sabato 29 giugno 2024

Biennale Cinema: Sigourney Weaver Leone d’Oro alla carriera

Il riconoscimento all’attrice statunitense verrà consegnato nel corso dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto > 7 settembre).

Leone d’oro alla carriera

È stato attribuito all’iconica attrice americana Sigourney Weaver (Alien, Ghostbusters, Gorilla nella nebbia, Avatar, Il maestro giardiniere) il Leone d’Oro alla carriera della 81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2024).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra, Alberto Barbera.

Il programma dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia verrà annunciato il 23 luglio p.v.

“Sono davvero onorata di ricevere il Leone d’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia – ha dichiarato Sigourney Weaver nell'accettare la proposta –. Questo premio è un privilegio che condivido con tutti i registi e collaboratori con cui ho lavorato nel corso degli anni. Accetto con orgoglio questo riconoscimento, che celebra anche tutti coloro che hanno contribuito a dare vita a questi film”.

Il Direttore Alberto Barbera ha dichiarato: “Ha poche rivali un’attrice del calibro di Sigourney Weaver. Forte di un’importante formazione teatrale, ha conquistato il grande pubblico cinematografico con Alien, di Ridley Scott, diventando in breve una figura emblematica degli anni '80, nel corso dei quali ha coniato l’immagine di un’eroina senza precedenti per il genere d'azione, capace di reggere vittoriosamente il confronto con i modelli maschili che fino a quel momento avevano dominato nel cinema epico e avventuroso. 

Non contenta di aver aperto la strada a numerose altre epigone, l’attrice ha proseguito nella ricerca incessante di una propria identità costantemente rimessa in discussione, attraverso scelte che spaziano dal film di genere alla commedia, dal cinema d’autore a quello per bambini, sfuggendo alle etichette che l’avrebbero voluta confinata all’icona vittoriosa del periodo reaganiano. 

Nel ruolo di autentica collaboratrice piuttosto che di semplice strumento plasmabile dalle mani di un regista, ha contribuito al successo dei film di James Cameron, Paul Schrader, Peter Weir, Michael Apted, Roman Polanski, Ivan Reitman, Mike Nichols, Ang Lee e molti altri, riuscendo ogni volta a imprimere alla propria carismatica presenza il segno indelebile di una figura complessa, talvolta contradditoria, sempre autentica. Dotata di un grande temperamento, capace di muoversi con delicatezza ma senza fragilità, ha imposto un’immagine di donna sicura e determinata, dinamica e tenace, non senza lasciar trapelare, con sfumature sempre diverse, una sensibilità femminile di intenso magnetismo.

Il Leone d’Oro alla carriera è il doveroso riconoscimento a una star che ha saputo costruire ponti fra il cinema d’autore più sofisticato e i film che dialogano con il pubblico in forma schietta e originale, senza mai rinunciare a essere se stessa”.

fonte: www.labiennale.org

Libri: "Il club Vesuvio" di Mark Gatiss

Un romanzo d'avventura e salotti, società segrete e vulcani, ladri e gentiluomini. E sì, c'è anche l'amore. Come si fa a non amare Lucifer Box?

Ecco a voi Lucifer Box: uomo affascinante, di modi raffinati e lingua tagliente, a suo agio tanto nell’alta società come nei tuguri della Londra di inizio Novecento. 

Lucifer è un viveur e un artista, ma è anche uno dei più intrepidi agenti di Sua Maestà: così quando gli scienziati più importanti del regno iniziano a morire per cause innaturali è a lui che la corona si affida per sciogliere il bandolo della matassa. 

Circondato da una galleria di personaggi unici – il capo, l’affascinante e misteriosa Bella Pok e il suo braccio destro Charlie Jackpot – Lucifer deduce e seduce viaggiando dalla sua elegante residenza al numero 9 di Downing Street (qualcuno deve pur viverci) fino alle rovine di Pompei, sulle tracce di una pericolosissima società segreta che all’insaputa di tutti ha tra le mani il destino del mondo. 

Mark Gatiss, nato nel 1966, è un attore, sceneggiatore e romanziere inglese. Membro del quartetto comico The League of Gentlemen, è noto al grande pubblico per aver scritto e recitato nelle serie tv Doctor Who, Sherlock e Dracula; di queste ultime è stato anche creatore insieme a Steven Moffat. Sempre per la televisione ha sceneggiato alcuni episodi della serie BBC Poirot, tratta dai romanzi di Agatha Christie. Il club Vesuvio è il primo di tre romanzi che vedono protagonista l’agente segreto di Sua Maestà Lucifer Box  

fonte: www.bompiani.it

mercoledì 26 giugno 2024

Univerisità degli studi di Verona > Rudolf Nureyev e la letteratura: danza, coreografia e ricezione, dal 27 al 29 giugno 2024


Rudolf Nureyer e la letteratura: DANZA, COREOGRAFIA E RICEZIONE

 

Convegno internazionale
27-29 GIUGNO 2024
Aula T1 - Polo Didattico Zanotto
Università degli Studi di Verona
Viale dell'Università, 4

E possibile seguire a distanza su Zoom >> cliccando questo LINK
ID riunione: 939 6168 0821 - Passcode: 745295

PROGRAMMA PDF CON TUTTI GLI ORARI >> QUI

Si tratta di un Convegno internazionale, che si inscrive nelle ricerche pluriennali effettuate nel nostro Dipartimento sulle relazioni tra letteratura e danza, e che includerà anche aspetti legati all'ambito delle Digital Humanities, per la conservazione dei documenti e come ausilio per la ricerca. 

Per quanto riguarda più precisamente l’argomento, l’eccezionale ‘scrittura’ del corpo di Nureyev, nelle sue straordinarie doti di danzatore come nel suo ipnotico fascino sulla scena, è sempre stata oggetto di innumerevoli commenti, ma meno estesamente indagata è stata la sua relazione alle fonti, provenienti dai diversi ambiti linguistici e letterari, dei balletti.  

Il Convegno di propone prima di tutto di indagare come questi testi, grazie anche alla vasta cultura di Nureyev, si manifestano nella sua ‘scrittura’ a livello di pensiero del movimento, della tecnica e della performance, di gestione degli elementi fondamentali nella creazione o ricreazione coreografica, e di consapevolezza della realizzazione dell’intero spettacolo coreutico.

Il Convegno ha suscitato notevole interesse per l'originalità della prospettiva critica, e vedrà la partecipazione di giovani ricercatori e di importanti studiosi dei rapporti tra letteratura e danza, come anche di specialisti degli studi sulla danza, oltre che comunicazioni derivanti dalla presenza di Nureyev all'Arena di Verona, alla Scala, all'Opera di Roma, all'Opéra di Parigi, e in altri teatri. Le comunicazioni saranno accompagnate da immagini e video, spesso poco noti, e potranno eventualmente essere seguite anche via Zoom. 

Alle studentesse e agli studenti che seguiranno i lavori del Convegno e presenteranno una relazione saranno attribuiti 2 CFU in tip. D  per quanto riguarda il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere, o 2 CFU in tip. F per quanto riguarda il Dipartimento di Culture e Civiltà. Per la verbalizzazione, gli studenti dovranno mettere l'attività a libretto e iscriversi su Esse 3, facendo comunque riferimento alle pagine dedicate. 

Comitato scientifico: Laura Colombo e Sidia Fiorato

Info QUI

fonte: www.dlls.univr.it

A Verona un convegno sul ballerino e coreografo Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev
A Verona dal 27 al 29 giugno i maggiori studiosi per ricordare la figura del celebre ballerino e coreografo, che si è esibito anche sui prestigiosi palchi dell'Arena e del Teatro Filarmonico di Verona.

