Nonostante il coronavirus, che ha imposto da marzo la chiusura di locali e ristornati in tutto il Regno Unito, Ed Sheeran ha deciso di continuare a pagare lo stipendio a tutto lo staff del suo pub “Bertie Blossoms”.
Il cantante e il suo manager Stuart Camp, co-proprietario
dell’attività, hanno inoltre deciso di non avvalersi degli aiuti
governativi per non pesare sulle tasche dei contribuenti.
Nel Regno Unito i propretari dei locali possono infatti ridurre
dell’80% la paga dei propri dipendenti e avere accesso ad alcune forme
di sostegno da parte del Governo. Il portavoce del cantante ha però
dichiarato che “l’attività non ha chiesto e non chiederà nessun contributo governativo. Inclusi congedi, assegni, prestiti o altro”.
MENTRE VICTORIA BECKHAM: Chiede aiuto al governo per pagare i dipendenti e rinuncia al suo salario (con un patrimonio da 384 milioni di euro)
Un milione di sterline in beneficenza – Ed Sheeran avrebbe anche messo mano al suo patrimonio personale per aiutare diversi enti benefici sparsi per il Paese. “Ed
vuole fare quello che può per aiutare. Ha diviso la cifra a sei zeri
tra vari enti caritatevoli locali per sostenere gli sforzi della
comunità. Ed è molto coinvolto nell’area in cui vive e sa che la sua
donazione può fare un’importante differenza. Tutti gli sono molto
grati”, ha fatto sapere una fonte vicino al cantante.
fonte: www.spyit.it
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
giovedì 30 aprile 2020
#iorestoacasa: su Chili arriva ‘Istmo’ il film con l’amata Agrado di ‘Tutto su mia madre’
In attesa di capire quale sarà il futuro dei cinema, dal 20 maggio
arriva in prima assoluta su Chili per la campagna #iorestoacasa 'Istmo',
il film di Carlo Fenizi con l'amatissima Antonia San Juan.
La pellicola diretta da Fenizi, con Michele Venitucci, Caterina Shulha e Timothy Martin (oltre alla già citata San Juan), segue la doppia vita di Orlando: traduttore e “influencer”. Lui è vittima e al tempo stesso specchio di una società che unisce solo in apparenza, separandoci inevitabilmente.
Vi lasciamo al trailer e alla trama del film. Ecco il trailer in esclusiva, clicca QUI
Orlando lavora da casa, una gabbia da cui non esce mai, traducendo dallo spagnolo vecchi film latinoamericani e nella sua vita parallela è un influencer. Tra le trame della sua quotidianità rituale e monotona, caratterizzata da tante piccole manie, emicranie e incubi notturni, orbitano una serie di personaggi variopinti e misteriosi, tra cui il coinquilino Amad, con cui è costantemente in conflitto e che si rivelerà portatore di un’inattesa identità. Solo Marina, una rider che gli consegna regolarmente il cibo a domicilio, riuscirà ad aprirgli nuovi orizzonti verso il “fuori”.
fonte: Elena Balestri www.funweek.it Crediti foto@Ufficio stampa Manzo&Piccirillo
La pellicola diretta da Fenizi, con Michele Venitucci, Caterina Shulha e Timothy Martin (oltre alla già citata San Juan), segue la doppia vita di Orlando: traduttore e “influencer”. Lui è vittima e al tempo stesso specchio di una società che unisce solo in apparenza, separandoci inevitabilmente.
“In questo momento storico così delicato, il film rappresenta un ulteriore possibile spunto di riflessione sul valore delle relazioni autentiche e sul legame con la pienezza della vita”Il nostro protagonista è come l’istmo di un fiume: Orlando o è un’anima sospesa, tra due generazioni, due esistenze, tra una solitudine autoindotta e claustrofobica e una tensione verso l’esterno. Il film prodotto da Tejo, di cui vi mostriamo il trailer in esclusiva, sarà disponibile in prima assoluta dal 20 Maggio su Chili.
Carlo Fenizi
Vi lasciamo al trailer e alla trama del film. Ecco il trailer in esclusiva, clicca QUI
Istmo il film: sinossi
Orlando lavora da casa, una gabbia da cui non esce mai, traducendo dallo spagnolo vecchi film latinoamericani e nella sua vita parallela è un influencer. Tra le trame della sua quotidianità rituale e monotona, caratterizzata da tante piccole manie, emicranie e incubi notturni, orbitano una serie di personaggi variopinti e misteriosi, tra cui il coinquilino Amad, con cui è costantemente in conflitto e che si rivelerà portatore di un’inattesa identità. Solo Marina, una rider che gli consegna regolarmente il cibo a domicilio, riuscirà ad aprirgli nuovi orizzonti verso il “fuori”.
fonte: Elena Balestri www.funweek.it Crediti foto@Ufficio stampa Manzo&Piccirillo
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Lgbt: IL MIT lascia l’ONIG. “Siamo pronte a trovare nuovi percorsi per tutelare la salute e il benessere trans in dialogo con tutti e tutte"
Il MIT Movimento Identità Trans è stato socio
fondatore nel 1998 dell’ONIG Osservatorio Nazionale sull’Identità di
Genere. L’Osservatorio, voluto fortemente dalle attiviste MIT, era nato
come rete tra i vari professionisti che si occupano del percorso di
affermazione di genere e l’attivismo trans per “favorire il confronto e
la collaborazione di tutte le realtà interessate ai temi del
transgenderismo [...] al fine di approfondire la conoscenza di questa
realtà a livello scientifico e sociale e promuovere aperture culturali
verso la libertà di espressione delle persone transgender in tutti i
loro aspetti”, come si legge nello statuto dell’Osservatorio. Per molti
anni il lavoro dell’ONIG ha sicuramente permesso a molte persone di
poter seguire il proprio transito seguendo quelli che all’epoca erano i
criteri scientifici internazionali.
Dal 1998 il mondo è cambiato e
sicuramente è cambiato quello trans. Nel mondo occidentale post-moderno
si stanno affacciando nuove esperienze transgeneri che non fanno più
riferimento alla cultura binaria di stampo patriarcale, anche se a
nostro giudizio l’esperienza transgenere è sempre antibinaria.
Soprattutto assistiamo ad una maggiore consapevolezza della nostra
comunità su quali sono i propri bisogni e come raggiungere il proprio
benessere.
Se negli anni ’90 era una comunità che si affidava
completamente alla scienza perché si veniva da un passato dove i servizi
di tutela della salute trans erano praticamente assenti e tutto era
affidato al privato o al faidate, oggi le comunità trans e non binarie
si pongono come interlocutrici della comunità scientifica dalla quale
pretendono ascolto dei propri bisogni in un’ottica di autodeterminazione
e della piena depatologizzazione. “Il corpo è mio e lo gestisco io”
dichiaravano le femministe tra gli anni 60 e 70 del XX secolo.
Anche le
persone trans vogliono tornare a gestire i propri corpi ma volendo
continuare a tutelarsi. Infatti chiediamo che sia il servizio sanitario
nazionale ad occuparsi della nostra salute ma dando a noi modo di
compiere le nostre scelte sui nostri corpi. Vogliamo tornare alla storia
dei consultori nati nel nostro Paese dopo le lotte condotte dalle donne
e introdotti alla fine degli anni 1970. Vogliamo che i nostri
consultori siano luoghi non solo di cura in senso tradizionale ma anche
di dialogo, luoghi di socializzazione, luoghi dove saperi scientifici e
saperi trans trovano la modalità di potersi incontrare e produrre uno
scambio proficuo che porti a nuove elaborazioni e idee per la tutela
della nostra salute. Proprio per quanto esposto fin’ora come MIT abbiamo
riflettuto profondamente sul nostro ruolo all’interno dell’ONIG e siamo
arrivate alla conclusione che per noi quell’esperienza sia giunta al
suo termine. Pur non facendo più parte dell’Osservatorio il MIT rimane
aperto al dialogo con i/le professionisti/e, i/le ricercatori/trici e
tutte e tutti le/gli altr* attivist* e siamo aperte a trovare nuovi
percorsi per tutelare la salute e il benessere della nostra comunità.
fonte: https://mit-italia.it/
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martedì 28 aprile 2020
Cinema: Sean Penn paga i tamponi per i più poveri di Los Angeles
La sua associazione arriverà ad effettuare 100mila tamponi al mese.
Dall'inizio della diffusione dell'epidemia, sono molti i volti noti che hanno dedicato parte del proprio tempo a dirette social su questo tema o a raccolte fondi. Ma Sean Penn ha fatto di più, si è rimboccato le maniche ed è sceso in campo per combattere in prima linea.
Penn, infatti, ha scelto di lavorare insieme ai ragazzi della sua associazione caritatevole, la Core, recandosi nei quartieri meno abbienti della sua città, Los Angeles, per garantire l'accesso alle cure e ai tamponi alle persone più povere, che non hanno un'assicurazione sanitaria.
L'attore ha raccontato che i soccorritori sono ormai allo stremo delle forze: «Quindi
mi è sembrata una mossa dovuta quella di aiutarli. Dopo due settimane,
Core ha effettuato ben 30 mila tamponi. Con questo ritmo dovremmo
arrivare a 100 mila al mese».
Trovandosi a stretto contatto con
persone potenzialmente infette, lo stesso divo di Hollywood deve
sottoporsi ogni giorno al tampone. Penn e la sua associazione stanno offrendo un contributo molto importante per fronteggiare il virus.
fonte: Credits photo: Youtube/ Hindustan Times www.r101.it
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Sean Penn
M-ASK, nasce a Napoli la mascherina ecosostenibile con filtri low cost
M-ASK, nasce a Napoli la mascherina ecosostenibile con filtri low cost
„
“
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„
M-ASK, nasce a Napoli la mascherina ecosostenibile con filtri low cost
„ M-ASK, nasce a Napoli la mascherina ecosostenibile con filtri low cost
„A inventarla due fratelli napoletani. Realizzata con materiale 100% riciclabile per ridurre il forte impatto ambientale“
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„A inventarla due fratelli napoletani. Realizzata con materiale 100% riciclabile per ridurre il forte impatto ambientale“
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Una mascherina green realizzata con materiale 100% riciclabile per
ridurre il forte impatto ambientale e per portare avanti una strategia
eco-friendly in tempi di Covid-19.
