lunedì 12 febbraio 2024

Libri: "Non è normale. Se è violenza non è amore. È reato" di Cathy La Torre

Un “bignami” capace di fornirci gli strumenti necessari per coltivare l’amore senza cercare di compiacere gli altri e annullare noi stessi, e soprattutto per non confonderlo con ciò che è reato. La violenza ha molti volti. Nessuno è accettabile.

Questo libro nasce dall’esigenza di ribadire che non è normale avere il telefono sotto controllo. Non è normale essere bersagliata di messaggi e chiamate da un ex. Non è normale ricevere avance sessuali senza aver dato il consenso. Non è normale subire pressioni su scelte e desideri personali. Insieme a Cathy La Torre impareremo a riconoscere quante e quali sono le (molte) facce della violenza, come fronteggiarle legalmente, a chi rivolgerci e come agire se pensiamo di essere vittime o testimoni di un abuso. 

Cathy La Torre, avvocata, attivista e ora anche saggista, viaggia in lungo e in largo per l'Italia in un'instancabile battaglia per i diritti. Nel 2008 ha fondato il Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione ed è stata vicepresidente del Movimento Identità Trans. Nel 2013 ha fondato la rete di avvocati e attivisti Gaylex e nel 2019 è stata premiata come miglior avvocato pro-bono d'Europa.  Ha fondato e dirige lo studio legale Wildside - Human First che si occupa di diritti civili e di diritti nel mondo del digitale. Insegna Diversity and Inclusion e sui social è nota come @Avvocathy.
Ha pubblicato Nessuna causa è persa. Dietro ogni diritto c'è una battaglia (Mondadori 2020), Ci sono cose più importanti. I diritti che non possono più essere rimandati (Mondadori 2022) e Non è normale. Se è violenza non è amore. È reato (Feltrinelli 2024).

fonte: www.ibs.it

Libri: "Nascita di un capolavoro del cinema" di Tom Hanks

La storia di un film d’azione da milioni di dollari e del fumetto che l’ha ispirato. Una vicenda divertente e commovente che racconta anche i cambiamenti della cultura americana dalla Seconda guerra mondiale a oggi.

«È un universo a sé stante, completo di sole, pianeti, stelle infinite. La sua forza di gravità ti attira e la sua esuberanza ricca, stratificata e scoppiettante ti tiene avvinto. Avrei voluto poterlo abitare per sempre.» - Ann Patchett

Lone Butte, 1947. Robby, cinque anni e una spiccata propensione per il disegno, incontra per la prima volta il leggendario zio Bob, appena tornato dalla guerra. Bob arriva in moto, ha l’aria sciupata ma affascinante e per Robby diventa subito un eroe: e lo resta anche quando sparisce, o forse proprio per quello. Oakland, 1971. Robby, diventato un autore di fumetti underground, riceve una lettera dallo zio Bob. Rievocando quello straordinario incontro, ricordando i giornalini che lo zio gli aveva regalato, crea un personaggio plasmato sul giovane veterano. 

È così che nasce La leggenda dell’Incendiario. New Mexico, 2020. Bill Johnson, regista affermato, una passione per il golf e le macchine da scrivere, riscopre per caso il fumetto del 1971 e decide di farne un film di supereroi: Guerriera insonne. 

Da qui in poi il romanzo si sposta a Lone Butte, il paesino di Robby e zio Bob che si rivela un set naturale perfetto, e si accendono tutte le dinamiche che possono fare di un film un trionfo o un disastro, a partire dal materiale umano: entrano in scena OKB, l’attore capriccioso e narciso che deve interpretare l’Incendiario; Wren, antidiva intelligente e sensibile, ovvero Eve la Guerriera, l’eroina che non dorme mai; e una folla di tecnici, attrezzisti, vecchi attori di talento, più due donne eccezionali a cui spetta di far funzionare la macchina, dall’alto e dal basso: Al, la produttrice che per rilassarsi lavora a maglia, e Ynez, promossa sul campo da tassista a prodigiosa factotum. 

Dopo i racconti di Tipi non comuni Tom Hanks torna alla scrittura con una storia che celebra il grande cinema di oggi e di sempre, tra assilli di tempo e denaro e grandiose aspirazioni, raccontando come si fa, come si dovrebbe fare un film. Si ride, si piange, si rievoca la Hollywood di una volta, si leggono i fumetti che sono al cuore della storia (scritti da Hanks e illustrati da R. Sikoryak) e si scivola fuori dalle pagine di questo romanzo con quel misto di gioia indefinita e istantanea nostalgia che ancora ci prende quando usciamo da un cinema e per un istante non sappiamo dove siamo. 

fonte: www.ibs.it

Musica > Michael Jackson da record: Sony compra metà del catalogo

IPA foto da video
Accordo raggiunto con gli eredi della popstar dopo un anno di trattative: transazione di almeno 600 milioni di dollari

Michael Jackson da record: la Sony ha raggiunto un accordo con gli eredi per acquistare la metà del catalogo musicale del cantante, in quella che dovrebbe essere la transazione di maggior valore della storia per il lavoro di un singolo musicista.

L'intero catalogo di Jackson è stato valutato tra 1,2 e 1,5 miliardi di dollari: la transazione avrebbe così un valore di almeno 600 milioni, una cifra da Guinness, anche se inferiore agli 800-900 milioni ipotizzati da Variety un anno fa, quando la trattativa era venuta a galla.

L'accordo, di cui ha dato notizia Billboard, lascerebbe agli eredi di Michael Jackson notevole controllo sul materiale una volta ceduto il 50% delle quote: un punto che fino all'ultimo aveva tenuto in sospeso il negoziato.

La popstar era arrivata prima davanti a Elvis Presley nella classifica Forbes 2023 dei cantanti ricchi passati a miglior vita: tra questi, nel gennaio dell'anno prima, era passata di mano la musica di David Bowie  per 250 milioni.

Il pacchetto per Jackson comprenderebbe, oltre ai testi delle sue canzoni e della musica da lui registrata, anche tracks di altri artisti acquistati dal suo gruppo editoriale MiJac tra cui brani di Ray Charles, Jerry Lee Lewis e Aretha Franklin.

L'interesse è aumentato dallo show di Broadway MJ: The Musical, gli show a tema del Cirque du Soleil e l'imminente biopic Michael di Anton Fuqua, in cui il nipote Jafaar Jackson recita e canta nella parte dello zio.