Rudolf Nureyev è stato un ballerino e coreografo dalla personalità carismatica e unica che ha lasciato il segno su ogni palco su cui si è esibito, tra cui quello dell’Arena di Verona e del Teatro filarmonico di Verona. “La morte a Venezia”, ispirato alla novella “Der Tod in Venedig” di Thomas Mann, è il celebre balletto portato in scena da Nureyev sui palchi veronesi, a dimostrazione della forte relazione artistica che la città scaligera ha da sempre instaurato con i maggiori esponenti delle arti e dello spettacolo.

E proprio a Verona, dal 27 al 29 giugno, nell’aula T1 del polo Zanotto, si terrà il convegno internazionale Rudolf Nureyev e la letteratura: danza, coreografia e ricezione, per analizzare la sua relazione con la letteratura e come ha influenzato e ispirato la sua arte.

Il convegno, organizzato da Laura Colombo, docente di Letteratura francese dell’università di Verona, e Sidia Fiorato, docente di Letteratura inglese dell’università di Verona, vedrà la partecipazione di giovani ricercatori e ricercatrici e di importanti studiose e studiosi per indagare il rapporto tra letteratura e danza. All’incontro, inoltre, parteciperanno numerosi esperti appartenenti a istituzioni prestigiose provenienti da Italia, Francia, Germania, Ungheria e Stati Uniti d’America.

Obiettivo del convegno è indagare la relazione di Nureyev con i testi letterari, fonte primaria degli argomenti di molti balletti, e di come questo suo rapporto con la letteratura si manifesti nella sua ‘scrittura’ a livello di pensiero del movimento, della tecnica e della performance, e di consapevolezza della realizzazione coreografica, anche per quanto riguarda lo sviluppo delle sue concezioni nel tempo. Ci si propone di andare oltre le straordinarie doti di danzatore e il fascino ipnotico che Nureyev dimostrava sulle scene, da sempre oggetto di innumerevoli commenti, e di approfondire degli aspetti spesso meno noti, quali l’importanza dell’aspetto letterario nella sua opera.

«Si tratta di una preziosa occasione per coniugare i nostri studi letterari alla danza, – sottolinea Laura Colombo – in una relazione intersemiotica e interdisciplinare che potrà riunire i nostri studenti a degli specialisti internazionali, ma che potrà interessare un pubblico più vasto, affascinato tanto dalla magia dello spettacolo coreutico quanto dalla riscoperta e dall’approfondimento, secondo un taglio particolare, di testi famosissimi, tra cui naturalmente “Romeo e Giulietta”».

Sarà possibile seguire il >> convegno a distanza cliccando qui su Zoom

fonte:  https://daily.veronanetwork.it  Di Redazione

giovedì 20 giugno 2024

Tecnologia > Spegnere il telefono una volta a settimana e altri consigli per evitare attacchi hacker

NON SUPERARE LE 168 ORE DI ACCENSIONE CONSECUTIVASpegnere completamente lo smartphone una volta a settimana può contribuire a rafforzarne le difese contro gli attacchi informatici. A dirlo è un documento Mobile Device Best Practices (in italiano 'Migliori pratiche per i dispositivi mobili') pubblicato dalla NSA (National Security Agency), ovvero l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense, che ha fornito alcuni suggerimenti su come rendere più sicuri i dispositivi mobili.

Quello che devi sapere

NON SUPERARE LE 168 ORE DI ACCENSIONE CONSECUTIVA

Tra i consigli c'è proprio quello di non mantenere acceso il proprio dispositivo per più di 168 ore consecutive. Questo accorgimento perché, quando lo si spegne, si va a interrompere potenziali flussi di dati fuoriusciti a causa di vulnerabilità informatiche note al produttore del software o del dispositivo, chiamate in gergo exploit zero-day

PREVENIRE LE MINACCE PIÙ PERICOLOSE

Gli exploit zero-day sono una tra le minacce informatiche più pericolose in assoluto per una semplice ragione: queste criticità, non essendo note all'azienda che ha prodotto il dispositivo o agli sviluppatori delle app installate, se vengono scoperte dai cybercriminali possono essere immediatamente utilizzate ai danni degli utenti. Questo, dunque, lascia “zero giorni” alle aziende chiamate a sviluppare le doverose patch di sicurezza prima che vengano effettivamente portati a compimento danni per gli utenti.

UN OSTACOLO ALLE AGGRRESSIONI DEI MALINTENZIONATI

La Nsa ha spiegato che riavviare il dispositivo almeno una volta a settimana può andare a interrompete il flusso di dati e informazioni che può essere trasmesso dal dispositivo ai malintenzionati, cosa che spesso avviene in modo invisibile, senza che la vittima si accorga di nulla. Questo non significa che l'accorgimento sia sempre efficace contro minacce informatiche simili, ma potrebbe comunque ostacolare eventuali criminali. Senza contare, poi, che riavviare il telefono potrebbe essere efficace per risolvere vari problemi di natura software che lo fanno funzionare “a scatti" o che hanno portato a un surriscaldamento della batteria.

DISATTIVARE BLUETOOTH E GEOLOCALIZZAZIONE

La Nsa ha pubblicato anche ha una serie di altri suggerimenti di sicurezza che, uniti all'abitudine di riavviare i dispositivi almeno una volta a settimana, possono aumentarre la loro sicurezza, tra cui i seguenti.

  • Bluetooth: va disattivato ogni volta che non lo si usa, tenendo conto che attivare la modalità aereo non sempre lo disabilita.
  • Localizzazione: disabilitare i servizi di localizzazione quando non sono necessari e non portare il dispositivo con sé in luoghi sensibili.
  • Wi-fi: non connettersi a reti Wi-fi pubbliche, disattiva il Wi-fi quando non è necessario ed eliminare le reti Wi-fi inutilizzate.

AUTENTICAZIONE BIOMETRICA E APP DA STORE UFFICIALI

I consigli non si limitano a questi, ma comprendono anche altre misure utili per la prevenzione

  • Microfono e fotocamera: entrambi i componenti andrebbero coperti quando inutilizzati.
  • Sblocco del dispositivo: utilizzare pin/password a 6 cifre per la schermata di blocco e impostare il dispositivo in modo che si blocchi automaticamente dopo 5 minuti al massimo. Prendere in considerazione l'utilizzo dell'autenticazione biometrica (ad esempio l'impronta digitale e la scansione 3D del volto), più sicuri dell'inserimento del pin.
  • Applicazioni: installarle solo da store ufficiali (come il Play Store di Google e l'App Store di Apple), disinstallando quelle inutilizzate.
  • Aggiornamenti: scaricarli il prima possibile sia per quanto riguarda il sistema operativo che le app

NON APRIRE ALLEGATI O LINK PROVENIENTI DA SCONOSCIUTI

La lista di pratiche da seguire si conclude con i consigli riguardanti sistema operativo e accessori

  • Allegati e link: non aprire allegati e link provenienti da contatti sconosciuti, tenendo conto che anche i mittenti affidabili possono trasmettere contenuti dannosi accidentalmente.
  • Accessori smartphone: utilizzare solo cavi di ricarica originali o acquistati da un produttore affidabile e non utilizzare stazioni di ricarica USB pubbliche.
  • Sistema operativo: non eseguire procedure di "sblocco" del sistema operativo, come il root per Android o il jailbreak per iPhone e iPad

fonte:  https://tg24.sky.it/

Libri: "Attraversare i muri. Un'autobiografia" di Marina Abramovic, James Kaplan

"Avevo fatto esperienza di una libertà assoluta; avevo sentito che il mio corpo era senza limiti e confini; che il dolore non aveva importanza. Ed era inebriante."

«Marina Abramovic è la performance/conceptual artist più celebrata al mondo ed è probabilmente l'unica dotata di sense of humor»The Sunday Times

Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMA dedicò a Marina Abramovic, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all'artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant'anni di performance art rivoluzionaria. 

Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nella Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla poté placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell'umorismo. 

Tutto ciò che ancora oggi la contraddistingue e dà forma alla sua vita. Al cuore di "Attraversare i muri" c'è la storia d'amore con il collega perfomance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l'Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. 

La storia di Marina Abramovic, commovente, epica e ironica, parla di un'incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso straordinaria performance, "Attraversare i muri" è la rappresentazione vivida e potente della vita di un'artista eccezionale. 

Marina Abramovic, cresciuta nell’ex Jugoslavia, Marina Abramovic è una leggendaria performance artist. Oggi vive fra New York e la Hudson Valley. Nel 2016 anche in Italia è uscita la sua autobiografia Attraversare i muri, pubblicata da Bompiani.

James Kaplan è un giornalista, scrittore e biografo americano. Nato a New York e cresciuto tra Pennsylvania e sobborghi del New Jersey, si è laureato al Wesleyan College (luogo in cui tornerà, molti anni dopo, come visiting professor) in Belle Arti, nel 1973. Dopo la laurea, si è specializzato in pittura al New York Studio School, nel Greenwich Village. A metà degli anni '70 comincia a lavorare come dattilografo al The New Yorker, ma ben presto su queste stesse pagine saranno pubblicati i suoi primi racconti. Dopo aver scritto molte sceneggiature per la Warner Bros, Kaplan comincia a collaborare stabilmente con testate quali Vanity Fair, Esquire, ed Entertainment Weekly, fra le altre. I suoi scritti, per gran parte inediti in Italia, comprendono anche biografie romanzate di personaggi famosi, tra cui, ad esempio, Frank Sinatra e John Kennedy. Nel 2014 esce in Italia, per i tipi Piemme, Sul serio. La mia storia, scritto con John McEnroe e uscito in America nel 2002 col titolo Serious. Inoltre, alcuni suoi racconti sono apparsi nel prestigioso The Best American Short Stories. Del 2016 è invece l'autobiografia di Marina Abramovic Attraversare i muri, scritta con la sua collaborazione e pubblicata in Italia da Bompiani.

fonte: www.ibs.it

Mostre > Lina Pallotta a Ostuni: uno sguardo sul mondo queer italiano dagli anni ’80 ad oggi.

Sherocco Exhibition (dal 26 giugno all’1 luglio)
Presso Palazzo Tanzarella Comune di Ostuni

Lina Pallotta è una fotografa e docente italiana che vive tra Roma e New York. Nata a San Salvatore Telesino (BN) nel 1955, alla fine degli anni ’80 è andata a vivere nella Grande Mela, dove si è diplomata in Fotogiornalismo e Documentario fotografico all’International Center of Photography.
Il suo obiettivo è stato sempre attratto dai movimenti underground, dalle sottoculture, dalle storie meno gridate, dagli aneliti di rivalsa. 

Sviluppa progetti a lungo termine con un approccio personale sulla quotidianità in situazioni di marginalità, tematiche femminili, genere e identità.
Ha pubblicato per varie riviste nazionali e internazionali, lavorato per Impact Visuals Agency di New York e per l’Agenzia Grazia Neri di Milano.Numerose le mostre personali e collettive tra Europa e Stati Uniti a cui ha partecipato e che ha curato.

Insegna presso la Scuola Romana di Fotografia, tiene workshop e conferenze in tutta Italia e a New York, anche presso l’International Center of Photography e l’Empire State College.
Ha fatto parte della giuria di numerosi premi fotografici ed è stata direttrice artistica di Gazebook: Sicily Photobook Festival 2017.

Lina Pallotta ha ritratto evoluzione, cambiamenti sociali e culturali. La sua fotografia si è intrecciata alla poetica attraverso generi, politiche, culture e amori. Il suo occhio ha saputo fissare in ogni scatto tanta esistenza. Immagini sfumate, mosse, tese continuamente ad altri piani o dimensioni, in un movimento costante che caratterizza e rende unica la sua fotografia. Sprazzi lontani di verità, iconografie di momenti privati che trovano ragione e valore oltre l’ideologia. 

Per altre info >>> Sherocco Exhibition

fonte: http://sheroccofestival.it

martedì 18 giugno 2024

Libri: "La felicità ha il sapore della salute. La via della longevità tra scienza e cucina" di Luigi Fontana e Vittorio Fusari

Dall'incontro tra uno scienziato di fama internazionale e un grande chef, un utile percorso per scoprire i segreti della longevità.

La cucina della salute è conseguenza del tempo in cui viviamo. È il frutto di una consapevolezza diversa rispetto al passato: oggi è importante avere un'attenzione diversa e più consapevole per quello che mettiamo nel nostro piatto. 

Fino all'80% delle malattie cardiovascolari e dei casi di diabete e il 40% dei tumori si possono prevenire soprattutto a tavola, facendo attenzione alle materie prime, di cui dobbiamo conoscere la storia, e alle tecniche di cucina. 

Queste percentuali possono addirittura aumentare se iniziamo in tenera età a seguire un corretto stile di vita. Lo dicono gli studi che da anni compie il professor Luigi Fontana e da cui emerge che è utile mangiare meno (ridurre di circa il 30% le calorie che assumiamo) e mangiare meglio abbinando a una buona educazione alimentare il digiuno intermittente, e rendendo sempre più consapevoli, ma piacevoli, le scelte che riguardano la nostra dieta. 

Come non rinunciare ai piaceri della tavola? Come prepararsi un piatto da gran gourmet, salutare, buono e con ingredienti di qualità? Per questo abbiamo fatto incontrare Luigi Fontana con un grande chef, Vittorio Fusari, da sempre appassionato della filosofia Slow Food che, per la prima volta, affronta il tema della salute. Grazie alla sua creatività, alla sua profonda attenzione agli ingredienti e alla sua straordinaria capacità in cucina scoprirete ricette inedite che non solo vi faranno bene ma contribuiranno a farvi invecchiare meglio e in salute. 

Il buono che fa bene! Un viaggio che parte dalla salute, ma non dimentica il gusto.

fonte: www.amazon.it

lunedì 3 giugno 2024

Libri: "La vita delle forme. Filosofia del reincanto" di Emanuele Coccia e Alessandro Michele

Le forme della moda non sono solo strumenti di conoscenza del mondo e di noi stessi. Sono anche amuleti con cui inventiamo e facciamo esperienza di nuove libertà.

La moda è uno strano incantesimo: ogni volta che ci vestiamo trasformiamo una qualunque forma o un qualunque colore del mondo che ci circonda nella nostra stessa pelle. È questa strana magia che fa di essa assieme l’arte più potente e più metafisica. Per parlarne è quindi necessario far coincidere la creazione e la filosofia. 

È quello che fanno Alessandro Michele ed Emanuele Coccia in questo trattato senza pari sull’alchimia delle forme della vita di tutte e tutti noi. Ripercorrendo e commentando l’opera del primo, adottando la postura e la forma grafica che un tempo era riservata ai libri sacri, il libro mostra che la moda è l‘arte più potente perché è l’unica capace di mutare in un attimo la nostra vita, il nostro corpo, il nostro volto: se le altre opere d’arte presuppongono un rapporto di pura contemplazione, ogni abito impone una trasformazione del sé per poter diventare oggetto della nostra esperienza. 

E al tempo stesso è l’arte più metafisica perché contraddice il luogo comune che descrive l’Occidente come una cultura che riduce tutte le cose a materia inanimata. La moda esiste solo perché riconosciamo che le cose, i tessuti, la loro forma, i loro colori, ci permettono di dire “io”, e danno alla nostra personalità quell’accento e quella postura che la rendono inconfondibile. La moda è insomma l’espressione di una forma profana e quotidiana di animismo: grazie ad essa ci trasformiamo in apprendisti stregoni di un gemello che prende le nostre stesse sembianze. 

