lunedì 5 gennaio 2026

Da Paolo Sorrentino a Moretti, ecco il cinema italiano 2026. Tanti autori all'appello e in apertura il volano Checco Zalone

ANSA  - RIPRODUZIONE RISERVATA  
Dopo la tempesta perfetta, mediatica e al box office, di 'Buen Camino' di Zalone, il cinema italiano si affaccia timidamente al 2026 pieno di speranza con registi collaudati come Sorrentino, Muccino, Martone, Amelio, Avati e Moretti. 

Questi solo alcuni dei nomi che scenderanno in campo nel 2026, mentre nel 2025 i cinema hanno registrato un incasso complessivo di circa 496 milioni di euro per un numero di presenze pari a 68 milioni di biglietti venduti, un risultato in linea con il 2023 e il 2024. Un anno, il 2025 con uno straordinario risultato del cinema di produzione italiana che, incluse le co-produzioni, hanno registrato un incasso di oltre 160 milioni di euro, per un numero di ingressi di oltre 22.5 milioni, ed una quota sul totale delle presenze di circa il 33%. Nella Top3 dei film di produzione italiana, Buen Camino (al 31 dicembre oltre 36 milioni di euro d'incasso, ma già oltre i 41 milioni ad oggi), Follemente (17.9 milioni) e Diamanti (9.8 milioni).

Al netto di Zalone tutto comunque partirà il 15 gennaio con 'La grazia' di Paolo Sorrentino, già in concorso a Venezia, film tra commedia, malinconia ed eutanasia con protagonista un immaginario presidente della Repubblica italiana, (interpretato da Toni Servillo che ha vinto la Coppa Volpi) vedovo cattolico sempre in grigio e con una spina nel cuore: a chi concedere quest'anno la grazia? Il 29 gennaio arriva poi il più leggero 'Le cose non dette' di Gabriele Muccino, con le sue tipiche dinamiche emotive e i complicati rapporti interpersonali. Basato sul romanzo 'Siracusa' di Delia Ephron il film racconta, tra Roma e Marocco, una crisi di coppia, scelte genitoriali, tradimenti e sotterfugi in pieno stile del regista de 'L'ultimo bacio'. Nel cast Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Miriam Leone e Claudio Santamaria.

Revenge porn, voyerismo, threesome, bondage degni del famoso sessuologo ottocentesco Richard von Krafft-EbingKraft Ebing, ma siamo solo negli anni Sessanta. Questo lo scenario in cui si imbatte lo spettatore de 'Gli occhi degli altri', nuovo film di Andrea De Sica già alla Festa di Roma. Protagonisti una Jasmine Trinca disinvoltamente nuda e un Filippo Timi splendidamente sadico e dunque masochista. Il film è liberamente ispirato al delitto Casati Stampa, uno dei casi di cronaca nera più scandalosi dell'Italia del dopoguerra. Aria di Mitteleuropa invece in 'Un anno di scuola' di Laura Samani, in sala dal 9 aprile, già a Venezia ad Orizzonti.

Ambientato a Trieste nel 2007 racconta la storia di Fred, diciottenne svedese arrivata in città per frequentare l'ultimo anno di un Istituto Tecnico che si trova in una classe di soli maschi e attira l'interesse di tre amici mettendo a dura prova il loro legame.

La lente d'ingrandimento sulle debolezze umane tipica di Paolo Genovese è al centro de 'Il rumore delle cose nuove' tratto dall'omonimo suo romanzo del 2023. Nel cast Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce, Rolando Ravello e Claudio Santamaria.

Questa la sinossi ufficiale : "La soddisfazione illecita di una curiosità trascina le vite di sette persone in un vortice che le avvolge, le incastra, le fa scontrare. Mentre ogni residuo di normalità viene eroso dalla forza dirompente dei segreti".

'Succederà questa notte' di Nanni Moretti potrebbe uscire al cinema in primavera e andare direttamente in competizione al Festival di Cannes, manifestazione di riferimento del regista romano. Non si sa molto della trama, ma è sicuro invece che è una commedia romantica tratta da uno racconti di 'Legami' dello scrittore israeliano Eshkol Nevo da cui Moretti aveva già adattato 'Tre piani'. Tra i protagonisti Jasmine Trinca e Louis Garrel. Nel frattempo è già virale il teaser con Moretti e cast sul set impegnati a cantare "Incoscienti giovani" di Achille Lauro. In 'Bianco' di Daniele Vicari Alessandro Borghi è Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti ed esploratori del Novecento, nel nuovo film girato tra Valle D'Aosta e Alto Adige.

Tratto dal romanzo di Marco Albino Ferrari 'Freney 1961 - Tragedia sul Monte Bianco', il film racconta questa impresa durante la quale quattro su sette alpinisti morirono a causa di una violenta tempesta. Si sa poco invece di 'Scherzetto' di Mario Martone con Toni Servillo, scritto dallo stesso regista con Ippolita Di Majo, ma sicuramente ispirato al cortometraggio sperimentale omonimo del 1984 sempre con Servillo come figura centrale.

 Ci sono infine 'Nel tepore del ballo' di Pupi Avati, parabola umana e sentimentale di Gianni Riccio (Massimo Ghini) conduttore televisivo di successo, e 'Nessun Dolore' di Gianni Amelio, "con la vita di un uomo normale sconvolta da un tragico evento causato da lui stesso". 

fonte: di Redazione ANSA    www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

Al MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna "John Giorno.The Performative Word" dal 5 febbraio al 3 maggio 2026

John Giorno with Dial-A-Poem. Foto di Michael McClanathan, 1970. Courtesy Giorno Poetry Systems
Poeta e performer magnetico, John Giorno (New York, 1936 - New York, 2019) ha saputo trasformare la parola in forma d’arte. A lui il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna dedica, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, la prima grande retrospettiva italiana, allestita nella Sala delle Ciminiere, che celebra uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea.

Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi. Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems - la piattaforma no-profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie - testimoniano l’impatto imprescindibile che Giorno ha avuto nella storia dell’arte. 

L'esposizione ripercorre la pratica multiforme di John Giorno attraverso diversi nuclei di opere, mostrando come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative spingendo la parola a sconfinare nel territorio delle arti visive e delle reti di telecomunicazione. Larga parte della sua produzione artistica reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l'uso di colori accuratamente scelti e un font iconico realizzato da Mark Michaelson appositamente per l’artista. 
All'interno della mostra una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da Studio EX. (Andrea Cassi e Michele Versaci).

L'esposizione rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026, palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere realizzato in occasione di Arte Fiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi, ed è realizzata in collaborazione con Giorno Poetry Systems e con il supporto della galleria Thomas Brambilla

fonte: www.museibologna.it 

Mostre: "Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio" Palazzo Reale, Milano

Dal 29 gennaio al 17 maggio 2026 la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio arriva a Milano con un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche, potenti e audaci che riassume e celebra la carriera del fotografo statunitense.

La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio arriva a Milano con un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche, potenti e anticonformiste del fotografo statunitense, tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo.

