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martedì 20 settembre 2022

Attori: Timothée Chalamet è il primo uomo della storia sulla copertina di Vogue

Aria di rivoluzione con il giovane attore in copertina, ma cosa vuol dire per l’uomo del futuro? Nei 106 anni di pubblicazione pochi uomini sono stati presenti sulla cover di Vogue e sempre insieme a una donna

“Chalamet incarna un tipo di uomo nuovo” ha scritto il direttore della rivista Vogue che per la prima volta dedica la copertina interamente a una star maschile. Il giovane attore reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia 2022 dove ha presentato il nuovo film di Luca Guadagnino, Bones and All, di cui è protagonista, ha incantato il mondo con gli scatti fotografici che sono stati pubblicati sulla celebre rivista per il numero di ottobre. 

Un evento storico per il mondo del glamour e dello spettacolo poiché nei 106 anni di pubblicazione pochi uomini sono stati presenti sulla cover di Vogue e sempre insieme a una donna. “Vogue è uno spazio che celebra le donne, tuttavia c’è qualcosa che mi sembra nel migliore dei casi old-fashion, nel peggiore rétro, nel suddividere i generi in scatole così chiuse…La moda oggi è espressione di sé, è politica, è gioco, riguarda cosa ci fa stare bene” ha scritto Edward Enninful nel suo editoriale.

Chi è Timothée Chalamet

26 anni, nato a New York da mamma americana e padre francese, Chalamet sta vivendo il suo momento di gloria iniziato con il grande successo di Chiamami col tuo Nome di Guadagnino in cui recitava al fianco di Armie Hammer. Il suo talento davanti alla macchina da presa è stato notato a Hollywood e sono cominciate a piovere richieste di produzioni grandi e piccole. Lo abbiamo visto nel kolossal Dune, nei film indipendenti Lady Bird e Beautiful Boy, in Piccole Donne, French Dispatch e nel film di Woody Allen Un Giorno di Pioggia a New York. Tutti lo vogliono e nelle varie occasioni pubbliche ha colpito anche la sua personalità solare, la sua energia travolgente e la disponibilità con i fan.

Come mai Timothée per la cover di Vogue?

“Timothée ispira donne e uomini ed è amato da adolescenti e da nonne. È un uomo che va bene per tutti” ha scritto Enninful, consapevole della sua scelta rischiosa che vuole rompere gli schemi. “Incanala l’energia di James Dean e Leonardo DiCaprio a vent’anni, ma con un approccio che smantella le vecchie nozioni di mascolinità” ha aggiunto. L’attore infatti gioca con la moda e lo stile, basti pensare al look con cui ha sfilato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia con un completo rosso fuoco e la schiena scoperta. Le foto realizzate da Steven Meisel per Vogue lo ritraggono punk, rock, sexy, con outfit di pelle e capelli selvaggi e vaporosi colorati. Sopracciglia spettinate, un leggero monociglio, libero con le imperfezioni che non sono più da condannare ma da mettere in mostra.

La rivoluzione dell’uomo

La presenza di Timothée su Vogue ma anche in generale nel mondo dell’intrattenimento sta in un certo senso rivoluzionando lo stile maschile spingendo verso una maggiore autenticità che negli anni è passata sempre più in secondo piano per apparire sempre perfetti. Chalamet sta evitando di diventare un prodotto hollywoodiano studiato a tavolino, mantenendo il suo carattere, la sua anima e il suo temperamento e questo è apprezzato da un pubblico maschile e femminile di tutte le età.

>>>   Timothée Chalamet Instagram 

fonte: https://tg24.sky.it

domenica 4 settembre 2022

Mostra del Cinema di Venezia: Timothée Chalamet, io anima spezzata diretto da papà Guadagnino

79th Venice Film Festival RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Il regista, odissea di reietti in cerca di casa
. "Essere giovani oggi per la mia generazione non è affatto facile, sei perennemente sotto il giudizio delle persone con i social media, è stato un sollievo interpretare personaggi che stanno lottando con un dilemma interno senza la possibilità di andare su Instagram o TikTok per vedere come ti adatti" dice Timotheè Chalamet.

L'attore, 26 anni, è tornato a Venezia con il suo ultimo film Bones and All in cui è stato diretto di nuovo da Luca Guadagnino, "quasi un padre per me", dopo Chiamami col tuo nome che lo ha lanciato qualche anno fa e gli è valso una candidatura all'Oscar.

Per lui decine di ragazzi e soprattutto ragazze si sono accampati dalla mattina presto a ridosso del red carpet della Sala Grande per vederlo passare alla premiere del film in concorso per il Leone d'oro. 

"Il crollo della società è nell'aria - aggiunge pessimista Chalamet - e questo film credo che possa gettare luce anche su questo tema". Chalamet è Lee, "un'anima spezzata", prosegue, in fuga dalla famiglia, dal paese dove abita, in fuga anche da se stesso, è continuamente giudicato, si sente una cattiva persona, consapevole di non riuscire ad impedirsi di mangiare con voracità altri esseri umani, per quello si nasconde, vive ai margini. E quanto incontra Maren (Taylor Russell), 18enne in fuga per lo stesso motivo, abbandonata dal padre che non come gestirla e in cerca della madre che non ha mai conosciuto e che le ha trasmesso il cannibalismo, "provano la possibilità di vivere l'impossibile", come spiega Guadagnino. 

"Una storia d'amore straziante, tragica, fortissima", dice la star americana, fino alle estreme conseguenze. L'amore ci salva e ci libera? "Il film parla di questo tentativo, se invece la domanda è personale rispondo che per l'amore sono ancora tanto giovane". L'amore è la chiave per provare a cambiare un destino, "nello specchio dell'amore trovano un modo di crescere, di formarsi, in questo è stata una grande esperienza formativa, cui ha contributo la vita in pandemia, la sensazione di isolamento che tutti noi abbiamo provato a me come ad altri giovani ci ha rallentato la possibilità di capire chi siamo nel mondo, ci ha in un certo senso sospesi, tagliati fuori dal contatto sociale che ci aiuta a capire dove siamo". 

Nonostante la premessa horror, Bones and All è alla fine ancora un dramma di formazione nella linea di altri film di Guadagnino, raccontando sotto metafora e sotto la patina degli anni '80 di due giovani disertori della società che sono in cerca di identità, del saper stare al mondo, di trovare persone simili, la loro tribù. Qualcosa che ha molto a che fare con l'attualità. Luca Guadagnino è il primo dei cinque registi italiani in gara per il Leone d'oro a Venezia 79 ma è anche il suo primo film americano, tutto girato in America, nei grandi spazi del Midwest, "il paesaggio americano l'ho sognato sin dall'inizio, fa parte della mia formazione di cineasta e questo copione di David Kajganich è stato l'occasione per viverlo da regista". Basato sul romanzo omonimo di Camille DeAngelis, presentato da Vision e da Mgm, in sala dal 23 novembre, il film è una sorta di odissea on the road sui reietti e "sul sogno di trovare un luogo - dice Guadagnino - in cui sentirsi a casa. 

Maren e Lee vivono una situazione estrema, ma le domande che si pongono sono universali: chi sono, cosa voglio? Come posso sfuggire a questo senso di ineluttabilità che mi trascino dietro? Come possono entrare in sintonia con qualcun altro?". Guadagnino ammette di sentirsi da sempre "attratto da coloro che, forse per scelta, non sono al centro dei giochi. Per me, Maren e Lee sono due persone costrette a vivere al limite. Volevo che le persone amassero questi personaggi, li comprendessero e non li giudicassero. Il mio desiderio è che il pubblico veda in Maren e Lee il riflesso cinematografico di tutte le possibilità che fanno parte di noi in quanto esseri umani". 

fonte: www.ansa.it dell'inviata Alessandra Magliaro RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA