venerdì 21 ottobre 2022

"Serenissima duchessa Eleonora di Toledo. Ovvero dell’amore et del comando" Spettacolo di living history in prima assoluta a Firenze

Spettacolo di living history in prima assoluta il 29 ottobre ore 19 nel Salone dei Cinquecento, repliche: 30 novembre, 16 dicembre

Nell’ambito delle celebrazioni centrate su Eleonora di Toledo in occasione del cinquecentenario della sua nascita (1522-2022), promosse dall’Ufficio Patrimonio Mondiale del Comune di Firenze e da MUS.E e con il sostegno di Business Strategies, i29 ottobre alle 19 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio prende vita Serenissima duchessa Eleonora di Toledo. Ovvero dell’amore et del comandospettacolo teatrale a cura di MUS.E con il coordinamento scientifico di Valentina Zucchi, la regia di Alberto Galligani e sulla scena Ilaria Guccerelli, Giaele Monaci (nei panni di Eleonora), Florinda Nesticò e Giacomo Tasselli oltre allo stesso Alberto Galligani (spettacolo in replica il 30 novembre e il 16 dicembre).

Protagonista è la Duchessa, nata in Spagna, cresciuta a Napoli, trasferitasi giovanissima a Firenze in quanto sposa dell’altrettanto giovane Cosimo I de’ Medici e spentasi per malattia a quarant’anni: una figura di alto rilievo sotto il profilo culturale, economico, politico e religioso a fianco del consorte nei suoi oltre vent’anni nel capoluogo toscano.  

Lo spettacolo offre l’occasione di cogliere i tratti peculiari della sua figura, in ambito tanto pubblico quanto privato, restituendo la dimensione del suo ruolo e dei suoi rapporti all’interno della famiglia ducale, della corte medicea e dei sudditi: in scena, oltre a Eleonora, saranno anche lo stesso Cosimo I, la suocera Maria Salviati, la figlia Lucrezia, l’artista Vasari. Fra di loro si innescheranno suggestivi dialoghi, costruiti a partire da un accurato studio documentario e presentati grazie alla sapiente regia di Alberto Galligani, che evocheranno la natura e i caratteri della sua vita a Firenze. 

In virtù della consolidata esperienza di MUS.E nel settore di living history i personaggi assumeranno quindi una caratterizzazione molto precisa e, pur in un contesto di verosimiglianza, porteranno in scena un capitolo importante e suggestivo della storia fiorentina di metà Cinquecento. Assoluta peculiarità dello spettacolo sarà poi il continuo gioco fra passato e presente, che permetterà al pubblico di vivere la dimensione storica in un costante confronto con l’attualità e di essere coinvolti in prima persona in questa dialettica. In un avvincente intreccio fra storia e attualità – complici due magistrali storici, conduttori della serata – la figura di Eleonora di Toledo sarà quindi presentata e presente in forma originale, rendendo possibile ciò a cui i musei cercano ogni giorno di assolvere: essere macchine del tempo grazie a cui conoscere un po’ meglio la storia, l’arte, la scienza.

Nel weekend del 29 e 30 ottobre, sono inoltre in programma altri tre appuntamenti legati a doppio filo con la figura della Duchessa Eleonora. Il 29 alle 15 e alle 16:30 nel Museo di Palazzo Vecchio, spazio a Sotto le ali di una pavoncella, speciale visita guidata che spinge il pubblico a conoscere meglio vicende e caratteri della Duchessa e ad apprezzare gli esiti artistici a lei più strettamente connessi, con un’attenzione speciale agli appartamenti a lei destinati e alla sua meravigliosa cappella, dipinta da uno degli artisti da lei prediletti, Agnolo Bronzino. Il 29 ottobre alle 15:30 ci si sposta al complesso di Santa Maria Novella per andare alla scoperta dei luoghi del complesso, incluso il Chiostro grande e il Cappellone degli Spagnoli, consentendo di comprendere quanto siano stati rilevanti gli interventi cinquecenteschi sull’intero complesso, anche in linea con i dettami controriformistici. Infine, sempre il 30, si torna a Palazzo Vecchio alle 15 e alle 16:30 per Invito alla Reggia: al cospetto della Duchessa Eleonora durante il quale

il pubblico “avrà l’onore di essere ricevuto in udienza” dal Duchessa Eleonora. Il dialogo con il personaggio storico permetterà un confronto diretto tra la società cinquecentesca e quella odierna, inducendo a riflettere su codici e abitudini del presente e restituendo alla decorazione della Reggia medicea un preciso contesto storico e politico.

Eleonora di Toledo. Nata in Spagna nel 1522 da Pedro Alvarez di Toledo e Maria Osorio Pimentel, dieci anni dopo si trasferì a Napoli, dove suo padre era stato nominato viceré. Qui Eleonora trascorse la giovinezza, affidata alle cure della gentildonna ebrea Bienvenida Abrabanel, la cui amicizia influì sulla protezione successivamente concessa dalla Toledo alla comunità ebraica fiorentina. 

Nel giugno 1539 si trasferì a Firenze dopo aver sposato per procura, all’età di 17 anni, il duca di Toscana, Cosimo I de’ Medici. Descritta “bella, fresca e colorita come una rosa” dai suoi contemporanei, così appare nei celebri ritratti di Agnolo Bronzino, che ne immortalano l’avvenenza. Cosimo nutrì per lei un amore profondo da lei corrisposto. Ebbero undici figli, tanto che a lei fu associata l’impresa della pavoncella che nutre i suoi piccoli, volendone celebrare le virtù di madre feconda e affettuosa. Amante del lusso e della moda, impose il suo stile alla corte fiorentina scegliendo abiti per familiari e cortigiani. Commissionò opere d’arte a Bronzino, a Benvenuto Cellini e a Baccio Bandinelli, appoggiando inoltre la nascita dell’Accademia degli Elevati. 

Favorì l’introduzione dei gesuiti a Firenze, scegliendo come confessore Jacopo Lainez, compagno di Sant’ Ignazio. Condivise con il marito gli impegni ufficiali, occupandosi anche del governo durante le sue assenze e malattie. Attiva nella gestione finanziaria della casata, partecipò in prima persona al settore strategico del commercio dei grani. A lei si deve l’acquisto di Palazzo Pitti, destinato a diventare la nuova residenza di famiglia, di ampie tenute in Maremma e dei feudi di Castiglion della Pescaia e Isola del Giglio. Si spense a Pisa il 17 dicembre 1562, pochi giorni dopo la perdita dei due figli Giovanni e Garcia.

Serenissima duchessa Eleonora di Toledo. Ovvero dell’amore et del comando

  • Per chi: per giovani e adulti
  • Dove: Salone dei Cinquecento, Museo di Palazzo Vecchio, piazza Signoria 1 Firenze
  • Quando: 29 ottobre, 30 novembre, 16 dicembre h19
  • Durata: 1h30’
  • Costi: la partecipazione allo spettacolo prevede il regolare pagamento del biglietto di ingresso (€12,50 intero – €10 ridotto – gratuito minori 18 anni, disabili e accompagnatori, membri ICOM, ICOMOS, ICCROM, guide turistiche e interpreti, possessori Card del Fiorentino) e di attività culturale (€2,50 residenti Città Metropolitana di Firenze – €5,00 non residenti Città Metropolitana di Firenze). Riduzione 2x 1 soci Unicoop Firenze. Con lo stesso biglietto è possibile visitare il Museo di Palazzo Vecchio il giorno stesso entro le h19 (con ultimo accesso entro le h 18.00).

Visite tematiche in Santa Maria Novella

  • Per chi: per giovani e adulti
  • Dove: Complesso di Santa Maria Novella – ingresso da piazza Stazione, 4 Firenze
  • Quando: 29 ottobre ore 15.30
  • Durata: 1h15′
  • Costi: €2,50 (residenti Città Metropolitana di Firenze) o €5 (non residenti Città Metropolitana di Firenze) oltre al biglietto d’ingresso del museo. Gratuito per i residenti del Comune di Firenze, i possessori della Card del Fiorentino (nel limite delle tre attività annue), disabili e accompagnatori, membri di ordini o congregazioni religiose e clero diocesano, guide turistiche e giornalisti, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM

Per informazioni e prenotazioni: 055-2768224; info@musefirenze.it

Sotto le ali di una pavoncella. Visite tematiche su Eleonora de Toledo
29 ottobre ore 15 e 16.30

  • Per chi: per giovani e adulti
  • Dove: Museo di Palazzo Vecchio, Piazza Signoria 1
  • Durata: 1h15′

Invito alla Reggia: al cospetto della Duchessa Eleonora
30 ottobre ore 15 e 16:30

  • Per chi: per tutti, a partire dai 10 anni
  • Dove: Museo di Palazzo Vecchio, Piazza Signoria 1
  • Durata: 1h15′

Il costo delle proposte è di €2,50 (residenti Città Metropolitana di Firenze) o di €5,00 (non residenti Città Metropolitana di Firenze) oltre al biglietto di ingresso al museo. Riduzione 2×1 soci Unicoop Firenze. La partecipazione è gratuita per i possessori della Card del Fiorentino, entro le tre proposte annue incluse nella Card.