L’esposizione sarà allestita nelle sale di Palazzo Reale dal 29 gennaio al 17 maggio 2026 e rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

La retrospettiva, curata da Denis Curti, è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia ne Le Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe.

A Milano il curatore accompagna il pubblico in un viaggio nella ricerca estetica del fotografo, tra i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica.

Accompagnano la mostra il podcast - disponibile dal 21 ottobre su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario e il catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.

Una mostra promossa da Comune di Milano-Cultura prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York

A cura di Denis Curti

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Tutte le ultime uscite Sky di gennaio: serie, programmi e film da vedere assolutamente

Serie da vedere: le prossime uscite di gennaio da non perdere su Sky

Si parte il 9 gennaio con Gomorra – Le Origini, l’atteso prequel Sky Original ispirato al bestseller di Roberto Saviano. Ambientata nelle strade di Napoli, battute dallo scontro tra potere, ambizione e violenza, Gomorra – Le Origini racconta l’alba di un impero criminale, prima che la sua leggenda fosse scritta. Al centro c’è un giovane uomo, il cui nome è destinato a diventare temuto: Pietro Savastano.

Dal 26 gennaio in esclusiva su Sky arriva The Paper, lo spin-off di The Office che racconta con tono brillante le disavventure di un piccolo giornale del Midwest sull’orlo della chiusura, seguito da una troupe di documentaristi che ne immortala tentativi, speranze e caos quotidiano. In più dal 17 al 26 gennaio arrivano su Sky anche tutte le stagioni di The Office: un gruppo di impiegati affronta la routine d’ufficio guidato da un capo goffo, dando vita a situazioni imbarazzanti, rivalità assurde e momenti di inaspettata umanità.

Per gli amanti del dramma storico, dal 3 gennaio debutta The Spanish Princess, la serie che segue la giovane Caterina d’Aragona tra intrighi, ambizioni e giochi di potere nella corte inglese del 1500. Seconda stagione in arrivo dal 31 gennaio.

Dal 19 gennaio torna in esclusiva su Sky anche un classico amatissimo, NCIS, con la sua ventiduesima stagione fatta di nuove indagini ad alta tensione e sfide personali per l’iconico team.

Chiude la programmazione un grande ritorno: dal 27 gennaio tutte le stagioni di Dr. House, il medical drama che ha rivoluzionato il genere grazie al suo protagonista, Gregory House, medico specializzato in diagnosi complesse, che con il suo fare clinico e provocatorio, risolve casi misteriosi sfidando regole e convenzioni. 

I film da vedere a gennaio 2026 su Sky

Il grande cinema torna su Sky anche a gennaio, con nuove prime visioni e storie Sky Original che accendono l’inizio dell’anno.

Si parte il 1° gennaio con Jurassic World: La rinascita, il nuovo capitolo diretto da Gareth Edwards con Scarlett Johansson e Mahershala Ali: una missione su un’isola remota alla ricerca del DNA di tre dinosauri si trasforma in una corsa contro il tempo, svelando un segreto nascosto da decenni. Per celebrare l’uscita del film, dal 1° al 9 gennaio Sky Cinema Collection si trasforma in Sky Cinema Jurassic World, proponendo l’intera saga: dai cult di Steven Spielberg fino a Jurassic World – Il dominio, disponibile anche in versione estesa.

Dal 5 gennaio, per tre lunedì, tornano su Sky Cinema 3 nuove storie de I Delitti del BarLume, la collection Sky Original prodotta da Sky Studios e Palomar, liberamente ispirata ai romanzi della serie “I delitti del BarLume” di Marco Malvaldi. Nel primo episodio, Il Gioco delle Coppie, la scomparsa di una donna è la nuova grana per la Fusco, mentre Pasquali cerca di scampare al matrimonio con Susanita e Massimo ritrova una vecchia collega di università, Olivia. Il secondo giallo, Il Matrimonio di Pasquali, ci porta in Calabria dove tutto è pronto per il matrimonio tra Susanita e Pasquali, mentre a Pineta Massimo dovrà vedersela con uno scherzo dei bimbi degno di Amici miei. Nel terzo appuntamento, La Danza dello Squalo, un pescecane terrorizza Pineta, mentre il BarLume brulica di amori incrociati e complotti.

Il mese continua il 18 gennaio con Drop: Accetta o rifiuta. Christopher Landon (Auguri per la tua morte) dirige un thriller Blumhouse carico di suspense con Meghann Fahy. Un appuntamento si trasforma in incubo quando Violet riceve inquietanti messaggi anonimi.

Dal 22 gennaio arriva M3GAN 2.0, nuovo capitolo horror targato Blumhouse. Dopo il successo del primo capitolo, la bambola assassina che ha conquistato la cultura pop nel 2023 è tornata in uno spettacolare sequel… e questa volta non è sola! Per affrontare una nuova IA più crudele e incontrollabile, Gemma dove riportare in vita M3gan e renderla più letale.

Il 25 gennaio debutta Elisa, intenso dramma presentato in concorso a Venezia e diretto da Leonardo Di Costanzo. Il film esplora colpa e memoria con un’eccezionale Barbara Ronchi e la partecipazione di Valeria Golino. Condannata per l’omicidio della sorella, Elisa vive in un centro di recupero. L’incontro con un criminologo la spinge a riaprire ferite e ricordi sepolti, in un fragile percorso verso la verità.

Infine, il mese si chiude con I Peccatori in arrivo il 26 gennaio. Il regista di Creed - Nato per combattere e Black Panther Ryan Coogler, dirige nuovamente Michael B. Jordan in un originale fanta-thriller. Due fratelli gemelli tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle le vite precedenti e ricominciare da capo, ma ad attenderli ci sono ombre e segreti. 

Gli show da non perdere a gennaio

erChef Italia, il talent culinario più amato d’Italia, dove Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli guidano gli aspiranti chef verso la conquista del titolo: due episodi ogni giovedì per scoprire chi sarà il 15° MasterChef italiano.

Continua anche il viaggio on the road di Alessandro Borghese – 4 Ristoranti, con nuove sfide tra ristoratori, sapori regionali e location mozzafiato, alla ricerca del miglior ristorante.

Da gennaio arriva una nuova stagione di competizione ad alta tensione con Hell’s Kitchen USA. Dal 19 gennaio arriva la Battaglia degli Stati: aspiranti chef provenienti da luoghi diversi dell'America si affrontano nel leggendario ristorante di Gordon Ramsay, in una battaglia senza esclusione di colpi che mette in palio un ruolo da Executive Chef.

Infine, dal 7 gennaio torna anche la seconda stagione di Foodish. Joe Bastianich in un viaggio lungo l'Italia per assaggiare proposte differenti della stessa ricetta e scegliere la versione migliore. dove solo un piatto potrà conquistare il titolo. 

I documentari da vedere a gennaio

I documentari di gennaio su Sky aprono lo sguardo su storie, persone e paesaggi che rivelano nuovi punti di vista sul mondo.

Dal 13 gennaio arriva Oliviero Toscani – Chi mi ama mi segua, documentario Sky Original che traccia un ritratto intimo di uno dei più influenti fotografi italiani del Novecento: un viaggio nella sua vita, nel suo pensiero e nel suo impegno sociale, attraverso immagini e testimonianze che raccontano come la fotografia possa cambiare lo sguardo collettivo su società, politica e costume.

Sempre il 13 gennaio arriva anche Banda della Magliana – La vera storia, in esclusiva Sky, che ripercorre l’ascesa criminale del gruppo attraverso la figura di Franco Giuseppucci, con interviste inedite e documenti esclusivi che tornano su una delle pagine più oscure della storia romana.

Dal 20 gennaio debutta in esclusiva su Sky Life Beyond the Pine Curtain, che ci porta nell’East Texas, terra di foreste fitte e paludi misteriose. l film ci accompagna nelle vite di quattro personaggi, tentando di leggere le ragioni profonde di una realtà complessa e di restituire un ritratto inedito dell'America contemporanea.

Dal 26 gennaio viaggia invece nel cuore della natura con L’Italia dei vulcani, dove Dara Ó Briain si lascia incantare dalle fontane laviche dell’Etna, assaggia vini nati sui pendii vulcanici, incontra le persone che vivono all’ombra del Vesuvio e scopre come i vulcani abbiano plasmato la storia e la cultura del nostro Paese. 

fonte: https://programmi.sky.it 

Accademia Teatro alla Scala. A gennaio tornano i nostri incontri di orientamento!

A gennaio tornano i nostri incontri di orientamento!

Un nuovo ciclo di presentazioni online su Microsoft Teams per accompagnarti nella scelta più importante per la tua formazione.

🎓 Scegliere il giusto percorso non è solo una tappa: è la base del tuo futuro professionale. L’orientamento ti aiuta a capire chi sei, cosa vuoi diventare e come raggiungerlo con consapevolezza e motivazione.

📍 Durante gli incontri il nostro staff ti racconterà i corsi, risponderà alle tue domande e ti offrirà strumenti concreti per fare una scelta informata e sicura.

👉 Registrati a quello di tuo interesse:
https://www.accademialascala.it/orientamento

 

15 gennaio, ore 16.30 - Global Master in performing arts management
20 gennaio, ore 16.00 - Hair e make-up artist
21 gennaio, ore 15.30 - Triennio in tecniche di allestimento scenico
21 gennaio, ore 16.00 - Triennio in costume per lo spettacolo
22 gennaio, ore 15.30 - Tecnologia del suono
28 gennaio, ore 15.30 - Triennio in multimedia per le performing arts
30 gennaio, ore 15.00 - Triennio e biennio per Insegnanti di danza 

fonte: https://www.facebook.com/accademiascala/about 

Danza: Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto della Fondazione Teatro di San Carlo Napoli

Napoli 02.01.2026 - Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto della Fondazione Teatro di
San Carlo di Napoli.

Nato a Verona e formatosi al Centre de Danse International Rosella Hightower di Cannes, RenatoZanella vanta una carriera artistica di assoluto rilievo come danzatore, coreografo e direttore artistico. 

Nel corso di oltre quarant’anni di attività ha ricoperto incarichi di vertice presso importanti
istituzioni europee, tra cui il Balletto dell’Opera di Stato di Vienna, il Balletto di Stoccarda, l’Opera Nazionale Greca di Atene, l’Opera Nazionale Rumena di Bucarest, la Fondazione Arena di Verona e, più recentemente, il Balletto Nazionale Sloveno di Lubiana, da lui diretto fino al 2025.

Autore di oltre 200 coreografie e produzioni per balletto, opera e grandi eventi, Zanella ha firmato
creazioni e allestimenti presentati nei principali teatri internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, la
Royal Opera House di Londra, la Deutsche Oper Berlin, il Teatro Mariinskij, l’Opera di Zurigo e il
Teatro dell’Opera di Roma. Il suo percorso artistico si distingue per una profonda conoscenza del
grande repertorio classico e novecentesco, affiancata a una costante apertura verso il linguaggio
contemporaneo.

Accanto alla produzione artistica, Renato Zanella ha sempre dedicato particolare attenzione alla
formazione delle nuove generazioni, allo sviluppo delle scuole di ballo e a progetti educativi e di
integrazione sociale, promuovendo una visione della danza come strumento culturale, educativo e
inclusivo.

Con questa nomina, la Fondazione Teatro di San Carlo rafforza il ruolo centrale del Balletto
all’interno della propria programmazione, nel segno della continuità con la grande tradizione del
Teatro e di una rinnovata visione internazionale, affidando a Renato Zanella la guida di un
percorso artistico orientato alla qualità, alla crescita del Corpo di Ballo e all’ampliamento dei
pubblici.


fonte: Dipartimento comunicazione dipartimentocomunicazione@teatrosancarlo.it
Andrea Petrella Capo Ufficio stampa a.petrella@teatrosancarlo.it
Rossana Russo Responsabile comunicazione strategica e creativa r.russo@teatrosancarlo.it

lunedì 22 dicembre 2025

Santo Spirito Living Room: due corsi gratuiti per il nuovo spazio giovani under 35 di Firenze

Il Comune di Firenze in vista della pubblicazione dell’Avviso pubblico per l’individuazione del soggetto gestore di "Santo Spirito Living Room" organizza due percorsi di formazione gratuiti, rivolti a giovani under 35 interessati alla gestione e organizzazione di eventi culturali

Santo Spirito Living Room è il progetto del Comune di Firenze finanziato da Anci e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e del servizio civile universale, per l’assegnazione di uno spazio in piazza Santo Spirito, attualmente inutilizzato, a giovani under 35 per la realizzazione di programmi innovativi in ambito artistico-culturale.

I corsi si svolgeranno a Firenze indicativamente due volte a settimana, dalle ore 15.00 alle 19.00, nei mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile 2026. Inizio dei corsi: 13 gennaio 2026.

- Percorso di formazione a cura della Cooperativa Mare Laboratorio di innovazione sociale: rafforzamento delle competenze organizzative, giuridico-amministrative e comunicative per i soggetti operanti in ambito socio-culturale (dal 13 gennaio al 3 marzo 2026);


- Percorso di formazione a cura di Cat Cooperativa sociale: strumenti e strategie per la tutela della salute durante eventi culturali e nel contesto del divertimento notturno (dal 4 febbraio al 29 aprile 2026).

È previsto un numero massimo di 50 partecipanti individuati secondo l'ordine cronologico di arrivo delle domande. La partecipazione agli incontri costituirà criterio premiale ai fini dell’individuazione del soggetto gestore di “Santo Spirito Living Room”.

ISCRIZIONI ON LINE ENTRO IL 9 GENNAIO 2026 alle ore 14.00 a questo link:
https://www.comune.firenze.it/servizi/educazione-e-formazione/iscrizione-corso-di-formazione-progetto-santo-spirito-living-room

Per maggiori informazioni: https://www.comune.firenze.it/santo-spirito-living-room

fonte: https://portalegiovani.comune.fi.it 

“La casa delle mele” il nuovo libro del giornalista Franco Bagnasco

Esce su Amazon “La casa delle mele”, il nuovo libro del giornalista Franco Bagnasco, che trasforma mezzo secolo di ricordi familiari, scherzi alla “Amici miei” e retroscena dello showbiz italiano in un racconto ironico e appassionato. Il volume è disponibile in esclusiva su Amazon KDP in versione Kindle e cartacea con stampa su richiesta.​

“LA CASA DELLE MELE – Famiglia, amici (miei), star e giornali di carta” è un viaggio che parte dall’Oltrepò Pavese viticolo e arriva alle redazioni dei grandi settimanali nazionali, passando per una banda di amici decisi a rinverdire il mito delle burle di “Amici miei”. Nel libro, Bagnasco (già autore per Mondadori de «Il peggio della diretta» intreccia la memoria familiare, gli scherzi della sua band, “i Beagles”, e l’epopea della carta stampata, raccontata dall’interno dopo anni di cronaca di spettacolo.​

Giornalista pavese, 57 anni, Bagnasco, che è anche autore, ha mosso i primi passi a “La Provincia Pavese” per poi firmare servizi, interviste e critiche per testate come il Giornale, Tutto Musica, Tv Sorrisi e Canzoni, Oggi, Gente, TPI e molte altre. Nel volume ripercorre incontri ravvicinati con Al Bano, Paolo Villaggio, Max Pezzali, Drupi, Antonio Ricci, Moana Pozzi, Emilio Fede, Anna Oxa, Elisabetta Canalis, Gianfranco Funari e molti altri protagonisti della tv e della musica italiana, sempre filtrati da una forte cifra autoironica e aneddotica.​

Tra le pagine scorrono episodi che vanno dall’anno di naja ad Aviano alle estati a Moneglia trasformate in palcoscenico permanente di scherzi, fino ai backstage esclusivi dello spettacolo: dalla leggendaria citofonata a Mina a Lugano al racconto dell’inizio della storia tra Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. L’obiettivo dichiarato dell’autore non è costruire un’agiografica autobiografia, ma divertire il lettore accompagnandolo dentro un mondo che conosce molto bene: quello delle famiglie di provincia, dei bar di paese e delle redazioni dove si facevano – appunto - i giornali di carta.​

“LA CASA DELLE MELE – Famiglia, amici (miei), star e giornali di carta” è pubblicato su Amazon ed è disponibile esclusivamente sulla piattaforma in doppio formato: eBook Kindle e libro cartaceo a questo link:

https://amzn.to/49bZPeI .

Per contatti, interviste, segnalazioni potete rivolgervi direttamente all’autore, Franco Bagnasco: Cell. 333.2303792 – e-mail: ilbagnasco@gmail.com

fonte: Ufficio Stampa: pantarei 3.0 - Elena Pantera pantera.tre.zero@gmail.com 

Al Museo del Tessuto di Prato "UNA MASCHIA BELLEZZA" Corso sull’abbigliamento maschile dal XIV al XX secolo

Il seminario ripercorre la storia dell’abbigliamento maschile dal XIV al XX secolo, delineando le immagini maschili in funzione dei modelli di ispirazione e dei valori del tempo.

Ne risultano caratteristiche sartoriali, strutturali e funzionali, diverse che rivelano caratteristiche erotiche specifiche e particolari.

Il corso ha come obiettivo quello di fornire le competenze necessarie per riconoscere e descrivere con precisione le diverse forme e stili dell’abbigliamento maschile europeo.

  • Il corso si svolge esclusivamente in presenza e prevede la partecipazione fisica dei partecipanti

 

UNA MASCHIA BELLEZZA Corso sull' abbigliamento maschile dal XIV al XX secolo - Shop Online del Museo del Tessuto

DOCENTE

Roberta Orsi Landini

DOVE

Museo del Tessuto di Prato
Via Puccetti, 3 – 59100 Prato

DURATA DEL CORSO

venerdì 13 Febbraio 2026: 09:30-13:30/14:30-17:30

sabato 14 Febbraio 2026: 09:30-13:30/14:30-17:30

DETTAGLI CORSO    225.00

Per il programma completo scarica il pdf con i dettagli del corso.

CONDIZIONI DI VENDITA

Puoi acquistare un solo posto alla volta. Per iscrivere più partecipanti, ripeti l’acquisto per ogni persona. Per qualsiasi dubbio o informazione scrivi alla dott.ssa Arianna Sarti a.sarti@museodeltessuto.it

fonte: https://shop.museodeltessuto.it 

Libri: "Fermo, dove la storia diventa bellezza" di Alex Marè

Fermo, dove la storia diventa bellezza è un invito a scoprire la città con occhi nuovi.

Non una semplice guida, ma un libro che accompagna il lettore tra: chiese, musei e antiche collezioni, alla ricerca di tele dimenticate, paramenti sacri, manoscritti e oggetti che custodiscono storie segrete da secoli.

SINOSSI

Fermo, dove la storia diventa bellezza è un invito a scoprire la città con occhi nuovi. Non una semplice guida, ma un libro che accompagna il lettore tra chiese, musei e antiche collezioni, alla ricerca di tele dimenticate, paramenti sacri, manoscritti e oggetti che custodiscono storie segrete da secoli.

Fermo come non l’hai mai vista. Fermo non è solo una città: è un tesoro nascosto di arte, storia e mistero. Pagina dopo pagina, il lettore viene guidato alla scoperta di luoghi e dettagli spesso invisibili a uno sguardo frettoloso. Ogni capitolo è una porta che si apre su una storia, un personaggio, un simbolo, una meraviglia custodita nel silenzio di una sacrestia, di un archivio o di una sala museale.

Attraverso un racconto coinvolgente, il libro intreccia curiosità storiche, racconti e aneddoti sorprendenti, rendendo la lettura un vero viaggio nella memoria della città.

Un viaggio tra arte, mistero e memoriaTele dimenticate e opere d’arte nascoste in chiese e musei; Paramenti sacri, reliquiari e oggetti liturgici che raccontano la fede e le devozioni popolari; Manoscritti, libri antichi e documentiche conservano tracce di storie lontane; Oggetti curiosi e inaspettatiche rivelano il lato più sorprendente della città.

Ogni pagina è pensata per far sentire il lettore parte della storia, come se camminasse realmente tra le sale e le vie di Fermo, riconoscendo nei luoghi visitati ciò che il libro racconta.

Non solo cultura: un’esperienza da vivere. Questo volume non si limita a descrivere, ma invita a sperimentare. Il lettore viene accompagnato in un percorso fatto di emozione e meraviglia, che fa desiderare di toccare con mano le opere, gli ambienti e gli oggetti narrati.

