venerdì 31 dicembre 2010

Auguro un Buon 2011 a tutti i miei amici e lettori, e che sia un'anno con meno violenze e più amore...

Danza: Capodanno al Teatro alla Scala con "Il lago dei Cigni" oggi 31 Dicembre alle ore 18

Teatro alla Scala "Il lago dei Cigni" oggi alle ore 18 Biglietti: da 19,20 a 138 euro, via Filodrammatici 2 Info e prenotazioni: 02.88791; www.teatroallascala.org Per gli amanti della danza classica, la Scala di Milano resta aperta anche l’ultimo dell’anno. 

 In scena Il lago dei cigni, celebre balletto che fonde le coreografie di Rudolf Nureyev con le musiche di Čajkovskij. La prima volta che approdò nell’edificio del Piermarini era il 1990, con Nureyev nel doppio ruolo del precettore Wolfgang e del mago Rothbart. 

 Protagonisti della storia sono, però, il romantico principe Siegfried e l’amata Odette, che nello speciale allestimento del 31 dicembre saranno interpretati dai ballerini Marta Romagna ed Eris Nezha, sotto la guida del coreografo Charles Jude. Dirige l’orchestra Julien Salemkour. Info e prenotazioni: 02.88791; www.teatroallascala.org 

fonte www.vanityfair.it

Lgbt "La mia ex è lesbica": il giudice le affida comunque i figli


E' successo in provincia di Enna, in Sicilia, dove durante la separazione un uomo ha chiesto al giudice di non affidare i figli alla moglie perché lesbica.

"La relazione omosessuale di una madre, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all'affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei".

A stabilirlo non è il volantino di un'associazione lgbt, ma la sentenza di un giudice di un tribunale della provincia dell'hinterland siciliano.

A scrivere queste parole, infatti, è stato il giudice Alessandro Dagnino, del tribunale di Nicosia, in provincia di Enna, il quale ha respinto il ricorso di un uomo che si sta separando dalla moglie e che aveva chiesto l'affidamento esclusivo dei figli, accusando l'ex consorte di avere una relazione omosessuale, cosa che avrebbe compromesso la sua capacità di svolgere il ruolo di amdre.

Nella causa di separazione, stando a quanto scrive il Giornale di Sicilia, il giudice ha accolto le tesi difensive dell'avvocato Salvatore Timpanaro, legale della giovane madre che vive nel paese dell'entroterra siciliano.

Il tribunale, però, ha anche stabilito che l'atteggiamento dell'uomo non può essere considerato discriminatorio nei confronti della ex moglie: "è umanamente comprensibile, scrive Dagnino, soltanto in questa prima fase, per il disagio conseguente al fallimento dell'unione matrimoniale e tenuto conto del contesto sociale di un piccolo centro".

"Il rapporto con la madre, specialmente in caso di bambini piccoli, come quelli di Nicosia, non deve mai essere interrotto e dunque ha fatto bene il tribunale a respingere il ricorso del padre che voleva l'affidamento esclusivo dei figli solo perché la moglie avrebbe una relazione omosessuale, ha commentato Melita Cavallo, presidente del tribunale per i minori di Roma.

I bambini non hanno pregiudizi, sono innocenti, guardano il mondo con gli occhi dell'affetto e quello nei confronti della madre è particolarmente intenso a quell'età. Anzi, è bene che il padre non sottolinei aspetti della realtà che i bimbi non colgono". "Altro sarà, aggiunge Melita Cavallo, quando i figli cresceranno e la relazione omosessuale della madre potrà causare loro pregiudizio.

Penso al fatto che, in una situazione come quella di un piccolo centro, possano essere derisi a scuola. Solo allora la decisione del tribunale, se necessario, potrà essere rivista".

Ma è per evitare situazioni di questo genere che in alcune città, come sta succedendo in alcune scuole romane, che le insegnanti seguono corsi di formazione per imaprare a rapportarsi con i figli di coppie gay, in modo che non solo il loro comportamento non risulti discriminatorio, ma che sappiano far fronte ad aventuali comportamenti poco idonei da parte di altri bambini e ragazzi.

In sostanza, non sono le madri lesbiche a provocare dei problemi ai figli, come dimostrano decine di studi sociologici, ma la scarsa tolleranza degli ambienti circostanti.

Secondo l'Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, l'11% delle separazioni giudiziali è causato dai relazioni extraconiugali omosessuali intrattenute dall'altro partner.

L'associazione, poi, si è detta "soddisfatta" del provvedimento del Tribunale di Nicosia dove il giudice ha "ribadito il principio, per la verità già consolidato, secondo cui l'omosessualità non è sinonimo di inadeguatezza genitoriale o ragione per non applicare la regola dell'affidamento condiviso dei figli".

"Il dato più importante - dice il presidente nazionale Ami avv. Gian Ettore Gassani, è che sia stato proprio un Tribunale del sud ad imporre una battaglia contro l'omofobia: soprattutto in certe aree del nostro Paese e specie nei piccoli centri di provincia, l'omosessualità è vista ancora, infatti, come una malattia da curare.

Con rammarico notiamo, racchiusi nella letteratura giudiziaria italiana, molti provvedimenti giurisdizionali che, almeno fino alla fine degli anni '90, hanno dimostrato una sorta di discriminazione nei confronti dei padri e delle madri omosessuali".

Secondo Gassani, "ancora oggi in molti Tribunali, tuttavia, vengono disposte perizie psicologiche per verificare le capacità genitoriali di madri e padri omosessuali, quasi che la lotta al pregiudizio sia subordinata al punto di vista del consulente del giudice e alle garanzie morali che quest'ultimo sente il bisogno di ricevere prima dell'emissione di un provvedimento.

Anche parte dell'avvocatura del diritto familiare e minorile continua a sostenere strategie difensive sulla base di principi incostituzionali che tendono a discriminare l'omosessualità".

Il centro studi dell'Ami ha calcolato che il 7% di separazioni nasce proprio da tradimenti a sfondo omosessuale da parte del marito, mentre si parla del 4/% nel caso delle mogli: "il fenomeno dell'omosessualità dei genitori pertanto è molto più radicato di quanto si possa anche lontanamente immaginare e tantissime coppie tendono a nascondere queste vicende optando per la separazione consensuale".

"Molti padri e molte madri omosessuali assolvono al meglio al loro ruolo genitoriale, ancor più di quanto facciano i genitori eterosessuali", conclude Gassani.

Per concludere, uno studio dell'università La Trobe di Melbourne, pubblicato dall'Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, dimostra che le coppie di genitori gay risultano essere più egalitarie nella spartizione dei compiti tra i due genitori, sia per quanto riguarda le faccende domestiche che la cura dei figli.

Mamme e papà gay, inoltre, danno una priorità maggiore al tempo trascorso con i figli rispetto ai genitori eterosessuali.
fonte www.gay.it di Caterina Coppola

Lgbt cronaca, Gay insultato e ferito a Roma: sembra che uno dei tre aggressori sia stato arrestato


Un ragazzo di 22 anni è stato insultato e aggredito da tre teppisti perché omosessuale.

Per fortuna sembra che uno dei tre sia stato arrestato, mentre Marrazzo di Gay Help Line ricorda come "ques'anno si sono verificati molti casi di discriminazione e violenza".

"Quest'anno, durante il quale si sono verificati molti casi di discriminazione e violenza, si conclude nel peggiore dei modi", aveva dichiarato il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, responsabile di Gay Help Line, in seguito all'aggressione avvenuta il 28 dicembre scorso a Trastevere (Roma) nei confronti di un 22enne gay.

Per fortuna, sembra che la squadra mobile di Roma abbia individuato l'esecutore materiale che quella sera colpì il ragazzo all'orecchio con un coccio di un bicchiere che riportò "una ferita che avrebbe anche potuto costargli la vita, se il colpo fosse stato inferto pochi centimetri più in basso, all'arteria" spiegava sempre Marrazzo.

Il 28 dicembre, infatti, il ragazzo 22enne, in compagnia di due sue amiche, è stato prima oggetto di battute e insulti omofobi da tre persone per poi essere rincorso e aggredito.

Stando a quanto sta ricostruendo la polizia, sembra inoltre che il gestore di un locale del quartire storico di Roma dove è avvenuta l'aggressione, abbia addirittura incitato i tre teppisti a scappare per nascondersi dalle autorità.
fonte www.mainfatti.it di Tommaso Cicconi

mercoledì 29 dicembre 2010

"RITRATTO D'ARTISTA" PER LISADELGRECO_COREOGRAFI: MARIO PIAZZA, IL 3 GENNAIO A ROMA CON IL SUO "SCHIACCIANOCI" CONTEMPORANEO


Lo “Schiaccianoci” contemporaneo firmato da Mario Piazza
In scena a gennaio, all’Auditorium Conciliazione a Roma, il suo Schiaccianoci post-moderno di grande suggestione con atmosfere contaminate da videogame, installazioni e toni noir alla Hitchcock.

«La danza contemporanea è contaminazione, cultura e tecnica»

Un grande artista per uno spettacolo-evento che, da quattro anni, registra un notevole riscontro di critica e di pubblico.

