mercoledì 14 aprile 2021

Libri: " Elisabetta. Per sempre regina. La vita, il regno, i segreti" di Antonio Caprarica

Un'indagine nella storia, nei luoghi, tra i personaggi dell'ultima grande dinastia reale alla ricerca dell'Elisabetta segreta.

Quando Elisabetta salì al trono, nel 1952, Truman governava gli Usa e Stalin guidava l'Urss. 

Sette decenni più tardi, dopo la fine dell'Impero britannico, il crollo del comunismo, diverse tragedie collettive e da ultimo perfino la peggiore pandemia da un secolo in qua, lei è ancora al suo posto, anacronistica nei suoi completi pastello come nella sua rigida etichetta, impassibile di fronte alle tempeste e agli scandali che si sono accumulati nella vita della famiglia reale: dai vari divorzi alla morte di Diana, dai sex affair del principe Andrea alla ribellione di Harry e Meghan. 

Se gli avvenimenti sollevano più di un interrogativo sulla sopravvivenza della Corona, è innegabile però che la regina, dopo aver consacrato la sua lunga vita alla monarchia, sia ormai universalmente il simbolo del suo Paese. 

A lei, che ben pochi possono vantarsi di conoscere, Antonio Caprarica ha dedicato un'indagine penetrante e documentatissima, seguendone la storia fin dalla nascita e dal ribaltamento della linea dinastica che le regalerà la corona dopo l'abdicazione di Edoardo VIII, le cui simpatie naziste preoccupavano gli ambienti politici non meno del suo legame con la divorziata Wallis Simpson. In ciascuna delle tappe il giornalista, il maggiore esperto italiano della Casa Reale, va alla ricerca dell'Elisabetta segreta, dei sentimenti, dei sogni, dei tormenti nascosti dietro la maschera offerta ai sudditi e ai media nelle situazioni ufficiali. 

Un'occasione per ripercorrere i momenti più significativi di un regno punteggiato di record e per avvicinare, attraverso un racconto appassionante, una donna straordinaria che, qualunque sarà la sorte della dinastia, sarà regina. 

fonte:  www.ibs.it

Serie TV > Pose: esce il trailer della terza ed ultima stagione. Che fine faranno Pray Tell e Blanca?

Pose si conclude con la terza stagione: ecco diffuso il trailer degli ultimi sette episodi 

La terza stagione di Pose, serie tv prodotta da FX, sta per partire e in Italia verrà distribuita da Netflix e Sky Q. La produzione di Pose ha svelato il trailer dell’ultima stagione, il video potete vederlo > QUI

Pose si conclude con la terza stagione: ecco il trailer

Nel trailer vediamo il personaggio Blanca riflettere sulla sua famiglia e sul suo percorso di vita. Tra sbagli e rischi, molti degli equilibri che si erano creati hanno subito un duro cambiamento. Pray Tell deve fronteggiare i suoi gravi problemi di salute: «Sapevo che questa malattia mi avrebbe mangiato vivo, ma non me ne andrò senza combattere

L’ultima stagione di Pose verrà trasmessa in streaming il 2 maggio 2021 e sarà composta da sette episodi. Gli spettatori verranno guidati verso un tempo più lontano rispetto a quello in cui erano stati lasciati: un salto temporale notevole fino al 1994, un anno fondamentale per Blanca. Il passato è un demone che la protagonista ha dovuto controllare, in modo tale da vivere diversamente il suo ruolo di madre, partner e assistente medico.

Una vita difficile, fatta di rinunce e situazioni incontrollabili: all’improvviso la sua comunità e la sua famiglia dovrà combattere una tra le peggiori malattie del nostro secolo, L’AIDS. Gli anni ’90 sono stati devastanti da questo punto di vista, l’AIDS ha spento numerose vite e gli Stati Uniti è stato il paese più colpito al mondo. Pray Tell affronterà il terrore della sua positività alla malattia, con la paura di morire da un momento all’altro.

La serie tv di Canals, Brad Falchuck e Ryan Murphy si conclude con la terza stagione. Il progetto ha accolto sin da subito un cast molto ampio e composto da transgender per ricoprire i ruoli principali: MJ Rodriguez, Dominique Jackson, Indya Moore e Hailie Sahar. Pose vanta di un record non inddiferente, infatti, è il primo show a tenere il numero più alto di attori appartenenti alla comunità LGBTQ.

Un progetto dalle caratteristiche uniche, il cui obiettivo è sempre stato quello di abbattere la discriminazione di genere. Pose ha visto il trionfo di Billy Porter come miglior protagonista ai Golden Globe. Janet Mock è stata la prima donna trans a scrivere la sceneggiatura di un episodio televisivo proprio con Pose.

fonte: di Alessandro Leonardi   www.ultimora.news

sabato 10 aprile 2021

Fashion: Vivienne Westwood, 80 anni tra anticonformismo, moda e impegno civile

©Getty
 La stilista, classe 1941, continua a essere protagonista nella storia del costume mondiale, in un 2021 che moltiplica le ricorrenze per la matriarca della moda britannica suggellando, oltre al compleanno tondo, i 50 anni dall’esordio nella Swinging London e i 40 dalla prima sfilata in passerella destinata a consacrarla regina-ribelle del fashion d'Oltremanica. 

 Ottant'anni e non sentirli. Nata nelle  Midlands inglesi l'8 aprile 1941, Vivienne Westwood gira la boa dell'ottavo decennio di vita 'young at heart', nessuno può negarlo. Sono lo spirito battagliero e l'irriverente senso dello stile che le consentono di restare protagonista nella storia del costume mondiale dopo mezzo secolo di carriera a tinte forti. In un 2021 che moltiplica le ricorrenze per la matriarca della moda britannica: suggellando, oltre al compleanno tondo, i 50 anni dal fragoroso esordio nella Swinging London e i 40 dalla prima sfilata in passerella destinata a consacrarla regina-ribelle del fashion d'Oltremanica.

L'ascesa dell'astro Westwood 

Figlia d'una coppia di operai tessili del Derbyshire, inizia a disegnare abiti nel 1971 con il compagno Malcom McLaren, vendendoli nella storica boutique londinese al numero 430 di Kings Road, che avrebbe cambiato nome ed arredamento diverse volte rispecchiando l'evoluzione creativa del duo. Da Let it Rock a Too Fast To Live, Too Fast Too Die, quando le prime collezioni si ispiravano ai rockers fra cui la stilista aveva già fatto numerosi proseliti come Ringo Starr, fino ad arrivare all'esplicito Sex: con abiti di cuoio, magliette di gomma, catene e immagini osé che suscitano un tale scandalo da costringere la polizia a far serrare le saracinesche del negozio. Ma la futura dame Vivienne ed il compagno non si arrendono e nel '76 riaprono i battenti dello store di culto, ribattezzandolo questa volta Seditionaires, gioco di parole fra seduzione e sedizione, con tanto di collezione omonima in grado di definire la cultura Punk.