È un libro che si legge a casa, ma che si porta volentieri nello zaino o in borsa quando si visita la città, diventando un compagno di viaggio ideale per chi vuole conoscere Fermo in profondità.
Un libro da leggere, regalare e portare con sé, per chi desidera conoscere, stupirsi e portare a casa un pezzo di Fermo.

Edito da Edizioni Nisroch

fonte: www.alexmare.com 

Firenze > il Museo Novecento presenta Helen Chadwick: Life Pleasures. Visitabile fino al 1 marzo 2026

Il Museo Novecento presenta Helen Chadwick: Life Pleasures, la prima ampia mostra dedicata in Italia a una delle artiste britanniche più radicali e influenti della seconda metà del Novecento. L’esposizione inaugura simbolicamente il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e nasce in collaborazione con The Hepworth Wakefield e la Kunsthaus Graz, dove approderà dopo Firenze.

Prima retrospettiva di questa portata da oltre venticinque anni, la mostra ripercorre l’intera carriera di Helen Chadwick (1953–1996), dalle prime opere come In the Kitchen (1977) fino ai celebri Piss Flowers (1991–92). Artista sperimentale e anticonvenzionale, Chadwick ha saputo unire bellezza estetica e materiali insoliti – spesso anche grotteschi – come fluidi corporei, carne, fiori, cioccolato e compost. Con ironia e sguardo femminista, ha ridefinito i confini della scultura e dell’installazione, affermandosi come una delle protagoniste dell’avanguardia britannica del dopoguerra e, nel 1987, tra le prime donne candidate al Turner Prize.

La retrospettiva al Museo Novecento intende restituire la rilevanza di Chadwick nel panorama artistico internazionale, sottolineando la sua capacità di affrontare questioni femministe ancora oggi attuali e di trasformare la cultura materiale con un approccio sempre giocoso e sorprendente.

Museo Novecento
Piazza Santa Maria Novella 10, 50123 Firenze, Italia 
info@musefirenze.it
Biglietteria: +39 055 286132

Tutte le info >> QUI 

fonte: www.museonovecento.it 

Libri: "Pietro. Un uomo nel vento" di Roberto Benigni

«Con Benigni il racconto si trasforma in un rito collettivo.» - Aldo Grasso, Corriere della Sera

«Ma lo sapete che quando Pietro incontra Gesù ha più o meno la sua età? Ventotto, ventinove, neanche trent’anni. Eppure viene rappresentato sempre come un uomo molto anziano, calvo, con le rughe e la barba bianca. Anche Leonardo, nell’Ultima cena, lo ha dipinto così. Sembra che Pietro sia nato già vecchio. Invece quando conosce Gesù è un giovane, come lui: sono dei ragazzi. È una storia di ragazzi, questa!»
Roberto Benigni

Grazie alla voce di Roberto Benigni la vita di Pietro – pescatore, apostolo, missionario e guida della Chiesa – diventa un romanzo pieno di azione e di colpi di scena, in cui intensità e commozione si alternano a improvvisi slanci di leggerezza e ironia. Versione ampliata e arricchita del testo dello spettacolo televisivo in onda su Rai Uno, Pietro. Un uomo nel vento è un libro che parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio. E che restituisce, come mai era accaduto prima, voce e umanità a una delle figure più straordinarie della Storia.

Scritto con Michele Ballerin, Chiara Mercuri e Stefano Andreoli.

C’è un momento, nel racconto di Roberto Benigni, in cui sembra di vedere tutto: le onde che si alzano, il vento che fischia, una voce che chiama e un uomo che esita – e poi si lancia. È Pietro, il protagonista di una storia antichissima e senza tempo. La storia di un pescatore che si arrabbia, agisce d’impulso, sbaglia, non capisce, si addormenta, soffre, gioisce e si lascia emozionare, proprio come noi. Eppure diventa il primo fra gli apostoli, scelto da Gesù per il compito più alto che la storia dell’umanità conosca: aprire o chiudere le porte del Paradiso. Con Pietro. Un uomo nel vento, la voce trascinante di Roberto Benigni ci conduce dentro la formidabile avventura di un uomo che cade e si rialza mille volte, sospinto da una forza misteriosa, e alla fine trova il coraggio di guardarsi dentro. Da Gerusalemme a Roma, dal lago di Tiberiade al circo di Nerone, la Storia vista attraverso gli occhi di Pietro si trasforma in un racconto intimo e sorprendente: un racconto che parla a ognuno di noi, e che culmina in un finale glorioso e toccante, dove la fragilità si trasforma in grandezza.

fonte: www.lafeltrinelli.it 

lunedì 15 dicembre 2025

Mostre > Gianni Versace “Terra Mater – Magna Grecia Roots Tribute.” Museo Archeologico Reggio Calabria. Dal 19 dicembre al 19 aprile

Gianni Versace “Terra Mater” – Magna Grecia Roots Tribute. Gianni Versace e la Magna Grecia: moda, mito e memoria mediterranea – dal 19 dicembre al 19 aprile 

Magna Grecia Roots Tribute: il patrimonio antico nell’immaginario di Gianni Versace 

Dal 19 dicembre al 19 aprile, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria presenta “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute”, un percorso dedicato al legame profondo tra il grande sarto e le radici culturali della sua Terra. La mostra esplora il legame tra moda, archeologia e identità mediterranea, riportando al centro la forza simbolica della Magna Grecia e l’influenza sull’immaginario di Gianni Versace.

In esposizione una selezione di abiti, accessori, arredi, bozzetti e immagini prodotti dalla visione eclettica del designer reggino, con approfonditi rimandi alla classicità greca e romana. I motivi ispirati ai repertori archeologici magno-greci accompagnano il visitatore in un itinerario che intreccia glamour contemporaneo, mito ed immaginario collettivo.

Il percorso mette in diretto dialogo le creazioni di Gianni Versace con reperti provenienti da siti calabresi. Materiali, forme e iconografie quasi si “sovrappongono”, mostrando come l’immaginario del creativo abbia saputo reinterpretare la tradizione classica con sguardo moderno.

La mostra sarà un luogo di confronto attraverso conferenze, workshop, visite guidate e attività educative. Designer, storici dell’arte e della moda, fotografi e illustratori che approfondiranno il rapporto tra eredità classica e linguaggi contemporanei.

Gli spazi del Museo permetteranno ai visitatori ad apprezzare il profondo legame tra Gianni Versace e l’iconografia della Magna Grecia grazie a:

-Installazioni;

-interventi performativi;

-talk;

-proiezioni;

-happening serali.

Il progetto rafforza il ruolo del Museo come luogo di incontro tra tradizione e innovazione, grazie a partnership con Scuole, Università e Istituti culturali nell’ambito di progetti formativi e PCTO, offrendo una lettura inedita e coinvolgente del patrimonio culturale della Calabria.

Nel corso della mostra sarà presentato il catalogo di “Gianni Versace. Terrae Mater. Magna Graecia Roots Tribute”.

