sabato 29 maggio 2021

L'alta moda di Valentino sfilerà il 15 luglio a Venezia. Piccioli, è cornice perfetta per la mia nuova collezione

La collezione Valentino Haute Couture Autunno/Inverno 2021-22, sarà presentata il 15 luglio a Venezia. Lo annuncia una nota della maison dove viene precisato che la decisione è stata presa con il direttore creativo Pierpaolo Piccioli, "afferrando l' opportunità del ritardo nella produzione dovuto ai tempi senza precedenti, per creare qualcosa di ambizioso e unico".

"Uno degli aspetti più impegnativi del mio lavoro in questi tempi senza precedenti - spiega Piccioli - è stato dover riprogrammare il posto per i miei spettacoli della Couture. L'attuale modalità "viaggia con la fantasia" in cui ci troviamo mi ha spinto sognare più in grande. 

La mia prossima collezione Couture s'intitolerà Valentino Des Ateliers e l'approccio generale a questo progetto ha molto a che fare con il nome stesso. Mi sono messo alla prova nell'orchestrare una sinfonia di anime, menti e input creativi diversi. Tutte queste energie hanno portato la mia visione a Venezia, una città genera genuinamente e spontaneamente vibrazioni su arte, teatro, musica, architettura, cinema e tutto ciò che ha a che fare con la creatività. 

Ecco perché è stata una decisione naturale optare per questa idea. Sono un designer, un creatore di moda e bisogno di visualizzare le mie creazioni in cornici specifiche. Venezia è la cornice perfetta della collezione Valentino Des Ateliers". 

L'evento sarà trasmesso in live streaming sulla piattaforma della Federation de la Haute Couture et de la Mode, poiché la sfilata è compresa nell'ambito della settimana della moda francese, oltre ai canali digitali. Un selezionato numero di ospiti sarà invitato a Venezia, nel rispetto delle norme di sicurezza. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Addio Carla Fracci: il saluto dell'Arena di Verona

Nel triste giorno della scomparsa di Carla Fracci, l'Arena di Verona esprime il proprio cordoglio e ricorda gli spettacoli più memorabili che hanno visto la "prima ballerina assoluta" esibirsi per il pubblico dell'anfiteatro.

Fondazione Arena di Verona esprime il proprio cordoglio nel giorno della scomparsa di Carla Fracci, étoile, insegnante e coreografa, “prima ballerina assoluta” (New York Times), protagonista di ben trentatré produzioni diverse nei luoghi della musica della città scaligera: oltre al millenario Anfiteatro, il Teatro romano e il Teatro Filarmonico.

«Oggi è un giorno triste, perdiamo una Divina, una vera artista, una stella come poche nella nostra Storia. – dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia GasdiaVogliamo omaggiare Carla Fracci ricordando una delle più fedeli e belle collaborazioni con questo grande Teatro, sempre all’insegna della perfezione. Con tutti i lavoratori dell’Arena di Verona voglio esprimere la nostra vicinanza al marito Beppe Menegatti e al figlio Francesco».

Carla Fracci ha intessuto con l’Arena di Verona un rapporto costante e privilegiato lungo cinquant’anni, in una carriera d’eccellenza in spettacoli memorabili, condividendo il palcoscenico con artisti di massimo livello quali Luciana Novaro, Mario Pistoni, Micha van Hoecke, James Urbain, Rudolf Nureyev, Oriella Dorella, Ekaterina Maksimova, Lawrence Rhodes, Vladimir Vassiliev, Luciana Savignano, Gheorghe Iancu, Giuseppe Picone, Roberto Bolle.

"Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze.
Sono stata una pioniera del decentramento.
Volevo che questo mio lavoro non fosse d'élite, relegato alle scatole d'oro dei teatri d'opera. A me piaceva così, e il pubblico mi ha sempre ripagato"  Carla Fracci

Dal 1954 al 2002 ha portato, spesso per la prima volta in assoluto, tutti i più grandi titoli della danza classica nel grande anfiteatro veronese, con le compagnie di balletto più importanti al mondo, e quindi con il Corpo di Ballo areniano, di cui è stata Direttrice dal 1996 al 1997. Spesso diretta da Beppe Menegatti, regista e compagno di vita, si è esibita sulle coreografie di Béjart, Fokine, Ivanov, Balanchine, Massine, MacMillan, Cranko, Martinez, Gai, Dell’Ara, Bouy, e molti altri.

Con i complessi artistici areniani ha interpretato diverse prime assolute di nuove creazioni contemporanee; nel 1990 ha reso omaggio alla nascita dell’Opera nelle sale dove nacque Orfeo, nella memorabile trasferta al Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2002, per il suo spettacolo inaugurale, Franco Zeffirelli creò appositamente per lei il personaggio di Akmen, narratrice silenziosa ed elegante delle vicende di Aida.

 Carla Fracci e l'Arena di Verona

 Spettacoli all’Arena di Verona, al Teatro Filarmonico, al Teatro romano

1954 – Il Lago dei cigni / Il Fiume innamorato

1954, 1982 – Il Lago dei cigni

1970, 1974, 1985, 1990 – Giselle

1971, 1991 – Romeo e Giulietta

1972 – Coppelia

1973 – Cenerentola

1976, 1979 – Lo Schiaccianoci

1977 – Bolero / Concerto lirico-sinfonico / Serata a tre

1978 – La Bella addormentata

1980 – Parata di stelle internazionali del balletto

1983, 1984 – Excelsior

1986 – Questa è l’Arena, qui è nata Maria Callas / Parata di stelle internazionali della danza

1989 – La Strada

1990 – Orfeo

1995 – Carmen / Sogno di una notte di mezza estate

1996 – Antonio e Cleopatra / Stravinskyana / Gala romantico

1997 – Macebth / La Signorina maestra e il teppista

1999 – Concerto di Gala per Katia Ricciarelli

2002 – Aida

fonte:  www.arena.it

lunedì 24 maggio 2021

Alta Moda > Mariella Milani: “Versace? Un genio che rese la spilla da balia glamour”

Mariella Milani – Credits: Simona Filippini

 Mariella Milani, la signora della moda, racconta a DiLei di "Fashion Confidential", dei suoi incontri con i grandi stilisti e di come stanno cambiando le cose nel lusso

Mariella Milani è una delle prime donne a condurre il Tg2 e che è stata una delle poche a raccontare il fashion system dal punto di vista economico, sociologico e di costume.

 Oggi è protagonista di una serie di podcast dal titolo, Fashion Confidential, ideata e prodotta dalla media company ACTION MEDIA Ltd e tratta dal libro omonimo edito da Sperling&Kupfer. Mariella Milani conduce gli ascoltatori in un viaggio alla scoperta della “moda oltre la moda”, in cui rivivono non solo gli amarcord della Golden Age del fashion system fatto di stilisti osannati come divi, eventi di grande impatto scenografico e indimenticabili top model, ma viene svelato anche  tutto ciò che si nasconde dietro il sipario e che nessuno ha mai raccontato.

Dalla sfilata di Fendi sulla Grande Muraglia cinese a quella di Dior nel Foyer de l’Opéra di Parigi, dalla colazione con Valentino Garavani nel castello di Wideville all’incontro-scontro con Alexander McQueen a Londra, dall’emozione dell’addio alle passerelle di Yves Saint Laurent all’opulenza delle feste di Roberto Cavalli in Costa Smeralda.