Jacko è morto nel 2009, a 50 anni, dopo aver venduto oltre 400 milioni di dischi. L'album del 1982 Thriller è ancora uno dei due best seller di tutti i tempi secondo il Guinness World Record. Il re del pop resta popolarissimo sui servizi in streaming con quasi 40 milioni di ascoltatori al mese su Spotify.

La Sony è l'etichetta storica del cantante e già era legata agli eredi da un'intesa da 250 milioni di dollari stipulata nel 2010.

Il record ufficioso per i cataloghi musicali spettava finora a Bruce Springsteen, con circa mezzo miliardo di dollari, seguito da Bob Dylan con 450 milioni, che includono oltre alla musica i testi frutto della creatività del premio Nobel.

Ora sarebbero in trattativa anche i Queen, con una valutazione richiesta di 1,2 miliardi di dollari, al livello o poco al di sotto del catalogo di Jackson.

Vendere il proprio catalogo in passato era considerato un peccato mortale per un musicista, ma con Dylan che nel 2020 aveva dato il via, altri artisti, vecchi e giovani, erano saliti sul treno: tra questi Justin Bieber, che in cambio ha ottenuto 200 milioni di dollari dalla società Hipgnosis Songs Capital, la stessa che ha acquistato i cataloghi di Shakira, Justin Timberlake e Neil Young, quest'ultimo al 50% e con una clausola importante: nulla di quanto da lui composto potrà essere usato in pubblicità. 

fonte: www.tgcom24.mediaset.it  IPA foto da video

Libri: "Day" di Michael Cunningham

Un libro che attraversa il tempo nella storia di una famiglia, come nel suo capolavoro Le ore, premiato con i più prestigiosi riconoscimenti e tradotto in trenta lingue. Un romanzo sui cambiamenti imprevedibili delle nostre esistenze, sull’amore e la perdita, sulla forza inesauribile dei legami familiari.

«E ciò che lascia questo romanzo è il tentativo di abbandonare le stanze dell’indifferenza, il gradino di mezzo sulla scala. Come barche controcorrente, evitando però di essere risospinti senza posa nel passato.» - Alice Ledronio per Maremosso

«Se mai dovessi andare da qualche parte, tornerò sempre.»

5 aprile 2019. In un’accogliente casa in mattoni di Brooklyn, la patina di felicità domestica di Dan e Isabel comincia a incrinarsi. Marito e moglie si stanno lentamente allontanando, attratti entrambi, a quanto pare, da Robbie, il fratello minore di Isabel, l’anima ribelle della famiglia, che abita nel loro attico. 

La partenza di Robbie minaccia di rompere il fragile equilibrio della famiglia, mentre la piccola Violet finge di non vedere la distanza tra i genitori e il fratello Nathan sperimenta i primi passi verso l’indipendenza. 5 aprile 2020. Quando il mondo intero si chiude in lockdown, Dan e Isabel si sentono sempre più in prigione, tra piccoli inganni e frustrazioni reciproche. Anche Robbie è bloccato, in una baita di montagna in Islanda, solo con i suoi pensieri e una seconda vita segreta su Instagram. 5 aprile 2021. La tempesta è passata, Dan e Isabel devono fare i conti con quello che hanno imparato, con le ferite che hanno sofferto, con la nuova realtà che li aspetta. 

Michael Cunningham è uno scrittore statunitense. È cresciuto a Los Angeles e vive a New York. Per Bompiani sono usciti: Le ore (1999), tradotto in circa trenta lingue e vincitore del Premio Pulitzer per la Narrativa, del Pen/Faulkner Award e del Premio Grinzane Cavour 2000 per la Sezione Narrativa Straniera, Carne e sangue (2000), per il quale ha ricevuto il Whiting Writer's Award, Una casa alla fine del mondo (2001), Mr Brother (2002), Dove la terra finisce (2003), Giorni memorabili (2005), Al limite della notte (2010), La regina delle nevi (2014).
Dal romanzo Le ore è stato tratto il celebre film interpretato da Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore, mentre da Una casa alla fine del mondo è stata realizzata una versione cinematografica diretta da Michael Meyers.
Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo Un cigno selvatico (illustrazioni di Yuko Shimizu).
Nel 2024 La nave di Teseo pubblica un nuovo romanzo, dopo oltre dieci anni dal precedente: Day.

fonte: www.ibs.it

venerdì 9 febbraio 2024

Musica: Beatles, 60 anni fa il debutto Usa all'Ed Sullivan Show

I Fab Four si esibirono per la prima volta a New York nel 1964

Sessant'anni fa i Beatles lanciarono la conquista dell'America.

Il 9 febbraio del 1964 i Fab Four debuttarono all'Ed Sullivan Show a New York e in quel momento fecero storia cambiando la cultura americana.

Il pubblico andò in delirio non appena intonarono 'close your eyes', le prime parole del brano, 'All My Loving', scritto da Paul McCartney e contenuto nel loro secondo album, 'With the Beatles' (1963). 

Il fenomeno chiamato, 'Beatlemania', aveva cominciato a manifestarsi già dal loro arrivo all'aeroporto internazionale Kennedy il 7 febbraio. John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr furono accolti da un esercito di fotografi e migliaia di fan che gridavano in modo isterico. Il corteo di auto su cui viaggiavano si spostò verso Manhattan e il delirio continuò davanti al Plaza Hotel, dove i Beatles soggiornarono durante la loro permanenza a New York. 

I Fab Four ebbero un'accoglienza persino superiore a quella dell'allora presidente americano, Lyndon Johnson, che nonostante il freddo, il giorno prima, decise di salutare la folla davanti al quartier generale del New York Times sulla 43/a strada. Come scrisse lo stesso quotidiano newyorkese, 'c'era poca gente'. Il loro debutto in quella che era considerata una delle trasmissioni più celebri degli Stati Uniti fu seguito da oltre 73 milioni di spettatori, pari al 40% della popolazione americana. 

Secondo una leggenda dell'epoca, il numero di crimini riportati nella Grande Mela fu molto vicino allo zero, tuttavia manca una conferma ufficiale al riguardo. Nonostante il delirio dei fan, per i Beatles non ci fu pari accoglienza da parte della critica. La copertura del NyTimes del loro arrivo apparse solo alla pagina 25 e l'articolo fu intitolato, 'I Beatles lanciano l'invasione, aggiungete capelli lunghi e fan urlanti'. 