Altre info QUI  

fonte:  www.museoarcheologicoreggiocalabria.it 

Libri: "La cuoca dei Kennedy" di Valérie Paturaud

1999. In un cimitero del Sud della Francia, sulla tomba di una certa Andrée Imbert, una corona di fiori reca queste parole: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Quale legame unisce la donna alla celebre famiglia americana?

Una bimba di nessuno, in una Francia rurale dove la modernità tarda ad arrivare, passa da una famiglia all’altra, attraversa la Grande guerra, cresce e si sposa, per poi cercare la sua indipendenza a Lione, dove la conduce la passione per la cucina. La Prima guerra mondiale stravolge il destino di tutti e anche il suo: trova impiego come cuoca per l’alta società, dalla Costa Azzurra fino ad atterrare a New York.

L’autrice fa così scivolare con grande naturalezza il lettore nella grande Storia - quella dell’occupazione nazista, dei Kennedy, del Vietnam, di Armstrong sulla luna - attraverso una porta che, sebbene di servizio, risulta essere privilegiata per la quantità e qualità di aneddoti che compongono le pagine. 

 

Un affresco dell'America attraverso il destino di una donna fuori dal comune

Lo straordinario destino di una bambina abbondonata che, grazie alla sua determinazione e al suo talento, diventa la cuoca della famiglia americana più famosa al mondo. 1999. In un cimitero del Sud della Francia, sulla tomba di una certa Andrée Imbert, un maestoso mazzo di fiori reca queste parole: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». 

 

Quale legame unisce la donna alla celebre famiglia americana? Nulla lascia presagire che la piccola Andrée, una bimba di nessuno, cresciuta passando da una famiglia all'altra, avrebbe un giorno incrociato i grandi del suo tempo. Appassionatasi all'arte culinaria grazie a “zia” Lil, Andrée entra a servizio di famiglie ricche e influenti, dai fratelli Lumière ai Rogers. 

Quando questi ultimi partono per gli Stati Uniti, Andrée li segue, nonostante soffra per la lontananza dell'unica figlia. Arrivata oltreoceano, va a lavorare per i Kennedy, dove resterà per vent'anni. Nella grande casa di Hyannis Port, prepara torte di compleanno, crea i menù delle cene di gala, segue con trepidazione le campagne elettorali, consola i più piccoli nei momenti di tristezza e condivide le gioie e i drammi della famiglia più famosa del Novecento. La storia di una donna straordinaria, arricchita da fotografie private e da alcune ricette tratte dal suo quaderno personale.  

 

fonte: www.slowfoodeditore.it  e www.lafeltrinelli.it 

Mostre: "ROBERTO DOISNEAU – Il fotografo poeta" al Centro Culturale CAMBIO di Castelfiorentino, visitabile fino al 6 gennaio 2026

La poesia della fotografia in mostra a Castelfiorentino

È stata inaugurata il 4 ottobre al Centro Culturale CAMBIO di Castelfiorentino la mostra “Robert Doisneau, il fotografo poeta”, visitabile fino al 6 gennaio 2026.

Promossa dalla Fondazione Cambiano e organizzata da Opera Laboratori in collaborazione con l’Atelier Robert Doisneau, l’esposizione presenta circa 100 fotografie in grande formato del grande maestro francese, capace di trasformare la vita quotidiana in poesia visiva.

Scatti iconici come “Il Bacio” (simbolo della Parigi del dopoguerra) aprono un percorso espositivo che attraversa la città del Novecento, dai boulevard ai quartieri popolari, tra volti comuni e ritratti di grandi protagonisti della cultura come Prévert, Picasso, Tati e Malaparte.

La mostra, curata da Patrick Amsellem, è accompagnata da un catalogo edito da Sillabe e si inserisce in un più ampio progetto culturale promosso da Banca Cambiano 1884 attraverso il CAMBIO, con l’obiettivo di fare di Castelfiorentino un punto di riferimento per la fotografia e la cultura contemporanea.

Come ha sottolineato il Presidente Banca Cambiano, Paolo Regini «Accogliere Doisneau al CAMBIO è un segno della rotta culturale che abbiamo scelto: parlare ai giovani, custodire la memoria e riscoprire il valore dei gesti semplici attraverso le immagini».

Una mostra che parla al presente e ci invita a riscoprire lo sguardo umano, ironico e delicato di uno dei grandi poeti dell’obiettivo.

ROBERTO DOISNEAU – Il fotografo poeta
La mostra "Robert Doisneau, il fotografo poeta" rappresenta un'esperienza immersiva e affascinante nei meandri di Parigi, vista attraverso l'obiettivo di uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo. 

Con i suoi scatti in bianco e nero, Doisneau riesce a catturare essenze di vita quotidiana, trasformando gesti anonimi in opere d'arte che raccontano storie universali. 

Le sue immagini, spesso intrise di ironia e tenerezza, mostrano l'anima di una città vibrante e in continua evoluzione, dove la frenesia delle strade convive armoniosamente con la calma dei caffè. Ogni fotografia è un’istantanea di un momento effimero, capace di evocare emozioni profonde e riflessioni sul senso di umanità.

FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA – Premio Raccont’Arti 2025
In contemporanea, dal 29 novembre fino al 6 gennaio, sarà possibile visitare anche la mostra dedicata ai vincitori della 5° edizione del Premio di fotografia contemporanea Raccont’Arti 2025, quelli del premio fotografico amatoriale Cambi’Arti e la mostra del Gruppo Fotografico Il Giglio Rosso di Castelfiorentino.
Immergiti in un dialogo imperdibile tra il maestro Doisneau e la fotografia contemporanea.

fonte: www.bancacambiano.it 

Libri: "Cesare. La conquista dell'eternità" di Alberto Angela

Un viaggio appassionante nella vita e nel mito di Giulio Cesare: Alberto Angela racconta l’uomo dietro la leggenda.
Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.

«Dopo tre anni di attesa, Alberto Angela torna in libreria con un’opera che promette di affascinare lettori, appassionati di storia e curiosi di ogni età: “Cesare. La conquista dell’eternità”, un viaggio immersivo nel mondo del De Bello Gallico, l’opera di Giulio Cesare che tutti ricordano dai tempi del liceo ma non molti conoscono davvero.» - Wired


Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni. È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. 

Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse. Ma sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo, eterosessuale, bisessuale… 

E sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell’epoca cruciale per il destino di Roma e dell’Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia. 

Alberto Angela torna in libreria con un’opera unica e grandiosa, che prende spunto dal De bello Gallico per trascinarci in un’avventura senza pari. Le pagine si susseguono con il ritmo e le atmosfere dei film e delle serie tv più avvincenti, e al tempo stesso arricchiscono il lettore di scoperte, curiosità e riflessioni sul mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. 

fonte: www.lafeltrinelli.it 

Dance: ABT Studio Company. American Ballet Theatre Studio Company seeks to develop the next generation of ballet dancers

Audizione per ABT Studio Company. ABT Studio Company terrà un'audizione in presenza domenica 1 febbraio 2026 alle ore 15:00 a New York City nell'ambito dell'ABT Summer Intensive National Audition Tour. 

