giovedì 4 maggio 2023

Musica: Marco Mengoni lancia il nuovo album "Prisma", chiusa la trilogia di "Materia"

Ufficio stampa
L'artista rappresenterà l’Italia il 13 maggio a Liverpool all’Eurovision Song Contest 2023 con "Due vite", brano con cui ha vinto Sanremo 2023

Marco Mengoni lancia il nuovo album "Prisma" e chiude la fortunata trilogia multiplatino di "Materia".

"Il prisma, come l’uomo, ha la capacità di assorbire esperienze, filtrarle per analizzarle e poi restituirle scomposte in una miriade di colori, ci permette di avere uno sguardo sulla realtà attraverso diversi punti di vista e prospettive", spiega l'artista. Il cantante rappresenterà l’Italia il 13 maggio a Liverpool all’Eurovision Song Contest 2023 con "Due vite", brano con cui ha vinto Sanremo 2023. Dopo il sold out delle 4 anteprime live europee si prepara a una estate live con Marco Negli Stadi e con la grande festa finale 15 luglio al Circo Massimo.

Si conclude la trilogia

 "Materia (Prisma)" conclude così il viaggio musicale di "Materia" (certificato triplo platino), un percorso in tre album che presenta tre anime differenti, ma complementari, iniziato a dicembre 2021 con "Materia (Terra)" - progetto che parte dalle origini e dalle radici di Marco Mengoni - e proseguito ad ottobre 2022 con "Materia (Pelle)" - disco in cui il cantautore presenta le sue ricerche musicali, le contaminazioni e i suoni provenienti da tutto il mondo.

Marco Mengoni si prepara per l’Eurovision

 Marco Mengoni rappresenterà l’Italia alla finale dell’Eurovision Song Contest 2023 prevista il 13 maggio a Liverpool con "Due vite", brano che continua ad essere tra i più amati dal pubblico dopo la vittoria alla 73esima edizione del Festival di Sanremo. A dieci anni dalla prima partecipazione all’Eurovision Song Contest a Malmö nel 2013 con “L’essenziale” - brano certificato quattro volte disco di platino - Marco Mengoni è pronto a tornare su quel palco e a condividere tutta l’energia e la forza di "Due vite" - in una versione riarrangiata per questa occasione unica - primo tassello dell’ultimo capitolo della trilogia discografica.

Il successo di "Due Vite"

 "Due Vite" ha già raggiunto il doppio disco di platino e, ad oggi, sono oltre 50 milioni le visualizzazioni del videoclip ufficiale. Ha debuttato al primo posto di tutte le classifiche streaming e download italiane, al #49 nella classifica global di Spotify e ha totalizzato 100 milioni di stream audio/video. Nella settimana di lancio, il brano è anche entrato in 54 classifiche di iTunes: al primo posto in Italia, Svizzera, Slovenia e Lussemburgo e in top10 in Belgio, Francia, Germania, Romania, Spagna e Slovacchia. Il brano è scritto dallo stesso Mengoni con Davide Petrella e Davide Simonetta; la produzione del brano è di E.D.D. e Simonetta.

Marco Mengoni è approdato oltreconfine

 In attesa di raggiungere Liverpool per la finale dell’Eurovision Song Contest 2023, Marco Mengoni è approdato oltre confine con un nuovo viaggio in alcune delle città di riferimento della scena musicale europea con 4 anteprime live tutte sold out: dopo Parigi e Bruxelles, è atteso il 27 aprile a Francoforte (Batschkapp) e il 29 aprile a Zurigo (Komplex 457).

L'estate live di Marco Mnegoni

 Con 13 anni di carriera, 7 album in studio, 71 dischi di platino, 2 miliardi di stream audio/video, 9 tour live, quattro anteprime live europee tutte sold out nelle città di Parigi, Bruxelles, Francoforte e Zurigo, e dopo il successo dei suoi primi live negli stadi nell’estate 2022 culminati con il sold out allo stadio San Siro a Milano, lo show allo stadio Olimpico a Roma e il successivo tour autunnale con 13 tappe nei principali palazzetti italiani tutti sold out, Marco Mengoni è pronto a ripartire quest’estate live con Marco Negli Stadi, il suo primo tour nei principali stadi italiani che rappresenta un ulteriore trionfo di questi ultimi due incredibili anni di traguardi. E’ infatti atteso nelle città di Bibione (17 giugno - data zero), Padova (20 giugno), Salerno (24 giugno), Bari (28 giugno), Bologna (1 luglio), Torino (5 luglio), Milano (8 luglio), prima del gran finale live il 15 luglio al Circo Massimo a Roma. Un evento unico ed eccezionale in una location deputata ai grandi happening che chiuderà la sua fortunatissima prossima stagione live estiva.

fonte: www.tgcom24.mediaset.it

Libri: "L'alfabeto della moda. Il mondo della moda di oggi in 26 lettere" di Andrea Batilla

Che cosa accomuna Cher a Orietta Berti? Qual è il legame che unisce moda, mondo digital e influencer marketing? Che cos'ha portato al successo del denim, il tessuto che le classi più povere hanno usato dal Cinquecento in poi, specialmente nel Nord Italia, per cucirsi vestiti che durassero due o tre vite? 

26 lettere, dalla A di Adoro alla Z che oggi ritrae un'intera generazione, per un personalissimo sillabario, un abbecedario, forse una mappa stellare per tutti coloro che vogliano orientarsi nel multiverso della moda passata e contemporanea. 

Toccando, come deve essere, anche quei temi che solo apparentemente risultano distanti dal modo di vestire, in particolare le costruzioni culturali che nei secoli hanno edificato concetti come grasso, magro, mascolino, effeminato. Questo alfabeto è dunque non un libro sulla moda, ma un libro sul mondo, il nostro mondo fatto di pubblicità, social network, musica, eventi, professionisti e dilettanti, tradizione e iconoclastia, paura e desiderio che si traducono, alla fine, in un vestito da indossare, da esibire o da nascondere. 

Il tutto raccontato dalla penna personalissima dell'autore: outsider, voce fuori dal coro, irriverente punto di riferimento del mondo della moda che, con il precedente libro Instant moda, ha dato vita prima a un caso editoriale, poi a un long seller diventato un must have nella biblioteca di qualsiasi curioso o appassionato del settore.

Andrea Batilla ha collaborato come designer e ricercatore tessile per alcuni tra i più importanti marchi del Made in Italy come Romeo Gigli, Trussardi, Aspesi, Cerruti, Les Copains, Bottega Veneta. È stato per cinque anni direttore della scuola di moda dell’Istituto Europeo di Design di Milano e in quel periodo ha creato la Piattaforma Sistema Formativo Moda, prima associazione italiana delle scuole di moda. Dal 2010 si è occupato di consulenze aziendali in qualità di brand strategist collaborando con vari marchi. Nel 2019 pubblica Instant moda. La moda, dagli esordi a oggi, come non ve l'ha mai raccontata nessuno e nel 2021 L'alfabeto della moda. Il mondo della moda di oggi in 26 lettere, entrambi editi da Gribaudo.

 fonte: www.lafeltrinelli.it

venerdì 28 aprile 2023

Firenze: Palazzo Pitti celebra Eleonora di Toledo, 100 opere in mostra. Dipinti, arazzi, abiti, gioielli, raccontano la corte dei Medici

Oltre 100 opere tra dipinti, disegni, arazzi, abiti, gioielli, pietre preziose per raccontare la vita, la personalità e l'impegno culturale di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo de' Medici.

L'esposizione è visibile dal 7 febbraio al 14 maggio negli spazi del Tesoro dei Granduchi al piano terreno di Palazzo Pitti.

'Eleonora di Toledo e l'invenzione della corte dei Medici a Firenze', è il titolo della mostra suddivisa in sette sezioni. 

Il primo capitolo racconta l'infanzia di Eleonora a Napoli all'inizio del Cinquecento e propone, tra le varie opere, il ritratto di Pedro de Toledo come cavaliere dell'ordine di Santiago, di Tiziano Vecellio. 

Segue la sezione dedicata all'arrivo a Firenze come moglie di Cosimo e quella sugli undici figli della coppia che accoglie il ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni di Agnolo Bronzino. 