Emanuele Coccia è un filosofo italiano. Nel 2011, ha iniziato a insegnare all'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS, Parigi).
È editorialista di «Libération», collabora con «Le Monde» e «la Repubblica».
Tra le sue pubblicazioni: La vita sensibile (Il Mulino, 2011), Il bene nelle cose (Il Mulino, 2014), La vita delle piante. Una metafisica della mescolanza (Il Mulino, 2018), Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità (Einaudi, 2021), Metamorfosi. Siamo un'unica, sola vita (Einaudi, 2022), La vita delle forme. Filosofia del reincanto (HarperCollins, 2024).

fonte: www.ibs.it

Libri: "Fratelli. Una famiglia italiana" di Santo Versace

Questa non è solo la storia di un uomo ma è anche quella di un cognome: Versace.


«I rapporti tra fratelli non seguono regole precise. Piuttosto, seguono le onde della vita. Ci si unisce e ci si disunisce, ci si allontana e ci si riavvicina. Si naviga a vista. Calma piatta o mareggiate. Qualcuno che casca fuoribordo e qualcuno che lo riacciuffa. Si arriva in porto navigando en souplesse o si è costretti a scappare, inseguiti dagli squali. Se devo dire qual è stato e qual è tuttora l’aspetto più straordinario della mia vita, più ancora dei risultati ottenuti, mi ha entusiasmato la navigazione. 

Ho seguito il vento, ho seguito il vento della nostra famiglia. Ho imparato a vivere dai miei genitori, ho incoraggiato i progetti di Gianni e poi di Donatella, ho protetto il nostro patrimonio.» Queste sono le parole di Santo Versace, parole poetiche ma sempre misurate come è la sua natura. E in queste pagine ci racconta il suo viaggio fin qui. Un’avventura che è iniziata a Reggio Calabria e l’ha portato a Milano e poi alla conquista del mondo intero. 

La storia di un uomo che di vite ne ha vissute mille, ha maneggiato il potere, la ricchezza, la fama, non ha avuto paura di rischiare, credere nei sogni e nelle passioni, è stato capace di pensare in grande e attraversare le avversità senza farsi spezzare. E che soprattutto non è mai fuggito dal suo ruolo: quello del fratello maggiore. Ha saputo affiancare Gianni per tutta la vita e tradurre la sua arte in quell’azienda che i tre fratelli insieme hanno trasformato in mito. Ha tenuto dritto il timone anche nelle notti più buie, quando i dolori, e le difficoltà hanno travolto la famiglia, perché questa non è solo la storia di un uomo ma è anche quella di un cognome: Versace. 

fonte: www.lafeltrinelli.it

domenica 2 giugno 2024

Moda > Lo stilista Capucci e 'Le Creature di Prometeo', un film alla Camera dei Deputati. Anteprima il 6 giugno, il 13 andrà in onda su Rai 5

Il maestro Roberto Capucci al lavoro nel suo atelier - (foto Massimo Danza)
Anteprima il 6 giugno, il 13 andrà in onda su Rai 5, l'opera è realizzata con il contributo del Mic, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, 

Roberto Capucci e la danza, sintesi perfetta tra passione, armonia, bellezza. Nasce dall'incontro tra il grande stilista, che Christian Dior definì 'Il miglior creatore italiano', e Daniele Cipriani il film 'Le Creature di Prometeo/ Le Creature di Capucci' che sarà presentato in anteprima alla Camera dei Deputati il 6 giugno (ore 17) alla presenza dello stesso Capucci, di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura alla Camera, del sovrintendente del Carlo Felice di Genova Claudio Orazi, del giovane regista di origine russa regista Maxim Derevianko. L'incontro sarà coordinato da Gian Luca Bauzano, autore del libro "Roberto Capucci, Lo scultore della seta". Il film, realizzato con il contributo del Mic, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, sarà trasmesso il 13 giugno (ore 22.05) su Rai 5. 

"Il film nasce in piena pandemia nel 2020 per il 63esimo Festival di Spoleto - racconta Daniele Cipriani, 'autore' del progetto - Un'idea non priva di 'grandeur', scegliere una serie di bozzetti nati dalla fantasia di Roberto Capucci, 'immagini di follia', come li definisce lo stesso stilista, e trasformarli in sculture viventi grazie anche alla maestria di una storica sartoria romana e commissionando la coreografia dello spettacolo, pensato sulle 'Creature di Prometeo', l'unico balletto 'composto' da Beethoven, a Simona Bucci che ha trasformato quei preziosi disegni, tra plissé, sbuffi, girandole, nastri, piume, maschere e carapaci, in un turbinio di creature danzanti" 

"Il film è anche un'esplorazione dell'amore - aggiunge Cipriani - Quella fonte da cui sgorga l'arte in tutte le sue declinazioni, quella forza inesauribile che permette il superamento degli ostacoli per poter vedere poi realizzati quelli che sembravano solo sogni o impossibili aspirazioni".  

fonte: Redazione Adnkronos   www.adnkronos.com

Teatro Magma: The Sound of Silence | De Profundis. Con Dimitri Milopulos. A Firenze il 12 e 13 giugno

The Sound of Silence | De Profundis
Con Dimitri Milopulos
Mercoledì 12 e giovedì 13 giugno ore 21Tratto da De Profundis di Oscar Wilde

  • scene, luci, adattamento e regia Dimitri Milopulos
  • coreografie Giuseppe Iacoi
  • aiuto regia Marta Giusti
  • assistente Federico Franchina
  • organizzazione Franca Sisti
  • amministrazione Alice Sgroi
  • ufficio stampa Bruno Casini
  • produzione Teatro della Limonaia ETS

La fine di un amore. Di un amore fatale. Di un amore tra due uomini. Due uomini tanto diversi tra di loro con due personalità talmente distanti da dare origine ad un campo elettromagnetico senza precedenti che li avvicinerà a tal punto da renderli ciechi. E questo loro incontro, questo loro avvicinarsi, sarà fatale. Porterà entrambi alla perdita della cosa più preziosa. La perdita dell’altro. E al silenzio.

Il mio lungo viaggio all’interno di questa “non opera” di Oscar Wilde, ha avuto inizio durante un altro importante viaggio; quello su 4.48 Psicosi di Sarah Kane. Ho avuto la necessità di interrompere il mio lavoro sul testo/testamento di Sarah, perché sentivo che per affrontarlo fino in fondo e portarlo in scena dovevo prima compiere un altro viaggio. Quello su quell’altro testo/testamento conosciuto sotto il titolo De Profundis. Viaggiare all’interno di quelle pagine così vere – si tratta di una lettera privata e non di un testo teatrale o di un romanzo – così piene di dolore e di sofferenza, così limpide e così oscure allo stesso tempo, per me è stato un immenso privilegio. E devo ammettere che spesso mi sentivo a disagio nel leggerle, perché leggere quelle pagine era davvero come entrare all’interno della vita di queste due persone, protagoniste di quelle pagine, di quelle vite, di quella tragedia, e spiarle.

Successivamente ho portato in scena una mia riduzione di quelle pagine sotto il titolo Dal profondo del mio cuore, in più versioni, con più attori. Queste pagine - questa lettera, è forse la lettera più lunga della storia, indirizzata a Bosie, nella quale il poeta attraversa la loro storia, attacca l’amante, se stesso, tira le somme, consiglia, rimpiange, si strazia, si libera; un’apologia dell’amore che tutto innalza e tutto distrugge.

Ora, a qualche anno da quella prima versione, con l’importante distacco a cui solo il tempo può portare, ho sentito il bisogno di affrontare nuovamente quelle pagine, allontanandole da me per avvicinarmi ancora di più, allontanando perfino il suo autore per poterle rendere autonome e universali.

