domenica 17 gennaio 2021

Petizione: Riapriamo le scuole di danza per aiutare a monitorare e limitare i contagi tra i giovani

Gent.ssimo Presidente Mattarella, lo studio delle danza si svolge in giovane età e richiede disciplina, sacrifici, motivazioni e straordinario controllo del proprio corpo. 

 Le scuole di danza sono attività importantissime sul territorio per il bene fisico, psicologico, sociale e culturale dei nostri giovani e in moltissimi casi rappresentano l’unico avamposto culturale esistente al di fuori della scuola dell'obbligo, soprattutto in zone del nostro Paese con particolari difficoltà economiche o ad alto rischio criminalità. 

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Per ragioni amministrative e semplificazione fiscale, anni fa queste attività furono collegate al mondo dello sport nonostante fossero invece luoghi di formazione culturale, musicale ed artistica. Luoghi di formazione dove si insegna il rispetto degli altri, la disciplina del corpo, il rigore delle regole, indispensabili ad una crescita tecnica, artistica ed interpretativa. In alcuni casi sono addirittura luoghi di eccellenza riconosciuti a livello internazionale. Con la chiusura dello sport non professionistico per l’emergenza sanitaria, sono state chiuse anche le scuole di danza, inspiegabilmente e senza dati numerici di riferimento, ma solo per collegamento amministrativo, dunque di codice Ateco, indipendentemente dalla diversa attività ivi effettivamente svolta.

La riapertura delle scuole di danza rappresenterebbe invece uno straordinario contributo di monitoraggio per milioni di nostri ragazzi, dal momento che sarebbe loro rilevata la temperatura all’ingresso, sarebbero monitorati durante le lezioni che si svolgono sempre con distanziamento tra gli allievi (in altro modo non si possono svolgere le lezioni), troverebbero uno sfogo fisico e mentale (controllato, disciplinato e con mascherina) dopo le interminabili ore davanti al computer. Lo studio della danza si svolge inoltre per corsi rigorosamente chiusi, con ingressi scaglionati, ognuno ad un’orario preciso. Non esiste casualità di ingressi o mancanza di controllo nel mondo della formazione della danza, perchè sarebbe controproducente per il lavoro stesso. 

Sono purtroppo davanti ai nostri occhi le reazioni naturali e spontanee di ragazzi costretti per giorni e giorni davanti agli schermi dei computer, impossibilitati a qualsiasi tipo di attività fisica, culminanti come apprendiamo dai giornali in questi giorni, in maxi risse a Roma, a Gallarate, a Padova, a Lucca, a Parma. I numeri impressionanti di ragazzi, quasi tutti minorenni, che si danno appuntamento via social e si incontrano per scatenare risse, raccontano l’evidente stato di disagio psicologico dei nostri figli causati dalle regole per la limitazione dei contagi che li costringono in casa ormai da mesi.

La riapertura delle scuole di danza permetterebbe inoltre di segnalare qualsiasi eventuale caso di contagio, o anche semplicemente di temperatura superiore ai 37°  ed avvertire immediatamente le famiglie, cosa del tutto impossibile quando fiumi di ragazzi si riversano invece nel pomeriggio nei luoghi di ritrovo un po’ per gioco, un po’ per trasgressione, un po’ perchè non ce la fanno più a stare chiusi in casa. 

Le scuole di danza sul territorio italiano sono circa 25 mila ed il loro contributo al servizio della comunità è sempre stato apprezzato e supportato da milioni di genitori italiani, dal momento che in moltissimi casi la danza ha rappresentato una motivazione di vita per i loro figli, una passione sana e salutare, dunque una risorsa preziosa per il nostro Paese.

Siamo consapevoli che la Sua figura istituzionale non ha responsabilità di tali decisioni, ma siamo altresì convinti che il Suo impegno per il futuro delle giovani generazioni che non ha mai mancato di sottolineare, possa autorevolmente far verificare queste informazioni e condividerle, se lo riterrà opportuno, con coloro che hanno il dovere di occuparsi delle necessità e dei diritti dei ragazzi non ancora maggiorenni a cui, tranne rarissimi casi, nessuno sembra più dar voce in un momento per loro così difficile.