Ad inventarla sono due fratelli
napoletani, Salvatore D’Angelo amministratore della D.N.T. srl, azienda
campana specializzata in tecnopolimeri che opera nel settore dello
stampaggio di materie plastiche e delle nuove tecnologie con processi
Cad-Cam, e Giuseppe D’Angelo, ingegnere edile titolare dello studio
SUIGENERIS design. Dal lavoro di squadra e dalle diverse competenze
prende vita M-ASK. Il prodotto innovativo nasce dall’esigenza di creare
un’alternativa sostenibile in un mercato in cui la maggioranza delle
mascherine in commercio è monouso e non riciclabile, ben presto
destinata a diventare rifiuti altamente inquinanti per il pianeta. M-ASK inverte la tendenza e supera le problematiche
grazie al suo materiale un particolare TPU (poliuretano termoplastico)
dotato di certificazione ad uso medicale ed idoneo per la realizzazione
di dispositivi che possono essere a contatto con la pelle e con le
mucose umane.
M-ASK, nasce a Napoli la mascherina ecosostenibile con filtri low cost
„«Durante la quarantena abbiamo unito le nostre forze per produrre qualcosa di nuovo. Ci siamo chiesti: perché non realizzare una mascherina con filtri facilmente reperibili e soprattutto low budget? M-ASK è stata la risposta alle nostre domande. Il progetto per noi ha un valore sia ambientale che sociale. Vogliamo nel nostro piccolo proteggere la natura e produrre uno strumento necessario in questo periodo di emergenza, adatto a tutte le tasche. Nella parte frontale la mascherina è dotata di un’apposita fessura su cui far aderire il tampone filtrante composto da medicazioni adesive sterili in TNT, i comuni cerotti in tessuto non tessuto che si trovano in tutti i supermercati, nelle farmacie e nelle parafarmacie a basso costo», spiegano Salvatore e Giuseppe D’Angelo. M-ASK aderisce perfettamente al viso grazie alla sua fisionomia, è impermeabile, a prova di droplet.
„«Durante la quarantena abbiamo unito le nostre forze per produrre qualcosa di nuovo. Ci siamo chiesti: perché non realizzare una mascherina con filtri facilmente reperibili e soprattutto low budget? M-ASK è stata la risposta alle nostre domande. Il progetto per noi ha un valore sia ambientale che sociale. Vogliamo nel nostro piccolo proteggere la natura e produrre uno strumento necessario in questo periodo di emergenza, adatto a tutte le tasche. Nella parte frontale la mascherina è dotata di un’apposita fessura su cui far aderire il tampone filtrante composto da medicazioni adesive sterili in TNT, i comuni cerotti in tessuto non tessuto che si trovano in tutti i supermercati, nelle farmacie e nelle parafarmacie a basso costo», spiegano Salvatore e Giuseppe D’Angelo. M-ASK aderisce perfettamente al viso grazie alla sua fisionomia, è impermeabile, a prova di droplet.
Si può
disinfettare e riutilizzare tutte le volte che si vuole, basta un
semplice lavaggio in lavatrice ad 60 gradi. Disponibile in diversi
colori perché anche l’occhio vuole la sua parte. «Questa emergenza ha
cambiato il volto dell’Italia, noi abbiamo cercato di dare un contributo
- spiegano i creatori -. Doneremo 500 mascherine a chi ne ha più
bisogno in questo momento. E poi l’augurio è che un giorno dal riciclo
di M-ASK possano nascere occhiali da sole e trolley per ritornare a
girare il mondo».
fonte: M-ASK, nasce a Napoli la mascherina ecosostenibile con filtri low cost
„Redazione“
Potrebbe interessarti: https://www.napolitoday.it/cronaca/mascherine-riciclabili-m-ask.html www.napolitoday.it
„Redazione“
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fonte: “
Potrebbe interessarti: https://www.napolitoday.it/cronaca/mascherine-riciclabili-m-ask.html
Potrebbe interessarti: https://www.napolitoday.it/cronaca/mascherine-riciclabili-m-ask.html
“
Potrebbe interessarti: https://www.napolitoday.it/cronaca/mascherine-riciclabili-m-ask.html
Potrebbe interessarti: https://www.napolitoday.it/cronaca/mascherine-riciclabili-m-ask.html
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Michelle Obama si racconta nel documentario “Becoming” su Netflix
Dopo Michael Jordan e i suoi Chicago Bulls stavolta Netflix porta nelle case l’ex First Lady Michelle Obama.
Il 6 maggio arriva il documentario Becoming, una produzione originale del colosso streaming in collaborazione con la Higher Gound e la Big Mouth
Production. Il documentario diretto da Nadia Hallgren racconta il tour di Michelle Obama attraverso 23 città differenti.
Becoming è uno sguardo intimo nella vita dell’ex First Lady Michelle Obama durante un momento di profondo cambiamento, non solo a livello personale, ma anche per il paese dopo gli otto anni alla Casa Bianca di suo marito Barack.
Michelle Obama ha dichiarato ha proposito del documentario: “Sono entusiasta di informarvi che il 6 maggio Netflix renderà disponibile Becoming, un film documentario diretto da Nadia Hallgren che racconta la mia vita e le esperienze che ho vissuto durante il tour dopo l’uscita del mio libro. Quei mesi che ho trascorso viaggiando – ha proseguito l’ex first lady – incontrando persone nelle città di tutto il mondo, mi hanno fatto capire che ciò che abbiamo in comune è profondo e reale. In grandi e piccoli gruppi, di giovani e anziani, unici e uniti, ci siamo incontrati e abbiamo condiviso storie, riempiendo quegli spazi con le nostre gioie, preoccupazioni e sogni. Abbiamo elaborato il passato e immaginato un futuro migliore.
Michelle Obama ha parlato anche della pandemia:
“Parlando dell’idea del diventare (Becoming), molti hanno osato raccontare ad alta voce le proprie speranze. Mi porto dentro quei ricordi preziosi e quel senso di connessione ora più che mai, mentre lottiamo insieme per resistere a questa pandemia, mentre ci prendiamo cura dei nostri cari, ci volgiamo alle nostre comunità e proviamo a tenere il passo con il lavoro e la scuola mentre affrontiamo enormi perdite, confusione e incertezza. In questi giorni è difficile sentirsi radicati o pieni di speranza, ma spero che come me troverete gioia e un po’ di tregua in ciò che Nadia ha fatto. Perché è un talento raro, una persona la cui intelligenza e compassione per gli altri si manifesta in ogni fotogramma che gira. Ancora più importante, è una persona che capisce il significato e il potere della comunità, e il suo lavoro è magicamente in grado di descriverlo”.
“Come molti di voi sanno, sono una persona che ama abbracciare“, ha continuato. “In tutta la mia vita, l’ho considerato il gesto più naturale e uniformante che un essere umano possa fare verso un altro, il modo più semplice per dire: Sono qui per te. E questa è una delle parti più difficili della nostra nuova realtà: le cose che una volta sembravano semplici, andare a trovare un amico, sedersi con qualcuno che sta soffrendo, abbracciare uno sconosciuto, ora non sono affatto semplici. Condividiamo sempre qualcosa, messaggio fondamentale di Becoming. Ma io sono qui per voi. E so che voi ci siete gli uni per gli altri. Anche se non possiamo più raccogliere o nutrire in sicurezza l’energia dei gruppi, anche se molti di noi vivono con il dolore, la solitudine e la paura, dobbiamo rimanere aperti e in grado di metterci nei panni degli altri. L’empatia è la nostra linfa vitale. È ciò che ci porterà dall’altra parte. Usiamola per reindirizzare la nostra attenzione verso ciò che conta di più, riconsiderare le nostre priorità e trovare modi per rendere il mondo migliore. Anche in tempi difficili, forse soprattutto in tempi difficili, le nostre storie aiutano a cementare i nostri valori e a rafforzare le nostre connessioni. La loro condivisione ci mostra la strada da percorrere. Vi voglio bene e mi mancate tutti“, ha concluso.
Becoming vi aspetta su Netflix a partire dal prossimo 6 maggio.
fonte: di Thomas Cardinali www.giornalettismo.com
Il 6 maggio arriva il documentario Becoming, una produzione originale del colosso streaming in collaborazione con la Higher Gound e la Big Mouth
Production. Il documentario diretto da Nadia Hallgren racconta il tour di Michelle Obama attraverso 23 città differenti.
Becoming è uno sguardo intimo nella vita dell’ex First Lady Michelle Obama durante un momento di profondo cambiamento, non solo a livello personale, ma anche per il paese dopo gli otto anni alla Casa Bianca di suo marito Barack.
Michelle Obama ha dichiarato ha proposito del documentario: “Sono entusiasta di informarvi che il 6 maggio Netflix renderà disponibile Becoming, un film documentario diretto da Nadia Hallgren che racconta la mia vita e le esperienze che ho vissuto durante il tour dopo l’uscita del mio libro. Quei mesi che ho trascorso viaggiando – ha proseguito l’ex first lady – incontrando persone nelle città di tutto il mondo, mi hanno fatto capire che ciò che abbiamo in comune è profondo e reale. In grandi e piccoli gruppi, di giovani e anziani, unici e uniti, ci siamo incontrati e abbiamo condiviso storie, riempiendo quegli spazi con le nostre gioie, preoccupazioni e sogni. Abbiamo elaborato il passato e immaginato un futuro migliore.
Michelle Obama ha parlato anche della pandemia:
“Parlando dell’idea del diventare (Becoming), molti hanno osato raccontare ad alta voce le proprie speranze. Mi porto dentro quei ricordi preziosi e quel senso di connessione ora più che mai, mentre lottiamo insieme per resistere a questa pandemia, mentre ci prendiamo cura dei nostri cari, ci volgiamo alle nostre comunità e proviamo a tenere il passo con il lavoro e la scuola mentre affrontiamo enormi perdite, confusione e incertezza. In questi giorni è difficile sentirsi radicati o pieni di speranza, ma spero che come me troverete gioia e un po’ di tregua in ciò che Nadia ha fatto. Perché è un talento raro, una persona la cui intelligenza e compassione per gli altri si manifesta in ogni fotogramma che gira. Ancora più importante, è una persona che capisce il significato e il potere della comunità, e il suo lavoro è magicamente in grado di descriverlo”.
“Come molti di voi sanno, sono una persona che ama abbracciare“, ha continuato. “In tutta la mia vita, l’ho considerato il gesto più naturale e uniformante che un essere umano possa fare verso un altro, il modo più semplice per dire: Sono qui per te. E questa è una delle parti più difficili della nostra nuova realtà: le cose che una volta sembravano semplici, andare a trovare un amico, sedersi con qualcuno che sta soffrendo, abbracciare uno sconosciuto, ora non sono affatto semplici. Condividiamo sempre qualcosa, messaggio fondamentale di Becoming. Ma io sono qui per voi. E so che voi ci siete gli uni per gli altri. Anche se non possiamo più raccogliere o nutrire in sicurezza l’energia dei gruppi, anche se molti di noi vivono con il dolore, la solitudine e la paura, dobbiamo rimanere aperti e in grado di metterci nei panni degli altri. L’empatia è la nostra linfa vitale. È ciò che ci porterà dall’altra parte. Usiamola per reindirizzare la nostra attenzione verso ciò che conta di più, riconsiderare le nostre priorità e trovare modi per rendere il mondo migliore. Anche in tempi difficili, forse soprattutto in tempi difficili, le nostre storie aiutano a cementare i nostri valori e a rafforzare le nostre connessioni. La loro condivisione ci mostra la strada da percorrere. Vi voglio bene e mi mancate tutti“, ha concluso.