La pre-iscrizione online è necessaria ed è attualmente aperta. 

Lo spazio è limitato. I ballerini dovrebbero mostrare il loro interesse a fare audizioni per ABT Studio Company inviando un curriculum stampato alla registrazione il giorno dell'audizione.

Rimangono aperte anche le audizioni video per la stagione 2026-2027! Le audizioni video saranno accettate a tempo pieno fino a quando tutte le posizioni non saranno occupate.

I ballerini che fanno il provino per ABT Studio Company dovrebbero avere un'età compresa tra i 17 e i 20 anni ed esibire un livello avanzato di formazione di balletto.

Visita la sezione "audizioni" del sito di ABT Studio Company per maggiori informazioni sulle audizioni in presenza e video: https://www.abt.org/training/dancer-training/abt-studio-company/

Tutte le altre Info >> QUI 

American Ballet Theatre Studio Company seeks to develop the next generation of ballet dancers, choreographers and audiences.

The central mission of ABT Studio Company is to prepare its exceptionally promising dancers (ages 17-21) for careers in American Ballet Theatre’s main Company or other leading ballet companies worldwide. ABT Studio Company serves as the crucial vehicle for transitioning from student to professional performer. Nearly 85% of current American Ballet Theatre dancers are alumni of ABT Studio Company, including sixteen Principal Dancers and eleven Soloists.

Each season, ABT Studio Company commissions emerging and/or established choreographers to create new works on Studio Company dancers, serving as a platform for new choreography.

ABT Studio Company engages the broadest possible ballet audience by performing classical, neoclassical and contemporary repertoire in a range of venues around the globe.

source: www.abt.org 

giovedì 11 dicembre 2025

Firenze: a Palazzo Strozzi "KAWS, THE MESSAGE" fino al 25 gennaio 2026

Iniziata il 29 ottobre 2025 e fino al 25 gennaio 2026, Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano una nuova installazione site-specific per il cortile di Palazzo Strozzi realizzata da KAWS, celebre artista contemporaneo noto per il suo iconico linguaggio visivo che sfida le categorie artistiche.

Parte del programma Palazzo Strozzi Future Art, il progetto si sviluppa in dialogo con l’architettura rinascimentale e con la mostra dedicata a Beato Angelico, offrendo un confronto originale e sorprendente tra epoche, forme e visioni artistiche.

KAWS ha conquistato la scena internazionale con opere che spaziano dalla pittura e la scultura alla street art e il design, spesso ispirate all’immaginario dell’animazione e della comunicazione visiva contemporanea. Con uno stile fortemente riconoscibile e un approccio insieme ludico e irriverente, l’artista esplora temi e immaginari umani attraverso personaggi ibridi e simboli condivisi, mettendo in discussione i confini tra cultura alta e popolare.


KAWS (1974, Jersey City, NJ, USA; vive e lavora a Brooklyn, New York) ha esposto le sue opere nelle più importanti istituzioni culturali del mondo, tenendo sue personali in musei come SFMoMA, San Francisco (2025); The Andy Warhol Museum, Pittsburgh (2024); Art Gallery of Ontario, Toronto (2023); Serpentine Gallery, Londra (2022); Mori Arts Center Gallery, Tokyo (2021); The Brooklyn Museum, New York (2021); The National Gallery of Victoria, Melbourne (2019).

Il progetto è parte del programma Palazzo Strozzi Future Art, sviluppato da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati.
Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze. Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

Dal 29 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026

Orario mostra
Tutti i giorni 10.00-20.00
Giovedì fino alle 23.00
Installazione in Cortile ad accesso libero

Info QUI 

fonte: www.palazzostrozzi.org 

Books: "A Year with Rudolf Nureyev" by Derek Robinson and Simon Robinson. Edizione Inglese

Here, for the first time, is an intimate and fascinating portrait of Rudolf Nureyev off-stage - a man who was an exacting, unpredictable, parsimonious and often immature individual, yet who, at the same time, aroused great affection in a host of friends.

Simon Robinson frankly recalls his eventful year working for Nureyev. He did everything for this hopelessly impractical dancer except be his lover, much to Nureyev's disappointment. It was the Russian's insatiable sexual appetite that eventually destroyed him.

Nureyev had six houses on three continents but no staff in any of them and he couldn't cook, drive, write a letter, tie a necktie or even change a light bulb. In 1990 Simon Robinson, until then professional crew on a racing yacht, became his PA. 

For the next twelve months they travelled from the Caribbean to America to Europe, living in luxury in Nureyev's New York and Paris apartments and in spartan isolation on his tiny Mediterranean island.

Nureyev's explosive nature was exhausting to live with and many times during their year together Robinson nearly quit - and Nureyev nearly sacked him. It didn't happen, however, because Nureyev needed his PA's calm reliability to ballast his own rocky life, and because Robinson knew that genius must make its own rules. > Copertina rigida o KINDLE 

source: www.amazon.it 

Libri: Il suono dei giorni di pioggia di Manuel Bova

Un amore passato che non passa mai, le giornate che scorrono tra un reparto di elettronica che sembra la caricatura del mondo reale e la vita con sua sorella, Diana, che è presente in un modo tutto suo. La storia di Amedeo è fatta di fragili equilibri, di ironia, malinconia e desideri mai del tutto sopiti. 

Amedeo ha una famiglia, dei colleghi, degli amici, ogni personaggio secondario è strettamente collegato a lui, ognuno con le sue vicissitudini che, in qualche modo, contribuiscono a minare le poche certezze del protagonista e lo spingono a mettere tutto in discussione. 

Come si salva una persona che non vuole essere salvata? Quanto la nostra percezione di ciò che ci sta intorno è reale e quanto frutto di un condizionamento che porta a un giudizio parziale e impulsivo? 

Con uno stile diretto e graffiante capace di alternare leggerezza e profondità, "Il suono dei giorni di pioggia" compie un viaggio all’interno della mente di un uomo che prova a restare in piedi mentre tutto intorno a lui sembra franare. Un romanzo che parla di abusi, violenza e di amore in ogni sua forma. 

Un romanzo che contiene un mondo, che contiene storie, che profuma di vita, di gioie e cadute da cui rialzarsi è sempre più difficile. 

Manuel Bova è nato a Genova nel 1983, ha studiato ingegneria prima di decidere di insegnare pilates. Ha una pagina facebook molto seguita.    

fonte:  www.ibs.it 

Addio a Carlos Palacios, la danza perde un grande maestro

Il mondo della danza perde una delle sue luci più brillanti. Carlos Palacios, maestro amatissimo e figura di riferimento per generazioni di allievi, è scomparso lasciando un vuoto profondo nella comunità artistica e in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.

La danza non era soltanto la sua professione, ma il suo modo di respirare il mondo. Carlos viveva ogni movimento come un atto di verità e condivisione. Chiunque abbia varcato la soglia di una sua sala prove ricorda il suo sguardo attento, la sua precisione elegante, la pazienza con cui sapeva guidare e la passione contagiosa che trasformava la fatica in gioia.