L'esposizione si sofferma poi sull'interesse di Eleonora per l'arte e in particolare per i lavori prodotti dall'Arazzeria medicea: in mostra l'arazzo della bottega di Nicolas Karcher, tessuto da un cartone di Francesco Salviati, Compianto sul Cristo morto. Altre sezioni raccontano della sua influenza sulla trasformazione della moda a Firenze e l'amore per i giardini. L'opera più importante tra le committenze della duchessa fu proprio il Giardino di Boboli. L'ultimo capitolo della mostra è dedicato alla fortuna postuma di Eleonora e al suo lascito culturale: sono qui esposti ritratti come quello attribuito ad Alessandro Allori. 

"Com'è ben noto - ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - la storia dei Medici a Firenze finì con una grande donna, Anna Maria Luisa de' Medici, che il 31 ottobre 1737 firmò il Patto di Famiglia, affinché i tesori artistici e culturali della dinastia non fossero venduti e dispersi nel mondo ma rimanessero in città e in Toscana. Non meno importante fu la sovrana che nel Cinquecento gettò le basi del principato, Eleonora di Toledo, il cui impegno ancor oggi determina il volto di Firenze". (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Teatro > Morto Renzo Giacchieri, la nota di cordoglio di Fondazione Arena

Cecilia Gasdia, per tutti i lavoratori e gli artisti della Fondazione Arena di Verona, esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa improvvisa di Renzo Giacchieri, docente, regista e Sovrintendente areniano.

Nato a Roma nel 1939 e formatosi culturalmente e professionalmente nella capitale, Renzo Giacchieri ha dedicato tutta la sua vita al teatro e alla musica, arti culminanti nell’Opera, sua vocazione. Impiegato presso la Rai dal 1960 per trent’anni, dal 1979 ne ha diretto la programmazione di musica e teatro di Rai 3. Nello stesso periodo è stato per alcuni anni docente presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e, dagli anni ’80, ha intensificato l’attività come regista d’opera, alternandola a diversi incarichi dirigenziali cui è chiamato presso le più importanti istituzioni italiane: Direttore del Festival Puccini di Torre del Lago, Sovrintendente al Teatro di San Carlo di Napoli, Presidente dell’Ente Teatrale Italiano, Commissario Straordinario al Carlo Felice di Genova, Presidente del Conservatorio Dall’Abaco di Verona.

Proprio Verona è stata città adottiva e seconda patria per Renzo Giacchieri, come regista e come dirigente: nel 1981 esordisce in Arena curando la messa in scena di Nabucco (protagonisti Bruson, Dimitrova, Petkov) e tornando nel 1982 per Macbeth; con i complessi areniani realizza la storica produzione en plen air di Aida a Luxor per poi tornare in anfiteatro per l’inaugurazione del Festival 1992 con Don Carlo (seconda e ultima volta del titolo in Arena) con scene di Dante Ferretti e costumi di Gabriella Pescucci. Dal 1982 al 1986 è stato Sovrintendente dell’Ente Lirico Arena di Verona succedendo a Carlo Alberto Cappelli; viene nuovamente nominato nello stesso ruolo dal 1998 al 2002 nell’Ente appena diventato l’attuale Fondazione Arena di Verona.

Verdi e Puccini sono stati gli autori della vita di Renzo Giacchieri, che però vantava una conoscenza enciclopedica e un repertorio sterminato, guide fondamentali delle sue proposte artistiche come Sovrintendente. Diversi i riconoscimenti ottenuti per la sua attività, tra cui i premi Illica, Truffaut, Una vita per la musica. Solo negli ultimi anni ha firmato regie a Caracalla, Trieste, Genova, Salerno, Catania, Torre del Lago, Salisburgo, Siviglia, Tel Aviv, Avenches, Tokyo, San Pietroburgo; ha infine inaugurato la Stagione Lirica 2020 al Teatro Filarmonico con Lucia di Lammermoor di Donizetti, a quarant’anni esatti dal suo esordio sul palcoscenico veronese con la regia della rara Turandot di Busoni.

«A nome di tutti i lavoratori della Fondazione Arena e degli artisti ad essa legati, desidero esprimere il più profondo cordoglio per l’inaspettata scomparsa di Renzo Giacchieri – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia. – Al dolore della notizia si aggiunge il mio sgomento personale: solo pochi giorni fa nulla la lasciava presagire. Come molti altri professionisti oggi in carriera, devo moltissimo all’incontro fortunato con la sua persona, estremamente discreta e riservata, eppure attentissima, esigente e arguta. Lui c’è sempre stato, da quel Concorso Callas che fortissimamente volle nel 1980 e che fu per me l’inizio: la sua vicinanza e i suoi consigli vigili sono sempre stati fondamentali, fino alle nostre più recenti collaborazioni in Fondazione. Se ne è andato un uomo di teatro d’altri tempi, un regista di scuola tradizionale ma mai ignaro dei progressi nel mondo dello spettacolo, un uomo di cultura a tutto tondo, di competenza, misura e polso eccezionali. Alle sue nipoti e alle loro famiglie vanno le nostre più sentite condoglianze».

fonte: Di Cronaca di Verona    www.cronacadiverona.com

lunedì 24 aprile 2023

Libri: "Carlo III. Il destino della corona" di Antonio Caprarica

Che tipo di re sarà Carlo? Camilla riuscirà a scrollarsi di dosso il fantasma di Diana? Qual è, oggi, il destino della monarchia?


Principe ribelle. Principe laureato. Principe impiccione. Il povero Carlo . Nel corso dei decenni di attesa che l'hanno reso anche l'«erede dei record», Carlo è stato chiamato in molti modi. Amato e odiato da stampa e sudditi a fasi alterne, tra picchi di straordinaria popolarità e abissi di ostilità e discredito, non si può certo dire che il suo percorso da principe a re sia stato lineare e privo di ostacoli. 

Dall'infanzia, bambino e poi adolescente timido e insicuro, bullizzato dal padre e trascurato dalla madre, alla giovinezza in giro per il mondo in cerca di se stesso, al matrimonio forzato con Diana e l'amore eterno e impossibile con Camilla - in uno dei triangoli amorosi più chiacchierati di sempre - fino alla tragedia che ha gettato l'ombra immortale di Lady Di sulla royal family e segnato per sempre la vita di Carlo e di William e Harry. 

Nel tempo, il principe si è trovato, suo malgrado, ad affrontare molte sfide: la gestione di una famiglia a dir poco disfunzionale, l'educazione dei figli, il duro attacco del secondogenito e della moglie Meghan a una monarchia già indebolita dagli scandali e poi dalla morte di Elisabetta, pilastro che l'ha tenuta in piedi per settant'anni. 

Pagina dopo pagina, Antonio Caprarica ci mostra un sovrano a due facce: il culto del passato e la lungimiranza sull'ambiente, una vita tra i lussi e l'attenzione ai più deboli, la determinazione di un uomo che, in barba a chi lo considera amletico e inconcludente, ha ottenuto il lieto fine salendo al trono al fianco della donna che ha sempre voluto come sua regina. 

Antonio Caprarica è giornalista e scrittore. Dopo la laurea in Filosofia alla Sapienza di Roma con Lucio Colletti, ha iniziato la carriera giornalistica a «L'Unità» ed è stato in seguito condirettore di «Paese Sera». Tra il 1988 e il 1993 è stato corrispondente del Tg1 dal Medio Oriente. Dal 1993 al 2006 è stato a capo dell'ufficio di Corrispondenza della Rai prima a Mosca, poi a Londra e infine a Parigi. Dopo tre anni a Roma come direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai, è tornato a lavorare nella sua amata Londra. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato molti titoli, tra i quali ricordiamo Dio ci salvi dagli inglesi... o no!? (2006), che ha ottenuto il Premio Gaeta per la letteratura di viaggio, La ragazza dei passi perduti (2006); Com'è dolce Parigi... o no!? (2007); Gli italiani la sanno lunga... o no!? (2008); Papaveri & papere. Breve storia universale delle gaffes dei potenti (2009); I Granduchi di Soldonia (2009); C'era una volta in Italia. In viaggio fra patrioti, briganti e principesse nei giorni dell'Unità (2010); Oro, argento e birra. Le Olimpiadi di Londra (2012); La classe non è acqua (2012); Ci vorrebbe una Thatcher (2012); Il romanzo dei Windsor. Amori, intrighi e tradimenti in trecento anni di favola reale (2013) e  Il romanzo di Londra. Storie, segreti e misfatti di una capitale leggendaria (2014). Vincitore di numerosi premi di giornalismo tra i più prestigiosi (Ischia, Fregene, Val di Sole), collabora con vari quotidiani e periodici.

fonte: www.lafeltrinelli.it

L'arte di Francesco Vezzoli al Palazzo delle Esposizioni a Roma.Vita Dulcis, le opere contemporanee ridanno vita al passato

ROMA - E' il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale a Roma a ospitare dal 22 aprile al 27 agosto "Vita Dulcis, paura e desiderio nell'Impero Romano", la mostra di Francesco Vezzoli, presentata alle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano. Curata dall'artista e da Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano, e promossa dal ministero della Cultura, l'esposizione raccoglie in sette sale, ognuna dedicata a un aspetto peculiare della storia dell'Impero Romano, le opere di Vezzoli, artista capace di mettere in dialogo l'arte antica con le simbologie di oggi in un percorso che accosta arte contemporanea, archeologia e cinema.