Becoming vi aspetta su Netflix a partire dal prossimo 6 maggio.
fonte: di Thomas Cardinali www.giornalettismo.com
29 Aprile 2020 Giornata Internazionale della Danza: il Messaggio di Gregory Vuyani Maqoma
Danzatore, attore, coreografo e insegnante di danza
Durante un’intervista che ho fatto di recente ho dovuto pensare in maniera approfondita a che cosa sia la danza:che cosa significa per me?
Nella risposta ho dovuto pensare al mio viaggio e mi sono reso conto che tutto è legato ad uno scopo e che ogni giorno presenta una nuova sfida da affrontare: è attraverso la danza che cerco di dare un senso al mondo
Stiamo attraversando tragedie inimmaginabili, in un tempo che si potrebbe meglio definire come era postumana. Ora più che mai dobbiamo danzare con uno scopo, per ricordare al mondo che l’umanità esiste ancora.
Volontà ed empatia devono prevalere su anni e anni di un panorama virtuale innegabile di dissoluzione, che ha generato una catarsi del dolore universale, per superare la tristezza, la dura realtà che continua a pervadere la vita di fronte alla morte, al rifiuto, alla povertà. La nostra danza deve ora più che mai dare un segnale forte, ai leader del mondo e a coloro che hanno il compito di salvaguardare e migliorare le condizioni umane, il segnale che siamo un esercito di pensatori furiosi, e che il nostro scopo è cambiare il mondo un passo alla volta.
La danza è libertà, e attraverso la nostra libertà trovata, dobbiamo liberare gli altri dalle trappole che si affrontano in ogni angolo del mondo. La danza non è politica, ma diventa politica perché porta nelle sue fibre la connessione umana e per questo risponde alle circostanze, nel suo tentativo di restituire dignità umana.
Mentre danziamo con i nostri corpi, saltando nello spazio, mischiandoci, diventiamo una forza in movimento che intreccia i cuori, tocca le anime e guarisce, una forza che è disperatamente necessaria. E la determinazione diventa un’idra con un’unica testa, invincibile e indivisibile.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ora è danzare ancora di più !!!!
fonte: Redazione www.giornaledelladanza.com
Durante un’intervista che ho fatto di recente ho dovuto pensare in maniera approfondita a che cosa sia la danza:che cosa significa per me?
Nella risposta ho dovuto pensare al mio viaggio e mi sono reso conto che tutto è legato ad uno scopo e che ogni giorno presenta una nuova sfida da affrontare: è attraverso la danza che cerco di dare un senso al mondo
Stiamo attraversando tragedie inimmaginabili, in un tempo che si potrebbe meglio definire come era postumana. Ora più che mai dobbiamo danzare con uno scopo, per ricordare al mondo che l’umanità esiste ancora.
Volontà ed empatia devono prevalere su anni e anni di un panorama virtuale innegabile di dissoluzione, che ha generato una catarsi del dolore universale, per superare la tristezza, la dura realtà che continua a pervadere la vita di fronte alla morte, al rifiuto, alla povertà. La nostra danza deve ora più che mai dare un segnale forte, ai leader del mondo e a coloro che hanno il compito di salvaguardare e migliorare le condizioni umane, il segnale che siamo un esercito di pensatori furiosi, e che il nostro scopo è cambiare il mondo un passo alla volta.
La danza è libertà, e attraverso la nostra libertà trovata, dobbiamo liberare gli altri dalle trappole che si affrontano in ogni angolo del mondo. La danza non è politica, ma diventa politica perché porta nelle sue fibre la connessione umana e per questo risponde alle circostanze, nel suo tentativo di restituire dignità umana.
Mentre danziamo con i nostri corpi, saltando nello spazio, mischiandoci, diventiamo una forza in movimento che intreccia i cuori, tocca le anime e guarisce, una forza che è disperatamente necessaria. E la determinazione diventa un’idra con un’unica testa, invincibile e indivisibile.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ora è danzare ancora di più !!!!
fonte: Redazione www.giornaledelladanza.com
lunedì 27 aprile 2020
Lovers Film Festival: Rassegna cinematografica sul sito e sui social, online 2 lungometraggi e 2 corti, dal 30 aprile al 4 maggio sui temi LGBTQI
Il
Lovers Film Festival lancia l'iniziativa Lovers on line
#cimanteniamoinlinea che si svolgerà dal 30 aprile al 4 maggio, nei giorni
originariamente destinati all'edizione 2020. ww.loversff.com
Loversonline #cimanteniamoinlinea è una rassegna cinematografica completamente gratuita
pensata per continuare a restare in connessione con gli autori, il nostro
pubblico e la comunità lgbtq+ in questo momento di emergenza sanitaria.
Ogni giorno, per i 4 giorni di rassegna, verranno messi online
gratuitamente due lungometraggi (fiction e documentario) e due
cortometraggi italiani passati sugli schermi del più antico festival sui temi
LGBTQI (lesbici, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) d’Europa e
terzo nel mondo nelle precedenti edizioni. I link gratuiti e visionabili
per l'intero periodo (dalle ore 11:00 di giovedì 30 aprile fino alla mezzanotte
di lunedì 4 maggio) saranno comunicati sul sito del Lovers Film Festival e
sulle pagine Facebook e Instagram.
Fra i titoli selezionati: Riparo (Italia, 2007,
100') di Marco Simon Puccioni con Maria De Medeiros e Antonia Liskova – il
secondo lungometraggio del regista italiano presentato al Festival del Cinema
di Berlino nel 2007 nella sezione Panorama, ha come tema centrale l’amore tra
due donne, l’operaia Mara e la borghese Anna, e affronta efficacemente il tema
della convivenza fra le diversità – e Come mi vuoi di
Carmine Amoroso con Enrico Lo Verso, Monica Bellucci, Vincent Cassel e Urbano
Barberini: film d’esordio di Amoroso a tematica transgender che ha fra i suoi
interpreti anche Vladimir Luxuria.
“Un
festival di cinema è molto più della somma delle singole
parti – sottolinea la direttrice del festival Vladimir Luxuria. E' la
sala piena e le luci che si spengono poco prima dell'inizio dei titoli di
testa, è il pubblico che sfoglia un programma costruito con passione e
competenza in mesi e mesi di ricerca, è la costruzione continua di un lessico
culturale, è il lavoro imprescindibile di tutte le persone che compaiono nei
titoli di coda, è la passione dei nostri volontari, è il pubblico, è un luogo
dove essere comunità, è sentirsi plurali. Continuiamo il nostro lavoro
fiduciosi di poterci rincontrare presto nelle nostre sale per continuare tutti
i discorsi che avevamo iniziato. Cogliamo l'occasione – continua Luxuria a
nome di tutto il gruppo di lavoro – per ringraziare con moltissimo affetto
le autrici e gli autori che hanno deciso di aderire a questa iniziativa
rendendo visibile gratuitamente il proprio lavoro”.
"I
festival cinematografici sono una realtà importante del nostro Paese e siamo
tutti al lavoro per trovare soluzioni – afferma Enzo Ghigo,
Presidente del Museo Nazionale del Cinema. In un momento di grandi
cambiamenti dobbiamo tutti fare quadrato e portare avanti il bene comune. Sono
convinto che anche il Lovers Film Festival ne uscirà rafforzato mantenendo
salda la sua carica identitaria, in attesa che si riaprano le sale
cinematografiche".
“Il
Museo Nazionale del Cinema in questo momento sta trasferendo online tutte le
sue attività – racconta Domenico De Gaetano,
Direttore del Museo Nazionale del Cinema. Il progetto Lovers on line
#cimanteniamoinlinea è una bella iniziativa che conferma l’importanza del
festival e il lavoro che la direttrice Vladimir Luxuria e il suo team stanno
portando avanti, in attesa dell’evolversi della situazione”.
Il Lovers Film Festival dal 2005 è integrato nel Museo
Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiBACT,
della Regione Piemonte e del Comune di Torino.
fonte: ufficio stampa: con.testi – Torino & Roma
domenica 26 aprile 2020
Evento social: "PRIMO BIANCO PER LA CULTURA" Dalle 21.00 di Giovedì 30 Aprile alle 03.00 di Sabato 2 Maggio
PRIMO BIANCO PER LA CULTURA
Un segno di solidarietà: aderisci!
Dalle 21.00 di Giovedì 30 Aprile alle 03.00 di Sabato 2 Maggio:
inserisci
bianco come immagine di profilo e come immagine del diario (e come
qualsiasi altra immagine profilo account dei tuoi social network). PUOI SCARICARE LA FOTO DI QUESTO POST.
Nel tempo di questo “Primo Bianco per la Cultura” astieniti da qualsiasi commento a qualsiasi iniziativa.
Trenta ore di Silenzio.
Per la dignità della Cultura, per la dignità dell’Arte, per la dignità del Lavoro.
IMPORTANTE:
se puoi, condividi questa iniziativa a tutti i tuoi contatti (amici e
colleghi) e chiedi loro di condividere con la stessa modalità.
______________________________
FIRST WHITE FOR CULTURE
A sign of solidarity: join!
From 21.00 on Thursday 30 April to 03.00 on Saturday 2 May:
insert white as a profile image and as a diary image (and like any other account profile image of your social networks).
In the time of this “First White for Culture” refrain from any comment on any initiative.
Thirty hours of silence.
For the Dignity of Culture, for the Dignity of Art, for the Dignity of Work.
IMPORTANT:
if you can, share this initiative with all your contacts (friends and
colleagues) and ask them to share in the same way.
______________________________ ______
PREMIER BLANC POUR LA CULTURE
Un signe de solidarité: rejoignez-nous!
De 21h00 le jeudi 30 avril à 03h00 le samedi 2 mai:
insérer
du blanc comme image de profil et comme image de journal (et comme
toute autre image de profil de compte de vos réseaux sociaux).
A l’heure de ce “Premier Blanc pour la Culture” s’abstenir de tout commentaire sur toute initiative.
Trente heures de silence.
Pour la dignité de la culture, pour la dignité de l'art, pour la dignité du travail.
IMPORTANT:
si vous le pouvez, partagez cette initiative avec tous vos contacts
(amis et collègues) et demandez-leur de partager de la même manière.
