milano Onlus
Antonio Prunas Psicologo e dottore di ricerca in psicologia clinica Università degli Studi di Milano – Bicocca
Chiara Repetto Psicologa del lavoro
Arianna Vecchi Psicologa e operatrice del progetto Connessioni di Cambiamento

Programma:
9,00/9,30 Saluti delle Autorità
9,30/13,30 I Sessione
Proiezione video “O sei uomo o sei donna…Chiaro?!” di E. Vanni
Storia del fenomeno transessuale e del movimento ad esso connesso
Aspetti, problematiche e realtà sociale dell’omosessualità, transessualità e transgenderismo
Immaginario delle persone transessuali nei riguardi dei servizi: difficoltà nell’utilizzo
Immaginario comune nei confronti delle persone transessuali
Le tecniche di comunicazione e gli ostacoli comunicativi più comuni nel rapportarsi con persone transessuali
Difficoltà nell’inserimento lavorativo
14,00/16,00 II Sessione
Percorso di cambio di genere, con particolare attenzione al periodo definito di “transizione”
Problematiche sanitarie e psicologiche legate a tale percorso
Lo sviluppo dell’identità e del ruolo sessuale
Aspetti giuridico-legislativi
ECM-CPD – Compilazione della verifica dell’apprendimento e della scheda di valutazione del gradimento.

Informazioni utili:
Accreditamento: Secondo le indicazioni contenute nella D.G.R. n. 11839 del 23.12.2015 all’evento saranno stati preassegnati n. 4,2 crediti ECM per tutte le professioni sanitarie L’attestato crediti sarà rilasciato a chi avrà raggiunto la soglia minima di partecipazione (oggettivata dalla firma di presenza), risposto correttamente ad almeno l’80% delle domande e compilato il questionario di gradimento.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del Progetto “Connessioni di Cambiamento” cofinanziato da Regione Lombardia (bando emanato con decreto n. 8861/2014).
Segreteria Organizzativa UO Sviluppo e Formazione RU – ATS della Brianza Viale Elvezia 2 – 20900 Monza Tel. 039.2384288/9 fax 039.2384839
per la compilazione del modulo di iscrizione: https://www.ats-brianza.it (iscrizioni on line)
Potete scaricare la locandina con il programma
fonte: http://www.sportellotransalamilano.it

mercoledì 27 gennaio 2016

Lgbt: David Bowie, i ricavi dell’ultimo album in donazione alla ricerca contro il cancro

L’etichetta di David Bowie ha annunciato che i profitti legati alla vendita del suo ultimo album “Blackstar” verranno riversati nella ricerca contro il cancro. Milioni di fan si sono svegliati lunedì mattina con una notizia di una tristezza assoluta. L’artista è morto, colpa di un cancro che aveva combattutto per 18 lunghi mesi.

Sono stati numerosi gli artisti e sconosciuti che hanno deciso di rendere omaggio all’icona del rock e del pop. Tutti in uno stile diverso, ma con uno stesso messaggio di fondo: il grande Bowie rimarrà per sempre una leggenda della musica. D’altronde ci ha sempre sorpreso, così come con il suo ultimo album, il 25esimo, intitolato “Blackstar”.

Che si sia trattata di una sua ultima volontà oppure di un’iniziativa spontanea degli eredi del cantante, al momento non lo sappiamo, ma tutti i profitti legati alle vendite di questo album verranno riversati a istituti di ricerca contro il cancro. Tanto di capello. Rough Trade l’ha annunciato su Twitter. Un bel gesto che trasformerà l’amore dei fan in un aiuto concreto alle persone affette da questa malattia.
fonte: http://www.darlin.it/cultura-pop

Lgbt: Triangoli rosa e neri per non dimenticare

Il 27 gennaio è la giornata individuata dall’Assemblea internazionale delle Nazioni unite per ricordare le vittime della sterminio nazifascista. insieme a Ebrei, Rom, Sinti, Jenisch e testimoni di Geova, anche numerosi omosessuali furono internati nei campi di concentramento durante il Terzo Reich.
Secondo i dati rinvenuti negli archivi di diversi lager, presso i tribunali e gli uffici di polizia, nel 1943 i campi di concentramento avevano già ospitato 46.436 persone omosessuali. A distinguere gli omosessuali dagli altri prigionieri era, nel caso degli uomini, un triangolo rosa cucito sulla divisa all’altezza del petto; nel caso delle donne, un triangolo nero. Contrariamente a quanto avvenne in Germania, in Italia il regime fascista, nel replicare le persecuzioni naziste, preferì ignorare l’omosessualità.
Sulla base di questa politica del silenzio, il codice penale italiano non previde mai la penalizzazione dell’omosessualità, demandandone la repressione alla sfera morale e religiosa. Qualora fosse stato necessario intervenire, si affermò, le forze dell’ordine possedevano già gli strumenti necessari.
Tali strumenti erano tre tipi di provvedimenti: la diffida (una sorta di avvertimento pubblico a abbandonare un comportamento “criminoso”, pena l’incorrere in provvedimenti più severi), l’ammonizione (una specie di arresti domiciliari della durata di due anni) e soprattutto il confino, cioè la residenza coatta in un luogo lontano da quello in cui la persona viveva, con limitazioni della libertà personale.

