giovedì 9 febbraio 2023

Fondazione Arena di Verona: Omaggio ai 100 anni di Franco Zeffirelli con la sua Aida più amata. Il debutto domenica 12 febbraio

AIDA Busseto 2001
Il Il 12 febbraio, nella ricorrenza esatta di quello che sarebbe stato il suo 100° compleanno, in scena la prima "Aida" al Teatro Filarmonico a Verona

Il Maestro nasceva a Firenze il 12 febbraio 1923: nella ricorrenza esatta di quello che sarebbe stato il suo 100° compleanno, Fondazione Arena di Verona mette in scena la prima Aida al Teatro Filarmonico nell’allestimento più “piccolo” e allo stesso tempo geniale e sontuoso di Zeffirelli, con un cast internazionale di primo piano diretto da Massimiliano Stefanelli

L’opera più comunemente associata ai maestosi spazi dell’Arena di Verona risplende in tutta la sua più intima e viscerale teatralità sul palcoscenico del Teatro Filarmonico, per la prima volta in forma scenica e nell’allestimento che Zeffirelli amò di più, per sua stessa ammissione, fra i diversi creati in 70 anni di carriera ∙ Dal piccolo teatro di Busseto, paese natale di Verdi dove nacque nel 2001 per commemorarne il centenario della morte, l’Egitto per antonomasia di Zeffirelli rivive con un cast internazionale di giovani talenti: Conesa, Magrì, Kemoklidze, Di Matteo, Park con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena diretti dal M° Stefanelli, che ne seguì la prima assoluta ∙  L’anteprima riservata a giovani e scuole apre il 10 febbraio le iniziative di VIVA VERDI promosse dal MiC in tutta Italia per l’acquisto e la tutela di Villa Verdi a Sant’Agata. 

Creata per il Cairo nel 1871 su richiesta del Khedivè e subito rilanciata dall’Italia nel mondo, Aida è opera fra le più mature e profonde di Giuseppe Verdi (1813-1901): il soggetto originale, ideato dall’egittologo Auguste Mariette, lo conquistò subito e lo ispirò a creare mondi sonori inediti da intrecciare ad una storia avvincente e universale, inventando un Antico Egitto faraonico “più vero del vero”. Protagonista è Aida, schiava, innamorata e ricambiata del generale nemico: l’opera è un anelito alla pace e un inno all’amore oltre l’etnia e la politica.

Sin dal 1913 è il titolo-simbolo dell’Arena di Verona, che per l’inaugurazione del suo 100° Festival ne ha commissionato una nuova lettura. Complici le 739 volte in Anfiteatro (con le due serate dirette da Riccardo Muti), Aida non è mai stata messa in scena da Fondazione Arena al Filarmonico, eccettuata una serie di concerti. Dal 12 febbraio quindi l’occasione è imperdibile per riscoprire o conoscere per la prima volta questo capolavoro del teatro musicale in una forma visivamente sontuosa ma con una regia chiara e ideale, a tratti geniale per le soluzioni che l’ambizioso Zeffirelli trovò per il ridotto palcoscenico di Busseto. 

Il Maestro fiorentino, raffrontandola ai suoi altri lavori, la chiamò Aidina, figlia “minore” solo per dimensioni dell’apparato scenografico e in realtà dettagliatissima, da subito riuscita e amata, ripresa in teatri di ogni latitudine e ora finalmente anche a Verona, luogo d’approdo degli spettacoli più grandiosi di Zeffirelli (in Arena, ma anche dei suoi memorabili Pagliacci al Filarmonico), che in questa produzione rivela tutti i talenti e le ragioni di una carriera lunga e feconda, omaggiata da Fondazione Arena proprio nel giorno esatto del 100° compleanno. 

Sul podio sale Massimiliano Stefanelli, il primo direttore d’orchestra a battezzare questa stessa produzione a Busseto nel 2001, dopo un lungo lavoro coi giovani interpreti e col Maestro. Anche il cast in scena a Verona è giovane e composto da artisti da diverse parti del mondo già internazionalmente affermati, su cui Fondazione Arena ha scommesso in questi anni o punta oggi per il loro debutto: protagonista è il soprano statunitense Monica Conesa, affiancata dai tenori Stefano La Colla (12/2) e Ivan Magrì (15, 17 e 19/2) nei panni di Radamès; fra loro c’è la principessa Amneris del mezzosoprano georgiano Ketevan Kemoklidze e il gran sacerdote Ramfis del basso Antonio Di Matteo; ai capi delle opposte fazioni stanno l’Amonasro del baritono coreano Youngjun Park e il Re egizio del basso veronese Romano Dal Zovo; completano il cast il tenore Riccardo Rados (messaggero) e il soprano Francesca Maionchi (sacerdotessa). 

Le scene di Zeffirelli, ricostruite dallo storico scenografo collaboratore Carlo Centolavigna, valorizzano i costumi di Anna Anni sono stati fedelmente ripresi da Lorena Marin. Le coreografie originarie di Luc Bouy, riprese da Gaetano Petrosino, rivivono grazie ad Eleana Andreoudi, prima ballerina dell’Opera Nazionale Greca e già stella dell’Anfiteatro. Il Coro, preparato da Ulisse Trabacchin, l’Orchestra e i Tecnici di Fondazione Arena sono pronti a porgere al pubblico del Filarmonico di tutte le età, veronese e non, l’opera immortale di Verdi, titolo diventato specialità areniana lungo 100 edizioni di Festival popolare e universale.  

«Questa Aida vuole essere un doppio regalo della Fondazione al suo pubblico – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena - perché la produzione è una grande festa per i cento anni di Franco Zeffirelli, amico dell’Arena e di Verona, massimo interprete, artista e narratore del grande romanzo popolare che è l’Opera. E ovviamente è una festa per il genio creatore di Verdi, con il titolo che è così legato all’Anfiteatro da rischiare di essere dato per scontato, o addirittura di intimorire il grande pubblico, come succede con tutti i veri classici. Accostiamoci a questo capolavoro nella cornice inedita del Filarmonico e ne rimarremo sorpresi, incantati, ammirati, commossi».

Aida debutta domenica 12 febbraio (alle 15.30) e replica mercoledì 15 febbraio (alle 19), venerdì 17 febbraio (alle 20) e domenica 19 febbraio (alle 15.30). Si ricorda che per l’accesso agli spettacoli non è più obbligatoria la presentazione di certificazione verde né l’uso di mascherina.

I biglietti sono disponibili a questo link.

Parallele alla Stagione Lirica 2023 sono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Fra queste c’è la richiestissima Anteprima, lo spettacolo riservato a studenti e giovani venerdì 10 febbraio alle 16, data già prossima al sold-out ed eccezionalmente aperta a tutti i giovani under 35 al simbolico prezzo di 5 euro a biglietto. Il ricavato dell’Anteprima sarà interamente devoluto all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che ha lanciato un appello a tutti i teatri italiani per l’acquisto e la salvaguardia di Villa Verdi a Sant’Agata di Villanova sull’Arda, casa della vita del Maestro.

Dopo la prima, prosegue inoltre la rassegna Ritorno a teatro, un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona: il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali in cartellone per la Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico, con tariffe speciali e con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo, un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana a cura di Fondazione Arena. 

Per l’opera Aida è ancora possibile partecipare al Preludio mercoledì 15 alle ore 18.00 e venerdì 17 febbraio alle ore 19.00. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare BCC di Verona e Vicenza, per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45 Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo Tel 045 8002880

Punti vendita TicketOne.it

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151   www.arena.it 

INFORMAZIONI

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939 

ufficio.stampa@arenadiverona.itwww.arena.it 

fonte: www.arena.it

venerdì 3 febbraio 2023

Eventi: "Drusilla Foer Summer Tour 2023" a Firenze al MusArt Festival, 20 Luglio 2023

Drusilla Foer torna in scena nell’estate 2023 per una serie limitata di date del suo recital in divenire, Eleganzissima, divenuto ormai un culto. fra racconti di vita vissuta, canzoni e grande musica dal vivo. #musartfestival

Giovedì 20 Luglio 2023 Orario di inizio 21:15  MusArt Festival

Un successo clamoroso e consolidato già da qualche stagione, ma mai uguale a sé stesso, Eleganzissima è un viaggio fra gli aneddoti tratti dalla vita sorprendente di Madame Foer, vissuta fra l’Italia, Cuba, l’America e l’Europa, e costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. 