Lui è Mario Piazza,
coreografo e regista de “Lo Schiaccianoci” che apre il 2011, nel magnifico spazio dell’Auditorium Conciliazione a Roma dove, dal 3 al 6 gennaio, vanno in scena ben quattro repliche con protagonisti gli splendidi danzatori del Balletto di Roma.

Nel giro di pochi anni, lo spettacolo è diventato un vero e proprio ‘cult’ regolarmente riproposto e riapplaudito con entusiasmo dagli spettatori.

Una pièce di grande suggestione con atmosfere contaminate da videogame, installazioni e toni noir alla Hitchcock.
E ancora una rivisitazione in chiave contemporanea di un grande classico della coreografia, uno Schiaccianoci nuovo per il Balletto di Roma, sul nuovo libretto di Riccardo Reim.

Mario Piazza, come nasce il suo “Schiaccianoci” post-moderno che ha debuttato nel 2006? Quale idea ha cercato di sviluppare?

«Ho lavorato sul romanzo di E.T.A. Hoffman e sulla partitura musicale di Peter Ilic Cajkosvkij, per costruire uno spettacolo di grande intensità in cui s’intrecciano sogno, realtà e mondo virtuale.

Senza tradire la tradizione dell’incantata atmosfera natalizia popolata da bambini e giocattoli, gatti e topi, Fata Confetto e Principe Azzurro, ho voluto proporre un’interessante lettura contemporanea della malinconica fiaba: monitor emblemi dell’inganno del virtuale che entra nel quotidiano, simboli di un pericolo che diventa incubo, di una realtà disorganica più che attuale nella nostra società.

Il balletto diventa specchio fedele delle generazioni odierne, precocemente private dell’infanzia e ingannate da falsi miti proposti da abili ingannatori che vendono sogni e modelli virtuali».

Il suo finale lascia ben sperare…?

«Malgrado le angosce di questo annullamento di confini tra reale e virtuale, alla fine prevalgono i toni fiabeschi e il classico happy end.
Sarà un racconto a lieto a fine, specchio fedele di una generazione che si nutre di violenze quotidiane, di una tv che ha spettacolarizzato la morte, la guerra.

Si osserva tutto con incomprensibile indolenza percorsi da un mal di vivere così tipico della fanciullezza».

Lei è considerato uno dei maggiori talenti creativi della danza contemporanea, tanto che la critica internazionale lo ha persino definito il “Roberto Benigni della danza” per l’esemplare balletto “Ghetto”, su musiche Klezmer e di Goran Bregovic, che parla del destino degli ebrei, offrendo una rilettura dell’argomento come nel film “La vita è bella” (ndr, spettacolo ricompensato dalla European Association for Jewish Culture di Londra con un premio per le Performing Arts).

Il 2010 è stata un anno prolifico e ricco di successi, iniziato con il debutto con l’Opera da Tre Soldi di Bertolt Brecht al Teatro Filarmonico di Verona. Cosa ha significato per lei trascrivere e interpretare in danza quest’opera?

«Ho cercato di ritrovare l’integrità dello scritto, tradotto in linguaggio coreografico e rappresentarlo al fine di esprimerne l’intensità con l’ausilio del genio musicale di Kurt Weill.

L’Opera da Tre Soldi è stata creata, con piglio ironico e polemico, negli anni del declino della repubblica di Weimar, quando la radicalizzazione di classe era spinta a tali estremi che le sovrastrutture crollavano e i congegni, motori della società, si mostravano in tutta la loro efferatezza.

Il testo di Brecht mi ha stimolato a trovare l’essenziale di quest’opera. Come un pittore stabilisce i punti di forza sulla tela, ho voluto con un segno coreografico contemporaneo cogliere tutta la drammaticità ma anche l’ironia espresse dall’autore».

In marzo, al teatro Nazionale di Roma, è stata la volta di “Tango Viola – La Sera”, una nuova coreografia per il corpo di ballo del Teatro dell’Opera che ha reso omaggio agli enfants terribles del secolo scorso con lo spettacolo “The bad boys of piano”, con le musiche al pianoforte di Daniele Lombardi. Qual è stato il suo sforzo maggiore?

«Quello di produrre una perfetta fusione di musica, movimento, contenuti e interpretazioni in una scena resa particolarmente dinamica e innovativa anche dal gioco di luci, colori e video.

Ho creato una coinvolgente coreografia, densa di chiaroscuri e di intense letture “in movimento” del magnifico testo dannunziano, con intrecci drammaturgici dal segno danzato. Il punto di forza di questa coreografia è l’ideale prolungamento del corpo, in cui ogni più piccola parte, dalle ossa ai tendini, dai muscoli ai nervi, cerca di assecondare e allinearsi con la musica di Casavola e la prosa di D’Annunzio.

Sul trapezio invisibile delle umane emozioni ho cercato di inventare nuovi acrobatismi e nuove letture di quel magnifico testo che mi ha ispirato».

Lei ha saputo imporsi con il suo stile forte e particolare, una miscela esplosiva in cui confluiscono la danza, il teatro, il cinema, il canto e le arti figurative. La danza contemporanea per lei è…?

«È contaminazione, è cultura, è tecnica. Durante il mio percorso artistico ho cercato di sviluppare uno stile forte, combinando le teorie della contemporary dance apprese negli Stati Uniti con la tradizione europea.

Il risultato finale è un lavoro particolare che, forse, è apprezzato proprio per questo. È un modo nuovo di fare danza contemporanea che non ha nulla a che fare con ciò che era già stato fatto, perché va oltre: è già una rinascita.

Definisco la mia danza “New Rinascimento”, perché è una fusione della gestualità dei popoli latini che diventa così una sorta di “mudra”, ossia movimento danzante».

D. Facciamo un salto indietro, sino alla sua formazione oltreoceano. Come ha iniziato?

«Sono nato a Montreal (Canada), nel 1959, da immigrati italiani. Mio padre era ebreo e per dimenticare le brutture della seconda guerra mondiale decise di emigrare nel 1956. Sin da piccolo sono stato educato all’amore per le arti, grazie a mia madre che era cantante e a mio padre, un grande collezionista e mercante d’arte.

Mi sono formato studiando canto, pittura e ginnastica artistica finché, all’età di diciannove anni, mi sono avvicinato alla danza classica sotto la guida di Susanna Egri e Perti Virtanen. Mi è piaciuta e, così, ho iniziato a girare il mondo per specializzarmi in danza contemporanea: a New York, sono entrato alla Alvin Ailey e Martha Graham School, mentre a Parigi, ho preso lezioni da Peter Goos e Carolyn Carlson.

Poi, ho danzato in compagnie italiane e internazionali, fra cui quelle di E. Cosimi, Momix di Moses Pendleton e la Lindsay Kemp Company. Ho avuto l’opportunità anche di essere danzatore ospite in coreografie di M. Van Hoecke, F. Strachon, L. Kemp».

Da ballerino a coreografo. Quando ha esordito?

«Nel 1987, creando “Tempus fugit” e l’anno successivo, con “Traviata, une adventure dans le mal” insieme a Evgheni Polyakov. In seguito, ho allestito “A Selene”, “Baby doll” e “Batmos”. Sin dagli esordi ho ricevuto vari riconoscimenti, ben dieci, fra cui il Prix Volinine, concorso coreografico internazionale di Parigi, il premio per le “Performing Arts” dell’European Association for Jewish Culture di Londra, il premio G. Tani per la danza contemporanea al Teatro dell’Opera di Roma e il premio “Buona Fortuna” della Rai».

Cosa l’ha spinta poi, a ricercare la collaborazione di altri danzatori importanti?

«La necessità di confrontarmi e di ricevere nuovi preziosi stimoli per approfondire ed elaborare un mio stile. Nel 1993, insieme a Ludovic Party, ho fondato la compagnia Mario Piazza, presentando delicati lavori di teatrodanza come “Claustrum”, “Beatitudinis” (1993), “Kaffe-kantate” (1994) e “Charlie danza Charlot” (1995).

Negli spettacoli, creati e presentati nei principali appuntamenti italiani, vengono superati i confini tra le tecniche moderne della danza e le teorie che ruotano attorno al teatrodanza, o forse sarebbe meglio dire danzateatro, proponendo un linguaggio legato alle miracolose alchimie tra cinema, teatro, danza, canto e arti figurative.

Dopo vari anni e tanti lavori, ho chiuso la compagnia perché non riuscivo più a conciliare l’essere coreografo con l’essere direttore. Sono molto affezionato allo spettacolo “Ghetto”, realizzato per il Teatro Opera di Belgrado, con musica di Klezmer».

Nel 1995 è diventato membro della giuria del Prix Volinine di Parigi e, contemporaneamente, è stato invitato a una conferenza dell’Unesco. Dopo tante creazioni per enti lirici, compagnie italiane e straniere, televisioni, è infine approdato al cinema…

«Sì, era il mio sogno di sempre… Nel 2004, ho curato le coreografie dei film di Diego Ronsisvalle, “Le grandi dame di casa d’Este” e “Il potere sottile”, presentato alla Biennale Cinema di Venezia con protagonisti Ludovic Party e altri trenta danzatori.