La condanna al confino significava l’allontanamento da parenti, amici, compagni, ma anche la condanna pubblica e l’ostracismo sociale. L’arresto portava con sé traumatiche conseguenze: molti parenti rifiutarono di avere contatti con i confinati per omosessualità; vittime di una mentalità in cui l’omosessualità era un peccato imperdonabile, gli omosessuali stessi soffrirono per il disonore gettato sulle proprie famiglie. Nessun riconoscimento spettò agli ex confinati omosessuali alla fine della guerra. Alcuni di loro chiesero la pensione come ex confinati. Nulla però risultava dai loro dossier, dove solo un numero in codice indicava la loro reale condizione. Nessuno riuscì ad ottenerla, così come nessuno riuscì ad ottenere la riabilitazione da parte dello Stato. In occasione della Giornata della Memoria, diversi circoli Arcigay mettono in capo iniziative per divulgare la memoria dell’Omocausto.

A Udine, ad esempio, il Comitato Territoriale Arcigay Friuli Nuovi Passi dà appuntamento alle 19:15 in Piazzetta Lionello (davanti alla sede del Comune di Udine) per mettere in atto la performance teatrale DISCORSI d’ODIO a cura del gruppo teatrale CCFT, seguito degli interventi dei rappresentanti di Arcigay e Arcilesbica, il sindaco di Udine Furio Honsell e il presidente di ANPI Udine Dino Spanghero.
A Bologna, alle 10 le associazioni lgbt parteciperanno alla commemorazione ufficiale delle vittime LGBT del nazifascismo, alla presenza di autorità e istituzioni presso il monumento a loro dedicato nei Giardini di Villa Cassarini. Durate la giornata, inoltre, verranno distribuiti segnalibri con triangoli rosa e neri, a ricordo dei deportati gay e delle deportate lesbiche nei campi di concentramento.
A Roma, nella sede del Gay center, è in programma dalle 19 il laboratorio di caviardage sulle vittime omosessuali del nazifascimo. In quegli stessi spazio è allestita fino al 31 gennaio una mostra sull’Olocausto.
A Torino, CasArcobaleno ospita fino al 30 gennaio due mostre dedicate all Giornata della memoria: la prima, Adelmo e gli altri – omosessuali al confino nel Materano, a cura di Cristoforo Magistro, raccoglie documenti risalenti al periodo fascista, quando le persone omosessuali venivano mandate al confino.
I dossier recuperati, contenenti le testimonianze fotografiche non solo delle persone omosessuali, ma anche delle forze dell’ordine, sono stati catalogati e sono esposti per la prima volta in Italia; la seconda mostra, Rosa cenere, a cura di Jacopo Campagni e prodotta da Arcigay Il Cassero di Bologna, raccoglie le tavole di diciannove giovani artisti, attivi nel campo dell’illustrazione e del fumetto, alle prese con il racconto per immagini di raccontano undici storie di gay e lesbiche perseguitati durante il nazifascismo.
Il 27 gennaio, alle 20.30, sempre a CasaArcobaleno verrà proiettato film Aimée & Jaguar, ispirato alla storia vera di Lilly Wust e della sua relazione con Felice, una ragazza ebrea che militava nella resistenza berlinese durante la fine della seconda guerra mondiale. Infine, venerdì 29 gennaio alle 20.30 verrà proiettato il documentario Le rose di Ravensbrück – Storia di deportate italiane, con la regia di Ambra Laurenzio.
A Trento per la prima volta quest’anno la celebrazione ufficiale della Giornata della Memoria del Comune sarà dedicata all’omocausto: il 27 gennaio alle 17, nella Sala Falconetto di Palazzo Geremia (via Belenzani 20) Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino. Parlerà di “La persecuzione nazi-fascista dell’omosessualità“; giovedì 28 gennaio alle 21 al Cinema Astra Multisala (corso Buonarroti 16) è in programma la proiezione del film “Bent” di Sean Mathias.
A Perugia il 27 gennaio alle 19.30 è in programma l’incontro “Omosessuali: dalla deportazione di ieri alla negazione dei diritti di oggi” in collaborazione con Circolo Arci Island, ANPI Perugia e ANPI Studentesca UniPG. Il 29 gennaio alle 21 si terrà al Teatro di Figura Umbro lo spettacolo teatrale Le fate della notte.
A Pavia lunedì 1 febbraio alle 21 in Aula del ‘400, Piazza Leonardo da Vinci, Arcigay Pavia “Coming-aut” e Universigay presentano “La Memoria sono anch’io”, una serata per tributare a ciascuna minoranza, a ciascuna vittima, il doveroso ricordo.
A Mantova venerdì 5 febbraio alle 21 allo Spazio Studio Sant’Orsola (via Bonomi 3), Arcigay la Salamandra di Mantova con ars Creazione e Spettacolo presenta “Un’altra memoria – un reading per ricordare”, Iniziativa didattica aperta al pubblico delicata agli allievi delle per medie e superiori.
A Genova resta allestita nella Sala Dogana di Palazzo Ducale fino al 7 febbraio la mostra Diritti e pregiudizi – ieri e oggi a cura di Alice Merlo e Valentina Marzi (da martedì a domenica, dalle 15 alle 20. Ingresso libero).
fonte: http://www.arcigay.it/triangoli-rosa-e-neri-per-non-dimenticare/