Ci racconti della tua serie di podcast, Fashion Confidential?
Partiamo da una premessa. Avendo una lunga storia professionale, la cosa che più mi interessa è la novità, è quello che io non conosco, perché credo che la nostra vita debba essere una scoperta quotidiana. Io faccio quello che faccio, sempre con grande passione. Ho sempre affrontato il mio lavoro da giornalista con entusiasmo, anche quando era duro e pesante.
Dunque, per quanto riguarda i podcast, l’idea mi è venuta leggendo un articolo su un quotidiano di cui, sottolineo, non posso mai fare a meno, anche se mi sono data alla tecnologia, tanto che tutte le mattine il mio giornalaio me ne fa trovare tre dietro la porta. In questo articolo si diceva che dal 2019 al 2020 i podcast erano aumentati del 15% e che 14 milioni di persone li ascoltavano. Questi dati mi hanno fatto pensare che i podcast possono essere uno strumento del futuro e che forse è finita l’era della superficialità cui per esempio ci hanno abituato i social.
Ti faccio un esempio, una volta su Instagram ho voluto raccontare che cosa ha rappresentato Calvin Klein nella moda, il suo logo, l’utilizzo che ne ha fatto. Per farlo, volevo servirmi dei Reel che però non durano più di 30 secondi, ma in così poco tempo è faticoso esprimere il senso di quello che ha realizzato un gigante della moda come lui, nonostante io abbia acquisito il dono della sintesi dopo aver lavorato 33 anni al Tg2.
Invece, i podcast sono un racconto che si fa a voce e la voce è proprio la mia cifra distintiva, da sempre mi è stato detto che cattura l’attenzione. Non solo, con la voce si possono esprimere i sentimenti, l’ironia, si riesce a dare colore alla notizia.

Fashion confidential è anche il titolo del tuo libro…
Sì, io non volevo fare un audiolibro che è la semplice lettura del testo. Mi piaceva proprio l’idea di fare dei podcast perché sono dei racconti, volevo raccontare quello che ho scritto, usando appunto l’inflessione della mia voce esprimendo i miei sentimenti, i miei stati d’animo, catturando l’empatia di chi li ascolta. Da qui, ho conosciuto Manuela Rocchi di Action Media e lei mi ha proposto il progetto dei podcast Fashion confidantial. Così dopo aver scritto il libro, ho ricominciato con i racconti, perché penso che questo sia il futuro, visto anche l’aumentato interesse per i podcast. Come diceva Steve Jobs: ‘La cosa importante è pensare in modo nuovo’ e io cerco di adeguarmi al nuovo pensiero.
D’altro canto, il podcast può essere inteso come il cugino della radio, perché si può ascoltare dove e quando si vuole e contemporaneamente si possono fare altre cose. L’ascolto sta sostituendo la visione.

Donatella Versace e Mariella Milani
 Tra i tuoi podcast, uno è dedicato a Gianni Versace, ce ne parli?

Il mio primo incontro con la moda nel 1994 è stato proprio in via del Gesù con Gianni Versace. Io allora ero una neofita di quel mondo. L’allora direttore del Tg2, Clemente Mimun, voleva dare molto più spazio a tutti i settori del made in Italy, e mi propose di occuparmi di moda. Il mio primo debutto fu proprio con Gianni Versace e non sapevo che allora si diceva che lui vestiva le amanti e Armani le mogli. 

Quindi mi presentai all’appuntamento con un tailleur blu di Armani, perché avendo fatto la conduttrice del tg, per me rappresentava un power dress che garantiva autorevolezza e serietà. 

Versace mi squadrò dalla testa ai piedi, non disse nulla ma io mi accorsi che non approvava il mio modo di vestire, anche perché non conoscevo la battuta che circolava su di loro. Nel podcast racconto tutta la grandezza di Gianni Versace che è stato un creativo visionario, capace di rendere glamour e meravigliosa una spilla da balia. 

Donne straordinarie l’hanno portata, come Lady Diana sul suo abito nero o Liz Hurley che si fece conoscere con il vestito di Versace. Per non parlare della maglia di metallo e dei suoi abiti così sexy, frutto del suo genio. Poi è lui che ha di fatto creato il fenomeno top model, Naomi Campbell, Linda Evangelista, Claudia Schiffer, Carla Bruni. Con Gianni ho avuto un ottimo rapporto perché era un uomo di squisita gentilezza.

Chi sono gli altri stilisti di cui parli nei tuoi podcast?
Jean Paul Gautier e i giapponesi. E per giapponesi intendo Comme des Garçons, ossia Rei Kawakubo, Issey Miyake, Yohji Yamamoto.

È cambiata la moda con la pandemia?
In modo assolutamente radicale. Intanto, negli anni Novanta, come ho scritto nel mio libro, la moda era un mondo scoppiettante. Io ho assistito a eventi pazzeschi come la sfilata sulla Grande Muraglia cinese con 80 metri di passerella o le sfilate dell’Alta Moda nel foyer dell’Opera di Parigi. Si trattava di eventi irripetibili, che costavano miliardi di lire. L’opulenza di allora non ci sarà mai più. Adesso la moda è molto cambiata e con la pandemia è diventata digitale. Si sta cercando un modo diverso di rappresentarla. C’è chi come Dior si è rivolto a registi come Garrone, per fare dei veri e propri film.
La parola che dominerà la moda del futuro è “sostenibilità”. Oggi se ne parla già molto, anche se non è ancora un fatto compiuto. La moda sostenibile va costruita e anche gli acquirenti vanno educati a questo concetto. Se una t-shirt costa 7 euro, è evidente che ci si è serviti di una mano d’opera sottopagata. Una moda sostenibile deve essere anche etica e ciò significa pagare il giusto prezzo a chi confeziona i prodotti. Altra parola chiave è “genderless”, ossia la caduta della distinzione di genere tra uomo e donna, senza dimentica però il potere delle donne. Questo ovviamente porta a un diverso concetto di bellezza per cui sulle passerelle sfilano modelle senza distinzioni di età e sesso. I consumatori sono più esigenti, anche per quello che riguarda la tracciabilità dei capi e d’altro canto è diminuito il potere d’acquisto. Non a caso, concludo il mio libro con la frase di Steve Jobs: “think different” (pensa in modo diverso). Se la moda saprà cambiare, forse ce la farà. Altrimenti la crisi economica la metterà in ginocchio, non solo le piccole aziende ma anche le grandi griffe, alcune delle quali sono state già costrette a chiudere i negozi.

Ci sono già oggi delle maison che stanno attuando la rivoluzione?
Attualmente ci stanno provando i piccoli brand che però faticano a ottenere finanziamenti. Ma stanno provando a realizzare prodotti sostenibili. E poi le multinazionali del lusso che possono sperimentare perché hanno tantissimi negozi e linee. Bisogna puntare su un lavoro artigianale di grande qualità ma anche con un contenuto maggiore di creatività, perché quello che secondo me ha portato alla disaffezione dei consumatori è stata l’eccessiva omologazione e poi prezzi così elevati che scoraggiano l’acquisto. La preoccupazione di fare profitti più che di fare prodotti creativi ha portato alla crisi della moda. Poi il made in Italy ha un altro problema, ossia l’incapacità di fare sistema, infatti le due multinazionali del lusso sono francesi, il gruppo Kering e l’LVMH. Basti pensare che Versace, Gucci, Valentino, Bottega Veneta, Loro Piana non sono più italiani. Con il mio libro e i miei podcast cerco di dare il mio punto di vista su come dovrebbe cambiare il mondo del made in Italy per riprendersi.

fonte:    https://dilei.it

Lgbt: Stephen King smaschera J.K. Rowling: “Mi ha bloccato perché supporto le persone trans”

La "madre" di Harry Potter ha fatto una nuova figuraccia.

Sappiamo tutti quello che J.K Rowling pensa delle donne trans e quanto le sue affermazioni abbiano ferito migliaia di persone. L’anno scorso la scrittrice in merito a questa polemica ha anche fatto una figuraccia con Stephen King, che prima ha elogiato e poi ha defollowato.

 

Adesso il maestro del brivido ci ha fatto sapere di essere stato bloccato dalla mamma di Harry Potter.

Mi ha cancellato. In qualche modo mi ha bloccato. Ecco il punto: è la benvenuta per la sua opinione. È così che funziona il mondo. Se pensa che le donne trans siano pericolose, o che le donne trans in qualche modo non siano donne, o qualunque problema lei abbia con esso – l’idea che qualcuno ‘mascherato’ da donna stia per aggredire una ‘vera’ donna nel bagno – se crede a tutte queste cose, ha diritto alla sua opinione. Il fatto è che lei si è arrabbiata per la mia opinione. È come il vecchio detto: ‘Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò il tuo diritto di dirlo fino alla morte’. Abbiamo opinioni diverse, ma questa è la vita.

Qualcuno mi ha twittato: ‘Pensi che le donne trans siano donne?’ E io ho risposto: ‘Sì, lo credo’. Così lei mi ha bloccato. Detto questo non la detesto e non penso che la sua opinione faccia schifo o che sia da odiare. Semplicemente la mia opinione è che JK Rowling abbia torto sulle donne trans“. >  TWITTER

fonte: Fabiano Minacci  www.biccy.it

Film: “Le ali non sono in vendita -viaggio nel labirinto della fast fashion" Regia di Paolo Campana

Un viaggio inedito nel mondo della fast fashion in cui il percorso di riflessione personale di un gruppo di studenti di moda incrocia quello politico che affronta gli impatti dell’industria della fast fashion sui diritti umani e sull’ambiente attraverso testimonianze dirette e interviste esclusive ad esperte/i e attiviste/i.
 
Il Covid-19 negli ultimi mesi ha bloccato le vite delle giovani generazioni, ma al tempo stesso ha riacceso l’attenzione sui compulsivi bisogni che esse nutrono nei confronti dell’acquisto di abbigliamento. 

Dopo un lungo sonno Dedalo si sveglia prigioniero del labirinto che lui stesso ha costruito, impigliato con Arianna in un filo rosso con cui il Minotauro lega a sé le persone. Addolorato per la perdita del figlio Icaro, Dedalo decide di cercarlo nel mondo contemporaneo dominato dai brand e dal consumo sfrenato di abiti.

Insieme a lui, un gruppo di studenti di moda riflette su ciò che si cela dietro le scintillanti vetrine delle catene di abbigliamento: una spietata logica produttiva edificata su scala planetaria sull’erosione dei diritti del lavoro, oltre che sul venir meno della salvaguardia dell’ambiente e della salute. Gli studenti si ritrovano in una vecchia fabbrica impigliati anch’essi al filo rosso, ostaggi del Minotauro, dal quale cercano di liberarsi agitando ali annerite, ricavate da vecchi abiti logori.

Accompagnati dalla testimonianza di esperti in materia, lavoratori del tessile e attivisti dei diritti umani, scendiamo negli inferi di un fenomeno in cui si consumano tragedie indicibili come il crollo del Rana Plaza e alienazioni quotidiane come quelle vissute da chi lavora nel retail.

Riuscirà Dedalo a ritrovare il suo Icaro tra le macerie del fashion system? Riusciranno i futuri stilisti a dispiegare le loro ali di stracci per sfuggire al Minotauro e a lasciarsi alle spalle il labirinto del turbo consumo? E’ ancora possibile in questo mondo riscoprire il sapore della ribellione?  Attraverso le testimonianze, alternate al work in progress della mostra frutto del progetto didattico #FashionReverse a cura di Fair in collaborazione con hòferlabproject , il documentario restituisce lo spirito del percorso tra arte e attivismo, che ha coinvolto i giovani lungo la Penisola, in una riflessione collettiva sul concetto di trasparenza e diritti umani nella fast fashion. 

Pagina instagram >   campagna_abiti_puliti

IL TRAILER - Le Ali non sono in vendita >> QUI 

IL FILM >> QUI

fonte:  www.abitipuliti.org

Libri: "Chi ha cucinato l’ultima cena?" di Rosalind Miles

Quali sono le cause della subordinazione delle donne?

Rispondere a questa domanda è l’ambizioso scopo del lavoro di Miles, critica letteraria prestata alla ricerca storica per l’ansia e il desiderio di risalire all’origine di questa sconcertante questione.

Se è vero infatti che la narrazione dell’uomo cacciatore alla conquista del mondo e della donna sua seconda – accucciata in attesa accanto al fuoco della caverna, già predisposta sin dalla Preistoria a un destino di genuflessione nei confronti dell’autoelettosi “sesso forte” – non è più accettabile, quando allora nel corso della storia si è consumato questo delitto? E perché? Ma, soprattutto, qual è dunque la vera storia della donna?

Questi e altri sono i temi che trovano posto nel saggio di Miles, un lavoro di ricerca accurato che restituisce, grazie all’ausilio di uno straordinario numero di fonti storiche e scientifiche, una Storia mondiale delle donne: un racconto dell’umanità in grado di rimettere al suo interno, nella giusta prospettiva, la presenza e il contributo della donna.

Con una prosa ironica e asciutta, priva di pregiudizio, Chi ha cucinato l’ultima cena? ci guida in un viaggio nel tempo illuminante, alla scoperta di fatti mai narrati, che ricostruisce il ruolo centrale della donna come artefice essenziale del progresso in tutti i campi dello scibile umano.

Scollandola dallo sfondo sfocato dell’inesatta retorica trionfalistica del marciare solitario del maschio umano verso l’evoluzione, Miles racconta la storia dalla parte delle donne, un momento di riflessione fondamentale che ha la forza di arricchire, dell’imprescindibile esperienza del sesso più numeroso dell’umanità, la memoria collettiva del genere umano.

fonte:  www.fandangolibri.it

venerdì 21 maggio 2021

Addio al nubilato: recensione del film di Francesco Apolloni

Amiche che si divertono e ne combinano di tutti i colori in Addio al nubilato, la nuova commedia diretta da Francesco Apolloni.  Dal 24 febbraio in anteprima esclusiva su Amazon Prime Video

Com’è che fa? “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…” diciamo invece che alcune amicizie fanno dei giri immensi e poi ritornano, almeno così sembra essere in Addio al nubilato, la nuova commedia diretta da Francesco Apolloni, disponibile dal 24 febbraio 2021 su Amazon Prime Video.

Francesco Apolloni drammaturgo, sceneggiatore, attore e regista, dopo aver scritto e pubblicato romanzi, realizzato documentari, cortometraggi e film come La verità vi prego sull’amore (2001) e Fate come noi (2004), torna sul grande schermo per dirigere cinque amiche scalmanate nel suo nuovo film, Addio al nubilato (2021) tratto dall’omonima pièce teatrale da lui stesso scritta e diretta.

 

Addio al nubilato: la trama del film

Eleonora (Antonia Liskova), Vanessa (Chiara Francini), Linda (Laura Chiatti), Akiro (Jun Ichikawa) e Chiara sono amiche fin dai tempi del liceo. Un messaggio sul loro gruppo WhatsApp. Si danno appuntamento per festeggiare l’addio al nubilato di una di loro. Una caccia al tesoro organizzata dalla sposa, ma lei non c’è. La festeggiata lascia degli indizi che porteranno le quattro amiche ad attraversare la città, sotto le note di  Non sono una signora della Bertè, tra bevute di Mandragola e confessioni, in una nottata che termina proprio davanti il loro liceo. Ma, della sposa continua a non esserci alcuna traccia… Quale sarà l’ultima sorpresa per le sue amiche? 

IL TRAILER UFFICIALE  >> QUI  

©Pinterest ©Minerva Pictures
 Amicizie femminili  suggellate nel tempo

 

Prodotta da Minerva Pictures con Rai Cinema, in collaborazione con Amazon Prime VideoAddio al nubilato è una commedia tutta al femminile. 

Il film racconta il viaggio nell’amicizia di un gruppo di amiche a partire dagli anni ’90, quando si ritrovano a parlare nel cimitero acattolico di Roma, vicino alla tomba di John Keats fino a quando crescono e finiscono per fare casino, alla vigilia di un matrimonio, quello di Chiara (Antonia Fotaras).

Laura Chiatti, Chiara Francini, Antonia Liskova e Jun Ichikawa sono le interpeti di questo diveretente gruppo rocambolesco di amiche.  Qualcosa nella loro amicizia sembra non andare: delusioni, tradimenti, segreti inconfessabili. Ma, a distanza di 20 anni, il legame è ancora forte.  Chiara Francini, che nel film interpreta un’attrice senza successo e delusa dal mondo, è una donna prosperosa e con una figlia (Emma Lió). Laura Chiatti è una fotografa, Antonia Liskova una life coach e Jun Ichikawa una seguace del mentore Baba Yogi, convinta di essere rinata come fenicottero rosa.