Così nasce questa nuova, e assolutamente diversa dalle precedenti, versione di questa privata lettera, che mi troverà anche sul palco nelle vesti di “quel” uomo…

L'evento è gratuito, ma è necessario prenotare contattando:

Mail: prenotazioni@teatromagma.it
SMS o WhatsApp: 338 4790 437

Teatro Magma
Via Domenico Cirillo 1, 50133 FIRENZE
magma@magnoprog.com
Cell. 338.47.90.437

fonte: www.teatromagma.net

Un milione di visualizzazioni! Un traguardo da condividere.. lisadelgreco.blogspot.com

Cari lettori, 

Oggi è un giorno davvero speciale per noi: abbiamo raggiunto il milione di lettori!

È con molta gioia ed infinita gratitudine che oggi celebriamo un traguardo straordinario: un milione di visualizzazioni sul nostro blog!

Da quando abbiamo iniziato questa avventura, le vostre visite, i vostri commenti e le vostre condivisioni, sono stati la linfa vitale che ci ha permesso di crescere e di migliorarci. Ogni visualizzazione è stata per noi un'iniezione di fiducia e di entusiasmo, uno stimolo a dare sempre il massimo e a creare contenuti sempre più interessanti e coinvolgenti.

Un milione di grazie a tutti voi che ci avete dedicato il vostro tempo, che avete letto i nostri post, che li avete commentati e condivisi. Grazie per averci fatto compagnia in questo viaggio, per averci sostenuto e per averci aiutato a diffondere le nostre parole.

Questo traguardo non è solo nostro, ma è il frutto di un connubio speciale tra noi e voi, lettori. È la dimostrazione che la passione e la voglia di condividere conoscenze e idee non hanno confini, e che il web può essere un luogo di incontro e di scambio proficuo.

Oggi, mentre ci godiamo questo momento speciale, guardiamo al futuro con rinnovata energia e con l'impegno di continuare a offrirvi contenuti di qualità, sempre attenti ai vostri interessi e alle vostre esigenze.

Quando ho iniziato questo blog, non avrei mai immaginato che sarebbe diventato così popolare. Avevo solo il desiderio di condividere le mie passioni e idee con il mondo, e speravo che alcune persone le trovassero interessanti. Ma mai avrei pensato che avrei raggiunto un pubblico così vasto e coinvolto.

Ancora una volta, grazie di tutto!

Lisa Del Greco

P.S. Non dimenticate di seguire il nostro blog per ricevere gli ultimi aggiornamenti e non perdere nessuna novità, dal mondo del Teatro, Cinema, Danza, Arte, Cultura, Fashion and much more..

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fonte: lisadelgreco.blogspot.com

venerdì 31 maggio 2024

Audition pour le recrutement de danseuses et danseurs pour le Corps de Ballet et le Junior Ballet de l'Opéra national de Paris.

© Charles-Henry Bédué / OnP Ballet

 L'Opera di Parigi annuncia la creazione del Junior Ballet composto da 18 ballerini dai 17 ai 23 anni a partire da settembre 2024 #JUNIORBALLET

 L’Opéra national de Paris annonce la création d’un Junior Ballet composé de 18 danseuses et danseurs âgés de 17 à 23 ans dès septembre 2024.

 Il Junior Ballet è aperto ai giovani ballerini di ogni estrazione sociale e agli studenti della Scuola di danza dell'Opera di Parigi che desiderano completare la loro formazione iniziale.

 Al termine della gara esterna del Balletto il 2 e 3 luglio 2024 saranno reclutati 9 giovani ballerini e 9 giovani ballerini.

 

Le iscrizioni per il concorso esterno di Balletto sono aperte fino al 9 giugno. Trovate tutte le modalità sul nostro sito: https://bit.ly/3V6jxR1

Junior Ballet riceve un eccellente sostegno da CHANEL e una generosa competizione da Fondation BNP Paribas Kinoshita Group, fondazioni private e grandi donatori.
https://www.operadeparis.fr/artistes/concours-et-auditions/ballet?utm_source=reseaux-sociaux&utm_medium=facebook&utm_campaign=ballet2425&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1W-werGRl9F5adTSn0SdgEtGQu6g9QNlcl9K_FP4_DeN-h_3sHwgtf5SE_aem_ZmFrZWR1bW15MTZieXRlcw

Ballet et Junior Ballet

Audition pour le recrutement de danseuses et danseurs pour le Corps de Ballet et le Junior Ballet de l'Opéra national de Paris. Postes de permanents et de temporaires.

Les inscriptions sont ouvertes jusqu'au dimanche 9 juin 2024.

Le Ballet de l’Opéra de Paris n’organise jamais d’auditions privées, ni ne recrute sur vidéos. Le recrutement se fait uniquement par le biais de notre concours annuel aux dates indiquées.

Auditions pour le Ballet et le Junior Ballet

La date limite d'inscription est repoussée au dimanche 9 juin 2024, à 23h59

Déroulement du concours

L'audition des candidats ayant été présélectionnés sur dossier se tiendra le mardi 2 juillet 2024 pour les postes hommes et le mercredi 3 juillet 2024 pour les postes femmes, au Palais Garnier.

L’audition est ouverte aux candidates et aux candidats âgés de plus de 16 ans à la date du concours. 

Les variations imposées pour les postes femmes et les postes hommes sont désormais en ligne ci-dessous.

Pour toute question, merci de contacter la Direction de la Danse au +33 (0)1 40 01 24 91 ou d’écrire à ckahane@operadeparis.fr

Junior Ballet

Suite au lancement du Junior Ballet, 18 contrats de professionnalisation d’une durée de 24 mois seront proposés par l’Opéra national de Paris pour des danseurs âgés de 17 ans (au 1er janvier 2024) à 23 ans (au 1er septembre 2024). 

Toutes les personnes inscrites au concours externe du Ballet et respectant ces critères de sélection pourront se voir proposer l’un de ces contrats à la suite des journées d’audition des 2 et 3 juillet 2024.

Toutes les candidatures déjà reçues pour le concours externe du Ballet sont susceptibles d’être retenues pour le Junior Ballet, il n’est donc pas nécessaire de réitérer une candidature déjà envoyée.

 >> S'INSCRIRE 

  >> EN SAVOIR PLUS 

source: www.operadeparis.fr

Musica: Muti all'Arena, festa all star per l'Opera italiana. Il 7 giugno in mondovisione Rai. Mazzi: "Replicheremo ogni anno"

Un evento unico, come mai si era riusciti a realizzare, in mondovisione Rai, da un monumento della lirica mondiale come l'Arena di Verona. 

Con una grande orchestra composta da 160 elementi e un coro di 300 artisti da tutte le fondazioni lirico sinfoniche italiane (in genere sono circa la metà).

E con la partecipazione straordinaria del maestro Riccardo Muti. È La grande opera italiana patrimonio dell'umanità, la serata evento del 7 giugno nata per festeggiare una delle eccellenze del patrimonio italiano, appena entrata nella lista dei beni immateriali Unesco. 

"Direi l'eccellenza che più ci caratterizza e rende attrattivi nel mondo - commenta il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano -. Mentre siamo qui, probabilmente in qualsiasi parte del mondo qualcuno sta provando un'opera italiana. E noi stiamo portando avanti un lavoro serio e meticoloso", prosegue citando anche "la casa di Giuseppe Verdi che deve diventare un museo" o "il Maggio musicale fiorentino salvato" e "il contratto delle fondazioni lirico sinfoniche". 

Quella del 7 giugno sarà dunque "una festa - racconta il sottosegretario Gianmarco Mazzi - alla quale stiamo pensando dal 6 dicembre 2023, da quando il canto lirico italiano ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell'umanità" e che, annuncia, "vorremmo replicare ogni anno in una delle nostre capitali della lirica. Abbiamo già un'idea per il 2025 che annunceremo proprio dall'Arena". Realizzata con la partecipazione di Siae, Anfols, Teatro alla Scala e Accademia di Santa Cecilia, la serata sarà condotta da Alberto Angela, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti e vedrà in platea le maggiori autorità italiane, i rappresentanti delle istituzioni culturali, i sessanta ambasciatori dei Paesi del mondo dove l'Opera è più amata e le "venti delegazioni Unesco che hanno assegnato il riconoscimento e che si dovranno ora pronunciare anche per la cucina italiana patrimonio dell'umanità, in un ideale passaggio di testimone". 

Il programma vedrà una prima parte affidata alla bacchetta del maestro Muti e una seconda con stelle del calibro di Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Juan Diego Flórez, Ludovic Tézier, Vittorio Grigolo, Luca Salsi, Eleonora Buratto, Francesco Meli e poi la danza con Roberto Bolle e Nicoletta Manni. "Anche visivamente sarà una serata eccezionale con l'allestimento che vedrà il coro al posto dell'orchestra e viceversa", aggiungono la sovrintendente della Fondazione Arena di Verona e vicepresidente dell'Anfols, Cecilia Gasdia, e il vicedirettore artistico della Fondazione Arena di Verona, Stefano Trespidi. "Una lunga notte di bellezza, cultura e arte", aggiunge la direttrice Rai Cultura ed Educational, Silvia Calandrelli, e, incalza Cristiana Capotondi, "spero ci sia tanto pubblico di giovani". Ma non sarà l'unico impegno per la grande musica italiana, assicura Mazzi. 

"Il 28 giugno alle mura storiche di Lucca e sulla Rai - dice - festeggeremo il centenario della morte di Giacomo Puccini con Muti alla guida dell'Orchestra giovanile Cherubini per quella sera in una formazione speciale di 130 elementi". Unica ombra, il malcontento delle rappresentanze sindacali del settore dell'Opera. "L'altro giorno mi è arrivata una comunicazione di un presidio, che sinceramente non mi aspettavo - dice Mazzi - anche per l'impegno dimostrato dal ministero" tra "il contratto dei lavoratori in dirittura d'arrivo" e le "dichiarazioni sempre molto positive nei nostri riguardi. Oggi li incontrerò e glielo dirò. Questa settimana deve essere sacra e una festa per tutti e da tutti deve essere vissuta. Il modo migliore per rappresentare le proprie istanze è dare il meglio di sé quella sera". 

fonte: di Daniela Giammusso  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

martedì 28 maggio 2024

Libri: "Animali notturni" di Carlotta Vagnoli

Alla fine degli anni Zero, Milano è il centro dell'universo: appena cala il sole, una generazione intera si ritrova sottoterra a far festa fino all'alba. 

Sono anni di musica indie e serate leggendarie, di club con la selezione all'ingresso, di sbronze infinite e skinny jeans, di after quando fuori è già giorno e soprattutto di cocaina, tantissima cocaina. L'impero della notte è caotico e disperato, e proprio per questo non può durare. Quando G si getta nel vuoto dal sesto piano, è come se con lui venisse giú tutto quanto. Come se, dopo una lunga caduta, per gli animali notturni fosse arrivato il momento dell'atterraggio. 

Un romanzo sintetico e acido, che è insieme denuncia e grido feroce. Carlotta Vagnoli ha scritto senza mai provare pietà, neanche verso se stessa, ricordandoci a ogni pagina che nessuno di noi è davvero innocente.

Il libro

Se hai vent’anni negli anni Zero, le possibilità sono poche. Il mito del lavoro in giacca e cravatta, con mutuo e aspirazioni borghesi, è pura utopia. Vale anche a Milano, che però vive una doppia esistenza: di giorno è la città grigia degli uffici e del fatturato, dopo il tramonto diventa una metropoli seducente alla quale abbandonarsi. E allora, dato che il futuro non è piú un’opzione, non rimane che la notte. 

E con la notte la musica, l’alcol, la cocaina, i pr, le cubiste, i buttafuori e le file davanti ai locali. È in queste serate che conosciamo Mick, il principe delle feste, e Mon Chéri, che si guadagna la vita facendo lap dance. E poi c’è una ragazza coi capelli rossi che in quel mondo luccicante e bizzarro vorrebbe disperatamente capire chi è davvero. Insieme agli animali notturni ci spostiamo in sciame: dai bar dove sbronzarsi ai club sotterranei, dall’aria umida dei night agli after negli appartamenti mentre fuori è già l’alba. L’obiettivo è partecipare a un party lunghissimo, infinito, perché se tutti quanti lo desiderano nello stesso istante, magari il giorno dopo il sole su Milano non sorgerà. 

Ma quando le persone cominciano a buttarsi dai palazzi, e quando la presenza di un predatore sessuale genera un clima di psicosi, gli animali notturni capiscono che il loro territorio è sotto attacco. Con la sicurezza di chi quegli anni se li è bevuti alla goccia, Carlotta Vagnoli cattura la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Quando i cellulari avevano ancora i tasti veri, Facebook muoveva i primi passi e si restava in contatto su Myspace. 

Dopo aver trovato le parole piú efficaci per raccontare il femminicidio e la violenza di genere, con questo romanzo lisergico Vagnoli dà voce a una generazione perennemente esclusa, sfruttata, messa da parte: quella dei millennials. La prima vera fotografia a frantumi di ragazze e ragazzi che qualcuno, un giorno, ha deciso di masticare e sputare via senza nemmeno guardare negli occhi.

fonte: www.einaudi.it

Moda > Tra i Premi Margutta 2024 Chiara Boni e Drusilla Foer. Anche Gramellini e il direttore del Tg2 Preziosi

Chiara Boni per la sua moda, Drusilla Foer per il Teatro, Massimo Gremellini per la Letteratura, Antonio Preziosi, direttore del Tg2, per il Giornalismo, sono alcuni tra i destinatari del Premio Margutta - La Via delle Arti" Anno 2024, che si terrà a Roma il 29 maggio nella Terrazza della Sala della Protomoteca del Campidoglio.

L'appuntamento culturale ideato da Antonio Falanga, organizzato da Grazia Marino, prodotto da Spazio Margutta, è giunto alla XVIII edizione, che l'assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Alessandro Onorato, ha ritenuto opportuno promuovere e ospitare nell'esclusiva terrazza capitolina, con vista sui Fori Imperiali.

Al "Premio Margutta - La Via delle Arti" anche per l'Edizione 2024, l'Associazione Internazionale di Via Margutta ha concesso il suo patrocinio. Il premio consiste in una scultura realizzata dal maestro orafo Gerardo Sacco, ispirata ai due mascheroni della "Fontana degli Artisti" che l'architetto Pietro Lombardi pose in opera nel 1927 a metà percorso di Via Margutta. 

La giornalista Cinzia Malvini, memoria storica della manifestazione, anche quest'anno anche quest'anno sarà la madrina e conduttrice dell'evento, coadiuvata nell'introduzione dal critico d'arte Mirko Baldassarre. 

Tra i premiati, per la sezione Cultura, Flavia Piccoli Nardelli, presidente dell'Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (AICI); a Giovanni Veronesi sceneggiatore e regista reduce dal successo del film di quest'anno "Romeo è Giulietta" il premio per la Sezione Cinema; per la sezione Musica sarà premiata la cantante Tosca; tra le protagoniste della serie Doc-Nelle tue mani, per la sezione Serie Televisive il premio andrà a Sara Lazzaro; per la sezione Imprenditoria, sarà premiato Claudio Boso, fondatore e presidente di Careisgold, società per azioni veronese che si occupa di oro puro fisico da investimento. Infine per la sezione Luxury Creation il premio verrà conferito alla maison francese St Dupont, nella persona di Sarah Giordano, brand manager Italy & Malta.