Sono gli anni in cui McLaren diventa impresario di una nuova band rivoluzionaria, i Sex Pistols, gruppo musicale simbolo del movimento punk che adotta il codice stilistico di Queen Viv, ovvero il concetto di moda come strumento di lotta contro l'establishment. A partire dalla stessa Elisabetta in persona, sbeffeggiata nell'urlo dell'immortale hit God Save The Queen. 

Nel 1981, la stilista sfila per la prima volta in passerella: la collezione s'intitola Pirates e inaugura una nuova stagione del suo linguaggio creativo, il New Romantic. Dopo le creste, gli spilli e i chiodi dei ribelli anni 70, arrivano i corsetti, le crinoline, i panieri degli edonistici Eighties

Mentre l'ascesa dell'astro Westwood prosegue inarrestabile. Nel 1982 è la prima inglese dopo Mary Quant a essere accolta nel calendario dei de'file' di Parigi. Sarà proprio la Ville Lumiere il teatro della memorabile caduta - entrata negli annali della moda - di Naomi Campbell, inciampata sulle vertiginose zeppe delle platform di Vivienne "ideate per issare la bellezza femminile su un piedistallo". 

Un piedistallo su cui a salire è in effetti anche la creatrice, che nel 1992 si vede ricevere dalla stessa Elisabetta II, quasi come in un incontro fra sovrane, e insignire - malgrado gli affronti passati dell'era punk - col prestigioso Order of the British Empire (OBE) per i suoi meriti artistici; un'onorificenza e un titolo che la neo dame Viv accetta con apparente rispetto dell'etichetta, salvo sorprendere i fotografi a fine cerimonia con una provocatoria alzata di gonna nude look. 

Nello stesso anno, la designer convola a nozze con uno di suoi allievi alla Scuola di Moda di Vienna, Andreas Kronthaler, di 25 anni più giovane, che da quel momento diventa il fidato braccio destro fino a ereditare nel 2016 la direzione creativa della griffe

Dallo spirito ribelle all'impegno civile, alla rivoluzione green

Una griffe consolidata nel tempo come piattaforma di comunicazione e d'impegno civile progressista all'insegna di  slogan come "Make Love, not Fashion" o "Buy less, choose well, make it last". E trasformata negli ultimi anni in veicolo di campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica su temi come la battaglia contro il consumismo estremo, per l'ambiente, contro gli effetti del cambiamento climatico, per la pace, in difesa della libertà di Julian Assange. Sfide condotte non solo a parole o a colpi di provocazioni, del resto, ma anche nelle scelte concrete di collezioni realizzate ormai con materiali e modalità di produzione eco-sostenibili. Perché non c'è dubbio che, sulla trincea degli 80 anni, lo spirito ribelle dell'ex Queen del punk rimanga vivo e vegeto. La sua missione adesso? Una Rivoluzione Green per combattere "la guerra per la sopravvivenza della razza umana e del pianeta". 

fonte: https://tg24.sky.it

Arte: Tiepolo. Venezia, Milano, l'Europa. Dal 6 aprile 2021 al 02 maggio 2021

La mostra sul grande genio settecentesco alle Gallerie d'Italia di Milano

La mostra è dedicata al genio settecentesco nella ricorrenza dei 250 anni dalla sua morte e nella città di Milano, che fu per Tiepolo una seconda patria.

Tiepolo fu un artista versatile che, con i suoi colori luminosi e i cieli spalancati, conquistò Venezia, Milano, l’Europa tutta. Nella prima metà del ‘700 gli artisti e gli scrittori del Bel Paese erano i più contesi dalle corti europee: dall’Inghilterra alla Francia, dalla Germania alla Boemia.
 

In questo scenario Venezia brillava come una città particolarmente feconda: qui nacquero e si formarono alcuni tra gli uomini di cultura più richiesti dell’epoca. Nonostante fosse nato (nel 1696) in una famiglia povera di mezzi, Tiepolo dimostrò ben presto il suo straordinario talento nei palazzi, nelle ville e nelle chiese del Veneto, del Friuli e della Lombardia.

A Milano, tra una decorazione ad affresco e l’altra, realizzò uno dei suoi capolavori: la Corsa del carro del Sole, l’affresco che si sviluppava lungo i 22 metri di lunghezza della volta della galleria di Palazzo Clerici.

L’artista attese di arrivare ai 55 anni prima di andare all’estero: prima a Würzburg in Germania e poi a Madrid, presso il maestoso palazzo reale dei Borbone, in compagnia dei figli Giandomenico e Lorenzo.

Ed è proprio in Spagna che si chiude la sua parabola: qui morì nel 1770 dimenticato da tutti. Un lento declino che proseguì oltre la sua morte, anche se ebbe come grandi ammiratori Canova e Hayez.

La mostra continua a vivere anche online, con un tour virtuale che permette di vivere l’esposizione attraverso una visita interattiva.

Fino al 2 maggio, Gallerie d’Italia MILANO

Indossa le cuffie per vivere un'esperienza unica >>  tiepolo.gallerieditalia.com

fonte:  www.raicultura.it

Asp di Catania, insediato il team per la disforia di genere

La costituzione dell'equipe fa seguito a due determine dell'Agenzia italiana del farmaco, che ha previsto la prescrivibilità a carico del SSN dei farmaci utilizzati nel processo di virilizzazione/femminilizzazione per donne/uomini transgender 

E' operativa nell'Asp di Catania l'equipe multidisciplinare per la diagnosi della disforia di genere. Ieri, durante la riunione di insediamento, nella Direzione Sanitaria dell'Azienda, sono intervenuti, il direttore generale Maurizio Lanza e il direttore sanitario Antonino Rapisarda. Dell'equipe, coordinata dall'endocrinologo Giuseppe Grasso, fanno parte la farmacista Anna D'Agata, la psichiatra Francesca Iuppa, i consulenti legali, gli avvocati Pina Morina e Giuseppe Bongiovanni, la ginecologa Santina Racca e la psicologa Cinzia Tubino. 

Il team è supportato dalla presenza dell'endocrinologo Mario Vetri con specifico expertise nella materia. Le visite e le attivita' si svolgeranno presso il PTA di San Giorgio. Per info contattare lo 095 09389766. 

La costituzione dell'equipe fa seguito a due determine dell'Agenzia italiana del farmaco, che ha previsto la prescrivibilita' a carico del SSN dei farmaci utilizzati nel processo di virilizzazione/femminilizzazione per donne/uomini transgender, previa diagnosi di disforia/incongruenza di genere formulata da un'equipe multidisciplinare e specialistica dedicata. 

"La 'centralità' del paziente, l'acquisizione della consapevolezza per la partecipazione alla costruzione del percorso assistenziale e la tutela della relazione di cura - sottolinea una nota dell'Asp - rappresentano le priorità di lavoro del team. Il percorso assistenziale, che segue un modello di riferimento, e' dettato da linee di indirizzo di tipo normativo e di governance ed e' rispondente sia all'evoluzione culturale e sociale odierna, sia al miglioramento della qualita' dei livelli d'assistenza".

fonte: www.cataniatoday.it

Milano: alla Fondazione Sozzani la mostra “La lunga strada di sabbia”

La Fondazione Sozzani di Milano a fine aprile inaugurerà una bellissima mostra del fotografo Paolo Di Paolo, a cura di Silvia Di Paolo, con il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa

 

L’esposizione è intitolata “La lunga strada di sabbia”, con fotografie di Paolo Di Paolo e testi di Pier Paolo Pasolini: centouno immagini, di cui molte inedite, video e documenti.
La mostra è in programma dal 24 aprile al 29 agosto 2021 (inaugurazione venerdì 23 aprile dalle ore 15.00 alla presenza di Paolo di Paolo).