Ma Carlos Palacios era molto più di un insegnante: era un Maestro nel senso più completo del termine. Riusciva a vedere il potenziale dove altri vedevano solo incertezza, a trasformare il timore in forza, la rigidità in libertà. Con le sue parole e il suo esempio ha insegnato disciplina, rispetto, dedizione e amore per l’arte.

Molti dei suoi allievi ricordano come, attraverso la danza, abbia saputo offrire anche un insegnamento di vita: “Il corpo parla quando il cuore ha qualcosa da dire”, ripeteva spesso.

La sua perdita è un colpo doloroso, ma il suo lascito continuerà a vivere nei passi, nei ricordi e nei sogni di chi ha incontrato il suo cammino. Le sue lezioni continueranno a risuonare nelle sale, nelle esibizioni e nei cuori dei suoi studenti, che oggi lo ricordano con gratitudine, affetto e profonda stima.

Carlos Palacios si era formato alla Scuola del Teatro Colòn di Buenos Aires, lavorando successivamente nei teatri più prestigiosi d’Europa e ricoprendo svariate cariche, da danzatore a coreografo, da maître de ballet a Direttore artistico. Nel suo curriculum anche la direzione artistica dello storico Teatro San Carlo di Napoli. Ha dato lezioni ai nomi più prestigiosi del panorama della danza, da Carla Fracci a Luciana Savignano, Elisabetta Terabust; ha anche lavorato con Rudolf Nureyev e altri nomi eccellenti nel campo del balletto internazionale. La sua profonda conoscenza di tutti gli aspetti della danza lo ha collocato per decenni come una delle personalità più interessanti del panorama artistico. Il suo personalissimo metodo ha portato al successo molti giovani che si sono formati prendendo parte alle sue lezioni.

Carlos Palacios se ne va, ma la sua arte resta. La danza, come lui stesso insegnava, è un modo per sfidare il tempo: un gesto che continua a vibrare anche quando il corpo tace.

Ed è così che continuerà a vivere — nei movimenti, nella memoria, nell’ispirazione che ha donato al mondo. Che la terra ti sia lieve, Maestro. E che il tuo passo rimanga per sempre tra noi.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com  © Riproduzione riservata fonte: articolo di Michele Olivieri per  https://giornaledelladanza.com

mercoledì 3 dicembre 2025

Regione Toscana > Restaurato Teatro Nazionale Firenze, vi nacque Stenterello. Era chiuso dagli anni Ottanta, riaprirà da inizio 2026

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Dopo oltre 40 anni torna a nuova vita il Teatro Nazionale di Firenze, già Teatro della Quarconia e del Giglio, dove debuttò la maschera di Stenterello.

È in pieno centro, dietro la Casa di Dante, e a mezzo isolato da piazza della Signoria e Palazzo Vecchio.

Il cantiere non è ancora concluso. "Abbiamo fatto l'hardware, manca il software", dice Marco Casamonti dello Studio Archea che ha curato il progetto. Un restauro andato avanti quattro anni, "l'edificio stava crollando, lavoro pazzesco, che se l'avessi saputo prima, non avrei mai fatto", ammette Casamonti. 

L'immobile, vincolato, è stato sottoposto a un lavoro di consolidamento strutturale e recupero architettonico. I solai e il tetto, compromessi, sono stati ricostruiti rispettando la geometria originaria. Particolare attenzione, inoltre, è stata dedicata al restauro di stucchi, dorature e capitelli, eseguito con materiali e metodi artigianali. 

Oltre al teatro da 300 posti, ci sono libreria-caffetteria con una sala jazz, sopra il quarto ordine dei palchi una sala per eventi e incontri, con un tetto scorrevole che apre la vista sui monumenti di Firenze. "Nello spirito rinascimentale - sottolinea Casamonti - abbiamo unito tradizione e innovazione".
    "Ma la cosa che più mi rende orgoglioso è aver evitato che diventasse una spa", ha detto con riferimento al progetto precedente che prevedeva un centro benessere con piscina. Al momento il teatro è aperto solo per eventi privati. 

"Avremo le autorizzazioni per il pubblico spettacolo penso verso gennaio - ipotizza l'architetto - perciò abbiamo deciso di fare feste private, eventi di rodaggio. Una volta ottenuto il 'pubblico spettacolo', faremo una programmazione che arriva all'estate". Poi l'obiettivo, da settembre, è affittarlo.
    "Abbiamo già delle proposte", per massimo 340 giorni l'anno, "per gli altri 25 abbiamo un'associazione culturale no profit che lo gestirà, per chi lo vorrà usare". 

Per la sindaca di Firenze Sara Funaro "è un progetto folle e ambizioso", "che non ha una valenza di business o valenza economica, bensì culturale, di recupero dal punto di vista architettonico, di valorizzazione dei grandi tesori che abbiamo nella nostra città e di conservazione delle nostre tradizioni e di un pezzo della nostra storia". Per il presidente della Toscana Eugenio Giani "negli ultimi decenni è la più grande opera di rigenerazione urbana nel cuore di Firenze".  

fonte: di Redazione ANSA    www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati       

Danza: a Roma "Les Étoiles" Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, 20 e 21 marzo 2026

Il 20 e 21 marzo 2026 torna a incantare la Capitale Les Étoiles, l’eccezionale gala ideato e curato da Daniele Cipriani, tra gli appuntamenti più attesi e celebrati del panorama coreutico internazionale. Un evento che, anno dopo anno, si conferma punto di riferimento per gli appassionati di balletto e per chi desidera immergersi in uno spettacolo di assoluta eccellenza.

Sul prestigioso palcoscenico della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, si esibiranno alcune delle più luminose stelle della danza mondiale. I protagonisti offriranno al pubblico due serate di emozioni rare, virtuosismi sublimi e momenti di pura magia scenica, attraverso assoli, duetti e interpretazioni che celebrano l'arte del movimento nella sua forma più alta.

Les Étoiles Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Sabato 21 Marzo 2026
h. 17:00 Sala Santa Cecilia

Artisti protagonisti dell’edizione 2026:

  • Bleuenn Battistoni – Opéra de Paris
  • Sergio Bernal – Sergio Bernal Dance Company, España
  • Roman Mejia – New York City Ballet
  • Tiler Peck – New York City Ballet
  • Simone Repele – Riva&Repele, Ginevra
  • Sasha Riva – Riva&Repele, Ginevra
  • Andrea Sarri – Opéra de Paris

Con la partecipazione straordinaria di:

  • Svetlana Zakharova – Teatro Bolshoi, Mosca

Un cast d’eccezione che riunisce sensibilità artistiche, scuole coreutiche e personalità provenienti da alcune delle istituzioni più prestigiose al mondo, rendendo Les Étoiles un appuntamento imperdibile per il pubblico romano e per tutti gli amanti della grande danza.

fonte: www.auditorium.com