La ringrazio e Le auguro buon lavoro.

Luciano Mattia Cannito 

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P.S. Questa raccolta firme non ha finalità politiche, ma nasce dalla richiesta di aiuto da parte di migliaia di ragazzi che non hanno referenti istituzionali a cui rivolgersi.

fonte:  www.change.org

giovedì 14 gennaio 2021

Libri: "Le regole degli amanti" di Yari Selvetella

 

«Hanno capito che cosa c'è di speciale nel loro amore: è che giocano, perciò fanno così sul serio.»

«Yari Selvetella narra la storia dei due amanti attraverso i loro racconti, che si intrecciano come se fossero i diari di questa vita clandestina, erotica, di questo grande amore che ha deciso di essere palpitante e appassionante, rimanendo dentro la clandestinità» - Francesco Piccolo, la Lettura

Innamorarsi da adulti è quasi sempre difficile. Quel sentimento irragionevole e luminoso espone al rischio del ridicolo, mette di fronte a scelte importanti. 

È quello che accade ai protagonisti di questo libro. Se, come scrive Javier Cercas, il romanzo è il genere delle domande, dal momento in cui si incontrano le vite di Iole e Sandro gravitano intorno a un solo interrogativo: come proteggere la felicità dell'amore dallo scorrere del tempo? Per superbia o per leggerezza, Iole e Sandro credono di avere una risposta da cui partire: sanno che cosa non vogliono. Desiderano fuggire la noia dell'epoca sazia di cui sono figli, non vogliono mettere in discussione i loro matrimoni, resi opachi dalla quotidianità ma illuminati da figli molto amati. Soli in mezzo al brusio del mondo, provano a immaginare un percorso che metta il loro sentimento al riparo dall'assuefazione, si impegnano a fare della loro coppia segreta il luogo di una continua ricerca e non un punto di arrivo. 

È intorno al sogno di un amore lieve che stringono un patto trentennale e definiscono un decalogo che li guidi, per sperimentare gli incanti dell'amore clandestino ma al tempo stesso vivere in pienezza alla luce del sole, con altri compagni, con i figli, lungo altre strade. Yari Selvetella mette in scena due protagonisti autentici, sconsiderati, in fondo egoisti, ritrae senza sconti la borghesia italiana di poche qualità sullo scorcio del nuovo millennio. Eppure attraverso le piccole miserie e le visionarie accensioni che segnano il percorso dei due amanti ci restituisce l'ardore di una donna e di un uomo animati da una profonda fede nelle parole, ci parla di un bisogno di intensità che ci commuove e ci riguarda, costruisce un'accorata indagine letteraria sulla possibilità di un grande amore oggi.

fonte:  www.ibs.it

Arte: “Uffizi da mangiare” al via il format video con i grandi chef

Nuova serie di  filmati che il museo fiorentino si accinge a lanciare su Facebook. 

Ogni domenica dal 17 gennaio, le Gallerie posteranno un video nel quale un noto chef sceglierà un’opera dalle collezioni e proporrà al pubblico una ricetta

Ogni domenica, a partire dal 17 gennaio, le Gallerie posteranno un video dove un noto cuoco o personaggio del mondo enogastronomico sceglierà un’opera dalle collezioni e, ispirandosi agli ingredienti raffigurati (frutta, verdura, carni, pesce), proporrà al pubblico ricette o cucinerà pietanze durante il video stesso.

Obiettivo della serie è illustrare e approfondire l’intimo legame che – soprattutto attraverso l’intrigante genere della natura morta – unisce da sempre l’arte della pittura a quella della gastronomia.