Foto di Paolo di Paolo – Pier Paolo Pasolini, spiaggia del Cinquale (Massa-Carrara), 1959
Nel 1959 Paolo Di Paolo ha 34 anni e fotografa da cinque anni per “Il Mondo” diretto da Mario Pannunzio, Pier Paolo Pasolini è un promettente scrittore di 37 anni, ha pubblicato La meglio gioventù, Ragazzi di vita e Una vita violenta, non è ancora regista. In Italia il miracolo economico è appena iniziato. Alle famiglie italiane nei giornali si tende a prospettare un microcosmo di personaggi mitici, in alternativa al grigiore e alle paure della guerra, dell’emigrazione, della povertà da lasciarsi alle spalle.
Arturo Tofanelli, direttore del mensile “Successo” e del settimanale “Tempo”, affida ai due autori, che non si conoscono, il servizio sulle vacanze estive degli italiani.

Lo scrittore e il fotografo partono insieme da Ventimiglia, con il progetto di percorrere le coste dell’Italia sino al sud e risalirle sino a Trieste. Ma hanno visioni diverse. “Pasolini cercava un mondo perduto, di fantasmi letterari, un’Italia che non c’era più – ricorda Di Paolo – io cercavo un’Italia che guardava al futuro. Avevo anche ideato il titolo La lunga strada di sabbia che voleva indicare la strada faticosa percorsa dagli italiani per raggiungere il benessere e le vacanze.” Nasce un sodalizio complesso, delicato, che li accomunerà solo per la prima parte del viaggio, ma che si consoliderà poi nel rispetto e nella fiducia reciproci.

La lunga strada di sabbia, lo straordinario racconto per immagini di Paolo Di Paolo accompagnato dai testi di Pier Paolo Pasolini verrà pubblicato da “Successo” in tre puntate (4 luglio, 14 agosto e 5 settembre 1959) e racconterà gli italiani in vacanza, dal Tirreno all’Adriatico; da Ventimiglia a Ostia; da Torvaianica alla Sicilia; da Santa Maria di Leuca a Trieste. Scrive Pasolini: “I monti della Versilia…ridenti o foschi? Ecco una cosa che non si può mai capire. Un poco folli, di forma, e inchiostrati sempre con tinte da fine del mondo, con quei rosa, quelle vampate secche del marmo che trapelano come per caso. Ma così dolci, mitici. Qui c’è la spiaggia del Cinquale. (…)”.

– La Fondazione Sozzani è un’istituzione culturale costituita a Milano da Carla Sozzani nel 2016 per la promozione della fotografia, della cultura, della moda e delle arti. La Fondazione ha assunto il patronato della Galleria Carla Sozzani e intende proseguire il percorso dell’importante funzione pubblica che la galleria svolge dal 1990.

FONDAZIONE SOZZANI
La lunga strada di sabbia – Paolo Di Paolo e Pierpaolo Pasolini
dal 24 aprile al 29 agosto 2021
Tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30

press@fondazionesozzani.org

*Foto di copertina: autore Paolo Di Paolo – Pier Paolo Pasolini a Genova (giugno 1959)

fonte:  www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it

Il teatro siciliano cerca giovani talenti: come partecipare al Premio #cittàlaboratorio 2021


Uno spettacolo dell'edizione 2020 del Premio Città Laboratorio
 Le Orestiadi di Gibellina, con    l'associazione Scena Aperta di Palermo, selezionano progetti inediti di under 35 siciliani. Al vincitore un contributo di 3.000 euro per la realizzazione dello spettacolo

 Le Orestiadi di Gibellina, in   collaborazione con l’associazione culturale Scena Aperta di Palermo, promuovono la quarta edizione del Premio #cittàlaboratorio, con lo scopo di valorizzare i giovani autori, registi, coreografi, attori e i diversi linguaggi della scena teatrale siciliana.

Il premio si rivolge a giovani artisti siciliani under 35: gruppi di recente formazione, artisti impegnati in nuovi percorsi di ricerca teatrale, drammaturgica e linguistica. I partecipanti non devono appartenere a strutture riconosciute e sovvenzionate dal Ministero o dalla Regione Siciliana.

Autori e partecipanti al progetto (registi, attori, drammaturghi, coreografi, scenografi, musicisti) devono essere residenti in Sicilia e non devono avere compiuto i 35 anni di età alla data di scadenza del bando. Nel caso di compagnie o gruppi, la maggioranza degli attori in scena, il regista o coreografo e l’autore devono necessariamente essere residenti in Sicilia.

Il Premio seleziona progetti teatrali (prosa, narrazione, teatro-danza, performance, teatro gestuale) originali e inediti destinati alla scena, che dovranno essere presentati a mezzo mail entro e non oltre le ore 12.00 del 28 aprile 2021.

Per candidarsi bisogna compilare l’apposito modulo scaricabile dal sito di Fondazione Orestiadi e inviare via mail quanto richiesto entro e non oltre la data di scadenza prevista dal bando all'indirizzo festival@orestiadi.it

In una prima fase, la direzione delle Orestiadi di Gibellina valuterà le proposte pervenute sulla base della loro congruità artistica, della rispondenza al bando a alle linee di indirizzo del Premio, scegliendo un massimo di 15 progetti a cui verrà comunicata la partecipazione alla fase di selezione, che si svolgerà il 28 e 29 maggio 2021.
I partecipanti selezionati esporranno frammenti o parti del loro progetto in forma diretta e performativa, contenendo il loro intervento in un tempo massimo di 10 minuti.
Un osservatorio critico, designato dalle Orestiadi di Gibellina e dall’associazione Scena Aperta di Palermo, sceglierà il progetto vincitore del Premio e attribuirà una menzione speciale.

Il premio consiste in un contributo di 3.000,00 euro (oltre iva 10%), che servirà a presentare un’anteprima del lavoro alle Orestiadi di Gibellina (luglio/agosto 2020). È prevista anche una menzione speciale che riceverà la somma di 2.000,00 euro (oltre iva 10%) per presentare un’anteprima del lavoro alle Orestiadi di Gibellina. 

fonte:  www.balarm.it

DDL Zan, il premio Oscar Nicola Piovani: “sostenerlo è il minimo passo da fare sulla strada della civilizzazione”

Premio Oscar grazie alla colonna sonora de La Vita è Bella, Nicola Piovani si è così esposto a favore della legge contro l’omotransfobia.