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: 055-2768224 info@musefirenze.it

fonte: https://musefirenze.it

“The Bear” è una delle migliori serie tv dell’anno

Prendete un po’ di Martin Scorsese degli anni Settanta/Ottanta e fatelo rosolare a fuoco lento. Aggiungete un pizzico di Chef’s Table e una spolverata di Ratatouille

Aggiungete una scrittura straordinaria, un manipolo di attori in grado di dare spessore ai personaggi come succede di rado, una fotografia urbana e un montaggio frenetico. Fate andare a fiamma vivace. Molto vivace. Otterrete una serie capace di stupire, di alternare sospensione e isteria visiva, una serie ricca, frenetica, coinvolgente. Otterrete The Bear, serie giunta in Italia su Disney+ che sta facendo parlare molto bene di sé e che vale proprio la pena vedere. 

The Bear racconta la storia di Carmen “Carmy” Berzatto (Jeremy Allen White), che, dopo il suicidio del fratello, riceve in eredità il ristorante di famiglia praticamente allo sbando. Carmy è uno chef di alto livello, che a soli 21 anni ha vinto uno dei principali premi culinari e ha lavorato per alcuni dei ristoranti più quotati al mondo. Ritrovarsi a Chicago a gestire il The Original Beef of Chicagoland del fratello potrebbe sembrare una sfida alla portata. E invece è un incubo. L’attività è piena di debiti, la cucina offerta è lontana anni luce da quella a cui Carmy era abituato. La gente che ci lavora ha problemi, sogni, inquietudini. Soprattutto il cugino Richie (Ebon Boss-Bachrach), che era un grande amico del fratello di Carmy. Ma l’arrivo di Sydney (Ayo Edebiri) potrebbe cambiare le cose.

Quella culinaria è una dimensione che ha trovato, negli ultimi anni, terreno fertile per numerosi titoli e/o format televisivi, aprendo una finestra su un mondo poco conosciuto, talvolta idealizzato, di rado raccontato per come è veramente. Si va dai classici MasterChef o Hell’s Kitchen a documentari più ricercati come Chef’s table. The Bear, però, è qualcosa di completamente diverso. È legato dal punto di vista visivo e narrativo all’immaginario urbano dei film di Scorsese (da Mean Streets a Taxi Driver, passando per Fuori orario), di Paul Schrader (Hardcore) o del William Friedkin più poliziesco, quello di Vivere e morire a Los Angeles e Il braccio violento della legge

The Bear opta per un ritmo solo apparentemente frenetico, ma che in realtà ha la struttura del jazz: improvvisato, passa agevolmente dalla sospensione al caos assoluto, il tutto sostenuto da una regia e da una scelta musicale sempre funzionali, che sorreggono l’intera operazione senza mai emergere in una forma prepotente. La forma è molto, in The Bear, in questo suo modo di raccontare la follia di certi ambienti di lavoro ma anche, come in questo caso, l’amore per essi. La cucina è un ideale, un concetto puro che tutti i personaggi aspirano a fare proprio. Ma la cucina sembra essere anche il luogo migliore per raccontare le stratificazioni esistenziali dei personaggi che la popolano.

Ecco perché The Bear è quasi prevalentemente ambientata dentro la cucina del ristorante, con i rari esterni di Chicago a dare un contesto. La cucina, intesa come set e come idea, è assoluta. È quel posto in cui tutto si distrugge, è portato al parossismo, per poi annullarsi di fronte all’affetto, all’amore, alla voglia di sopravvivere in una società spietata, che vive di estremi, che vibra di dolore ed empatia. Per ottenere questo grado di complessità senza rinunciare al coinvolgimento emotivo e all’intrattenimento, The Bear eccelle non solo da un punto di vista visivo, ma soprattutto in altri due elementi. 

Uno, come si diceva, è la scrittura, che ci restituisce una profondità di situazioni – fra tragedia, drammaticità e humor – e il retroterra narrativo dei personaggi senza mai esplicitarlo ma solo facendolo emergere con le interpretazioni, con i dettagli, con gli accenni. Siamo catapultati in un mondo frenetico e folle, non conosciamo nulla e nessuno, eppure in poco tempo comprendiamo quali siano i motivi che muovono i personaggi.

L’altro elemento, in qualche modo collegato al primo, è la bravura del corpo attoriale. Tutti gli attori coinvolti sono eccezionali. Spicca, fra tutti, un Jeremy Allen White (già visto in Shameless) consumato, sconvolto, imprevedibile eppure intenzionato ad affrontare il dolore senza farsi sopraffare dalla vita. Lui è il cuore di The Bear, ma non è il solo: anche Richie, interpretato Ebon Boss-Bachrach, dietro la facciata di uno stereotipato italoamericano che fa della violenza fisica e verbale l’unico strumento di comunicazione, nasconde un universo di tragedia e sofferenza che trova nel ristorante una cura al suo dolore.

Funziona, inoltre, la scelta di comporre la serie di soli otto episodi, quasi tutti brevi (mezz’ora) o brevissimi (venti minuti): un minutaggio lontano dalle mode più recenti (si veda Stranger Things), ma che premia il ritmo e la coerenza narrativa. The Bear sceglie di allontanarsi dalla serialità televisiva facile e con poco coraggio. Lo fa trasformandosi in uno schiaffo violento allo spettatore, che, come in un incontro di pugilato, si ritrova frastornato eppure magnetizzato da una storia che mette in scena la vita e tutto il suo incomprensibile fascino.

fonte: Di Andrea Fontana   https://fumettologica.it

Firenze: riparte in presenza il Rock Contest live

Dal 24 ottobre partono le selezioni dal vivo della 34^ edizione del concorso: i 30 progetti in gara scelti tra oltre 600 iscrizioni

Riparte in presenza il Rock Contest con molte nuove proposte musicali, oltre 15.000 euro di premi per la crescita professionale dei gruppi e una rete di festival, osservatori speciali dei 30 progetti in gara. Rock Contest è organizzato da Controradio e Controradio Club in collaborazione con Regione Toscana - Giovanisì/Fondo Sociale Europeo, Fondazione Sistema Toscana, il contributo di Comune di Firenze e Publiacqua, il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, il patrocinio di Regione Toscana, sponsor B&C Speaker.

Il concorso da 34 anni ricerca in tutta Italia talenti artistici da far conoscere ed apprezzare al grande pubblico. Nelle prime edizioni ha scoperto musicisti che sarebbero diventati nomi famosi della musica italiana, da Bandabardò a Roy Paci, da Irene Grandi, a Samuel e Boosta dei Subsonica a Stefano Bollani, per giungere agli anni 2000 con gli Street Clerks, Offlaga Disco Pax, Manitoba e molti altri.

Si ritorna dal vivo, con i gruppi sul palco dei club di Firenze, di fronte al pubblico, per alcuni prima occasione di esperienza live.
I 30 solisti/band che sono stati selezionati si sfideranno nel corso di cinque eliminatorie e due semifinali online, dal 24 ottobre al 24 novembre. La finalissima si svolgerà sabato 3 dicembre al Viper Theatre di Firenze. In dettaglio:

Lunedì 24 Ottobre: 1^ selezione - Combo Social Club
Mercoledì 26 Ottobre: 2^ selezione - Glue Alternative Concept Space
Mercoledì 2 Novembre: 3^ selezione - Combo Social Club
Venerdì 4 Novembre: 4^ selezione - Glue Alternative Concept Space
Martedì 8 Novembre: 5^ selezione - Glue Alternative Concept Space
Giovedì 17 Novembre: 1^ semifinale - Glue Alternative Concept Space
Giovedì 24 Novembre: 2^ semifinale - Combo Social Club
Sabato 3 Dicembre: Finale - Viper Theatre

Ospite speciale sul palco della serata finale EMMA NOLDE che presenterà “Dormi” il suo secondo album recentemente uscito per Woodworm/Capitol Records Italy e co-prodotto da Francesco Motta.

Ecco i 30 artisti / gruppi che parteciperanno al Rock Contest 2022:

Androgy̆nus (Grosseto/Roma), Asa's Mezzanine (Siena), Blue Lotus Wine (Firenze), Bohème (Milano), Bram Stalker (Rieti/Chieti), Calliope (Livorno), Cannibali Commestibili (Trento), Caterina (Bologna), Cinus (Lucca), D.O.A. - Death Of Autotune (Brescia/Bergamo), Dino Flange (Brescia), Forgotten Dream (Cremona), Giuliomaria (Firenze), Hitch Von Cassen & The Dreamers (Chieti/Pescara), Lamante (Vicenza), Le Pietre Dei Giganti (Firenze), Lonely Blue (Torino), Marte (Genova), Martini Police (Lecco), Mundial (Lecce), Nobody (Roma/Genova/Londra), O:odal (Firenze), Orthopédie (Firenze), Ossa di Cane (Siena), Pitoni (Roma), Riccardo Morandini (Bologna), The Black Armadillos (Genova), Una (Lucca), Wake up in the Cosmos (Arezzo), Wicked Expectation (Torino).

I premi del Rock Contest sono davvero molti per un importo complessivo di 15.000 euro che permetterà ai vincitori di valorizzazione il loro progetto artistico: registrazioni in studio e realizzazione di videoclip, promozione, shooting fotografici, organizzazione tour e altro.

Novità del 2022 il Premio Publiacqua, dedicato al brano che meglio esprime i temi della sostenibilità, climate change, biodiversità, accessibilità alle risorse, inclusione e uguaglianza. Il Premio, indetto da Publiacqua SpA, consiste nella produzione di un videoclip musicale che sarà realizzato da The Factory PRD, nota casa di produzione video-cinematografica con all'attivo importanti collaborazioni (Max Gazzé, Levante, Emis Killa, Cristina Donà, etc.).

Maggiori dettagli sul sito e i canali social del Contest

Netflix avvisa gli utenti: il trasferimento profilo è attivo per tutti

Qualche giorno fa, Netflix ha ufficializzato l'arrivo della funzionalità di trasferimento profilo: questa, come dice anche il nome, permette di trasferire un profilo e tutte le informazioni ad esso associate verso un altro account. 

Adesso, il colosso dello streaming ha effettivamente attivato la funzione per tutti, e sta avvisando gli utenti con una email.

Una volta attivata la funzionalità per il proprio account, sarà necessario cliccare sull'icona del proprio profilo posta in alto a destra sulla home page di Netflix e premere la voce relativa al trasferimento profilo: a questo punto, bisognerà inserire le credenziali del nuovo account verso cui trasferire il profilo ed il gioco è fatto.

Come detto in precedenza, con il trasferimento profilo vengono trasferite anche tutte le informazioni associate al profilo, come la cronologia dei contenuti già visti sulla piattaforma, la lista di film o serie TV da guardare e le proprie preferenze (ossia i "Mi Piace" che permettono all'algoritmo di Netflix di consigliare sempre nuove cose da guardare).

Leggi anche:

La pacchia sta per finire: da inizio 2023 Netflix farà pagare per la condivisione dell'account

Netflix ha dunque iniziato ad avvisare gli utenti circa questa funzionalità. Questo è il messaggio:

Ciao,

siamo lieti di annunciare l'introduzione della funzionalità "Trasferimento di profilo", che potrà rendere più semplice gestire gli eventuali cambiamenti della tua vita.

Questa funzionalità semplifica il trasferimento di un profilo esistente a un nuovo account, inclusi i suggerimenti, l'attività di visione, La mia lista, i giochi salvati, le impostazioni e altro.

In calce all'email sono poi presenti due pulsanti che permettono di rendere effettivamente attiva (o viceversa di rendere non attiva) la funzionalità di trasferimento profilo sul proprio account. L'email termina dicendo che se non si clicca nessun pulsante, i trasferimenti di profilo saranno automaticamente attivi 10 giorni dopo il 20 ottobre (quindi il 30 ottobre).

Nell'email sono infine elencate alcune domande frequenti: a questa pagina trovate comunque la lista completa e decisamente esaustiva delle FAQ del trasferimento profilo.

fonte: di  Vito Laminafra   www.smartworld.it

Libri: "Chi si ferma è perduto" di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone

Una nuova protagonista del giallo italiano, una investigatrice destinata a far breccia nel cuore dei lettori: Serena Martini, caparbia e curiosa e con tanto tempo a disposizione. Per dar vita a questo personaggio letterario Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, coppia nella vita, hanno deciso di scriverne insieme. Un’indagine al femminile che, tra suspense e ironia, scava nei segreti di un borgo toscano e dei suoi abitanti.

Serena, casalinga ultraindaffarata di un borgo vicino a Pisa, si imbatte casualmente in un cadavere. È quello del professor Caroselli, ottimo musicista e rigoroso insegnante nella scuola locale gestita dalle suore. Serena ha una solida formazione da chimica e un buon lavoro, ma ha scelto di licenziarsi stanca della discriminazione maschilista. Ma la sua identità non si esaurisce nel ruolo di madre di famiglia. Inoltre, la multitasking mamma di due figli e moglie di un distratto scienziato possiede quello che lei chiama «superpotere», un olfatto formidabile e professionalmente coltivato che le consente di distinguere perfino i singoli componenti chimici delle sostanze. 

Il passaggio da testimone in un caso di omicidio a investigatrice è così inevitabile. L’inchiesta ufficiale è invece condotta da Corinna Stelea, sovrintendente di polizia alta quanto un giocatore di pallacanestro, apparsa per la prima volta in Argento vivo nel ruolo di agente scelto che qui vedremo crescere. La coppia indirizza i sospetti verso i traffici del convento che gestisce la scuola. Molti pettegolezzi accompagnano l’indagine e molti segreti saranno svelati. 

Ma la soluzione sarà la più triste.
Serena Martini e Corinna Stelea, i due nuovi personaggi creati dalla collaborazione di un affermato scrittore con una quasi esordiente, ma soprattutto dalla fusione di un punto di vista maschile e uno femminile, hanno giornate così complicate e vere che le loro più banali vicende quotidiane rischiano ogni momento di precipitare nell’acrobatico, nel paradosso, nell’avventura. Come già nella serie del BarLume, è l’affermazione del lato umoristico, o benevolmente assurdo, della vita che introduce nel poliziesco l’elemento comico, a cui in questo romanzo si aggiunge la capacità di rappresentare la sensibilità femminile.

Marco Malvaldi

Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice la serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012; Il telefono senza fili, 2014; La battaglia navale, 2016, Sei casi al BarLume, 2016; A bocce ferme, 2018; Bolle di sapone,2021), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011 e 2021, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti 2011), e Il borghese Pellegrino (2020), gialli a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, e Milioni di milioni (2012), Argento vivo (2013), Buchi nella sabbia (2015), Negli occhi di chi guarda (2017), con Glay Ghammouri Vento in scatola (2019) e con la moglie Samantha Bruzzone Chi si ferma è perduto (2022).

Samantha Bruzzone

Samantha Bruzzone (Genova 1974) chimica di formazione e appassionata di gialli, ha pubblicato con Marco Malvaldi, compagno nella vita, due libri per ragazzi, Leonardo e la marea (Laterza 2012) e Chiusi fuori (Mondadori 2022) e, con Sellerio, Chi si ferma è perduto (2022).

fonte:  https://sellerio.it

mercoledì 19 ottobre 2022

Libri: "Storia sentimentale del telefono" di Bruno Mastroianni. In libreria dal 4 novembre

"Storia sentimentale del telefono" è il racconto lungo 150 anni del nostro romantico e turbolento rapporto con questa invenzione rivoluzionaria. 

Un album di ricordi composto dalle telefonate che ci siamo scambiati da ogni parte del mondo. Tutto è iniziato quasi per caso. Da una donna malata e un marito che non voleva lasciarla sola mentre lavorava in un'altra stanza. 

L'esigenza che aveva spinto l'immigrato italiano Arrigo Meucci a progettare il «telettrofono» è rimasta la stessa attraverso tutta l'evoluzione di questo prodigioso oggetto: comunicare, annullare le distanze. 

Ma come siamo cambiati noi, mentre cambiava il modo di farlo? Che esseri umani erano quelli che entravano nelle cabine telefoniche armati di un sacchetto di monetine? E quanto siamo diversi da chi allungava il filo a spirale della cornetta da una stanza all'altra in cerca di un po' di privacy? Ci hanno fatto perdere di più la pazienza la linea che cade o le insistenti chiamate dei call center? 

Bruno Mastroianni ci guida in un viaggio che da Meucci e Bell conduce sino al dispositivo fisso con la rotella e ai primi cellulari, per approdare infine all'era degli smartphone, in cui telefonare è diventata l'ultima necessità per cui utilizziamo il telefono: una narrazione che si snoda tra storia e costume, musica e pubblicità, per raccontare come, in uno strumento così semplice e geniale, abbiamo trovato il mezzo per esprimere la nostra anima. 

Bruno Mastroianni è un filosofo, giornalista e scrittore italiano, autore di Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello (Longanesi, 2018). Consulente per i social media per alcune trasmissioni Rai, è anche esperto in relazioni con i media, in comunicazione di crisi e in media training per istituzioni sociali e religiose. È docente presso Uninettuno e collaboratore del dipartimento di Filosofia dell'Università di Perugia. Tra i suoi altri titoli si ricordano Parlare di fede in tv. Breve corso di media training per farsi capire sul piccolo schermo (Edusc, 2015, con Raffaele Buscemi) e La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico (Cesati, 2017).

fonte: www.ibs.it

Firenze: Intercity Festival Montreal "Dracula" al Teatro della Limonaia il 26 e 27 ottobre

BACK TO ITALY Teatro della Limonaia 26 e 27 ottobre ore 21.00

DRACULA
di Barbara Nativi
disegnato e diretto da Dimitri Milopulos
con (in ordine di entrata) Teresa Fallai, Daniele Bonaiuti, Elena Talenti, Chiara Renzi, Niccolò Curradi, Annibale Pavone

musiche originali composte ed eseguite da Marco Baraldi
drammaturgia Dimitri Milopulos
testi aggiuntivi di Bram Stocker dal romanzo originale, di Barbara Nativi e di Dimitri Milopulos
arrangiamenti musicali Guido Calabrò, Gabriele Bellu, Vanni Cassori
coreografie Giuseppe Iacoi
realizzazione costumi Silvana Castaldi
produzione Intercity
 
Dracula non è un estraneo. Non è un ospite malvagio a cui noi, poveri ingannati, permettiamo di avvicinarsi rendendoci cosi vittime consenzienti. Dracula è una parte di noi. Una parte spesso ben nascosta. Una parte oscura che non permettiamo a noi stessi di lasciar emergere. Dracula è quanto c’è di proibito; di sacrilego, di lussurioso. 
 
