giovedì 4 marzo 2010

Foggia Il vescovo 'benedice' le nozze lesbo


Il matrimonio simbolico fra due lesbiche celebrato dal sindaco di Torino ha sollevato reazioni contrastanti. C'è stato il plauso del Pd ma anche la forte condanna da parte di Pdl e Forza Nuova.
Il fatto è stato commentato anche dal monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia, che ha dichiarato all'Adnkronos ha dichiarato: «Nei confronti di queste persone che vivono l'omosessualità non bisogna lanciare anatemi. Che vivano la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili».
Un pensiero, quest'ultimo, in controtendenza rispetto ad altri pareri espressi da esponenti della Chiesa nelle scorse settimane nei confronti dell'omosessualità e delle unioni fra persone dello stesso sesso (basti pensare alle dichiarazioni del vescovo di Senigallia, dell'ex vescovo di Pistoia e dell vescovo di Grosseto).
Il religioso ha motivato le sue parole sostenendo che «noi non possiamo interpretare il pensiero di Dio sul tema». Per quanto riguarda il futuro, Casale ha dichiarato: «Bisogna seriamente riflettere perché questo è un campo aperto, insidioso. Non mettiamo cancelli di chiusura e per l'avvenire teniamo conto dell'evoluzione della sessualità e del modo di interpretarla e viverla. Non si può ignorare l'evoluzione che la società ha avuto. Perciò dico a questa coppia di vivere la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili».
fonte: gayburg

Tradimento, le persone fedeli sono più intelligenti


Tradimento, le persone fedeli sono più intelligenti

Intelligenza e fedeltà. Non ci crederete, anzi i fedeli ne saranno già consapevoli, ma c’è un legame profondo, almeno per gli uomini. A sostenerlo è lo psicologo giapponese Satoshi Kanazawa della London School of Economics che ha pubblicato uno studio sul tema. Il medico ha dimostrato che le persone con un Qi più alto si sono dimostrate libere da ideologie, volte all’ateismo e, se maschi, pure monogami. Riassunto in due parole: razionalità e fedeltà, probabilmente perché la scelta della compagnia arriva dopo una riflessione logica, oltre al sentimento.

I partecipanti che si definivano atei avevano un Qi medio di 103, mentre i religiosi di 97, quelli di ideologia liberale avevano 106 di media, mentre i conservatori 95. Per quanto riguarda le abitudini sessuali, l’uomo fedele è risultato in media più intelligente, mentre nessuna differenza è stata trovata per le donne.

Secondo il ricercatore, le relazioni esclusive sono una novità che riguarda la specie: chi è meno dotato dal punto di vista intellettivo fa più fatica ad adattarsi e quindi tradisce. Conclusione: se un uomo tradisce, oltre a essere bugiardo, è poco intelligente.
Via | Tgcom

mercoledì 3 marzo 2010

Strage di transessuali in Turchia.




Secondo Human Rights Watch, otto persone transessuali sono state assassinate in Turchia, a Istanbul e ad Ankara, dal novembre 2008, e altre due sono state uccise questo mese. Aycan Yener è stata accoltellata a morte nel suo appartamento di Istanbul il 16 febbraio; i tre individui che sono stati visti fuggire dalla scena del delitto non sono stati arrestati dalla polizia. L’8 febbraio, nel distretto di Antalya, era stata uccisa in casa propria Derya Y, anche lei a coltellate e da più persone. Quattro organizzazioni per i diritti umani hanno scritto al governo turco invitandolo a fermare “l’assassinio mirato di persone transgender”, che fa parte di “un più ampio sistema di violenza” contro i cittadini lgbt in Turchia. Pembe Hayat, Human Rights Watch, ILGA Europe, e l’ International Gay and Lesbian Human Rights Commission affermano: “E’ profondamente sconvolgente che gli episodi di assassini e violenza contro le persone lgbt in Turchia, soprattutto contro le persone transgender, continuino indisturbati”. Le organizzazioni per i diritti chiedono nuove leggi anti-discriminazioni ed una migliore cooperazione della polizia, che non investiga dopo questi episodi.
fonte gaynews24

Il sindaco di Torino presenzia ad un 'matrimonio' tra due lesbiche


Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, ha partecipato ad un matrimonio simbolico tra Antonella e Debora, due lesbiche. La cerimonia si è tenuta in un locale del capoluogo piemontese ed il sindaco era presente senza la fascia tricolore d'ordinanza: Chiamparino aveva infatti accettato di presenziare alla loro unione alla condizione che il tutto avvenisse in un luogo privato in modo da non andare contro quanto previsto dalla legge in merito all'suo dei luoghi pubblici. Alla cerimonia erano presenti anche alcuni parlamentari come Pietro Marcenaro, Magda Negri e Anna Paola Concia.
«Ritengo sia un dovere esserci per chi ha responsabilità pubbliche -ha dichiarato Chiamparino durante la cerimonia- Mi auguro che questo vostro atto serva a mandare un messaggio allo spirito libero del Parlamento. Io credo sia tempo di creare in Italia un istituto accanto al matrimonio, che avvenga un processo legislativo che dia alle unioni dello stesso sesso o diverso garanzia di parità di diritti. Spero davvero che prevalga lo spirito libero del Parlamento e ci si metta a livello degli altri paesi europei. Riconoscere diritti è un segno di civiltà».
Com'era purtroppo prevedibile, quel gesto ha scatenato reazioni opposte da parte del mondo politico. Mentre la segreteria del Partito democratico ha elogiato l'iniziativa, il Pdl ha duramente attaccato il sindaco di Torino. Agostino Ghiglia del Pdl ha dichiarato: «È irresponsabile che un uomo delle istituzioni come il sindaco Chiamparino celebri l'unione tra due donne lesbiche quando l'atto non avrà un valore formale, ma solamente propagandistico. Un tema così delicato come quello dei diritti-doveri nelle coppie di fatto, soprattutto se omosessuali, andrebbe affrontato con serietà, sobrietà, equilibrio».
All'esterno del ristorante, infine, è stato organizzato un presidio di Forza Nuova: una decina di militanti di estrema destra hanno manifestato con uno striscione con scritto: "Più figli, meno omosessuali". Il piccolo corteo, comunque, è stato tenuto a distanza dalle forze dell'ordine.
fonte gayburg

Obama: “Giugno per i diritti lgbt”

Obama: “Giugno per i diritti lgbt” sostiene il pride lgbt In onore del gay Pride il presidente degli Stati Uniti ha proclamato il mese di Giugno come il mese della comunità lgbt tramite un documento ufficiale. 

Forse come risposta all’ultima lettera inviatagli della comunità lgbt per criticare il suo silenzio. Nel documento il presidente ricorda la resistenza di Stonewall dove esattamente 30 anni fà, la polizia prese di assalto un celebre bar gay di New York provocando una rivolta.

Obama ha reso omaggio a quei manifestanti commemorando l’evento come la volta in cui gli omosessuali fecero resistenza contro una polizia le cui molestie contro di loro erano diventate “anche troppo comuni”. Da questa resistenza è nato il movimento per i diritti della comunità lgbt in America. Riportiamo alcune parti più significative del documento: “Durante il pride lgbt, commemoriamo gli eventi del lontano giugno del 1969 e l’impegno per garantire la giustizia a norma di legge per gli americani lgbt. La comunità lgbt ha fatto e continua a fare molto per crescere all’interno della società americana. In tutti i settori professionali ci sono molti capi rispettabili appartenenti alla comunità lgbt. Gli americani lgbt inoltre hanno mobilizzato l’intera nazione a contribuire alla lotta contro l’HIV /AIDS. Proprio per questa crescita del movimento lgbt, oggi molti americani possono vivere apertamente la propria sessualità. Sono orgoglioso di essere il primo Presidente ad aver nominato membri lgbt nel senato durante i primi 100 giorni dell’amministrazione. 

Inoltre questi sono tra i nostri migliori dipendenti statali, sia all’interno della Casa Bianca e le agenzie federali. Il movimento lgbt ha raggiunto grandi progressi ma c’è ancora molto lavoro da fare. I giovani lgbt soprattutto dovrebbero imparare a sentirsi al sicuro, senza avere il timore di essere vittime di molestie, le famiglie lgbt meritano di vivere la propria vita con dignità e rispetto. 

La mia amministrazione ha stabilito una relazione con la comunità lgbt per offrire diverse iniziative. A livello internazionale ho contribuito agli sforzi delle nazioni unite per discriminare l’omosessualità in tutto il mondo. Continuo a sostenere e garantire la parità dei diritti dei cittadini lgbt americani. Dobbiamo continuare a mantenere il nostro impegno nella lotta contro l’HIV / AIDS. Si tratta di problemi che non riguardano solo la comunità lgbt ma l’intero stato. Durante il mese del Pride lgbt invito l’intero paese, sia la comunità lgbt, che il Congresso e il popolo americano a lottare insieme per promuovere la parità dei diritti di tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale o identità di genere del cittadino. 