Continua la pioggia di endorsement alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo dal mondo della musica italiana. Dopo Fedez, Elodie, Levante, Piero Pelù, Michele Bravi, Paola Turci e Mahmood, anche Nicola Piovani ha espresso il suo sostegno totale al DDL Zan.

 

"Sostenere il passaggio al Senato della legge Zan è il minimo passo che possiamo fare sulla strada della nostra civilizzazione."

Cinguettio chiaro, quello pubblicato dal 74enne pianista, compositore e direttore d’orchestra, nel 1999 premio Oscar grazie alle musiche del film La vita è bella, diretto da Roberto Benigni. Pellicola che all’epoca vinse altre due statuette, per il miglior film straniero e il miglior attore protagonista.

Nato a Roma, da 20 anni Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nonché Cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica francese dal 2008, Piovani ha realizzato decine e decine di colonne sonore in 50 anni di carriera, comprese quelle relative agli ultimi lavori di Federico Fellini (Ginger e Fred , Intervista e La voce della Luna ), vincendo anche 3 David di Donatello e 4 Nastro d’argento.

fonte: di Federico Boni  www.gay.it  Fonte foto cover: Instagram, Comune di Ferrara

mercoledì 7 aprile 2021

533 million Facebook users’ phone numbers and personal data reported leaked online

The data includes phone numbers, full names, location, email address, and biographical information. Photo: A Facebook App logo displayed on a smartphone in Los Angeles, March 1, 2021. Chris Delmas/Agence France-Presse/Getty Images

A user in a hacking forum has published the phone numbers and personal data of hundreds of millions of Facebook users for free online, Business Insider reported Saturday.

The exposed data includes personal information of over 533 million Facebook users from 106 countries, including over 32 million records on users in the US, 11 million on users in the UK, and 6 million on users in India. It includes their phone numbers, Facebook IDs, full names, locations, birthdates, bios, and in some cases email addresses.

Insider reviewed a sample of the leaked data and verified several records by matching known Facebook users’ phone numbers with the IDs listed in the data set. The business news website also verified records by testing email addresses from the data set in Facebook’s password reset feature, which can be used to partially reveal a user’s phone number.

Reuters was not immediately able to vet the information, which is being offered for a few euros’ worth of digital credit on a well-known site for low-level hackers, but Alon Gal, CTO of cybercrime intelligence firm Hudson Rock, said he had verified the authenticity of at least some of the data by comparing it against phone numbers of people he knew.

The leaked data could provide valuable information to cybercriminals who use people’s personal information to impersonate them or scam them into handing over login credentials, according to Gal who first discovered the leaked data on Saturday.

Facebook FB, -0.86% did not immediately respond to multiple requests for comment by Business Insider or Axios or Reuters.

Gal first discovered the leaked data in January when a user in the same hacking forum advertised an automated bot that could provide phone numbers for hundreds of millions of Facebook users in exchange for a price. Motherboard reported on that bot’s existence at the time and verified that the data was legitimate.

Now, the entire dataset has been posted on the hacking forum for free, making it widely available to anyone with rudimentary data skills.

It’s not the first time that a huge number of Facebook users’ phone numbers have been found exposed online. A vulnerability that was uncovered in 2019 allowed millions of phone numbers to be scraped from Facebook servers in violation of its terms of service, TechCrunch reported. Facebook said that vulnerability was patched in August 2019. 

source:  www.marketwatch.com

Petizione: Da’ voce al rispetto – Sì alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l'abilismo

Il 4 novembre scorso l’Aula della Camera ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge recante misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità. Da allora sono già trascorsi mesi senza che in Senato sia stato compiuto alcun passo per calendarizzarne il testo.

Chiediamo perciò che si proceda con la massima celerità alla calendarizzazione e approvazione del testo già licenziato dalla Camera senza stralci, sconti o deroghe che ne pregiudichino la bontà. Troppe volte ci siamo trovate e trovati di fronte alla possibilità di avere una legge di tutela contro i reati d’odio così come già realizzato in tante democrazie occidentali. Troppe volte questa possibilità si è arenata.

Oggi vi chiediamo di fare presto e bene: questa legge è necessaria e inderogabile per la vita e per la piena eguaglianza di tutte persone.

PUOI FIRMARE >>  QUI

Da' voce al rispetto

fonte:  www.change.org

LIbri: "Basta un caffè per essere felici" di Toshikazu Kawaguchi

Accomodati a un tavolino. Gusta il tuo caffè. Lasciati sorprendere dalla vita. Torna la caffetteria che ha sorpreso e incantato milioni di lettori in tutto il mondo.

«Un romanzo magico quasi come un film di Hayao Miyazaki»Cosmopolitan

«Una lettura emozionante e commovente per dimenticare le preoccupazioni quotidiane»Publishers Weekly

«Un'esplorazione nella verità senza alibi, guardando in faccia le proprie debolezze e paure, più che quelle degli altri» - Annachiara Sacchi, la Lettura

L'aroma dolce del caffè aleggia nell'aria fin dalle prime ore del mattino. Quando lo si avverte, è impossibile non varcare la soglia della caffetteria da cui proviene. Un luogo, in un piccolo paese del Giappone, dove si può vivere un'esperienza indimenticabile. 

Basta entrare, lasciarsi servire e appoggiare le labbra alla tazzina per vivere di nuovo l'esatto istante in cui ci si è trovati a prendere una decisione sbagliata. Per farlo, è importante che ogni avventore stia attento a bere il caffè finché è caldo: una volta che ci si mette comodi, non si può più tornare indietro. 

È così per Gōtaro, che non è mai riuscito ad aprirsi con la ragazza che ha cresciuto come una figlia. Yukio, che per inseguire i suoi sogni non è stato vicino alla madre quando ne aveva più bisogno. Katsuki, che per paura di far soffrire la fidanzata le ha taciuto una dolorosa verità. O Kiyoshi, che non ha detto addio alla moglie come avrebbe voluto. Tutti loro hanno un conto in sospeso, ma si rendono presto conto che per ritrovare la felicità non serve cancellare il passato, bensì imparare a perdonare e a perdonarsi. Questo è l'unico modo per guardare al futuro senza rimpianti e dare spazio a un nuovo inizio. 

Toshikazu Kawaguchi è diventato un fenomeno internazionale con il suo romanzo d'esordio, Finché il caffè è caldo, che ha venduto oltre un milione di copie in Giappone e in Italia è tuttora in classifica dopo mesi dall'uscita. Ora torna con la sua caffetteria speciale e ci consegna una storia emozionante sulla meraviglia che si nasconde negli imprevisti della vita e nei regali del destino.

fonte:  www.ibs.it

Danza: In Spagna sfilata di protesta delle scuole di Flamenco

Anche in Spagna, nei giorni scorsi si sono svolte manifestazioni di protesta contro le chiusure decise dal locale Governo. 

Nel Paese iberico spesso le manifestazioni di protesta si trasformano in una sorta di sfilata, forse retaggio di antiche tradizioni. 

Una di queste sfilate, in particolare, a nostro avviso, risulta interessante, quanto meno a livello coreografico.