Da sempre l'artista rivolge il suo interesse al passato, connettendolo al presente in un gioco di riferimenti e mescolanze tra cultura pop, fugace ed emotiva, e cultura classica, eterna e solenne. La mostra, pensata e autoprodotta per il Palazzo delle Esposizioni, unisce l'arte contemporanea con la storia romana attraverso le opere provenienti dalle sedi del Museo Nazionale Romano e in particolare dai depositi, ricchi di opere artistiche. 

"Vita dulcis inaugura il nuovo corso del Palazzo delle Esposizioni - ha dichiarato Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo alla presentazione - e ne rilancia il ruolo come punto di riferimento per la produzione e ideazione di progetti espositivi inediti, volti a riportare Roma al centro della scena culturale internazionale del contemporaneo". "Grazie alla collaborazione con l'Azienda Speciale Palaexpo - ha commentato Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano - il pubblico scoprirà, accanto ad alcuni dei capolavori noti del museo, molti oggetti poco conosciuti o addirittura mai visti, che abbiamo tirato fuori dagli ingenti depositi per l'occasione della mostra". 

I depositi "riscoperti" prendono un significato particolare proprio grazie alla visione artistica di Francesco Vezzoli, che proietta gli oggetti antichi in una prospettiva contemporanea: le opere e i reperti dell'arte classica romana rivivono in un percorso espositivo privo di quella "freddezza" di molte esposizioni museali, e che restituiscono al visitatore l'intensità vitale e l'umanità che questi reperti sanno suscitare, immergendoli in un allestimento scenografico suggestivo e inaspettato. In quest'esposizione Vezzoli reinterpreta alcune iconiche sculture romane, immerse in una dimensione installativa, suggestiva e teatrale, disegnata dall'artista Filippo Bisagni, ed esaltati da un gioco di luci e ombre, realizzato da Luca Bigazzi. (ANSA). 

fonte: di Ida Bini www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Eleonora Abbagnato Presidente di Giuria del Concorso Internazionale di Danza Spoleto

Si inizia a respirare aria di Danza a Spoleto,  la prima notizia è quella di annunciare Eleonora Abbagnato, étoile dell’Opera di Parigi, direttore del corpo di ballo e della scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma,  come presidente della giuria del Concorso Internazionale di Danza di Spoleto, Direttore Artistico Irina Kashkova e Direttore organizzativo Paolo Boncompagni

Venerdì 28 aprile sarà presentata alla stampa la 31esima edizione dell’International Dance Competition ma, già da settimane, all’interno dei percorsi meccanizzati della città, sono stati istallati i pannelli che promuovono la manifestazione che si terrà al Teatro Gian Carlo Menotti dal 2 al 6 maggio.

A giudicare, personalità di spicco del mondo coreutico: Paola Jorio, Direttrice della Scuola del Balletto di Roma, Francesco Ventriglia, Direttore Artistico del Centro Coreografico di Sydney, Renato Zanella, Direttore Artistico del Balletto Nazionale Sloveno, Clotilde Vayer, Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, e Lukas Timulak, coreografo di fama internazionale. Per il Premio della Critica Sara Zuccari, giornalista, storica, critica di danza per Tgcom24 Mediaset e Direttrice del Giornale della Danza.

Come sempre una settimana intensa per i giovani danzatori che arriveranno da tutto il mondo per partecipare all’unico Concorso italiano riconosciuto a livello Internazionale e inserito nella rosa delle competizioni più blasonate dell’International Federation of Ballet Competition.

“Il prestigio del nostro concorso è dovuto anche alla commissione giudicatrice. Da sempre l’IDC Spoleto prevede una giuria internazionale – spiega il Direttore Artistico Irina Kashkova, con Presidente rigorosamente Italiano, che esaminerà i giovani danzatori secondo un programma di fasi eliminatorie, semifinali e finali per arrivare al momento della consegna dei premi e all’esibizione dei vincitori nel Gran Gala di chiusura del sabato.”

fonte:  Redazione https://giornaledelladanza.com

venerdì 21 aprile 2023

Tecnologia: L’Antitrust “libera” i contenuti musicali su Facebook e Instagram: «Meta deve trattare con Siae»

L’Agcm adotta “misure cautelari” nei confronti della società di Zuckerberg

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato impone a Meta la ripresa della trattativa con Siae sui contenuti musicali nei social network. E li “libera” su Facebook e Instagram. Il 16 marzo scorso l’azienda di Mark Zuckerberg aveva eliminato dai social dopo che le trattative con la società degli editori italiane non erano andate a buon fine. Siae ha sostenuto che le trattative sono saltate all’improvviso e che Facebook e Instagram hanno usato la musica senza pagare i diritti. Meta ha detto che la trattativa è saltata per le richieste “troppo esose” di Siae. Ora arriva l’Antitrust a mettere un punto. Nella nota consegnata alle agenzie di stampa l’Agcm dice che ha deliberato di adottare misure cautelari nei confronti di Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, Meta Platforms Technologies UK Limited e Facebook Italy S.r.l. Meta fa sapere a Open di non condividere le misure cautelari adottate dall’Agcom. «Tuttavia – precisano – accogliamo con favore l’opportunità offerta a tutte le parti coinvolte di tornare al tavolo delle trattative per raggiungere una soluzione condivisa».

Agcm contro Zuckerberg

E aggiunge che l’Autorità ha ritenuto che sussistano i presupposti per adottare le misure cautelari. In particolare, l’Antitrust «ha individuato la dipendenza economica di Siae da Meta sulla base della presunzione prevista, per le piattaforme digitali, dall’articolo 9 della legge n. 192 del 1998, sottolineando come in questo caso i criteri valutativi debbano essere differenti rispetto a quelli utilizzati di solito per gli altri settori economici tradizionali. In tale contesto, il comportamento di Meta sembra avere natura abusiva e tale da determinare un danno grave e irreparabile alle dinamiche competitive nei mercati relativi alla gestione dei diritti d’autore, incidendo su tutti i soggetti che compongono la filiera (autori, soggetti che contribuiscono alla creazione dell’opera e tutelati dalla legge sul diritto d’autore, collecting societies che tutelano questi diritti, utenti finali)».

Le trattative

L’Autorità ha disposto che Meta «riprenda immediatamente le trattative, mantenendo un comportamento ispirato ai canoni di buona fede e correttezza e provveda a fornire tutte le informazioni necessarie onde consentire a Siae di ripristinare l’equilibrio nel rapporto commerciale con Meta. Inoltre, previa autorizzazione di Siae, Meta dovrà ripristinare la disponibilità dei contenuti musicali su Facebook e su Instagram. Infine, l’Autorità ha disposto che, in caso di disaccordo tra le parti in ordine alla quantità e alla qualità delle informazioni da fornire da parte di Meta, nominerà un fiduciario che le individui. Il soggetto fiduciario dovrà essere terzo, indipendente e in possesso di adeguata competenza tecnica».

fonte:  di Redazione  https://www.open.online/

Fashion > LuisaViaRoma: sfilata multibrand a Firenze il 14 giugno

LuisaViaRoma presenta "Runway Icons", una sfilata multi-brand che avrà luogo a Firenze il 14 giugno. Concepito come evoluzione del primo show organizzato da LuisaViaRoma nel 2019, l'evento si svolgerà durante la settimana di Pitti Uomo, nella splendida cornice di Piazzale Michelangelo, alla presenza di 2,000 ospiti.