Ora, quindi, io, Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, in virtù del mandato attribuitomi dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, proclamo Giugno 2009 come il Mese Pride della comunità LGBT. Chiedo a tutto il popolo degli Stati Uniti di reagire contro il pregiudizio e la discriminazione esistente in tutto il mondo”. Eviterei di fare un paragone al caso italiano, ma penso sia inevitabile. Contrari come al solito i politici e la chiesa che non fanno altro che definire la giornata del pride inutile per l’intera società italiana, vista e presentata come una giornata di depravazione all’insegna del sesso ed esibizionismo. Ma pare che qualcosa inizi a muoversi, proprio il mese scorso il nostro presidente Giorgio Napolitano ha accettato di incontrare l’Associazione Certi Diritti per affrontare la questione lgbt in Italia. In effetti, non sappiamo come sia andato l’incontro, tuttavia risulta essere un nuovo passo verso una società più equa nei confronti della comunità lgbt italiana. Via | Advocate

martedì 2 marzo 2010

Sportello Migranti e Rifugiati LGBT



Sportello Migranti e Rifugiati LGBT
Si sta formando a Verona un gruppo di persone che vuole accogliere i gay, le lesbiche, le/i transessuali migranti di Verona e provincia, fornendo loro assistenza se decidono di chiedere asilo o lo status di rifugiato in Italia, tramite uno sportello di ascolto, informazione e sostegno.

Sono molte le persone migranti gay lesbiche e trans in fuga dal loro paese, perseguitati in quanto omosessuali o transessuali. Molti di questi Paesi hanno leggi che puniscono l’omosessualità e la transessualità con il carcere e in alcuni casi anche con la pena di morte: il recente caso ugandese è solo uno tra i più eclatanti.

Lo sportello migranti GLBT Verona vuole offrire questo servizio, gratuito, per aiutare tutte le persone migranti in difficoltà o che non sono in grado di avviare le pratiche per la richiesta di asilo, e riprende un'analoga esperienza già attiva a Milano e resa possibile anche grazie ai risultati del progetto nazionale di Arcigay "IO - Immigrazione e Omosessualità".

Il gruppo propone a tutte le persone che volessero collaborare un corso di formazione per meglio essere preparate e preparati alle richieste che arriveranno.

Il corso non è specifico per gay lesbiche e trans ma è aperto a tutte e tutti ritengano di avere sensibilità adeguate a gestire questa specifica tematica.

IL CORSO DI FORMAZIONE

Gli incontri di formazione si svolgeranno dalle 20.30 alle 22.30 presso l'Arci di Verona qui sotto i temi affrontati e le date:

1) 18 marzo: Introduzione, cenni generali sulla disciplina dell’ingresso e soggiorno in Italia dei cittadini immigrati - relatori Giorgio e Simone.

2) 1 aprile: Concetti: il rifugiato, la protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria ecc. - relatori Simone e/o altri avvocati ASGI.

3) 15 aprile: Procedure: la richiesta di protezione internazionale. Domanda, procedura avanti alla commissione territoriale, ricorso giurisdizionale avverso le decisioni della commissione. Conseguenze della presentazione della domanda e del rigetto - relatori Simone e/o altri avvocati ASGI.

4) 29 aprile: Preparazione e presentazione della domanda; come accogliere il/la migrante e come condurre l’intervista - relatori Giorgio e Simone.

5) 6 maggio: Panoramica sulla legislazione dei paesi che discriminano le persone omosessuali/transessuali - relatori Simone e/o altri avvocati ASGI ed e/o eventualmente Gabriella dello sportello migranti lgt milanese.

I partecipanti allo Sportello Migranti GLBT VERONA: Circolo Pink Verona - Arcigay Verona - Arcilesbica Verona - ASGI - Arci Verona - Il Germoglio - Coordinamento Migranti Verona - Singole e singoli

Info: 346.9790553 (Arcigay); 349.3134852 (Arcilesbica)
fonte: arcigayverona

Chiamiamo le cose col proprio nome


Chiamiamo le cose col proprio nome

“IL” transgender Anna è andato o è andata a fare la spesa?

Wikipedia così esemplifica la differenza “accademica” e “giornalistica” tra avere un nome da donna ed essere biologicamente una donna (in cui si ha la coniugazione al femminile del verbo) o avere un nome da donna ed essere una transgender (che cambia sì il nome, ma deve rimanere ancorata alla coniugazione al maschile del verbo).

Un recente articolo del New York Times affronta la tematica della forte rileanza del nome per le persone transgender, dichiarando a chiare lettere che il nome (e, aggiungerei io, la coniugazione di verbi e aggettivi) è un messaggio. Ed è un messaggio forte.

Si potrebbe erroneamente pensare che il cambiamento di nome sia una questione minore per le persone che affrontano il percorso di cambio di genere, minore in confronto alle psicoterapia, alle cure di ormoni, alle dolorose procedure di depilazione e allo sforzo di trovare medici comprensivi e disponibili. Per non parlare dei rischi e delle sofferenze legate agli interventi chirurgici.

Invece coloro che hanno affrontato e superato questo difficile e lungo percorso sostengono che il nome è un importante messaggio verso il mondo, tanto da affrontare richieste a procedimenti alla Corte Civile per ottenerlo. Mahattan è diventata, grazie alla lungimiranza della sua Corte Civile, la capitale dei procedimenti “Joe diventa Jane”, con una rete di 200 avvocati che lavorano per questo e almeno 400 clienti che hanno cambiato il loro nome.

Negli ultimi due anni avvocati volontari di alcuni degli studi più famosi della città di NY hanno collaborato con il “Transgender legal defense and education fund”, il cui direttore esecutivo, M. D. Silverman, definisce il cambiamento di nome “un grande coming out”.

Tornando nel vecchio continente, già dal 2006 il governo spagnolo ha varato una legge secondo la qulae una persona transessuale può modificare il proprio nome e il proprio sesso all’anagrafe anche prima di aver subito l’intervento per il cambio di riattribuzione. Ad approvare il disegno di legge sull’Identità sessuale è stato il Consiglio dei Ministri. Il vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega (un nome, un programma!) ha spiegato le motivazioni di questo provvedimento: “Contribuirà a rendere più degna la vita di migliaia di persone che si trovano in questa situazione”.

In Italia per il momento il cambio di nome si può richiedere solo dopo l’intervento di riattribuzione, e ricorrendo ad un tribunale.

In relazione a questo vorrei raccontarvi cosa dissero due persone alla fine del percorso di transizione.

Ms. Schnur, che vide le sue vecchie foto qualche mese dopo aver cambiato il suo nome disse: “Ho sempre saputo di non essere quello che gli altri pensavano che fossi”.

Ms. Whitney, invece, ha raccontato al New York Times che prima di rifare i documenti con la sua nuova identità, ogni volta che gli veniva chiesto di mostrare la sua patente di guida, pensava che mostrare una foto e il nome di qualcuno che non esisteva più era roba da pazzi.

Io mi irrito molto quando qualcuno sbaglia il mio nome (pur chiamandomi con nomi adeguati alla mia identità di genere) e mi sono chiesta che effetto farebbe a me dovermi presentare con un nome che non sento mio, dover continuare ad usare una identità che non mi rispecchia al punto di decidere di cambiarla completamente e legalmente.

Vi pongo la stessa domanda. Pensate che il nome sia davvero così importante o pensate che in fondo una volta trovata la propria identità non sia importante comunicarla al mondo intorno a noi?
fonte psicologiagay

Harry Potter parla contro il suicidio tra i giovani gay


Harry Potter parla contro il suicidio tra i giovani gay



Daniel Radcliffe il famoso personaggio televisivo che ha raggiunto il suo successo grazie al film di Harry Potter, ha girato un annuncio pubblico per la Trevor Project, un’organizzazione no profit attiva nella lotta contro il suicidio tra i giovani LGBT.
Visto che i suoi genitori sono entrambi attori, il piccolo mago ha avuto fin dall’infanzia un contatto diretto con le diverse facce della società, senza subire deviazioni e senza coltivare un’ignorante e stupida discriminazione razziale,
sessuale, religiosa o di altro genere. I suoi genitori avevano come amici o colleghi molti gay che spesso invitavano a casa, realtà con cui Daniel ha avuto modo di confrontarsi, una realtà che non ha gli ha dato modo di pensare o sospettare se ci fosse da chiedersi perché alcuni fossero gay ed altri no.

La prima volta che ha iniziato a sentir parlare di discriminazioni ed ha conosciuto cosa fosse, l’omofobia è stato tra i banchi di scuola. “Ho sempre odiato chiunque non tolleri le persone gay lesbiche o bisessuali, adesso mi trovo in una posizione fortunata e posso essere utile per aiutare davvero qualcuno”.

Il risultato è un nuovo annuncio pubblicitario della Trevor Project, che è stato registrato ieri mattina presso l’ufficio dell’organizzazione. L’annuncio sarà trasmesso durante la prossima primavera.


Radcliffe ha anche avuto la fortuna di capire l’importanza dell’esistenza di questo tipo di organizzazione fondata nel 1998 da tre registi. La loro pellicola, “Trevor” che ha vinto l’Academy Award come miglior cortometraggio, parla di un ragazzo di tredici anni gay che cerca di attirare l’attenzione dei suoi genitori tentando il suicidio, ma che alla fine riesce a recuperare la fiducia in se stesso grazie all’incontro di un ragazzo come lui che gli fa capire di non essere solo.
La Trevor Project permette ai giovani ragazzi in difficoltà di chiamare per assistenza o per consigli.

“Ritengo di essere una persona speciale, fortunata e diversa dalle persone comuni giusto perché ho avuto un’influenza diversa durante la mia crescita rispetto gli altri ragazzi della mia stessa età. ” ha dichiarato il giovane Radcliffe ” mi sono sempre sentito fortunato per aver avuto la vita che ho avuto. Non ho mai avuto problemi di questo genere per quanto riguarda la mia religione, l’orientamento sessuale o qualcosa di simile.