Si tratta della protesta delle scuole di Flamenco, ballo molto popolare in Spagna, che sono state chiuse dal Governo ed hanno quindi deciso di far sfilare per le strade di Madrid, le ballerine nel loro tipico costume. Indubbiamente una manifestazione simpatica che non ha mancato di riscuotere successo da parte di coloro che si sono trovati a passare lungo il percorso dello strano corteo. fonte:  https://fiorenzaoggi.it

Cultura: Franceschini abolisce la censura cinematografica

Il ministro della Cultura istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche.  

“Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla liberta’ degli artisti”.

Con la firma del ministro Dario Franceschini sotto al decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del ministero della Cultura prende definitivamente corpo quanto previsto dalla cosiddetta “”, quella con la quale nel novembre 2016 il governo aveva ridisegnato il proprio impegno a favore del cinema italiano, anche in materia di finanziamenti. Il provvedimento segnava tra l’altro il superamento della ‘’ introdotta con la legge 161 del 1962: in soffitta il discusso meccanismo delle commissioni ministeriali chiamate a valutare i film, il governo aveva un anno di tempo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizzasse produttori e distributori cinematografici: come gia’ avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i Paesi occidentali, avrebbero dovuto provvedere gli stessi operatori a definire e classificare i propri film, con lo Stato pronto ad intervenire e sanzionare solo in caso di abusi.

Il 7 dicembre 2017 un decreto ha previsto appunto la nascita di una nuova Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche e l’approvazione del relativo regolamento di funzionamento: in attesa che la Commissione fosse effettivamente costituita, le sette sezioni della Commissione per la revisione cinematografica ex lege 161/1962 avrebbero continuano ad esercitare le proprie funzioni dando il proprio parere per la concessione del “nulla osta” prima della proiezione in pubblico. Con il decreto firmato oggi, sottolinea il , viene “definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla liberta’ degli artisti”. Di fatto, viene archiviata la possibilita’ di censurare le opere cinematografiche e non e’ piu’ previsto il divieto assoluto di uscita in sala ne’ di uscita condizionata a tagli o modifiche.

La Commissione e’ guidata dal presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ed e’ composta da 49 componenti scelti tra “esperti di comprovata professionalita’ e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonche’ designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali”.

fonte:  www.cronachedellacampania.it

Carnegie Hall e The Metropolitan Museum of Art, New York: MetLiveArts Digital Premiere — Quartet for the End of Time. April 20

Carnegie Hall e The Metropolitan Museum of Art, New York Digital Premiere. Online free event

Quartet for the End of Time TUESDAY / APRIL 20 7:00–8:00 P.M. - 21 apr alle ore 01:00 UTC+02 - 21 apr alle ore 02:00 UTC+02

Alan Gilbert, violin
Carter Brey, cello
Anthony McGill, clarinet
Inon Barnatan, piano

New York Philharmonic’s principal players Carter Brey and Anthony McGill are joined by pianist Inon Barnatan and former New York Philharmonic music director Alan Gilbert for a nuanced and heart-wrenching performance of Olivier Messiaen’s Quartet for the End of Time. Inspired by texts from the Book of Revelation, the work was composed during Messiaen’s internment in a German prisoner-of-war camp and was first performed by and for fellow prisoners in 1941. The Met’s Temple of Dendur provides the solemn setting for a work the New Yorker calls “the most ethereally beautiful music of the twentieth century.”

This Digital Premiere is presented as part of Carnegie Hall’s online festival Voices of Hope. Highlighting musical works created in times of war, repression, and tyranny, the festival is an apt setting for Messiaen’s transcendent composition, created in unimaginable circumstances at one of history’s darkest moments. At our present moment, following a year of pandemic and loss, the composition is testament to the resilience of art and artists.  

Online: met.org

Learn more at Voices of Hope

Watch on FacebookYouTube, or below. Note: No login required

Watch on  You Tube

This Digital Premiere is made possible through the Adrienne Arsht Fund for Resilience through Art and is presented as part of Carnegie Hall’s online festival Voices of Hope.

This project was originally presented on March 13, 2016, in collaboration with the New York Philharmonic.

The Metropolitan Museum of Art is on the island known as Mannahatta—now called Manhattan—in Lenapehoking, the homeland of the Lenape people.

source: Photo by Paula Lobo  www.metmuseum.org

venerdì 2 aprile 2021

Libri: "Per tutto il resto dei miei sbagli" di Camilla Boniardi

Per tutto il resto dei miei sbagli è il romanzo d'esordio di una scrittrice di talento che ha fatto della sua esperienza di vita materia pulsante, vivida, e soprattutto universale. 

Marta vive ogni giorno in preda a uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo. 

Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l'amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all'altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner. 

Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un'ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell'immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione. 

Nel suo percorso verso una nuova consapevolezza, Marta scoprirà quanto sia sottile e tagliente la lama che la separa dall'etica dell'imperfezione. In questo difficile cammino il tempo sarà suo alleato. 

La vita, come questa storia, non è altro che una lunga battaglia contro la sindrome dell'impostore. Ritroviamo un po' di Jane Austen e un po' di Sally Rooney nel racconto di Marta, che parla d'amore senza mai dimenticarsi della realtà, dove, mentre ondeggiano tra lacrime e sorrisi, i personaggi si abbandonano a profonde riflessioni e a coinvolgenti momenti di autoanalisi. 

fonte:  www.ibs.it

Giornata mondiale del teatro, il messaggio di Helen Mirren

L’attrice Premio Oscar Helen Mirren è l’autrice del Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro che, promossa dall’International Theatre Institute – Unesco, si celebra sabato 27 marzo. Ogni anno, nei teatri e nei centri culturali di tutto il mondo, risuona infatti un unico messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del teatro e della cultura della pace.

Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, Isabelle Huppert, Simon Mc Burney, Sabina Berman, Were Were Liking, Ram Gopal Bajaj, Maya Zbib, Carlos Celdràn, Shahid Nadeem, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, nel 2021 la scrittura del Messaggio è stata affidata all’artista britannica, una delle attrici più conosciute e apprezzate, con una carriera internazionale che abbraccia il teatro, il cinema e la televisione. Premio Oscar nel 2007 come miglior attrice protagonista per “The Queen – La regina”, Helen Mirren ha conquistato anche tre Golden Globe, quattro BAFTA, quattro Emmy Awards e l’Orso d’oro alla carriera del Festival del Cinema di Berlino nel 2020.