Dracula è il desiderio. Dracula è il vivere la vita. Dracula è la vita. Ma non è la vita così come ci viene fatta intendere dalla nostra società contaminata, indottrinata nel peggiore dei modi dalla religione. Non è una vita morta, repressa e soppressa da un innato proibizionismo dei sensi, pieno di catechismi di un’eterna passione e di un infinito e terribile senso di colpa.

Dracula é vivere davvero la vita nella sua arrogante bellezza, nella sua oscura natura, nella sua estrema violenza. Sì perché la vita è violenta. Lo è sin dalle grida che accompagnano la nascita fino al dolore che accompagna la morte. Ma, se andiamo oltre alla nostra vita preconfezionata cosa succederà? Saremmo capaci a sopportare e apprezzare quello che troveremo? Se i nostri desideri, passioni e voglie segrete saranno realizzate, saremmo in grado di gestire noi stessi? Se il desiderio viene soddisfatto cosa ci rimane? Dracula/Lucifero è sempre destinato a cadere?
D.M.
 
Barbara Nativi, attrice, autrice, traduttrice e regista, fonda e dirige il Teatro della Limonaia e il Festival Intercity. Alterna lavori di creazione ad un forte interesse verso la drammaturgia contemporanea. Dirige – oltre ai propri – in prima nazionale o assoluta testi di Massimo Bavastro, Silvia Calamai, Mario Luzi, Dacia Maraini, Fausto Paravidino, Martin Crimp, Sarah Kane, Terry Johnson, Mark Ravenhill, Philip Ridley, Sergi Belbel, Bernard-Marie Koltès, Jean-Luc Lagarce, Michel Marc Bouchard, Normand Chaurette, Michel Tremblay, Jon Fosse, Dimitris Dimitriadis.

Dimitri Milopulos, regista, scenografo, costumista, autore, attore, grafico. Nel 1988 crea insieme a Barbara Nativi e altri collaboratori il Teatro della Limonaia e il Festival Intercity di cui è direttore artistico dal 2005. Dirige – oltre ai propri – testi di Sarah Kane, Oscar Wilde, Virginie Thirion, Michel Tremblay, David Ireland, Barbara Nativi, Arkàs, Dimitri Dimitriadis, Wajdi Mouawad, e firma le scene di più di 60 produzioni su testi di autori come Sarah Kane, Jon Fosse, Jean-Luc Lagarce, Sergi Belbel, Barbara Nativi, Michel Tremblay, Martin Crimp, Michel Marc Bouchard. 

INFO: Teatro della Limonaia Via Gramsci 426 Sesto Fiorentino 055 440852 346 0384884 www.teatrodellalimonaia.it info@teatrodellalimonaia.it   https://www.facebook.com/teatrodellalimonaia

fonte: evento Teatro della Limonaia

domenica 16 ottobre 2022

Libri: "Se solo il mio cuore fosse pietra" di Titti Marrone

Libro finalista al Premio Napoli. Narrativa 2022

Libro finalista al Premio Alassio Centolibri-Un autore per l'Europa 2022 

«C'erano solo pochi frammenti per ricostruire da dove venissero quei piccoli. Che cosa avevano visto, sentito, vissuto? Chi era la madre, chi il padre? La parte più delicata per i bambini di Lingfield stava per cominciare. E lei si sentiva pronta.»

«Un romanzo travolgente che non parla soltanto del passato atroce ma delle guerre presenti e future di cui le prime vittime sono i bambini.» – Brunella Schisa, il Venerdì – la Repubblica

«"Se solo il mio cuore fosse pietra" è una narrazione storica che ci fa pensare a quanto i fatti della Storia da sempre condizionano la vita delle persone, ma anche che tra tanta cattiveria esistono persone buone e generose che vogliono spendere la loro vita per gli altri.» – Sabrina Bordignon per Maremosso

Nel 1945 la grande villa di campagna di sir Benjamin Drage diventa una residenza per i piccoli reduci dai campi di sterminio, venticinque bambini tra i quattro e i quindici anni accolti e accuditi grazie all’iniziativa e alla determinazione di Anna Freud, figlia del grande Sigmund, e di Alice Goldberger, sua collaboratrice. Ciascun bambino ha una storia diversa, terribile e speciale, ciascuno viene da un proprio personale inferno. 

Alice e la sua équipe lottano per restituire loro un’infanzia, dando vita per oltre un decennio a un centro dove le più recenti acquisizioni della psicologia infantile, della pedagogia e dell’arte vengono messe al servizio delle necessità dei bambini provenienti da lager, orfanotrofi e conventi o dai nascondigli dove i genitori li hanno lasciati durante la guerra, nell’estremo tentativo di salvar loro la vita. 

Lo sguardo dolce e professionale di Alice ci mostra come, nello scorrere delle stagioni, si allenti in Gadi la necessità di nascondere il cibo, si riducano gli incubi di Berl e la presenza della morte nei disegni di Denny e si avvicini per tutti, a poco a poco, l’obiettivo più difficile: recuperare la fiducia negli adulti. Titti Marrone scava nella Storia, apre gli archivi, incrocia documenti, foto, diari e lettere per trasporre in un romanzo la coraggiosa e commovente esperienza di Lingfield. 

La sua penna segue con delicata partecipazione l’incontro con l’infanzia di ciascun bambino, l’affiorare di traumi e ricordi dolorosi, il progressivo sciogliersi dei nodi più stretti. Fino all’inizio delle loro seconde vite. C’erano solo pochi frammenti per ricostruire da dove venissero quei piccoli. Che cosa avevano visto, sentito, vissuto? Chi era la madre, chi il padre? La parte più delicata per i bambini di Lingfield stava per cominciare. E lei si sentiva pronta.

Titti Marrone Giornalista. Ha scritto sul "Mattino" di Napoli dal 1980 al 2012, poi sull'Huffington Post. Si è occupata di teatro, storia delle idee, letteratura e politica, ha insegnato dal 1996 all’Università storia e tecniche del giornalismo. Negli anni Ottanta la sua ricerca si è focalizzata sulla storia del Mezzogiorno (Riforma agraria e questione meridionale, De Donato 1981). Ha scritto inoltre: Il mestiere di regista teatrale (Marcon 1992); Controluce (Pironti 1995) insieme a Gustaw Herling; Il sindaco (Rizzoli 1996); Meglio non sapere (ultima edizione Laterza 2013). Con Mondadori ha pubblicato Il tessitore di vite e Questo bimbo a chi lo do (2013). Nel 2019 ha pubblicato La donna capovolta (Iacobellieditore) e nel 2022 Se solo il mio cuore fosse pietra (Feltrinelli). 

fonte: www.lafeltrinelli.it

lunedì 10 ottobre 2022

Cinema: Incassi, subito in vetta la coppia glam Roberts-Clooney

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 Sul podio Siccità e Dante. Box office ancora in calo, -16%

 La coppia più glam di Hollywood fa subito centro: Julia Roberts e George Clooney, protagonisti di Ticket to Paradise nei panni di ex marito e moglie costretti a far fronte comune contro la figlia che intende sposarsi senza il loro consenso, debuttano in vetta agli incassi del fine settimana, con 834 mila euro raccolti in quattro giorni di programmazione in oltre 400 sale, stando i dati Cinetel.

La commedia romantica di Ol Parker, che a livello internazionale veleggia sui 60 milioni di dollari (in attesa dell'uscita americana il 21 ottobre), precede Siccità, il film di Paolo Virzì passato alla Mostra di Venezia, che resiste con 370 mila euro nel fine settimana e sfiora in totale 1,2 milioni.

Terza piazza per Dante, l'opera di una vita di Pupi Avati, con 340 mila euro (poco più di 900 mila complessivi).

In salita, dalla sesta alla quarta posizione, Smile: l'horror psicologico di Parker Finn, un caso in Usa dove ha dominato il box office del week end, ha rastrellato 326 mila euro, per un totale di 793 mila euro. Scivola dalla vetta al quinto posto Dragon Ball Super: Super Hero, con 256 mila euro (quasi 1,3 milioni complessivi), che precede la riedizione di Avatar in 4K: il blockbuster di James Cameron incassa altri 250 mila euro e sfiora i 3 milioni totali (2 milioni 944 mila euro).

Debutta in settima posizione Everything Everywhere All At Once, il tuffo nel futuro di Dan Kwan e Daniel Scheinert (181 mila euro). Chiudono la top ten Don't worry darling, il thriller di Olivia Wilde con Florence Pugh e Harry Styles (173 mila euro nel week end, per un totale di 1,8 milioni), i Minions 2 (158 mila euro, ben 14,5 milioni complessivi) e un'altra new entry, Quasi orfano, la commedia di Umberto Carteni con Riccardo Scamarcio (154 mila euro).

Nel complesso, il box office scende ancora: 3 milioni 757 mila euro, in calo del 16% rispetto a una settimana fa. 

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 9 ottobre 2022

Libri: "Il rosmarino non capisce l'inverno" di Matteo Bussola

«A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all’improvviso di aver soffocato la propria?» 

In pochi come Matteo Bussola sanno raccontare, con tanta delicatezza e profondità, le contraddizioni dei rapporti umani. In pochi sanno cogliere con tale pudore il nostro desiderio e la nostra paura di essere felici. Una donna sola che in tarda età scopre l’amore. 

Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. 

