venerdì 26 ottobre 2012

Lgbt Viaggi: Hotel gay friendly? Sì, ma a pagamento. Scoppia la polemica

Denuncia della Rete GLBTQE Rimini Pride/ "Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a chi come Asshotel ha cozzato contro gli interessi speculativi di certi siti ed associazioni gay, che si fanno pagare per assegnare la dicitura "Hotel Gay Friendly".

Siamo fortemente indignati, desolati ed umiliati.
Noi gay non abbiamo bisogno di bollini, non siamo un prodotto ed apprendere che c'è chi specula sulla nostra pelle ci ferisce ancora di più".

LA LETTERA:
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a chi come Asshotel ha cozzato contro gli interessi speculativi ed economici di taluni siti gay e talune associazioni. Apprendiamo sconcertati e basiti di come la stessa Asshotel, rivolgendosi ad alcuni siti, abbia scoperto come per diventare "Hotel Gay Friendly" ci siano soggetti che si facciano pagare.

Lo diciamo ad alta voce e non lo nascondiamo: siamo fortemente indignati, desolati ed umiliati per l'accaduto. Invitiamo il Presidente Filippo Donati a verificare chi c'è dietro quei siti, molti dei quali volgari è innapropriati a dipingere le persone gay.

Noi gay non abbiamo bisogno di bollini, non siamo un prodotto ed apprendere che c'è chi specula sulla nostra pelle ci ferisce ancor più. E' un'umiliazione!!! Ma noi la ringraziamo per la segnalazione che invitiamo anche a riferire agli organi competenti.

Ma a tutto ciò mi domando una cosa. La nostra Rete GLBTQE, che è la più grande e rappresentativa del territorio e da anni sul territorio, che ha stilato parte del piano strategico del welfare con il comune di Rimini chiedendo anche una verifica in tale senso sull'ospitalità e l'accoglienza a più riprese, si domanda: ma c'era bisogno di andare a cercare in rete siti per l'opistalità gay?

Purtroppo Donati se non c'è dentro non poteva sapere, nessuno l'ha avvertito. Ma nel mondo gay ci sono molti trappoloni in cui se non si fa attenzione cascano gli stessi gay. Io le potrei rispondere che è anche inconsueto fare una tessera per andare a ballare in certi locali gay che hanno poco di serio e molto di squallido.

Noi siamo una Rete GLBTQE aperta, talmente aperta, e ci rifiutiamo in tal senso di coinvolgerci in una ghettizzazione. E ci domandiamo ulteriormente come mai a suo tempo non avete risposto a nostri quesiti gratuiti partiti dal territorio ?

Ne avevamo predisposto uno, ma silenzio assoluto e censura totale. Noi crediamo e siamo convinti che la realtà locale ed un buon dipinto dell'ospitalità possa solo partire da chi conosce la realtà locale. Saremmo lieti di incontrarla direttamente invitandola a diffidare dalle associazioni che per il territorio e per la comunità gay non solo non rappresentano nulla, ma rappresentano solo locali esclusivi e ghettizzanti nascosti il più delle volte fuori città dove si fa sesso in camere oscure.

Noi non amiamo mercificare il nostro essere gay e non vogliamo accusare nessuno, anzi con la presente invitiamo a prendere coscienza di quanto la comunità gay è ampia e come tra gli stessi gay c'è chi dice altolà: noi chiedimo diritti, non chiediamo bollini né tessere.

E la nostra parola ed il nostro riconoscimento le possiamo assicurare che parte dal basso e vale più di 100 siti inappropriati, che solo ora approfittano magari della comunità gay, solo ora che Rimini si è riscoperta all'improvviso una delle città Europee più frequentate dai gay nonostante è osteggiata dalla giunta Gnassi.

Aspettiamo volentieri sua convocazione e le gireremo volentieri il quesito di cui potrebbe farsi garante la stessa Assohotel per tutti gli hotel della zona. Un quesito che a suo tempo avevamo proposto alla Presidente dellìAssociazione Albergatori Rinaldis e di cui non abbiamo più sentito parlare.
Emilio Manaò
Portavoce - Rete GLBTQE Rimini Pride
Segretario Nazionale - R.D.S. Riformatori di Sinistra
fonte http://affaritaliani.libero.it

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