Poi è stata la volta di “Eleonora d’Aragona”, di “Isabella Morra” e di “Matilde di Canossa” dell’Istituto Luce - Cinecittà».
fonte ufficio stampa Mario piazza

SHE HE: TAZZE E CAPPELLINI PER IL MONDO LBGT, È ITALIANO IL PRIMO SHOP ONLINE


La SHe+SHe things, azienda con sede a Perugia, ha inaugurato lunedì la messa online del primo negozio virtuale
(www.sheshe.it / www.hehe.it)
di articoli per la casa e capi di abbigliamento, interamente dedicato al mondo LGBT.

Il successo dell'idea è comprensibilmente attuale nell'ottica delle coppie omosessuali che al momento della loro unione formale (da contrarre ancora solo all'estero), manca loro la possibilità di formulare una lista nozze per arredare la propria casa, anche con articoli che arricchirebbero la loro unione: ecco quindi le tazze SHe+SHe o He+He sopra a tovagliette della stessa linea, più tanti altri oggetti in fase di produzione e imminente uscita.

Senza contare che indossare t-shirt, cappellini o pashmine con un design pulito e indistinguibile, sdogana con allegria una condizione a volte ancora difficile da vivere, rendendo il “coming out” fluido in tutti gli aspetti della propria vita, unitamente a una questione di stile.

E' per questo che tutti, non solo gay o gay friendly, potrebbero ad ogni modo indossare le t-shirt o l'underwear SHe+SHe e He+He.

La SHe+SHe things ha inventato i marchi SHe+SHe e He+He che svelano nella propria cifra il significato di questo progetto.

Niente gadgets dunque, ma veri e propri strumenti per la vita quotidiana risolti con un design originale e realizzati con l'aiuto di aziende locali Made in Italy per “fare sempre PRIDE e sorridere con chi si diverte con noi”, come recita uno slogan all'interno del sito.
fonte digayproject.org

Lgbt sport: Il rugbista Gareth Thomas: “Voglio che il mio film aiuti gli altri gay”


Si concretizza sempre di più il film su Gareth Thomas, il primo rugbista dichiaratamente gay della storia. È lo stesso sportivo a parlare del lungometraggio che lo riguarderà, svelando alcuni retroscena del progetto cinematografico:

Mickey Rourke ama il rugby e ammira i rugbisti. Ha sempre voluto fare un film basato sul rugby, ma aveva bisogno di una persona o un personaggio di cui parlare. Ha letto la mia storia e mi ha contattato.

Il protagonista della pellicola sarà proprio Mickey Rourke, il quale si è interessato in prima persona a trovare i fondi necessari a portare sul grande schermo la vicenda di Thomas.

A proposito del film, il rugbista si augura che possa essere il più fedele possibile alla realtà del suo vissuto, oltre ad augurarsi che possa essere anche d’aiuto ai tanti gay in difficoltà:

Se la mia vita è stata d’aiuto alle persone che l’hanno letta sui giornali, chissà quante altre potrebbero essere aiutate ulteriormente con un film.
fonte gayprider.com

martedì 28 dicembre 2010

Libri Lgbt: "Les condamnés" i gay perseguitati nel mondo, presentato a Verona da Sportello Migranti lgbt e Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink


Il libro-documento, firmato dal giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, denuncia le più dure discriminazioni e condanne subite dagli omosessuali nei vari Paesi.

Un volume di informazione e di denuncia in tema di diritti umani negati.

A Verona, presso la libreria Gheduzzi, è stato presentato il libro “Les condamnés” (in francese), del giornalista e fotografo francese Philippe Castetbon, che contiene 51 testimonianze di gay che vivono in Stati dove l’omosessualità è un reato.

In 78 Paesi del mondo, questo orientamento sessuale è ancora considerato un crimine e in 7 è punito con la pena di morte (Mauritania, Yemen, Sudan, Arabia Saudita, Iran e alcune regioni della Nigeria e della Somalia).

L’incontro è stato organizzato dallo Sportello Migranti Lgbt di Verona, servizio sorto più di un anno fa e promosso da un cartello di associazioni gay veronesi (Arcigay, Arcilesbica e Circolo Pink) e dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione).

“Questo libro è un importante strumento per riflettere sulla condizione degli omosessuali nel mondo”, ha detto Lorenzo Bernini, volontario dello Sportello, ricordando che l’Italia offre asilo, secondo accordi internazionali, alle persone che possono essere perseguitate nel loro Paese d’origine a causa di condizioni personali come l’omosessualità.

“Il nostro è un lavoro di assistenza, seguiamo questi migranti nelle procedure di richiesta di protezione internazionale”, ha spiegato Bernini evidenziando: “Le persone migranti Lgbt sono in condizione di particolare debolezza e fragilità”.

“Penso che la maggior parte della gente non sappia che tutti questi Paesi condannano l’omosessualità e la puniscono con leggi così dure, perciò ho realizzato il libro, prima di tutto, per informare”, ha dichiarato Philippe Castetbon che è riuscito ad ottenere le 51 testimonianze dopo aver contattato nell’arco di un anno, tramite siti web d’incontri, più di 650 uomini gay nel mondo.

Il giornalista si è fatto inviare da questi omosessuali, che rischiano il carcere o il patibolo, una loro foto a volto coperto (“per la loro sicurezza”), una testimonianza personale e la frase “Nel mio Paese la mia sessualità è un crimine” scritta nella loro lingua. Poi, le ha pubblicate assieme alle leggi discriminatorie del loro Paese.

“Per convincerli è stato difficile, avevano molta paura, ho dovuto rassicurarli e conquistare la loro fiducia”, ha affermato Castetbon. All’inizio, infatti, ha incontrato diffidenza perché in alcuni Paesi la polizia contatta i gay via internet, li fa cadere in trappola e li arresta.

“Per questo” ha detto l’autore di Les condamnés “mi chiedevano di vedermi attraverso la webcam”. “Il primo che mi ha risposto, dopo una settimana, è stato un uomo dello Yemen e ciò mi ha motivato perché se lo aveva fatto una persona dallo Yemen, dove per l’omosessualità c’è la lapidazione, allora ho pensato che anche altri mi avrebbero risposto”, ha riferito Castetbon.

Da alcuni Paesi non è arrivata nessuna testimonianza perché le persone “avevano troppa paura”.

Castetbon ha raccontato che è stato molto difficile, per esempio, ottenere una foto dalle Maldive: “Da qui un uomo mi ha mandato quattro diverse foto, continuava a sostituirle perché temeva di essere riconosciuto da qualche dettaglio”.

Molte fotografie contenute nel libro sono state scattate col telefono cellulare.

L’ultimo Stato dal quale il giornalista francese ha ricevuto una testimonianza è la Guyana, “l’unico Paese a condannare l’omosessualità in Sudamerica: la pena è la prigione a vita”.

In Iran ogni anno vi sono esecuzioni capitali di omosessuali e attualmente, nel silenzio generale, “c’è un ragazzo di 18 anni in attesa di esecuzione”, ha ricordato Philippe Castetbon che ha proseguito: “In Iran, nel caso migliore, vengono impiccati altrimenti sono spinti, con un sacco sulla testa, su di una collina e muoiono per lapidazione”.

Secondo il giornalista, ora il Paese più pericoloso per i gay è l’Iraq: nel 2009 sono avvenuti 300 omicidi (non esecuzioni) a loro danno, e ciò significa che vi è un sentimento diffuso di condanna tra la popolazione.

“I capi religiosi” ha spiegato Castetbon “istigano all’omicidio gli abitanti stessi dell’Iraq nei confronti degli omosessuali”. “I Paesi musulmani” ha poi continuato Castetbon “hanno delle leggi molto dure ma non sono i peggiori perché, sia nelle leggi che nella realtà, i Paesi cristiani sono altrettanto terribili soprattutto in Africa: i gruppi evangelici americani fanno una propaganda molto forte per colpire gli omosessuali avendo fallito nel proprio Paese; in Uganda, ad esempio, dove adesso la pena è l’ergastolo, fanno pressioni perché la sanzione sia trasformata in pena di morte”.

Giorgio Dell’Amico, responsabile del progetto Arcigay IO (Immigrazioni e Omosessualità), ha dichiarato: “Les condamnés è un libro dei nostri tempi, realizzato utilizzando Internet, che permette di denunciare situazioni”.

Dopo l'uscita del volume, intanto, India e Isole Fiji hanno depenalizzato l'omosessualità.
fonte www.agoravox.it di Marco Scipolo

Lgbt Arte: Leonardo da Vinci, negli occhi della Gioconda, una lettera (svelata) risolve l'enigma dell'identità


La scoperta: stesso grafema ritrovato nei documenti dell'artista
Nella pupilla destra di Monna Lisa si legge una S che "rinvia agli Sforza": si restringe così il campo intorno al nome delle presunta modella ritratta da Leonardo. Silvano Vinceti: "A gennaio diremo chi è"


La sigla negli occhi della Gioconda non è più un mistero. ''La lettera emersa nell'occhio destro ha raggiunto la chiarezza necessaria: si tratta di una S''.