Un recital, ricco di musica e canzoni dal vivo, fra racconti confidenziali e unici e ricordi eccezionali e dal valore universale. Il pubblico si trova coinvolto in un viaggio nella realtà poco ordinaria di un personaggio realmente straordinario, in un'alternanza di momenti che strappano la risata e altri dall'intensità commovente. In scena con Madame Foer, autrice e interprete di Eleganzissima, i suoi musicisti, Loris Di Leo al piano e Nico Gori al sax e clarinetto, ai quali si unisce in alcuni momenti alla chitarra classica il suo leggendario manager e produttore Franco Godi.

Come da regolamento del Festival, in caso di sospensione dello spettacolo dopo il suo inizio decade ogni diritto al rimborso del biglietto. Il biglietto sarà rimborsato solo se l'annullamento avviene prima dell’inizio dello spettacolo.

Tutti gli spettacoli nel programma di MusArt Festival prevedono la possibilità di acquistare un Gold Package che comprende: Biglietto di Primo Settore – catering con buffet - visita guidata ai luoghi d’arte legati al progetto MusArt.

>>> Acquista il tuo biglietto

MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata - 50121 - Firenze

fonte: www.bitconcerti.it

Firenze > Riapre Biblioteca Magliabechiana agli Uffizi. Dopo intervento restauro durato 20 mesi: nuovo impianto luci

FIRENZE- Riapre al pubblico domani a Firenze, dopo lavori durati 20 mesi e costati circa 250.000 euro, la Biblioteca degil Uffizi detta Magliabechiana dal nome dell'erudito che ne fu il primo responsabile, Antonio Magliabechi (1633-1714).

La Magliabechiana sarà gratuitamente accessibile agli studiosi il martedì dalle 9 alle 17, il mercoledì e il giovedì dalle 9 alle 13.

L'intervento, di restauro e adeguamento era iniziato il 5 febbraio dello scorso anno: effettuata, si spiega dalle Gallerie degli Uffizi, "un'operazione di consolidamento strutturale per rimediare ai guasti del tempo", necessaria "anche per introdurre più moderne ed efficienti tecnologie, al servizio sia della collezione di libri che degli utenti. Totalmente rinnovato il sistema di illuminazione, all'insegna del risparmio energetico e del comfort per la vista: le vecchie lampade sono state sostituite con moderni led a consumo ridotto, posizionati strategicamente su palchetti, scaffali e tavoli. 

L'effetto finale sottolinea, inoltre, la storicità e l'eleganza architettonica dello spazio". "Il restauro della biblioteca Magliabechiana ha un doppio valore - afferma il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -: prima di tutto pratico, era fondamentale provvedere al consolidamento delle assi di sostegno del tetto, ma, soprattutto, ricorda l'importanza della ricerca come strumento fondamentale per la tutela delle opere d'arte e come elemento imprescindibile della missione del museo". 

Antonio Magliabechi (Firenze 1633-1714), si ricorda, fu bibliotecario dei granduchi medicei di Toscana. Alla sua morte lasciò un'eredità di circa 30.000 volumi: grazie a questa donazione Firenze ebbe la sua prima biblioteca pubblica, nucleo originario dell'attuale Biblioteca Nazionale Centrale. Il 16 dicembre 1998 nel salone Magliabechiano, sede originaria della raccolta della stessa Biblioteca Nazionale, venne insediata la Biblioteca degli Uffizi, specializzata in argomenti come la storia dell'arte, la museografia e la storia locale. (ANSA).  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 29 gennaio 2023

Libri: "Tutto su Anna. La spettacolare vita della Magnani" di Patrizia Carrano

Non c’è attrice italiana presente nel cuore del pubblico come Anna Magnani. Con la forza della sua figura di donna, dentro e fuori dallo schermo e dal palcoscenico, “la Magnani” è un personaggio inconfondibile, senza tempo. 

Grazie alla sua capacità di vivere ogni esperienza da donna libera e appassionata, affrontando gli amori, le amicizie, le sofferenze, la professione, la maternità, il dolore, la vittoria, la sconfitta, ancor oggi, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, Anna continua a catturare l’attenzione e l’affetto della gente. 

Seguire le sue vicende attraverso questa biografia, appassionante come un romanzo, significa ripercorrere in una chiave inedita quarant’anni di storia pubblica e privata dello spettacolo italiano. In queste pagine registi come Rossellini, Fellini e Pasolini, attori come Paolo Stoppa, Totò e Aldo Fabrizi abbandonano la dimensione divistica cui le cronache ci hanno abituato, svelando il loro profilo umano e professionale. Che soltanto Anna, attrice universale, donna intemperante, protagonista assoluta, creatura indimenticata e indimenticabile, era capace di mettere a nudo. Introduzione di Federico Fellini.

Patrizia Carrano, prima scrittrice e poi sceneggiatrice tra le più apprezzate nella fiction televisiva italiana, negli anni Ottanta e Novanta ha pubblicato libri con grandissimo successo di pubblico come La Magnani (Rizzoli 1982); Baciami stupido (Rizzoli 1984); L’età crudele (Mondatori 1995); A lettere di fuoco (Mondadori 1999) e Illuminata (Mondadori 2000). Le sue opere sono tradotte in quattro lingue. Oggi vive e lavora a Roma.

fonte: www.lafeltrinelli.it

Serie tv: i Simpson sono stati rinnovati fino al 2025, supereranno gli 800 episodi

Confermate da Fox la 35esima e la 36esima stagione dei Simpson, che andranno avanti fino al 2025

I fan dei Simpson hanno di che festeggiare. Fox ha deciso di prolungare la serie per altre due stagioni, ordinando la numero 35 e 36. Ciò significa che il cartone animato seriale più amato del mondo, nonché anche il più longevo, avrà almeno altri due anni di episodi inediti da trasmettere al pubblico. Considerati ormai al pari di un’istituzione, sono diventati un appuntamento fisso per milioni di telespettatori, che non ricordano di aver mai conosciuto il mondo senza questi buffi personaggi gialli. Effettivamente, molti di quelli che oggi sono appassionati dei Simpson non erano ancora nati quando andò in onda il primo episodio. Era il 1987 e i Simpson nacquero come segmento all’interno del Tracey Ullman Show. Al fronte di un successo straordinario e inaspettato, due anni dopo divennero una striscia animata autonoma che da quel momento non ha mai smesso di appassionare il pubblico a casa.

Il segreto del successo dei Simpson

I Simpson sono un prodotto che funziona principalmente perché non si sono mai adeguati alla società. Nonostante il paradosso di questa affermazione, è evidente che una delle chiavi per leggere l’incredibile presa che hanno sul pubblico questi personaggi è la capacità degli sceneggiatori di mantenerli sempre fedeli al loro essere. Il politicamente corretto che negli ultimi decenni ha inevitabilmente influito sulle dinamiche di moltissimi film e serie tv non ha sfiorato la serie Fox, che continua a mantenere intatto il suo linguaggio, a volte rozzo e crudele, ma mai volgare, come accade per altre strisce animate che sono arrivate dopo ma che sono arrivate dopo e che sono state costrette a esasperare il linguaggio, con risultati molto diversi rispetto ai Simpson. 

Ma c’è anche un altro elemento di successo nella serie: i personaggi sono sempre gli stessi. Le storie raccontate dalla famiglia Simpson sono fuori dal tempo, non collocabili in una dimensione precisa, questo anche perché dal 1987 a oggi i personaggi non sono mai cambiati, non sono mai evoluti o cresciuti. Sono sempre rimasti gli stessi: Bart è un teppistello di quarta elementare, sua sorella Lisa la secchiona della famiglia, Maggie una neonata.

I temi affrontati dalla serie

Sebbene la vita dei Simpson possa considerarsi avulsa dalle logiche temporali, non si può dire che negli episodi non siano state affrontate tematiche di stretta attualità. E non potrebbe essere diversamente, visto e considerato che i Simpson non sono altro che un manifesto della satira della cultura americana. Dagli eventi locali ai grandi fatti americani, gli sceneggiatori hanno sempre trattato ogni argomento e ormai gli episodi dei Simpson sono considerati quasi delle profezie, soprattutto perché gli sceneggiatori sono stati in grado di raccontare eventi assurdi che poi si sono verificati a distanza di anni. 

vedi anche
Giorno della Memoria: a Milano il murales con i Simpson deportati

fonte: https://tg24.sky.it/ ©Webphoto

Moda, Sabato De Sarno è il nuovo direttore creativo di Gucci. Prenderà il posto di Alessandro Michele

Ancora una volta Gucci sorprende la comunità della moda e, dopo due mesi di indiscrezioni e supposizioni, annuncia oggi con una nota del gruppo di cui fa parte, Kering, il nome del nuovo direttore creativo: il giovane stilista Sabato De Sarno, origini napoletane e un passato nel pret-a-porter, prima da Prada nel 2005, poi Dolce & Gabbana e infine Valentino, dove è approdato nel 2009 e ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, fino alla nomina di fashion director delle collezioni maschili e femminili.