Il film risulta molto gradevole e divertente. Gradevoli i momenti delle protagoniste in cui subentra la malinconia e l’amarezza per il tempo che passa; Chiara Francini divertentissima con la sua strabiliante ironia. Un pò meno le gag legate all’universo maschile. Bella la ripresa del concerto virtuale della Bertè con le protagoniste vestite con lo stesso outfit della cantante nel video di Non sono una signora (tornata in auge dopo Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Manetti e Il padre d’Italia di Fabio Mollo, entrambi film con protagonista Luca Marinelli). Molto belle anche le scene girate al cimitero cattolico di Roma a Testaccio.

Francesco Apolloni ha dichiarato: “L’Addio al nubilato, come tema centrale in un film italiano, non è mai stato trattato, a differenza della cinematografia anglosassone, che ne ha tratto film di successo. Nella mia commedia, questo rito è un pretesto per raccontare l’amicizia femminile, sempre con ironia e delicatezza. Vorrei che il messaggio del film sia: usate bene il tempo, perché non sappiamo mai quanto ne avremo a disposizione. Tanto vale provare ad essere felici!”.

 Addio al nubilato è nel complesso un film discontinuo ma anche dolce che diverte e a tratti commuove; in cui Francesco Apolloni mostra il suo amore e rispetto per il mondo femminile approfondendo il tema dell’amicizia. Il tutto, grazie a attrici deliziose e di talento dirette da un bravo regista. Dal 24 febbraio è disponibile direttamente in streaming online su Amazon Prime Video.

fonte: Di Francesca Accurso   www.cinematographe.it

Libri: "Diversity Hotel" di Luca Zanforlin

Luca galleggia in una vita vuota dove tutto sembra sfiorarlo senza mai attraversarlo veramente. Ha da sempre un rapporto conflittuale con la famiglia, soprattutto con il padre, un ricco imprenditore che lui disprezza con tutto se stesso ma dal quale, comunque, continua a farsi mantenere.

Un giorno l’avvocato di famiglia lo contatta per proporgli, o forse sarebbe meglio dire “imporgli”, un lavoro: dovrà gestire per conto della famiglia un vecchio albergo vista tangenziale alla periferia di Milano. 

L’edificio è stato convertito in un condhotel, una struttura di mini appartamenti per affitti a medio termine. 

Per Luca è un’occasione imperdibile: finalmente potrà prendersi una rivincita sul padre, dal quale, a parte i soldi, non ha ricevuto mai altro se non critiche e biasimo. 

Con l’unico intento di squalificare la struttura e portare al fallimento l’impresa dell’uomo, Luca seleziona quello che dal suo punto di vista è un gruppo di disadattati ed emarginati: una trans ossessionata dalla chirurgia estetica, un’anziana ricca signora con gatto al seguito, un ragazzo di colore taciturno, un’obesa bullizzata dai social e dalla tv e un gay nerd.

Quello che Luca ancora non sa, però, è che, grazie alla convivenza con tutti loro, imparerà lui per primo a confrontarsi con la propria diversità, che non ha nulla a che vedere con il colore della pelle o con l’orientamento sessuale, ma solo con il suo personalissimo modo di “ascoltare” la vita. Per poi arrivare a capire, alla fine di questo bizzarro e umanissimo viaggio, che la diversità non esiste, perché siamo tutti ugualmente diversi nella nostra personale battaglia silenziosa che si chiama vita.

fonte: www.librimondadori.it

Fashion > Valentino dice addio alle pellicce: dal 2022 la Maison sarà totalmente fur free

Il brand di moda si impegna a non utilizzare più il pelo animale a partire dal prossimo anno. Il ceo dell'azienda, Jacopo Venturini, ha aggiunto che stanno lavorando alacremente a livello di ricerca per offrire materiali differenti che siano cruelty-free e maggiormente ecosostenibili. Tra le novità dell'azienda c'è anche la scelta dell'etichetta unica, chiudendo la label REDValentino alla fine del 2023 per concentrarsi su un'unica offerta

Il celebre marchio di alta moda Valentino ha deciso di dire definitivamente addio alle pellicce: la Maison ha annunciato ufficialmente che diventerà fur free a partire dal 2022.

Un impegno sia in ottica cruelty free che si rivela importante anche a livello di ecosostenibilità, due fattori diventati fondamentali per il riposizionamento del brand sul mercato di oggi.

Lo dichiarano apertamente nella nota ufficiale diffusa dall'azienda: "in linea con gli obiettivi di ridefinizione del proprio posizionamento competitivo", le energie verranno focalizzate su un'unica etichetta. Con queste parole ci si riferisce alla decisione di mettere la parola fine sulla produzione e la vendita di capi della linea REDValentino, chiudendo la label alla fine del 2023 (l'ultima stagione del brand sarà quella dell'autunno-inverno 2023-2024).

"Maison de Couture per noi significa creatività, unicità, intimità e mindset inclusivo. Il concetto fur free è perfettamente allineato ai valori della nostra azienda", ha dichiarato il ceo di Valentino, Jacopo Venturini. Aggiungendo che stanno lavorando alacremente a livello di ricerca per offrire materiali differenti a quelli di derivazione animale, che siano quindi cruelty-free e anche più ecosostenibili. "Una maggiore attenzione all'ambiente per le collezioni dei prossimi anni", continua Venturini, è la priorità del marchio.

L'impegno a svestirsi totalmente di pelo animale è previsto entro il 2022, anno in cui Valentino si aggiungerà alla lista di brand di lusso totalmente (e virtuosamente) fur free. L'azienda di pellicce Valentino Polar, la cui sede sorge a Milano, chiuderà la propria produzione alla fine del 2021 e l'ultima collezione che comprenderà capi di pellicceria sarà quella della stagione Autunno-Inverno 2021-22.

"La visione estetica del nostro Direttore Creativo, unita allo spirito artigianale delle lavorazioni e all'eccellenza nell'esecuzione, si armonizza perfettamente con nuove tecnologie e obiettivi futuri. Gli input a cui i clienti, o i nostri Friends of the House, sono quotidianamente esposti sono tantissimi. In uno scenario del genere la concentrazione di messaggi su uno e un solo brand potrà sostenere una crescita più organica della Maison", conclude il ceo Jacopo Venturini, spiegando sia la scelta di chiudere REDValentino sia quella dell'addio alle pellicce, salutata con entusiasmo da tutti gli animalisti e da chiunque ritenga sbagliato uccidere gli animali per il settore moda.

La strategia del marchio tra i più celebri del made in Italy nasce da un presupposto che per l'azienda è imprescindibile, come dichiarato nella stessa nota ufficiale diffusa: "Valentino è nata e continuerà a essere una Maison de Couture, un luogo dove la maestria acquisita nel passato, e ancora oggi
coltivata come elemento fondante, si unisce alla contemporaneità per disegnare scenari futuri", così si conclude il comunicato stampa che annuncia questa svolta importante nel mondo del fashion.

Quella "contemporaneità per disegnare scenari futuri" su cui pone l'accento il brand sottintende proprio la necessità di fare scelte etiche a tutti i livelli: ecosostenibilità, diritti dei lavoratori, creulty-free...Oggi più che mai sentiamo il bisogno di cambiare le cose, nel settore del fashion così come dovunque.

I marchi di moda che non hanno mai usato pellicce di animali

La lista dei brand fashion che hanno fatto una scelta fur free incomincia a essere fortunatamente lunga. C'è anche chi, innanzitutto, non ha mai utilizzato materiali di origine animale. Un esempio su tutti? Stella McCartney.
La designer è vegana come papà Paul e mamma Linda, motivo per cui le sue collezioni di borse, di scarpe e di vestiario non hanno mai impiegato materiali di origine animale. La stilista nel 2012, in occasione della settimana della moda di New York, ha varato una campagna di sensibilizzazione circa l'importanza della scelta cruelty-free al fianco della Peta, (People for the Ethical Treatment of Animals, l'organizzazione che dal 1980 si batte per i diritti degli animali).

Anche Save the Duck è 100% animal free da sempre. Nata nel 2012 da una costola dell'azienda di abbigliamento Forest (che ha aperto i battenti nel 1914 grazie allo spirito imprenditoriale di Foresto Bargi), Save the Duck è stata fondata da Nicolas Bargi, nipote di Foresto, con il dichiarato impegno di creare un prodotto nel rispetto degli animali, dell’ambiente e delle persone.

I brand fashion che hanno abbandonato le pellicce

I marchi di moda che negli ultimi anni hanno detto basta all'utilizzo di pelo animale sono parecchi. Pioniere nell'alta moda è stato Armani, con una scelta animalista che risale al 2016. Il suo esempio virtuoso è stato seguito da Gucci, Versace, Hugo Boss, Burberry, Michael Kors, Furla e Diane von Furstenberg, tra gli altri.

E non solo marchi: c'è anche il caso dell'e-commerce di abbigliamento Ynap (Yoox Net-A-Porter-Group) che ha smesso di distribuire capi e accessori che presentano pelo animale. Anche la fashion week di Londra "goes cruelty free": dal 2019 la kermesse di moda londinese ha lanciato un appello agli stilisti che sfilano sulle sue passerelle, sensibilizzandoli sul tema.

fonte: Camilla Sernagiotto   https://tg24.sky.it

martedì 18 maggio 2021

Pesaro: "Misericordia" di Emma Dante al Teatro Rossini

Al Teatro Rossini una favola contemporanea di Emma Dante che racconta la fragilità delle donne.

Da giovedì 20 a domenica 23 maggio, si torna ad emozionarsi con il teatro al Rossini. Indiscussa protagonista del teatro italiano di questi anni, Emma Dante presenta il nuovo spettacolo con cui rinnova la collaborazione artistica con il Piccolo Teatro. 


«Misericordia è una favola contemporanea. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine»: così la regista descrive il lavoro. Esistono mondi in cui le donne sono condannate a lottare, se vogliono sopravvivere, a combattere con ogni possibile risorsa per emergere dal degrado e dallo squallore in cui la società pare averle relegate. È la storia di Anna, Nuzza e Bettina – che lavorano a maglia di giorno e si vendono la notte – e del povero orfano menomato che vive con loro.

Giovedì 20-domenica 23 maggio, ore 19 (domenica ore 17)
Teatro Rossini
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale / Teatro Biondo di Palermo

Misericordia
con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli
scritto e diretto da EMMA DANTE
posto unico numerato 15 euro

Informazioni e prevendite biglietti (15 euro) Teatro Rossini 0721 387621-20 dal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle 19.30, nei giorni di spettacolo feriali dalle 10 alle 13 e dalle 17 a inizio spettacolo previsto alle ore 19; la domenica di spettacolo dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 a inizio spettacolo previsto alle ore 17. Vendita biglietti online su   www.vivaticket.com    Per informazioni 071 2072439

fonte:  www.comune.pesaro.pu.it

lunedì 17 maggio 2021

Friends: Jennifer Aniston pubblica il teaser trailer della reunion

Dopo tanta attesa e molti slittamenti a causa della pandemia ecco che fa capolino la reunion di Friends. L’episodio speciale, che andrà in onda il prossimo 27 maggio su HBO Max, è stato presentato da un teaser trailer ripostato da Jennifer Aniston sul suo profilo Instagram e che potete trovare qui sotto.

Ecco il primo teaser trailer della reunion di Friends, che andrà in onda il prossimo 27 maggio su HBO Max  clicca >> QUI

Con un tempo di riprese quasi record, dovuto anche al fatto che non è prevista una sceneggiatura, la reunion di Friends è a poco più di 10 giorni dalla sua messa in onda sulla piattaforma di HBO Max. L’annuncio viene fatto con questo teaser trailer tanto semplice quanto emozionale con tutti e sei i protagonisti che si incamminano abbracciati al crepuscolo sulle note (riarrangiate) dell’iconica I’ll Be There For You. I 6 probabilmente stanno lasciando il famoso Teatro 24 dei Warner Bros. Studio di Burbank in California che per tanto tempo ha ospitato le loro avventure in quanto set principale dello show.

L’episodio speciale avrà come titolo The One Where They Back Together (Quella Volta che Sono Tornati Insieme). E vedrà appunto Jennifer Aniston, Courteney Cox, Liza Kudrow, Matt LeBlanc, David Schwimmer e Matthew Perry ritrovarsi insieme per un’ultima volta. La reunion avrà una durata di un’ora e sarà diretta da Ben Winston, con la produzione di Fulwell 73 e Warner Bros. Unscripted & Alternative Television. Insieme ai 6 amici troveremo inoltre moltissime altre guest star. Tra queste ultime: David Beckham, Justin Bieber, i BTS, James Corden, Cindy Crawford, Cara Delevingne, Lady Gaga, Kit Harington, Mindy Kaling e Malala Yousafzai.

Purtroppo l’uscita dell’episodio speciale è legata alla sola piattaforma di HBO Max che, come è ben noto, non è attiva nel nostro Paese. Speriamo non tardi però una distribuzione alternativa on-demand, come è avvenuto per il recente Zack Snyder’s Justice League.

fonte: Di   www.ciakclub.it

Quirinale: Dichiarazione in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica.

La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili.

La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza».

fonte:  www.quirinale.it

Comune di Firenze: Giornata internazionale contro l’omotransfobia, bandiere e panchine arcobaleno

Inaugurazione di panchine rainbow e bandiere arcobaleno esposte su Palazzo Vecchio e sui Quartieri. 

Il Comune di Firenze aderisce alla Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia di oggi con numerose iniziative volte a sensibilizzare sulla cultura dei diritti.

 

“Aderiamo a questa giornata perché siamo contro ogni forma di discriminazione - ha detto l’assessora a diritti e pari opportunità Benedetta Albanese -. Il rispetto e la dignità spettano a tutti al di là dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. 

Per questo, insieme ai Quartieri, abbiamo organizzato l’inaugurazione di diverse panchine arcobaleno: vogliamo offrire spunti di riflessione a favore della pari dignità di tutte le persone e contro le discriminazioni oggi e ogni volta che qualcuno poserà lo sguardo sulle panchine rainbow. 

La miglior protezione contro ogni forma di discriminazione sono i diritti, per questo continueremo a batterci e a fare il possibile per sensibilizzare”. 

Oltre all’esposizione della bandiera arcobaleno su Palazzo Vecchio, l’assessora Albanese e la vicesindaca Alessia Bettini inaugurano panchine arcobaleno al Parco dell’Anconella, a Villa Pallini, nell’area Pettini Burresi, in via di Scandicci e ai Giardini Uisp di via Bocchi. (sp)

fonte:  www.comune.fi.it

sabato 15 maggio 2021

Libri: "Il metodo Ikigai. I segreti della filosofia giapponese per una vita lunga e felice" di Héctor García, Francesc Miralles

Ikigai, ossia la propria ragion d'essere, il motivo che ci spinge ad alzarci dal letto ogni giorno, la felicità di dedicarci quotidianamente a ciò che amiamo.

«L'Ikigai spinge le persone a fare ciò che le rende felici. È un concetto ovvio che però, nello stesso tempo, può non essere scontato, soprattutto se vivi immerso in una cultura in cui il successo si misura sui soldi e sul ruolo che occupi nella società.» - Marie Kondo

«Il Metodo Ikigai ci insegna come, con grande semplicità, possiamo cambiare la nostra vita e affrontare le difficoltà del mondo di oggi.» - Oprah Winfrey

Sull'isola giapponese di Okinawa si contano oltre ventiquattro centenari ogni centomila abitanti, un valore significativamente più alto della media mondiale. Desiderosi di individuare le ragioni di questa straordinaria eccezione, Héctor García e Francesc Miralles hanno condotto anni di studi sul luogo, fermandosi in particolare a Ogimi, il cosiddetto "villaggio dei centenari", e verificando che, tra i fattori fondamentali di questa incredibile longevità, vi sono una vita semplice all'aria aperta (resa possibile dal clima mite), un'alimentazione sana ed essenziale, una dedizione a coltivare l'amicizia e i rapporti umani. 