“Credo che sia importante per qualcuno protagonista di un grande film commerciale come Harry Potter poter essere un’icona rappresentativa. Il fatto che non sia gay o bisessuale o transessuale, non fa differenza ma mostra che le persone etero possono essere interessanti e si prendono cura di queste cose”.
fonte: Advocate

INCLUDIAMO LE PERSONE LGBT NEL CENSIMENTO 2011



Comunicato Stampa Arcigay -

Le associazioni lesbiche, gay, bisessuali e trans chiedono un incontro al Presidente dell’ISTAT per trovare forme di visibilità alle famiglie lgbt

Le associazioni lesbiche, gay, bisessuali e trans italiane hanno inviato oggi una lettera al Presidente dell’ISTAT, Enrico Giovannini, per richiedere un incontro utile a individuare strumenti di inclusione dei temi lgbt e a rappresentare correttamente la realtà delle convivenze affettive nell’ambito del censimento generale della popolazione del prossimo anno.

“Il censimento 2011 dovrà fornire la fotografia di una realtà sociale in profonda trasformazione, che vede da anni una crescente presenza di convivenze affettive sia eterosessuali che omosessuali” – dichiarano i rappresentanti delle 12 associazioni – “Riteniamo che la conoscenza di queste realtà, cosí come della realtà di tutte le persone lgbt, sia oggi imprescindibile per la programmazione di qualsiasi intervento socio-economico a sostegno della popolazione.”

Nel precedente censimento 2001 si è persa questa occasione. Nell’incontro la comunità lgbt vorrebbe rendere presente all’ISTAT la possibilità di inserire una o più apposite domande nel questionario relativamente all’evidenza nella popolazione italiana dei diversi orientamenti sessuali, delle differenti identità di genere e della crescita dei nuovi nuclei familiari non riconosciuti dall’istituzione del matrimonio, che in Italia è riservato solo alle coppie eterosessuali.

“Il censimento rappresenta una preziosa opportunità, utile per dare una fotografia quanto più completa possibile del contesto sociale in cui viviamo.” – dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay – “è una irrinunciabile occasione di visibilità rispetto alle caratteristiche demografiche e socioeconomiche che appartengono alla popolazione lgbt, producendo informazioni utili ad orientare le politiche sociali e economiche, a livello nazionale, regionale e sovranazionale.”

Le associazioni firmatarie della lettera sono: Arcigay, ArciLesbica, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Rete Lenford, MIT, Trans Genere, Certi Diritti, GayLib Circolo Mario Mieli Roma, Dì Gay Project Roma, I-Ken Napoli

Matteo Ricci
Ufficio Stampa Arcigay
348.6839779
ufficiostampa@arcigay.it

lunedì 1 marzo 2010

9° INCONTRO GRUPPO GIOVANI: DIRITTI LGBT NEL MONDO, LEGISLAZIONI A CONFRONTO


Questo sabato 27 Febbraio, si èsvolto il nono incontro del gruppo giovani incentrato sul tema dei diritti lgbt nel mondo, legislazioni a confronto, per avere un’ampia panoramica sulle possibilità che il diritto pubblico e privato nel mondo offre a coppie omosessuali per tutelare le proprie relazioni. Affronteremo il tema insieme all’Avvocato Massimo Dotto che si occupa anche delle consulenze legali per Dì Gay Project.sede Dì Gay Project, Via Costantino 82

Abbiamo pensato al tema dei diritti lgbt poiché il quadro è estremamente ampio e complesso quanto importante da comprendere per salvaguardare le nostre relazioni presenti e future. Se non cambia la legge, non cambiano neppure la mentalità delle persone, la cultura ed il modo di guardare gli omosessuali. La legge dovrebbe eliminare ogni forma di discriminazioni e rispettare l’identità di ciascuno ed i progetti di vita di ognuno senza precluderne possibilità e realizzazioni.
Purtroppo in Italia scontiamo un grave ritardo nel legiferare a favore delle coppie omosessuali, cosa che in altri paesi europei è già ampliamento avvenuto, il dato più allarmante è che paesi paragonabili all’Italia per sviluppo culturale e sociale hanno saputo adeguarsi al nuovo sentimento collettivo formulando normative capaci di tutelare, più o meno ampliamente, i diritti di singoli individui, di coppie e famiglie omosessuali.
Oltre l’Europa c’è anche da ricordare che pochi paesi hanno legalizzato le unioni omosessuali in alcuni vige addirittura la pena di morte o pene corporali per “atti omosessuali”

Con l’avvocato Dotto affronteremo tutti questi aspetti, il confronto con paesi europei ed extraeuropei, quale esempio che strada l’Italia dovrebbe seguire e nell’immediato cosa propone il diritto privato per tutelarsi in assenza di leggi nazionali.
fonte: digayproject

La Virgin Airline e i voli alternativi


I passeggeri abituali dell’aeroporto di Melbourne hanno notato qualcosa di strano ed insolito nella mattinata di giovedì, quando un’esuberante e piuttosto alta assistente di volo avanzava nell’aeroporto del Terminal 3, verso l’uscita d’imbarco per il volo DJ 857 per Sidney.
Per celebrare il fine settimana del Gay and Lesbian Mardi Gras a Sidney, la Virgin Airlines ha creato un tema speciale per il volo Melbourne - Sydney, con un personale costituito da drag queen, che dava spettacolo e offriva champagne ai passeggeri al gate e un tipo d’intrattenimento a bordo un po’ diversi a partire dalla dimostrazione di salvataggio cantato.
Tra gli ospiti speciali sul volo intitolato “Up, up and a gay” vi erano il giornalista della Channel Nine e la drag queen imitatrice di Kylie Minogue, Millie Minogue.
Così Millie, la simpatica imitatrice dell’icona gay Kylie Minogue, ha posato divertita per foto con i viaggiatori
sconcertati.
Tra i passeggeri in aeroporto figuravano facce sbalordite e allo stesso tempo preoccupate per quello che stava accadendo.
Le drag queen della compagnia Leave It To Diva, cosi come anche gli steward della Virgin Blue e la drag queen Ms Marion De Pilot, hanno recitato come se fossero degli assistenti di volo alternativi, offrendo un servizio considerevolmente più colorito del solito.
La Virgin Blue company aveva anche un suo carro per la parata del Mardi Gras di questo week end e il direttore esecutivo Brett Godfrey ha dichiarato che il volo a tema era compreso con il festival lgbt.

Le persone arrivano a Sidney per questo evento soprattutto da Melbourne. “È una grande opportunità questa per travestire il nostro personale con parrucche ad alveare, rompere con le solite sequenze schematiche e dare inizio a questo grandioso evento spingendo tutti in un Priscilla- style, spirito di questa meravigliosa manifestazione”.
Cosi dopo i soliti controlli di sicurezze è iniziata la versione alternativa al servizio di assistenza passeggeri con canzoncine e balletti. All’imbarco le hostess hanno offerto a tutti i passeggeri boa colorati. L’iniziativa ha conseguito un enorme successo, il volo era pieno e tutti i passeggeri sono rimasti entusiasti del servizio.
fonte: gaywave

Bergamo "SCENDI IN CAMPO CONTRO L'OMOFOBIA!"


Torneo di calcio di solidarietà - Comunicato
In occasione dell'avvicinarsi della quinta giornata mondiale contro l'omofobia, a cui il comune di Bergamo ha aderito attraverso votazione unanime durante il Consiglio Comunale dello scorso 12 ottobre 2009 , il comitato Bergamo contro l'omofobia oraganizza il primo torneo di calcio a sette con lo scopo di sensibilizzare la comunità bergamasca in merito alle tematiche legate alla violenza diretta contro persone omosessuali e transessuali.
Il torneo di terrà il giorno 28 marzo 2010 a partire dalle ore 14.00 presso il centro polisportivo Don Bepo Vavassori, località Villaggio degli Sposi (Bergamo) gentilmente concesso dal Comune di Bergamo.
Una giornata di divertimento, aggregazione e partecipazione volta a sradicare i pregiudizi. Un torneo calcistico non agonistico al quale parteciperanno anche e soprattutto squadre non professioniste, che si prefigge come obiettivo l'unione e il dialogo tra diverse realtà umane attraverso la solidarietà sportiva.

Si sono resi co-firmatari del progetto i seguenti esercizi commerciali e associazioni:

Centro grafico Just4u
American pub Mamo's
Centro sociale Pacì Paciana
Unione degli atei e degli agnostici razionalisti - Circolo di Bergamo
BergamoLaica
Arcilesbica xx Bergamo
Arcigay Bergamo Cives
Associazione gravid@mente per i diritti delle donne
Gaylib
IGLFA - International Gay & Lesbian Football Association ( http://www.iglfa.org/ )

Il comitato "Bergamo contro l'omofobia"
bergamocontrolomofobia@yahoo.it

Scarica qui il volantino dell'evento! http://www.scribd.com/doc/27520133/VOLANTINO-TORNEO
Pubblicato da La Sposa In Nero

LESBICHE, GAY, BISESSUALI E TRANSESSUALI: NUOVI DIRITTI IN UNA SOCIETÀ CHE CAMBIA


LESBICHE, GAY, BISESSUALI E TRANSESSUALI: NUOVI DIRITTI IN UNA SOCIETÀ CHE CAMBIA

L’orientamento sessuale e l’identità di genere fanno difficoltà a trovare nel nostro Paese un’adeguata protezione giuridica, nonostante costituiscano entrambi fattori facilmente esposti al rischio di discriminazione.
Le ragioni di tale situazione sono molteplici e si fondano innanzitutto sulla mancanza di conoscenza del fenomeno da parte soprattutto degli operatori della giustizia e degli amministratori pubblici.
L'effetto di tale situazione è l'impossibilità di godimento da parte di una parte dei cittadini italiani di diritti fondamentali afferenti alla persona di rilevanza costituzionale quali il diritto al lavoro, il diritto a costituire una famiglia. Rimangono poi del tutto calpestati sia il principio di uguaglianza sia quello al rispetto della dignità umana.