Da Gucci prenderà in mano tutte le categorie di prodotto (donna, uomo, pelletteria, accessori e lifestyle) e debutterà con la sua prima collezione a Milano, in occasione della settimana della moda donna, a settembre 2023.

Un nome noto, in sostanza, tra gli addetti ai lavori ma sconosciuto al grande pubblico.

Un po' come era accaduto nel gennaio 2015, quando Kering aveva nominato Alessandro Michele alla guida di Gucci (era già in azienda da ben 13 anni) e fu scelto dal Ceo Marco Bizzarri ''sulla base della sua visione contemporanea del marchio'' e dopo ''un processo di selezione attento e ponderato''. 

Anche questa volta l'azienda ha puntato su un talento con una vasta esperienza nel Made in Italy e soprattutto nel pret-a-porter, un nome però che non era mai stato fatto tra le possibili scelte. Era infatti il 23 novembre 2022, quando Kering aveva annunciato l'addio ad Alessandro Michele, e lasciato aperta la posizione. Ma quale sarà il compito di De Sarno? Certamente ridefinire i codici della maison, riportando al Ceo Marco Bizzarri ed esprimendo una visione creativa del marchio con collezioni 'desiderabili', all'insegna di un 'lusso moderno', ma con un occhio attento all'heritage. E' un po' questo ciò che il gruppo del lusso, che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 17,6 miliardi di euro, sembra aspettarsi da lui.

''Sono certo che, grazie alla sua profonda comprensione e al suo apprezzamento per il patrimonio unico del nostro marchio - ha infatti spiegato Bizzarri -, guiderà il team creativo con una visione distintiva che contribuirà a scrivere il prossimo capitolo di Gucci, rafforzando l'autorità della maison nel campo della moda e capitalizzando il suo heritage indiscusso." 

L'idea è quella di dare valore appunto alla storia del brand, fondato nel 1921 a Firenze, ma puntando su dettagli contemporanei. ''Con Sabato De Sarno alla guida creativa, siamo certi che la maison continuerà a influenzare la moda e la cultura attraverso prodotti e collezioni altamente desiderabili e a contribuire con una prospettiva unica e contemporanea al lusso moderno'', ha dichiarato François-Henri Pinault, Presidente e Ceo di Kering. 

De Sarno inizierà a ricoprire il suo nuovo incarico non appena avrà adempiuto ai suoi obblighi nel corrente ruolo. Si è dichiarato ''onorato'' e ''orgoglioso'' di entrare a far parte di una maison ''con una storia e un patrimonio straordinari, che nel corso degli anni ha saputo accogliere e custodire valori in cui credo''. E' ''emozionato ed entusiasta'' di dare il suo contributo al brand, ma adesso tutti sono in attesa di scoprire come la sua visione creativa scriverà il nuovo capitolo della maison Gucci.

fonte: di Beatrice Campani  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 27 gennaio 2023

Cultura: Roberto Bolle talento italiano alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo. Sosteniamo il talento, la cultura, l'arte, la bellezza

Aiutiamo i giovani a cogliere le opportunità, promuoviamo la crescita culturale e sociale, investiamo risorse ed energie dalla musica alla danza, al fianco di talenti eccezionali come l’”Étoile dei Due Mondi” Roberto Bolle.

L’impegno sociale e culturale di Intesa Sanpaolo in Italia si realizza in molti modi: dalle prestigiose mostre alle Gallerie d’Italia, alla storica partnership con il Teatro alla Scala; dagli accordi con scuole e università per la formazione dei giovani, all’aiuto alle persone più fragili; dal sostegno alla ricerca e all’innovazione, fino alla valorizzazione del talento italiano.
In questo sforzo le risorse e le energie del nostro Gruppo incontrano imprese, istituzioni e artisti che, ciascuno nel rispettivo ambito, portano il proprio contributo alla diffusione e alla crescita della cultura e della società italiana.

È il caso di Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala, che in passato ha testimoniato il valore del suo percorso personale e artistico intervenendo alle iniziative di Intesa Sanpaolo dedicate alla responsabilità sociale e alla valorizzazione dell’arte nel processo di crescita culturale del nostro Paese. Un profondo e appassionato impegno il suo, affinché la danza possa varcare i propri confini tradizionali ed elitari, avvicinandosi in particolar modo ai giovani e coinvolgendo ed entusiasmando l’intera comunità civile.

Da questo sincero fermento nasce il progetto che vede co-protagonisti ballerini, artisti e musicisti provenienti da tutto il mondo, che hanno dialogato e danzato nella splendida cornice delle sedi museali di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo di Vicenza, Napoli e Torino.

Un meraviglioso connubio di arte pittorica e scultorea, architettura museale ed espressione corporea nella sua ricca versatilità di stili e di danze: dal classico al contemporaneo, dal tiptap allo swing, dalla breakdance al voguing, dal tango al latino-americano. 

Guarda  i video dedicati al “talento”, alla “performance” e a “il coraggio e la memoria” che Roberto Bolle ha realizzato nelle sedi museali di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo con Paolo Fresu, Alessandro Quarta e Davide Dileo. Info > QUI

"È stato un lungo viaggio, in compagnia di tanti amici che hanno omaggiato con la loro musica e con la loro danza le grandi opere d’arte e la bellezza delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. Per me, per noi, è stato un grande privilegio poter mettere in scena le nostre arti in queste sale piene di capolavori di ogni tempo e senza tempo. L’arte unisce, costruisce ponti, ci apre a nuove visioni e a nuove possibilità. E l’arte ha il potere di cambiarci in meglio, di farci crescere, di renderci persone migliori."
Roberto Bolle

Giorno della Memoria, il Papa: "Dissipare odio e violenza". Mattarella: "C'è negazionismo subdolo e insidioso"

Al Quirinale la commemorazione. Meloni: "La Shoah fu l'abisso dell'umanità"

"Il ricordo dello sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi non può essere né dimenticato né negato. Non può esserci fraternità senza aver prima dissipato le radici di odio e di violenza che hanno alimentato l'orrore dell'Olocausto. #HolocaustRemembranceDay". Lo afferma papa Francesco in un tweet in occasione della Giornata della Memoria. 

Al Quirinale si è svolta la commemorazione con Mattarella. "I principi che informano la nostra Costituzione repubblicana e la Carta dei Diritti Universali dell'Uomo sono la radicale negazione dell'universo che ha portato ad Auschwitz. Principi che oggi, purtroppo, vediamo minacciati nel mondo da sanguinose guerre di aggressione, da repressioni ottuse ed esecuzioni sommarie, dal riemergere in modo preoccupante - alimentato dall'uso distorto dei social - dell'antisemitismo, dell'intolleranza, del razzismo e del negazionismo, che del razzismo è la forma più subdola e insidiosa. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del giorno della Memoria.

Giorno Memoria, Mattarella: 'Auschwitz nasce su tossine letali e istinti brutali'

"Non possiamo dimenticare - ricordando i deportati italiani - le sofferenze patite dai nostri militari - afferma Mattarella -, internati nei campi di prigionia tedesca, dopo il rifiuto di passare nelle file della Repubblica di Salò, alleata e complice dell'occupante nazista. Furono 650.000. Il loro no ha rappresentato un atto di estremo coraggio, di riscatto morale, di Resistenza".

"Il sistema di Auschwitz e dei campi a esso collegati fu l'estrema, ma diretta e ineluttabile, conseguenza di pulsioni antistoriche e antiscientifiche, istinti brutali, pregiudizi, dottrine perniciose e gretti interessi, e persino conformismi di moda. Tossine letali - razzismo, nazionalismo aggressivo, autoritarismo, culto del capo, divinizzazione dello Stato - che circolarono, fin dai primi anni del secolo scorso, dalle università ai salotti, persino tra artisti e docenti, avvelenando i popoli, offuscando le menti, rendendo aridi cuori e sentimenti". 

"Il regime fascista, nel 1938, con le leggi razziali - ha aggiunto Mattarella - agì crudelmente contro una parte del nostro popolo. E' di grande significato che la Costituzione volle sancire, all'articolo 3, la pari dignità ed eguaglianza di tutti i cittadini, anche con l'espressione "senza distinzione di razza". Taluno ha opinato che possa apparire una involontaria concessione terminologica a tesi implicitamente razziste. I Costituenti ritennero, al contrario, che manifestasse, in modo inequivocabile, la distanza che separava la nuova Italia da quella razzista. Per ribadire mai più". 