Con ‘Uffizi da mangiare’ sarà dunque possibile vedere Fabio Picchi, patron del Cibrèo di Firenze  confrontarsi con il ‘Ragazzo con pesce’ del settecentesco Giacomo Ceruti. Dario Cecchini, macellaio e ristoratore di Panzano in Chianti, già noto per aver  portato in cucina i versi della Divina Commedia dantesca, “servirà” la sua versione della ‘Dispensa con botte, selvaggina, carni e vasellame’ di Jacopo Chimenti detto L’Empoli. Anche la chef stellata Valeria Piccini, del ristorante Da Caino, a Montemerano nel grossetano, proporrà una sua ricetta da una ‘Natura morta’ dell’Empoli, mentre Marco Stabile, altro chef stellato “sfiderà” in tavola niente di meno che i ‘Peperoni e uva’ di Giorgio De Chirico.

“Negli ultimi decenni, il vincolo tra arte e gastronomia è diventato una vera e propria scienza e materia di una seria indagine storica –  spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt  – il nostro intento, in questi video, è quello di creare un legame ancora più stretto con le opere del Museo, inserendole in un contesto attuale e vitale. Il cibo dipinto e quello cucinato si incontrano così su un piano di verità che stimola l’attenzione dell’osservatore e porta alla ribalta i significati profondi e inaspettati nascosti nelle scene e nelle nature morte create dai pittori”. QUI LE > INFO

fonte: Foto fornite da Ufficio Stampa  www.controradio.it

Fashion: Pitti Uomo n.99 apre on line, edizione digitale fino a marzo

Pitti Uomo n.99  approda online: tra special events in streaming, anticipazioni e progetti speciali, focus su sostenibilità e scenari internazionali. L’evento di apertura in live streaming è stata oggi la sfilata di Brunello Cucinelli, inaugurando il salone digitale e presentando in anteprima la nuova collezione autunno-inverno 2021/22 con un evento direttamente dal borgo di Solomeo (Perugia), sede dell’azienda. > Fotogramma dell'evento di apertura dell'edizione 99 di Pitti Uomo

L’intervento dello stesso Cucinelli e di Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine > QUI

Pitti Uomo n.99 apre online: tra special events in streaming, anticipazioni e progetti speciali, focus su sostenibilità e scenari internazionali. L’evento di apertura in live è stata oggi la sfilata di Brunello Cucinelli. Cucinelli, uno dei marchi di riferimento di Pitti Uomo e campione del menswear italiano riconosciuto a livello globale, inaugura il salone digitale e presenta in anteprima la nuova collezione autunno-inverno 2021/22 con un esclusivo evento direttamente dal borgo di Solomeo (Perugia), sede dell’azienda.

“Apriamo il formato digitale della 99esima edizione di Pitti Uomo – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – che resterà online sino a fine marzo, grazie anche al prezioso appoggio che Agenzia Ice e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ci hanno confermato. Al tempo stesso stiamo tenendo aperta l’opzione fisica (ma sarebbe meglio chiamarla ibrida, viste le possibilità offerte in parallelo dalla dimensione digitale per ampliare la copertura mediatica, approfondire i contenuti, rafforzare l’impatto promozionale e commerciale) dal 21 al 23 febbraio, in attesa delle disposizioni in materia di fiere del prossimo Dpcm, previsto per la fine della prossima settimana. Siamo pronti su entrambi i fronti, consapevoli della situazione e orgogliosi delle circa 250 aziende che ci hanno dato fiducia in questa temperie e vogliono lavorare con noi”.

“In questa edizione Pitti Uomo sarà articolato in tre macro aree – sottolinea Agostino Poletto, direttore generale – per dare rappresentanza al mondo classico-contemporaneo (Fantastic Classic), lo sportswear e l’outdoor (Dynamic Attitude) e la ricerca (SuperStyling). Il baricentro di questa edizione è giocoforza italiano – sottolinea Agostino Poletto – e siamo felici dell’impegno profuso da un gruppo molto qualificato di campioni nazionali per animare il salone con live streaming, eventi speciali e una costante comunicazione. Ma voglio ringraziare quegli espositori esteri che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di partecipare: alla scena estera dedicheremo i Pitti Olympics, un progetto online che valorizza una serie di interessanti brand selezionati per paese”.