"Moltiplicate per quattro Elvis Presley, sottraete sei anni dalla sua età, aggiungete un accento britannico e un acuto senso dell'umorismo. La risposta: Sono i Beatles (Yeah, Yeah, Yeah)", si leggeva in una parte dell'articolo. Tuttavia, il Sullivan Show fu invaso da 50 mila richieste per assistere al loro debutto mentre, otto anni prima, per Elvis ne arrivarono solo 7 mila.  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Cinema > Incassi, Povere creature! in vetta inseguito da Tutti tranne te

Terzo posto I soliti idioti 3, quarto Argylle - La super spia 

Povere creature! di Yorgos Lanthimos svetta per la seconda settimana di fila in testa nella classifica degli incassi Cinetel.

Il film candidato agli Oscar con protagonista Emma Stone, Mark Ruffalo e Willem Dafoe, ha incassato 1 milione 845mila euro (con un calo solo dell'8% e una media sala di 3.209 euro su 575 sale) raggiungendo un totale di 4 milioni 705mila.

Ottima anche la tenuta di Tutti tranne te, diretto da Will Gluck con protagonisti Sydney Sweeney e Glen Powell, che al secondo week end ha guadagnato 1 milione 792mila (con un rialzo del 48% e una supermedia di 4.966 euro su 361 schermi).

Il risultato complessivo è di 3 milioni 725mila euro. 

Terzo posto per il terzo capitolo de I soliti idioti della la coppia Biggio-Mandelli, che seppur in calo del 61% mette via altri 768mila euro con un totale di 3 milioni 155mila. La media è di 2.002 euro in 384 cinema. 

Le nuove entrate della top ten sono due: in quarta piazza la commedia adrenalinica Argylle - La super spia di Matthew Vaughn con Bryce Dallas Howard, Henry Cavill, Sam Rockwell e Bryan Cranston che parte con 402mila euro in 4 giorni (e una media di 1.351 euro su 298 sale). In nona posizione ha debuttato The Warrior: The Iron Claw di Sean Durkin con Jeremy Allen White, Lily James, Zac Efron. Il fim basato sulla storia della famiglia Von Erich, mito del wrestling per intere generazioni, ha incassato 194mila euro in 4 giorni.

Quinta posizione Perfect Days di Wim Wenders (372 mila euro nel week end e 4 milioni 336mila complessivi) e sesta per Leonardo Pieraccioni e Pare parecchio Parigi (341mila e 2 milioni 917mila). Settimo The Holdovers - Lezioni di vita, ottavo Dieci minuti e decimo il film di animazione Il fantasma di Canterville. 

Nel fine settimana gli incassi complessivi sono stati di 7.672.293 euro in calo del -21% rispetto al week end precedente e in rialzo del +41% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 5 febbraio 2024

Libri: "Le piccole storie della locanda Kamogawa" di Hisashi Kashiwai

Nelle stradine di Kyoto si alternano rivenditori di tonache buddiste, botteghe di souvenir, palazzi di uffici. Poi, in un vicolo di Shomen-dori, c'è il ristorante Kamogawa: un luogo caldo, appartato. Un posto dove riassaporare i propri ricordi. Dopo Le ricette perdute del ristorante Kamogawa, il secondo, stupefacente capitolo dei detective del cibo: Kamogawa Nagare e sua figlia Koishi.

A gestire il ristorante Kamogawa, ormai da anni, ci sono un padre e una figlia, conosciuti a Kyoto come gli investigatori degli enigmi culinari, poiché abilissimi nel rintracciare gli ingredienti perfetti per i piatti del cuore di ogni avventore: come Kitano Kyosuke, nuotatore olimpionico ossessionato dal bento all'alga nori preparatogli dal padre ogni giorno; o Takeda Kana, giornalista gastronomica che vorrebbe scoprire il segreto del cibo preferito di suo figlio, all'apparenza un semplice hamburger; oppure Onodera Katsuji, che sogna di mangiare ancora una volta la soba cinese che ordinava a una bancarella e rivivere così certi istanti della sua giovinezza. 

Tra tofu, germogli di bambú, tè matcha, alga wakame e decine di altri sapori, sarà lo chef Nagare ad aiutarli, scovando le ricette che cercavano e gettando una luce tutta diversa sui momenti più significativi delle loro vite. 

Kashiwai Hisashi è un autore giapponese. Cresciuto a Kyoto, ha lavorato come giornalista e consulente televisivo. È autore della serie sul Ristorante Kamogawa, composta da sette libri e da cui è stata tratta una serie tv. Per Einaudi ha pubblicato Le ricette perdute del ristorante Kamogawa (2023) e Le piccole storie della locanda Kamogawa (2024).

fonte: www.lafeltrinelli.it

Teatro > Scala: trittico contemporaneo per il balletto

Coreografie di Simone Valastro, Garrett Smith, León e Lightfoot 

Trittico di lavori contemporanei per il secondo appuntamento della nuova Stagione del Balletto del teatro alla Scala, che dal 7 al 18 febbraio presenta le opere di coreografi scelti dal direttore del Ballo Manuel Legris, che hanno già lavorato con compagnie e teatri prestigiosi, ma mai al Piermarini, eccezione fatta per Simone Valastro, che proprio al Piermarini è cresciuto e si è diplomato prima di volare all'Opera di Parigi.

Valastro presenterà in prima assoluta 'Memento', opera frutto di un anno di lavoro, creata appositamente per i ballerini della Scala, mentre il coreografo americano Garrett Smith porterà in prima europea Reveal, creato per Houston Ballet nel 2015, mai presentato fuori dagli Stati Uniti.

Il famoso duo artistico Sol León e Paul Lightfoot debutterà invece a 'Milano con 'Skew-Whiff (fuori equilibrio), una speciale combinazione fra coreografia contemporanea e musica classica, creata per il Nederlands Dans Theater nel 1996.

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

ALL AREAS - LUCIANO LIGABUE | a ROMA (dal 9 febbraio) e poi a CORREGGIO (dal 28 aprile) la mostra fotografica di JARNO IOTTI

Dopo un’anteprima con oltre 3500 visitatori a Sestri Levante, il viaggio fotografico ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE, che Jarno Iotti ha dedicato al musicista e amico Ligabue, approda ora a Roma, dove sarà in mostra dal 9 febbraio al 1° marzo alle Officine Fotografiche, e poi dal 28 aprile al 26 maggio a Correggio, il “luogo del cuore” per entrambi gli artisti, all’interno delle Gallerie Espositive del Museo Il Correggio al primo piano di Palazzo dei Principi.