"La Shoah rappresenta l'abisso dell'umanità. Un male che ha toccato in profondità anche la nostra Nazione con l'infamia delle leggi razziali del 1938. È nostro dovere fare in modo che la memoria di quei fatti e di ciò che è successo non si riduca ad un mero esercizio di stile". Lo scrive la premier Giorgia Meloni in un messaggio in occasione del giorno della Memoria.

"Non basta ricordare, come facciamo oggi, nel Giorno internazionale della memoria: non ha senso piangere gli ebrei uccisi se non si sta dalla parte di quelli vivi, delle Comunità Ebraiche che spesso anche oggi sono vittime di pericolosi atti di antisemitismo. Ma soprattutto non basta ricordare se non si difende lo Stato di Israele, che è una grande democrazia amica dell'Italia, è lo Stato degli Ebrei, che ha accolto i sopravvissuti all'olocausto, ed è la garanzia che nulla di simile potrà mai più accadere in futuro". Lo scrive sui social Silvio Berlusconi in occasione del Giorno della Memoria.

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 26 gennaio 2023

Libri: Gucci. Un impero del lusso made in Italy, di Marcello Albanesi

Chi non conosce il nome Gucci? Chi non sa riconoscere il tipico tessuto a diamante con la doppia G? Domande retoriche, ovviamente, perché Gucci anche chi non è un seguace della moda sa bene cosa sia.


Questo libro non vuole ricostruire semplicemente la storia della maison Gucci e, quindi, della saga familiare che fa da sfondo, ma anche, e soprattutto, indagare il mondo complesso del lusso, le trasformazioni del made in Italy, il concetto di alta moda e le dinamiche che sono alla sua base, colmando il vuoto lasciato nel 2012 da House of Gucci, da cui è tratto il film di Ridley Scott con Lady Gaga. 

Si raccontano gli splendori e le vicissitudini di quello che è uno dei marchi italiani più famosi al mondo: una storia che parte dal fondatore Guccio Gucci, dal suo primo laboratorio di cappelli di paglia, si dipana attraverso l'evoluzione della pelletteria toscana e la nascita del suo impero del lusso, per finire ai concetti radicali della moda contemporanea, in particolare il genderless, frutto recentissimo della creatività di Alessandro Michele, del quale protagonisti indiscussi sono personaggi dello spettacolo come i Måneskin e Achille Lauro, fornendo anche una riflessione sulle nuove dinamiche di mercato grazie al contributo di Deborah Lucchetti, coordinatrice della campagna Abiti puliti. 

fonte: www.lafeltrinelli.it

Mostre: "Andy Warhol. Serial Identity" al Museo MA*GA, dal 22.01—18.06 /2023 a Gallarate (VA)

Il MA*GA inaugura nel gennaio 2023 una grande mostra che conferma l’interesse del museo per le grandi figure della storia dell’arte contemporanea: Andy Warhol. Serial Identity, mostra a cura di Emma Zanella e Maurizio Vanni, prodotta in collaborazione con Spirale d'Idee, dedicata a uno dei più importanti protagonisti della Pop Art e della cultura contemporanea mondiale, pittore, illustratore, scultore, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo, regista, direttore della fotografia e attore egli stesso, figura che ha radicalmente mutato il modo di vedere e percepire il nostro mondo.

Le 200 opere esposte avvicineranno il grande pubblico a comprendere una delle personalità più influenti e complesse che ha operato nella seconda metà del XX secolo e soprattutto a cogliere l’evoluzione continua della sua identità, manifestata in una città che cambiava aspetto e “concetto” quotidianamente. La mostra apre con il confronto tra alcuni disegni generici e i primi raffinatissimi disegni pubblicitari realizzati negli anni Cinquanta, importanti anche dal punto di vista estetico e di consapevolezza del mondo pubblicitario.

Dai primissimi anni Sessanta Warhol inizia a produrre opere con il procedimento della matrice serigrafica fotografica: la serialità permette a Warhol di scaricare il valore irripetibile dell’opera d’arte. Il soggetto viene ripetuto come un oggetto. In questi anni fanno la propria comparsa nell’opera di Warhol alcune tematiche fondamentali attorno alle quali l’artista produce una enorme quantità di opere: le celebrità come Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy, iconici ritratti in cui spesso riecheggia la consapevolezza della catastrofe, della morte, della perdita identitaria; i Death and Disasters, i Flowers, le Cow, le Campbell’s Soup, i Dollar Sign. Nel 1975 Warhol realizza la serie intitolata Ladies and Gentlemen dedicata ai travestiti di colore, personaggi adatti a chi come Warhol voleva indagare sui vari aspetti della “Società dello Spettacolo”.

Dagli anni Settanta fino alla morte, Warhol produce una fitta serie di ritratti di personaggi famosi nel mondo della moda, intrattenimento e arte. Molti di questi ritratti venivano realizzati per persone a lui vicine, come Liza Minnelli e Joseph Beuys, ed una parte consistente del suo lavoro è dedicata alle figure mitiche dello scenario americano della seconda metà del Novecento, come Topolino e Superman.

Per permettere al pubblico di conoscere tutti gli aspetti creativi di Warhol, il progetto della mostra includerà la completa serie delle cover dei vinili prodotte per band iconiche come i Velvet Underground e i Rolling Stones; i libri più famosi che lo vedono in veste di autore e illustratore; un focus sul mitico Interview Magazine, fondato da Warhol stesso nel 1969.

Una sezione esclusiva della mostra sarà dedicata alla sperimentazione filmica e video di Warhol come regista e produttore televisivo. Tra i conosciutissimi Silent movies, verranno proiettate le versioni integrali di Empire (1964) e Kiss (1963), così come quattro Screen Test aventi per protagonisti celebrità del mondo dell’arte e della musica. Per dare al pubblico un assaggio dell’estetica modaiola e camp dell’universo warholiano, è stata inclusa nel percorso la serie completa degli episodi dello show televisivo Andy Warhol Fifteen Minutes (1985-87) e gli estratti del celebre Saturday Night Live in cui l’artista compare. Tutta la produzione filmica e televisiva è stata concessa in prestito dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.

Per la prima volta in Italia, in collaborazione con l’Archivio di Ronald Nameth, verrà presentata l’installazione immersiva del video di Nameth Andy Warhol’s Exploding Plastic Inevitable with The Velvet Underground and Nico, documentazione della fantastica performance del 1966 che Warhol orchestrò creando una combinazione dove luci, musica ed arte diedero vita ad uno spettacolo unico.

La mostra vedrà lo sviluppo di un progetto speciale presso lo spazio denominato Porta di Milano all’Aeroporto di Milano Malpensa - Terminal 1 in collaborazione con SEA, main partner della mostra, con una spettacolare installazione ed una compilation degli estratti più coinvolgenti dello show Andy Warhol’s T.V (1980-83)

L’allestimento sia al MA*GA sia all’Aeroporto di Malpensa è a cura della scenografa Margherita Palli, che annovera collaborazioni con il Teatro alla Scala e la Biennale di Venezia.

Tutte le opere in mostra e i saggi storico-critici di Maurizio Vanni, Emma Zanella, Luciano Bolzoni per la produzione legata all’industria discografica, Federica Crespi per la biografia, Michela Guasco per Interview Magazine, Michele Lombardelli per la produzione editoriale, Luca Palermo per un focus su Exploding Plastic Inevitable, Marco Senaldi per la produzione filmica e televisiva, sono pubblicati nel catalogo bilingue italiano-inglese, edito Nomos Edizioni.

La mostra è prodotta dal Museo MA*GA e da Spirale d’Idee (MI), in collaborazione con la Città di Gallarate, patrocinata da Regione Lombardia e sostenuta da Ricola, SEA e Missoni in qualità di main partner. Radio Ufficiale: Radio Monte Carlo.

Andy Warhol (1928-1987), è stato un artista emblematico e padre della Pop Art americana. Nato a Pittsburgh da immigrati slovacchi, lavora inizialmente come illustratore per magazine di moda come Glamour e Harper’s Bazaar. Dai primi anni Sessanta intraprende un vero e proprio percorso di artista visivo abbracciando la tecnica sperimentale della serigrafia fotografica. Per quasi tre decenni Warhol harivoluzionato il mondo delle arti in ogni sua forma, raggiungendo l’apice della fama come pittore, regista, disegnatore, produttore musicale e televisivo. Il mito di Andy Warhol si accosta ai grandi nomi dello spettacolo nel XX Secolo, come Marilyn Monroe, Liza Minnelli, i Velvet Underground e i Rolling Stones, iconici protagonisti della sua incomparabile produzione artistica.