“La piattaforma Pitti Connect è molto rinnovata rispetto alla scorsa estate – conclude Poletto – le nuove funzionalità sono state pensate e realizzate per le necessità delle aziende nel rapporto con i compratori. Il principio è dare ai nostri espositori l’opportunità di rilasciare più contenuti durante il periodo in cui saranno online”.

Mercoledì 13 gennaio, alle ore 10.30 – Claudio Marenzi racconta in diretta dallo show room di Milano il prossimo AW 21-22 per le diretta dallo show room di Milano il prossimo AW 21-22 per le collezioni Herno e Laminar. Focus su Herno Globe, etichetta dedicata ai prodotti green del marchio, con la partecipazione speciale di Oscar Farinetti in linea da Torino, dove da poco si è inaugurato il primo Green Retail park – Green Pea – in cui è presente la collezione Herno. Giovedì 14 gennaio, alle ore 14.30 – Kiton rinnova il lungo rapporto di stima e affetto con Pitti e lo fa nel modo più autentico che conosce: in diretta apre al pubblico le porte dell’atelier di Napoli condividendo la missione di essere il brand di elezione per sofisticati intenditori di ogni generazione, restando fedele alla tradizione con l’anima costantemente proiettata sull’innovazione.

Giovedì 21 gennaio, alle ore 10.30: presentazione della collezione Lardini Autunno-Inverno 2021-2022. Life in The Woods: la collezione Lardini Autunno-Inverno 2021 vuole essere un invito a ricercare un rapporto intimo con la natura, e allo stesso tempo ritrovare sé stessi. Un tour sorprendente, guidato dalla famiglia degli imprenditori marchigiani, attraverso gli spazi produttivi della sede

fonte:  www.controradio.it

domenica 10 gennaio 2021

Ritratti > 5 anni senza David Bowie: il mondo non smette di celebrare il Duca Bianco

Stasera su SKY ARTE: David Bowie – Nascita di una star  Domenica 10 gennaio – dalle ore 21:15

A cinque anni dalla prematura scomparsa, avvenuta il 10 gennaio 2016, la leggenda di David Bowie è più viva che mai. Lo testimoniano le decine di tributi e omaggi che si sono susseguiti in questo quinquennio, ma anche alcune nuove iniziative: fra editoria, mostre e musica. 

Una manciata di giorni appena separa la data di nascita di David Bowie da quella della sua scomparsa, avvenuta il 10 gennaio di cinque anni fa dopo diciotto mesi di battaglia contro il cancro. Preceduta dalla pubblicazione dell’ultimo album, Blackstar, uscito proprio in concomitanza con il sessantanovesimo compleanno del camaleontico artista, la sua morte suscita ancora oggi sentimenti di profonda commozione e di dolente nostalgia: un segno tangibile dell’indissolubile legame che continua a unire Bowie ai suoi estimatori in tutto il mondo.

L’ammirazione, talvolta sfociata in venerazione, verso il cantante e attore britannico è del resto un fatto conclamato: a generarla, a partire dagli anni Settanta, ad alimentarla nel corso dei decenni e a rinnovarla costantemente fu senza dubbio il suo eccezionale carisma. Bowie fu artefice di una parabola artistica poliedrica, votata alla sperimentazione e allo sconfinamento tra le discipline, che lo ha progressivamente reso un’icona della musica e, allo stesso tempo, un innovatore nel costume e nella moda, e un riferimento nelle arti visive, dalla fotografia al cinema. 

Anche in virtù della sua riconosciuta capacità di incidere e di imporsi nell’immaginario collettivo, questi cinque anni senza David Bowie sono stati caratterizzati da decine di omaggi e di ricordi, in vari ambiti creativi. Ripercorrendoli, si riscoprono ad esempio il singolare tributo di un gruppo di astronomi belgi, che a ridosso della sua morte scandagliarono il cielo fino a individuare una costellazione da dedicare a “Starman”, le tante mostre commemorative, ma anche i murales, i francobolli, le immancabili aste postume, i progetti editoriali tematici e persino la messa in produzione di una speciale bambola ispirata al suo inconfondibile stile.