Un’anziana che confida alla badante un terribile segreto. Le eroine di questo libro non hanno nulla di eroico, sono persone comuni, potrebbero essere le nostre vicine di casa, le nostre colleghe, nostra sorella, nostra figlia, potremmo essere noi. Fragili e forti, docili e crudeli, inquiete e felici, amano e odiano quasi sempre con tutte sé stesse, perché considerano l’amore l’occasione decisiva. Cadono, come tutti, eppure resistono, come il rosmarino quando sfida il gelo dell’inverno che tenta di abbatterlo, e rinasce in primavera nonostante le cicatrici. Un romanzo in cui si intrecciano storie ordinarie ed eccezionali, che ci toccano, ci interrogano, ci commuovono. 

«Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. Perché ho la sensazione di conoscerle sempre poco, anche se vivo con quattro di loro. E perché è piú utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio, invece di ciò che credi di conoscere già» Matteo Bussola

COME COMINCIA

A cosa pensa una donna quando lascia qualcuno? Quando si innamora senza scampo? Quando non viene ritenuta all'altezza, quando le dicono che è troppo o troppo poco, quando le sembra di non capire una figlia, o una madre, quando comprende la fragilità di un padre, quando rifiuta destini già scritti o quando invece li accoglie, quando cerca di cavare il meglio che può dal poco che ha, quando viene ferita, tradita, umiliata, derisa, quando si ammala e il mondo la ignora o quando ha paura e nessuno la sente? 

Quando è triste o felice o arrabbiata o risoluta o crudele? Quando è accudente come una nonna oppure spietata come un nemico? Quando fin da piccola viene educata alla colpa, alla vergogna, a essere soppesata da occhi estranei, quasi che il suo corpo e la sua vita non fossero mai davvero suoi, ma sempre anche di qualcun altro? 

Quando si deve giustificare per la voglia di fare sesso o per quella di non volerlo fare? Quando deve soddisfare aspettative, aderire a immaginari, quando è troppo magra o troppo grassa o troppo giovane o troppo vecchia o troppo ignorata o troppo guardata e però mai, mai davvero vista? Quando si accorge che la maggior parte degli incontri è come il tramonto in autunno, dove una volta sparito il sole tutto si raffredda velocemente? Quando non si fida piú delle promesse? 

Quando non si arrende nonostante questo? Quando non crede alla vita dopo la morte ma vede invece la morte dentro ogni vita, come se tutto fosse sempre sul punto di cadere, nell'apparente fissità dei giorni?
A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all'improvviso di avere soffocato la propria? Di non essersi mai davvero prestata ascolto?
Cos'hai pensato, tu, la mattina o il pomeriggio o la notte in cui, per la prima volta, lo hai capito?

Matteo Bussola è un fumettista, scrittore e conduttore radiofonico, nato a Verona nel 1971. Ha conseguito la laurea in architettura a Venezia ma poi ha preferito dedicarsi alla carriera di fumettista. Lavora con diverse case editrici di fumetti, italiane e straniere: con Eura Editoriale (oggi Aurea), Star Comics, con le case editrici francesi Soleil e Humanoides Associés. 

Nel 2011, insieme a Paola Barbato, crea il web-comic "Davvero", poi pubblicato sotto il marchio Star Comics. Nel 2012 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore, entrando a far parte dello staff di disegnatori della serie Adam Wild. Tiene una rubrica settimanale su "Robinson" dal titolo Storie alla finestra, e conduce con Federico Taddia un programma settimanale su Radio 24, I padrieterni, sul ruolo dei nuovi padri.

Il suo primo libro, Notti in bianco, baci a colazione è pubblicato da Einaudi (2016). Altri libri pubblicati con Einaudi sono: Sono Puri i loro sogni. Lettera a noi genitori sulla scuola (2017), La vita fino a te (2018), L'invenzione di noi due (2020) e Il tempo di tornare a casa (2021). Nel 2021 ha pubblicato il libro per ragazzi Viola e il Blu (Salani). Del 2022 Il rosmarino non capisce l'inverno (Einaudi).

fonte: www.ibs.it

Netflix a rischio: milioni di utenti pronti ad eliminarlo

Le recenti stime evidenziano un calo drastico degli abbonamenti nel 2022: crollo dei numeri come mai prima d’ora, ecco cosa può succedere entro fine anno

In un mondo che avanza seguendo sempre più fedelmente la regola imperante del “qui ed ora“, dove le nuove generazioni non concepiscono l’idea dell’attesa come qualcosa di positivo ma solo come un’inutile scocciatura, anche il modo di essere spettatori è cambiato radicalmente nel giro di pochi anni. 

Che sia un telegiornale o un reality show, un evento sportivo o un documentario, una serie TV o un nuovo film, il pubblico non ha più il tempo di aspettare, il prodotto dev’essere disponibile a comando, tutto subito e senza mezzi termini.

In questa nuova concezione dello show (inteso nella sua accezione più estesa derivante dalla lingua inglese, dove il termine assume proprio il significato di “guardare”), l’unico strumento tramite cui è possibile assolvere alle richieste sempre più urgenti degli spettatori è rappresentato dalle piattaforme di contenuti online. Negli ultimi tempi, in Europa come in Asia e negli Stati Uniti, questi contenitori di proposte tendono a moltiplicarsi e a specializzarsi nel tentativo di raggiungere tutte le fasce della popolazione mondiale che si possono permettere una televisione, un abbonamento e una connessione ad Internet.

Netflix e il calo drastico degli abbonamenti: cosa sta succedendo alla piattaforma

Nonostante oggi tutto questo appaia ormai come un sistema consolidato all’interno della nostra quotidianità, sono passati solo pochi anni da quando un’azienda americana fino ad allora sconosciuta ai più diede inizio alla rivoluzione dello streaming. Era il 2014 quando Netflix – fondata in California nel 1997 come azienda per il noleggio di DVD e Videogiochi – apriva le sue prime filiali fuori dal continente americano, presentandosi agli occhi del mondo.

Da lì in avanti il suo successo è stato inarrestabile, portandola nell’anno 2020 (grazie anche all’isolamento domiciliare imposto in buona parte del pianeta dalla pandemia da Covid-19) a diventare la prima multinazionale del pianeta come numero di persone fidelizzate, potendo contare su oltre 182 milioni di utenti complessivi: un dato che nei mesi successivi è migliorato ancora di più, raggiungendo il record assoluto di 221 milioni.

Le prospettive di fine anno e il crollo degli utenti: Netflix può uscire dalla crisi?

Oggi però pare che qualcosa si sia inceppato. La N rossa su sfondo nero ha iniziato a conoscere una parola che fino ad allora non aveva dovuto contemplare nel proprio vocabolario, ossia la crisi. Ebbene sì, nel 2022 Netflix si ritrova ad affrontare il primo grande calo degli abbonati della propria storia: secondo gli ultimi dati diffusi dalle agenzie internazionali, da inizio anno gli utenti che avrebbero deciso di non rinnovare il proprio abbonamento sarebbero circa 1,2 milioni, una cifra che entro fine anno dovrebbe raggiungere la quota di 1,5 milioni.

I vertici della multinazionale si sono affrettati a definire “prevedibile” il trend negativo, spiegando come il dato rimanga comunque al di sotto di quanto preventivato quest’estate, quando il calo era stato previsto nell’ordine di 2 milioni di abbonamenti cancellati. Le motivazioni infatti erano ben note ai dirigenti di Netflix già qualche mese fa. I fattori principali che influiscono su questa situazione sono la forte concorrenza dei tanti competitor presenti sul mercato (da Amazon Prime a Disney+, da Peacock TV a HBO Max) e la decisione di estromettere Paesi come la Russia, la Cina e la Corea del Nord dalla lista degli Stati in cui Netflix trasmette i propri contenuti

fonte: https://quifinanza.it

Festa Roma, è anteprima per The Fabelmans di Spielberg. Tanta biografia nell'ultimo film del maestro del cinema

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(ANSA) - ROMA - Ora è ufficiale: il nuovo film di Steven Spielberg, THE FABELMANS, sarà presentato in anteprima italiana nel programma della Festa del Cinema di Roma e di Alice nella città.

L'attesissima opera del maestro statunitense sarà proiettata per il pubblico mercoledì 19 ottobre alle 20.30 alla Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e alle 21 all'Auditorium Conciliazione.

Il film, che aveva esordito al Festival di Toronto, uscirà al cinema a novembre negli Stati Uniti, mentre in Italia sarà distribuito da Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema e 01 Distribution. 

The Fabelmans è uno spaccato molto personale dell'infanzia americana del XX secolo e anche il racconto di formazione di un giovane che scopre uno sconvolgente segreto di famiglia e un'esplorazione del potere dei film dell'aiutarci a vedere la verità sull'altro e su noi stessi. 

Per essere più precisi, il film è in parte ispirato alla vita del regista pluripremiato e racconta la storia del giovane Sammy Fabelmans, appassionato di cinema sin dalla tenera età, che tenterà di farsi strada nella vita attraverso la sua più grande passione. Centrale nel film anche la famiglia Fabelmans (alias Spielberg), con il giovane Sammy, la madre artista e il più pragmatico padre. 

Per quanto riguarda il cast, la parte del protagonista è affidata al giovane Gabriel LaBelle, il ruolo della madre a Michelle Williams, mentre il padre ha il volto di Paul Dano. A completare il cast ci sono Seth Rogen nei panni di Benny Loewy, miglior amico del papà di Sammy, Julia Butters e Judd Hirsch.