N.B. Tutti gli spazi del museo sono dedicati alla mostra monografica di Andy Warhol. Il nuovo allestimento della collezione permanente del museo verrà aperto al pubblico a partire dall'8 luglio 2023.

I bigletti sono in vendita su TicketOne. Clicca qui per l'acquisto

Tutte le informazioni relative alla visita sono consultabili in questa pagina

Tutte le informazioni relative alle visite guidate per gruppi sono consultabili in questa pagina

Tutte le informazioni relative alle visite guidate a data fissa sono consultabili in questa pagina

Crediti per le immagini:
© The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy The Andy Warhol Museum.
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. by SIAE 2022. Courtesy collezione privata.
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. by SIAE 2022. Courtesy collezione D.P - L.R.

fonte: www.museomaga.it

Mostre: JR - Déplacé∙e∙s, alle Gallerie d'Italia - Torino, dal 9 febbraio al 16 luglio 2023

© JR
Intesa Sanpaolo organizza alle Gallerie d'Italia – Torino dal 9 febbraio 2023 al 16 luglio 2023 la prima mostra personale italiana di JR, artista francese famoso in tutto il mondo per i suoi progetti che uniscono fotografia, arte pubblica e impegno sociale.

Combinando diversi linguaggi espressivi JR (1983) porterà nell’esposizione che occuperà circa 4000 mq del museo di Piazza San Carlo, realizzata in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo e curata da Arturo Galansino, il suo tocco per raccontare la realtà e stimolare riflessioni sulle fragilità sociali.

Partito dalla banlieu parigina più di vent’anni fa, JR ha portato la sua arte in tutto il mondo con monumentali interventi di arte pubblica in grado di interagire con grandi numeri di persone e attivare intere comunità, dalle favelas brasiliane ad una prigione di massima sicurezza in California, dalla Pyramide del Louvre alle piramidi egiziane, dal confine tra Israele e Palestina a quello tra Messico e Stati Uniti.

I problemi dei migranti e dei rifugiati, sempre più di scottante attualità, fanno da molto tempo parte dell’indagine di JR. Con il progetto Déplacé∙e∙s, cominciato nel 2022 e presentato per la prima volta in questa mostra, l’artista ha viaggiato in zone di crisi, dall’Ucraina sconvolta dalla guerra fino agli sterminati campi profughi di Mugombwa, in Rwanda, e di Mbera, in Mauritania, Cùcuta in Colombia e a Lesbo, in Grecia per riflettere sulle difficili condizioni in cui oggi versano migliaia di persone a causa di conflitti, guerre, carestie, cambiamenti climatici e coinvolgere pubblici esclusi dal circuito artistico e culturale all’insegna di valori come libertà, immaginazione, creatività e partecipazione.

Seppur effimera l’arte di JR crea un impatto sulla società e sul mondo in cui viviamo. Essa è realizzata per le persone e si realizza con le persone, rivelando l’importanza del nostro ruolo individuale e collettivo per migliorare il presente e per cercare di rispondere ad un quesito centrale per l’artista: l’arte può cambiare il mondo?

L’artista JR realizza martedì 7 febbraio una performance di arte pubblica dove verranno coinvolte centinaia di persone per portare in Piazza San Carlo dalle vie adiacenti cinque teli, raffiguranti le immagini dei bambini incontrati durante le visite nei campi profughi dal Ruanda alla Grecia, alcuni dei quali saranno protagonisti in mostra.

L’evento, ripreso dai droni, mostrerà l’incontro delle figure dei bambini dando vita ad uno spettacolo inedito. È possibile partecipare all’iniziativa sulla pagina: https://jrintorino.com/

Contatti
Piazza San Carlo, 156, 10100, Torino (TO)

domenica 22 gennaio 2023

Comune di Verona: Incontri e Laboratori Servizio Promozione Lavoro

Ciclo di incontri e laboratori gratuiti del Servizio Promozione Lavoro rivolti ai giovani e adulti interessati a migliorare strategie e conoscenze utili per la ricerca di lavoro e ad approfondire opportunità di studio e lavoro.

Gli incontri informativi proposti nella pagina hanno modalità proprie di iscrizione, specificate per ogni evento. 


Opportunità di studio, tirocinio, lavoro, volontariato, scambi giovanili in Europa e nel mondo:  
Vai alle pagine dedicate alla Mobilità InternazionaleAgenzia Eurodesk del Comune di Verona 

In questa pagina sono presentati gli incontri e gli appuntamenti per giovani e adulti interessati a migliorare strategie e conoscenze utili alla ricerca di opportunità di lavoro o di studio e lavoro in Italia e all'Estero, organizzati dal Servizio Promozione Lavoro in collaborazione con agenzie ed enti specializzati del territorio.

Come iscriversi

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria tramite modalità specificate per ogni incontro

Per  informazioni e chiarimenti riguardanti gli  incontri e l'iscrizione, potete contattare direttamente i promotori che sono indicati per ogni incontro.
La Segreteria del Servizio Promozione Lavoro tel. 045 8078782 è a disposizione per eventuali informazioni

A chi interessa

Gli incontri sono rivolti ai giovani e adulti residenti nel territorio comunale, sia italiani che stranieri regolari.

Nota Importante: Nel programma di ogni incontro è specificata la fascia di età, il numero massimo di partecipanti e la data di scadenza per le iscrizioni.

Dove:  Presso lo Spazio Informativo del Servizio Promozione Lavoro. NB: il servizio è nella struttura centrale dell'Ex Macello, in una corte interna in cui si entra sia da via Macello 5 sia da via Ponte Aleardi 15.

Informazioni e contatti
Servizio Promozione Lavoro
Responsabile: Miriam Salardi
Via Ponte Aleardi 15 (ingresso anche da Via Macello, 5)
37121 Verona
Segreteria del Servizio tel +39 045 807 8782
fax +39 045 807 8766
e-mail: lavoro@comune.verona.it 
PEC: servizi.sociali@pec.comune.verona.it

E' possibile rivedere i webinar della Rete Eudodesk iscrivendosi al Canale YouTube di Eurodesk Italy: nella playlist dedicataci sono le registrazioni dei webinar realizzati nel 2020 e 2021! 

fonte: www.comune.verona.it

Street Art Firenze: nuovo murale di Lorenzo Tonda e Federico Niccolai in San Jacopino

Una nuova opera di street art arricchisce i giardini di Firenze. Il murale realizzato dagli artisti Lorenzo Tonda e Federico Niccolai è stato inaugurato nell'area verde 'Samb Modou e Diop Mor' di via Maragliano, a San Jacopino

Oltre gli artisti erano presenti, tra gli altri, l'assessore alle politiche giovanili Cosimo Guccione, l'assessora ai diritti e alle pari opportunità Benedetta Albanese, il presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci, Edoardo Amato del commissione giovani del Quartiere 1, Adriana Dada della Rete Antifascista di San Jacopino-Puccini-Porta a Prato e Vania Bagni, presidente Anpi Firenze.

Il muro raffigura un banchetto che si tiene all'aperto, in un giardino, e prende spunto dal "Mangia come parli", un'iniziativa spontanea che per molti anni si è svolta proprio nell'area verde di San Jacopino dove le persone che vivevano nel quartiere erano invitate a portare cibi tipici del loro paese di origine per condividerlo insieme agli altri.

Alla realizzazione del murale hanno preso parte anche i bambini e i ragazzi che frequentano abitualmente il giardino, realizzando degli elementi in argilla che successivamente verranno scannerizzati in 3d e riprodotti sul muro. Il progetto artistico, oltre all'opera pittorica, ha previsto la realizzazione di uno strumento online di realtà virtuale che permetterà di fruire del dipinto muovendosi al suo interno, dove sarà possibile trovare documenti, foto e video relativi alla storia del giardino.

La Gold Productions, la casa di produzione cinematografica del circuito Gold con sede a Firenze, ha fornito i visori in realtà virtuale.

L'iniziativa fa parte della sesta edizione del Festival dei Diritti, promossa dal Comune di Firenze che ha offerto una serie variegata di eventi culturali, workshop tematici, proiezioni cinematografiche, campagne di sensibilizzazione, manuali e opere narrative, performance musicali, teatrali, street art, momenti ludico-sportivi e talk show volti alla sensibilizzazione sui temi del contrasto alla violenza sulle donne, alla violenza assistita e alla discriminazione di genere, alla discriminazione in tema LGBTIQA+ e alla promozione dei diritti delle donne e delle persone LGBTIQA+.