La mostra, ovvero un viaggio fotografico in 70 scatti più uno, percorso con il Liga nei vent’anni e oltre trascorsi insieme “su e giù da un palco” – Jarno dietro l’obiettivo, Luciano davanti, sempre più libero e autentico – in entrambe le città trova casa in sedi particolarmente interessanti. Officine Fotografiche a Roma è una delle realtà più dinamiche nel promuovere la cultura dell’immagine contemporanea. In 24 anni di attività ha promosso e ospitato alcune delle migliori produzioni fotografiche nazionali e internazionali, inoltre ha ideato e organizzato per 15 edizioni il festival internazionale FotoLeggendo.

L’approdo al Museo cittadino di Correggio invece rappresenta un agognato ritorno alle origini, lì dove tutto ebbe inizio, in una sede istituzionale di grande prestigio e in un’occasione speciale: il 28 aprile, giorno dell’inaugurazione, non è scelto a caso, poiché coincide con la giornata di apertura del Festival Internazionale Fotografia Europea, un evento culturale dedicato alla fotografia contemporanea, nato nel 2006. ALL AREAS – Luciano Ligabue infatti espone nell’ambito del Circuito OFF per la 18^ edizione dell’evento, Fotografia Europea 2024. “Questo progetto fotografico – commenta a proposito l’Assessore alla Cultura Gabriele Tesauri – giunge esattamente in un periodo dell’anno in cui Reggio Emilia diventa capitale della fotografia e tutta la provincia di riflesso sarà animata dalla presenza di artisti internazionali, esperti, curatori e amanti della fotografia”. Il Museo Il Correggio è solito ospitare grandi nomi tra le mostre temporanee (in ambito fotografico, uno su tutti, Franco Fontana), per questo è ulteriore motivo di vanto che abbia scelto di accogliere la prima mostra dedicata al poeta contemporaneo della sua città, Luciano Ligabue. “Una mostra – continua Tesauri – che accogliamo con grande entusiasmo, non solo perché entrambi sono figli della nostra terra, ma anche perché le fotografie di Iotti raggiungono un altissimo livello di qualità tecnica e narrativa”.

ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE espone 70 stampe in cornice, formato 40x30 cm, di scatti o sequenze che mostrano il musicista e cantante rock quasi sempre inconsapevole dell’obiettivo che lo inquadra, colto in attimi di pura verità, spesso sul palco durante i concerti ma anche in momenti che solitamente restano inediti per il pubblico (ma anche per il soggetto fotografato) in un infinito viaggio nella musica e nella vita. Il “più uno” è lo scatto che apre nella mostra e ha aperto nella vita il cammino fra le fotografie. Il filo impalpabile che guida il percorso è dato da ispirazione e visione, unite al raro dono di saper scomparire dietro l’obiettivo, caratteristiche che fanno di Jarno Iotti il fotografo capace come nessun altro di cogliere l’attimo fuggente nell’anima del musicista amico e concittadino.

Luciano Ligabue nell’introduzione commenta così: Jarno mi è stato vicino per tanto tempo e, conoscendomi così bene, è riuscito a ritrarmi nella mia versione più vera, quella in cui “non sento” la macchina fotografica. Il risultato lo potete vedere in questa mostra di cui sono molto felice non tanto per me come soggetto (ma sì, poi, anche quello), quanto per lui come autore. E devo ringraziarlo perché questa serie di scatti sono una specie di diario che non ho scritto io, ma che, ricordandomi dove sono stato e che cosa ho fatto, mi muove profonde emozioni”.

Le fotografie esposte nella mostra sono disponibili anche in una Box “Postcards Edition” acquistabile al link https://jarnoiotti.com/jgallery/all-areas/. Il cofanetto contiene le 71 foto in formato cartolina con bordatura bianca che riportano sul retro il luogo e la data dello scatto. Inoltre 18 aneddoti che riguardano alcuni scatti a cui l’autore è particolarmente legato e una cartolina speciale con il poster della mostra sul fronte e l’emozionata introduzione scritta da Luciano dopo avere visto le foto, dalla quale riportiamo un altro passaggio: “Poi si è specializzato nelle foto dei nostri live. Lì non c’erano pose che dovevo tenere e il suo obiettivo puntato non lo vedevo quasi mai. Quelle foto me le mostrava con orgoglio. Mi piacevano sempre di più. Raccontavano la verità”.

JARNO IOTTI ALL AREAS – LUCIANO LIGABUE

ROMA dal 9 febbraio al 1° marzo 2024

Officine Fotografiche – via Giuseppe Libetta 1

CORREGGIO dal 28 aprile al 26 maggio 2024

Circuito OFF – Festival Fotografia Europea 2024 – 18^ edizione

Museo Il Correggio – Gallerie Espositive Palazzo dei Principi, Corso Cavour 7

Jarno Iotti (Reggio Emilia, 1973) nasce come fotografo professionista agli albori del millennio, quando decide di reinventare la propria vita sull’onda di una passione – quella per la fotografia – coltivata fin da piccolo. “Il mio amore per la fotografia nasce da bambino, a dir la verità si può dire che sia stato un colpo di fulmine sulle rive del fiume Po, il giorno in cui rubai a mio padre una vecchia compatta dell’Olympus. Allora non sapevo sarebbe stato un amore duraturo, ma sul grande fiume scattai le mie prime foto e mai avrei immaginato che quella sarebbe diventata un giorno la mia professione. Nel 1999, dopo anni di lavoro come operaio, lascio un lavoro sicuro per mettermi totalmente in discussione entrando a far parte dello staff di Luciano Ligabue.

Un’esperienza, quella al fianco di Ligabue, durata oltre 20 anni e che mi ha permesso di riscoprire la passione per la fotografia affiancando l’artista nell’attività live e documentandola “su e giù da un palco”. Parallelamente sono cresciuto professionalmente partecipando a workshop e coltivando incontri unici nel mondo della musica (mia grande passione da sempre), del cinema e del teatro che mi hanno dato l’opportunità d’immortalare molti grandi artisti del panorama italiano. Ho poi rivolto lo sguardo e l’obiettivo anche verso ambiti diversi, portando il mio stile fotografico e le conoscenze acquisite in ogni nuovo progetto. Citando Luigi Ghirri, credo che la fotografia possa metterci in relazione con il mondo in maniera profondamente diversa”.