L'Europa continua a sollecitare il nostro Parlamento affinchè la situazione cambi e venga finalmente assicurata la parità nel godimento dei diritti fondamentali alle persone omosessuali e transessuali.
Sull'attuale situazione normativa, nonchè sui temi della famiglia, dell'uguaglianza e della dignità si confronteranno le associazioni LGBT in un incontro coordinato dagli avvocati dell'associazione Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford.

Partecipano l’avv. Antonio Rotelli, Presidente della Rete Lenford, l’ avv. Francesco Bilotta (Docente Università di Udine ) e l’avv. Alexander Schuster (università di Udine, Avv. Foro Trento), prof. Andrea Pugiotto (Università di Ferrara), prof Luigi Pannarale (Università di Bari), Imma Battaglia (Presidente DGay Project), Titti De Simone, Paolo Patanè (Presidente Nazionale Arcigay), Arcigay Bari, Rosa di Gerico, KèBari, Agedo Puglia, Arcilesbica Bari.
L’incontrò si aprirà con i saluti del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
fonte digayproject

Gelosia: non è una questione di sesso, ma di sensibilità


Gelosia: non è una questione di sesso, ma di sensibilità
Oggi parliamo del meccanismo di questo sentimento, perché un gruppo di ricercatori della Pennsylvania State University lo ha analizzato cercando di capire da dove nasca e soprattutto perché. Prima cosa la gelosia e il tradimento non c’entrano con il sesso, ma sono solo una questione caratteriale. Non è assolutamente vero che le donne sono meno disposte a sopportare un tradimento ”emotivo” mentre gli uomini diventerebbero novelli Otello solo davanti a un’infedelta’ ‘’sessuale”. Voi che ne dite?

Potremmo aprire un bel dibattito: è peggio il tradimento fisico e sentimentale? Per me è la stessa cosa, perché in entrambe le situazioni c’è di base una mancanza di rispetto. Capirei di più una persona che mi viene a confessare un amore. Purtroppo, per quanto si soffra, può succedere a chiunque, piuttosto che scoprire che il mio ragazzo non sa tenere allacciati i pantaloni. Detto questo non so se la gelosia faccia bene al rapporto.
Tornando alla ricerca: indipendentemente dal genere, spiegano gli esperti, a far scattare il grilletto della gelosia è un meccanismo psicologico, culturale e ambientale: chi è fermo fautore dell’autonomia all’interno della vita di coppia darà meno peso al tradimento fisico che a quello sentimentale, chi invece vive la propria relazione in maniera più totalizzante soffrirà di più per l’infedelta’ emotiva del proprio partner.
fpnte:pourfemme.it

domenica 28 febbraio 2010

Il lago dei cigni - Incredibile versione Acrobatica Cinese

Di solito la Domenica amo come ormai d'abitudine , pubblicare qualche video che riguardi il mondo della Danza in tutte le sue forme ed espresioni, come momento di relax... Ma quello di oggi è veramente "unico" nel suo genere, ed ho il piacere di mostrarvelo, credete ha sconvolto anche me che nel mondo della Danza ci vivo da anni ...I puristi del balletto classico di repertorio, forse storceranno il naso.... ma io credo nelle innovazioni e questa lo è di sicuro!...Parlo de "Il lago dei cigni" che pur mantenendo, quella che è la storia del balletto di repertorio, ha una particolarità... è eseguito da "ARTISTI" acrobati del "Great Cinese State Circus" credo resterete senza fiato...come è successo a me... Buona Domenica...Lisa

LE TRANS, I TRANS: IDENTIKIT DI CHI CAMBIA SESSO



LE TRANS, I TRANS: IDENTIKIT DI CHI CAMBIA SESSO

Chi sono le persone trans che si sottopongono all'operazione per cambiare sesso? Studiano, lavorano, sono precarie, che età anno? «Persone come tante». Il primo screening su un numero considerevole di trans è stato fornito dal Dottor Luca Chianura del Saifip dell'ospedale San Camillo di Roma nel corso del convegno «Il non detto» organizzato dalla Cgil Nuovi diritti e dall'Associazione Libellula Roma (www.libellula2001.it). Dall'indagine è emerso che «le persone trans sono come tante di noi», essendo i dati in molti punti sovrapponibili a quelli forniti dall'Istat per una buona parte di italiani. A colpire è l'età in cui si inizia a sentire il disagio: i disturbi possono manifestarsi intorno ai tre anni e sicuramente vengono percepiti fra i tre e gli otto anni. Così tre persone trans su quattro percepiscono disagio prima ancora che finisca l'adolescenza. Per questo al San Camillo da quest'anno è in funzione un servizio dedicato ai minorenni, destinato sia ai figli delle persone trans generati prima dell'iter di adeguamento sia ai bambini e agli adolescenti con problematiche relative alla identità di genere. DISTURBI PER 475 SU 900 Lo screening sugli adulti ha preso in considerazione 475 persone con diagnosi di disturbo dell'identità di genere (su 900 utenti) che si sono rivolte al centro dal 1992 al 2008. Di loro 309 sono mtf, una sigla inglese che sta per «male to female», maschio verso femmina. Si tratta di coloro che occorre chiamare «le trans», cioè maschi che si sentono donne e che, iniziato il percorso, prendono via via un aspetto femminile. Il resto è composto da 166 ftm (female to male) cioè femmine che sentono di essere maschi e che vanno chiamati «i trans». L'età media è di 29 anni, la persona più giovane ha 18 anni (sono esclusi dall'indagine i minorenni) e la più grande 61. Nove su dieci sono celibi o nubili (91,5 per cento), mentre il 2,9 per cento è composto da persone sposate e il 2,9 da separate o divorziate. Il resto convive. L'istruzione vede il 34 per cento delle trans (mtf) raggiungere la maturità, superate dai trans (ftm) che sono il 42 per cento, laddove 9 su 100 prendono la laurea. Dove abitano? Più di uno su due vive con la famiglia di origine, a conferma del fatto che sono meno frequenti di prima i casi in cui a una manifesta transessualità corrisponda il rifiuto netto da parte della famiglia e l'allontanamento da casa. Il lavoro vede circa sei persone trans su dieci con un'occupazione. L'impegno per migliorare la situazione lavorativa è stato documentato dalla Cgil: «Alcuni problemi possono sorgere nel caso dei bagni, degli spogliatoi, degli indirizzi email aziendali, del cartellino con il nome da esibire. Casi che sono stati affrontati insieme all'azienda, facendo formazione e informazione, eliminando tutto quello che l'ignoranza attribuisce alle persone trans», hanno dichiarato Gigliola Toniollo e Salvatore Marra. C'è anche una quota di persone trans (non tutte!) che si prostituisce, il «65 per cento di loro – ha denunciato Leila Daianis, presidente di Libellula -è vittima del racket e subisce violenza e minacce». Va ribadito: la prostituzione non ha un genere di elezione, si prostituiscono maschi, femmine e trans. Al contrario di quanto si crede, molte persone trans non hanno una vita sessuale. «Transessualismo uguale promiscuità? A noi non risulta – ha concluso Chianura -, c'è un forte disagio rispetto al proprio corpo, da noi arrivano persone che anche a 30 anni non hanno avuto rapporti sessuali o sentimentali»
Delia Vaccarello
fonte: L'Unità

Dopo il Grande Fratello, il nulla...



Dopo il Grande Fratello, il nulla
di Valeriano Elfodiluce

Vi ricordate Gabriele Belli, il transessuale FtM del Grande Fratello 10? Dopo la sua partecipazione al reality, su internet è diventato un personaggio estremamente popolare. Ma la vita reale, quella offline è decisamente diversa. Proprio in questi giorni il settimanale di gossip TOP gli ha dedicato un'intervista esclusiva dalla quale emerge un ritratto abbastanza impietoso del mondo dello spettacolo nostrano e del nostro paese nel suo insieme.

Da quando ha detto che non voleva più parlare delle liti in famiglia e delle violenze subite da bambina a quanto pare non è stato più chiamato in televisione. E quando ha chiesto consigli per uscire da questo "limbo" si è sentito rispondere che il Grande Fratello non è un'agenzia di lavoro.