______________________________ ______
PRIMER BLANCO PARA LA CULTURA
Un signo de solidaridad: ¡únete!
De las 21.00 del jueves 30 de abril a las 03.00 del sábado 2 de mayo:
inserte
el blanco como imagen de perfil y como imagen de diario (y como
cualquier otra imagen de perfil de cuenta de sus redes sociales).
En el momento de este "Primer blanco para la cultura", abstenerse de hacer comentarios sobre cualquier iniciativa.
Treinta horas de silencio.
Por la dignidad de la cultura, por la dignidad del arte, por la dignidad del trabajo.
IMPORTANTE:
si puede, comparta esta iniciativa con todos sus contactos (amigos y
colegas) y pídales que compartan de la misma manera.
______________________________ ______
PRIMEIRO PARO A CULTURA
Um sinal de solidarietade : Partecipe!
A partir das 21hs dessa quinta feira atè 3 hs da madrugada de Sadado 2 de Maio :
colloque
uma tela branca como imagem do perfil e da capa ( assim como na
qualquer outra imagem do perfil dos seus social network)
No tempo desse “ Primeiro Branco para a Cultura “ evite qualquer comentario e açao
Trenta hora de Silencio
Em favor da dignidade da Cultura , em favor da dignidade da Arte , em favor da dignidade do trabalho.
Lgbt: Il regista Massimo Andrei, per la quarantena, rende visibile il film "Mater Natura" vincitore di diversi premi al Festival di Venezia del 2005
Mater natura è un film del 2005 diretto da Massimo Andrei, con Maria Pia Calzone, Valerio Foglia Manzillo e Vladimir Luxuria.
È stato presentato in concorso alla XX Settimana internazionale della critica di Venezia del 2005.
Nella Napoli popolare la trans Desiderio - al secolo Salvatore - sbarca il lunario prostituendosi e vive in perenne contrasto con il severo genitore che, non accettandone l'identità di genere e la vita dissennata, le nega sia l'affetto che la possibilità di abitare un appartamento rimasto sfitto.
Nonostante faccia vita da strada, Desiderio vive anche una storia d'amore con il giovane Andrea il quale, pur ignorando il suo sesso biologico maschile, l'abbandona all'improvviso per sposare la propria fidanzata Maria facendola sprofondare nella disperazione.PER GUARDARE MATER NATURA CLICCA SU QUESTO > LINK
Aiutata da un colorito gruppo di amici e amiche composto in prevalenza da trans, gay e prostitute, Desiderio riesce a ricucire i rapporti con la famiglia d'origine, seguendo intanto le varie tappe di uno spettacolo teatrale che l'amico gay Massimino e altri attori e attrici dilettanti stanno cercando faticosamente di portare in scena sfidando i pregiudizi di quartiere.
Alle vicende di Desiderio fanno intanto da contorno altre storie come quella di Armandina, delirante perpetua che sogna invano di poter affittare l'appartamento di proprietà dei genitori di Desiderio o quella di Europa, anziana trans che nonostante i tentativi dell'amica transessuale Suegno non riesce più ad adeguarsi alle richieste "di mercato" e brama di dedicarsi a tempo pieno all'assistenza dei bambini del rione pur di soddisfare l'innato senso materno.
A scuotere le esistenze del gruppo interverrà non solo il matrimonio di Andrea e Maria - che vanno ad abitare proprio nell'appartamento tanto agognato da Armandina - ma anche l'improvvisa morte di Andrea, ucciso da alcuni scippatori per essere intervenuto per soccorrere Desiderio, vittima designata dello scippo.
Durante un incontro con Maria, Desiderio viene a sapere che la ragazza ormai vedova è incinta dell'amato Andrea e tale circostanza la induce pertanto a donare al nascituro la sua casa ove la coppia era andata a vivere, e che le è stata intanto appena donata dal genitore.
Ormai stanche della vita da marciapiede e deluse dall'avvocato Sacco che aveva promesso di perorare politicamente la loro causa solo per biechi motivi elettorali, Massimino, Desiderio, Europa, Suegno e le altre si ritirano quindi in una vecchia masseria abbandonata alle falde del Vesuvio per dedicarsi all'agricoltura e alla gestione dell'agrifuturismo Mater Natura, accogliendovi per consulenze psicologiche alcuni dei loro ex clienti.
PER GUARDARE MATER NATURA CLICCA SU QUESTO > LINK
Nomination al Nastro d'argento al Miglior regista esordiente a Massimo Andrei
Vinto il Premio del pubblico alla Settimana internazionale della critica di Venezia per Massimo Andrei
Vinto il Premio FEDIC alla Settimana internazionale della critica di Venezia per Massimo Andrei
Vinto il Premio Isvema Massimo Andrei alla Settimana internazionale della critica di Venezia per Massimo Andrei
fonte: https://it.wikipedia.org e pagina fb di Massimo Andrei
Genova vuole diventare la prima città con i teatri "Covid-free"
Bucci: "Vogliamo certificare i nostri teatri con protocolli come facciamo nel cantiere del ponte"
Genova vuole essere la prima città a offrire teatri "Covid free", organizzati sulla base di protocolli di sicurezza certificati ispirati a quelli messi in atto dal Rina nel cantiere del nuovo viadotto sul Polcevera.
Lo dice all'ANSA il sindaco Marco Bucci immaginando la fase 2 dell'emergenza Coronavirus: "Dobbiamo pensare che la ripartenza includa anche le attività culturali, noi vogliamo certificare i nostri teatri sulla base di protocolli e che vengono applicati ad esempio nel cantiere del ponte".
In quella che è nota in Italia come la "città dei teatri", sedute distanziate, utilizzo di sistemi protettivi come le mascherine e sanificazioni approfondita, "ma anche, ed è molto importante, il controllo della temperatura in ingresso e in uscita". Secondo Bucci "Non si può ripensare a un rilancio della società senza pensare alle attività turistiche e culturali e quindi anche a musei e teatri".
fonte: telenord.it
Genova vuole essere la prima città a offrire teatri "Covid free", organizzati sulla base di protocolli di sicurezza certificati ispirati a quelli messi in atto dal Rina nel cantiere del nuovo viadotto sul Polcevera.
Lo dice all'ANSA il sindaco Marco Bucci immaginando la fase 2 dell'emergenza Coronavirus: "Dobbiamo pensare che la ripartenza includa anche le attività culturali, noi vogliamo certificare i nostri teatri sulla base di protocolli e che vengono applicati ad esempio nel cantiere del ponte".
In quella che è nota in Italia come la "città dei teatri", sedute distanziate, utilizzo di sistemi protettivi come le mascherine e sanificazioni approfondita, "ma anche, ed è molto importante, il controllo della temperatura in ingresso e in uscita". Secondo Bucci "Non si può ripensare a un rilancio della società senza pensare alle attività turistiche e culturali e quindi anche a musei e teatri".
fonte: telenord.it
sabato 25 aprile 2020
Facebook Rooms, la nuova app per videochiamate di gruppo fino a 50 persone
Facebook Rooms è la nuova app di Facebook per fare videochiamate fino a 50 persone. Ecco come funziona e quando sarà disponibile
Arriva Facebook Rooms, la nuova piattaforme per le videochiamata dell’azienda di Menlo Park. Il nuovo servizio era stato annunciato lo scorso anno e con una presentazione in diretta avvenuta nella serata di venerdì, Mark Zuckerberg ha annunciato l’arrivo dalla prossima settimana di Facebook Rooms, anche se solo per la fase di test. Di che cosa si tratta? Di una piattaforma che permette di effettuare videochiamate fino a 50 persone, anche senza dover essere iscritti a Facebook.
Con Facebook Rooms, la società di Menlo Park va a fare concorrenza alle varie Skype, Hangouts Meet e soprattutto Zoom che in questo periodo hanno conosciuto un boom di utenti. Facebook Rooms è a tutti gli effetti una piattaforma per le videoconferenze, con la possibilità per ogni utente di creare tante stanze all’interno di una singola videochiamata. Ci può essere la stanza dedicata allo sport, quella riservata alle persone iscritte a un’associazione e ancora una stanza per gli amanti della lettura. Ogni videochiamata creata su Facebook Rooms può essere condivisa all’interno di un evento Facebook, su un gruppo oppure sulla propria pagina. Ma non solo: Facebook ha annunciato che si potranno creare videochiamate su Facebook Rooms da Instagram, WhatsApp e Portal (lo smart speaker dell’azienda di Menlo Park).
Durante la diretta Zuckerberg si è soffermato anche sull’aspetto della privacy. Facebook è stato accusato molte volte di non curare troppo la privacy degli utenti e lo scandalo Cambridge Analytica ha aumentato ancora di più lo scetticismo delle persone. Per questo motivo Facebook Rooms nasce con regole abbastanza chiare per la privacy: l’amministratore della videochiamata può cacciare immediatamente persone che non rispettano la netiquette e che mostrano contenuti sconvenienti. Insomma, Facebook vuole evitare tutti i problemi subiti da Zoom a causa del Zoombombing.
Quale è la particolarità di Facebook Rooms? Come suggerisce il nome, gli utenti possono creare all’interno di ogni videochiamata delle stanze tematiche dove discutere dei propri argomenti preferiti. Facebook vuole creare una piattaforma dove le persone si confrontano e parlino, portando il social network a un livello successivo. Anche se non è necessario essere iscritti a Facebook per utilizzare Rooms, le due piattaforme sono integrate. Gli utenti possono condividere sui propri profili, nei gruppi, sulle pagine o negli eventi il link di Facebook Rooms per far partecipare gli amici e i conoscenti alle videochiamate di gruppo. Inoltre, sarà possibile creare dei Facebook Rooms anche da Instagram, Portal e WhatsApp (già è arrivato un aggiornamento sulla versione beta con l’implementazione per avviare le videochiamate su Rooms).
Facebook Rooms permette di fare videochiamate anche con persone che non fanno parte della propria cerchia: Facebook assicura che non potranno accedere alle proprie informazioni personali. La privacy e la sicurezza delle stanze verrà anche assicurata dal fatto che gli amministratori potranno cacciare immediatamente gli utenti che non rispettano le regole o che mostrano contenuti non idonei.
Per quanto riguarda i link di invito alle stanze di Facebook Rooms, verranno cambiati ogni volta che si caccia un utente, in modo da garantire la massima tranquillità.
Arriva Facebook Rooms, la nuova piattaforme per le videochiamata dell’azienda di Menlo Park. Il nuovo servizio era stato annunciato lo scorso anno e con una presentazione in diretta avvenuta nella serata di venerdì, Mark Zuckerberg ha annunciato l’arrivo dalla prossima settimana di Facebook Rooms, anche se solo per la fase di test. Di che cosa si tratta? Di una piattaforma che permette di effettuare videochiamate fino a 50 persone, anche senza dover essere iscritti a Facebook.