Ma il risultato più sorprendente delle ricerche è stato scoprire una sorta di ingrediente segreto: l'ikigai, appunto, ossia la propria ragion d'essere, il motivo che ci spinge ad alzarci dal letto ogni giorno, la felicità di dedicarci quotidianamente a ciò che amiamo. 

Tutti custodiamo nel profondo il nostro ikigai, qualcuno lo ha già individuato, qualcun altro ancora no. Ecco perché lo scopo di questo libro rivoluzionario, che ha conquistato anche Marie Kondo e che è stato tradotto in trentasei lingue, è proprio aiutarci a metterlo a fuoco: un manuale semplice, nello stesso tempo pratico e poetico, per scoprire i segreti di longevità della filosofia giapponese e per imparare ad applicarli alla nostra vita. 

fonte:  www.ibs.it

Teatro alla Scala. Concorso Internazionale a posti per il Corpo di ballo

Milano - Teatro alla Scala 

Dal 13 . 05 . 2021 al 13 . 06 . 2021 Scadenza presentazione candidature: 13 giugno 2021.

La Fondazione Teatro alla Scala ha indetto un concorso internazionale per il Corpo di ballo del Teatro che da quest’anno è diretto da Manuel Legris

Si cercano 11 ballerine e 11 ballerini per i seguenti posti: 

 

  • PRIMO BALLERINO con obbligo étoile, solista e mimo interprete – 1 posto
  • PRIMA BALLERINA con obbligo étoile, solista e mimo interprete – 1 posto
  • BALLERINO SOLISTA con obbligo di primo ballerino, di fila e mimo – 2 posti
  • BALLERINA SOLISTA con obbligo di prima ballerina, di fila e mimo – 2 posti
  • BALLERINO DI FILA obbligo mimo – 8 posti
  • BALLERINA DI FILA obbligo mimo – 8 posti.

Per partecipare al concorso è necessario presentare domanda online sul sito del Teatro al seguente link: www.teatroallascala.org/it/lavora-con-noi/corpo-di-ballo.html entro il 13 giugno 2021. Alla domanda deve essere allegato un video della durata massima di due minuti contenente una variazione scelta ed eseguita dal candidato.
Al termine della procedura di compilazione della domanda sarà inviata una mail di conferma della corretta iscrizione al concorso.

In conformità alle norme vigenti relative alle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica Covid-19, le prove d’esame in presenza potranno essere precedute da una preselezione basata sulla valutazione dei filmati video allegati alla domanda di partecipazione..

I candidati pre-selezionati saranno convocati tramite mail. I concorrenti non ammessi o ammessi con riserva, saranno informati sempre a mezzo e-mail.

Le prove d’esame potranno tenersi in più fasi e in giorni diversi. Il calendario delle prove sarà pubblicato sul sito del Teatro alla Scala.

Il programma d’esame, che comprende per i candidati ai ruoli di primo ballerino e di solista anche l’esecuzione di alcune variazioni obbligatorie, è consultabile nel bando di Concorso pubblicato sul sito del Teatro alla Scala e in allegato al presente articolo.

I vincitori del concorso saranno assunti dal Teatro alla Scala con contratto. La graduatoria avrà invece valore per 18 mesi.

Per maggiori informazioni leggere il bando di concorso pubblicato in allegato.

Scheda allegati

  • Bando Concorso Internazionale Corpo di ballo Teatro alla Scala

    SCARICA

fonte: www.danzaeffebi.com Foto: Giselle, ph Marco Brescia e Rudy Amisano, Teatro alla Scala.

Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia - Il palinsesto RAI

Istituita nel 2007 dall’Unione Europea per condannare le discriminazioni che ancora moltissime persone sono costrette a subire sulla base del loro orientamento sessuale, il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. 

La data è simbolica, perché fu proprio il 17 maggio del 1990 che l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, eliminò l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, anche se ci vollero ancora quattro anni affinché la decisione divenisse operativa, con la successiva edizione del Dsm (Diagnostic and statistical manual of mental disorders), approvato nel 1994.

Anche in questa occasione, quindi, la Rai, nel pieno rispetto del proprio ruolo di Servizio Pubblico, dedicherà parte della propria programmazione, televisia, radiofonica e sulla piattaforma OTT RaiPlay alla Giornata. Nel dettaglio, su Rai1, sia Uno Mattina, in onda dalle 6.45, sia Oggi è un altro giorno, alle 14.00, dedicheranno ai temi della Giornata una parte di trasmissione, così come farà, su Rai2, lo show radiotelevisivo Radio2 Social Club, condotto da Luca Barbarossa con Andrea Perroni, in onda dalle 8.45 in tv e in radio. Su Rai3, invece, sarà Agorà, in onda dalle 8.00, a trattare l'argomento del contrasto ad ogni forma di omofobia, con ospiti in studio ed interviste.

Tutte le Testate giornalistiche dedicheranno copertura informativa all’evento nelle edizioni dei rispettivi telegiornali, con la Testata Giornalistica Regionale che, nel corso dell'intera giornata, dedicherà al tema servizi, interviste e approfondimenti, in onda nelle varie edizioni dei Tg regionali. 

Da segnalare, in particolare, le iniziative della TGR Emilia Romagna, con un’intervista a Cathy La Torre, attivista Lgbt ma soprattutto protagonista, come legale, di tante battaglie nazionali e internazionali contro le discriminazioni, a partire da quelle di genere, della TGR Sardegna, che realizzerà un servizio, con relativa intervista, ad un giovane di Sassari, in passato vittima di bullismo per la sua omosessualità e che oggi, insieme all’Ordine degli Psicologi, tiene corsi per docenti e studenti sardi sul fenomeno dell’omofobia, la TGR Trentino Alto Adige che seguirà le iniziative istituzionali organizzate per l’occasione, con un'intervista al presidente Arcigay del Trentino, e la TGR Puglia, che intervisterà Eleonora Magnifico, leader dei diritti civili del movimento che si batte contro l’omofobia e la transfobia in Puglia.

Nel corso dei vari appuntamento informativi di Rai News24, invece, andranno in onda un'intervista a Maddalena Mosconi, psicologa e psicoterapeuta all'Ospedale San Camillo di Roma, responsabile dell'area minori del Saifip, il Servizio per l'adeguamento tra identità fisica e identità psichica, tra i centri pionieri in Italia sul tema dei problemi di identità di genere, un'intervista a Josephine Signorelli, attivista transgender, particolarmente attiva sul social Instagram, la storia dei genitori di un ragazzo trans minorenne e quella di un ragazzo trans, maggiorenne, che frequenta il liceo Artistico di Roma.
Spicca, nella programmazione di Rai Premium, la mini-serie in due episodi, "Mio figlio", firmata da Luciano Odorisio nel 2005, con Lando Buzzanca, Giovanni Scifoni e Caterina Vertova protagonisti.
Per Rai Digital la piattaforma RaiPlay metterà in risalto numerosi contributi nelle sezioni Film, Documentari e Learning, con ampia visibilità in Home Page.

In particolare, nella sezione Film saranno disponibili i titoli: 
•    Un bacio (regia di Ivan Cotroneo, 2016)
•    3 Generations – Una famiglia quasi perfetta (regia di Gaby Dellal, 2015)
•    Dietro i candelabri (regia di Steven Soderbergh, 2013) 
•    Sarebbe stato facile (regia di Graziano Salvadori, 2013)
•    Arianna (regia di Carlo Lavagna, 2015)
Nella sezione Documentari sarà disponibile:
•    Io sono Sofia, docu-film del 2019, diretto da Silvia Luzi, sul percorso personale e le vicende familiari di una transessuale MTF.
Nella sezione Learning sarà pubblicata una collezione speciale servizi giornalistici, film, sceneggiati e documentari, che ripercorre la strada intrapresa fino ad oggi per la conquista dei diritti delle persone omosessuali.