A quanto pare l'interesse mediatico intorno al suo "caso" si è asaurito quasi subito, in favore degli altri concorrenti ancora in gioco, e - come se tutto ciò non bastasse - sembra proprio che la popolarità ottenuta col reality Endemol si stia rivelando un'arma a doppio taglio: «La mia situazione, nonostante l'enorme popolarità, non è semplice. Nel mio caso il rovescio della medaglia è drammatico. Ho chiesto lavoro in un pub e mi hanno detto che la gente perderebbe troppo tempo nella curiosità per il personaggio pubblico a discapito delle consumazioni. Ho fatto il colloquio per fare il commerciale per una palestra e la risposta è stata no perché poi le persone sarebbero venute per me, e nel farmi domande non avrebbero ottimizzato il tempo per fare contratti".
Gay.it - Dopo il Grande Fratello, il nullaDietro questa lunga serie di giustificazioni abbastanza pretestuose si allunga l'ombra di una transfobia abbastanza strisciante, resa ancor più grave dal fatto che viene consumata in una grande e moderna città come Milano. Fortunatamente, però, non tutto il male viene per nuocere: "Dedico due ore al giorno solo a rispondere alle lettere di madri di famiglia con figli transessuali, ma anche di persone comuni che riconoscono nella mia vita una realtà di cui si conosce troppo poco o che è contaminata da troppe situazioni collaterali come la prostituzione e un certo tipo di vita malsana. Io sono entrato nel Grande Fratello con lo scopo di far capire che si può scegliere di cambiare sesso, adeguando il contenitore al contenuto con tutta la volontà di fare una vita normale".
Inoltre Gabriele precisa che "si è cercato di focalizzare tutto sul rapporto con mia madre, dando spazio a bugie e illazioni perchè evidentemente certi scandali fanno crescere gli ascolti. Quando ho cercato di spostare l'attenzione su quella che ritengo una missione di vita il sipario è calato". Gabriele aveva deciso inizialmente di prendersi una pausa dall'iter per il cambio di sesso, nel caso arrivassero proposte a seguito della sua partecipazione al GF, ma visto che intorno a lui non si è mosso assolutamente nulla ha deciso di completare il procedimento di riassegnazione chirurgica nel più breve tempo possibile, ed è per questo che nelle ultime puntate del reality non era fra gli altri ex concorrenti.
In un periodo in cui i riflettori televisivi sono puntati, per un motivo o per l'altro, sui risvolti più provocatori e chiassosi della realtà transessuale, l'approccio diametralmente opposto di Gabriele sembra non trovare seguito. Un piccolo appunto: nemmeno il mondo gay sembra aver considerato granché Gabriele Belli, nemmeno per un'ospitata lampo in qualche discoteca. Probabilmente anche questo è qualcosa su cui vale la pena riflettere.
fonte: gay.it

sabato 27 febbraio 2010

NapoliPride ‘10 al via: stati generali del movimento lgbt



NapoliPride ‘10 al via: stati generali del movimento lgbt
movimento. napolipride10
napoli pride Questo fine settimana si riunisce a Napoli il movimento lgbt italiano per l’Assemblea Nazionale del Movimento Lesbica Gay Bisex Transgender Queer in previsione dell’appuntamento con il Napoli Pride che si svolgerà a giugno.

Nel corso dei due giorni si costituirà il comitato organizzativo, si deciderà la data della manifestazione e si discuterà circa la logistica e le modalità del corteo oltre che dei contenuti e delle parole d’ordine della piattaforma politica.

I lavori, che si terranno presso il salone Gianfranco Federico al primo piano della Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli (CGIL, via Torino 16 a Napoli), si svolgeranno secondo il seguente orario: sabato 27 febbraio dalle 14.00 alle 20.00; domenica 28 dalle 10.00 alle 16.00.

Per info: napolipride.com

Sondaggio "I rapporti a distanza possono funzionare?"



I rapporti a distanza possono funzionare?
Nei prossimi giorni il risultato.

Lo conosciamo in vacanza e restiamo davvero fulminate. Non pensiamo a nulla, solo a goderci il soggiorno. Ma ora, prima di dirgli addio, è il caso di riflettere. Abita in un’altra città. Le relazioni a distanza possono funzionare?

La risposta può sembrarvi banale: dipende dall’età. Non è una questione di sentimenti, ovviamente partiamo dal presupposto che siate innamoratissimi. E’ la routine di tutti i giorni e in caso ragazze giovani anche la poca indipendenza creano grossi problemi.

Intanto cercate di capire quali siano le vostre esigenze. Per amore siete in grado di sopportare un rapporto fatto di telefonate e sms, di pochissime visite, di privacy ridotta all’osso? Avete di bisogno di qualcosa di più impegnativo. Non siamo tutte uguali, per alcune condividere significa vedersi e stare sempre insieme.

Comunque non fasciatevi la testa. Credo che la cosa migliore sia provare. Non potete sapere quanto vi peserà, se vi peserà, la lontananza. Magari scoprire che non è poi così male, perché in questo modo siete in grado di gestire la vostra vita con più libertà. Ci sono però degli elementi che non devono mancare mai.

Prima cosa la disponibilità: non potete pensare che sia solo uno di voi due a spostarsi, è importante che il sacrificio sia condiviso. Studiate i vostri incontri tenendo conto delle esigenze di studio o lavorative. Non bisogna mai rinfacciare all’altro la fatica e l’impegno. E poi vedrete che qualche weekend romantico sistemerà anche le litigate più feroci.
fonte: pourfemme.it

Il Parlamento europeo bacchetta sui diritti gay



Il Parlamento europeo bacchetta sui diritti gay
di Elena Romanello

Il Parlamento europeo pretende che gli Stati che vogliano entrare nella Comunità europea debbano avere al loro interno leggi di tutela e non discriminatorie delle persone omosessuali: la questione è rivolta a Croazia, Macedonia e Turchia, criticati per i record negativi verso i diritti Lgbt, ricordando che le protezioni e le leggi antidiscriminazione non sono negoziabili.

La Croazia è stata criticata nel 2009 per aver vietato il Zagreb Pride e per non aver approvato leggi antidiscriminatorie; in Turchia, il codice penale del Paese sollevava preoccupazioni nel "permettere persecuzione sistematica" di gay, bisessuali e transgender, mentre in Macedonia c'erano dubbi sulla discriminazione verso l'orientamento sessuale e identità di genere.
Ulrike Lunacek, vice presidente del Parlamento Europeo per i diritti Lgbt, ha dichiarato a questo proposito: "Sono felice che i nostri rapporti ed emendamenti in merito ai diritti Lgbt della Macedonia e della Croazia siano stati presi in considerazione dal Parlamento europeo. Abbiamo riaffermato le basi contro la discriminazione e preteso che vengano applicate dai paesi candidati all'ingresso".
Del resto, tra i Paesi dell'Europa occidentale, membri di lunga data dell'Unione Europea, l'Italia è l'unico che ancora non prevede nessun tipo di riconoscimento e di tutela per le unioni di persone dello stesso sesso e un progetto per inserire l'omofobia come crimine d'odio è stato a suo tempo bocciato.

fonte:http://www.nuovasocieta.it/esteri/4680-il-parlamento-europeo-bacchetta-sui-diritti-gay.html

Continua la serie Iris Arcobaleno sul digitale film LGBT



Per il secondo anno, Iris (un canale gratuito del gruppo Mediaset visibile sul digitale terrestre) propone una rassegna cinematografica di film omosessuali.
La rassegna dal titolo "Iris Arcobaleno" si è aperta qualche giorno fa con i film "Saturno Contro" di Ferzan Ozpetek e "Salvare la faccia" di Alice Wu e proseguirà fino al 21 marzo, trasmettendo un totale di dieci film.
Senza nulla voler togliere all'iniziativa, è da notare che il numero di film in programma è significativamente inferiore rispetto allo scorso anno e che molti film in programma sono già stati trasmessi nelle precedente edizione.

Di seguito l'elenco dei film in programma nelle prossime settimane:

28/02/2010 "Prima che sia notte" di Julian Schnabel (2002)
"Terapia di gruppo" di Robert Altman (1987)
07/03/2010 "Eva contro Eva" di Joseph Mankiewicz (1950)
"Scandalo a Londra" di Ian Iqbal Rashid (2004)
14/03/2010 "Rent" di Chris Columbus (2005)
"Gli occhiali d'oro" di Giuliano Montaldo (1987)
21/03/2010 "Hedwig - la diva con qualcosa in più" di John Cameron Mitchell (2001)
"My summer of love" di Paul Pawlikovsky (2004)

* i due film indicati per ciascuna serata andranno in onda rispettivamente in prima e seconda serata.
fonte gayburg

venerdì 26 febbraio 2010

"Vladi e le altre" Intervista a Vladimir Luxuria


"Vladi e le altre" Vladimir Luxuria Intervistata per Donna Moderna dalla Dott. Giuliana Proietti

Sulle persone trans ormai tutti sanno qualcosa, ma è difficile comprendere realmente questa condizione, basandosi solo su articoli di giornale e trasmissioni TV, i quali appaiono più intenti al gossip e allo scandalismo, che non a cercare di comprendere questo particolare mondo, queste persone, questa scelta di vita.
Anche sollecitata da diversi interventi dei lettori di questo Blog, ho pensato di affrontare in modo approfondito questo argomento, intervistando Vladi Luxuria, una persona molto informata, non solo perché trans lei stessa, ma anche perché interessata alla cultura e all’approfondimento, sensibile ai temi sociali, disponibile verso gli altri (come ha peraltro dimostrato, rilasciandomi questa intervista-fiume in un giorno festivo…) Ringrazio nuovamente Vladi per la sua cortesia e spero di offrire a voi lettori, con questo lungo post, una possibilità di riflessione in più sulla condizione “trans”, dal momento che, come sempre, per capire occorre anzitutto conoscere.

GP Il “tema transessuale” per eccellenza è quello dell’avere il corpo di un sesso e l’anima di un altro sesso, per cui si sceglie di “transitare” da un’identità di genere all’altra: ma non è solo un’illusione? Cambiare l’apparenza, cambiare lo stato civile, riesce ad annullare completamente la propria storia precedente?

VL Ovviamente no, non puoi cambiare e cancellare il passato… Per quanto tu possa odiare, diciamo così, il tuo ex corpo maschile… Puoi avere o l’atteggiamento di bruciare le foto, per dirla con una metafora, oppure di considerare te stessa la sommatoria di esperienze passate (con il tipo di educazione ricevuta durante l’adolescenza, tutte le aspettative di genere e di ruolo di genere). La vita però è fatta di presente e di aspettative per il futuro… Quindi no, credo che non si possa annullare l’educazione ricevuta. Purtroppo a volte non si possono neanche cancellare certe ferite inferte… Quello che si può cambiare è sicuramente il proprio aspetto esteriore, il modo di vestirsi, l’impostazione della voce. Ci sono alcune cose che cerchiamo di cambiare nella nostra condizione di esseri soprattutto umani e mortali, che si sforzano, per raggiungere la propria felicità.