Con Facebook Rooms, la società di Menlo Park va a fare concorrenza alle varie Skype, Hangouts Meet e soprattutto Zoom che in questo periodo hanno conosciuto un boom di utenti. Facebook Rooms è a tutti gli effetti una piattaforma per le videoconferenze, con la possibilità per ogni utente di creare tante stanze all’interno di una singola videochiamata. Ci può essere la stanza dedicata allo sport, quella riservata alle persone iscritte a un’associazione e ancora una stanza per gli amanti della lettura. Ogni videochiamata creata su Facebook Rooms può essere condivisa all’interno di un evento Facebook, su un gruppo oppure sulla propria pagina. Ma non solo: Facebook ha annunciato che si potranno creare videochiamate su Facebook Rooms da Instagram, WhatsApp e Portal (lo smart speaker dell’azienda di Menlo Park).
Durante la diretta Zuckerberg si è soffermato anche sull’aspetto della privacy. Facebook è stato accusato molte volte di non curare troppo la privacy degli utenti e lo scandalo Cambridge Analytica ha aumentato ancora di più lo scetticismo delle persone. Per questo motivo Facebook Rooms nasce con regole abbastanza chiare per la privacy: l’amministratore della videochiamata può cacciare immediatamente persone che non rispettano la netiquette e che mostrano contenuti sconvenienti. Insomma, Facebook vuole evitare tutti i problemi subiti da Zoom a causa del Zoombombing.
Cosa è e come funziona Facebook Rooms
Facebook Rooms è la nuova piattaforma per le videochiamate di gruppo creata dall’azienda di Menlo Park. Quali sono le differenze rispetto alle videochiamata che si possono fare su Facebook Messenger? Molte. Facebook Rooms riprende un po’ la filosofia che ha portato al successo Zoom: per accedere a una videochiamata non bisogna essere iscritti a Facebook, ma basta ricevere un link di invito da parte dell’amministratore. Il limite di partecipanti per ogni videochiamata è di di cinquanta persone.Quale è la particolarità di Facebook Rooms? Come suggerisce il nome, gli utenti possono creare all’interno di ogni videochiamata delle stanze tematiche dove discutere dei propri argomenti preferiti. Facebook vuole creare una piattaforma dove le persone si confrontano e parlino, portando il social network a un livello successivo. Anche se non è necessario essere iscritti a Facebook per utilizzare Rooms, le due piattaforme sono integrate. Gli utenti possono condividere sui propri profili, nei gruppi, sulle pagine o negli eventi il link di Facebook Rooms per far partecipare gli amici e i conoscenti alle videochiamate di gruppo. Inoltre, sarà possibile creare dei Facebook Rooms anche da Instagram, Portal e WhatsApp (già è arrivato un aggiornamento sulla versione beta con l’implementazione per avviare le videochiamate su Rooms).
Facebook Rooms, la privacy al primo posto
Facebook ha imparato in parte dai propri errori, ma anche da quelli dei principali concorrenti. Non è un caso, infatti, che Mark Zuckerberg si sia soffermato molto sull’aspetto della privacy.Facebook Rooms permette di fare videochiamate anche con persone che non fanno parte della propria cerchia: Facebook assicura che non potranno accedere alle proprie informazioni personali. La privacy e la sicurezza delle stanze verrà anche assicurata dal fatto che gli amministratori potranno cacciare immediatamente gli utenti che non rispettano le regole o che mostrano contenuti non idonei.
Per quanto riguarda i link di invito alle stanze di Facebook Rooms, verranno cambiati ogni volta che si caccia un utente, in modo da garantire la massima tranquillità.
Quando arriva Facebook Rooms
La prossima settimana verrà rilasciata la versione beta di Facebook Rooms e gli utenti potranno scaricare l’applicazione dal Google Play Store e App Store per poterla testare. Sarà disponibile anche la web-app per l’accesso da desktop.
Fonte foto: Facebook > https://tecnologia.libero.it"To Housing" stringe una collaborazione internazionale con All Out per persone Lgbt in difficoltà
Intervista ad Alessandro Battaglia, Silvia Magino e Yuri Guiana
To Housing, il progetto di co-housing sociale dell’associazione Quore, che a Torino accoglie persone Lgbt+ in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità, ha stretto una collaborazione internazionale con All Out, attraverso la campagna Grassroots Giving: un programma innovativo di raccolta fondi che mette in relazione la comunità mondiale di All Out con i gruppi locali Lgbt+.
Il lancio della campagna in Usa, Regno Unito, Italia, Francia e Germania, è appena avvenuto e la raccolta fondi si basa sulle testimonianze di alcuni ospiti con particolare attenzione alla condizione dei rifugiati Lgbt+ che vivono una condizione di particolare emergenza a causa delle restrizioni per il Covid-19 in quanto le udienze per le richieste di asilo sono state rimandate e l’accesso all’assistenza sanitaria è diventato per loro difficoltoso quando non impossibile.
Il progetto di To Housing è realizzato, come noto, da Quore con il supporto di Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte, Città di Torino, Atc – Agenzia territoriale per la Casa di Torino e con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Banca d’Italia, Ikea, Iren, Bentley Soa e Cooperativa Di Vittorio e con la collaborazione di Cooperativa Babel, Off Topic, Banco Alimentare e Pastorale Migranti.
Gaynews ha raggiunto Silvia Magino e Alessandro Battaglia (Associazione Quore) nonché Yuri Guaiana (senior campaigns manager di All Out) per farsi raccontare di cosa si tratta.
Come è iniziata la collaborazione con All Out e quali sono stati i progressi e i passi compiuti da To Housing in questi primi quasi due anni di attività? E quali le emergenze?
Magino – Battaglia: La collaborazione con All Out è iniziata nel novembre 2019 ed ha visto in questi pochi mesi uno scambio davvero approfondito ed operativo Dall’apertura del progetto, To Housing ha potuto accogliere e sostenere 38 persone, con almeno il doppio delle richieste di aiuto, in arrivo da tutto il territorio nazionale. Alcuni ospiti hanno già potuto completare il percorso, rendendosi autonomi sia in termini lavorativi che abitativi. Considerati i frequenti vissuti traumatici e dolorosi, i percorsi di counseling psicologico si sono resi particolarmente utili ed efficaci. Altrettanto dicasi per l’orientamento al lavoro, indispensabile soprattutto in considerazione della giovane età di molti ospiti.
Grazie ad All Out possiamo dare voce a chi l’ha persa, a chi soffre l’esclusione e l’emarginazione a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere; lavoriamo con persone Lgbti vulnerabili e diamo loro sostegno affinché possano rimodellare una vita dignitosa. Per farlo abbiamo bisogno di tanti sostenitori e di sentire accanto a noi una comunità solidale.
To Housing è uno dei primi progetti Italiani promossi dalla campagna Grassroots Giving. Perché è stato scelto?
Guaiana: In questi giorni d’isolamento forzato mi sono spesso trovato a pensare a tutti coloro che non possono stare a casa perché non ne hanno una. Il numero di migranti che si rivolge ai pronto soccorso con i sintomi del Covid-19 è in aumento. Aiutare associazioni come Quore a rispondere alla crescente domanda d’aiuto da parte dei rifugiati Lgbt+ in Italia è ancora più fondamentale durante questa terribile pandemia e anche il più piccolo contributo può fare la differenza.
In tempo di Covid-19 quindi l’emergenza si è aggravata?
Magino – Battaglia: Sì, oggi più che mai, la società si è scoperta ancora più fragile a causa dell’emergenza ma allo stesso tempo consapevole del bisogno di collettività. Quindi chiediamo di sostenere Marco, Valentina, Ahmed, Louis, Fatima e le altre e gli altri ad affrontare e superare questi momenti difficili.
fonte: by Maurizio Galati www.gaynews.it
To Housing, il progetto di co-housing sociale dell’associazione Quore, che a Torino accoglie persone Lgbt+ in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità, ha stretto una collaborazione internazionale con All Out, attraverso la campagna Grassroots Giving: un programma innovativo di raccolta fondi che mette in relazione la comunità mondiale di All Out con i gruppi locali Lgbt+.
Il lancio della campagna in Usa, Regno Unito, Italia, Francia e Germania, è appena avvenuto e la raccolta fondi si basa sulle testimonianze di alcuni ospiti con particolare attenzione alla condizione dei rifugiati Lgbt+ che vivono una condizione di particolare emergenza a causa delle restrizioni per il Covid-19 in quanto le udienze per le richieste di asilo sono state rimandate e l’accesso all’assistenza sanitaria è diventato per loro difficoltoso quando non impossibile.
Il progetto di To Housing è realizzato, come noto, da Quore con il supporto di Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte, Città di Torino, Atc – Agenzia territoriale per la Casa di Torino e con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Banca d’Italia, Ikea, Iren, Bentley Soa e Cooperativa Di Vittorio e con la collaborazione di Cooperativa Babel, Off Topic, Banco Alimentare e Pastorale Migranti.
Gaynews ha raggiunto Silvia Magino e Alessandro Battaglia (Associazione Quore) nonché Yuri Guaiana (senior campaigns manager di All Out) per farsi raccontare di cosa si tratta.
Come è iniziata la collaborazione con All Out e quali sono stati i progressi e i passi compiuti da To Housing in questi primi quasi due anni di attività? E quali le emergenze?
Magino – Battaglia: La collaborazione con All Out è iniziata nel novembre 2019 ed ha visto in questi pochi mesi uno scambio davvero approfondito ed operativo Dall’apertura del progetto, To Housing ha potuto accogliere e sostenere 38 persone, con almeno il doppio delle richieste di aiuto, in arrivo da tutto il territorio nazionale. Alcuni ospiti hanno già potuto completare il percorso, rendendosi autonomi sia in termini lavorativi che abitativi. Considerati i frequenti vissuti traumatici e dolorosi, i percorsi di counseling psicologico si sono resi particolarmente utili ed efficaci. Altrettanto dicasi per l’orientamento al lavoro, indispensabile soprattutto in considerazione della giovane età di molti ospiti.
Grazie ad All Out possiamo dare voce a chi l’ha persa, a chi soffre l’esclusione e l’emarginazione a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere; lavoriamo con persone Lgbti vulnerabili e diamo loro sostegno affinché possano rimodellare una vita dignitosa. Per farlo abbiamo bisogno di tanti sostenitori e di sentire accanto a noi una comunità solidale.
To Housing è uno dei primi progetti Italiani promossi dalla campagna Grassroots Giving. Perché è stato scelto?