In dettaglio:
Attualità
•    Uno Mattina - La storia di Malika e l'amore negato
•    Le parole della settimana - Malika - Veronica Pivetti
•    Stati Generali - Gustav e Luca: l'omofobia
•    Uno Mattina - La piaga dell'Omofobia
•    Storie Italiane - Bari, picchiato perché gay
•    La vita in diretta estate - Omofobia - Aggredito dal branco
•    Uno Mattina - Aggrediti per un bacio
•    Nemo - Nessuno escluso - Nascere omosessuale in Medio Oriente
•    ItaliaSì! - Sinodo e omosessualità
•    Storie italiane - Padre assolda sicario per picchiare suo figlio omosessuale
•    Oggi è un altro giorno - Massimo e Gino: una storia d'amore lunga 42 anni
•    Hic sunt leones - Il Gender di Mariella
•    La vita in diretta - Cambio vita anzi sesso
•    playlist 24 - La svolta di Francesco "Gli omosessuali figli di Dio hanno diritto ad avere una famiglia"
•    Prima dell'alba - Una notte con le trans
•    Porta a porta - Morta per amore di un trans
•    La vita in diretta - Luca: "Mio figlio gay? Sono un uomo migliore"
La storia
•    La Grande Storia - Quando eravamo nell'ombra
•    Mussolini e il fascismo - Ventennio segreto. Gli amori proibiti, i denari e la bella principessa
•    Le ragazze - Tina Montinaro e Edda Billi
•    Voxpopuli - Puntata del 10/07/2019
•    Il tempo e la storia - Omosessualità e fascismo
•    La Grande Storia - La rivolta dello Stonewall
Personaggi
•    Tv Talk - Coming Out Italiani
•    Timeline - Coming out day, uscire dall'armadio (e sui social)
•    La vita in diretta - I coming out degli attori gay che stanno cambiando Hollywood
•    Nemo - Nessuno escluso  -Enrica Scielzo: Il mio blog di moda
•    Indomite - Tove Janson
•    La vita in diretta - Scialpi aggressione omofoba a Roma
•    La vita in diretta - Tiziano Ferro si racconta
•    Domenica In - Costantino della Gherardesca, l'infanzia tormentata dal bullismo
•    La vita in diretta - Fabio Canino, il più temuto della tv!
•    Uniche - Vladimir Luxuria
•    Storie Italiane - Vladimir Luxuria "A scuola mi bullizzavano"
•    Nemo - Nessuno Escluso - Il monologo di Mirko Darar, sul coming out in famiglia
•    La tv delle ragazze - Gli stati generali - Annagaia Marchioro
•    Nemico pubblico live - Pregiudizi verso i transessuali
•    Agorà - 50 anni di Gay Pride, la storia incredibile
Stato Civile
•    Stato civile - L'amore è uguale per tutti (programma in 15 puntate)
Film e documentari
•    Tu non sai chi sono io - Riccardo
•    L'ultimo ninja (Cortometraggio)
•    Tutti a casa (Cortometraggio)
•    Il mondo fino in fondo (Film)
•    La Governante (Sceneggiato)
•    Dietro i candelabri 
•    Doc3 - Inside the Chinese Closet
•    Doc3 - Nata Femmena
•    Il corpo dell'amore - Giuseppe. Todos Santos

Infine, il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali – d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha realizzato uno spot istituzionale volto a sensibilizzare la società civile sul tema del contrasto alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, in occasione del 17 maggio, ai fini della piena inclusione di tutte le persone. Lo spot sarà trasmesso su tutte le reti Rai da lunedì 17 a lunedì 24 maggio.

fonte: Ufficio Stampa Rai  www.rai.it

Il Cagliari calcio aderisce alla “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”

Uniti per combattere discriminazione, pregiudizio e violenza: il Cagliari Calcio aderisce alla “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”, in programma lunedì 17 maggio. 

Per sensibilizzare tutti verso questo tema, al via una serie di iniziative che avranno il loro clou domenica in occasione del posticipo serale della 37ª giornata del campionato di Serie A. 

Al “Meazza” di Milano il Cagliari scenderà in campo con delle speciali maglie da gioco: sul petto lo stemma con i quattro mori verrà abbracciato da una bandiera arcobaleno, simbolo di pace, rispetto della diversità, icona del movimento LGBT.

Le attività inizieranno già da oggi: in settimana le ragazze e i ragazzi del Settore giovanile hanno partecipato a degli incontri educativi tenuti dagli psicologi ed educatori della società sarda, Fabio Zarra e Virginia Marino. Al termine ognuno di loro ha potuto scrivere il proprio messaggio contro l’omofobia e in favore dell’uguaglianza di tutte le persone: i più significativi saranno pubblicati sui canal social del Club, all’interno di una fotogallery dedicata. Sempre sui social rossoblù, il logo del Cagliari con il drappo arcobaleno sostituirà quello tradizionale. E si coloreranno di arcobaleno anche tutte le bandierine del calcio d’angolo dei campi del Centro sportivo di Assemini.

fonte:  www.sporteconomy.it

giovedì 13 maggio 2021

Books: "Italian for Musicians & Music Lovers: A Music Glossary" (English Edition) by Diana Lavarini

Piano, forte, adagio, vivace, alla marcia, sforzando, ritardando…

If you play an instrument, you have certainly come across these Italian words, and many more, while reading music. 

You also use Italian words, or words of Italian origin, when you talk about music, such as concerto, opera, soprano, pianoforte: many of these terms are now part of English and other languages.
Tempo, dynamics, expression, articulation, musical instruments, music genres, and more: the influence of Italy, the Italian language and the Italian music tradition, especially opera, is indisputable.


This collection of music terminology gathers 180 words and markings that shape our interpretation and understanding of music as musicians or music lovers, and presents their Italian pronunciation, their literal meaning in Italian, and their actual meaning(s) in music. A brief history of classical music in Italy, notes on etymology and current usage, and excerpts from musical scores complement this music glossary.  On  >  Amazon

source:  www.amazon.it

Marina Abramović, Premio Princesa de Asturias de las Artes

La artista de performance Marina Abramović ha sido galardonada con el Premio Princesa de Asturias de las Artes 2021, según ha hecho público el jurado encargado de su concesión. El jurado de este Premio –convocado por la Fundación Princesa de Asturias– estuvo presidido por Miguel Zugaza Miranda e integrado por José María Cano de Andrés, María de Corral López-Dóriga, Dionisio González Romero, Blanca Gutiérrez Ortiz, Sergio Gutiérrez Sánchez, Lucas Macías Navarro, Ricardo Martí Fluxá, Fernando Masaveu Herrero, Hans Meinke Paege, Helena Pimenta Hernández, José María Pou Serra, Sandra Rotondo Urcola, Benedetta Tagliabue, Patricia Urquiola Hidalgo, Tadanori Yamaguchi, Aarón Zapico Braña y Catalina Luca de Tena y García-Conde, marquesa del Valle de Tena (secretaria).

Esta candidatura ha sido propuesta por María Sheila Cremaschi, directora del Hay Festival Segovia (Hay Festival of Literature and Arts, Premio Princesa de Asturias de Comunicación y Humanidades 2020). Debido a la situación provocada por la pandemia de la COVID-19, la reunión se ha desarrollado mediante videoconferencia.

Marina Abramović nació en Belgrado (Serbia, entonces Yugoslavia) el 30 de noviembre de 1946. Estudió en la Academia de Bellas Artes de Belgrado (1965-1970) y completó sus estudios de postgrado en la Academia de Bellas Artes de Zagreb (Croacia, 1972). Entre 1973 y 1975 enseñó en la Academia de Bellas Artes de Novi Sad. En 1976 abandonó Yugoslavia y se instaló en Ámsterdam. En esta ciudad conoció al artista germano-occidental de performance Uwe Laysiepen, Ulay, con el que empezó a colaborar explorando los conceptos de ego e identidad artística, las tradiciones de sus respectivos patrimonios culturales y el deseo del individuo por los ritos. Se vestían y se comportaban como gemelos y crearon una relación de completa confianza. En 1988 decidieron hacer un viaje espiritual, The Great Wall Walk, con el que concluiría su relación: ambos caminarían por la Gran Muralla china, comenzando cada uno por el extremo opuesto y encontrándose en el centro para darse un último abrazo.