"Runway Icons" illustrerà l’evoluzione della moda e dello stile mondiale attraverso i decenni, instaurando un dialogo visivo tra passato, presente e futuro. Lo show presenterà look di oltre 50 brand internazionali, sia emergenti che affermati, che porteranno in passerella outfit simbolo sia del loro heritage che del loro Dna contemporaneo. Ad indossare questi look saranno i volti più influenti dell’industria della moda, selezionati insieme a British Vogue. La sfilata si concluderà con una speciale performance musicale, a cui seguirà una cena esclusiva e un party.

Per celebrare questo evento, organizzato in collaborazione con British Vogue e Edward Enninful Obe, LuisaViaRoma organizzerà inoltre una serie di attivazioni nella sua città natale, Firenze, simbolo della moda e dell’artigianalità italiana, che coinvolgeranno anche l’iconico store di Via Roma.

"A partire dalla sua fondazione, 94 anni fa, LuisaViaRoma ha sempre omaggiato la moda nella sua espressione più alta. Questo incredibile evento, pensato per essere altamente inclusivo, dal momento che si apriranno le porte a 2,000 invitati, desidera mostrare un approccio più autentico al business: rispettoso del passato, focalizzato sul presente, e proiettato nel futuro”, commenta Andrea Panconesi, fondatore e presidente di LuisaViaRoma. “Firenze, il luogo in cui tutto è iniziato, giocherà un ruolo cruciale in questo evento, offrendo ai suoi ospiti un momento indimenticabile in una location d’eccezione in cui svelare l’espressione più alta della moda e del lusso".  

fonte: Copyright © 2023 AdnKronos. All rights reserved. via https://it.fashionnetwork.com/

Diritti > Il Parlamento europeo condanna l'Italia, l'Ungheria e la Polonia per la retorica anti-LGBT

Dursun Aydemir/Anadolu Agency via Getty Images
L'emendamento contro parole di "influenti leader e governi" è stato approvato con 282 voti a favore, 235 contrari e 10 astenuti e inserito dalla delegazione dei Verdi in una risoluzione sulla depenalizzazione universale dell'omosessualità

Il Parlamento europeo ha approvato un emendamento che "condanna fermamente la diffusione di retorica anti-diritti, anti-gender e anti-Lgbtq da parte di alcuni influenti leader politici e governi nell'Ue, come nel caso di Ungheria, Polonia e Italia". L'emendamento è stato approvato con 282 voti a favore, 235 contrari e 10 astenuti e inserito dalla delegazione dei Verdi.

La votazione è avvenuta all'interno della più ampia risoluzione sulla depenalizzazione universale dell'omosessualità, alla luce dei recenti sviluppi in Uganda, approvata invece con 416 voti a favore, 62 contrari e 36 astenuti.

Si legge nel testo approvato che l'Europarlamento "esprime preoccupazione per gli attuali movimenti retorici anti-diritti, anti-gender e anti-Lgbtq a livello globale, alimentati da alcuni leader politici e religiosi in tutto il mondo, anche nell'Ue; ritiene che tali movimenti ostacolino notevolmente gli sforzi volti a conseguire la depenalizzazione universale dell'omosessualità e dell'identità transgender, in quanto legittimano la retorica secondo cui le persone Lgbtiq sono un'ideologia anziché esseri umani; condanna fermamente la diffusione di tale retorica da parte di alcuni influenti leader politici e governi nell'Ue, come nel caso di Ungheria, Polonia e Italia"

Il Partito Popolare Europeo aveva dato indicazioni di non votare l'emendamento

Il Ppe, a quanto si apprende da fonti del gruppo, ha dato indicazione a non votare l'emendamento. I numeri del voto, sebbene i tabulati non siano disponibili per regolamento, riflettono una spaccatura della maggioranza Ursula sull'emendamento.      

Dai Popolari spiegano che l'emendamento era "estraneo allo scopo d'urgenza" della risoluzione e, come deciso dal Ppe a seguito dello scandalo Qatargate, emendamenti di questo tipo non sono votati dal gruppo. Le stesse fonti rimarcano come la risoluzione nel suo interno, focalizzata sull'Uganda, ma che conteneva anche l'emendamento su Italia, Polonia e Ungheria, sia stata comunque votata dal Ppe. 

Fonti della delegazione di FI danno una spiegazione ulteriore al voto contrario sull'emendamento: "Si è trattato - spiegano - si un attacco al governo italiano".

Zan, PD: “L’Unione europea già associa l’Italia ai paesi Visegrad”

"Per la prima volta oggi il Parlamento Europeo ha esplicitamente condannato il governo italiano, insieme a quello dell'Ungheria di Orban e della Polonia di Duda, per la diffusione di una retorica e il sostegno a movimenti contro i diritti della comunità Lgbtqia+. La mozione, passata a stragrande maggioranza (416 voti a favore e solo 62 contrari), dimostra che questa destra ci sta trascinando rovinosamente tra i Paesi più arretrati d’Europa e che l’Unione europea già associa l’Italia ai paesi Visegrad. È l’ennesima umiliazione per l’Italia, stato fondatore dell’Unione: il governo Meloni sta attaccando le famiglie omogenitoriali, in palese accordo con Orban, che ha appena fatto approvare in Ungheria una legge per denunciare anonimamente le famiglie arcobaleno, una norma che ricorda a tutti gli effetti le leggi razziali. Il Pd è e sarà in prima linea, fuori e dentro il Parlamento, per fermare questa pericolosa deriva e tutelare i principi di uguaglianza imposti dalla Costituzione e dai principi fondamentali su cui si basa l'Unione europea". Così Alessandro Zan, deputato e responsabile diritti della segreteria nazionale del Pd. 

Zan, nella sua nota, si riferisce però ai numeri della votazione per l'intera risoluzione, quando parla di “mozione passata a stragrande maggioranza”. 

fonte:  www.rainews.it

Teatro: Veronica Pivetti in scena con Stanno sparando sulla nostra canzone al Quirino

Stanno sparando sulla nostra canzone - Cristian Ruiz, Veronica Pivetti, Cristian Ruiz e Brian Boccuni (foto Renzo Daneluzzi)
Veronica Pivetti va in scena con Stanno sparando sulla nostra canzone al Teatro Quirino: accanto a lei anche Cristian Ruiz e Brian Boccuni, per una black story musicale ambientata nell’America degli anni ’20

Stanno sparando sulla nostra canzone va in scena al Teatro Quirino di Roma dal 25 al 30 aprile 2023. Accanto a Veronica Pivetti, in scena anche Cristian Ruiz e Brian Boccuni. Si tratta di una black story musicale di Giovanna Gra, con ideazione scenica e regia di GRA&MRAMOR.

La storia

Siamo in America, nei mitici anni venti. Anni d’oro e ruggenti. I baci e gli abbracci non sono più sconsigliati, l’epidemia di spagnola un lontano ricordo. In ogni pentola, o quasi, frigge quel che passa il convento, ma anche una bella manciata di futuro fresco e incontaminato. Gli scampati corteggiano le sopravvissute. Le sopravvissute si danno alla pazza gioia e sanno che la speranza è l’ultima a morire. In pieno proibizionismo, la malavita prospera e con essa un folto sottobosco di spregiudicati. Questa l’atmosfera della nostra storia accompagnata dalla contemporaneità di canzoni fra le più note e trascinanti della musica pop e rock.

Stanno sparando sulla nostra canzone – Cristian Ruiz, Veronica Pivetti (foto Renzo Daneluzzi)

Protagonista di questa black story, una sensuale e spiritosa Veronica Pivetti, in arte Jenny Talento, fioraia di facciata ma, in realtà, venditrice d’oppio by night, che finisce col cedere alle avances di un giovane e inesperto giocatore di poker, Nino Miseria. La voglia di risorgere, dopo gli anni della pandemia, soffia sulla passione, e Jenny si lascia trascinare in un mondo perduto fatto di malavita, sesso, amore e gelosia. Fino a quando il gangster più temuto della città, Micky Malandrino, un visionario dal mitra facile spacciatore di sentimenti e tentazioni, non pretende da lei la restituzione di un vecchio debito contratto dal suo amante

Dopo qualche resistenza, la donna cede, ma poi ci ripensa trascinandoci all’epilogo, in una resa dei conti salata e non più rinviabile, con un finale in crescendo decisamente esplosivo. Stanno sparando sulla nostra canzone è uno spettacolo incalzante dalle atmosfere retrò, travolte e stravolte da un allestimento urban, spolverato dai fumi colorati delle strade di Manhattan, da occhiali scuri, mitra, calze a rete, scintille e canzoni. E dalla travolgente esuberanza di un mondo risorto alla vita.

fonte: Di Raffaella Mazzei  www.spettacolo.eu

venerdì 14 aprile 2023

Eventi: All'Arena di Verona l’unica tappa italiana dell'evento "Disney 100 - The Concert"

In occasione del centenario di Disney, gli studi di animazione annunciano l’unica tappa italiana del "Disney 100 - The Concert" che si terrà all’Arena di Verona sabato 13 maggio 2023 alle ore 21. 

La data, presentata in Italia da Vivo Concerti e prodotta da Semmel Concerts, vedrà risuonare nella spettacolare Arena di Verona le musiche più iconiche della centenaria storia di Disney, in uno spettacolo multimediale che ripercorrerà le più belle musiche e film di casa Disney.

Biglietti disponibili su www.vivoconcerti.com a partire dalle ore 11 di mercoledì 9 novembre 2022, e dalle 11 di lunedì 14 novembre 2022 in tutti i punti vendita autorizzati.

 

Negli anni, Disney è riuscita a rimanere una certezza e un punto di riferimento nei sogni di intere generazioni. Il palco del "Disney 100 - The Concert" non si limiterà a essere calcato dai beniamini dell’era classica Disney (Topolino, Cenerentola, Il Re Leone e Mary Poppins), ma lascerà altrettanto spazio anche agli eroi della Disney contemporanea tra i personaggi Pixar, gli idoli di Star Wars come the Mandalorian e i supereroi Marvel come Black Panther. 

Lo spettacolo includerà la proiezione su grande schermo di alcune scene leggendarie dei film, accompagnate dalla Hollywood Sound Orchestra e cantanti solisti, in un’entusiasmante e suggestiva esperienza multimediale. Fin dalla sua nascita nel 1923, The Walt Disney Company è stata per tutti sinonimo di fantasia, magia, sogni ed emozioni vissuti da innumerevoli eroi ed eroine, in mondi affascinanti e con colonne sonore che rimangono scolpite nella memoria di grandi e piccini. 

Altre informazioni Sito web vivoconcerti.com Evento per bambini

fonte: Redazione  www.veronasera.it

Libri: "Delitto in riva al mare" di Antonio Lanzetta

Un grande thriller

Dall'autore del bestseller L'uomo senza sonno

A volte dietro la follia si celano oscure verità


Il corpo senza vita di Elena Perna, una ragazza di diciannove anni, viene trovato riverso su una spiaggia di Salerno. Il caso viene affidato al commissario Massimo Trotta e a Lidia Basso, psicologa forense e consulente della questura. Le indagini assumono da subito dei contorni a dir poco inquietanti. 

Lidia e Massimo ricevono infatti una chiamata dal Santacroce, una struttura che ospita giovani pazienti psichiatrici: un diciassettenne di nome Matteo fa da giorni disegni che sembrano ritrarre proprio Elena, la ragazza che è stata uccisa. Senza averla mai vista. 

Nessuno, in quel reparto del Santacroce, ha contatti con l’esterno né con i mezzi di informazione. Lidia fa di tutto per avere un colloquio con Matteo. La sfuggente personalità del ragazzo la affascina, ma a irretirla è la storia di cui in passato è stato protagonista. Una vicenda segnata da indicibili sofferenze e violenze inimmaginabili, nota alle cronache come “La casa degli orrori”, sulla quale aleggiano ancora interrogativi destinati a non trovare risposta. Com’è possibile che ci sia un legame tra Elena e Matteo? Eppure, nelle sue allucinazioni, sembra nascondersi una chiave per individuare l’assassino…

Una ragazza brutalmente uccisa
Un ragazzo che ha vissuto l’orrore
È possibile scorgere la verità attraverso lo sguardo della follia?


«Un romanzo oscuro e coinvolgente che tiene il lettore incollato alla pagina fino al finale mozzafiato.»
Il Mattino

«Un libro consigliatissimo a tutti gli amanti del thriller e del noir.»
Milano Nera

«La sua scrittura è sempre molto fluida e i colpi di scena ben dosati e mai banali.»
MangiaLibri

Antonio Lanzetta vive a Salerno. Ha iniziato a scrivere fantasy/young adult, poi ha virato verso il thriller, prima con il racconto breve Nella pioggia, finalista al premio Gran Giallo di Cattolica, e poi con Il buio dentro, romanzo tradotto in Francia, Canada e Belgio. Il buio dentro è stato anche citato dal «Sunday Times» come uno dei cinque migliori thriller non inglesi del 2017. Con Newton Compton ha pubblicato nel 2021 il romanzo gotico L’Uomo senza Sonno. Il Ritratto della Morte

fonte: www.newtoncompton.com

Genova: Palazzo Ducale, Man Ray. Opere 1912-1975. Fino al 9 luglio 2023, Appartamento del Doge

Fotografie, disegni, dipinti, sculture e film: oltre trecento opere esposte a Palazzo Ducale raccontano il lavoro e la vita di un genio del Novecento, Emmanuel Radnitzky, in arte Man Ray.

Passato alla storia come uno dei più grandi fotografi del secolo scorso, Man Ray è stato anche uno straordinario pittore, scultore e regista d’avanguardia, la cui poetica è stata caratterizzata fin dagli esordi dall’ironia, dalla sensualità e dalla volontà di sperimentare, di rompere gli schemi e creare nuove estetiche.

La mostra monografica, articolata in sette sezioni, ripercorre cronologicamente la biografia dell’artista evidenziano gli aspetti innovativi e originali della sua opera all’interno dei contesti culturali in cui ha operato.

Nato nel 1890 a Filadelfia, Man Ray esordisce a New York con la prima mostra personale nel 1915 ed è uno dei protagonisti del DADA americano insieme a Marcel Duchamp, amico e complice artistico di una vita: dal loro incontro nascono autentiche icone dell’arte del XX secolo come La tonsure e Elevage de poussiére (entrambe esposte in mostra), fotografie che rimettono in discussione l’idea stessa di ritratto e di realtà, dove la superficie impolverata di un vetro diventa un paesaggio alieno, futuribile.

Quando Man Ray si trasferisce a Parigi, all’inizio degli anni Venti, si concentra interamente sulla fotografia e pubblica i primi Rayographs, immagini fotografiche ottenute senza la macchina fotografica, accolte con entusiasmo dalla comunità artistica parigina. Una comunità che in quel momento vive la sua stagione d’oro tra Dadaismo e Surrealismo, di cui Man Ray è al tempo stesso protagonista e testimone.

I temi ricorrenti nella poetica di Man Ray sono quelli del corpo e della sensualità, che nel periodo surrealista diventano il centro dell’ispirazione: a questi anni risalgono le immagini più note dell’artista, fotografie come Larmes, La Prière. Blanche et noire, dipinti e grafiche come A l’heure de l’observatoire – Les Amoureux, una scultura come Venus restaurée, ironica e geniale riflessione sulla classicità, tutte opere esposte in mostra.

Il 1940 segna l’anno del ritorno di Man Ray negli Stati Uniti, a causa della Seconda Guerra Mondiale, e segna anche un ritorno alla pittura, in solitudine. Negli anni successivi farà ritorno spesso in Europa e a Parigi – dove muore nel 1976 – creando nuovi ready-made e splendidi dipinti, nati dalla volontà di reinventare il mondo attraverso l’arte e contraddistinti dalla consueta ironia e intelligenza.

La mostra offre lo spazio anche per apprezzare l’attività di Man Ray nel cinema d’avanguardia, con la proiezione di pellicole storiche come Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926), L’Étoile de mer (1928) e Les Mystères du château du dé (1929).


La mostra è prodotta da Suazes e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
A cura di Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola


Biglietti

Acquista qui il biglietto online

Intero 13 €

Ridotto 11 €, consulta qui l’elenco delle riduzioni

Ridotto speciale possessori della Membership Card Ducale+ 9€

Ridotto scuole e ragazzi dai 6 ai 14 anni 5 €, scopri qui le attività educative in programma per le scuole

Ridotto under 27 5€, il martedì (non festivo)


SKY: The Big Bang Theory, in arrivo una serie TV tratta dal suo universo

Dopo Young Sheldon in via di sviluppo una nuova serie spin-off della celebre The Big Bang Theory

Max, il nuovo servizio HBO Max-Discovery+, sta tornando a collaborare con il creatore di The Big Bang Theory Chuck Lorre per una nuova serie ambientata nello stesso mondo del successo CBS. I dettagli della trama vengono tenuti nascosti per quella che sarebbe la seconda serie spin-off dell’amata The Big Bang Theory. La serie prequel Young Sheldon, attualmente in onda per la sesta stagione su CBS, è stata la prima. La serie originale, creata da Lorre e Bill Prady, è andata in onda per 12 stagioni in tutto il mondo. Uscita nel 2007 si è conclusa nel 2019 dopo 279 episodi e la star nominata agli Emmy Jim Parsons, che ha interpretato Sheldon Cooper, alla fine è stato responsabile della fine dopo aver deciso di abbandonare la serie. Lorre, infatti, è sempre stato irremovibile sul fatto di continuare la serie solo se l'intero cast avesse accettato di andare avanti.

Espandere The Big Bang Theory

Chuck Lorre è sempre stato aperto sui motivi per espandere il franchise di The Big Bang Theory oltre Young Sheldon. "In verità il motivo di uno spin-off è economico, e questo non è un buon motivo per fare una serie secondo me" ha detto Lorre in un'intervista ad ampio raggio legata al suo premio THR Producer of the Year 2019. “Dovresti fare una serie perchè hai qualcosa che ami davvero da raccontare e vuoi farlo. Il mercato segue la passione. Se inizi da quello... beh, diventa un dirigente di una rete televisiva”.

Il futuro di The Big Bang Theory

The Big Bang Theory si è concluso con Leonard (Galecki) e Penny (Cuoco) in attesa del loro primo figlio. Quell'idea ha naturalmente fatto parlare di uno spin-off che potrebbe seguire la coppia sposata nel loro percorso per diventare genitori. “(Ridendo.) “Mi sembra che questi sette personaggi condividano sette diverse aree dello stesso cervello. Li abbiamo divisi in ogni singola divisione diversa possibile e tutto funziona. Non ce ne sono due che non funzionano insieme. Non penso che sarebbe un disastro, ma non sarebbe The Big Bang Theory” ha detto Galecki a THR quando gli è stato chiesto cosa ne pensava di uno spin-off su Leonard e Penny. Cuoco ha aggiunto: “Uhhh, no! Ma se Chuck me lo chiedesse lo prenderei in grande considerazione perchè non dico di no a Chuck! … Penso che saranno genitori fantastici. Hanno aspettato così tanti anni e sono così divertenti e accomodanti. Gold Penny è davvero un tipo accomodante! Penso che sarebbero genitori adorabili. Posso solo immaginare."

fonte: https://tg24.sky.it/spettacolo  ©Webphoto

Danza: Addio a Pierre Lacotte, archeologo del balletto. Aiutò Nureyev a fuggire dalla Russia

Si è spento a 91 anni il grande coreografo che ha ricostruito i balletti del XIX secolo. Nel 1961 il suo intervento fu determinante nella defezione di Rudolf Nureyev, come aveva raccontato lo scorso dicembre a Sky Tg24 in quella che oggi resta la sua ultima intervista

Guardava il mare, nel silenzio della baia che aveva scelto per trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Seduto, con lo sguardo rivolto alla grande vetrata, circondato da arazzi e statue antiche, ci aveva accolto facendosi trovare pronto per quella che probabilmente è stata la sua ultima intervista. Aveva pensato a tutto. 

A scegliere l’angolo migliore del suo salottino, a stampare le foto con il suo amico Rudy, a preparare persino una chiavetta con gli estratti migliori del suo Marco Spada al Teatro dell’Opera di Roma. Perché, come mi aveva ripetuto più volte, aveva “promesso a Rudolf di far vedere sempre il meglio di lui”. Avvolto nella sua sciarpa bianca, con un vestito scuro, era lì, ad aspettarci, con tutta l’eleganza del danseur noble. Un danseur noble che ha scritto la storia della danza per aver ricostruito i grandi balletti del XIX secolo. Per questo veniva chiamato “l’archeologo del balletto”.

CHI ERA PIERRE LACOTTE

Pierre Lacotte si è spento oggi, a 91 anni. Lo ha annunciato sua moglie Ghislaine Thesmar, prima ballerina e splendida danzatrice, compagna di una vita. Danzatore, maestro, coreografo, direttore artistico, Lacotte è stato anche colui che aiutò Rudolf Nureyev a fuggire dalla Russia e a chiedere asilo politico alla Francia nel 1961. Lo avevamo incontrato lo scorso dicembre nella sua casa vicino a Tolone proprio in occasione dello speciale di Sky Tg24 dedicato ai 30 anni dalla scomparsa di Rudolf Nureyev  

Video dello lo Speciale >> QUI

Aiutò nureyev nella defezione

Accesa la lucina rossa della telecamera, il Maestro Lacotte aveva iniziato subito ad andare indietro nel tempo e nei ricordi. E a restituirci una testimonianza storica e unica di quei momenti di grande tensione vissuti all’aeroporto di Le Bourget a Parigi. Un racconto commovente, dettagliato e carico di emozioni diverse. Paura, terrore, incredulità, nervosismo. Una testimonianza straordinaria che resterà nel tempo, come i grandi balletti a cui lui ha ridato vita, come Le Silfidi o La figlia del Faraone. O quelli che ha creato ex novo come Le Roige et Le Noir, ispirato al celebre romanzo di Stendhal nel 2021, suo ultimo lavoro.

fonte: di Chiara Ribichini https://tg24.sky.it

venerdì 7 aprile 2023

Libri: "Fame d'aria" di Daniele Mencarelli

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D’un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla.

Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant’Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall’auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l’auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant’Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana.

Ad aiutare Agata nel bar c’è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all’inferno. “I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione.” Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all’altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca.

Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l’umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole.

Con Fame d’aria, Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l’amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

Daniele Mencarelli, poeta e narratore, nasce a Roma nel 1974. Vive ad Ariccia.
La sua ultima raccolta poetica è Tempo circolare (poesie 2019-1997), peQuod, 2019. Del 2018 è il suo romanzo d’esordio, La casa degli sguardi, Mondadori (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima). Nel 2020 esce Tutto chiede salvezza, Mondadori (finalista al premio Strega, vincitore del premio Strega Giovani, vincitore del premio Segafredo Zanetti-un libro un
film, vincitore del premio Anima per il sociale). Da questo romanzo è tratta per Netflix la serie omonima, con regia di Francesco Bruni.
Con Sempre tornare (Mondadori, 2021, premio Flaiano per la narrativa) lo scrittore chiude la
sua ideale trilogia autobiografica. Nell’aprile del 2022 è andata in scena al Centro Teatrale Bresciano, con la regia di Piero Maccarinelli, la sua prima opera teatrale: Agnello di Dio, che ora si appresta a girare i teatri d’Italia. Collabora scrivendo di cultura e società con quotidiani e riviste.

fonte: www.mondari.it

America Latina: Governo Lula crea Consiglio nazionale per i diritti Lgbt

Promuoverà studi, dibattiti e ricerche sul tema dell'inclusione 

(ANSA) - BRASILIA, 07 APR - Il governo brasiliano ha pubblicato un decreto che istituisce il Consiglio nazionale per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, travestiti, transgender, queer, intersessuali, asessuali e altri (Lgbtqia+).

In base al decreto, la sua funzione è quella di aiutare nell'elaborazione e nell'esecuzione di azioni e misure governative per le persone che fanno parte della comunità Lgbtqia+.

Il Consiglio sarà composto da 19 rappresentanti di organizzazioni della società civile, oltre a 19 rappresentanti dei ministeri del governo. La partecipazione non sarà remunerata. Tra le funzioni del Consiglio vi è quella di promuovere studi, dibattiti e ricerche sul tema dei diritti e dell'inclusione, nonché di sostenere campagne volte a promuovere e difendere i diritti e le politiche pubbliche delle persone Lgbtqia+. Le spese per mantenere attivo il Consiglio saranno a carico del ministero dei Diritti umani e della Cittadinanza. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Livres: "Voyage à travers l’Italie qui résiste" de Lorenzo Tosa

Description

À l’aube d’une chaude journée de fin de printemps, un train file vers le sud, dernière étape du long voyage qui a conduit le narrateur du livre, le journaliste Lorenzo Tosa, à travers l’Italie et à la rencontre de femmes et d’hommes aux parcours plus ou moins connus : une amitié longue de plusieurs décennies qui plonge ses racines dans l’un des chapitres les plus atroces de l’Histoire, un enfant qui devient le symbole de la lutte contre le changement climatique dans un petit village des Pouilles, une jeune migrante qui retrouve confiance en son prochain grâce à un simple geste de générosité. 

Voici quelques-unes des histoires d’une humanité ordinaire et d’une beauté extraordinaire que l’on découvre au fil des pages, jusqu’à arriver là-bas, dans ce lieu de frontière où, il y a vingt ans, un maire calabrais inconnu imaginait un modèle où allaient se croiser peuples, nations, droits et solidarité.

De Liliana Segre à Mimmo Lucano, en unissant les points de chacune de ces histoires apparemment sans rapport, on recompose la carte idéale d’une Italie qui existe et résiste au délitement social et culturel et nous renvoie, envers et contre tout, au sens profond de l’être humain.

Voyage à travers l’Italie qui résiste est pour le journaliste Lorenzo Tosa une quête essentielle, celle des valeurs de fraternité et de solidarité qui font de nous tous des êtres humains et qui semblent, ces temps-ci en Italie – et ailleurs – quelque peu oubliées.

À travers les histoires de ses personnages, réels, l’auteur de ce récit non-fictionnel aborde les maux dont souffre aujourd’hui l’Italie : racisme, intolérance, égoïsme, ignorance, mais également les initiatives, petites et grandes, qui font des rencontres au fil des pages un miroir de nos sociétés.

source: www.radici-press.net

martedì 4 aprile 2023

Musei: Roma > Cinecittà si Mostra

Tempio del cinema in Italia dal 1937, anno della sua fondazione, Cinecittà coniuga l’attività di polo di produzione e realizzazione di opere cinematografiche con quella di struttura espositivo-museale in continuo ampliamento dal 2011. 

Entrando dallo storico ingresso razionalista di via Tuscolana e proseguendo nell’area verde del parco, i visitatori sono accolti dall’enorme e misteriosa testa della Venusia, realizzata per il film Il Casanova di Federico Fellini del 1976. L’esperienza di visita è suddivisa in due momenti distinti: le mostre negli edifici storici e la visita ai set permanenti.

Negli edifici storici, quattro percorsi espositivi raccontano la storia degli Studios e del cinema italiano e internazionale in modo interattivo: “Girando a Cinecittà”, per immergersi nella storia dei grandi film e conoscere storie e curiosità attraverso immagini, video, interviste e costumi originali; “Backstage - Un percorso didattico per Cinecittà”, per scoprire i mestieri del cinema; “Il sottomarino S-33”, set realizzato per il film U-571 del regista Jonathan Mostow. 

Il quarto e ultimo percorso, “FELLINIANA - Ferretti sogna Fellini”, porta la firma di Francesca Lo Schiavo e di Dante Ferretti, lo scenografo che ha dato corpo ai sogni e alle visioni di Federico Fellini, ed è una vera e propria immersione nell’immaginario felliniano, una piccola città dentro Cinecittà. 

Tre sono i grandi set permanenti visitabili tutti i giorni con guide specializzate: il monumentale “Roma Antica”, uno dei set più grandi di Cinecittà, costruito per la serie tv della HBO Rome; il “Tempio di Gerusalemme”, realistico ed eclettico nella sua mescolanza di stili, influenze e architetture diverse; “Firenze 1400”, realizzato nel 2002 e successivamente usato per ambientazioni ed epoche diverse.

Incluso nella visita è anche il MIAC, il Museo italiano dell’Audiovisivo e del Cinema: un percorso espositivo di 1.600 metri quadri attraverso centinaia di filmati provenienti dalle più importanti cineteche d’Italia, installazioni interattive, videoarte e percorsi multimediali. Tutte le domeniche da ottobre a giugno, nel prezzo del biglietto è compreso anche l’ingresso a Cinebimbicittà, uno spazio laboratorio dedicato ai più piccoli, con attività, visite animate e in famiglia, letture ed eventi speciali.

Per visitare in sicurezza Cinecittà si Mostra, consulta il sito ufficiale.

fonte: www.turismoroma.it

Torino: ritorna il Lovers Film Festival 38° Festival Cinema LGBTQIA+

Da Martedì 18 Aprile 2023 ore 00,00 - Domenica 23 Aprile 2023 ore 00,00

Dal 18 al 23 aprile si svolgerà al Cinema Massimo di Torino il Lovers Film Festival, il primo festival LGBTQIA+ d'Europa.

In programma oltre 54 titoli tra lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo.

A dirigere il festival Vladimir Luxuria.

Programma in via di definizione 

Temi 2022

I film del programma saranno suddivisi in quattro filoni narrativi, che esplorano i linguaggi, le tematiche, le istanze di quattro fasi diverse dell'evoluzione della persona:

  • Forever Young: il percorso dedicato ai coming of age che identifica le pellicole che trattano la crescita, la scoperta di sé e gli interrogativi
  • Get Queer: dedicato al solco delle costrizioni, dei binari e della norma e al coraggio di superarli
  • Be Fabulous: percorso sulle icone di ieri e di oggi, e con un solo obiettivo: essere favolosə
  • When Love Was Modern: i film sulle pioniere e i pionieri che hanno condotto le più importanti battaglie della comunità LGBTQIA+

Biglietti

In via di definizione

Per maggiori informazioni, visita il sito del Lovers Film Festival.

Info

Il Lovers Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiC, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

Lovers Film Festival
Sito: www.loversff.com
Facebook: Lovers Film Festival
Instagram: @loversff

Dove

Via Giuseppe Verdi, 18 Torino 
Telefono:  0118138574 Biglietteria

fonte: www.comune.torino.it

Tecnologia: Amazon, nel 2022 rimossi 6 milioni di prodotti contraffatti. Investiti 1,2 miliardi di dollari contro contraffazioni e frodi

Nel 2022 Amazon ha rimosso dalla rete di distribuzione globale oltre 6 milioni di prodotti contraffatti e ha bloccato, prima che pubblicassero un'offerta, oltre 800 mila tentativi di creare nuovi account di vendita, un numero in calo rispetto ai 2,5 milioni di tentativi nel 2021 e ai 6 milioni del 2020.

Sono i dati contenuti nel terzo "Report annuale sulla protezione dei marchi" diffuso dall'azienda nel quale si sottolinea anche che sono stati investiti 1,2 miliardi di dollari e impiegate oltre 15.000 persone per proteggere le vendite online da contraffazione e altre forme di frodi e abusi.

    Nel 2022 l'Unità di Amazon per i crimini di contraffazione ha citato in giudizio, o segnalato alle forze dell'ordine, oltre 1.300 contraffattori, rispetto ai 600 del 2021, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nella Ue e in Cina.

Inoltre, evidenzia il report, "nel 2022 l'adozione dei programmi di protezione dei marchi di Amazon ha continuato a crescere e il numero medio di notifiche di violazione per contraffazione valide, presentate da un marchio incluso nel brand registry, è diminuito di oltre il 35% rispetto all'anno precedente". "'L'identificazione, il sequestro e il corretto smaltimento di oltre sei milioni di prodotti contraffatti nel 2022 ha evitato - spiega l'azienda - che raggiungessero i clienti e fossero rivenduti altrove nella catena di approvvigionamento globale".

"Siamo orgogliosi dei progressi compiuti quest'anno, in particolare dell'evoluzione della nostra tecnologia, che ci consente di stare al passo dei contraffattori e del raddoppio dei nostri procedimenti penali e azioni legali", ha detto Dharmesh Mehta, vicepresidente, worldwide selling partner services di Amazon. "Siamo grati per la crescente collaborazione dell'intero settore in questo ambito e ci auguriamo di continuare a innovare e lavorare insieme per azzerare la contraffazione", ha concluso. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Cinema: Everything Everywhere, tutto sul film che ha vinto agli Oscar

Torna in sala in Italia geniale avventura dei Daniels

Torna in sala dal 13 marzo, distribuito con orgoglio da I Wonder Pictures, che in tempi non sospetti aveva preso i diritti per l'Italia, il film che ha trionfato agli Oscar: EVERYTHING EVERYWHERE ALL AT ONCE, conquistando sette statuette su 11 candidature, centrando molti premi principali tra cui miglior film, migliore attrice protagonista, migliori attori non protagonisti e sceneggiatura originale.

Everything Everywhere trionfa agli Oscar, 7 vittorie >> TRAILER

Aveva già avuto una quantità incredibile di altri riconoscimenti, tra cui due Golden Globe.

Caso della stagione, film sorpresa, prodotto dai fratelli Russo e diretto da Daniel Kwan e Daniel Scheinert, noti collettivamente come i visionari Daniels, ossia la Hollywood piu' indipendente, il film e' avventura, azione, fantascienza, dramma familiare con tematiche Lgbt, comedy e romance tutto insieme e con lo sfondo di grandissima attrazione del metaverso, con protagonista una donna cinese americana (Michelle Yeoh) provata dalla crisi economica con la sua lavanderia al punto da non riuscire a pagare le tasse, pressata da una ispettrice implacabile (una irresistibile Jamie Lee Curtis) e che invece diventa suo malgrado una wonderwoman, con molteplici versioni di se stessa dalla star del cinema a una chef giapponese.

Ce n'e' abbastanza perche' tolte le arti marziali e i superpoteri, Everything fa commuovere ed empatizzare con Michelle e la sua famiglia, il marito (Ke Huy Quan) e la figlia gay in cerca di riconoscimento (Stephanie Hsu). Si entra al cinema pensando ad un film leggero, divertente, caciarone e forse 'stupido' e si esce con le lacrime agli occhi. 

In una parola spiazzante e forse questo 'delirio' originale e' il segreto del trionfo. Poi c'e' il cast a cominciare da Michelle Yeoh, 60 anni, malese di origini cinesi, fantastica attrice della Tigre e il dragone, Bond girl del Domani non muore mai, di Memorie di una geisha e del film Marvel I guardiani della galassia, paladina dell'empowerment femminile asiatico. E i  protagonisti Jamie Lee Curtis e il vietnamita Ke Huy Quan. Ora si tratta di scommettere sul richiamo degli Oscar sul pubblico italiano: il film non ha superato il milione di euro di incasso, mentre in America è intorno ai 74 milioni di dollari, 106 milioni worldwide. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 31 marzo 2023

Cinema > Stranizza d’amuri: perché il film di Beppe Fiorello è ancora necessario e tutti dovrebbero vederlo

Stranizza d’amuri: perché il film di Beppe Fiorello è ancora necessario e tutti dovrebbero vederlo 

Doloroso e poetico, potente e delicato: Stranizza d'amuri, la pellicola che segna l'esordio alla regia di Giuseppe Fiorello, è un film da vedere assolutamente. Ed è, purtroppo, un film ancora drammaticamente attuale e necessario.  

Non so se esistano parole all’altezza di Stranizza d’amuri, il film che segna l’esordio alla regia di Giuseppe Fiorello. So per certo, però, che si tratti di un film necessario. Purtroppo, aggiungo, perché quello che racconta – seppur lontano nel tempo – non è poi così distante da noi. E il pregio, il merito di quest’opera è quello di rappresentare, per lo spettatore, un’esperienza totalizzante, segnante, cruda. Un tuffo in un mare di dolore, di rabbia, ma anche di tenerezza, di purezza.

Un tuffo dove l’acqua è alta, fredda e la riva è lontana. Ma l’occhio di Fiorello non è rivolto alla distanza che c’è dalla salvezza, guarda dall’altra parte, verso l’orizzonte in cui cielo e mare si confondono. Per questo, Stranizza d’amuri non è solo spietato, ma soprattutto poetico. Non è doloroso per sensazionalismo, ma per necessità. Non è romantico per coinvolgere, ma per restituire al pubblico una storia che è innanzitutto d’amore, e solo poi di dolore.

Stranizza d’amuri, che è un film (ancora) necessario

Stranizza d’amuri è un film potente e delicato. Utilizzo quest’ossimoro perché non è innocuo, ma nemmeno (soltanto) doloroso. È un film che con intelligenza, garbo e poesia racconta un amore tenero, pulito, travolgente. E con altrettanta lucidità e feroce sincerità rivela lo sfondo culturale e sociale in cui quest’amore nasce e tenta faticosamente di esistere. È un’altalena, una strada piena di curve, volare e cadere si somigliano a tal punto da confondersi e lo spettatore prova sensazioni di rabbia e tenerezza. Ma certamente mai sensazioni tiepide.

Al centro c’è l’amore di Gianni e Nino (interpretati rispettivamente da Samuele Segreto e Gabriele Pizzurro), tutt’intorno la Sicilia dei primi anni Ottanta: una cittadina piccola, impreparata alla relazione tra due uomini, per questo incattivita, giudicante e violenta, e poi due famiglie, due radici marce, annodate alla paura del giudizio. Quella di Stranizza d’amuri è una storia in cui ogni personaggio, ad eccezione dei due protagonisti, si guarda attraverso gli occhi degli altri, si determina attraverso il (pre)giudizio degli altri, si conosce attraverso i limiti degli altri. Il risultato è una società ostile, gretta, in cui nessuno è libero: i due protagonisti non lo sono in quanto omosessuali, gli altri in quanto vittime di sé, dell’incapacità di rivendicare la propria intima e sofferta unicità.

Per questo è un film necessario: la storia di Gianni e Nino, ma soprattutto il loro coraggio, è una spiegazione ante litteram di cosa significhi autodeterminarsi: i due protagonisti di Stranizza d’amuri, sfidando ciò che è considerato da tutti normale e inviolabile, non si accontentano di essere quello che gli altri vorrebbero, ma sfidano l’ottusità, l’arretratezza e la crudeltà della gente per essere se stessi. E alla fine, nonostante tutto, ci riescono.

Stranizza d’amuri è un faro in quel mare di rabbia e dolore di cui parlavo e mette in luce un fatto che non è (ancora) ovvio: la libertà è una conquista che inizia dalla conoscenza, consapevolezza e accoglienza di sé. Non è mai fuori di sé, è sempre dentro, barricata sotto strati di preconcetti, costrutti sociali, dogmi. La libertà non è da scoprire, ma da riscoprire. E va allenata. Gianni e Nino l’hanno fatto, senza sapere quanto la loro storia sarebbe stata importante, se non indispensabile, per chi è venuto dopo di loro.

Stranizza d’amuri: la storia vera di Giorgio e Antonio

Stranizza d’amuri racconta una storia vera: si tratta del tristemente noto delitto di Giarre, avvenuto il 31 ottobre 1980 a Giarre, appunto, un comune in provincia di Catania. Le vittime sono state Giorgio Agatino Giammona e Antonio Galatola: i due giovani venivano chiamati “i ziti”, vale a dire “i fidanzati”. Giorgio, soprannominato in modo dispregiativo “puppu ‘cco bullu” (“omosessuale patentato”), era stato sorpreso, in passato, in atteggiamenti intimi con un altro giovane uomo e, per tale motivo, denunciato ai carabinieri. Era dunque dichiaratamente gay.

Dopo una scomparsa di due settimane, Giorgio e Antonio sono stati trovati morti, mano nella mano, dopo essere stati raggiunti da un colpo di pistola. A seguito delle indagini, si è scoperto che il colpevole del duplice omicidio era Francesco Messina, nipote tredicenne di Antonio. In un primo momento, il ragazzino ha detto che erano stati i due giovani innamorati a chiedergli di essere uccisi, costringendolo così a sparare, dal momento che non avrebbero mai potuto vivere la loro relazione sentimentale. Ma non è finita qui: Francesco Messina ha affermato anche di essersi dichiarato colpevole dopo aver ricevuto forti pressioni dai carabinieri.

Dopo la morte di Giorgio e Antonio, comunque, è nato il primo circolo Arcigay ed è stato costituito il primo collettivo del FUORI (acronimo di Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) nella Sicilia orientale. L’Arcigay è nato da un’idea di Marco Bisceglia, sacerdote apertamente omosessuale, in collaborazione con Nichi Vendola, insieme a Gino Campanella e Massimo Milani.

fonte: di Basilio Petruzza   www.greenme.it