GP Quante trans desiderano poi, effettivamente, cambiare sesso anche a livello genitale?

VL Circa il 20% non vedono l’ora di rettificare gli organi genitali in caratteri sessuali primari e quindi a volte si arrabbiano per i tempi lunghi che bisogna aspettare, per ottenere l’autorizzazione del Tribunale, in vista del cambiamento di sesso. Altre trans invece (circa l’80%) vogliono continuare a vivere con questa specificità, con questa peculiarità, che le rende… Che ci rende diverse dagli uomini e dalle donne, cioè la compresenza di caratteri sessuali maschili e femminili. Ed è questo poi, fondamentalmente, ciò che attrae gli uomini nelle trans …

GP Secondo te, fra le persone transgender, conta di più il rifiuto per il proprio sesso originario o l’attrazione per quello di arrivo?

VL Credo che anche in questo ci siano persone diverse e reazioni diverse. Non tutte le trans sono uguali e quindi le motivazioni possono essere diverse.

GP In letteratura leggiamo che le difficoltà di adattamento al proprio genere sessuale si manifestano sin dalla più tenera infanzia, quando il bambino rifiuta tutto ciò che è maschile: giochi, vestiti, compagni. E’ stato così anche per te ed in che periodo è successo?

VL Come si sa il gioco è fondamentale nell’infanzia, come costruzione del ruolo di genere e soprattutto come creazione di aspettative. Pensiamo alla bambina che nel gioco si immagina di fare la mamma… Penso che la prima cosa di cui ci rendiamo conto è l’identità di genere: cioè, ci accorgiamo prima di sentirci di un sesso diverso da quello anagrafico… In secondo luogo c’è tutta la questione dell’orientamento sessuale. Quanto al gioco, ricordo che sacrificavo il tulle delle bomboniere per fare le gonnelline alla bambola. Anzi, quando ero piccola invidiavo, da questo punto di vista, le mie sorelle. Ma le invidiavo in senso positivo… Cioè, mi sentivo priva di tutte quelle cose che venivano date loro. A Carnevale volevo vestirmi da spagnola, non da sceriffo, come mi vestivano i miei genitori… Ricordo anche un mio amico d’infanzia, il mio amico del cuore, si chiama Sergio, con il quale giocavamo a fare la televisione. Mi ricordo che, con una scatola delle scarpe, facevamo il buco e immaginavamo che fosse la telecamera. La posizionavamo in un punto, come se fosse uno studio televisivo… Lui faceva tutti i ruoli maschili, quindi il presentatore, il commentatore politico, quello che leggeva il telegiornale, il commentatore sportivo… Ed io facevo tutti i ruoli femminili: la show girl, la cantante…

GP C’è una sorta di escalation dunque, che parte dal gusto del travestimento, cioè il mettersi dei vestiti da donna e immaginarsi nei giochi in ruoli femminili, per poi transessualizzarsi successivamente?

VL In realtà io non mi travestivo per nascondere qualcosa, io mi travestivo per svelare qualcosa. Quando io sentivo la morbidezza, il profumo, degli abiti rubati di nascosto a mia mamma o alle mie sorelle, non sentivo di coprire qualcosa, ma… Potrebbe sembrare paradossale: io in quel momento mi sentivo più liberata, sentivo di liberarmi di una scorza, che non mi apparteneva.

GP Parliamo di identificazione con la figura materna: secondo molte teorie il bambino viene “femminilizzato” dalla madre, che lo fa vivere in stretta intimità con lei, pelle contro pelle, rendendolo non “effeminato”, ma “femminile”, identificato completamente nella figura materna. Nel tuo caso questo può essere accaduto?

VL Se fosse vero… L’Italia sarebbe una nazione di trans! La gente rimane attaccata alle gonnelle della mamma per tanto tempo. Credo che gli italiani siano quelli che nel mondo siano i più attaccati alla mamma… Secondo altri pareri, a volte sarebbe invece l’assenza della figura materna ad influire su questo, cioè una madre molto distaccata, per cui la persona, per colmare in qualche modo questa lontananza, si fa mamma di sé stessa… Ci sono varie teorie. Nel mio caso specifico direi di no: va bene che si cerca sempre di dare le colpe ai genitori… Basti pensare che mio fratello è eterosessuale, mia sorella è eterosessuale. L’atteggiamento di mia madre era lo stesso… Ho smesso di chiedermi il “perché” ed invece ho cominciato a pormi il problema del “come” vivere bene la mia identità. Stare sempre a chiedersi il perché non serve… Quando una persona vive male, bisogna chiedersi il perché: quando hai un rapporto distonico con te. Ma se riesci ad accettare la tua condizione, non devi stare lì a capire di chi è la colpa, se esiste una colpa…

GP Vogliamo chiarire quale è la differenza fra orientamento sessuale e identità di genere?

VL L’orientamento sessuale può essere omosessuale, eterosessuale o bisessuale. E’ un concetto diverso rispetto all’identità di genere, che non vuol dire essere attratti da una persona, ma sentirsi rappresentati da un corpo diverso, al punto tale che esistono anche delle transessuali attratte da donne: è il così detto trans-lesbismo. Non bisogna pensare che una persona si veste e si comporta da donna per l’unico obiettivo di conquistarsi l’uomo, per dirla banalmente… Innanzi tutto è prioritario conquistare la fiducia e l’amore di sé. Per fortuna ci sono cose che non si fanno solo per gli altri, ma per sé stesse. Parlo per la mia esperienza, ovviamente. Poi ci sono tutte le fasi che io chiamo di “sperimentazione”, quindi farsi delle domande, vagliare la reazione degli altri rispetto a questa tua peculiarità, affrontare per la prima volta lo sguardo degli altri quando ti vesti per la prima volta da donna ed esci come se fosse una prima teatrale… Diciamo così… Non sapendo quale sarà la reazione della gente. … E il ferimento che ricevi, quando a te sembra di fare una cosa sincera e spontanea, per poi invece scoprire che tutto questo crea notevoli problemi… Nel mio caso personale, ho notato anche una forte contraddizione fra la stima delle persone che mi conoscevano personalmente, nella scuola o per altri motivi, e il disprezzo di tanta gente che mi giudicava solo per come mi proponevo.

GP Le persone trans preferiscono declinare aggettivi e pronomi personali secondo il sesso di arrivo e non di partenza. Vediamo che poi, nelle relazioni sociali, in genere ci riescono abbastanza bene. Ma si riesce ad ottenere questo anche con i propri familiari più stretti? Genitori, zii, cugini…

VL Credo che dipenda molto da quando comincia la tua transizione. Devi considerare che io, per venti anni, sono stata un ragazzo: quindi, se a qualcuno dei miei parenti, o dei miei vecchi amici, all’inizio soprattutto (adesso di meno), ogni tanto gli scappa il maschile, non è che mi arrabbio… Un minimo di elasticità bisogna mantenerla.

GP Però è importante veder riconosciuta ed accettata la propria nuova identità, ricevere conferme dagli altri?

VL Si, molto. Ricordo, ad esempio, durante una cena, quando un uomo si è rivolto ad una trans con il maschile e questa ha fatto una scenata… Ha sollevato il tavolo in aria, facendo cadere tutto ed ha cominciato ad imprecare… Ecco, credo che in quel momento c’è stata una reazione poco femminile… Credo che con la dolcezza si può ottenere di più. Spiegando, facendo capire che a volte basta anche una lettera, una “a” invece che una “o”, per far stare meglio una persona… Perché a volte più che una questione politica o di militanza è semplicemente una questione di sensibilità e di rispetto. Poi è anche brutto che una persona ti chiami al femminile, ma in testa pensi al maschile…

GP Quanto è importante, in questo percorso transessuale, avere una guida psicologica che aiuti la persona ad accettarsi? Tu, ad esempio, hai seguito un percorso psicoterapeutico? Hai trovato sempre adeguata preparazione e disponibilità presso gli psicoterapeuti-sessuologi?

VL Io sono stata da psicologi, non da psicoterapeuti. Sono stata due volte: una volta per problemi miei di altra natura e, questa volta, per il processo che sto valutando di cambiare i genitali… Si, devo dire la verità, ho trovato preparazione. Probabilmente sono stata anche fortunata, perché questi psicologi mi sono stati suggeriti da strutture che lavorano già da tempo.

GP Quali sono queste strutture? Magari possono interessare altre persone…

VL Ce ne sono molte: c’è il San Camillo a Roma, il Policlinico a Napoli, il Sant’Orsola a Bologna. E poi Torino, Trieste… Questi sono i centri più importanti.

GP Durante questo percorso di transizione, sicuramente, come accade agli eterosessuali, ci si imbatte in periodi di depressione, di rifiuto per la propria realtà. Può capitare di voler tornare sui propri passi, riavvicinandosi, negli atteggiamenti e nell’orientamento sessuale, al proprio sesso biologico?

VL A me è capitato quando avevo quattordici anni… Ad un certo punto mi sentivo come se la mia condizione mi avesse fatto proclamare una guerra contro il mondo ed io ero senza esercito e senza armi. In quel periodo ho pensato che ero troppo debole per affrontare tutto questo da sola, in tempi in cui non si parlava così tanto di queste questioni… Io mi sentivo quasi un’aliena… E dunque mi sono sforzata di vestirmi da uomo, di rendere la mia voce più rauca, di fidanzarmi con una ragazza, ma dopo un po’, guarda… Stavo troppo male! Mi sentivo morta dentro e questo mio essere così malinconica contagiava negativamente anche gli altri. Quindi, ad un certo punto, ho detto: basta! Ero una pentola a pressione.