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fonte: Ufficio stampa Elena Pantera elena.pantera@pantarei.me 

lunedì 29 gennaio 2024

Libri: "I miei giorni alla libreria Morisaki" di Satoshi Yagisawa

«Iniziai a leggere un libro dopo l'altro. Quei vecchi libri nascondevano storie per me inimmaginabili. E non mi riferisco solo a ciò che raccontavano. Dentro ognuno trovai tracce del passato: sottolineature, segnalibri, fiori secchi. Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri. E così cominciai ad affezionarmi alla libreria Morisaki.»

Jinbōchō, Tokyo. Il quartiere delle librerie e delle case editrici, paradiso dei lettori. Un angolo tranquillo e fuori dal tempo, a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni. File e file di vetrine stipate all'inverosimile di libri, nuovi o di seconda mano. 

Non tutti lo conoscono, più attratti da Ginza o dalle mille luci di Shibuya. Di sicuro Tatako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – non lo frequenta assiduamente. Eppure è qui che si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni. 

Un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza al piano superiore adibita a magazzino. È il regno di Satoru, l'eccentrico zio di Tatako. Entusiasta e un po' squinternato, dedica la sua vita ai libri e alla Morisaki, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. 

L'opposto di Tatako, che non esce di casa da quando l'uomo di cui era innamorata le ha detto di voler sposare un'altra. È Satoru a lanciarle un'ancora di salvezza, offrendole di trasferirsi al primo piano della libreria. Proprio lei che non è certo una forte lettrice, si trova di colpo a vivere in mezzo a torri pericolanti di libri e minacciosi clienti che continuano a farle domande e a citarle scrittori ignoti. 

Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con un timido sconosciuto e rivelazioni sulla storia d'amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare. 

Satoshi Yagisawa (Chiba, Giappone, 1977) vive a Tokyo. I miei giorni alla libreria Morisaki (Feltrinelli) è il suo romanzo d’esordio. Dopo aver vinto il premio letterario Chiyoda, è diventato un caso editoriale da cui è stato tratto un film. È stato un successo in Giappone, Corea, Vietnam e a Taiwan, ed è in corso di traduzione in sedici Paesi. Nel 2023 esce per Feltrinelli, Una sera tra amici a Jinbocho.

fonte: www.lafeltrinelli.it

Libri: "Ciak si sfila: I défilé di moda in trenta film" di Grazia D'Annunzio e Sara Martin

Il libro è un’analisi approfondita e inedita di un sottogenere cinematografico, la sfilata di moda inserita in una trama cinematografica che inizia a farsi strada in America negli anni Venti per poi essere “esportato” con successo anche in Italia durante gli anni della dittatura fascista. 

Originariamente il défilé serve sia come momento di evasione che come strumento per veicolare le novità della stagione. 

A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, ai costumisti di Hollywood che guardavano ai trend della moda francese e li riproponevano sul grande schermo (Adrian è un caso lampante) e a quelli europei che attraverso gli abiti esprimevano una visione del mondo condivisa con i registi (Piero Gherardi e Danilo Donati con Fellini) si affiancano i veri couturier (le sorelle Fontana ne Le amiche, Hubert de Givenchy in Cenerentola a Parigi), e in seguito la sfilata di moda viene anche vista e proposta in chiave ironico-dissacrante (Chi sei, Polly Maggoo?). 

Il sottogenere continua a fare capolino anche nei film di questo millennio, in un pastiche di rimandi e appropriazioni (comico surreale in Zoolander, reale in Sex and The City - The Movie, pseudo storico in Marie Antoinette, liberamente ispirato a un couturier ne Il filo nascosto, filologicamente vintage in La signora Harris va a Parigi). Il volume è diviso in due parti: nella prima si analizzano la nascita e l’evoluzione di questo sottogenere, il ruolo e l’estetica dei costumisti più importanti, nella seconda, si descrivono trenta film dove il défilé è un momento essenziale del racconto.

fonte: www.amazon.it

Sport > Sinner: da 'Apoteosi' a 'sembra Nadal', il mondo lo celebra

Sinner: da 'Apoteosi ' a 'sembra Nadal ', mondo lo celebra ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
Ampio spazio dalla Cnn, 'Ragazzo di montagna ha scalato un'altra cima'  

Il trionfo di Jannik Sinner agli Australian Open di tennis a Melbourne ha monopolizzato le prime pagine dei quotidiani, non solo sportivi, sia in Italia che all'estero.

"Sinner si traveste da Nadal per superare Medvedev ed essere incoronato campione", scrive in Spagna "Marca", facendo riferimento alla finale vinta dallo spagnolo rimontando due set contro il russo proprio come accaduto a Jannik.

"Apoteosi", titola l'Equipe aggiungendo: "Ancora e ancora. Sinner conquista il suo primo Grande Slam. Le promesse dell'italiano di fine 2023 sono state mantenute, in gran stile. Al termine di una folle finale degli Australian Open, Sinner ha domato Medvedev, dopo una rimonta strepitosa. E' tra i grandi".

E in Francia ne parlano anche i giornali generalisti come Le Figaro: "Seguendo le orme del padre, che era chef, Jannik Sinner sembra aver trovato sui campi le ricette giuste per invitarsi stabilmente alla tavola dei re". L'altoatesino - aggiunge Le Figaro citando anche il super finale di 2023 di Jannik, con la vittoria della Coppa Davis - ha fatto "la storia del suo paese". Per il generalista spagnolo El Mundo "Sinner vince in Australia e anticipa una grande rivalità con Alcaraz".

"L'italiano parte sotto di due set, poi vince al quinto. Prima finale del Grande Slam e prima vittoria: meglio di così non si può", si legge, in Germania, su "Bild".

Negli Una ne parlano i più importanti network a partire dalla dalla NBC: "Il primo italiano a vincere gli Australian Open in quello che potrebbe essere un cambio generazionale nel tennis".

Poi c'è la Cnn, che dedica ampio spazio alla vittoria in Australia, con anche un richiamo nella home page del suo sito. "Jannik Sinner rimonta due set per aggiudicarsi il suo primo titolo slam". E in Gran Bretagna sulla sempre istituzionale Bbc: "Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open dopo una grande rimonta". Sempre in Inghilterra il Daily Mail titola: "la rimonta del ragazzo", mentre The Australian chiude così: "La gloria appartiene a Sinner, il ragazzo della montagna ha scalato un'altra cima".  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Cinema: "Perfect days", il film candidato all'Oscar di Wenders che propone uno stile di vita alternativo

Nomination come Miglior Film Straniero 

E' la sorprendente rivelazione ai botteghini italiani accanto a "Il ragazzo e l'airone" di Hayao Miyazaki. Il Giappone è protagonista e la storia interpretata da Koji Yakusho fa riflettere sul modo di vivere, invitando a un approccio meno frenetico

Koji Yakusho con questo film ha vinto il premio per il migliore attore all'ultimo Festival del Cinema di Cannes, riconoscimento che un giapponese non riceveva da diciannove anni, e il suo personaggio è credibile, felice del suo lavoro umile, arricchito da libri e musica, e libero dalla caccia al successo.