Anche nel 2021, purtroppo, la grave emergenza sanitaria internazionale non consentirà le consuete celebrazioni in Italia e in molti paesi nel resto del Mondo. Sono spostati sul web due appuntamenti organizzati in collaborazione con il Centro italiano dell’ITI-Unesco presieduto da Fabio Tolledi, direttore artistico della compagnia Astràgali Teatro. Dalle 10 alle 12 su Facebook e Youtube (@InternationalTheatreInstituteItalia) si terrà la proclamazione del vincitore assoluto e dei segnalati di “Scrivere il teatro”, concorso per le scuole indetto dal Ministero dell’Istruzione e Iti-Italia. Dopo la lettura del Messaggio interveranno i rappresentanti di alcuni dei teatri italiani soci dell’Iti (Teatro Vascello di Roma, Accademia Amiata Mutamenti di Grosseto, La Mama Umbria International di Spoleto, Mana Chuma Teatro di Reggio Calabria, Astràgali Teatro di Lecce, Teatro Aenigma di Urbino). Nel pomeriggio, dalle 15 (info www.teatroaenigma.it), sul web anche l’ottava Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

IL MESSAGGIO
Questo è un momento così difficile per lo spettacolo dal vivo e molti artisti, tecnici, artigiani e artigiane hanno lottato in una professione già piena di insicurezze. Forse questa insicurezza sempre presente li ha resi più capaci di sopravvivere, con intelligenza e coraggio, a questa pandemia. La loro immaginazione si è già tradotta, in queste nuove circostanze, in modi di comunicare creativi, divertenti e toccanti, naturalmente soprattutto grazie a internet. Da quando esistono sul pianeta, gli esseri umani si sono raccontati storie. La bellissima cultura del teatro vivrà finché ci saremo. L’urgenza creativa di scrittori, designer, danzatori, cantanti, attori, musicisti, registi non sarà mai soffocata e nel prossimo futuro rifiorirà con una nuova energia e una nuova comprensione del mondo che noi tutti condividiamo. Non vedo l’ora!
*Traduzione italiana di Roberta Quarta (International Theatre Institute – Italia)

ITI-UNESCO
Fondata nel 1948 a Praga, da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Mission primarie dell’ITI sono la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo. Tra le più note iniziative promosse a livello mondiale dall’International Theatre Institute figurano la Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo), l’International Dance Day (29 aprile), il Theatre of Nations, dove si sono esibiti per la prima volta in Occidente, dopo la seconda Guerra mondiale, l’Opera di Pechino, il Berliner Ensemble, il Teatro Kabuki, il Teatro d’Arte di Mosca.

Info
www.world-theatre-day.org/index.html
www.iti-worldwide.org/
www.iti-italy.it/

fonte:  www.teatrionline.com

Fashion: Hunter Schafer and Dominique Jackson Are Mugler’s New Bodysuit-Wearing Runway Stars

Courtesy of Mugler
The Euphoria and Pose stars donned bedazzled catsuits on the runway for the legendary French fashion house.

Euphoria actress Hunter Schafer and Pose star Dominique Jackson can now add “haute couture runway models” to their already impressive resumes. On Transgender Day of Visibility, the starlets appeared in the Spring/Summer 21 presentation for the legendary French fashion house Thierry Mugler, wearing certified lewks, including bedazzled catsuits, slinky wraps, and post-swim wet hair, all executed by creative director Casey Cadwallader.

On Instagram, Dominique Jackson expressed joy over being cast by the storied luxury brand. “Another DREAM MADE REALITY!” she wrote, sharing a clip from the show. >>> HERE

Schafer, who shared her runway debut on her own Instagram page, received major praise from friends and co-stars. “Wow,” Schafer’s Euphoria co-star Zendaya wrote. “The way in which you devoured,” trans model Aaron Philip, who has also pushed for greater disability representation in fashion, added. >>HERE 

Mugler is one of the buzziest brands of the moment. Singers Dua Lipa, Megan Thee Stallion, Cardi B and Miley Cyrus have all donned Mugler bodysuits recently. And under the direction of Casey Cadwallader, who has past experience at Acne Studios and Loewe, Mugler has begun embracing more inclusive casting. Schafer and Jackson starring in Mugler’s latest staging, alongside names like Bella Hadid, exemplifies this ongoing push towards greater trans visibility in fashion.

Increasingly, designers and major fashion publications are bringing more trans models and public figures into the fold, like Hari Nef, Chella Man, Laith Ashley, and Indya Moore, who in 2019 became the first trans woman to front the cover of Elle USA. Schafer herself has modeled for a slew of hot brands, including Miu Miu, Marc Jacobs, and Shiseido Makeup.

If you have the coins, Mugler has made Schafer’s and Jackson’s available for sale.

source:   www.them.us

TV and Movies: Angelica Ross Is Creating A Healing Space for Cis and Trans Women

Getty Images
Pose and American Horror Story star Angelica Ross opens up about the importance of building bridges between all women, cis and trans.

Angelica Ross has her hands full. Aside from starring on shows like American Horror Story and Pose, she also serves as the CEO of Trans Tech Social Enterprises, a company that focuses on the economic empowerment of trans and gender non-conforming people in the digital space. But for the past few months, Ross has added a new venture to her repertoire: an online talk show called The Turning Point.

The latest episode, “I Am My Sister,” takes its title from a well known Iyanla Vanzant quote: “I am not my sister’s keeper, I am my sister.” In a two-hour conversation timed to coincide with Women’s History Month and International Transgender Day of Visibility, Ross brought together a panel of dynamic women, including Bevy Smith, Aaryn Lang, Candice Benbow, and more to have a public conversation about the relationship between cis and trans women.Together, they tackled a myriad of topics ranging from anti-trans violence, intercommunal transphobia, to solidarity and sisterhood.

“For me, the Trans Day of Visibility is a time when we can teach and we can learn how to amplify the voices of Black and brown trans people and to listen and learn from those voices, because there's so much to learn,” Ross tells them. “It's also about not just visibility but helping transform that visibility into equity and into agency over our bodies and over our narratives.”

Back in 2019, Ross ruffled feathers when she called out the lack of trans inclusion in BET’s annual Black Girls Rock special. Since then, she has approached this delicate topic in a nuanced way by proposing that all women ask themselves how they can be better sisters to one another.

“Like mother Oprah would say, ‘Focus on your own race,’" she says, stressing the importance of balance and self-preservation. “I can focus [on running my own race] as the overall conversation moves us all forward. As far as focusing on what people are doing versus what they’re not doing, that's taking away from the time that I need to finish producing what I'm producing.”

As Ross continues to juggle her many projects and forge new paths for herself and others, she has maintained her commitment to unapologetic trans visibility. To mark Trans Day of Visibility this year, Ross spoke with them. about the “I Am My Sister” episode of The Turning Point and the future of Black trans representation in Hollywood. 

THE TURNING POINT LIVE: I AM MY SISTER - VIDEO  >> HERE

What motivated you to tackle the divide between cis and trans women as a topic for your show?

I am very sensitive to what's going on in our society. I'm highly aware. So when I speak up on my social media and on many various platforms, it's often because I'm tuned in and feel the need to say the thing that other people are not saying [so I can] push us forward. I know that in Hollywood, a lot of people are getting by, by not saying anything, by not revealing that they're actually not supportive of trans people. Maybe they don't want us to see us die, but it pretty much stops there as far as their advocacy is concerned. I wanted to lift the rug in the same way that the rug of racism and white supremacy has been lifted due to the past [presidential] administration. The increasing numbers of trans people dying in the violence epidemic and the increasing numbers of bills sweeping across the country signaled that it was time to amplify this conversation.

What are some of your personal highlights from the I Am My Sister episode?