E' quanto afferma Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali, spiegando all'ADNKRONOS lo sviluppo delle analisi effettuate sul dipinto di Leonardo dopo un primo indizio da parte di un iscritto al Comitato, studioso del celebre pittore fiorentino.

Non solo. ''Cosa più importante - aggiunge Vinceti, un'analisi comparativa con la scrittura di Leonardo ha evidenziato la corrispondenza fra la S trovata e la S che l'artista trascriveva in alcuni suoi documenti.

Anche nell'occhio sinistro, pur se sussistono alcune difficoltà di chiarezza comprensibili dopo 500 anni e la inevitabile azione corrosiva degli agenti atmosferici e umani, emerge maggiormente rimarcata la lettera L come Leonardo''.

Una risposta concreta a ''tutti gli scettici - sottolinea il presidente del comitato secondo i quali avremmo proiettato noi, dentro gli occhi della Gioconda, le nostre percezioni e aspettative. Dovrebbero invece, tener conto di quanto Leonardo sosteneva nel Codice Atlantico in cui ribadisce come il sapere ha il fondamento nell'esperienza. Quello che oggi siamo in grado di affermare è visibile e non confondibile''.

Con questo risultato inoltre, secondo Vinceti, sarebbero risolti i dubbi sull'autore della Gioconda e sulla identità della modella scelta da Leonardo per il dipinto. ''La S rinvia agli Sforza e muta l'ambito e il tipo di ricerca sulla presunta modella che avrebbe ispirato la Gioconda, ribadisce.

Viene confermato quanto affermato nei giorni scorsi e cioè che la Gioconda dovrebbe essere stata iniziata nel periodo di presenza di Leonardo a Milano (1482-1499) o, anche se meno probabile, nel successivo periodo della sua presenza presso la corte degli Sforza (1506-1507) e ritorna a Milano per un breve soggiorno nel Dicembre nel 1515''.

Intanto, alcuni membri dello staff del Comitato sono da più di due mesi impegnati in una approfondita ricerca storico-documentaria e biografica al fine di accertare quale potrebbe essere la modella ispiratrice della Gioconda.

Tra le ipotesi Bianca Giovanna Sforza, figlia illegittima di Ludovico il Moro, morta a 14 anni avvelenata; Bianca Sforza e Beatrice d'Este d'Aragona, moglie di Ludovico il Moro morta a 22 anni, frequentava Leonardo mentre finiva 'L'ultima Cena'.

''A gennaio renderemo noti i risultati della ricerca - sostiene Vinceti che chiarisce - questa scoperta indebolisce ma non esclude l'altra ipotesi che attribuisce alla Gioconda il volto di Lisa Gherardini''.

Intanto, lo storico non manca di rispondere al critico d'arte Vittorio Sgarbi che si è definito scettico nei confronti di questa nuova 'scoperta': ''Conoscendo il mio amico Sgarbi non sono rimasto molto stupito dalle sue affermazioni però, prima di gettare parole al vento avrebbe dovuto fare una verifica.

Per Natale gli regalerò una confezione di fotografie sulla Gioconda, i segni da noi visti e verificati''.
fonte www.adnkronos.com

lunedì 27 dicembre 2010

Lgbt politica: Hillary Clinton “L’abolizione del DADT? Un passo in avanti per tutti gli americani”


Il Segretario di Stato, Hillary Clinton, è al settimo cielo per l’abrogazione del Don’t Ask, Don’t Tell, la legge che vietava ai militari gay e bisessuali di servire apertamente la propria Patria:

Questo è un passo in avanti storico per tutti gli americani, un passo verso un’unione perfetta e una riflessione concreta sui valori fondamentali della nostra nazione.

Ha, poi, aggiunto:

"Come il presidente Obama ha più volte detto, ci siamo impegnati a standard universali all’estero in materia di parità sessuale tra i cittadini. I nostri progressi in questo delicatissimo ambito rafforzano la difesa della dignità umana in ogni settore della società."
fonte gayprider.com

Lgbt: Mondiali di calcio in Qatar, le scuse di Blatter


Come di certo ricorderete, nelle scorse settimane si è deciso che i mondiali di calcio del 2022 si terranno in Qatar, una delle zone del mondo più ostili alla comunità lgbt, e seguiranno quelle del 2018 che invece si terranno in Russia, un altro posticino non esattamente paradisiaco per la comunità Lgbt, nonostante poche settimane orsono Putin aveva cercato di dipingere un quadro più roseo.

Tutti siamo al corrente del modo in cui vengono gestite delle manifestazioni di orgoglio gay come i Gay pride in Russia, vero?

Ad ogni modo, la polemica in merito alla scelta di queste mete per i mondiali di calcio futuri era assolutamente inevitabile, tanto che le associazioni Lgbt inglesi avevano fatto notare che i tifosi omosessuali non saranno mai accettati e rispettati.

In risposta a queste lamentele, il presidente della Fifa Blatter aveva affermato che i gay dovrebbero semplicemente cercare di limitare le manifestazioni di affetto in pubblico per non correre rischi. In sostanza i gay devono fingersi eterosessuali per essere al sicuro! Scandaloso…!

Com’è ovvio, l’indignazione della comunità gay non ha tardato a farsi sentire, e Blatter è immediatamente tornato sui suoi passi, chiedendo scusa alle persone che si sono sentite offese: «Nei giorni scorsi una mia affermazione sugli omosessuali a proposito del Mondiale 2022 e’ stata fraintesa e censurata.

Non era mia intenzione far alcun tipo di discriminazione e se ho offeso involontariamente qualcuno, sono pronto a fare un passo indietro e a chiedere scusa».
fonte gaywave

domenica 26 dicembre 2010

Teatro Lgbt "Very Christmas Superstar" una storia d'amore e denuncia, contro l'omofobia e la transfobia


Very Christmas Superstar è l’originale divertissement scenico che il Teatro Civico 14 di Caserta proporrà al proprio pubblico da lunedì 27 a mercoledì 29 dicembre alle ore 21.

Per la regia di Claudio Finelli e Miryan Lattanzio lo spettacolo in scena vedrà Nicola Vorelli muoversi all’interno di un micro-musical queer ironico e militante che coniuga agilmente leggerezza e impegno.

Un musical in "sedicesimi" in cui una grande voce come quella di Vorelli interpreta, ibridandoli in maniera geniale, brani pop natalizi riletti alla luce della cultura camp, cioè in una maniera del tutto nuova che non può essere ricondotta ad alcuna determinazione di genere e di modello se non al gusto per l’eccesso, per il trasformismo e per la sorpresa, gusto che è tradizionalmente legato alla cultura lgbt.

Very Christmas Superstar è inoltre una storia d'amore e denuncia. D'amore oltraggiato e ferito, di denuncia contro l'omofobia, la trans fobia e la politica opportunistica e retriva di questi anni, anni di illusoria e fasulla libertà, anni di opprimente e sostanziale inautenticità.

Così, se il discorso più attuale relativo alla cultura lgbt è il discorso inerente al riconoscimento dei diritti e delle identità, Very Christmas Superstar sembra suggerirci che è possibile riutilizzare perfino il repertorio di immagini e suoni più tradizionale e più apparentemente destituito di qualsiasi valore eversivo per affermare l'innegabile urgenza di una matura e consapevole rivendicazione politica e sociale, una rivendicazione fatta di laicismo e di libera autodeterminazione affettiva e sessuale.

“Very Christmas Superstar, afferma Claudio Finelli, regista dello spettacolo, è un altro modo di raccontare il Natale. D'altronde, ognuno ha il suo natale. un natale privato, fatto di immagini che si accavallano e si contaminano, desideri, aspettative, doni mai donati ed altri mai ricevuti
fonte cinquew.it

Nicola Vorelli in Very Christmas Superstar
al Teatro Civico 14
Lunedì 27, martedì 28 e mercoledì 29 Dicembre alle ore 21.00
Very Christmas Superstar
di Claudio Finelli
Con Nicola Vorelli e Claudio Reale
Progetto grafico, scenografie e video: Luciano Correale
Costumi: Giacomo Alvino
Filmati: Giuseppe Bucci
Regia Myriam Lattanzio

“Very Christmas Superstar” è un altro modo di raccontare il Natale, un originale divertissement scenico, un micro-musical queer ironico e militante che coniuga agilmente leggerezza e impegno, un musical in "sedicesimi".

Una grande voce come quella di Nicola Vorelli interpreta, ibridandoli in maniera geniale, brani pop natalizi riletti alla luce della cultura camp, cioè in una maniera del tutto nuova che non può essere ricondotta ad alcuna determinazione di genere e di modello se non al gusto per l’eccesso, per il trasformismo e per la sorpresa, gusto che è tradizionalmente legato alla cultura LGBT.

”Very Christmas Superstar” è inoltre una storia d'amore e denuncia, d'amore oltraggiato e ferito, di denuncia contro l'omofobia, la transfobia e la politica opportunistica e retriva di questi anni, anni di illusoria e fasulla libertà, anni di opprimente e sostanziale inautenticità.

Dedicato a tutti gli angeli a cui gli esseri umani hanno strappato le ali.

Teatro Civico 14 - Vicolo Francesco Della Ratta, 14, Caserta
info:
3494784545
fonte culturacampania.it

sabato 25 dicembre 2010

lisadelgreco.blogspot.com Auguri di un Sereno Natale a tutti i miei Amici e Lettori

Buon Natale...

A chi si sente solo
a chi ha la gioia nel cuore,
a chi vorrebbe essere amato

a chi vorrebbe donare,
a chi ha sbagliato
a chi vorrebbe volare.

A chi è in guerra
a chi si sente in pace
a chi soffre in silenzio
a chi sa perdonare.

A chi non ha occhi per vedere
a chi sa ascoltare.
A chi ha una meravigliosa famiglia
a chi è lontano dalla sua terra
a chi ha degli amici
a chi invece ne vorrebbe da amare.

A chi è povero
a chi desidera una casa
per vivere questo Natale..

Per un Natale di Festa
soprattutto dentro di noi...
Auguri!....Lisa

venerdì 24 dicembre 2010

24 Dicembre 2010 "NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..." Compie 1 Anno..!


Volevo ringraziare tutte le persone che passano da questo mio Blog...
Ringrazio a chi passa casualmente...
Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutti/e, ma proprio tutte le persone che passano da qui....

Ho aperto questo Blog 12 mesi fa,
e oggi 24 Dicembre, compie 1 anno...
e con 29.000 visite nel momento in cui scrivo...

Per me sono tantissime se considerate in soli 12 mesi !
Forse non sarà un record, ma per me è un successo..

Ricordo benissimo quando pubblicavo i miei primi post,
con la speranza...e un pò col dubbio..
che qualcuno li avesse mai letti...

Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile..
visto il mio fine e gli argomenti trattatati,
poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire,
vista la vostra fedeltà nel seguirlo..e a partecipare
ma mai avrei creduto a tanta attenzione.

Poi via via, post dopo post e tanti commenti..
siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..
Grazie a voi.
Sul Blog come saprete, potete leggere informazioni in vari settori
dal mondo Lgbt a Danza, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, etc..
Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blog vedere che è seguito,
e il mio oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione,
anche dal resto del mondo grazie alla translitterazione.

Colgo l'occasione per ringraziare alcuni collaboratori del mio blog tra cui:
Antonella Giovampietro, che si occupa di fotoreportage, video e docufiction.
E oggi ci omaggia di una sua foto (clicca su per ingrandire)
tratta dal reportage "In Teatro",
poi di seguito un suo personale pensiero dedicato al 1° anno del blog:

"1 anno,
un anno di informazione, di condivisione, un anno di verità e di sogni, un anno che è anche una finestra sul mondo e nella quale il mondo si specchia, soprattutto... un anno di amicizia.
Grazie.
Auguri e ... lunga vita a "NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO"
Antonella.."

Rigrazio inoltre:
Il giornalista, che si occupa di Cronaca e Sport.
Presenza rilevante per il mio blog.

E inoltre le varie associazini: MIT, ARGIGAY etc, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed iniziative.

E tutte le Danzatrici e Danzatori, che hanno partecipato alla mia rubrica
"RITRATTO D'ARTISTA"

Un grazie speciale va anche a tutti quei miei Amici e Amiche
che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...
Vi ringrazio, uno per uno per il vostro apporto !

Le vostre visite e commenti, mi danno sempre più voglia e convinzione di continuare,
il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...

Ad i miei tanti amici che conosco, e anche a chi non conoscerò mai...
ora siete veramente tanti..! Non posso che dirvi Grazie...
Thank you, Merci, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...Lisa
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
Esclusiva per NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..© Riproduzione riservata

Articolo in esclusiva per compleanno lisadelgreco.blogspot.com "Riflessioni sull' informazione" di Francesco Nocentini

Quello che è già accaduto per il telefono sta già accadendo per la televisione e per internet. Il futuro della comunicazione si chiama mobilità. 

A pensarci bene è quello che fanno da sempre i vecchi e gloriosi giornali di carta, dopo essere stati compilati in redazione, stampati in tipografia e distribuiti da camion e furgoncini: raggiungere il lettore nell’edicola più vicina o magari a casa (senza dimenticare però la versione elettronica che permette di sfogliare le pagine e di archiviare comodamente ciò che più interessa), per fornirgli un pacchetto di notizie, organizzate secondo una determinata gerarchia: il fatto del giorno, il resoconto della giornata politica, la cronaca nera e lo sport e qualche volta (anche se raramente) buone pagine di cultura.

Ma visto che la rete è diventata ancora più mobile è cambiato, quasi definitivamente, il nostro modo di comunicare, di informare, di fare giornalismo.

La rivoluzione sfrutta le nuove tecnologie e l’avvento di You Tube e dei blog è stata determinante. Ma rimane sempre valido l’ammonimento che, quattro secoli fa, il grande Galileo Galei scriveva nelle ‘Note al Tasso’ (il grande ‘filosofo della natura’ amava molto la letteratura): «Molti oscuro parlare sano, chiaro pochissimi».

C’è, in rete, sui giornali, in tv, una moltitudine di persone che presuntuosamente credono di fornire notizie ma che, in realtà, fanno solo confusione.

Ringraziando Lisa per il suo blog la ringrazio a nome di tutti quei lettori che su questo pagine hanno trovato un’informazione attenta, puntuale, chiarissima e molto agile non solo sul mondo LGBT ma su tutto il resto.

lisadelgreco.blogspot.com è un piccolo ma significativo esempio di come l’informazione (da molti dichiarata morta) è capace di rigenerarsi e rinnovarsi.

In fondo, nella sua lunga storia, il giornalismo è già cambiato tante volte e sopravvive ancora oggi.

Perché questo umile mestiere non ha la pretesa di cambiare il mondo ma garantire a tutti l’accesso alle notizie, anche quelle più segrete. Non esistono cittadini liberi senza una vera informazione .
Buon compleanno al blog, e buon Natale, cara Lisa..Francesco

Il Blog ringrazia il giornalista Francesco Nocentini per il suo apporto.

Fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
Esclusiva per lisadelgreco.blogspot.com..© Riproduzione riservata

Lgbt Cinema: I protagonisti di "Frozen" Kevin Zegers, interpretò anche Toby il ragazzo vagabondo, nel film "Transamerica"


Giovane promessa di Hollywood, Kevin Zegers ha iniziato a recitare all’età di sei anni in alcuni spot pubblicitari, ma il grande successo è arrivato con la sua partecipazione nel film indipendente Transamerica dove Kevin interpreta Toby, un gigolò drogato e vagabondo con il sogno d’incontrare il padre che non ha mai conosciuto e che alla fine scopre essere Bree, un transessuale un po’ conservatore che a sua insaputa aveva avuto un figlio quando era ancora uomo.

Oltre ad aver preso parte all’ultima stagione della fortunata serie tv per teenager Gossip Girl, Kevin sarà a breve impegnato sui set di The Story of Bonnie and Clyde a fianco di Hilary Duff (Material Girls, Nata per vincere) e Lives of the Saints, film drammatico con Kat Dennings (Nick & Norah – Tutto accadde in una notte, 40 anni vergine), Meg Ryan (Il bacio che aspettavo, C’è post@ per te) e 50 Cent (Gun, 13).
fonte m2pictures.it

Lgbt: Il premier inglese David Cameron presenta il suo video contro l’omofobia nelle scuole


Il Primo Ministro inglese David Cameron ha deciso di unire la sua voce a quelle di decine di star e politici anglofoni per dire basta alla violenza, agli abusi e alle discriminazioni subiti dagli adolescenti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali nelle scuole e nelle università di tutto il mondo.

Mister Cameron, in un video messaggio che circola dalla settimana scorsa anche in internet, si rivolge direttamente alle giovani vittime, chiedendo loro di parlare con qualcuno dei loro problemi: che siano i genitori, un insegnante o un amico di famiglia, l’importante è denunciare i maltrattamenti e fermare questa situazione diffusa di inciviltà.

“La Gran Bretagna è una terra aperta, tollerante e multietnica. Questo non è un paese che etichetta le persone che sono diverse, qui puoi essere ciò che vuoi e celebriamo proprio questa diversità”, dichiara il leader conservatore, ribadendo sempre di “parlare con qualcuno. Se lo farai, le cose andranno davvero meglio”.
fonte gaymagazine.it Via – Pink News

giovedì 23 dicembre 2010

ONU: In risoluzione su minoranze Usa ottengono inserimento anche le azioni contro le persone Lgbtq.


L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la discriminazione contro le minoranze e vi ha incluso le azioni violente contro i gay.

Si tratta di “un messaggio chiaro” a chi non vuole capire che i diritti umani riguardano anche l’orientamento sessuale degli individui, ha detto Susan Rice, ambasciatore americano al Palazzo di Vetro.

Sono stati proprio gli Stati Uniti a spingere per l’inserimento di questo spetto nella risoluzione, dopo che essa era stata privata di un riferimento alle condizioni dei gay da paesi come l’Arabia Saudita.
A favore della risoluzione hanno votati 93 paesi, 55 si sono opposti, e 27 si sono astenuti.
fonte gaynews24 .Adv

Lgbt: Libri Inchiesta "La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca"


“Lei, cose avrebbe fatto al mio posto?”

Inizia con questa domanda il libro intitolato La banalità del bene, scritto da Enrico Deaglio, un testo interamente dedicato alla vita e alla storia di Giorgio Perlasca.

La risposta, in realtà, non è così immediata e semplice come si possa credere. Giorgio Perlasca, però, non ci ha pensato su due volte: ha deciso di dare una mano ai numerosi ebrei ungheresi che durante la Seconda Guerra Mondiale rischiavano di essere deportati nei campi di concentramento nazisti e di essere uccisi.

Ne ha salvati più di 5.000 e la sua scelta, il suo desiderio di aiutare, come racconta Enrico Deaglio nel libro inchiesta che gli ha dedicato, è mossa da ideali ben precisi:

“Dunque, signor Perlasca: perché lo fece?”
“Perché non potevo sopportare la vista di persone marchiate come degli animali. Perché non potevo sopportare di veder uccidere dei bambini. Credo che sia stato questo, non credo di essere stato in eroe. Alla fin dei conti, io ho avuto un’occasione e l’ho usata. Da noi c’è un proverbio, che dice: l’occasione fa l’uomo ladro. Ebbene, di me ha fatto un’altra cosa.”

Nel primo capitolo dei libro Enrico Deaglio ricorda i fatti salienti della vita di Giorgio Perlasca, dal periodo in cui a Budapest, da commerciante di carne, fu accusato di frode e imprigionato insieme ad altri italiani, a quando, quasi cinquant’anni dopo la fine della guerra, finalmente Giorgio Perlasca ha guadagnato il riconoscimento dovuto.

Si, perché dopo la fine della guerra, nonostante egli stesso abbia raccontato la sua storia alle autorità italiane, nessuno si è impegnato per portarla alla luce: è soltanto grazie ad alcune donne ebree che lui ha salvato dalla deportazione, che oggi tutti noi possiamo conoscere la sua storia e dare il giusto riconoscimento al suo impegno.

I capitoli del libro si susseguono e la storia di Giorgio Perlasca viene fuori tra spunti dell’intervista che lui ha concesso a Enrico Deaglio e tra gli appunti ripresi dal suo diario di appunti. Attraverso il racconto di Perlasca, Deaglio ricostruisce anche uno dei periodi più brutti e duri del secolo scorso segnato da intolleranza e mancato riconoscimento dei diritti degli uomini.

Titolo: La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca
Autore: Enrico Deaglio
Editore: Feltrinelli
fonte /libriblog.com

mercoledì 22 dicembre 2010

Lgbt Cronaca: Trans si impicca per i debiti accumulati dall’azienda, i suoi operai sono sotto choc "Un datore di lavoro gentile e sempre disponibile"


L’imprenditrice era diventata donna si è uccisa nella fabbrica ereditata dal padre. Lettera-testamento: sola e sconfitta, non voglio una tomba dove essere ricordata

MESTRE, Nove pagine di «testamento». Un lungo addio, pieno di dolore, di rabbia, di rancore. E di indicazioni: non voglio nessuna tomba dove poter essere ricordata, meglio ceneri al vento, e voglio essere cremata insieme al mio cagnolino di stoffa, l’unico che mi ha sempre dato calore.

Le ha scritte così, al femmnile, perchè ormai era una donna da tanti anni, prima di togliersi la vita impiccata al muletto dell’azienda di Spinea che il padre le aveva lasciato, soffocata dai debiti e dalla preoccupazione per i suoi quattro dipendenti.

Da quel capannone aveva perfino ricevuto lo sfratto. L’imprenditrice mestrina aveva 39 anni, una casa in centro e fino ad alcuni anni fa era stata un uomo, sposato e separato.

Il suo corpo senza vita è stato trovato martedì mattina dai quattro dipendenti, che si erano recati al lavoro come ogni giorno, nonostante l'azienda patisse tutti i mali di una crisi che sembrava ormai inesorabile.

Era da cinque anni che la titolare, ereditata l'azienda dal padre che si era ritirato dagli affari, cercava di sanare i debiti in bilancio e rilanciare la produzione.

Si è scontrata infine con lo stallo delle commesse, gli ordini non pagati e la produzione dimezzata.

I debiti invece di essere colmati si dilatavano, per quella crisi economica che ha fatto fallire tante aziende in questi ultimi mesi. A lei era arrivato anche lo sfratto.

Ma non c’è «solo» questo nella decisione di togliersi la vita, che probabilmente aveva preso qualche giorno prima di mettere in atto il suo piano, dopo l’ennesima lite con la famiglia di origine.

Nella lunga lettera scritta e indirizzata ai carabinieri, per spiegare la sua decisione si racconta sconfitta e sola, parla di errori suoi e di persone vicine a lei e di una eccessiva paura della sua diversità.

Da anni l’imprenditore diventato imprenditrice aveva cambiato nome, dopo il lungo percorso per i cambiamenti anche fisici.

Decisa, convinta di questa trasformazione, gli amici e i conoscenti la descrivono così, una bella donna senza dubbi sulla rivoluzione della sua vita.

Ma intorno a lei non doveva essere tutto così facile, soprattutto in famiglia la decisione non era stata condivisa, nè sostenuta.

Aveva un compagno, che viveva però in un’altra città (a lui ha lasciato tutti i suoi ricordi) e l’ansia per la situazione economica dell’azienda era sembra più grande.

Nella lettera pare ritorni spesso a parlare proprio di questo, della sensazione sempre più forte di essere incapace di affrontare la montagna di difficoltà.

Si legge tutto questo nelle nove pagine, indirizzate ai carabinieri, che sono state sequestrate come da prassi dalla Procura di Venezia che ha aperto un fascicolo sulla vicenda, anche se il corpo è già stato messo a disposizione dei familiari.

L’imprenditrice voleva che la storia della sua vita, venisse letta.
Almeno una volta.
Non voleva pubblicità sul suo gesto, non voleva articoli, ma che almeno qualcuno sapesse quante difficoltà aveva dovuto superare fin da giovane.

«Ho resistito a tutto questo, a tutti questi anni da incubo con l'assenza di ogni parola », dicono le ultime frasi dell'imprenditrice.

Passava le giornate degi ultimi mesi tra la fabbrica, a lavorare con gli operai in azienda e a casa da sola.

Sono trascorsi così i suoi ultimi giorni, con un'ultima telefonata alla famiglia, sabato, come per congedarsi.
Gli operai dell’azienda sono sotto choc.

Per tutti era un datore di lavoro gentile e sempre disponibile, che ha fatto i salti mortali pur di non lasciare senza buste paga i suoi lavoratori. Nemmeno nei periodi di crisi più buia.

Rinunciava ai dividendi, si toglieva i guadagni personali, per non lasciare le famiglie dei dipendenti senza soldi a fine mese. Si è uccisa gridando la sua sofferenza.
fonte /corrieredelveneto.corriere.it, Martino Galliolo

Lgbt Cinema: "The fighter" il film con Mark Wahlberg e Christian Bale, tratto da una storia vera


Primo trailer italiano per 'The Fighter', il film con Mark Wahlberg e Christian Bale che sarà nelle sale italiane dall'11 marzo 2011.

La pellicola ha ottenuto ben 6 nomination ai prossimi Golden Globe, tra cui miglior film drammatico, miglior attore protagonista (Wahlberg), miglior attrice non protagonista (Amy Adams), miglior attore non protagonista (Bale) e miglior regista.

Il film, diretto da David O. Russell, è basato sulla storia incredibile ma vera dei pugili professionisti “Irish” Micky Ward (Mark Wahlberg) e Dickie Eklund (Christian Bale).

Sebbene siano fratellastri, le loro carriere hanno preso dei percorsi molto diversi. Il fratello maggiore Dickie non soffre per mancanza di talento, ma per la sua mancanza di giudizio e di umiltà che lo porta sulla strada della autodistruzione.

Dopo aver combattuto contro uno dei più grandi combattenti della sua generazione, Dickie discende in una strada pericolosa di dipendenza alla droga che lo priva della sua carriera, ne estranea il fratello e lo porta in prigione.

Nel frattempo il fratello più giovane, Micky, il cui talento non sembra mai essere alla pari con la grandezza del suo cuore, scoraggiato da una nuova sconfitta sparisce con un prematuro ritiro.

Ma la voglia di combattere non se ne va e quando un riabilitato Dickie viene rilasciato dalla prigione e diventa il nuovo allenatore del fratello, Micky si trasforma da un perdente in un campione mondiale di pugilato.
fonte salottodelcinema.com, di Mystique

martedì 21 dicembre 2010

Lgbt Arte: Caravaggio a Roma, ''La bottega del genio'' dal domani a palazzo Venezia, e fino al 29 maggio 2011


Un'esposizione che si incarica di illustrare le tecniche adottate dall'artista.
Torna, a grande richiesta, Michelangelo Merisi. In arte il Caravaggio.

Nell’agiografia di un’epoca, quella in corso, che vuole divi e solo divi, sia pure trapassati, da osannare, il Genio.

“Caravaggio. La bottega del genio”, appunto, si intitola la mostra che, planando sulle ultime onde del quattrocentesimo anniversario della morte del pittore, da domani, mercoledì 22 dicembre, al 29 maggio 2011 occuperà le Sale del ‘400 di palazzo Venezia a Roma.

Mostra che si dichiara inedita e rivendica un carattere sperimentale. E che si incarica di illustrare al colto e all’inclita le tecniche che l’artista, quando non faceva flanella a piazza Navona o non aggrediva qualcuno tra la Scrofa e il Babuino, usava per realizzare quei capolavori davanti ai quali esperti e profani restano a bocca spalancata.

Il record alle scuderie del Quirinale
Oggi. La fortuna critica di Caravaggio, infatti è piuttosto recente; risale ai primi del Novecento, mentore ufficiale Roberto Longhi. Con l’acme toccata nell’anno che se ne va. Un happy birthday corale, anche se si trattava dell’anniversario della morte, con celebrazioni un po’ in tutta Italia, sui temi più fantasiosi, purché consentissero di spendere il nome illustre. E un record da Guinnes dei primati alle Scuderie del Quirinale; decine di migliaia di visitatori, disposti anche a sobbarcarsi interminabili file notturne.

Un labirinto nel mistero
Sculture in vetroresina - che riprodurranno alcune delle tele più note, dalla Canestra di frutta al Bacchino malato - e uno specchio saranno il filo d’Arianna che condurrà il visitatore nei labirinti del mistero che circonda l’arte rivoluzionaria del gran lombardo. Con l’ausiliio di lenti e fori stenopeici, in pratica un obiettivo ante litteram, che consiste in un foro praticato in un pannello.

Il trucco dello specchio
Lo specchio renderà conto di come Merisi si confrontasse con la realtà, prima di trasporla sulla tela. E che disponesse di uno “specchio grande” lo attesta l’ “Inventario delle robbe” possedute nel 1605 dal discolo (definizione del collega-rivale Baglioni, che gli intentò anche un processo per ingiurie: be’, in effetti gliene aveva dette di cotte e di crude). Specchio che serviva da “schermo di traduzione ottica bidimensionale ella composizione scenica”, informa la presentazione della mostra.
In effetti, il discolo Caravaggio non si fermava di fronte a nulla per studiare gli effetti di luce che voleva ottenere.

Un aneddoto
Quando, appunto nel 1605, mise casa nel vicolo dei santi Cecilia e Biagio, all’ombra del sontuoso palazzo Firenze del cardinale e suo mecenate Francesco Bourbon Del Monte, a ridosso di via della Scrofa, non fu certo il tetto a porgli problemi. Senza esitare, lo sfondò perché gli interessava osservare come agiva la luce naturale.
La malcapitata proprietaria, Prudenza Bruni, lo citò per danni. Che probabilmente, visto che poco dopo il pittore sarebbe fuggito da Roma con la pena capitale incombente sulla testa, né vi sarebbe tornato più, non le saranno mai stati risarciti. Ma, almeno, si è assicurata un posticino nella storia.

Il riferimento a Giovan Battista della Porta
C’è anche un riferimento alla Magia naturale di Giovan Battista della Porta, nel campionario della mostra. Testo che si pensa possa aver ispirato in qualche modo Caravaggio, che potrebbe averne sentito parlare, e forse anche compulsato, negli anni milanesi, quando era un giovane di bottega del maestro Simone Peterzano. E prima di fare vela definitivamente per Roma.

Un percorso assolutamente interessante
Basterà questo apparato a sciogliere il mistero, vero o presunto, che avvolge il metodo di lavoro del discolo? Che se ne sbatteva dei precetti fissati dalle accademie, scrollava le spalle all’idea dei disegni preparatori, che invece costituivano un dogma, e se ne andava, altero e riottoso, per la sua strada. Chissà. Su Caravaggio ogni giorno piove qualche scoperta assolutamente inedita, sensazionale. Di certo, quello di palazzo Venezia è un percorso interessante. Che può fornire materia di riflessione a chi ama l’artista malmostoso e, forse, anche alle migliaia di fan occasionali.

L’incubazione della mostra
D’altronde, mistero supplementare, l’incubazione della mostra, ideata dal nuovo Soprintendente Rossella Vodret e curata da Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri, è stata lunga e laboriosa. E l’annuncio del lieto evento si è avuta solo poche ore prima dell’apertura ufficiale. Misteri dell’arte e misteri della burocrazia che si intrecciano.

CARAVAGGIO. LA BOTTEGA DEL GENIO
ROMA. Palazzo di Venezia – Sale del ‘400
Dal 22 dicembre 2010 al 29 maggio 2011

INGRESSO: dalle 10.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica.
Lunedì, Natale e Capodanno, chiuso

BIGLIETTI: intero € 6. Ridotto € 4. Ridotto scuole € 3.
fonte ilsalvagente.it, di Giuliano Capecelatro

lunedì 20 dicembre 2010

Lgbt : Partecipa, e diffondi il questionario sulle relazioni di coppia dei/lle trans


Il Corso di Laurea Magistrale in “Psicologia clinica, dinamica e di comunità”, in collaborazione con il sito www.bullismoomofobico.it,
ha avviato uno studio volto a comprendere le dinamiche affettive e la condizione psicosociale di coppie in cui uno tra i partner è transessuale/transgender (MtoF e/o FtoM).

Trovi a questo link:
http://www.arcigay.it/coppie-trans-al-via-uno-studio-dell039universit%C3%A0-napoli

qui trovi invece il questionario:
http://www.bullismoomofobico.it/ricerca/

In particolare la ricerca intende indagare e valutare le problematiche che sono potenzialmente connesse all’instaurazione di una relazione di coppia delle persone T*, e soprattutto la percezione delle relazioni affettive che le persone T* hanno della coppia.

A tal fine non ha importanza se i soggetti di ricerca attualmente abbiano un partner o meno.
Per accedere ai questionari e alle domande aperte basta semplicemente cliccare sul link di seguito riportato dove sarà possibile trovare tutte le indicazioni necessarie per svolgere la ricerca:
http://www.bullismoomofobico.it/ricerca/

Chiediamo la vostra collaborazione per divulgare i questionari, per es. pubblicando questo comunicato nei siti di appartenenza, inserendolo nella mailing-list e/o semplicemente inviandolo a contatti di vostra conoscenza.

Contatti per chiarimenti o specificazioni:
redazione@bullismoomofobico.it
fonte arcigay.it

Lgbt: La vittoria di Obama e dei gay americani, il Senato ha approvato l'abolizione del don't ask don't tell


Il Senato ha approvato l'abolizione del don't ask don't tell con 65 voti favorevoli e 31 contrari
A inizio dicembre il Pentagono aveva aperto all'arruolamento dei gay nell'esercito

Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti d’America, i gay potranno arruolarsi nell’esercito senza dover nascondere la loro identità sessuale. Dopo il sì della Camera, ieri il Senato ha approvato definitivamente l’abolizione della norma don’t ask don’t tell con 65 voti favorevoli e 31 contrari.

È una vittoria importante per Obama, che dell’abolizione della legge aveva fatto una priorità della sua amministrazione. E una vittoria importante per il movimento gay americano, che negli ultimi anni ne aveva fatto una bandiera della lotta per i diritti degli omosessuali.

«È tempo di chiudere questo capitolo della nostra storia», ha commentato il presidente Obama dopo l’approvazione «è tempo di riconoscere che il sacrificio, il valore e l’integrità non sono definiti dall’orientamento sessuale come non lo sono definiti dal genere, dalla razza, dal credo religioso».

L’approvazione definitiva in Senato è arrivata a poche settimane dall’apertura del Pentagono, che a inizio dicembre aveva completato uno studio sugli effetti che l’abolizione del don’t ask don’t tell potrebbe avere sulle truppe.

Il don’t ask don’t tell consentiva a gay e lesbiche di arruolarsi nell’esercito americano solo a patto di tenere segreta la propria omosessualità.

Le restrizioni disciplinate dalla legge federale proibivano a chiunque «dimostri propensione o intenzione di intraprendere atti omosessuali» di prestare servizio nell’esercito, poiché questo «porterebbe un inaccettabile rischio all’alta morale, all’ordine, alla disciplina e alla coesione che sono l’essenza della potenza militare».

Era stata istituita nel 1993 dall’amministrazione Clinton, e da allora ha causato l’allontanamento dall’esercito di oltre tredicimila persone a causa del loro orientamento sessuale.
fonte www.ilpost.it

Lgbt Cinema e Danza: Natalie Portman, nomination Golden Globe Canditata come miglior attrice con 'Black Swan'


Natalie Portman ha ricevuto una nomination come miglior attrice per i Golden Globe 2011 in 'Black Swan', una delle pellicole piu' interessanti tra quelle in uscita nelle sale nelle prossime settimane.

Nel film, un thriller psicologico ambientato nel mondo del balletto newyorchese, Natalie Portman interpreta la parte della protagonista, la ballerina Nina, che passa la sua vita tra sala da ballo e casa, dove vive con una madre fin troppo assillante.

Nina vive per la danza ma deve scontrarsi con un ambiente professionale molto competitivo.

Il direttore artistico Thomas Leroy vuole nominare un'altra prima ballerina per 'Il Lago dei Cigni', produzione d'apertura della nuova stagione. E Nina sarebbe la scelta piu' ovvia.

Ma anche Lily, l'ultima arrivata, riesce a colpire il direttore perche' 'Il Lago dei Cigni' richiede una ballerina che riesca ad interpretare un doppio ruolo e ad incarnare la purezza e la grazia del Cigno Bianco, ma anche l'insidiosa sensualità del Cigno Nero.

Il film e' diretto da Darren Aronofsky. Nel cast oltre Natalie Portman, anche Mila Kunis, Vincent Cassel, Barbara Hershey e Winona Ryder.
fonte ansa.it

domenica 19 dicembre 2010

"RITRATTO D'ARTISTA" IN ESCLUSIVA PER LISADELGRECO_DANZA: ANTONIO RUSSO

Tony Russo ne "Il Lago dei cigni", clicca sulle foto per ingrandire

News dal Mondo... continua in esclusiva la sua rubrica mensile:
"RITRATTO D'ARTISTA"
dedicata a persone del mondo dell'Arte e dello Spettacolo,
e nello specifico della Danza, della Coreografia, di Attori, Cantanti Lirici, della Musica, delle Arti Visive etc..

Spesso come ormai saprete, saranno persone con cui ho avuto il piacere di lavorare,
come l'Artista che vi presento oggi:
Antonio Russo
A cui sono grata di aver accettato con entusiasmo di voler far parte di questo mio spazio,
Grazie Antonio..Lisa

Antonio Russo (Per amici e colleghi Tony) nasce a Vibo Valentia, e compie i suoi studi a Roma diplomandosi all’Accademia Nazionale di Danza.
Segnalato come giovane promessa al Festival di Osimo dalla giuria composta dai più noti critici della danza, entra a far parte del Teatro dell'Opera di Roma sotto la direzione di Elisabetta Terabust.
Tony Russo in "Aubade"

Nel 1990 entra come solista nel Ballet de Euskadi (Spagna)
interpretando diversi ruoli principali del repertorio della compagnia
come Paquita, Le Corsaire, Il Talismano, Majisimo, ecc.
Tony Russo e Amaya Ugarteche in "Mozart" photo Akiko Mihiake

Nel 1993 entra come solista nella Compagnia di Danza Teatro di Torino diretta da Loredana Furno, per poi ricoprire ruoli di primo ballerino quali:
Albrecht in Giselle, Franz in Coppelia, il Principe Desiré nella Bella Addormentata, il Principe nello Schiaccianoci, Les Sylphides, e interpreta coreografie di Fascilla, Limón, Veggetti, Biagi, Petrillo, Cacciuleanu, Lifar, Bohbot.

Con la compagnia partecipa, in ruoli di primo piano, alle tournée in Messico, Cuba, Taiwan, Cina, Turchia, Grecia e in Egitto, dove interpreta il ruolo di Marco Antonio al Teatro dell'Opera de Il Cairo, nel balletto Cleopatra, coreografia di Milorad Miskovitch, riscuotendo entusiastici consensi della critica.
Tony Russo in "Excelsior" photo Marco Mancini

Nel 1997 lavora nelle produzioni del Teatro Regio di Torino
Il fantasma di Canterville, coreografia di Fabrizio Monteverde
e Lezioni di Ballo di Tiziana Tosco.

Nel 1998/99 partecipa come primo ballerino a gli spettacoli del Balletto del Sud diretto da Freddy Franzutti, nelle sue coreografie tra le quali Romeo e Giulietta, Il lago dei cigni, nel ruolo di Siegfried, con Diliana Nikiforova, prima ballerina del Teatro dell'Opera di Sofia.
Tony Russo e Amaya Ugarteche in "Zorba il greco"

Nel 1999 collabora con il Balletto di Milano nelle produzioni
Tango, una rosa per Jorge Donn e Bolero coreografie e direzione di Denis Ganio, partecipando come solista, alle numerose tournée internazionali tra cui il Teatro Bolshoi di Mosca.

Dal 2000 entra a far parte del Corpo di Ballo dell'Arena di Verona sotto la direzione di Maria Grazia Garofoli dove interpreta ruoli principali e nel 2005 diventa primo ballerino stabile.
Tony Russo in "Ceneretola"

Tra le interpretazioni più importanti Jardin aux lilas coreografia di Antony Tudor, dove viene scelto come protagonista da Sallie Wilson,
nel ruolo di John in "Zorba il Greco" con di coreografia di Lorca Massine,
Basilio in "Don Quixote" accanto a Olga Esina e Jurgita Dronina,
Conrad e Lankedem in "Le Corsaire"
il Principe in "Cenerentola"
Tebaldo in "Romeo e Giulietta" con la coreografia di Amedeo Amodio,
il passo a due L’Uccello Blu in "La Bella Addormentata"
e Albrecht in "Giselle" accanto a Petra Conti, con le coreografie di Maria Grazia Garofoli.

Nell’ottobre 2007 è ospite del Balletto del Sud per interpretare il ruolo del Principe nello "Schiaccianoci" coreografia di Freddy Franzutti.
Tony Russo e Amaya Ugarteche in "Paquita"

Successivamente sempre con le coreografie di Maria Grazia Garofoli in:
"Stelle di oggi, stelle di domani"
"Coppelia"
"I due gentiluomini di Verona"
"Gala d'autunno"
"Il lago dei cigni"
"Alma Latina"
"La vedova allegra", "Viaggio in Italia" e il "Sogno veneto di Shakespeare"
Tony Russo e Amaya Ugarteche in "Excelsior"

È protagonista inoltre all'Arena di Verona, nella danza del Trionfo nell’Aida accanto a Myrna Kamara con la coreografia di Vladimir Vassiliev.

Tony Russo e Amaya Ugarteche, sono coppia sulla scena e nella vita...

Fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
Esclusiva per NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..© Riproduzione riservata


Amaya Ugarteche e Antonio Russo "Carnevale di Venezia"


Antonio Russo, Jurgita Dronina "Don Quixote" pas de deux


Amaya Ugarteche e Antonio Russo "Lo Schiaccianoci" pas de deux, Balletto del Sud


Amaya Ugarteche e Antonio Russo, "Sogno Veneto di Shakespeare" in Romeo e Giulietta

Fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
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Lgbt socialnetwork: Facebook, medici e professionisti in allerta "Non accettate l’amicizia dei pazienti"


Facebook si sa ha contagiato proprio tutti, ma qualcuno dovrebbe prestare un po’ più di attenzione alle richieste d’amicizia.

Chi? Medici e specialisti che potrebbero avere tra i contatti dei pazienti e quindi rovinare il proprio rapporto professionale.

A dirlo uno studio pubblicato sul Journal of Medical Ethics e che ha coinvolto ben 405 camici bianchi in post-laurea del Rouen University Hospital in Francia.

Adesso però cerchiamo di capire su cosa si è basato questo “esperimento”. Ebbene, stando a quanto pervenuto, a tutti i medici è stato mandato un questionario: il 73% ha detto di aver creato un profilo su Fb.

Tra questi 8 su 10 hanno ammesso di avere una presenza costante di almeno un anno sul social network, il 24% di diverse ore al giorno, mentre la metà di solo una volta al giorno, più volte alla settimana.

Per quanto concerne invece i loro contatti, o meglio le richieste d’amicizia, diciamo quelle da parte dei pazienti li accetta solo il 15% dei camici bianchi per affinità, invece la maggior parte le rifiuta per questione di professionalità e privacy.

E questo secondo gli esperti è un bene.

Stando allo loro opinione i medici dovrebbero capire che gli status e le immagini pubblicate online potrebbero essere mal interpretate al di fuori del loro contesto originale.

Non solo, potrebbero non rispecchiare con precisione opinioni e comportamenti della vita reale e diventare accessibili per persone a cui non erano destinate.

Risultato? La carriera potrebbe essere “compromessa” insieme al rapporto con i propri pazienti.
fonte barimia di Elisabetta Paladini

Lgbt Brasile: reversibilità della pensione anche per coppie gay


Lo scorso Venerdì la comunità Lgbt in Brasile ha potuto festeggiare la firma da parte del presidente uscente Lula, che ha approvato un decreto per garantire alle persone omosessuali di ricevere una pensione dopo la morte del partner.

Fino ad ora le persone omosessuali che si trovavano in questo tipo di situazione dovevano affrontare lunghi processi per ottenere la reversibilità della pensione, ma dallo scorso Venerdì le cose sono finalmente cambiate.

In sostanza – come riporta il Diário Oficial da União – adesso le coppie omosessuali potranno accedere alla pensione del partner deceduto senza dover ricorrere alla giustizia. Detto questo, l’unione stabile tra due persone omosessuali ha fatto grandi passi avanti.

In sostanza è quanto è già avvenuto qualche anno fa in Argentina. Anche in questo Paese infatti il governo ha garantito alle coppie omosessuali il diritto di usufruire della pensione del partner in caso di morte.

In Brasile quindi si festeggia un grande giorno per le persone e per le associazioni che ogni giorno si battono per la tutela dei diritti della comunità Lgbt.
fonte gaywave