Wim Wenders affascina il pubblico con una storia che elogia una vita saggia, risolta, fatta di una routine felice, ripetitiva ma riempita di tutto ciò che conta.

fonte: www.rainews.it  Tg2, Cinzia Terlizzi

 

sabato 27 gennaio 2024

Libri: "Il secolo della noia" di Franca Valeri

Cos'è la gioia e cos'è la noia? In un certo senso, per Franca Valeri, la domanda ha a che fare con un passato ricco di realtà e con un presente avvitato su se stesso, con due secoli che sono come due mondi: il Novecento, il suo, e il Duemila, tutto nuovo. In questo confronto serrato tra due epoche c'è un solo indiscusso vincitore: la penna dell'autrice.

«La vita che non costa un po' di fatica non è mai stata divertente. La fatica era ingegno, la fatica era invenzione, la fatica era amore. Non so come mi sia venuta questa parola abbastanza magica, fatica, ma il mondo era piú bello quando ce n'era molta».

Nelle pagine di Franca Valeri autobiografia e pensiero, ironia e intelligenza, s'intrecciano per dare vita a un'analisi lucidissima e spietata del mondo in cui viviamo. Attraverso ricordi che spaziano dal teatro ai legami affettivi, e con un passo tutto suo, Franca Valeri ripercorre gli anni febbrili del secolo scorso e li confronta con il tempo presente. 

L'avvento del Terzo Millennio, atteso come una promessa, può rivelarsi in un certo senso una delusione. Il fil rouge è il tema della noia con le sue molteplici sfumature, declinazioni, cause ed effetti: «Non tutte le noie sono uguali: c'è quella in cui si sbadiglia aspettando la fine del giorno senza scopo e c'è, invece, quella piú insopportabile in cui è lo scopo che si rivela noioso. La noia è un sentimento eroico, se ti afferra sulla tomba di un eroe o se lo vivi dietro un vetro in attesa di un amante ritardatario». Il secolo della noia , divertendoci e facendoci riflettere, interroga ciascuno di noi: il presente corrisponde a quello che ci aspettavamo? E in quale direzione stiamo andando? 

Attrice, conduttrice televisiva e scrittrice italiana di teatro e cinema.
Franca Valeri (vero nome Alma Franca Maria Norsa, il nome d'arte è un omaggio al poeta francese Paul Valery) può vantare una straordinaria carriera teatrale, cinematografica, radiofonica e televisiva. Celebre per le sue caratterizzazioni (fra tutte ricorderemo almeno la signorina Snob e la signora Cecioni), ha affiancato alla sua pratica artistica una attività autoriale, che ha dato luogo a una serie di pubblicazioni distribuite negli ultimi sessant'anni.
Ha pubblicato Il diario della Signorina Snob (Mondadori 1951, Lindau 2003), Le donne (Longanesi 1960), Le Catacombe (Cappelli 1961), Questa qui, quello là (Longanesi 1965), Toh, quante donne! (Mondadori 1992, Lindau 2004), Tragedie da ridere - Dalla Signorina Snob alla vedova Socrate (La Tartaruga 2003), Animali e altri attori - Storie di cani, gatti e altri personaggi (Nottetempo 2005), Di tanti palpiti. Divertimenti musicali (La Tartaruga 2009), Bugiarda no, reticente (Einaudi 2010) e Donne (Einaudi 2012), Il secolo della noia (Einaudi, 2019).

fonte: www.ibs.it

Cinema > Con Garrone in corsa Bayona, Glazer, Wenders e Catak

Quasi tutta europea la cinquina dei film internazionali  

Io Capitano di Matteo Garrone, Perfect Days di Wim Wenders candidato dal Giappone, lo spagnolo La Società della Neve di J.A.

Bayona, il tedesco The Teachers' Lounge di İlker Çatak, e il britannico The Zone of Interest di Jonathan Glazer sono i candidati al miglior film internazionale.

Le nomination, scelte da membri dell'Academy da un numero record di 93 Paesi, sono state annunciate oggi al Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles da Zazie Beetz e Jack Quaid. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Libri: "Ho paura torero" di Pedro Lemebel

A Santiago, nei giorni della resistenza, l'incontro fatale tra la Fata dell'angolo, travestito passionale, e Carlos, militante del Fronte patriottico Manuel Rodriguez. Una satira schiacciante della dittatura, una storia d'amore meravigliosamente sovversiva.

«Era solo questo, solo cortesia, solo il ringraziamento per aver concesso la sua casa e il suo tempo a quei rivoluzionari senza cuore. In quella posizione, con le ginocchia unite, rannicchiata a metà scala sembrava davvero una bambina, lo sgorbio artritico del disamore.»

Lei è la Fata dell'angolo, travestito passionale e canterino, sartina dei quartieri alti.Carlos è un militante del Fronte patriottico Manuel Rodríguez, a caccia di un nascondiglio per le sue riunioni clandestine. Per amore, la Fata offre al ragazzo la propria soffitta. Per amore, accetta le mezze verità di Carlos, gli incarichi rischiosi necessari per la Causa. Assillato da una moglie logorroica, tormentato da incubi d'infanzia, Pinochet va e viene dal proprio "retiro" di Cajón del Maipo, che domina Santiago dall'alto. Finché un giorno, lungo la strada rovente che scende verso la capitale, la Sua pista si incrocia drammaticamente con quella di Carlos. Anche Carlos e la Fata si troveranno ancora di fronte. In tutt'altro scenario, tutt'altro attentato. Scritto con linguaggio gioioso e barocco, questo romanzo celebra il trionfo dei sentimenti e dell'erotismo su pregiudizi, barriere, meschinità. Adorato dai cileni, che l'hanno proclamato "il libro del nuovo millennio".