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 27 maggio 2024

RAI1: "La nostra Raffaella" Un documentario sulla storia umana e professionale della Carrà.

Un documentario per ricordare una straordinaria artista che ha reso grande la Rai: sabato 25 maggio alle 21.30 su Rai 1 va in onda “La nostra Raffaella” di Emanuela Imparato, una produzione Rai Documentari prodotta da Aurora Tv. Disponibile su RAIPLAY

Raffaella Carrà è un vero e proprio diamante della Rai, che dagli anni Cinquanta ha creato un immaginario collettivo nel quale specchiarsi e riconoscersi.
Due storie, quella dell’artista romagnola e quella della Rai, che si sono sovrapposte per decenni, influenzandosi reciprocamente, divenendo un unico pentagramma nella sinfonia generale di un Paese che, dalla fine degli anni Sessanta, ha percorso molta strada.

Raffaella si è fatta interprete di un’Italia che voleva cambiare: nel modo di ballare, nel modo di vestire, nel modo di amare e di pensare. Un’Italia che a guardar bene le somigliava profondamente: semplice e talentuosa, provinciale e attenta a ciò che succede nel mondo, fedele ai valori “di una volta” e tuttavia prepotentemente affacciata sulla modernità. 

Energia, rigore, empatia, sono state le qualità che Raffaella ha sempre messo nel suo lavoro ma anche nei rapporti con i suoi collaboratori e con tutti quei personaggi, dello spettacolo e della cultura, che oggi possono raccontare con orgoglio e affetto di aver lavorato al suo fianco o di averla incontrata. Proprio attraverso le loro voci (Bruno Vespa, Enzo Paolo Turchi, Irene Ghergo, Maria Grazia Cucinotta, Noemi e molti altri), viene fuori un ritratto sincero, attento, prezioso della “nostra Raffaella” che attraverso le tante interviste rilasciate in cinquant’anni di carriera e conservate nelle preziose Teche della Rai (da Biagi a Fazio, da Costanzo a Mollica, da Minoli a Vespa), si racconta in una sorta di virtuale self-portrait: facendo così riemergere e rivivere le sue idee e i suoi progetti, i suoi ricordi e i suoi sogni.
Anche i luoghi “parlano” di lei: il Centro di produzione televisiva di Via Teulada, l’Auditorium del Foro Italico, il Teatro delle Vittorie. 

È qui che ancora oggi, come per magia, riecheggiano l’inconfondibile risata di Raffaella e le note delle sue famosissime canzoni, divenute veri e propri inni pop di un intero Paese, bandiere di “fiesta” e di libertà su cui continuano a ballare le generazioni di ieri ma anche i giovanissimi di oggi, travolti da un’energia senza tempo.

fonte: ufficio stampa  www.rai.it

Libri: "Cento storie per cento canzoni" di Luca Barbarossa

In un viaggio illustrato nella musica, un grande cantautore racconta le storie che nascono dietro, attorno, dentro cento canzoni che tutti abbiamo cantato: da Frank Sinatra a Vasco Rossi, da Lucio Battisti a David Bowie, dai Beatles ai Radiohead, da Franco Battiato a Michael Jackson

“La canzone è una sintesi basata sull’equilibrio tra musica e parole, preferibilmente melodica, ricordabile. La canzone però è soprattutto emozione, vibrazione, evoca luoghi, periodi, sensazioni. È voce, timbrica, intensità interpretativa, virtuosismo o semplicità. La canzone è un grido oppure un sospiro, un sussurro. 

La canzone è d’amore, quasi sempre. C’è la canzone di protesta, di denuncia, ma le canzoni che cantiamo sotto la doccia, quando fa freddo in motorino, nelle serate con gli amici, nove volte su dieci parlano d’amore. 

La canzone è immagine, niente come una canzone ti fa vedere, intuire quello che stai ascoltando. La canzone che esce dalla radio, orchestre con cantanti che non vedi ma ti sembra di essere lì con loro, arrangiamenti avvolgenti, fiati, violini, ritmiche. La canzone che entra nelle case con i suoi i divi attraverso la televisione, concorsi, gare, da Sanremo al Cantagiro, da Un disco per l’Estate al Festivalbar, poi MTV, infine i talent. 

La canzone è concerti, nei club, negli stadi, nei teatri, nelle piazze, fino a Woodstock o al Live Aid. La canzone è disco nel grammofono, nel giradischi, nel mangiadischi, musicassette sparate a palla in macchina, CD, copie pirata, streaming. La canzone è cinema, quando si fermano i dialoghi e parte un pezzo che ti ricorderà per sempre quel film, quella scena. La canzone è ballo sfrenato o ninna nanna, è girotondo. Insomma la canzone è quasi tutto, alzi la mano chi non ha almeno una canzone della vita.” 

Luca Barbarossa è un cantautore italiano. Nella sua lunga carriera, ha pubblicato undici album e vinto il Festival di Sanremo nel 1992 con Portami a ballare. Da anni conduce Radio2 Social Club. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo autobiografico Non perderti niente (Mondadori). Nel 2024 esce per La nave di Teseo, Cento storie per cento canzoni.

"Cento storie per cento canzoni" di Luca Barbarossa, Michele Bernardi (Illustratore)

fonte: www.lafeltrinelli.it

Libri: "Perdere Senna" di Giorgio J. Squarcia

Prefazione di Cesare Cremonini

Perdere Senna è il viaggio parallelo del pilota brasiliano dall’insaziabile voglia di emergere (Senna) e di un ragazzo italiano con una vita difficile e un destino segnato (Fiamma) in un pittoresco bar di paese. Quando Fiamma vede Senna per la prima volta ha solo tredici anni. 

I suoi coetanei sono partiti per le vacanze e lui lavora come sguattero in un bar, perennemente bullizzato dai maschi e ignorato dalle femmine. Fiamma è solo e alla disperata ricerca di un eroe. Una domenica, sullo schermo della vecchia tv del bar, finalmente lo trova: casco giallo-oro, tuta bianca, al volante di una scalcagnata Toleman. Il suo nome: Ayrton Senna da Silva. Partito dalle retrovie, sta superando, sotto un diluvio universale, tutti gli avversari. Poi, proprio mentre sta per effettuare l’ultimo sorpasso, la gara viene sospesa.

È il Gran Premio di Montecarlo del 1984. La prima grande, epica, sconfitta di Senna. Una disfatta che avrebbe spezzato chiunque. Non lui. Non Ayrton.

Il libro è arricchito da contributi inediti di Stefano Fresi, Cesare Cremonini, Luca Cordero di Montezemolo, Linus, Daniele Massaro, Alessandro Costacurta, Leo Turrini, Adriano Panatta, Paolo Barilla, Andrea Bocelli, Rocco Benetton, Giampaolo Dallara, Massimo Zanetti, Evaristo Beccalossi, Stefano Domenicali, Silvia Colombo.

Dal 21 maggio in libreria

fonte: www.paperfirst.it

lunedì 20 maggio 2024

THE SPIRIT OF JAPAN: dal 24 maggio a Scalo Farini Milano UN VIAGGIO DINAMICO E SENSORIALE NELL'ARTE E NELLA CULTURA GIAPPONESE

GC Events con Danny Rose Studio
presenta: dopo Tokyo, San Paolo e Shangai, arriva per la prima volta in Italia
in anteprima per l’Europa THE SPIRIT OF JAPAN an immersive art experience
dal 24 maggio 2024 MILANO – SCALO FARINI 

Un viaggio immersivo nel Giappone dell’immaginario collettivo.
Un’esperienza sensoriale attraverso 400 opere dei più importanti Maestri del “mondo fluttuante” raccolte in venti musei in tutto il mondo, rielaborate per creare ambientazioni suggestive che invadono lo spazio e travolgono il visitatore, fra profumi d’oriente e un sound design avvolgente.
Tecnologie all’avanguardia restituiscono, in una straordinaria e imponente mostra immersiva, tre secoli di arte giapponese, quella del movimento artistico Ukiyo-e, che ha influenzato l’arte occidentale dal XIX° secolo in poi.