GP Molte femministe vedono nel transessualismo l’ennesima forma di oppressione dell’uomo sulla donna: le trans infatti, grazie alla chirurgia estetica, si costruiscono i caratteri tipici della femminilità, ma poi in questo corpo esse non vogliono vivere un’esperienza compiutamente femminile e rivendicano un’identità maschile omosessuale…Anche per quanto riguarda il sesso, sappiamo che le trans spesso hanno dei ruoli attivi. Cosa ne dici? Potrebbe realmente esserci una competizione con il genere femminile, per avere ai propri piedi i maschi più interessanti ?

VL E’ un modo di vedere un po’ semplicistico, perché non tiene conto delle tante differenze che ci sono e di cui parlavo prima… Non dimentichiamo che c’è un 20% delle trans che cambia sesso. Poi c’è una percentuale cospicua, che invece, sentendosi donna, rifiuta il ruolo attivo. C’è anche una percentuale di persone che nel contatto con un uomo ha sia il ruolo attivo, sia il ruolo passivo. Io penso che la conquista per la dignità della donna, battaglia tutt’altro che conclusa e iniziata dal movimento femminista, sarebbe molto utile se contagiasse positivamente la comunità trans, perché sono sicura che sarebbe davvero un arricchimento reciproco…

GP… Ma questa iperfemminilità che mostrano le trans, da cosa dipende?

Dipende molto da due fattori. Il primo è: prostituzione si, prostituzione no. Perché le trans che si prostituiscono, ad un certo punto, in un contesto anche di forte concorrenza ed anche di competitività, tendono a fare delle trasformazioni sul proprio corpo, un po’ alla Jessica Rabbit, orientate a soddisfare più un certo immaginario erotico del cliente, che non l’auto-percezione di femminilità. A volte, per capire se una trans si prostituisce o no, basta guardare il look: se non si prostituisce il look è molto più tranquillo. E’ difficile trovare lavoro, ma le trans che lavorano non si presentano certo con il seno che arriva un quarto d’ora prima di loro… Poi dipende ovviamente anche dal contesto familiare, da quanto la famiglia ti è vicina. Anche questo è molto importante, così come avere delle amiche etero: cioè, se la tua vita non si consuma solo all’interno della comunità trans. Perché se tu vuoi fare un cambiamento, chiedi anche consiglio a tua madre, a tua sorella, ad una tua amica, che magari ti consigliano anche dei cambiamenti non troppo esasperati… Quando invece sei sola, perché la tua famiglia ti ha cacciato di casa, oppure sei immigrata ed in più ti prostituisci, è come se entrassi in un’altra dimensione. E poi c’è un’altra cosa che vorrei dire: per molte trans che si prostituiscono la realizzione di sé passa in maniera illusoria attraverso quanto si guadagna…E’ come se quell’insulto e quel disprezzo che hai avuto da adolescente in un contesto maschilista, questo si, maschilista, in cui qualunque persona che diventava effeminata era motivo di disprezzo… Diventa poi un riscatto: quegli stessi uomini che mi prendevano a sassate, che mi sputavano addosso, che mi insultavano, quando mi vedevano per strada nei miei primi tentativi di vestirmi da donna… Cavolo, sono gli stessi che ora mi pagano! Allora ce l’ho fatta… Ma è solo una gabbia dorata.

GP Vi sono caratteristiche, biologiche, psicologiche, culturali, che favoriscono l’appartenenza a questa cultura sessuale? Mi chiedo, ad esempio, perché esistano tanti viados brasiliani e molti meno provenienti da altri Paesi del mondo o dalla stessa America latina…

VL Si, sono tanti, i viados... Noi trans esistiamo ovunque, siamo anche nelle culture nordiche, nel Maghreb, in Asia: pensa alla Tailandia… Ce ne sono molte anche in Francia, in Spagna… In Italia c’è una specie di esterofilia, da questo punto di vista. Intanto, sono molto più procaci e poi, spesso c’è il fatto che il cliente non vuole essere rintracciato in nessun modo… Pensa che andando con la straniera riesce meglio nel suo intento.

GP Nel mondo della prostituzione transessuale si fa molto uso di cocaina?

VL Vorrei mettere dei paletti. Uno: non tutte le trans hanno rapporti a pagamento. La maggior parte delle trans non si droga, né si ubriaca. Purtroppo c’è una parte di trans, per tutta una serie di problemi… Probabilmente persone non contente di fare quella vita lì, di prostituirsi, persone che non sopportano più di avere rapporti sessuali con persone da cui non sono attratte… Loro si aiutano con l’alcool, o con la cocaina. Anche per combattere il freddo, se lavorano in strada… Tra l’altro, consumare cocaina è deleterio per chi già assume degli ormoni, perché già gli ormoni ti possono portare momenti di forte euforia ed anche forti depressioni… Se a questo aggiungi il down della mancanza di cocaina… Tante vivono male per questo. Va detto poi che l’uso della cocaina è molto più diffuso di quanto normalmente si pensi. Molte persone “pippano” per affrontare un’altra giornata lavorativa: parlo di manager, ad esempio. Non è che pippano per andare a fare sesso, diciamo così… Spesso mi raccontano, le persone trans, che i clienti che ricercano la cocaina sono persone che poi neanche fanno sesso… In realtà amano solo “pippare” in compagnia. Può capitare che uomini molto potenti, che rivestono un ruolo di grande responsabilità, che cinque giorni alla settimana hanno un atteggiamento molto serio, molto severo e di comando… Nel week end si “liberino”, anche facendosi dominare da queste persone fisicamente imponenti, più imponenti di loro, anche drogandosi.



GP Quando si sceglie di operarsi e cambiare definitivamente sesso, in pratica si sceglie di rinunciare al piacere sessuale,o meglio, all’orgasmo?

VL Le prime operazioni non consideravano per niente la conservazione del piacere. Oggi invece, lo posso dire perché ho assistito personalmente ad un’operazione al Policlinico di Napoli, e ho visto quanta cura e quanta importanza si dà alla conservazione del piacere e quindi alla ricostruzione della clitoride. C’è un collegamento con la clitoride che viene recuperato dal glande e questa operazione consente anche una maggiore lubrificazione. Sicuramente non è lo stesso orgasmo che si prova con l’organo genitale maschile…

GP E’ una rinuncia difficile?

No: ci sono molte trans che rifiutano così tanto la parte maschile, che non si sono mai toccate… Quindi neanche sanno a cosa rinunciano… Sicuramente c’è un piacere psicologico, ma c’è anche una componente fisica. Del resto sai, l’orgasmo, il piacere… Anche questo è un grande mistero. Ma anche le donne hanno questo problema…
Dott. Giuliana Proietti

Immagini del fotografo Guido Fuà
fonte: blog.donnamoderna

giovedì 25 febbraio 2010

1° Parte "Cosa pensano gli uomini delle donne?"(ma per davvero!!!scritto da un uomo!)



Avere un uomo per amico oggi è fondamentale. Questa rubrica vuole svelare il punto di vista maschile sulla donna, pane al pane e vino al vino, senza timore di offenderci. Abbiamo infatti convinto il nostro Francesco Neri, single di 33 anni, a raccontarci ogni settimana cosa pensano davvero gli uomini dei nostri pigiami, dei nostri regali, di come ci comportiamo al primo appuntamento etc..e oggi povere noi,
leggete attentamente questa prima parte...!?Che dire,ci riconosceremo in tanti passaggi ahinoi...

"Quello che gli uomini non diranno mai a una donna..."di Francesco Neri

Noi uomini siamo dei vigliacchi. Non avremo mai il coraggio di dirvi le cose in faccia. Temiamo la vostra reazione. Abbiamo paura che reagiate in maniera sconsiderata o che va la prendiate con noi. L’attrazione verso di voi è terminata? Stiamo flirtando con un’altra? Non abbiamo alcuna intenzione di sposarvi né oggi né mai? Silenzio assoluto. Non ci caverete una parola.
Sto dunque per fare qualcosa per cui mi inimicherò tutto il genere maschile: insegnarvi a interpretare correttamente alcuni nostri comportamenti.
Ah, vi avviso, sarò piuttosto brutale, ma lo faccio per il vostro bene.

Non vogliamo fare sesso. Se fosse possibile, noi uomini faremmo sesso ogni ora. Se arriviamo a dirvi che non ne abbiamo voglia perché siamo preoccupati, stressati o abbiamo la testa altrove, stiamo mentendo. Nulla è meglio del sesso in certi casi. La verità è che non siamo più attratti da voi. Vi guardiamo e ci chiediamo cosa trovavamo di così attraente in voi che ora non c’è più. Dato che senza sesso non riusciamo a stare, quasi sicuramente abbiamo già trovato chi vi sostituisce su quel fronte.

Non vogliamo stare da soli con voi. Avete notato che non stiamo mai da soli tranne quando siamo a letto e non manca occasione in cui noi troviamo il modo di aggregare qualche amico/a? Il motivo è semplice: fare sesso con voi ci piace, ma per il resto siete una noia mortale. È per questo che abbiamo bisogno di una spalla, di qualcuno che riempia i vuoti di conversazione che avremmo con voi.

Non abbiamo mai tempo per contattarvi. Siamo oberati, il nostro responsabile è un tiranno, i nostri colleghi degli impiccioni. Tutte scuse per dire che non vi consideriamo importanti. La maggior parte di noi ha un telefono, una connessione a internet e un cellulare personale. Per scrivervi un sms impieghiamo circa 30 secondi. Credete davvero che in 8 ore non riusciamo a trovare 30 secondi per un saluto? C’è la pausa pranzo, le pause caffè, la chiacchierata con un collega… il tempo c’è, quella che manca è la volontà. Non siete così importanti, pare.