Pedro Lemebel, nato - come gli piaceva dire -  negli anni Cinquanta, vive una giovinezza indigente: «in casa mia non c'era nemmeno un libro, e se entrava un giornale, era avvolto intorno alla carne: carta macchiata di sangue».
Nel 1987 fonda, insieme a Francisco Casas, il Collettivo artistico "Yeguas del Apocalipsis". Tra il 1987 e il 1995 il Collettivo realizza almeno quindici memorabili, eventi pubblici, mescolando performance provocatorie, trasformismo, fotografia, video e installazioni per rivendicare il diritto alla vita, alla memoria, alla libertà sessuale. Personaggio amatissimo dalla comunità omosessuale («non è che da piccolo mi piacesse giocare con le bambole: io volevo essere la bambola») e dalla sinistra del suo paese, Lemebel porta alla luce il Cile sommerso con le sue cronache urbane, pubblicate sui giornali dell'opposizione, come «Pagina Abierta», «The Clinic», oppure trasmesse quotidianamente da Radio Tierra. Raccolte progressivamente in volume (La Esquina es mi Corazón, Loco Afán: Crónicas de Sidario, De perlas y Cicatrices, Zanjon de la Aguada) le sue testimonianze figurano sempre nelle classifiche dei libri più venduti, e sono più piratate di Harry Potter. Il suo primo romanzo, Ho paura torero, è stato il libro più venduto in Cile nel 2001.
In Italia le opere di Pedro Lemebel, che ci lascia nel 2015 dopo lunga malattia, sono pubblicate dall'editore Marcos y Marcos. Nel 2019 Edicola Ediciones pubblica 70 cronache che Pedro Lemebel compilò per il programma radiofonico "Cancionero" di Radio Tierra.

fonte: www.ibs.it

Danzainfiera 2024 - Fortezza da Basso, Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024.

Danzainfiera 2024 Fortezza da Basso, dal 23 Febbraio 2024 al 25 Febbraio 2024
 
ORARIO EVENTO: dalle ore 09;:00 alle ore 20:00 tutti i giorni

Dal 23 Febbraio 2024 al 26 febbraio 2024, presso Fortezza da Basso, si terrà la nuova edizione dell'evento Danzainfiera 2024.
 
Il primo, l’originale, il più grande evento internazionale dedicato alla danza.
 
Ogni anno oltre 400 eventi, 14 padiglioni, 65.000 metri quadri, 20.000 ballerini sui palchi, 17 competizioni internazionali: giunta alla quindicesima edizione, Danzainfiera è un appuntamento fisso per professionisti del settore, ballerini, scuole, compagnie di danza e aziende. 
É il luogo d’incontro per tutti gli stili di danza, dove gli spazi espositivi convivono con aule e palchi per un evento unico nel suo genere.

A Danzainfiera puoi: fare, partecipare, vedere, vincere!
 
"Classica, jazz, moderna, contemporanea. La danza è movimento, è ispirazione, è tecnica. È interpretazione e quindi individualità. Ma poi diventa pluralità, coinvolgimento, passando dall'io al noi. Danzainfiera esprime questa duplice dimensione presente in tutte le arti coreutiche, facendosi vetrina delle diverse discipline e di tutto il variegato mondo del ballo. 
“All Beats to Dance” è il tema scelto per questa edizione, in programma alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 23 al 25 febbraio 2024. 
La campagna adv sarà contrassegnata da un'immagine colorata, gioiosa, immediatamente percepibile: un insieme di dettagli a comporre una scena unica. 
Siamo noi, siete voi: adulti e giovanissimi, principianti e professionisti, ballerini e corpi di ballo, scuole e organizzazioni sportive, aziende e operatori del settore. Tutti alla ricerca del proprio palcoscenico. Insieme componiamo una polifonia di voci e di desideri che dentro alla Fortezza da Basso, nei giorni di Danzainfiera, troveranno il modo per esprimersi e condividere emozioni. Venite a ballare con noi, a colori" 

ACQUISTA I BIGLIETTI: clicca qui

fonte: www.destinationflorence.com photo e credits: Danzainfiera

Moda > Dior omaggia la danza: abiti per lui che può indossare anche lei

Ufficio stampa - Dior Men Winter 2024-2025 Collection (credit: Adrien Dirand)
In passerella look ispirati al grande danzatore Rudolf Nureyev. Per il prossimo inverno, il prêt-à-porter sposa la teatralità della couture

Dior omaggia l’arte del balletto per la collezione maschile per il prossimo inverno.

A Parigi è andato in scena un atto d’amore da parte del direttore creativo per l’uomo Kim Jones nei confronti di Rudolf Nureyev, tra i più grandi ballerini classici di tutti i tempi. Il prêt-à-porter sposa la teatralità della haute couture: il risultato è la quintessenza dell’eccellenza, dai confini di genere sempre più labili.

È così che la collezione Dior per l’inverno 2024-205 dedicata all’uomo segna la convergenza tra funzionale e poetico, tra utilità e grazia. Sono look permeati di eleganza, nati dalla reinterpretazione degli archivi della maison. La sartoria si reinventa con nuovi volumi, spacchi, pieghe e scollature.

A ricordare lo stile di Nureyev sono le tute, gli shorts in lana con zip, le maglie a coste aderenti, le fasce per capelli, i collant, le scarpe modello ballerina. Un’occasione, per Kim Jones, per ricordare anche un affetto a lui carissimo: suo zio Colin, amico del danzatore russo che scelse Parigi tra le sue città di residenza, diresse il Balletto dell’Opéra e fu partner dell’étoile Margot Fonteyn, amica a sua volta di Monsieur Christian Dior.

fonte: www.tgcom24.mediaset.it

DRUSILLA FOER: da oggi anche in streaming il suo primo album "DRU" con inedito video live dal BLUE NOTE

 

Uscito a inizio ottobre in vinile numerato e CD maxi e ora anche in formato digitale

(tutti i formati sono disponibili al link https://drusillafoer.lnk.to/DRU),

DRU si compone di tredici tracce, di cui 12 inediti scritti da autori di varie generazioni, per un disco che svela nuove tonalità nel mondo artistico di Drusilla. 

 

Da oggi disponibile anche il video inedito di Non mi parlare d’amore

il brano composto da Tricarico per Dru, in versione live dal Blue Note di Milano

(al link https://bit.ly/Dru-NonMiParlareDAmore).

 

Milano, – È disponibile da oggi anche in digitale (streaming e download), DRU il primo album di Drusilla Foer, pubblicato in ottobre da BMG inizialmente solo in formato Vinile numerato e Maxi CD da collezione. L’uscita in digitale (https://drusillafoer.lnk.to/DRU) è accompagnata dal video inedito di uno dei brani più apprezzati dell’album, Non mi parlare d’amore, composta da Tricarico, in versione live registrata al Blue Note di Milano l’8 dicembre scorso, dove Drusilla si è esibita in tre sole serate, accompagnata sul palco da sei musicisti e dal trio vocale delle Blue Doll’s (al link https://bit.ly/Dru-NonMiParlareDAmore).