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Corso introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, ideato dalla direttrice Eleonora Abbagnato

Aperte le iscrizioni alle audizioni per l’accesso al nuovo Corso introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, ideato dalla direttrice Eleonora Abbagnato che permetterà ad allievi tra i 10 e i 15 anni di studiare a Roma con i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera per 5 week end da gennaio a maggio 2023. 

Il corso è aperto anche agli insegnanti. Audizioni il 30 e 31 ottobre 2022 a Roma, nella Scuola di danza del Teatro dell’Opera, il 6 novembre 2022 in provincia di Vicenza e il 3 e 4 dicembre 2022 a Palermo.

Si svolgono a Roma, in provincia di Vicenza e a Palermo le audizioni per l’accesso al Corso introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, un nuovo corso ideato e fortemente voluto dalla neo direttrice della Scuola di danza capitolina Eleonora Abbagnato.

Questo corso permetterà ad allieve e allievi tra i 10 e i 15 anni, di studiare con i docenti della Scuola del Teatro dell’Opera per 5 week end, da gennaio a maggio 2023, nelle sale danza della Scuola in Via Ozieri a Roma.

Questo Corso introduttivo, unico in Italia, è parte di un processo di rinnovamento e ampliamento dell’offerta formativa della Scuola di danza del Teatro dell’Opera voluto da Eleonora Abbagnato. Un processo che se da un lato intende offrire nuove lezioni e nuovi stimoli agli allievi che frequentano i corsi professionali (l’inserimento delle lezioni di danze di carattere e il recente incontro degli allievi della Scuola con Julio Bocca sono dei primi esempi), dall’altro intende aprire la Scuola capitolina alle scuole private di danza italiane con l’obiettivo di dare nuove opportunità di studio a allievi e insegnanti.

«L’Italia è piena di talenti, bambini, ragazzi e ragazze, che per vari motivi non possono o non vogliono lasciare la loro città e i loro genitori per trasferirsi stabilmente a Roma – afferma Eleonora Abbagnato –  Questo nuovo corso introduttivo, che si andrà ad aggiungere ai corsi professionali, vuole dare la possibilità a bambini e ragazzi di studiare in modo intensivo nelle sale e con i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera, una volta al mese per poi proseguire il loro percorso scolastico e di danza nella loro città di provenienza per la rimanente parte dell’anno.  Se poi ci saranno degli allievi particolarmente meritevoli, a loro potrà essere offerta la possibilità di un accesso diretto ai corsi professionali della Scuola».

«Questo corso, che ho ideato avvalendomi della consulenza di Michele Politi e Francesca Bernabini, è anche pensato per i tanti allievi che, pur dotati, non hanno oggi una preparazione idonea per accedere ai corsi professionali della Scuola – prosegue Eleonora Abbagnato – Il fermo dovuto al Covid19 ha ritardato lo studio di tanti ragazzi e ragazze, nonostante gli sforzi dei loro insegnanti profusi attraverso corsi online. Questo Corso intende quindi contribuire alla loro formazione facendo loro testare lo studio professionale in una grande scuola. Gli allievi selezionati per questo nuovo corso potranno essere accompagnati dai loro insegnanti di riferimento in modo che possano poi proseguire il loro percorso formativo nelle loro città, con i loro insegnanti, facendo tesoro delle lezioni e delle correzioni apprese. Piuttosto che uno stage intensivo di pochi giorni, proponiamo degli appuntamenti mensili, articolati in 5 mesi, per seguire la crescita degli allievi nel tempo, per supportare loro e i loro docenti e trovare con loro nuove sinergie e un nuovo dialogo costruttivo».

Corso introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma

Il Corso introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera, permette ad allieve e allievi tra i 10 e i 15 anni selezionati tramite audizione, di studiare a Roma, nelle sale danza della Scuola di danza del Teatro dell’Opera, con i docenti della Scuola per 5 week end al mese secondo il seguente calendario:

  • 14 e 15 gennaio 2023
  • 25 e 26 febbraio 2023
  • 25 e 26 marzo 2023
  • 15 e 16 aprile 2023
  • 6 e 7 maggio 2023

Durante i week end gli allievi selezionati, divisi in 3 livelli per fasce di età (10-11 anni; 12-13 anni; 14-15 anni), studieranno con i docenti del Teatro dell’Opera ogni giorno danza classica e, a rotazione, le altre materie tra quelle previste nei corsi normali della scuola capitolina (contemporaneo, carattere, musica, fisiotecnica, ecc.) per un totale che varia dalla 3 ore al giorno per i più piccoli alla 4 ore al giorno per gli allievi dai 12 ai 15 anni.

Il corso è aperto anche a insegnanti di danza che avranno la possibilità di assistere alle lezioni di danza e partecipare, ogni week end ad un incontro di metodologia per chiarimenti sulle lezioni visionate, in modo da avere maggiori strumenti per poter proseguire il lavoro con i loro allievi per il resto del mese nelle loro sedi.

Costi:

  • 1° livello (10-11 anni): 700 euro per l’intero percorso di 5 appuntamenti
  • 2° e 3° livello (12-13 anni; 14-15 anni): 800 euro per l’intero percorso di 5 appuntamenti
  • Insegnanti: 600 euro per l’intero percorso di 5 appuntamenti per gli insegnanti che accompagnano un allievo selezionato; 900 euro per tutti gli altri.

Gli allievi selezionati riceveranno istruzioni sul pagamento del Corso dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma. Sarà possibile dividere il pagamento in due rate.

Audizioni

Le audizioni per l’accesso al Corso si svolgeranno con il seguente calendario:

  • 30 e 31 ottobre 2022 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera, Via Ozieri
  • 6 novembre 2022 – Torri di Quartesolo (VI), Pala Villanova
  • 3 e 4 dicembre 2022 – Palermo

L’audizione consiste in una lezione di danza classica.

Commissari d’esame e docenti per le audizioni: la Direttrice Eleonora Abbagnato, Michele Politi e i docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma.

Costo dell’audizione: 120 euro per le audizioni di due giorni (Roma e Palermo); 70 euro 1 giorno (Torri di Quartesolo).

Orari Audizioni:

30 e 31 ottobre 2022 – Roma, Scuola di danza del Teatro dell’Opera:

  • 1° livello (10-11 anni): domenica 30 ottobre 2022 dalle 14.00 alle 15.30; lunedì 31 ottobre 2022 dalle 10.30 alle 12.00
  • 2° livello (12-13 anni): domenica 30 ottobre 2022 dalle 15.30 alle 17.00; lunedì 31 ottobre 2022 dalle 12.00 alle 13.30
  • 3° livello (14-15 anni) domenica 30 ottobre 2022 dalle 17.00 alle 18.30; lunedì 31 ottobre 2022 dalle 14.00 alle 15.30.

Gli orari delle audizioni di Torri di Quartesolo e di Palermo verranno comunicati appena disponibili.

L’esito delle audizioni sarà comunicato ai partecipanti via mail dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma entro venerdì 16 dicembre 2022.

Iscrizioni alle audizioni

La gestione delle iscrizioni alle audizioni è affidata a Michele Politi e a Francesca Bernabini – Danzaeffebi in collaborazione con Teresita del Vecchio – Forballet.it. Tutte le informazioni sulle audizioni sono pubblicate sul sito www.danzaeffebi.com.

L’accesso alle lezioni di audizione è a numero chiuso. E’ pertanto vivamente consigliato confermare la propria partecipazione quanto prima.

Per iscriversi è necessario compilare l’apposito Modulo di iscrizione on line sul sito www.forballet.it cliccando QUI.

Al termine della compilazione del modulo on line, verranno inviate tramite mail le coordinate bancarie per il saldo della quota di partecipazione all’audizione. La ricezione della mail è una conferma della prenotazione.
Alla ricezione dell’avvenuto pagamento verrà confermata l’iscrizione.
Le iscrizioni si chiuderanno non appena verrà raggiunto il numero massimo di allievi.
Attenzione: Nella compilazione del modulo è richiesta una foto in primo piano del candidato che sarà utilizzata in via esclusiva dalla Direttrice Eleonora Abbagnato e dai docenti della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma per identificare l’allievo.

fonte: www.operaroma.it

Libri: "Ho paura torero" di Pedro Lemebel

"Ho paura torero" di Pedro Lemebel (Autore) Giuseppe Mainolfi (Traduttore) 
 
“Era solo questo, solo cortesia, solo il ringraziamento per aver concesso la sua casa e il suo tempo a quei rivoluzionari senza cuore. In quella posizione, con le ginocchia unite, rannicchiata a metà scala, sembrava davvero una bambina, lo sgorbio artritico del disamore”.
 
Lei è la Fata dell’angolo, travestito passionale e canterino, sartina dei quartieri alti. Carlos è un militante del Fronte patriottico Manuel Rodríguez, a caccia di un nascondiglio per le sue riunioni clandestine. Per amore, la Fata offre al ragazzo la propria soffitta. Per amore, accetta le mezze verità di Carlos, gli incarichi rischiosi necessari per la Causa. Assillato da una moglie logorroica, tormentato da incubi d’infanzia, Pinochet va e viene dal proprio “retiro” del Cajón del Maipo, che domina Santiago dall’alto. Finché un giorno, lungo la strada rovente che scende verso la capitale, la Sua pista si incrocia drammaticamente con quella di Carlos. Anche Carlos e la Fata si troveranno ancora di fronte. In tutt’altro scenario, tutt’altro attentato. Scritto con linguaggio gioioso e barocco, questo romanzo celebra il trionfo dei sentimenti e dell’erotismo su pregiudizi, barriere, meschinità. Adorato dai cileni, che l’hanno proclamato “Il libro del nuovo millennio”.
 

Pedro Lemebel > Nato - come gli piaceva dire -  negli anni Cinquanta, vive una giovinezza indigente: «in casa mia non c'era nemmeno un libro, e se entrava un giornale, era avvolto intorno alla carne: carta macchiata di sangue». Nel 1987 fonda, insieme a Francisco Casas, il Collettivo artistico "Yeguas del Apocalipsis". Tra il 1987 e il 1995 il Collettivo realizza almeno quindici memorabili, eventi pubblici, mescolando performance provocatorie, trasformismo, fotografia, video e installazioni per rivendicare il diritto alla vita, alla memoria, alla libertà sessuale.

Personaggio amatissimo dalla comunità omosessuale («non è che da piccolo mi piacesse giocare con le bambole: io volevo essere la bambola») e dalla sinistra del suo paese, Lemebel porta alla luce il Cile sommerso con le sue cronache urbane, pubblicate sui giornali dell'opposizione, come «Pagina Abierta», «The Clinic», oppure trasmesse quotidianamente da Radio Tierra. Raccolte progressivamente in volume (La Esquina es mi Corazón, Loco Afán: Crónicas de Sidario, De perlas y Cicatrices, Zanjon de la Aguada) le sue testimonianze figurano sempre nelle classifiche dei libri più venduti, e sono più piratate di Harry Potter. Il suo primo romanzo, Ho paura torero, è stato il libro più venduto in Cile nel 2001.
In Italia le opere di Pedro Lemebel, che ci lascia nel 2015 dopo lunga malattia, sono pubblicate dall'editore Marcos y Marcos. Nel 2019 Edicola Ediciones pubblica 70 cronache che Pedro Lemebel compilò per il programma radiofonico "Cancionero" di Radio Tierra.

fonte: www.lafeltrinelli.it

Libri: "Le cattive" di Camila Sosa Villada

"Le cattive" di Camila Sosa Villada,  traduzione di Giulia Zavagna

Camila non ha ancora vent'anni quando si affaccia per la prima volta sulla zona rossa del Parco Sarmiento. Camila è una donna che ama, soffre, lotta. Camila è Cristian, un bambino che si prova di nascosto i vestiti della madre, i rossetti, gli orecchini, e trema alle sfuriate del padre. Camila è destinata a fare la puttana, a morire buttata in un fosso, così le hanno detto, così le hanno augurato. Questa è la storia di Camila e del gruppo di donne trans che diventerà la sua famiglia: c'è la Zia Encarna, madre protettrice con i seni gonfi di olio motore, c'è María la Muta, che sogna di volare, c'è la Machi, capace di curare ogni male. Ci sono le notti senza fine, le botte dei clienti, gli insulti, le fughe dalla polizia. 

C'è la scoperta di sentirsi diversi, il rifiuto dei genitori, la solitudine, la povertà. C'è un'ironia caustica, c'è tutta la gioia e la voglia di vivere di un corpo che rinasce, che fiorisce. "Le cattive" è un rito di iniziazione, un manifesto esplosivo, una preghiera, una vendetta.


Dall'editore

Profonda umanità

Il primo germoglio delle Cattive risale al 2014, a una splendida e commovente TedX in cui Camila Sosa Villada ha raccontato per la prima volta la sua esperienza nella zona rossa del Parco Sarmiento, e l’incontro salvifico con il gruppo di donne trans che l’avrebbe adottata: "Con loro ho imparato a dare un valore e un prezz.o al mio corpo. Con loro ho imparato a difendermi e a guardare due volte una persona, prima di emettere un giudizio. Non sarei qui, oggi, se loro non mi avessero aiutata e difesa dai clienti e dalla polizia".

La critica ha detto

"Le cattive è quel tipo di libro che, quando l’hai finito, vorresti far leggere al mondo intero".

Juan Forn (editor e scrittore)

"Da una vita che sembra uscita da un film di Almodóvar, Camila Sosa Villada ha tratto un romanzo, un incredibile pezzo di letteratura, in cui l’identità trans incontra la grande scrittura".

Vanity Fair

"Camila Sosa Villada scrive come una forza della natura che desidera raccontarsi".

El País

"Doloroso, politico, a tratti gioioso, colorato, queer, disperato, straziante, luccicante, fosforescente, meraviglioso".

Teresa Ciabatti, La Lettura - Corriere della Sera

"Un inno, un manifesto, un grido nella notte"

Marta Cervino, Marie Claire

"Un romanzo sublime". Édouard Louis, autore di Chi ha ucciso mio padre (Bompiani)

"Un’opera eccellente, carica di lirismo, rabbia e redenzione". Giuria del Premio Sor Juana Inés de la Cruz

Le cattive >>  Leggi l'estratto (per computer)

fonte: www.amazon.it

sabato 8 ottobre 2022

Musica: Mina, la Tigre di Cremona torna a mostrarsi in un documentario

Italy Photo Press
Lo ha annunciato il figlio Massimiliano Pani spiegando che l'evento sarà tratto da oltre 100 ore di girato realizzate in studio a Lugano nel 2001

Mina torna a mostrarsi in pubblico. L'occasione per rivedere la cantante in viso sarà un documentario sulla sua vita di prossima pubblicazione. Lo ha annunciato il figlio di Mina, Massimiliano Pani, in un'intervista al "Messaggero". "L'uscita sarà un evento - ha spiegato Pani che ha paragonato l'operazione a quella fatta sui Beatles con "Get Back" -. Questo documentario permetterà al pubblico di tornare a vedere Mina in faccia". Il documentario sarà diviso in quattro episodi e le immagini sono tratte da un girato di oltre 100 ore realizzato nel 2001 nello studio di registrazione di Lugano della cantante. 

Per Mina si era a lungo vociferato di un tentativo di Amadeus di portarla sul palco dello scorso Festival di Sanremo. Tentativo mai confermato e comunque non realizzato anche se qualcuno spera di nuovo per la prossima edizione del Festival. Intanto i fan della Tigre di Cremona potranno consolarsi con questo documentario che promette di mostrare quello che dal 1978, ovvero dal suo ritiro dalle uscite pubbliche, Mina ha tenuto il più possibile celato o mascherato dietro le foto elaborate per le copertine dei suoi dischi: il suo volto.

Il documentario, che finirà su una piattaforma streaming, attinge a oltre cento ore di girato risalenti al 2001. In quell'occasione la cantante, che all'epoca aveva 60 anni, accettò di essere ripresa nel suo studio a Lugano. Ne risultarono una clip trasmessa sul portale Wind, che fece 20 milioni di contatti, per quegli anni un record assoluto, e un dvd "Mina in studio". In entrambi i casi però si vide molto poco... 

"Per cinque giorni riprendemmo tutto quello che fece Mina in sala d'incisione, insieme ai suoi musicisti - ha spiegato Pani al "Messaggero" -, ma di tutto quel materiale pubblicammo solo una piccolissima parte". In questo caso il risultato sarà ben diverso, promette il produttore, "rivelerà aspetti inediti della sua quotidianità: sarà come trascorrere cento ore accanto a lei".

In arrivo un nuovo album di inediti - Il documentario è però non è l'unica novità in arrivo in casa Mina. La cantante starebbe preparando anche un nuovo disco di inediti in uscita per i primi mesi del 2023. Si tratterebbe del primo lavoro di questo tipo a cinque anni da "Mina Fossati"
Dopo quel lavoro infatti Mina ha solo pubblicato solo raccolte, ovvero i due album "Italian Songbook" (Orione e Cassiopea) e i complete recordings delle sessioni con Adriano Celentano. 
 

giovedì 6 ottobre 2022

XX edizione del "Florence Queer Festival" al Cinema La Compagnia di Firenze. Da martedì 11 a domenica 16 ottobre

Florence Queer Festival presenta la sua ventesima edizione. 

Da martedì 11 a domenica 16 ottobre 2022 torna al Cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50r) con la sua ricca programmazione culturale che si snoda tra cinematografia internazionale a tematica LGBTQIA+, mostre, incontri ed eventi, sotto la Direzione Artistica di Bruno Casini e Barbara Caponi

Bruno Casini: "Scocca la scintilla del ventennale del Florence Queer Festival a Firenze. Venti anni di avventure culturali, di cinema, passioni, progetti e vite vissute. Dalla prima edizione quasi “carbonara” al Teatro Puccini a Firenze fino alle ultime edizioni affollate e ricche di eventi culturali al Cinema La Compagnia. Non solo cinema ma anche editoria, mostre, happening, musica, incontri: un viaggio coloratissimo che ci ha accompa-gnato fino ad oggi. Un enorme ringraziamento va al nostro meraviglioso pubblico che ci segue con affezione, dolcezza e sintonia. Un pubblico che ha sempre voluto stare accanto a noi divertendosi ma anche riflettendo sulle tante problematiche che affollano questa nostra società postmoderna. In questo grande viaggio nel mon-do della “cultura Queer” abbiamo sempre voluto mettere insieme intrattenimento, riflessione e coinvolgimento nelle nostre scelte editoriali e cinematografiche, adot-tando un messaggio ben preciso. Andiamo avanti nel nostro percorso in mezzo a tante difficoltà anche per questa ragione: il nostro festival è se vogliamo un piccolo Pride che per una settimana sveglia ed anima questa città e non solo. Vi aspettiamo!"

Barbara Caponi: "Ricordo la prima volta che sono entrata nella sede di Ireos, balbettando qualcosa del tipo “passavo di qui e ho pensato di fermarmi per chiedere cosa fate”... Uscii con la borsa piena di volantini e di programmi del Florence Queer Festival, emozionata e felice di aver varcato quella soglia e di aver incontrato qualcun* che mi somigliava. Questo 2022 per noi è un anno speciale, un anno celebrativo con due traguardi im-portanti come i 25 anni di Ireos e le 20 edizioni di Florence Queer Festival.
Tante le persone come me che sono arrivatə nella nostra associazione, hanno portato nuove idee e punti di vista diversi, si sono incuriositə appassionatə, hanno contribuito a mantenere attivi i numerosi servizi e progetti di Ireos, uno tra tutti il Florence Queer Festival, la “nostra” settimana di cinema. Una 6 giorni fatta di storie che raccontano di noi, le nostre vite, uno spazio dove poter dar voce alle nostre molteplici identità, dove è importante poter costruire reti e collaborazioni e dove la voglia di stare insieme e di incontrarsi ancora oggi dà senso a quello che facciamo. Quindi tenetevi liberə nei giorni tra l’11 ed 16 ottobre e venite a trovarci al cinema La Compagnia, vi aspettiamo!"

20 ANNI DI STORIE A COLORI
La programmazione di quest’anno è stata immaginata a partire da tre concetti: in-novazione, partecipazione e contemporaneità.
Nell’anno del ventennale il Florence Queer Festival celebra la propria storia e si dà uno slancio per il futuro, inaugurando nuove collaborazioni, nuove sezioni e nuovi premi: la categoria animazione, unica nel panorama dei festival LGBTQ italiani; il premio Pride, che dà risalto all’attivismo locale e internazionale; la collaborazione con le piattaforme di streaming come Netflix e STARZPLAY, senza distinzioni tra pic-colo e grande schermo. 

Uno sforzo di allargare il nostro sguardo a quanti più formati,pubblici e linguaggi possibile, per andare oltre gli sche(r)mi. Il tutto con una serie di importanti anteprime nazionali e eventi collaterali, come la nuova area baby a cura di Famiglie Arcobaleno, che invitano a sperimentare lo spazio del cinema nel modo più vivo e plastico possibile: un modo anche per riappropriarsi di un’esperienza col-lettiva che per la comunità queer è sempre stata centrale. Ma ciò che più ci rende orgogliosi è aver creato un festival che, sopra ogni altra cosa, sa leggere il presente. Pochi strumenti come il queer sono in grado di decodificare ciò che ci circonda, ed è per questo che il nostro festival attraversa in maniera inter- sezionale tutti gli eventi e gli argomenti che più hanno segnato gli ultimi anni: dalla pandemia alla guerra in Ucraina a Black Lives Matter. Non in un artificioso sforzo di barrare ogni casella, ma sempre con l’occhio attento di chi ama il cinema e raccoglie la visione dei propri volontar*.
Un percorso cinematografico cangiante e multiforme, rispecchiato nel flusso arco-baleno del nostro poster; il simbolo di un’identità in costante movimento, che evolve grazie alla forza dei propri desideri.

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE A FIRENZE
A gestire e animare la rassegna è Ireos Comunità Queer Autogestita, Associazione di volontariato attiva sui temi della cultura, della salute e del benessere della po-polazione queer fiorentina e toscana. Nata nel 1997, Ireos festeggia i primi 25 anni insieme al ventennale del suo Florence Queer Festival, un traguardo che trova le fondamenta più solide nella voce dei suoi volontar*. 

COMUNICATO PORTALE GIOVANI FIRENZE > QUI

PROGRAMMA > QUI  versione > PDF

Per ulteriori informazioni:

www.florencequeerfestival.it - www.facebook.com/FQF.Firenze - info@florencequeerfestival.it

Direzione: Bruno Casini, Barbara Caponi
Coordinamento:
Giacomo Brotto, Gaia Dedola
Segreteria:
Sofia Carandini
Responsabile selezione:
Valentina Ferrari
Comunicazione:
Alice Marrani e Elisabetta Vagaggini (Stampa); Giulia Del Sere (SMM)
Coordinamento sottotitoli:
Giulia Bozza

Ringraziamenti: Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Cinema La Compa-gnia, Comune di Firenze, Festival dei Diritti, Rete Ready, Baker Hughes, Nosotras, Terra di tutti Film Festival, COSPE onlus, Berberé Pizzerie, Music Pool, IED Istituto Europeo di Firenze, Lanterne  Magiche, TheSign - Comics & Arts Academy, Netflix, Famiglie Arcobaleno, Spazio Co-Stanza, STARZPLAY, Federico Sacchi, Firenze Jazz Festival, Chore-os, Comitato Toscana Pride, ass. Il Giardino dei Ciliegi, Sentiero Film Factory, Erika Lust Films, The Shade, Writing Monkeys. I volontari e le volontarie di Ireos, tutto lo staff del Cinema La Compagnia, il coordina-mento dei festival italiani di cinema LGTBQ.

fonte: www.florencequeerfestival.it

Danza: Tv, Abbagnato a Mvula Sungani su ItsArt per Campionato di Triathlon

L'étoile Eleonora Abbagnato direttrice del corpo di ballo e della scuola del Teatro dell'Opera di Roma tra le guest del Campionato di Triathlon. Photo Fabrizio Sansoni
Eleonora Abbagnato accanto a Giacomo Castellana, Emanuela Bianchini e Damiano Grifoni, ai solisti della Mvula Sangani Physical Dance e Lorenzo Licitra, vincitore di X-Factor, sarà tra i protagonisti di ‘Sport e Arte: Uniti per Unire’ Tri-Fusion-Vibes. 

L’evento, condotto da Paola Saluzzi, è organizzato in occasione della presentazione della World Triathlon Championship Series in programma al Teatro Doglio (Palazzo Doglio), a Cagliari il 6 ottobre (ore 17.30), e in diretta in esclusiva su ItsArt, la piattaforma streaming dedicata all’arte e alla cultura italiana, V tappa di un’intensa stagione che ha già toccato grandi città del mondo, da Yokohama a Leeds, Montreal e Amburgo, e che farà da ponte per i circuiti finali in Bermuda e a Abu Dhabi.  

Si tratta di un vero e proprio evento-spettacolo (nato da un’idea di Valerio Toniolo, direzione artistica di Daniele Cipriani, i testi sono firmati da Renato d’Aquino, la regia teatrale è di Luis Ernesto Doñas) in cui lo sport diventa arte e gli artisti, ‘campioni’ in una serata dal profumo cinematografico con le video proiezioni dell’art director Valerio Ciminielli che si ispirano ai futuristi, al pittore Georges Seurat, al barone de Coubertin, fondatore dei Giochi Olimpici moderni. Sport multidisciplinare (sia maschile che femminile) divenuto olimpico all’inizio del secolo, sostenibile e a impatto zero, il Triathlon si articola su nuoto, ciclismo e corsa, che si svolgono in successione e senza soluzione di continuità. Ad ognuna di queste tre discipline è dedicato un quadro dello spettacolo.  

Nel corso della serata Eleonora Abbagnato, già stella dell’Opéra di Parigi e oggi alla guida della Compagnia e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, danzerà accanto a Giacomo Castellana sulle note dell’ Adagietto della Quinta Sinfonia di Mahler, colonna sonora per uno dei capolavori di Luchino Visconti, Morte a Venezia e in un passo a due di Roland Petit, La rose malade. Strizza invece l’occhio alla corsa il cantante cross-over Lorenzo Licitra con la sua interpretazione di ‘Con te partirò’, quasi un segnale di via, con ‘Titanium’ (“non cadrò, sono titanio…”), che allude alla resistenza, unita alla leggerezza, degli atleti Triathlon durante la tappa finale della corsa, quella che porterà uno di loro alla vittoria. E a conclusione della sua esibizione ‘Who Wants To Live Forever’, brano dei Queen che allude allo Highlander (nel film omonimo), eroe immortale.  

“La danza e il  Triathlon mirano, entrambi, al raggiungimento del benessere psicofisico, spingono le persone a superare i propri limiti. Entrambi svolgono la funzione sociale di orientare positivamente le nuove generazioni, mettono l’individuo al centro e lo rendono migliore”. Cosi ha commentato il coreografo italo-africano Mvula Sangani che nel primo quadro, ispirato al ciclismo, trasforma i suoi ballerini – molto fisici, molto atletici, molto dinamici – in ingranaggi viventi di una bicicletta. La coreografia intitolata The Body Machine è stata creata espressamente per questo evento. 

“Oggi è importante più che mai che, come cantava John Lennon, si continui ad immaginare un mondo migliore – ha dichiarato prima della serata-evento Daniele Cipriani- E che sia questa immaginazione ad essere la grande vincitrice della storia”.

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