giovedì 21 gennaio 2016

"Lgbt: È ora di essere civili" #svegliatitalia Il 23 gennaio in piazza

#svegliatitalia. Ddl Cirinnà, la discussione in Senato si avvicina. E il tema dei diritti civili sarà al centro di una giornata di mobilitazione prevista per sabato 23 gennaio. Lo slogan è “Svegliatitalia”: oltre cento piazze. Poi un presidio permanente all’esterno del Senato della Repubblica. Parte della piattaforma programmatica è costruita intorno a un appello diffuso da Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit. Perché “che piaccia o no è già famiglia”.

Questo il testo dell’appello:
«L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.
Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti».


Qui
l’elenco delle piazze in cui, il 23 gennaio, si terranno le iniziative
fonte: http://saviano.blogautore.repubblica.it twitter: @carminesaviano

Lgbt: Corte Costituzionale, transessualismo, diritto alla salute e diritto all’identità di genere - segnalazione dell'avv. Nicola Posteraro

Corte Costituzionale, 21 ottobre 2015, n. 221
Pres. A. Criscuolo – Red. G. Amato - giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso), promosso dal Tribunale ordinario di Trento, nel procedimento vertente tra D.B. e Pubblico ministero presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Trento, con ordinanza del 20 agosto 2014, iscritta al n. 228 del registro ordinanze 2014 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 52, prima serie speciale, dell’anno 2014.

Transessualismo – Art. 1, comma 1, della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso) – necessità di modificazione chirurgica dei tratti sessuali primari al fine di ottenere la rettificazione anagrafica del sesso – non sussiste.
Con un’ordinanza del 20 agosto 2014, il Tribunale ordinario di Trento sollevava – in riferimento agli artt. 2, 3, 32, 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso).

Tale disposizione prevede che “La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali”.
Ad avviso del giudice rimettente, la disposizione censurata si poneva in contrasto con gli artt. 2 e 117, primo comma, Cost., in relazione all’art. 8 della CEDU, poiché la previsione della necessità, ai fini della rettificazione anagrafica dell’attribuzione di sesso, dell’intervenuta modificazione dei caratteri sessuali primari attraverso trattamenti clinici altamente invasivi, “pregiudicherebbe gravemente l’esercizio del diritto fondamentale alla propria identità di genere”.

Veniva, inoltre, denunciato il contrasto con gli artt. 3 e 32 sottoposizione della persona a trattamenti sanitari (chirurgici o ormonali), estremamente invasivi e pericolosi per la salute. Il Tribunale rimettente, chiamato a fare applicazione dell’art. 1 della legge n. 164 del 1982, escludeva la possibilità di interpretare la disposizione in esame nel senso di ritenere ammissibile la rettificazione dell’attribuzione di sesso, anche in assenza della modificazione dei caratteri sessuali primari. In particolare, il giudice a quo osservava che l’art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), prevedendo che “Quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, il tribunale lo autorizza con sentenza passata in giudicato”, sembra consentire che il trattamento medico-chirurgico sia solo eventuale. Il rimettente ha ritienuto, tuttavia, che la previsione di tale eventualità non significasse che la rettificazione di attribuzione di sesso potesse essere ottenuta a prescindere dall’adeguamento dei caratteri sessuali primari, bensì soltanto che potessero esservi casi concreti nei quali gli stessi fossero già modificati (ad esempio, per un intervento già praticato all’estero, ovvero per ragioni congenite).

Il giudice a quo ha osservato, inoltre, che l’imposizione di un determinato trattamento medico, sia esso ormonale, ovvero di riassegnazione chirurgica dei caratteri sessuali, costituirebbe una grave ed inammissibile limitazione del diritto all’identità di genere. Ad avviso del rimettente, il raggiungimento dello stato di benessere psico-fisico della persona si realizza attraverso la rettificazione di attribuzione di sesso, e non già con la riassegnazione chirurgica sul piano anatomico (dalla persona non sempre voluta).

Nel merito, i giudici, con una interpretativa di rigetto, affermano la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge n. 164 del 1982 non è fondata. Ciò in quanto la disposizione in esame costituisce l’approdo di un’evoluzione culturale ed ordinamentale volta al riconoscimento del diritto all’identità di genere quale elemento costitutivo del diritto all’identità personale, rientrante a pieno titolo nell’ambito dei diritti fondamentali della persona (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU). >>CONTINUA A LEGGERE CLICCANDO QUESTO LINK