Según la crítica, el trabajo de Abramović explora «los límites del cuerpo y la mente» a través de performances arriesgadas y complejas en una constante búsqueda de libertad individual. Empezó su carrera como artista de performance en los años setenta. Después de sus primeras actuaciones en solitario, Ritmo 10 (1973), Ritmo 5 (1974), Ritmo 2 (1974) y Ritmo 0 (1974), y tras conocer a Ulay, ideó con él una serie de trabajos en los que sus cuerpos creaban espacios adicionales para la interacción con la audiencia: Relation in Space, Relation in Movement y Death Self. En 1997 presentó la pieza Balkan Baroque en la Bienal de Venecia, por la que recibió el León de Oro a la mejor artista. En 2005 presentó en el Solomon R. Guggenheim Museum (Nueva York) Seven Easy Pieces: en siete noches consecutivas recreó los trabajos de artistas pioneros de la performance en los años sesenta y setenta, además de dos obras propias, Lips of Thomas y Entering the Other Side (1975 y 2005, respectivamente).

En el año 2010 se inauguró en el MoMa de Nueva York una gran retrospectiva de su obra que incluyó registros en vídeo desde la década de los setenta, fotografías y documentos, una instalación cronológica con la recreación por actores de acciones realizadas previamente por la artista y la presentación más extensa realizada por Abramović: 716 horas y media sentada inmóvil frente a una mesa en el atrio del museo, donde los espectadores eran invitados por turno a sentarse frente a ella, a compartir la presencia de la artista. En 2012 se estrenó el documental sobre esta retrospectiva La artista está presente, dirigido por Matthew Akers, que fue nominado a mejor documental en el Independent Spirit Awards 2013 y recibió el Premio del Público al mejor documental en el Festival de Cine de Berlín 2012. De esa experiencia surgió la idea para crear el Marina Abramović Institute (MAI), un centro de arte situado en Hudson (Nueva York, EE. UU.) en el que se realizan todo tipo de actos culturales, talleres y exposiciones relacionados con la performance y el arte contemporáneo.

En 2011 estrenó Life and Death of Marina Abramović, con montaje de Robert Wilson, un cruce entre el teatro, la ópera y el arte visual. En 2016 publicó su autobiografía Walking Through Walls (Derribando muros) y en 2018 debutó como directora de escena operística en la obra Pelléas et Mélisande en la Ópera de Flandes. En 2020 estrenó Seven Deaths of Maria Callas, un montaje operístico en torno a la figura de la diva; ese mismo año, la Royal Academy of Arts programó una retrospectiva sobre la obra de la artista serbia que tuvo que ser pospuesta a 2023 debido a la pandemia de la COVID-19.

Condecorada con la Cruz de Comendador de Austria y doctora honoris causa por la Universidad de Plymouth (2009), Abramović ha recibido, entre otros premios, el León de Oro al mejor artista en la Bienal de Venecia (1997), el Niedersächsischer Kunstpreis (2003), el New York Dance and Performance Award (2003) y el Cultural Leadership Award de la American Federation of Arts (2011).

Los Premios Princesa de Asturias están destinados, según los Estatutos de la Fundación, a galardonar “la labor científica, técnica, cultural, social y humanitaria realizada por personas, instituciones, grupo de personas o de instituciones en el ámbito internacional”. Conforme a estos principios, el Premio Princesa de Asturias de las Artes se concederá a “la labor de cultivo y perfeccionamiento de la cinematografía, el teatro, la danza, la música, la fotografía, la pintura, la escultura, la arquitectura y otras manifestaciones artísticas”. En esta edición concurrían al galardón de las Artes un total de 59 candidaturas de 24 nacionalidades.

Este ha sido el primero de los ocho Premios Princesa de Asturias que se conceden este año, en que cumplen su cuadragésima primera edición. En los próximos días se fallarán los correspondientes a (por orden) Comunicación y Humanidades, Ciencias Sociales, Deportes, Letras, Cooperación Internacional, Investigación Científica y Técnica y Concordia.

Cada uno de los Premios Princesa de Asturias está dotado con una escultura de Joan Miró –símbolo representativo del galardón− un diploma, una insignia y la cantidad en metálico de cincuenta mil euros.

fuente: www.revistadearte.com  Foto: Marina Abramović ©FPA

mercoledì 12 maggio 2021

Riparte il Teatro Municipale di Piacenza: maggio col Requiem di Domingo e la Cherubini diretta da Muti

Teatro Municipale si riparte: la riapertura ufficiale è il 16 maggio con il requiem di Verdi diretto da Placido Domingo, alle 18.

L’evento, dedicato alle vittime del covid, inaugura la ripartenza della Fondazione Teatri di Piacenza. Il Requiem sarà trasmesso in diretta streaming, visibile in tutto il mondo grazie alla piattaforma Operastreaming. La ripartenza del teatro cittadino è stata al centro di una conferenza stampa con la partecipazione del sindaco Patrizia Barbieri, presidente della Fondazione Teatri Piacenza, affiancata dalla direttrice Cristina Ferrari e dall’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi. “E’ la ripartenza della nostra cultura – ha affermato Patrizia Barbieri – la cultura è vita: non solo consente di riaffermare la strategicita di questa attività per il nostro territorio, ma anche di far lavorare un intero settore. Qui non ci siamo mai fermato perché non ci siamo mai arresi, mettendo a punto un programma di grande qualità come sempre”.

“Il concerto del 16 maggio è un momento dedicato alla nostra comunità, a chi ci ha lasciato, e vedrà protagonista il Maestro Placido Domingo. Il doppio concerto della Cherubini, diretto da Riccardo Muti, è la dimostrazione di come abbiamo sempre continuato ad investire sulla cultura e sui giovani. Poi continuiamo con la danza e con gli allestimenti a palazzo Farnese. Questo cartellone dimostra un continuo investimenti da parte della Fondazione Teatri su artisti e cantanti piacentini, per la valorizzazione delle nostre eccellenze. L’entusiasmo della direttrice Ferrari, la sua volontà di non arrendersi, ci ha sempre contagiato e convinto”.

“Noi speriamo di non dover chiudere più – spiega la direttrice artistica Cristina Ferrari -, prudenzialmente abbiamo presentato  la stagione fino ad agosto, anche se abbiamo pronto il cartellone successivo. Abbiamo pronto il nuovo sito, un progetto sul quale abbiamo molto investito, con una comunicazione più snella e più ricca, perché il covid ha cambiato il nostro modo di fare teatro. Riapriamo con la memoria di chi ci ha lasciato, che si aprirà con un video molto emozionante, curato da Blacklemon, che sarà a tutti gli effetti parte integrante dello spettacolo. Il legame con Piacenza viene poi ribadito con il doppio concerto della Cherubini, con la conduzione del Maestro Muti. Poi continuiamo con Felliniana, uno spettacolo che è il recupero di una proposta rimasta sospesa nella stagione precedente, un impegno che ci eravamo assunti e che abbiamo intenzione di mantenere anche per altri spettacoli”.

Dopo poco meno di due settimane l’evento inuagurale, ecco un nuovo appuntamento di grande prestigio, il doppio concerto dell’orchestra Cherubini, guidata dal Maestro Riccardo Muti, venerdì 28 e sabato 29 maggio, alle 19. Il programma prevede la sinfonia del Don Pasquale di Donizetti e la sinfonia n.9 di Dvorak. Torna anche la danza, con Felliniana, omaggio a Federico Fellini della compagnia Artemis, diretta da Monica Casadei, in programma domenica 23 maggio alle 16. La programmazione poi si sposterà a Palazzo Farnese: il 28, 30 luglio e primo agosto tocca alla Tosca di Puccini. Il 23 luglio spazio alla danza con El Tango, della Roberto Herrera Tango Company. A Palazzo Farnese la Tosca vedrà nel cast due artisti tra i più richiesti dai teatri: Francesco Meli e il baritono Luca Salsi.

I biglietti potranno essere acquistati on line, da venerdì 7 maggio sulla piattaforma www.teatripiacenza.it

fonte: di   www.piacenzasera.it