Guaiana: In questi giorni d’isolamento forzato mi sono spesso trovato a pensare a tutti coloro che non possono stare a casa perché non ne hanno una. Il numero di migranti che si rivolge ai pronto soccorso con i sintomi del Covid-19 è in aumento. Aiutare associazioni come Quore a rispondere alla crescente domanda d’aiuto da parte dei rifugiati Lgbt+ in Italia è ancora più fondamentale durante questa terribile pandemia e anche il più piccolo contributo può fare la differenza.
In tempo di Covid-19 quindi l’emergenza si è aggravata?
Magino – Battaglia: Sì, oggi più che mai, la società si è scoperta ancora più fragile a causa dell’emergenza ma allo stesso tempo consapevole del bisogno di collettività. Quindi chiediamo di sostenere Marco, Valentina, Ahmed, Louis, Fatima e le altre e gli altri ad affrontare e superare questi momenti difficili.
fonte: by Maurizio Galati www.gaynews.it
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venerdì 24 aprile 2020
Vogue America, una rosa sulla copertina di Giugno 2020 🌹
Uno scatto di Irving Penn campeggia sullo sfondo bianco: il fiore che sboccia è un simbolo di speranza e risveglio
Il bianco di Vogue Italia e la rosa di Irving Penn per Vogue America: quando le copertine diventano potenti nell'estrema semplicità
Siamo abituati alle copertine patinate che con le loro scelte editoriali raccontano, evocano, stupiscono. La fotografia è un linguaggio visivo
e attraverso questa forma d'arte si vuole comunicare un messaggio o far
riflettere. La moda può parlare di sogni, regalare un momento di svago,
ma non di meno può registrare il reale. E offrire una
lettura antropologica capace di evidenziare una connessione tra il
fashion e il tempo che viviamo, la realtà sociale e politica,
l'economia.
La pandemia scatenata dal Coronavirus ha rivoluzionato la vita sociale, familiare e professionale di tutti, segnando un nuovo capitolo della storia. Naturalmente neppure la moda ne è rimasta indenne: si pensi agli effetti del Convid-19 sul sistema e alle possibili conseguenze in fatto di tendenze e gusti (per esempio, potrebbe accadere che il minimalismo, con nuove sfumature e significati, segni il post quarantena). Ci si concentra già sul “dopo”, ma i media sono chiamati a raccontare la contemporaneità, quello che stiamo vivendo.
Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, nel suo editoriale sul numero di aprile ha sottolineato che “Vogue parla al mondo attraverso la moda". “In tempi come questi, crediamo che una cover silenziosa dica molto di più di qualsiasi parola o immagine” - ha commentato Ferdinando Verderi, direttore creativo di Vogue Italia - “Il bianco è un messaggio universale di forza, purezza, rispetto e speranza”. La semplicità di quel bianco diventa un messaggio potente e universale.
Il
coronavirus non ha risparmiato nemmeno l'America. Per lo stato di
emergenza non è stato possibile realizzare servizi fotografici: la
direttrice di Vogue US Anna Wintour ha condiviso la sua posizione,
sollecitando lettori e community a rimanere a casa utilizzando l'hashtag
#StayHome.
Raul Martinez, direttore creativo di Condé Nast ha sottolineato che “Vogue ha sempre capito e risposto ai tempi”. Così, la nuova copertina di Vogue America di giugno/luglio - bianca con al centro una rosa rossa -
nasce dalla riflessione sulla lunga storia del giornale, sui 128 anni
che la rivista ha affrontato tra guerre, crisi ed eventi
politici-economici che hanno sconvolto e segnato la società.
Il fiore è un'immagine dell'archivio di Vogue, realizzata da Irving Penn, il fotografo statunitense famoso per le eleganti immagini moda del secondo dopoguerra e le nature morte, come la serie di bouquet con tulipani, i mazzi selvatici di Long Island e, appunto, le rose.
Qui la rosa si libera del suo significato più popolare, che riamanda ad amore, romanticismo e femminilità, per diventare un simbolo naturale di speranza, bellezza e risveglio.
Una copertina che ccolpisce per la delicatezza estetica e che racchiude
significati ben più profondi sull'esistenza: noi tutti ci rivediamo in
quel piccolo miracolo naturale: una rosa che sta per sbocciare.
fonte: Di Selene Oliva www.vogue.it
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Lgbt. Sophie Ellis-Bextor dalla parte dei diritti trans: «I miei figli sceglieranno chi sono davvero»
Sophie Ellis-Bextor ha affermato di essere dalla parte delle persone
transgender e di volerne difendere a tutti i costi i diritti, zittendo
tutte le persone cisgender, nella comunità LGBT+ e non, che pensano che
l’identità delle persone trans possa essere oggetto di dibattito.
In un’intervista a The Guardian, la cantante britannica ha affermato che la sua relazione con i fan LGBT+ è davvero preziosa e che ha modellato la sua carriera, fino ad oggi. Tant’è che essi rappresentano un’importante fetta della sua fanbase, oltre ad essere una delle performer più presenti nei Pride del Regno Unito.
«Dopo aver avuto il mio primo figlio – ha spiegato Sophie – non mi sono esibita per un po’ e mi sono ritrovata a fare il mio primo concerto, dopo il parto, al G-A-Y di Londra: penso che quella notte fu davvero importante e cruciale per me. È stato come un muro crollato all’improvviso e ho sentito le mie inibizioni sparire. Da quella volta, ho capito di essere cambiata e di essere diventata una performer diversa da quella che ero stata fino a quel momento».
Nell’intervista, la modella si dimostra molto attenta e ferrata sulle tematiche legate ai diritti delle persone transgender. «Penso che ci troviamo in un momemto storico – afferma la cantante – in cui lo spettro dell’identità di genere è sempre più studiato e compreso e le persone sono sempre più in grado di capire e scegliere come meglio identificarsi».
La Ellis-Bextor poi sottolinea: «Dobbiamo ricordare che ciò che vale per una persona transgender, non sempre vale anche per le altre. Dobbiamo arrivare ad un punto in cui, le loro voci, debbano essere ascoltate. Ma il punto chiave è, soprattutto, fare in modo che le persone trans siano supportate sia dal punto di vista economico che da quello sociale».
IL SUO PROFILO INSTAGRAM QUI
Infine, parlando dei suoi 5 figli, la cantante di Murder on the Dancefloor afferma di non sentirsi molto preoccupata riguardo alla loro identità di genere. «Voglio solo far capire loro – spiega Sophie – di poter scegliere chi loro siano davvero. Sono sicura che questo sia il modo in cui, molte persone, la pensino riguardo il crescerei propri figli. I miei figli mi sono stati dati e non posso modellare o modificare nulla di loro. Devo solo cercare di supportarli, amarli e guidarli nella loro vita e nel loro futuro».
fonte: by Jacopo Masin www.neg.zone
In un’intervista a The Guardian, la cantante britannica ha affermato che la sua relazione con i fan LGBT+ è davvero preziosa e che ha modellato la sua carriera, fino ad oggi. Tant’è che essi rappresentano un’importante fetta della sua fanbase, oltre ad essere una delle performer più presenti nei Pride del Regno Unito.
«Dopo aver avuto il mio primo figlio – ha spiegato Sophie – non mi sono esibita per un po’ e mi sono ritrovata a fare il mio primo concerto, dopo il parto, al G-A-Y di Londra: penso che quella notte fu davvero importante e cruciale per me. È stato come un muro crollato all’improvviso e ho sentito le mie inibizioni sparire. Da quella volta, ho capito di essere cambiata e di essere diventata una performer diversa da quella che ero stata fino a quel momento».
Nell’intervista, la modella si dimostra molto attenta e ferrata sulle tematiche legate ai diritti delle persone transgender. «Penso che ci troviamo in un momemto storico – afferma la cantante – in cui lo spettro dell’identità di genere è sempre più studiato e compreso e le persone sono sempre più in grado di capire e scegliere come meglio identificarsi».
La Ellis-Bextor poi sottolinea: «Dobbiamo ricordare che ciò che vale per una persona transgender, non sempre vale anche per le altre. Dobbiamo arrivare ad un punto in cui, le loro voci, debbano essere ascoltate. Ma il punto chiave è, soprattutto, fare in modo che le persone trans siano supportate sia dal punto di vista economico che da quello sociale».
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Infine, parlando dei suoi 5 figli, la cantante di Murder on the Dancefloor afferma di non sentirsi molto preoccupata riguardo alla loro identità di genere. «Voglio solo far capire loro – spiega Sophie – di poter scegliere chi loro siano davvero. Sono sicura che questo sia il modo in cui, molte persone, la pensino riguardo il crescerei propri figli. I miei figli mi sono stati dati e non posso modellare o modificare nulla di loro. Devo solo cercare di supportarli, amarli e guidarli nella loro vita e nel loro futuro».
fonte: by Jacopo Masin www.neg.zone
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Sophie Ellis-Bextor,
transgender
mercoledì 22 aprile 2020
Lgbt: Firenze, il consultorio psicologico di IREOS in modalità a distanzaA
In ottemperanza con le indicazioni dei DPCM, il nostro sportello psicologico è attivo e lavora in modalità a distanza.
Servizio
GRATUITO di consulenza psicologica e sessuologica online, in cui
trovare uno spazio aperto e non giudicante per affrontare un momento di
difficoltà e per chi in questo momento vive una convivenza forzata in
una situazione di violenza e discriminazione rispetto al proprio
orientamento sessuale e identità di genere.
Il
servizio è rivolto a persone LGBT+, ai loro familiari e a chiunque abbia
bisogno di un supporto psicologico su questioni riguardanti l’identità
sessuale.
Info e prenotazioni scrivendo a consultorio@ireos.org
fonte: www.ireos.org
lunedì 20 aprile 2020
Coronavirus, il regalo di Peter Gabriel alla Penisola: "Donate all’Italia: amo le persone, la cultura, la storia, il cibo"
Il cantante ha lanciato l'iniziativa e una raccolta fondi, con due suoi
rari filmati live messi online, per sostenere il nostro Paese: "L’Italia
ci ha offerto lavoro, quando di lavoro non ce n’era, soprattutto nelle
estati degli anni Settanta"
"Per quasi cinquant’anni ho amato l’Italia, le persone, la cultura, la storia, il cibo e, più recentemente, l’isola di Sardegna. L’Italia ci ha offerto lavoro, quando di lavoro non ce n’era, soprattutto nelle estati degli anni Settanta": comincia così il post di Peter Gabriel, mandato online sul suo profilo Instangram il giorno di Pasquetta, che dà il via a un'iniziativa benefica dell'ex Genesis per aiutare il nostro Paese, in piena emergenza coronavirus. Due concerti rari, messi online a disposizione degli utenti, e una richiesta di raccolta fondi da destinare alla Protezione Civile e alla Croce Rossa Italiana.