"La nostra città si arricchisce di un'ulteriore opera di street art - ha sottolineato l'assessore Guccione - la politica dell'amministrazione è proprio quella di rendere Firenze sempre più un museo a cielo aperto con opere diverse e il coinvolgimento di artisti da tutta Italia. Questo murale, realizzato da due giovani diplomati dell'Accademia delle Belle Arti, è ispirato ad uno degli eventi tradizionali di questo giardino. Si richiama alla iconografia più tradizionale della pittura ma potrà essere performato, per la prima volta, con modalità molto usate dai giovani: uno strumento online di realtà virtuale permetterà di fruire del dipinto muovendosi al suo interno, dove sarà possibile trovare documenti, foto e video relativi alla storia del giardino".

"Obiettivo del Festival dei diritti - ha dichiarato l'assessora Albanese - è sensibilizzare sui temi dei diritti e della parità utilizzando l'inclusione e la coesione sociale come leve: questo murale è il miglior esempio di come una comunità si può raccontare promuovendo la cultura dei diritti attraverso una iniziativa volta alla sensibilizzazione dell’interculturalità". "In un momento difficile come quello che stiamo vivendo - ha aggiunto - non intendiamo indietreggiamo, anzi, come Comune siamo impegnati in prima fila sul fronte dei diritti insieme a molte associazioni e a tantissime realtà cittadine, che vogliamo ringraziare a cominciare da quelle che oggi hanno contribuito a realizzare quest'opera dal grande valore artistico ma soprattutto sociale".

Fonte: www.comune.fi.it (Ufficio Stampa) via https://portalegiovani.comune.fi.it

Libri > Frequenze Rock: "Battiato Incontri" di Giordano Casiraghi al Libraccio di Firenze

Torna anche nel 2023 “Frequenze Rock”, il progetto ideato da Music Pool per raccontare le avventure culturali del rock nel mondo dell’editoria. 

Un viaggio in tutta Italia dagli anni Sessanta ai giorni nostri che mette a confronto nuove e passate generazioni analizzando quello che molti artisti, scrittori e musicisti hanno realizzato e realizzano oggi.  

Giovedì 26 gennaio 2023 alle ore 18.00, in programma il primo appuntamento dell’anno alla libreria Libraccio di Firenze con la presentazione del libro di Giordano Casiraghi “Battiato Incontri” (Ediz. Officina di Hank), alla presenza dell’autore con Bruno Casini.

Un libro che racconta Franco Battiato attraverso la voce delle persone che l'hanno incontrato e conosciuto: musicisti che sono stati con lui sul palco e che hanno suonato nei suoi dischi, operatori presenti nelle tournée, produttori al suo fianco nei concerti e nei dischi, discografici sorpresi dalla sua straordinaria creatività, ingegneri del suono nelle sale di registrazione, artisti, giornalisti, fotografi. Una raccolta di materiali che l'autore ha collezionato e rielaborato in più di quaranta anni di conoscenza con l'artista, uno dei più grandi di sempre. 

Un libro che segue l'evoluzione creativa di Battiato dagli esordi fino al capitolo Attraversando il bardo, dedicato alla ricerca mistica e spirituale, sempre al centro della produzione musicale e cinematografica dell'artista. Un capitolo fotografico accoglie un ampio reportage di Uliano Lucas rimasto inedito, con scatti che ritraggono l'artista agli esordi come Gli Ambulanti. Postfazione di Fabio Centelli Anibaldi.

Giordano Casiraghi, autore di «Anni 70 - Generazione Rock» (Editori Riuniti, 2005 / nuova edizione Arcana 2018), «Che musica a Milano» (Zona, 2014), «Cose dell'altro suono» (Arcana, 2020), «Franco Battiato - Incontri» (OH, 2022). Collabora dal 1976 in ambito musicale con radio, quotidiani, riviste specializzate ed enciclopedie.

Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni: www.eventimusicpool.it  – https://negozi.libraccio.it/eventi

fonte:  https://portalegiovani.comune.fi.it

Libri: "Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno" di Ella Berthoud, Susan Elderkin

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno.
Traduzione dall'inglese di Roberto Serrai.Titolo originale: The novel cure, a cura di Fabio Stassi

«Qualunque sia il vostro disturbo, la nostra ricetta è semplice: un romanzo (o due), da prendere a intervalli regolari».
Un appassionante dizionario di romanzi e scrittori dalle singolari virtù terapeutiche, un sorprendente manuale di letteratura per chi ama scovare nuove opere e autori.

Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontë e il mal d’amore con Fenoglio, l’arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l’impotenza con Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il Marcovaldo di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. 

Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l’Italia da Fabio Stassi, autore de L’ultimo ballo di Charlot. Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. 

Queste ricette per l’anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia. Le prescrizioni raccontano le vicende e i personaggi di innumerevoli opere, svelano aneddoti, tratteggiano biografie di scrittori illustri e misconosciuti, in un invito ad amare la letteratura che ha la convinzione di poter curare con efficacia ogni nostro acciacco. 

Non mancano consigli per guarire le idiosincrasie tipiche della lettura, come il sentirsi sopraffatti dal numero infinito di volumi che ci opprimono da ogni scaffale e libreria, o il vizio apparentemente insanabile di lasciare un romanzo a metà.

Ella Berthoud e Susan Elderkin si sono incontrate da studentesse di letteratura inglese all’Università di Cambridge, dove si prestavano romanzi a vicenda quando avevano bisogno di tirarsi un po’ su. Ella è poi diventata una pittrice e un’insegnante di arte, e Susan una scrittrice considerata nel 2003 dalla rivista Granta tra i venti migliori giovani autori inglesi. 

Nel 2008 hanno fondato un servizio di biblioterapia con la School of Life di Londra, e da allora hanno continuato a prescrivere libri, di persona o virtualmente, a pazienti di tutto il mondo. Nel 2013 hanno scritto insieme Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno (Sellerio 2013, 2016 nuova edizione accresciuta): un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro la cui versione italiana è stata curata da Fabio Stassi. A questo volume è seguito Crescere con i libri. Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici (Sellerio 2017).

fonte:  https://sellerio.it

Arriva «Lady Pope» e la papessa è Ivana Spagna. La follia di Paolo Sorrentino nell’ultima serie tv di Sky

Dopo The Young Pope e The New Pope a Paolo Sorrentino è venuta in mente una terza serie folle: The Lady Pope, dove ha pensato come protagonista ideale per vestire i panni della prima Papessa la cantante Ivana Spagna. È lo stesso regista a spiegarlo a chi dovrebbe poi lanciare l’idea e trovare il cast nella seconda puntata della nuova serie Sky Call My Agent, adattamento italiano per Sky della francese Dix pur cent che già tanto successo di critica e di ascolto aveva raccolto. 

Il Sorrentino con la sua Papessa sta recitando come attore in questa occasione con grande auto-ironia, ma l’idea potrebbe non essere così stramba per un autore come lui, e sembra quasi un promo lanciato da Sky che già aveva prodotto le due precedenti miniserie sui papi sorrentiniani. Fra finzione, realtà e divertimento Sorrentino in Call My Agent spiega all’agenzia che lo dovrebbe seguire e promuovere la sua grande idea: la Papessa ha venduto Castelgandolfo per acquistare una nuova residenza estiva vaticana a Bordighera anche per potersi fare un bagno nel teatro Ariston di Sanremo allagato fino ai palchi e trasformato per l’occasione in piscina.

Foto: Call My Agent, Sky
Nel cast anche Denzel Washington ed Elon Musk

Ai suoi agenti nella fiction estasiati per la genialità del regista Sorrentino spiega di avere scelto Ivana Spagna «perché è uguale-identica a Meryl Streep quando era ragazza». Dice di avere già contattato Denzel Washington per la parte del camerlengo, e di volere in una particina anche Elon Musk. Il regista ha in mente una scena della Papessa che nuota nuda nel Teatro Ariston trasformato in piscina incontrando lì i suoi genitori. Per la parte della mamma di Lady Pope Sorrentino spiega: «Stavo pensando a Veronica…». Uno dei suoi agenti lo interrompe: «Veronica Lario?», e lui deluso continua: «Macché, no… Veronica Louise Ciccone, Madonna…». Invece per la parte del papà della Papessa «non ho ancora trovato un’idea…». Qualcuno propone Rutger Hauer, e ironico Sorrentino lo esclude: «Rutger Hauer ci abbiamo pensato anche noi. Ma non siamo ancora in grado di resuscitarlo (l’attore è prematuramente scomparso nel 2019, ndr)». Altra proposta: Robert Redford. Bocciata anche questa: «È molto anziano Robert Redford. Molto, molto, molto…».