Biglietti in prevendita sul sito ufficiale www.thespiritofjapan.it

Arriva per la prima volta in Italia, in anteprima per l’Europa, dal 24 maggio negli spazi suggestivi di Scalo Farini a Milano, The Spirit of Japan, un’esperienza d’arte immersiva originale, ispirata alla straordinaria forza espressiva e alla modernità dei grandi maestri delle stampe giapponesi, quelli del movimento artistico Ukiyo-e, iniziato nel XVII° secolo e durato fino al XIX°, che vide protagonisti artisti famosi come Hokusai e meno noti come Kuniyoshi, Utamaro e Kunisada.

Le loro meravigliose opere – oltre 400 raccolte da 20 musei in tutto il mondo – sono state rielaborate in una straordinaria e imponente installazione, fatta di visioni suggestive e poetiche che invadono lo spazio e travolgono i visitatori, creando una messa in scena dinamica, come un viaggio attraverso momenti diversi, ognuno con il proprio ritmo e la propria atmosfera, valorizzata da un design sonoro avvolgente e profumi evocativi. Le prenotazioni per godere di questa che sarà una vera e propria esperienza sensoriale fra arte classica e tecnologia all’avanguardia sono aperte sul sito ufficiale www.thespiritofjapan.it.

The Spirit of Japan è un viaggio nel Giappone dell'immaginario popolare, il mondo delle geishe, dei samurai e degli spiriti, che prende origine dalle stampe giapponesi che si diffusero in Europa nella seconda metà del XIX° secolo, quando si aprirono gli scambi commerciali tra l'Occidente e il Giappone. Questa diffusione dell'arte giapponese ha avuto un impatto profondo sull'arte occidentale, influenzando non solo gli impressionisti e i pittori d'avanguardia come Van Gogh, Gauguin e Bonnard, ma anche le arti decorative, la musica e la danza. La messa in scena della mostra, che accoglie il visitatore attraverso un percorso di grande fascinazione visiva e tattile per introdurlo al cuore dell’esperienza artistica immersiva, è accuratamente realizzata per catturare il Giappone misterioso evocato da queste immagini.

The Spirit Of Japan comprende più di 400 opere dei più importanti maestri dell'Ukiyo-e, provenienti da 20 musei di tutto il mondo: Katsushika Hokusai, Kitagawa Utamaro, Utgawa Kuniyoshi, Utagawa Hiroshige, Yoshida Hiroschi, Kawase Hasui, Totoya Hokkei, Kiitsu Suzuki, Ando Hiroshige, Musaaki Shikibu, Tsuchiya Koitsu.

È attraverso la natura rappresentata nelle stampe dei grandi maestri che si comincia a raccontare il Giappone: i paesaggi e l'effimera bellezza dei ciliegi in fiore si trasformano in una foresta magica e misteriosa abitata dagli "yokai", gli spiriti del folklore giapponese, e poi il mare, l'iconica Grande Onda di Hokusai, travolge tutto, accompagnato da "La Mer" di Claude Debussy che proprio a quell’opera si ispirò nel comporla. Affascinanti geishe, vestite con eleganti e colorati kimono, appaiono da dietro i paraventi di carta di riso. Al crepuscolo, le lampade di carta proiettano le loro ombre, illuminando gli occhi, le bocche e le mani degli attori kabuki nelle loro pose migliori e poi la danza guerresca dei samurai ci travolge prima di lasciarci andare trasportati dal vento, tra le lanterne che fluttuano nel cielo notturno, passando dai ritmi frenetici dei tamburi del Giappone ai suoni di importanti compositori giapponesi contemporanei come Hiroshi Yoshimura e Takashi Yoshimatsu.

La mostra si completa con altre due esperienze dedicate all’arte digitale immersiva. La prima è "Mutation", un'opera che accompagna gli spettatori in un'esplorazione del mutamento della materia. Presentata per la prima volta al Centre Pompidou di Parigi, questa creazione di Danny Rose Studio promette un'esperienza visiva e sensoriale unica. La seconda è "Reflection", un'installazione d'arte generativa interattiva che trasforma i movimenti dei visitatori in fluidi colorati e volute fluttuanti, progettato in collaborazione con Labex PLAS@PAR.

Ideato e prodotto da Danny Rose Studio (collettivo di arte digitale di base a Parigi, ma espressione dell’eccellenza italiana nel mondo, con vari Award conseguiti nel corso di un’esperienza ormai pluridecennale) e organizzato da GC Events, uno fra i produttori più attivi di mostre e family show in tutta Europa, di base in Svizzera – The Spirit of Japan - arriva a Milano dopo aver visto la luce in una forma ancora embrionale all’Atelier des Lumières a Parigi nel 2018, e aver poi ufficialmente debuttato a Tokyo, seguito dagli allestimenti a San Paolo in Brasile e allo spazio INSIDE di Shanghai e Shenzhen in Cina.

THE SPIRIT OF JAPAN – Scalo Farini Milano, Via Valtellina 5

24 maggio – 30 giugno 2024

Orari: dal mercoledì al lunedì ore 10:00-20:00 (chiuso il martedì)

Info www.thespiritofjapan.it; info@thespiritofjapan.it

Tickets: https://feverup.com/m/175137

IG: spiritjapanmilano

fonte: Ufficio stampa pantarei 3.0 Elena Pantera pantera.tre.zero@gmail.com 

Firenze: a Palazzo Strozzi la mostra "Angeli caduti" di Anselm Kiefer. Fino al 21 luglio 2024

Palazzo Strozzi ospita una grande mostra ideata e realizzata insieme a uno dei più importanti artisti tra XX e XXI secolo, Anselm Kiefer. L’esposizione permette di entrare in contatto diretto con il grande maestro tedesco attraverso un percorso tra lavori storici e nuove produzioni, tra cui una nuova grande opera creata in dialogo con il cortile rinascimentale.

A cura di Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Anselm Kiefer. Angeli caduti è un viaggio attraverso allegorie, figure e forme che riflettono sull’identità, la poesia, le vicende storiche e i diversi pensieri filosofici.

Utilizzando pittura, scultura, installazione e fotografia, l’arte di Anselm Kiefer propone un percorso di introspezione sull’essere umano, esplorando le connessioni tra passato, presente e futuro. Fin dai suoi esordi alla fine degli anni Sessanta, Anselm Kiefer realizza una profonda e stratificata ricerca sui temi della memoria, del mito, della storia, della letteratura e della filosofia. Nel suo percorso artistico si uniscono mito, religione, misticismo, poesia, filosofia. Ogni sua produzione artistica esprime il rifiuto del limite, non solo nella monumentalità o nella materialità ma soprattutto nell’infinita ricchezza di risorse con le quali sonda le profondità della memoria e del passato.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi. Sostenitori pubblici: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze. Sostenitori privati: Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. Main Partner: Intesa Sanpaolo. Con il contributo di Città Metropolitana di Firenze. Con il supporto di Gagosian. Si ringrazia Maria Manetti Shrem e Fondazione Hillary Merkus Recordati.

In copertina: Anselm Kiefer, Engelssturz (det.), 2022-2023. Photo: Georges Poncet. © 2023 Anselm Kiefer

Tutte le altre Info >> QUI

fonte: www.palazzostrozzi.org