Wow. There were so many gems that were dropped because we were honestly just packed with guests who are brilliant Black women in their own right. One of the things that stuck out for me was when I was having a conversation with [activist] Sage [Grace Dolan-Sandrino], and we stumbled upon the notion that she wanted to make sure that cis women understood that we don't want to be cis. Then we got to the point that, “I don't want to be cis. I want to be safe.” That was one of the things that dropped like an anvil on our audience because so many people started to comment and understood it. It was like a light bulb went off for people at that moment and they were like, "Ah, got it.” They just want to be safe in expressing who they are, safe to love, safe to go to work, safe to live.

 “I think we all need to realize that just because you think you're a nice person, that doesn't mean that you're a safe person to be around.”

What do you think can be done to create a more cohesive healing space for some of these issues?

I think we all need to realize that just because you think you're a nice person, that doesn't mean that you're a safe person to be around. We have to hold ourselves accountable. Queer Black and brown folks have learned so much because we’ve had to fight for our dignity and have to sort of be academic around it and explain it in As, Bs, and Cs for people. So now many of us are able to model how to check ourselves. I've had moments where I recognize that I was unsafe. I was an unsafe space for trans men because of my lack of understanding and ignorance towards them. Just because I'm a trans woman doesn’t mean I understand trans men. It's one of those things that I constantly check myself about. I'm just like, "Okay. How can I be more informed? How can I be more inclusive? How can I be more precise, more impeccable with my words, with my actions?" That's something I think we need to ask ourselves daily because it's so indoctrinated into us that none of us can take for granted thinking that we are safe. This means you shouldn't assume someone else is safe.

Before we go, let’s talk quickly about the direction of on-screen representation. What are your thoughts on Black trans visibility in a post-Pose Hollywood landscape?

The series finale of Pose is coming up around the corner, and it's going to leave a huge hole in our audience’s hearts and in the field of trans representation. I am very hopeful that people like Janet Mock, myself, Laverne Cox, Rain Valdez, and other folks who are executive producing content will fill that gap, that we will not wait for another white man to be able to extend his privilege, that we will have built upon the experiences that we had and take our place in leading these narratives. I'm not really concerned about Hollywood's short attention span for trans stories — or about their consistent, almost predictable move of turning our trans stars into symbols to virtue signal that they are on the right side of history when they're really just saying, "I hope that you think this is enough so we don't have to continue doing more of this." So I'm really not concerned or paying attention to watered-down offerings because I'm well on the way to creating something much more substantial.

Angelica Ross’ talk show The Turning Point broadcasts live on her YouTube channel.

This interview has been edited and condensed for clarity.

source:   www.them.us

giovedì 1 aprile 2021

GUCCI EQUILIBRIUM WITH LUCREZIA VALIA

Diversity, fairness, and inclusion are at the heart of Gucci’s creative vision, which finds its purest embodiment in Lucrezia Valia. In this conversation, the actress and Gucci Rome senior client advisor reflects upon the key moments of her professional path while stressing the contribution of the LGBTQ+ community to the shaping of today’s creative scene.

Interview by: Domenico Costantini

Editing by: Gilda Bruno

To celebrate this year’s Trans Day of Visibility, Collectible DRY caught up with Lucrezia Valia. The actress, mostly known for her role in Ferzan Ozpetek’s Le fate ignoranti (2001), joined the Gucci family back in 2017, when she started working at the Italian brand’s boutiques. Becoming one of the first transgenders to have ever taken on a role at such a prestigious fashion house, Valia — who’s now risen to Gucci Rome senior client advisor — represents the enduring fight for emancipation of the LGBTQ+ community as a whole.

Collectible Dry: If you were to pick a flavour, what would you say Lucrezia Valia tastes like?

Lucrezia Valia: Lucrezia tastes like red pepper. The Calabrian one, which is linked to my roots. The roots are so important, as Paolo Sorrentino stresses in his masterpiece, The Great Beauty. So I’d say I would identify with a red, spicy, and bitter pepper which, by the way, it’s very good for health purposes. Mom would always give it to me whenever I would travel back to Rome. 

>> Photo: A portrait of Lucrezia Valia by photographer Mick Rock for the Gucci Cruise 2018 Campaign: Roman Rhapsody courtesy of Lucrezia Valia

CD: What does Rome taste like?

LV: Rome tastes like cotton candy to me. The same scent I would smell when going to the circus or rides with my dad throughout my childhood. Rome is the city of my heart. A strongly desired choice. Rome is art, cinema, and beauty! Rome is home.

CD: Diving into more philosophical matters, if you like, would you agree if I say that the imagination is nothing but dilated and composed memory?

LV: I have lived my whole life imagining and dreaming of a different life. I imagined so much that I went into severe depression twice. Still, it’s that same imagination that made my life sweeter, serving as the weapon through which I would defend myself. In Pedro Almodóvar’s words, “Nothing is truer than the idea that each of us has dreamed of for ourselves,” and I couldn’t agree more with this statement.

CD: What is beauty to you?

LV: What is beauty! Well, that’s a very difficult question. Literature is full of definitions of beauty: nature, art, poetry, music, all of this is beauty. Still, I manage to find beauty even where no one looks for it. I see beauty in the little, imperceptible, and too-often overlooked things. I even see beauty in what the world wants us to perceive as ‘ugliness:’ in fact, I often stop by the homeless and those alienated for society for entire hours, because I find them beautiful. I find the defenseless and the marginalised beautiful. Plus, being polite with them as well as with the rest of those surrounding us is nice, as I think that there is nothing more beautiful than finding the courage to be the truest version of yourself.

CD: What would you say about your fight for freedom as a woman?

LV: We are called to fight for our entire life but, to be completely honest with you, I must confess that I have struggled to be myself just as much as I have struggled to feel part of the transgender community. I fought a lot, but I know I can see that, eventually, it paid off, as I am the pure result of my own achievements. Yes, it is strange that, although I have documents attesting I am a woman, hence I am a woman in the eyes of society, I still have to fight on a daily basis not to be considered a ‘man.’ But wars are over: I have laid down my weapons a long time ago, and I am very peaceful now. I am truly at ease with myself, and I like the person I have become through the years. I love myself, and I couldn’t be happier to share this with you.

“Le fate Ignoranti” a film by Ferzan Ozpetek Courtesy of Lucrezia Valia
CD: In Italian literature, the fate ignoranti (ignorant fairies) are all those people who choose to manifest their most genuine nature, people that are willing to live and express their feelings to the fullest without fearing the judgment of others. They are those who manage to speak outright, people that succeed in co-existing with their own contradictions by distancing themselves from the conjectures of society. You played in Ferzan Ozpetek’s Le Fate Ignoranti (2001) and that’s why I’d love to ask you: to what extent would you consider yourself an ‘ignorant fairy’?

LV: The meeting with Ferzan Ozpetek was a magical encounter that marked a strong change in my life. Life is made up of great encounters, and that to me was an incredible experience. Taking part in that film gave me the opportunity to meet incredible girls and boys, it helped me a lot as it gave me the courage to actually become an ‘ignorant fairy’ myself.

CD: That must have been such a wonderful experience. You know, when I saw Mick Rock’s photographs from the set of the Gucci Cruise 2018 Roman Rhapsody, I thought you looked just like a rock star, even more so in your daily routine. That’s probably what I’d think if I ran into you on the subway, on the street, or if I saw you riding a bike. You’ve got these wonderful looks that make you look like a painted canvas, so unique and fragile at the same time. You’ve truly turned your scars into gold. What role did Gucci play in this transition? And how does your story resonate with the values promoted by Gucci Equilibrium?

Alessandro Michele by MAKKA
LV: In 2017, I started working at Gucci boutiques and, for me, that was a dream come true: in fact, I had dreamed of it since 1997 but back in those days it was not easy for a trans woman to get to work at a luxury store. Time has flown by since then. Soon Alessandro Michele, a longtime friend, became artistic director. He was yet another incredible encounter that left an ever-lasting mark in my life, I just love him and his partner Vanni so much, our friendship was a true gift to me. Thanks to him, I went to work without being judged for my sexuality. For me, Gucci is the dream that, once locked in a chest of drawers, actually managed to became reality.

CD: I can feel what Gucci means to you just by hearing how you speak about it. Let’s take a few steps back to go all the way to the ‘age of innocence,’ that playful, idyllic time of our lives where we felt as if everything was possible. What kind of child were you?

LV: As a child, I was introverted and lonely. I would spend entire days imagining, imagining, and imagining still, but I did not lack affection as my childhood was full of love.

CD: What does ‘freedom’ mean to you? What have great personalities such as Pier Paolo Pasolini and Claudia Salis meant for the future of our country and its freedom of expression?

LV: To me, freedom means being free to embrace and express yourself sincerely, without being judged. Being free to love whoever we want and create by drawing inspiration from whatever we feel inside of us. Unfortunately, I haven’t got the chance to see Claudia Salis very often. She is a free, sincere, outspoken, and very intelligent woman. A real ignorant fairy. Pasolini was a great artist, probably the greatest artist of the twentieth century, as he was able to grasp the changes that were shaking up society before than anyone else. I think I would have liked him as a friend.

Claudia Salis by MAKKA
CD:
 Art shapes and educates the souls by serving as both a means of expressing emotions and a bridge to inner peacefulness. If you were to pick an artist that truly influences you, who would that be and why?

LV: Art is the only thing that lives on and never dies. Going back to your question, I’d say Matisse, as he is my favourite artist. I love his bright colours and contrasts. Another artist I deeply admire, whom I have actually met in real life, is Botero: I am so fascinated by the harmony and softness of his work. Thinking of the contemporary art scenario, the first name that pops in my mind is Marina Abramovic, as she’s simply unbelievable.

CD: “Solo una terapia, solo una terapia, solo una terapia, solo una terapia,” (just a therapy) reads the lyrics of the Italian song “Curami” by CCCP Fedeli Alla Linea. If you were to choose a song that’s always going to be part of you, what would that be?

LV: Curami, curami, curami,” (heal me) oh gosh, I remember that song. I used to love it, you have really brought me back in time by mentioning it, it made me go back to the ‘80s-90s. I was so young back then. The most precious song to me is probably La Cura (1996) by Franco Battiato.

CD: In your posts, I often read Nam myōhō renge kyō which, in English, means “Glory to the Dharma of the Lotus Sutra.” Is meditation helping you find happiness in this world?

LV: Yes, for a period of my life, I fully devoted myself to practice ashtanga yoga and Buddhism, although that’s something I am not doing at the moment. It’s not that I stopped caring about it; on the contrary, I found an uphill road that is all mine, where I can practice that way of living in my very own way. In fact, I have begun to put all the love I have got and what I have learned through meditation into the little things as well as into the unexpectedly beautiful encounters that make up my life. I now have it in my gestures. Sport is also a form of meditation for me, as is gardening, and taking care of my black kitten.

CD: Thank you so much for this beautiful conversation Lucrezia. Keep on shining!

LV: My pleasure. Thank you!

source:  www.collectibledry.com

mercoledì 31 marzo 2021

Il Teatro Valle sarà intitolato a Franca Valeri, Raggi: “Accolgo la proposta con piacere”

Nel corso di un’intervista di Maurizio Costanzo alla sindaca Virginia Raggi, il giornalista e conduttore televisivo ha proposto di intitolare il Teatro Valle alla memoria dell’attrice Franca Valeri, scomparsa centenaria lo scorso agosto. 

“Era casa sua”, spiega Costanzo. “Sarebbe bello che ovunque si trovi sappia che quel posto ha il suo nome”. 

Il teatro Valle sarà intitolato alla memoria di Franca Valeri. Questa la proposta di Maurizio Costanzo alla sindaca di Roma Virginia Raggi nel corso di un'intervista registrata proprio all'interno del più antico teatro romano, chiuso ormai da anni. "Mi piacerebbe – dice Costanzo – che alla sua riapertura si chiamasse Teatro Valle – Franca Valeri. 

Lei è morta nell'agosto 2020 a Roma centenaria, ha vissuto quasi sempre nella capitale e al Teatro Valle, che per lei era casa sua". "È una bellissima proposta e la accolto con molto piacere", ha risposto la sindaca Virginia Raggi. "Questo teatro è stato chiuso per tanto tempo – continua il giornalista e conduttore televisivo – ma per fortuna la giunta Raggi ha fatto in modo che cominciassero gli studi e poi i lavori per rimetterlo in circuito e renderlo di nuovo teatro. Pensate che nel 1921 qui ci fu la prima stesura di ‘Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello' e il suo palco è stato calcato da Eduardo De Filippo, Paola Borboni, Paolo Poli. Grazie che ci restituite il teatro". E poi suggerisce: "All'apertura bisogna mettere una targa dove si dice che questo teatro torna in vita grazie all'amministrazione capitolina di Virginia Raggi, perché deve rimanere nella storia".
 

L'occupazione del Valle e la chiusura per 7 anni

Costruito nel 1727, il Valle è il più antico teatro di Roma. Chiuso il 19 maggio 2011, è stato occupato un mese dopo da un gruppo di lavoratori dello spettacolo, attivisti e cittadini. Per tre anni il Teatro Valle è stato autogestito, gli spettacoli erano partecipati da migliaia di persone e gli artisti che hanno solcato il palco in quei anni hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Alla base dell'occupazione, la richiesta che il teatro rimanesse pubblico e gestito tramite partecipazione popolare. In quei tre anni ha cominciato a farsi strada un'altra idea di cultura, quella fatta dal basso e partecipata da tutti i cittadini, che facevano vivere quell'esperienza mettendola a disposizione della comunità. Col tempo è stata anche istituita la Fondazione Teatro Valle per poter entrare direttamente nella gestione del teatro, ma alla fine questo tentativo non ha avuto il risultato sperato. Nel 2014 il Teatro è stato sgomberato: da allora è rimasto vuoto e non ha mai più aperto le sue porte.

fonte: di Natascia Grbic   www.fanpage.it