Messi all’angolo gli agenti provano l’ultima carta: «Lino Banfi». E Sorrentino resta incantato: «Lino Banfi è una bellissima idea… Ma proprio bella! E con Madonna fanno una grande coppia… Tutti e due sexy, trasgressivi, compatti. Io ci ho anche il numero della orecchietteria oltre che cellulare e casa…». Certo Sorrentino recita se stesso dentro una fiction che sembra veramente ben costruita. Ma l’episodio che lo riguarda (e che ha un finale a sorpresa) è davvero costruito a lungo, con tanto di logo di The Lady Pope e siamo su Sky. Forse è un divertissement ironico e ben costruito. Ma a chi ha visto le prime due puntate lanciate nel fine settimana è restato il dubbio di uno spoiler. Chissà…

fonte: di Fosca Bincher  www.open.online

Ritratti: Claudia Cardinale, l'indomabile. Un libro illustrato e una rassegna cinematografica al MoMA di New York

Duecento pagine, un volume illustrato pubblicato da Cinecittà Electa a cura di Claudia Squittieri, una novità editoriale che approda in libreria in occasione della rassegna cinematografica che Cinecittà dedica a Claudia Cardinale, organizzata al MoMA di New York dal 3 al 21 febbraio 2023.  

Claudia Cardinale, l'indomabile è un omaggio dovuto, ad una delle attrici più amate del nostro cinema e insieme un'occasione per approfondirne la personalità e per ripercorrete le tappe della sua lunga e straordinaria carriera.

La rassegna, che prende il nome dal libro, propone tra l'altro un'importante opera di restauro in 4k, curata da Cinecittà, del film di Luigi Comencini, tratto dal romanzo di Carlo Cassola, La ragazza di Bube del 1963  presentato in anteprima al cinema Barberini di Roma il 20 gennaio 2023. La proiezione preceduta dalla presentazione del volume fatta dalla curatrice, Claudia Squittieri, con l'introduzione della presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia.

"Claudia ha saputo stare al gioco dell'immagine, alle sue regole rigide pur essendo sempre pronta a capovolgere tutto con la sua naturale irruenza. Il suo essere sempre un po' fuori dalle righe è stata la sua forza vitale di donna e ha contraddistinto anche le donne interpretate nei suoi film."

Il volume approfondisce gli aspetti di questo temperamento "indomabile", seguendo un ordine cronologico attraverso la vita e l'opera e mettendo in evidenza il filo rosso, a volte sottile, a volte dirompente, che la lega ai suoi personaggi; come se il suo destino fosse sempre stato quello di mantenere una traccia di somiglianza con tutti i suoi ruoli attraverso l'espressione della sua natura profondamente sfuggente. Presenti nel libro anche i saggi di René de Ceccatty, Jean A. Gili e Julia Guillon.

In questa pagina puoi rivedere il film La ragazza di Bube (da Rai Play). Tratta dal romanzo che Carlo Cassola scrisse tra il 1958 e il 1959 e che Einaudi pubblicò nel 1960, la pellicola diretta da Luigi Comencini segue piuttosto fedelmente la trama del libro, vincitore del Premio Strega, seguendo la storia d'amore tra due giovani, Mara e Bube, che vivono il loro amore nei mesi immediatamente successivi alla Liberazione. Nell'opera di Cassola, come nel film di Comencini, il contesto storico e politico rimane sullo sfondo mentre prevale la dimensione personale e psicologica dei personaggi. 

Il film La ragazza di Bube vinse un David di Donatello, due Nastri d’Argento al produttore Franco Cristaldi e alla protagonista Claudia Cardinale, e una Grolla d’Oro a Claudia Cardinale. La fotografia è di Gianni Di Venanzo, il montaggio di Nino Baragli, le musiche di Carlo Rustichelli e la scenografia di Piero Gherardi. Nel cast con Claudia Cardinale, Georges Chakiris, Marc Michel, Emilio Esposito.

fonte: www.raicultura.it

giovedì 19 gennaio 2023

Musica: Arena di Verona, la stagione 2023 presentata a Madrid. All'Istituto italiano di Cultura, presente ambasciatore Guariglia

La stagione lirico-sinfonica 2023 dell'Arena di Verona è stata presentata a Madrid nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura.

Presenti all'evento, fra gli altri, l'ambasciatore d'Italia in Spagna, Riccardo Guariglia, la sovrintendente e direttrice artistica Cecilia Gasdia, l'amministratore delegato di Enit Ivana Jelinic

L'appuntamento, promosso da Enit e patrocinato dall'Ambasciata, è stato ideato per valorizzare anche in Spagna la ricca e variegata stagione dell'Arena, che quest'anno celebrerà il suo centesimo anniversario. 

Nel suo intervento, l'ambasciatore Guariglia, ricordando l'analogo evento organizzato nel settembre scorso per presentare il programma del Teatro alla Scala di Milano, ha sottolineato "la rilevanza della diplomazia culturale quale strumento privilegiato del dialogo tra Italia e Spagna. 

Il nostro Paese è in prima linea nella promozione del proprio soft power culturale: in quest'ambito l'Arena è senza dubbio un'eccellenza italiana celebrata e riconosciuta in tutto il mondo". L'ambasciatore ha quindi evidenziato i grandi artisti spagnoli che hanno consacrato la loro fama all'Arena, dal soprano Montserrat Caballé al tenore Placido Domingo al ballerino e coreografo Antonio Gades, tutte "illustri testimonianze del grande amore per l'arte e la cultura che da sempre caratterizza le relazioni tra Italia e Spagna e che contiamo di rafforzare ulteriormente". (ANSA).  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Musica: Madonna, nuovo tour mondiale: in Italia unica data al Forum di Assago

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La popstar ha annunciato il "Celebration Tour" in cui riproporrà tutti i suoi più grandi successi.

Madonna torna in Italia con un'unica data live al Mediolanum Forum di Milano.

L'appuntamento da non perdere è fissato per il 23 novembre 2023. I fan potranno ascoltare i brani più iconici dell'artista femminile, che ha venduto più biglietti in tutto il mondo. Dopo otto anni di assenza nel Bel Paese la Material Girl si esibisce quindi di nuovo davanti al pubblico italiano con uno spettacolo, che si preannuncia essere elettrizzante e indimenticabile.  TWITTER

L'Italia è da sempre e comunque nel cuore della popstar, che in agosto ha voluto festeggiare proprio nel Belpaese il suo 64esimo compleanno. Reduce del lancio di "Break my Soul" con Beyoncé, ultimo singolo pubblicato, ha soffiato le sue candeline a Noto. In Sicilia circondata dalla sua famiglia a fianco di Rocco Ritchie e David Banda, Mercy e le gemelline Estere e Stella.

La data milanese farà parte del tour mondiale 'The Celebration Tour', durante il quale l'artista ripercorrerà tutti i suoi più grandi successi degli ultimi quarantanni. INSTAGRAM

Madonna ha annunciato il tour in un iconico video virale che strizza l'occhio al suo innovativo film 'Truth or Dare'. Il video vede la partecipazione di nomi illustri come Diplo, Judd Apatow, Jack Black, Lil Wayne, Bob The Drag Queen, Kate Berlant, Larry Owens, Meg Stalter, Eric Andre e si conclude con Amy Schumer che sfida la superstar mondiale ad andare in tour e a esibirsi con i suoi quattro decadi di grandi successi. Madonna, l'artista femminile solista che ha venduto più biglietti in tutto il mondo, accetta la sfida annunciando 'The Celebration Tour', che metterà in luce il suo impareggiabile repertorio degli ultimi 40 anni. 

Prodotto da Live Nation, il tour mondiale che toccherà 35 città prenderà il via in Nord America sabato 15 luglio alla Rogers Arena di Vancouver (Bc), con tappe a Detroit, Chicago, New York, Miami, Los Angeles e altre ancora, prima di approdare in Europa dove toccherà 11 città in autunno, tra cui Londra, Barcellona, Parigi e Stoccolma. 

'The Celebration Tour' si concluderà ad Amsterdam, in Olanda, venerdì 1° dicembre allo Ziggo Dome. "Sono entusiasta di esplorare il maggior numero di canzoni possibile, nella speranza di offrire ai miei fan lo spettacolo che stanno aspettando", ha affermato Madonna. 'The Celebration Tour' offrirà un'esperienza unica con l'ospite speciale Bob the Drag Queen, alias Caldwell Tidicue, in tutte le date del tour mondiale. Il nuovo brano di Madonna, 'Back that Up to the Beat', sarà in tutte le radio italiane a partire da venerdì 27 gennaio.

