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| John Giorno with Dial-A-Poem. Foto di Michael McClanathan, 1970. Courtesy Giorno Poetry Systems |
Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi. Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems - la piattaforma no-profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie - testimoniano l’impatto imprescindibile che Giorno ha avuto nella storia dell’arte.
L'esposizione ripercorre la pratica multiforme di John Giorno attraverso diversi nuclei di opere, mostrando come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative spingendo la parola a sconfinare nel territorio delle arti visive e delle reti di telecomunicazione. Larga parte della sua produzione artistica reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l'uso di colori accuratamente scelti e un font iconico realizzato da Mark Michaelson appositamente per l’artista.
All'interno della mostra una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da Studio EX. (Andrea Cassi e Michele Versaci).
L'esposizione rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026, palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere realizzato in occasione di Arte Fiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi, ed è realizzata in collaborazione con Giorno Poetry Systems e con il supporto della galleria Thomas Brambilla.
fonte: www.museibologna.it

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