 

Oltre al teatro (dopo il recital Eleganzissimail 14 febbraio 2024 debutta al Teatro Comunale di Vicenza il suo secondo lavoro teatrale, la pièce di prosa musicale Venere Nemica, in tour per 50 date fino a fine aprile), la TV (la grandissima notorietà è arrivata grazie alla co-conduzione di Sanremo 2022), il web (diventato di culto il format delle sue telefonate alle amiche e alla domestica Ornella), qualche incursione nel cinema (annunciata per il 2024 la sua presenza nella serie Netflix Tutto chiede salvezza), Drusilla ha voluto suggellare il suo grande amore per la musica con un disco di canzoni che le assomiglia, un’ulteriore strada espressiva intrapresa per completare il suo mondo artistico, ricco di tonalità e sfaccettature.

 

Pubblicato da BMG e prodotto da Best Sound, la storica etichetta di Franco Godi che del disco ha curato personalmente la direzione artistica e gli arrangiamenti, DRU contiene tredici tracce, di cui dodici canzoni inedite, firmate da autori eccelsi di tante generazioni diverse, fra i quali Pino Donaggio e Maurizio PiccoliPacifico e Vittorio Cosma, Mariella Nava, Giovanni Caccamo,Mogol e Donida, Tricarico e Luca Rossetti.Ognuno di loro ha creato piccoli quadri su temi diversi – l’amore naturalmente, ma anche la guerra, l’avversione per il pregiudizio e altri temi da sempre cari all’interprete - con grandi aperture sonore, in uno spettro emotivo nel quale Drusilla si è saputa riconoscere.

 

Oltre a loro, Ditonellapiaga e Fabio Ilacqua, autori di nuova generazione fra i più ricercati, che hanno composto i due brani dalle tonalità apparentemente più distanti fra loro: la prima ha firmato Io ne voglio Ancora, elegante divertissement in chiave dance e dichiarazione di libertà e amore per la musica e per la vita che Drusilla ha cantato in duetto con Asia Argento. Il secondo - già autore di alcuni grandissimi successi di Gabbani, Mengoni, Mina, Celentano, Vanoni - ha composto per Drusilla Tanatosi, un brano dirompente sia nel tema – quello della violenza e della sopraffazione che richiedono un atto estremo di resilienza per restare aggrappati alla vita – sia nelle parole che la voce incide con la precisione di una lama su una musica dal crescendo ossessivo con inattese aperture melodiche carezzevoli, sia per il video dall’impatto emotivo travolgente che lo accompagna. La produzione musicale di Tanatosi, come di altri brani dell’album (Moon in ChampagneAmami se puoiDa questa parte), è di Fausto Cogliati, collaboratore storico di Franco Godi.

 

C’è un secondo duetto in DRU, su un brano ancheggiante, divertente e scanzonato: si tratta di Amore… Boh! e non poteva che portare la firma di Franco Godi per la musica, dal sapore brasiliano, nonché la sua voce in alternanza a quella di Drusilla, mentre il testo è di Gianluca Gori. Nella tracklist anche due extravaganze: l’inedito Buonanotte Rossana, brano di Lelio Luttazzicolmo di delicatezza e sentimento, nel quale la voce di Drusilla si accompagna a un’esecuzione originale al piano del Maestro scomparso nel 2010, e Giorno ad Urlapicchio, non una canzone ma una poesia avvolgente e giocata sull’onomatopea scritta da Fosco Maraini, padre di Dacia e indimenticato antropologo e scrittore toscano.

 

Le sonorità fuori dal tempo, eleganti, ricche di sfumature - e lontane da qualunque indulgenza verso tendenze musicali alla moda – sono la cifra stilistica di DRU, a proposito del quale la sua interprete scrive: “La musica è il mio grande amore, davanti al quale sono stata sempre in piedi, con lo sguardo arreso di chi è disposto a non essere corrisposto, cercando solo di non arrossire. Un bell’amore, irrorato di pudore e di coraggio, di rabbia e calma, di note giuste e sbagliate, di respiri, pensieri, sorrisi e civetteria. Cantare mi fa essere me, con facilità, intimità, con perdono per ciò che sono”. 

 

Nell’introduzione a DRU, la cantante dedica “questo miracolo” al prezioso amico Franco Godi, il produttore e compositore che ha attraversato con successo oltre sei decenni di storia musicale italiana, con intuizioni che lo hanno portato con Drusilla Foer alla terza illuminazione geniale nell’arco della sua vita professionale: già autore di migliaia di jingle pubblicitari, musica per il cinema e per la televisione dagli anni ’60 agli anni ’90 del secolo scorso (per questo soprannominato Mr Jingle), ha poi generato il movimento hip hop italiano, del quale lui e la sua Best Sound sono stati il fulcro per oltre 20 anni nei due decenni a cavallo del terzo millennio, arrivando nel 2015 a Drusilla Foer, della quale ha intuito l’enorme talento e unicità artistica fin dal primo momento. 

 

Godi è colui che ha desiderato tanto quanto Drusilla la realizzazione di DRU, la cui uscita è la prima dopo dieci anni siglata con la sua storica etichetta Best Sound. A proposito del lavoro svolto e del risultato raggiunto Franco Godi dice: “Mi piaceva l’idea di un album slegato da tempi e mode del momento, soprattutto suonato e arrangiato con creatività e ricchezza di sfumature, cucito su misura per Drusilla. Lei e io ci troviamo spesso in totale sintonia nel riconoscere le canzoni che ci piacciono, non solo perché sono belle canzoni, ma perché le sentiamo in qualche misura necessarie ad esprimere l’estetica musicale che ci appartiene. Sento che abbiamo fatto un lavoro sincero, senza risparmiarci, insieme ad Andrea Benassai e ai musicisti in studio, che ringrazio, trovando sempre in BMG e in Dino Stewart dei partner entusiasti e propositivi, con uno sguardo curioso e in sintonia con le nostre scelte artistiche”.


 

IG drusillafoer

FBDrusilla Foer

Youtube: DrusillaFoer

https://drusillafoer.com

 

fonte: Ufficio stampa Elena Pantera elena.pantera@pantarei.me