Esattamente un anno fa la popstar, da sempre amica di Britney Spears, aveva dichiarato di avere un desiderio e in una diretta su Instagram aveva confessato: "Un tour mondiale? Oh certo, ci sto pensando, magari negli stadi, io e Britney Spears, che dite?". 
Il suo desiderio ha preso adesso forma e sta per realizzarsi, chissà se con lei sul palco troveremo anche l'amica Britney.

fonte: www.tgcom24.mediaset.it

Cinema: In Babylon, Brad Pitt e Margot Robbie travolti dal sonoro. Chazelle con la Hollywood anni Venti racconta il cinema

BABYLON di Damien Chazelle è un film barocco, esagerato (anche nella lunghezza, oltre tre ore), rumoroso e provocatoriamente disturbante.

Solo alla fine il film, in sala da giovedì 19 gennaio con Eagle Pictures, si distende e diventa racconto fino a implodere in un collage frenetico di sequenze cinematografiche, di ieri e di oggi, lentamente cancellate da un blob digitale rosso e nero che tutto copre e annichilisce.

Metafora della morte del cinema o della sua capacità di rinnovarsi? Non si sa, ma è certo che in quest'opera del regista premio Oscar per LA LA LAND c'è la volontà di raccontare il cinema partendo dalla Los Angeles dagli anni 20, l'Epoca d'Oro di Hollywood, fino ad arrivare agli anni Cinquanta. 

Quattro i protagonisti principali: Manny Torres (Diego Calva), aspirante attore messicano molto smart che cerca una sua strada nel cinema; Jack Conrad (un Brad Pitt in gran forma e che si misura spesso con l'italiano) nei panni della star più pagata dell'epoca; Nellie LaRoy (la bellissima e sensuale Margot Robbie) che parte davvero dalle stalle per diventare una stella e, infine, Sidney Palmer (Jovan Adepo), giovane trombettista jazz di colore che approda al cinema. 

A questi personaggi si aggiungono: Elinor St. John (Jean Smart), giornalista di gossip alla quale non manca la saggezza; James McKay (Tobey Maguire) gangster tossicodipendente in odor di Joker; Fay Zhu (Li Jun Li) attrice e cantante dalla presenza divina e Irving Thalberg (Max Minghella) nei panni del produttore cinematografico realmente esistito. Intanto le provocazioni di questo film, fresco di Golden Globe per le musiche di Justin Hurwitz e che si ispira al libro di Kenneth Anger HOLLYWOOD BABILONIA. 

Nella prima scena un elefante, necessario per uno dei tanti film muti babilonicamente girati in un set unico in un deserto pieno di comparse, viene trasportato in un improbabile furgone quando a un certo punto non manca di scaricare una valanga di cacca sul conducente; poi, in una delle tante orgiastiche feste con montagne di cocaina a disposizione, una ragazza urina su un uomo nudo disteso a terra e, infine, il vomito 'proiettile' di Margot Robbie unica sua arma contro un gruppo di potenti ed eleganti personaggi di New York che ridono della sua incultura.     

Ma in questo film, non troppo ben accolto da box office e critica Usa, davvero splendido è il passaggio dal muto al sonoro. Nel primo c'è il caos del rumore del set che nessuno avrebbe sentito, mentre, nel secondo, un silenzio inedito richiesto durante le scene a cui non si era prima abituati. In mezzo le vite compromesse, il disagio esistenziale di Conrad e della LaRoy (che evocano, rispettivamente, le star del muto John Gilbert e Clara Bow che davvero furono travolti dal cinema sonoro). 

Tra le sequenze di BABYLON c'è un Brad Pitt che di nascosto in una sala cinematografica assiste alle risate del pubblico, mentre in una scena di LADRO D'AMORE dice, con poca credibilità, 'Ti amo, ti amo, ti amo' alla sua amata. Il fatto che la carriera di John Gilbert sia al capolinea, e senza possibilità di recupero, è quanto gli viene detto con la giusta durezza dalla giornalista Elinor St. John. Che questo valga anche per il cinema? Il finale di BABYLON, come già detto, è aperto, ma se si vuole essere ottimisti forse vale ancora una delle frasi cult di questo film: "La gente vuole baci e noi gli diamo baci, non possiamo pensare a qualcosa di più elevato".

fonte: di Francesco Gallo  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Libri: Il gatto venuto dal cielo di Hiraide Takashi

Un gatto entrò nella loro vita. E la cambiò per sempre. Chibi si autoinvita nella cucina di una coppia che sembrava non avere piú nulla da dirsi, e come una brezza dolce e scatenata spazza via i silenzi che dividevano marito e moglie. Giorno dopo giorno, le visite della piccola ospite - Chibi rifiuterà sempre di farsi adottare: è uno spirito libero lei! - regalano gioie nuove, scoperte continue, un modo diverso di prendersi cura l'uno dell'altro. Hiraide Takashi ha saputo raccontare con il passo enigmatico e saggio dei gatti la splendida storia di un amore ritrovato.

«Quello di Hiraide è uno di quei libri che ti fanno dire “Come c’è riuscito?” mentre ti asciughi gli occhi e lo sguardo si perde malinconicamente in lontananza».
«The Guardian»

«Il gatto venuto dal cielo è una gemma rara: che voi siate amanti dei gatti o no, non fatevelo scappare».
«National Public Radio»

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Nell’ampio giardino di un’antica dimora, protetta dall’ombra di un grande olmo, un giorno appare una nuvola, un minuscolo lembo di cielo bianco caduto sulla terra: è un piccolo gatto, anzi una gatta. Anzi è Chibi: sí, perché Chibi ha un carattere tutto suo, indipendente, curioso, vivace. 

A volte sa essere anche brusca, soprattutto quando vuole afferrare quel pesce che le state cucinando, e può mordere se provate a prenderla in braccio, ma sa anche essere affettuosa e riempire di dolcezza i suoi silenzi (nessuno l’ha mai sentita miagolare!) Ecco, Chibi è cosí, prendere o lasciare.

Giorno dopo giorno la sua testolina spunta alla finestra della coppia che da poco si è trasferita nella dépendance dell’antica dimora. Chibi deve passare per la loro casa prima di lanciarsi nei suoi rocamboleschi inseguimenti e misteriose esplorazioni nel magnifico giardino della villa. 

Marito e moglie sono giovani, ma sembra che già non abbiano piú nulla da dirsi: forse è l’abitudine, forse è qualcosa di oscuro che serpeggia tra loro, ma sono piú i silenzi quelli che si scambiano che non i gesti d’affetto. Ma le visite di Chibi costruiscono nuove abitudini, piccoli riti capaci di riavvicinare marito e moglie. Pur non facendosi mai adottare dalla coppia – fiera della sua autonomia, rimarrà sempre «il gatto ospite» – Chibi, come un piccolo spirito celeste, saprà cambiare per sempre la vita di chi l’ha conosciuta. Hiraide Takashi è riuscito come pochi altri a fare di un animale un personaggio a tutto tondo, sorprendente, assolutamente indimenticabile. Con una sensibilità tutta giapponese, l’osservazione di Chibi e della sua saggezza è capace di rasserenare i cuori, di illuminare anche la malinconia piú buia. Di donare nuova vita a un amore ritrovato.

fonte: www.einaudi.it

Musica: Nuovo allestimento dell'Aida per i 100 anni dell'Arena di Verona. Titolo d'apertura del Festival 2023 il 16 e 17 giugno

Aida è da sempre l'opera regina dell'Arena di Verona, la più rappresentata, la più amata: fu la scelta del tenore Giovanni Zenatello nel 1913 per celebrare i cent'anni della nascita di Verdi con il suo titolo che meglio coniugasse grande musica, avvincente dramma intimista e scene spettacolari.

Tutto è iniziato con quella prima leggendaria stagione: oggi, alle soglie del Festival areniano numero 100, Aida torna con tutta la potenza del genio immortale di Verdi in uno spettacolo completamente nuovo.

A disegnarne regia, scene e costumi è Stefano Poda, artista poliedrico che da oltre vent'anni realizza curatissime produzioni in teatri di tutto il mondo, documentate anche da diverse registrazioni video. 

Poda fa il suo esordio all'Arena di Verona con il titolo d'apertura del 100° Opera Festival 2023, che vedrà una duplice "prima" nelle serate di venerdì 16 e sabato 17 giugno: "La storia di Aida è quella di un mondo in guerra - dichiara Poda, che ha concepito uno spettacolo interdisciplinare universale, che vuole parlare a tutti - una guerra che divide in nemici mortali due popoli fratelli e vicini. Ma la stessa opera finisce in un sussurro di pace: un viaggio dantesco, da un inizio infernale ad un finale di visione celeste". (ANSA)

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA