venerdì 9 luglio 2010

News dal Mondo lgbt....Stop contro la legge bavaglio


Ci fermiamo un giorno per dire no alle leggi liberticide e per dire sì al diritto di essere informati!

Anche i media LGBTQ dicono SI alla libertà d’informazione e dicono NO alla “Legge bavaglio” e quindi al tentativo da parte di questo Governo di restringere la libertà d’informare da parte della stampa e quella di conoscere e sapere da parte di tutti gli italiani.

Il testo di Legge, dopo il sì del Senato, dovrebbe arrivare alla Camera entro la fine di luglio e verrà discusso in aula - come si è deciso - dopo il dibattito sulla manovra di Tremonti.

Che cosa cambierà se il ddl intercettazioni dovesse diventare una legge dello Stato?
I punti di maggior rilievo sono due:

1. la prima grande differenza riguarda lo strumento delle intercettazioni nelle indagini condotte dai Pm e realizzate dalla polizia giudiziaria.

2. la seconda è la censura imposta a giornalisti ed editori, con forti limitazioni alla libertà d’informazione.

E’ per questo che oggi 9 luglio abbiamo deciso di aderire alla manifestazione nazionale, che si terrà anche in rete, contro questa legge vergognosa e liberticida per cui per tutta la giornata il nostro sito non sarà aggiornato.
Aderiscono anche Gay.tv, Gay.it, Gaynews24.com, Notiziegay.com, Gayfreedom.it, napoligaypress.it, Newsdalmondolgbt

la legge bavaglio punto per punto su il salvagente clicca o vai al link

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Punto+per+punto+la+legge+bavaglio%3A+ecco+cosa+cambierebbe&idSezione=7273



Riporto qui di seguito, stralcio per i blogger da espresso.repubblica.it

"Tre esponenti del Partito Democratico (Civati, Gentiloni e Orfini) hanno invece lanciato una campagna "salva blog" contro uno specifico comma della legge Bavaglio. "Il comma 29 dell'art. 1 – si legge nell'appello - prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai "i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica"!

I blogger all'entrata in vigore della nuova legge anti-intercettazioni, dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, a pena, in caso contrario, di vedersi irrogare una sanzione fino a 12.500 euro. Ma un blog non è un giornale, il blogger non è un redattore, spesso gli aggiornamenti sono saltuari.

Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa". Sul sito del Partito Democratico è possibile firmare l'appello o esporre il widget della campagna sul proprio blog."

Oltre alle iniziative degli ultimi giorni, online è possibile aderire anche alle mobilitazioni nate mesi fa, che tutt'oggi continuano a crescere e ad informare chi vi ha aderito sull'evoluzione della protesta. La petizione di No Bavaglio, lanciata tra gli altri dal costituzionalista Stefano Rodotà, ha raggiunto le 240 mila firme e il relativo gruppo su Facebook ha 80 mila utenti.

La campagna dei post-it lanciata da Repubblica e ValigiaBlu ha superato le 1.200 foto e, sempre sul sito di Repubblica è possibile ascoltare i video-appelli di personalità della cultura e dello spettacolo contro il ddl interecettazioni.

La pagina "Italy's democracy at risk" raccoglie invece gli articoli della stampa internazionale, con il doppio intento di favorire la diffusione tra chi non parla italiano e fornire agli italiani il punto di vista della stampa estera sulla vicenda. Nella pagina "discussioni" di questo gruppo è possibile leggere gli articoli scegliendoli in base alla lingua in cui sono scritti: spagnolo, tedesco, francese e inglese.

Non accenna a diminuire neppure il numero di utenti che hanno deciso di "togliere la faccia" per questa protesta e che su Facebook espongono come foto del profilo non uno scatto personale ma immagini legate alla legge Bavaglio: bandiere italiane listate a lutto, manichini imbavagliati, i cartelli della ValigiaBlu, la prima pagina bianca de La Repubblica e soprattutto Post-it con messaggi come "Non ci faremo mettere il bavaglio", "La legge Bavaglio impedisce ai cittadini di essere infornati" e annunci della manifestazione del primo luglio.

Sul sito di microblogging Twitter è stata lanciata una campagna parallela: attraverso il servizio Twibbon centinaia di avatar espongono adesso un triangolino giallo in segno di protesta. La causa No Bavaglio ha già raccolto su Twitter oltre duemila persone. Per seguire la protesta "cinguettante" ci sono le hashtag #noalbavaglio e #freeitaly che rimbalzano in questi giorni online.
fonte espresso.repubblica.it/dettaglio/no-bavaglio

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