"Dieci anni fa ho chiesto a mia figlia Anna di filmare lo show che avremmo fatto, insieme a un’orchestra, all’Arena di Verona, un posto magico nel quale poter suonare", continua il messaggio, "benché io mi stessi riprendendo da un brutto raffreddore e non potessi prendere le note così come avrei voluto, Anna e il suo collaboratore, Andrew Gaston, hanno fatto un lavoro eccellente. Il film che ha realizzato non è stato visto da un pubblico sufficientemente ampio. Ora, molta gente è a casa ed è sola e noi abbiamo voluto rendere questo film disponibile per chiunque sia interessato".
I due filmati sono, rispettivamente Scratch My Back e Taking the Pulse - Live in Verona, sono stati entrambi girati il 26 settembre 2010 a Verona e sono ora disponibili sul canale Vimeo dell'etichetta dell'artista, la Real World, "con la sola richiesta che tutti voi consideriate di donare qualcosa a due organizzazioni che stanno raccogliendo soldi per combattere il virus. Se preferite donare qualcosa ad organizzazioni locali, per favore fatelo".
IL POST SU INSTAGRAM QUI
"Ogni volta in cui ho lavorato a un album mi sono sempre chiesto se potessi arrangiarlo in Italia", prosegue il post di Gabriel, "parlo anche un po' di italiano, male, ma abbastanza da sentire l'Italia come una 'casa lontana da casa'. Ci ha colpito duramente, come famiglia, guardare i bollettini quotidiani delle morti e della devastazione che questo virus si sta portando appresso". Peter Gabriel dal 2003 è cittadino onorario di Arzachena, in provincia di Sassari, dove possiede una casa sul golfo di Cannigione. La Sardegna è da tempo il suo luogo del cuore, tanto che nel giugno 2002 si è sposato in Costa Smeralda con Meah Flynn.
fonte: www.repubblica.it
"Per quasi cinquant’anni ho amato l’Italia, le persone, la cultura, la storia, il cibo e, più recentemente, l’isola di Sardegna. L’Italia ci ha offerto lavoro, quando di lavoro non ce n’era, soprattutto nelle estati degli anni Settanta": comincia così il post di Peter Gabriel, mandato online sul suo profilo Instangram il giorno di Pasquetta, che dà il via a un'iniziativa benefica dell'ex Genesis per aiutare il nostro Paese, in piena emergenza coronavirus. Due concerti rari, messi online a disposizione degli utenti, e una richiesta di raccolta fondi da destinare alla Protezione Civile e alla Croce Rossa Italiana.
"Dieci anni fa ho chiesto a mia figlia Anna di filmare lo show che avremmo fatto, insieme a un’orchestra, all’Arena di Verona, un posto magico nel quale poter suonare", continua il messaggio, "benché io mi stessi riprendendo da un brutto raffreddore e non potessi prendere le note così come avrei voluto, Anna e il suo collaboratore, Andrew Gaston, hanno fatto un lavoro eccellente. Il film che ha realizzato non è stato visto da un pubblico sufficientemente ampio. Ora, molta gente è a casa ed è sola e noi abbiamo voluto rendere questo film disponibile per chiunque sia interessato".
I due filmati sono, rispettivamente Scratch My Back e Taking the Pulse - Live in Verona, sono stati entrambi girati il 26 settembre 2010 a Verona e sono ora disponibili sul canale Vimeo dell'etichetta dell'artista, la Real World, "con la sola richiesta che tutti voi consideriate di donare qualcosa a due organizzazioni che stanno raccogliendo soldi per combattere il virus. Se preferite donare qualcosa ad organizzazioni locali, per favore fatelo".
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"Ogni volta in cui ho lavorato a un album mi sono sempre chiesto se potessi arrangiarlo in Italia", prosegue il post di Gabriel, "parlo anche un po' di italiano, male, ma abbastanza da sentire l'Italia come una 'casa lontana da casa'. Ci ha colpito duramente, come famiglia, guardare i bollettini quotidiani delle morti e della devastazione che questo virus si sta portando appresso". Peter Gabriel dal 2003 è cittadino onorario di Arzachena, in provincia di Sassari, dove possiede una casa sul golfo di Cannigione. La Sardegna è da tempo il suo luogo del cuore, tanto che nel giugno 2002 si è sposato in Costa Smeralda con Meah Flynn.
fonte: www.repubblica.it
Salviamo il settore Musica, Arti e Spettacolo! Firma e condividi la petizione
Spett.le Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Dalle recenti informazioni pervenute, ove prevedono la riapertura dei Locali, Clubs, Eventi, Festivals, Concerti, Teatri, etc. in data Marzo 2021, “Noi” Lavoratori di questo settore, che rappresenta una parte importante per la società e per l’economia, non siamo d’accordo.
Comprendiamo pienamente la necessità di tutela della salute ed il problema sanitario che fin ora si è presentato. Non staremo a ricordarle tutte le difficoltà, ormai conosciute, incontrate dai lavoratori del settore Musica, Arti e Spettacolo.
PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI
Riteniamo che sia importante ed urgente intervenire per salvare il settore che rischia, con la previsione di chiusura totale fino a Marzo 2021, di collassare totalmente e non lasciare alcun spiraglio di ripresa. Riteniamo che sia impensabile la sopravvivenza di alcun tipo di attività legata al settore per un periodo così importante senza un sostentamento da parte dello Stato.
Urge salvare tutti i Clubs/Discoteche, Festivals, Manifestazioni, Locali di Musica dal vivo, Concerti, Eventi di ogni genere e con essi DJs, Produttori, Vocalist, Speaker Radiofonici, Musicisti, Cantanti, Artisti di Strada, Ballerini, Pubbliche Relazioni, Organizzatori di Eventi, Manager, Booking, Promoter, Agenzie di Spettacolo e chi con esse collegato come Uffici Stampa e Marketing, Teatri, Compagnie Teatrali, Attori, Corpi di Ballo, Costumisti, Coreografi, Registi, Produttori, Autori, Scrittori, Sceneggiatori, Scenografi, Presentatori, addetti alla parte tecnica nei teatri, addetti alla parte tecnica negli Eventi e nei Clubs/Discoteche, i Service, Studi di registrazione, Catering, Agenzie per la Sicurezza nei Clubs/Discoteche e negli Eventi, Videomaker, Fotografi, Lavoratori occasionali, etc.
E’ Inoltre da considerare la ripercussione economica che inciderà su tutte le altre attività connesse quali Addetti alla manutenzione, Grafica pubblicitaria, Camerieri, Baristi, Fornitori, Rappresentanti, Personale addetto alle pulizie, etc.
Come si può evincere, il problema coinvolge un altissimo numero di persone ed attività.
Per tanto si richiede:
In questo momento complicato dobbiamo orientarci verso una semplificazione confortante e rassicurante per tutti.
Convinti del vostro obbligo in qualità di Presidente del Consiglio, la invitiamo a riflettere su proposte democratiche e partecipative. Le chiediamo di accettare l'espressione delle nostre necessità.
Questa petizione è stata quindi lanciata per richiedere una misura necessaria ed essenziale, a tutti i lavoratori nel settore della Musica, Arti e Spettacolo, per sopravvivere a questa crisi e alle sue conseguenze.
Questo collettivo non è incorporato politicamente, ma sosteniamo tutte le altre iniziative di rappresentanti professionali.
Con questa petizione intendiamo ponderare i negoziati e desideriamo approfittare di questo slancio, unito e dinamico, per migliorare le condizioni del settore.
Convinti dell’Importanza della proposta, attendiamo una sua tempestiva risposta.
fonte: www.change.org
Dalle recenti informazioni pervenute, ove prevedono la riapertura dei Locali, Clubs, Eventi, Festivals, Concerti, Teatri, etc. in data Marzo 2021, “Noi” Lavoratori di questo settore, che rappresenta una parte importante per la società e per l’economia, non siamo d’accordo.
Comprendiamo pienamente la necessità di tutela della salute ed il problema sanitario che fin ora si è presentato. Non staremo a ricordarle tutte le difficoltà, ormai conosciute, incontrate dai lavoratori del settore Musica, Arti e Spettacolo.
PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI
Riteniamo che sia importante ed urgente intervenire per salvare il settore che rischia, con la previsione di chiusura totale fino a Marzo 2021, di collassare totalmente e non lasciare alcun spiraglio di ripresa. Riteniamo che sia impensabile la sopravvivenza di alcun tipo di attività legata al settore per un periodo così importante senza un sostentamento da parte dello Stato.
Urge salvare tutti i Clubs/Discoteche, Festivals, Manifestazioni, Locali di Musica dal vivo, Concerti, Eventi di ogni genere e con essi DJs, Produttori, Vocalist, Speaker Radiofonici, Musicisti, Cantanti, Artisti di Strada, Ballerini, Pubbliche Relazioni, Organizzatori di Eventi, Manager, Booking, Promoter, Agenzie di Spettacolo e chi con esse collegato come Uffici Stampa e Marketing, Teatri, Compagnie Teatrali, Attori, Corpi di Ballo, Costumisti, Coreografi, Registi, Produttori, Autori, Scrittori, Sceneggiatori, Scenografi, Presentatori, addetti alla parte tecnica nei teatri, addetti alla parte tecnica negli Eventi e nei Clubs/Discoteche, i Service, Studi di registrazione, Catering, Agenzie per la Sicurezza nei Clubs/Discoteche e negli Eventi, Videomaker, Fotografi, Lavoratori occasionali, etc.
E’ Inoltre da considerare la ripercussione economica che inciderà su tutte le altre attività connesse quali Addetti alla manutenzione, Grafica pubblicitaria, Camerieri, Baristi, Fornitori, Rappresentanti, Personale addetto alle pulizie, etc.
Come si può evincere, il problema coinvolge un altissimo numero di persone ed attività.
Per tanto si richiede:
-
Sgravi Fiscali e posticipazioni di ogni tipo di pagamento allo Stato;
Sospensione pagamenti imposte, ritenute e cartelle tributarie;
Proroga fino alla Riapertura degli immediati versamenti IVA e altri versamenti di natura fiscale;
Sospensione pagamenti da parte di agenti di riscossione, mutui e altri finanziamenti. - Sostentamento Economico da parte dello Stato a tutte le categorie di settore coinvolte per tutto il periodo della chiusura imposto in proporzione al reddito dichiarato nel corso dell’anno 2019.
- Un minimo di sostentamento garantito a tutti i lavoratori occasionali iscritti alla SIAE, ENPALS o a qualsiasi altro ente per lo spettacolo, per tutta la durata della chiusura imposta.
- Si chiede di Salvare l’imminente stagione estiva consentendo la RIAPERTURA di tutte le attività legate al settore che prevedono eventi all’aperto, a partire da LUGLIO 2020.
- Si chiede la RIAPERTURA di tutte le attività legate al settore a partire da SETTEMBRE 2020.
- Date certe di riapertura per consentire la gestione di tutti gli Eventi annullati nel periodo di lockdown imposto.
- Chiediamo di attivare tavoli di sostegno di livello regionale e nazionale per approfondire e monitorare la crisi, con lo scopo di sostenere tutta la filiera e di sensibilizzare i Sindaci, gli Assessori alla Cultura e Spettacolo a promuovere investimenti nel settore.
In questo momento complicato dobbiamo orientarci verso una semplificazione confortante e rassicurante per tutti.
Convinti del vostro obbligo in qualità di Presidente del Consiglio, la invitiamo a riflettere su proposte democratiche e partecipative. Le chiediamo di accettare l'espressione delle nostre necessità.
Questa petizione è stata quindi lanciata per richiedere una misura necessaria ed essenziale, a tutti i lavoratori nel settore della Musica, Arti e Spettacolo, per sopravvivere a questa crisi e alle sue conseguenze.
Questo collettivo non è incorporato politicamente, ma sosteniamo tutte le altre iniziative di rappresentanti professionali.
Con questa petizione intendiamo ponderare i negoziati e desideriamo approfittare di questo slancio, unito e dinamico, per migliorare le condizioni del settore.
Convinti dell’Importanza della proposta, attendiamo una sua tempestiva risposta.
fonte: www.change.org
Biennale rinvia Teatro e Danza, conferma la Mostra del Cinema
Per la rassegna di Architettura 15 eventi collaterali.
La Biennale di Venezia ha comunicato le nuove date di svolgimento dei Festival di Teatro e Danza, confermando invece le date della Mostra del Cinema e del Festival di Musica, e ha annunciato 15 eventi collaterali della Biennale Architettura 2020.
Il 64/o Festival Internazionale del Teatro, diretto da Antonio Latella, si svolgerà dal 14 al 24 settembre, anziché dal 29 giugno al 13 luglio. Il 14/o Festival di Danza contemporanea, diretto da Marie Chouinard, si svolgerà dal 13 al 25 ottobre, anziché dal 5 al 14 giugno.
Sono confermate le date della 77/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera (2-12 settembre) e del 48/o Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele (25 settembre-4 ottobre).
fonte: RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA www.ansa.it
La Biennale di Venezia ha comunicato le nuove date di svolgimento dei Festival di Teatro e Danza, confermando invece le date della Mostra del Cinema e del Festival di Musica, e ha annunciato 15 eventi collaterali della Biennale Architettura 2020.
Il 64/o Festival Internazionale del Teatro, diretto da Antonio Latella, si svolgerà dal 14 al 24 settembre, anziché dal 29 giugno al 13 luglio. Il 14/o Festival di Danza contemporanea, diretto da Marie Chouinard, si svolgerà dal 13 al 25 ottobre, anziché dal 5 al 14 giugno.
Sono confermate le date della 77/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera (2-12 settembre) e del 48/o Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele (25 settembre-4 ottobre).
fonte: RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA www.ansa.it
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danza,
teatro
Stardust: la descrizione della prima clip del film su David Bowie
Variety ha avuto accesso esclusivo alla prima clip della origin story – anche se non vogliono chiamarla così, su David Bowie, Stardust.
Variety ha visto in esclusiva la prima clip del film e l'ha raccontata.
Variety ha visto in esclusiva la prima clip del film e l'ha raccontata.
Stardust è la storia di come il cantante stravagante abbia creato (e poi ucciso), il suo iconico personaggio extraterrestre, Ziggie.
La première della pellicola è prevista per la giornata di oggi,
mercoledì 15 aprile 2020. Il film è stato scritto e diretto dal regista Gabriel Range
ed è stato presentato in anteprima al Tribeca Festival Festival questa
settimana ma a causa del rinvio della proiezione in sala per la
pandemia, i cineasti hanno deciso di andare avanti lanciando il film
attraverso un portale online privato.
Mercoledì, 15 aprile, Film
Constellation, che si occupa delle vendite internazionali, ha lanciato un
micro-sito dedicato alla proiezione del film. Alle 4 del pomeriggio ET
ospiterà un’introduzione virtuale dal vivo tramite Zoom con Range e con i membri del cast Johnny Flynn, Marc Maron e Jena Malone.
Dopo l’introduzione, gli invitati saranno in grado di vedere il film.
La società ha lanciato con successo un’iniziativa simile a fine marzo
per Relic, il film horror interpretato da Emily Mortimer che è stato influenzato dalla cancellazione del SXSW Film Festival.
Stardust è ambientato nel 1971,
quando un 24enne Bowie intraprende il suo primo viaggio in America,
dove incontrerà un mondo non ancora pronto per lui. Il film rivela le
ispirazioni e gli eventi che hanno dato vita all’alter ego di Bowie, Ziggy Stardust, e illustra la trasformazione di una delle più grandi icone culturali del mondo. In una dichiarazione, Range ha detto:
"Ho deciso di fare un film su ciò che
rende una persona un artista; ciò che effettivamente li spinge a creare
la loro arte. Il qualcuno che ho deciso di raccontare è David Bowie, un
uomo a cui siamo abituati a pensare come la star che è diventato, o come
uno dei suoi alter ego: Ziggy Stardust; Aladdin Zane; Il sottile Duca
Bianco. Qualcuno che ho visto solo a grande distanza, dietro una
maschera; una presenza aliena, divina. Anche nella sua morte
perfettamente coreografata, non sembrava un normale essere umano."
Stardust: ecco Johnny Flynn nei panni di David Bowie!
Il filmato visto da Variety presenta una scena in cui Bowie, interpretato da Flynn, discute delle sue prospettive di vendita e realizzazione negli Stati Uniti con Ron Oberman, pubblicista della Mercury Records, interpretato da Maron. Quando Bowie riferisce che Mercury ha dei dubbi sul suo album “The Man Who Sold the World” e sul tour negli Stati Uniti, Oberman afferma di non avere tali dubbi. “Penso
che diventerai la più grande dannata stella in America”, dice.
“Seriamente, questo è un ottimo disco. È un ottimo disco. L’unico
problema è che nessuno sa come venderti in America.”
fonte: di Sara Simonato www.cinematographe.it
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Ziggie
domenica 19 aprile 2020
Lgbt: Il sequel di "Chiamami col tuo nome" vedrà il cast del primo film al completo
Luca Guadagnino ha dichiarato che nel sequel di Chiamami col tuo nome saranno presenti tutti gli attori coinvolti nel primo film.
A marzo il regista italiano Luca Guadagnino ha reso noto il progetto di un sequel del suo acclamato film Chiamami col tuo nome.
Il film probabilmente prenderà il titolo di Cercami, come il romanzo di Andrè Aciman edito ad ottobre, e, stando alle ultime notizie, vedrà il ritorno dei due attori protagonisti di Chiamami col tuo nome, Timothée Chalamet e Armie Hammer.
Vi erano stati forti perplessità sia circa la posibilità effettiva di realizzare un sequel del film, sia sulla riconferma di tutti gli attori coinvolti nel film premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale.
Armie Hammer, infatti, aveva annunciato in un’intervista al Volture la sua perplessità circa il proporre un sequel di un film così acclamato con il rischio di lasciare delusi i fan affermando così:
“Se riuscissimo ad avere una sceneggiatura incredibile, e Timmy e Luca nel progetto, sarei un cretino a dire di no. Ma al tempo stesso penso che questa è stata una cosa talmente speciale che va protetta, perché non la lasciamo stare?”
Tuttavia, in un’intervista recente riporta da Variety, Luca Guadagnino ha annunciato che il cast di Chiamami col tuo nome sarà presente al completo nel sequel del film.
“Tutti gli attori dell’originale saranno nel nuovo film. Adoro i personaggi di ‘Call Me By Your Name’, sono ossessionato dal loro ritorno per nuove avventure. Prima del Coronavirus, avevo programmato di andare negli Stati Uniti per incontrare uno sceneggiatore che adoro, il cui nome non voglio rivelare, per discutere della seconda parte. Purtroppo, abbiamo dovuto annullare”.
Queste le parole del regista che, inoltre, ha affermato che “sarà sempre un piacere lavorare con Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Esther Garrel e tutti gli altri attori”.
Rimangono ancora molte cose in sospeso, ma la notizia che il cast di Chiamami col tuo nome sarà riconfermato per intero sarà sicuramente motivo di gioia per chi ha apprezzato il film di Luca Guadagnino.
fonte: by Arturo Garavaglia www.ciakclub.it
A marzo il regista italiano Luca Guadagnino ha reso noto il progetto di un sequel del suo acclamato film Chiamami col tuo nome.
Il film probabilmente prenderà il titolo di Cercami, come il romanzo di Andrè Aciman edito ad ottobre, e, stando alle ultime notizie, vedrà il ritorno dei due attori protagonisti di Chiamami col tuo nome, Timothée Chalamet e Armie Hammer.
Vi erano stati forti perplessità sia circa la posibilità effettiva di realizzare un sequel del film, sia sulla riconferma di tutti gli attori coinvolti nel film premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale.
Armie Hammer, infatti, aveva annunciato in un’intervista al Volture la sua perplessità circa il proporre un sequel di un film così acclamato con il rischio di lasciare delusi i fan affermando così:
“Se riuscissimo ad avere una sceneggiatura incredibile, e Timmy e Luca nel progetto, sarei un cretino a dire di no. Ma al tempo stesso penso che questa è stata una cosa talmente speciale che va protetta, perché non la lasciamo stare?”
Tuttavia, in un’intervista recente riporta da Variety, Luca Guadagnino ha annunciato che il cast di Chiamami col tuo nome sarà presente al completo nel sequel del film.
“Tutti gli attori dell’originale saranno nel nuovo film. Adoro i personaggi di ‘Call Me By Your Name’, sono ossessionato dal loro ritorno per nuove avventure. Prima del Coronavirus, avevo programmato di andare negli Stati Uniti per incontrare uno sceneggiatore che adoro, il cui nome non voglio rivelare, per discutere della seconda parte. Purtroppo, abbiamo dovuto annullare”.
Queste le parole del regista che, inoltre, ha affermato che “sarà sempre un piacere lavorare con Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Esther Garrel e tutti gli altri attori”.
Rimangono ancora molte cose in sospeso, ma la notizia che il cast di Chiamami col tuo nome sarà riconfermato per intero sarà sicuramente motivo di gioia per chi ha apprezzato il film di Luca Guadagnino.
fonte: by Arturo Garavaglia www.ciakclub.it
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