Non vogliamo andare a convivere. Stiamo insieme da 7 anni e ancora non vi abbiamo chiesto di andare a convivere, brutto segno. Si sceglie di stare insieme con una persona proprio per condividere con lei la propria vita. Se dopo tanti anni non abbiamo ancora deciso di farlo, significa che non siamo convinti che siate la donna giusta e, mi spiace dirvelo, a questo punto non lo sarete mai. Esattamente come voi, anche noi uomini non amiamo stare da soli. Preferiamo mantenere questo rapporto da eterni fidanzatini in attesa che la donna giusta ci passi accanto, e con lei andremo a convivere dopo soli 3 mesi.
Francesco Neri per donnamoderna.

Greta Garbo e il suo mistero in mostra a Milano


Il mistero dello stile dell’attrice Greta Garbo, soprannominata per il suo talento e il suo fascino “la Divina”, sarà in mostra alla Triennale di Milano dal 28 febbraio nell’esposizione denominata “Il mistero dello stile” ed organizzata dal Museo Ferragamo.

Lo stile ed il mistero ad esso legato della grande attrice Greta Garbo saranno in mostra a Milano, nel vernissage organizzato dal Museo Ferragamo dal titolo “Il mistero dello stile”; la mostra è in programma alla Triennale di Milano e si apre il 28 febbraio.

Ben due anni fa infatti il pronipote della Garbo ha confidato a Stefania Ricci, direttore del museo, l’esistenza di un ricco e prezioso archivio contenente il guardaroba della Divina, e da lì è qundi nata l’idea di un’esposizione alla ricerca dell’attrice ma anche della figura privata della Garbo, oltre che mettere in mostra accessori ed abiti mai visti partendo dalle valigie di Louis Vuitton, ai modelli Pucci e Givenchy fino ad arrivare alle scarpe Ferragamo.
Greta Garbo, pseudonimo di Greta Lovisa Gustafson, è stata un’attrice svedese fra le più celebri di tutti i tempi seducendo generazioni e generazioni di appassionati di cinema grazie al suo misterioso fascino e al suo forte carisma. Per l’indiscussa bravura oltre che per la sua bellezza fu poi soprannominata la Divina. Intorno agli anni venti l’attrice decide di cambiare il suo nome su consiglio anche di Mauritz Stiller, regista finnico che per lungo tempo è suo mentore e pigmalione, e apporta anche dei notevoli cambiamenti nel suo look preferendo nel tempo libero indossare vestiti comodi e molto informali e dando vita a quello che poi sarà lo “stile alla Garbo”, uno stile fortemente androgino con giacche di foggia e taglio maschile, pantaloni, camicia e cravatte.
La Garbo vinse un Oscar alla carriera nel 1954 oltre a 4 nomination come migliore attrice con il film “Anna Christie”, con “Romanzo” del 1930 di Clarence Brown, con “Margherita Gauthier” nel ‘37 ed infine con Ninotchka, nel 1939. Tra gli altri celebri film dell’attrice si possono ricordare “Mata Hari” del 1932 di George Fitzmaurice o anche “Anna Karenina” del ‘35.
Questa mostra rientra nel progetto ideato dal Comune di Milano, che ribadisce la volontà di dare il proprio aiuto e sostegno alla Camera della Moda: Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura, ha spiegato in una conferenza stampa le diverse iniziative promosse in occasione delle sfilate del pret-a-porter femminile, riunite tutte sotto il titolo di “Just a Look”. L’obiettivo che si è posto l’Assessorato è di indagare il rapporto che lega la donna e la moda puntando a coinvolgere la città negli avvenimenti legati al fashion e allo stile. L’apice dell’evento sarà la riapertura, dopo un attento ed accurato lavoro di restauro, di Palazzo Morando in Via Sant’Andrea che sarà uno spazio espositivo centrale e fondamentale.
Rossella Lalli
fonte: newnotizie

UNGHERIA: APPROVATO NUOVO CODICE CIVILE, OK A COPPIE GAY



Legalizzate le convivenze

BUDAPEST, 16 FEB - Il Parlamento ungherese, con i voti della attuale maggioranza socialista al governo, ha approvato un nuovo Codice civile che emenda quello in vigore dal 1959, legalizzando tra l'altro le convivenze civili anche tra gay. Era l'ultimo atto importante della legislatura prima dello scioglimento del Parlamento in vista delle elezioni di aprile.

I deputati hanno votato la seconda volta sul codice, perche' il presidente della repubblica non aveva voluto promulgarlo lo settembre scorso e l'aveva rimandato al Parlamento. Questa volta e' obbligato a firmarlo invariato. Il nuovo codice oltre a legalizzare le convivenze, cosa che con consentira' comunque di adottare bambini, legalizza il matrimonio fra cugini. Il nuovo codice di 1.200 paragrafi cambia anche le regole tra l'altro su eredita', adozione, diritti d'autore, aborto, difesa della natura.

'Abbiamo aggiornato la legge piu' importante della convivenza civile alle condizioni di nostri tempi', ha detto il ministro della giustizia. Il codice entrera' in vigore per gradi a partire dal primo maggio. L'opposizione conservatrice Fidesz vuole ricorrere alla Corte costituzionale, non essendo d'accordo con le nuove norme.
fonte:gaynews

mercoledì 24 febbraio 2010

La Chiesa Valdese: "Facciamo qualcosa di laico" anche per gay e trans


Lo confesso con orgoglio: da alcuni anni, nella mia dichiarazione dei redditi, destino l’otto per mille alla Chiesa Valdese. Un gesto e un sostegno che mi sembra accompagnato bene dalla loro cultura, dalla loro fede e soprattutto dalla civiltà di accoglienza che da sempre è nel loro dna fideista. E chiedo, ad amici e conoscenti, nel caso mi interpellino, di fare lo stesso. Ora, proprio loro, l’Unione delle chiese metodiste e valdesi, stanno usando quei soldi per una campagna quasi necessaria: rendere laicità ad uno Stato sempre più sincrono con un clericalismo di bandiera che poco si coniuga con le necessità di un paese che dovrebbe difendere se stessa e gli altri da certe incursioni.

La Campagna di comunicazione umana la vedremo in molte città, con cartelloni che invitano alla tolleranza, all’accoglienza, all’essere umano come entità di rispetto. Ci chiamate schiave, prostitute, trans. Siamo come voi. Persone. Vale anche per i disoccupati, per i nuovi schiavi del lavoro, per chi ha il colore della pelle diversa, per gay e lesbiche. Ha dichiarato la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola Valdese

“Con questa campagna abbiamo voluto segnalare con la forza delle immagini che ci sono pezzi di umanità che in Italia vivono ai margini della società, bisognosi di protezione, invece che di violenza e maltrattamenti. Con questi poster vogliamo ricordare agli italiani che la dignità umana è inviolabile, ma anche che la nostra società è plurale, e che questa pluralità è un dono, una ricchezza che reputiamo essere una formidabile opportunità proprio per il nostro paese e i suoi cittadini tutti”.
Soldi ben spesi questi, in un momento in cui tutta la società civile sembra anestetizzata da una nuova cultura dell’odio, del razzismo, dell’omofobia e dei tanti nuovi mali che spadroneggiano impuniti lungo tutto lo stivale. Una piccola comunità come i Valdesi, sentono che questo paese è afflitto da mali che ne minano credibilità e coscienza e lanciano messaggi che tutti dovremmo raccogliere e fare nostri. “Siamo tutti fratelli”, dicono senza enfasi ma con quella semplicità che intendere svegliare un sopimento troppo a lungo e ancora presente. Introiti che servono e vengono messi a disposizione, come afferma la pastora Bonafede, non per la Chiesa Valdese ma per campagne di civiltà e di comunicazione sociale.

Per questo, quando vedrete questi enormi cartelloni che verranno affissi nelle maggiori città italiane, sostate a pensare. Si può e si deve fare ancora molto per rendere tutti, persone.
fonte: queerblog

Roma. All’Ara Pacis una mostra su Fabrizio De Andrè.



Sarà aperta fino al 30 maggio all’Ara Pacis di Roma la mostra ‘Fabrizio De Andrè’, dedicata al grande cantautore genovese. A presentarla oggi la compagna Dori Ghezzi, Umberto Croppi, assessore alle politiche culturali del comune di Roma e Umberto Broccoli, sovrintendente ai beni culturali. L’evento cade in concomitanza con un altro di grande rilevanza culturale, quello della mostra sull’opera completa di Caravaggio.”Sarà una casualità, ma è giusto che sia cosi’. Se Caravaggio ha dato risalto ai personaggi della vita di ogni giorno rendendoli vivi e profondi, lo stesso in musica ha fatto Fabrizio”, ha detto Dori Ghezzi commentando la coincidenza dell’apertura della mostra sul marito con quella di Michelangelo Merisi. “L’accostamento è reale: mentre parlavo di Fabrizio e riascoltavo i testi delle sue canzoni, – ha proeguito – mi sono venuti in mente i personaggi ritratti da Caravaggio che ho visto in questi giorni nella grande mostra alle Scuderie del Quirinale. Hanno entrambi pescato nei bassifondi della vita”.
La mostra su faber, che arriva a Roma, dopo Genova e Nuoro, curata da Vittorio Bo, Guido Harari e Vincenzo Mollica e ideata da ‘Studio azzurro’ – è promossa dal Comune di Roma, dalla Sovraintendenza ai beni culturali, dalla Fondazione Fabrizio De Andrè e da Zetema.
fonte: gaynews24