DAL GIOCO DA TAVOLO AL VINILE INEDITO

Seguendo questa stessa scia, in concomitanza con il quinto anniversario della scomparsa di David Bowie è possibile raccogliere alcune recenti iniziative cui va il merito di provare a individuare nuove modalità di lettura, interpretazione e celebrazione della carriera dell’artista. Già paragonato a un “oggetto cult”, più che a un classico passatempo, il Monopoli dedicato a Bowie riadatta le regole del popolare gioco da tavolo di compravendita immobiliare alle più note opere del cantante, a partire dalle sei originali pedine e dalla possibilità di investire in palchi e stadi anziché in residenze e hotel.

È di questi giorni l’uscita del vinile in edizione limitata Mother/Tryin’ To Get To Heaven, con due cover mai pubblicate prima d’ora: si tratta dei brani Mother di John Lennon e di Tryin’ To Get To Heaven di Bob Dylan. Due, infine, le novità editoriali imperdibili per i fan di Bowie e per quanti desiderano avvicinarsi ora al suo affascinante universo. Debutterà in libreria il 14 gennaio 2021 Saetta Rossa, nuovo graphic novel di Panini Comics, scritto da Marco B. Bucci e accompagnato dagli acquerelli di Riccardo Atzeni, in cui il giovane Samuel subisce il “contraccolpo” della morte del suo cantante-idolo e si ritrova in un futuro distopico alla ricerca di se stesso. In Codice Bowie. Cinquanta chiavi per aprire quelle porte, proposto da Meltemi Linee, Damiano Cantone e Tiberio Snaidero si interrogano sul concetto di identità applicandolo all’artista: “Alieno, ambiguo, androgino, camaleontico, complesso e contraddittorio… Cos’è David Bowie?“.

[Immagine in apertura: Un ritratto di David Bowie di Valerio Pastore. Courtesy l’artista]

fonte:  https://arte.sky.it/

venerdì 8 gennaio 2021

Musica > Il Covid paralizza l’America: per la prima volta nella storia rinviati i Grammy Awards

La 63a cerimonia annuale per la consegna dei Grammy Awards, inizialmente prevista per il 31 gennaio prossimo è stata rinviata al 14 marzo.

La notizia è di queste ore: la 63a cerimonia annuale per la consegna dei Grammy Awards, inizialmente prevista per il 31 gennaio prossimo, è stata rinviata al 14 marzo a causa dell’emergenza legata al Covid-19, particolarmente grave negli Stati Uniti e in particolare nell’area di Los Angeles. Si dovrà dunque attendere un mese e mezzo in più (sempre che le cose vadano per il meglio) per conoscere i vincitori di quello che è senza dubbio il più prestigioso e ambito riconoscimento nel mondo dello spettacolo, l’equivalente degli Oscar in campo musicale. photo. Grammy Awards

Le nomination di quest’anno, annunciate a novembre e tra cui spiccano i nomi di Beyoncé (che se n’è aggiudicata ben nove in otto categorie), le cantautrici Taylor Swift e Dua Lipa, oltre a quello del rapper Roddy Ricch, hanno già acceso la curiosità di addetti ai lavori e fan, ansiosi di scoprire chi conquisterà l’agognato grammofono dorato. 

Ma nel periodo così anomalo che stiamo vivendo, in cui sono radicalmente mutate le forme di realizzazione e di fruizione artistica e la pandemia ha costretto a sospendere ogni tipo di performance in presenza del pubblico, la tutela della salute assume una priorità assoluta. Quindi i dettagli relativi alla cerimonia dei Grammys sono rimasti avvolti nell’incertezza, al punto che l’anticipazione del rinvio fornita dalla rivista Rolling Stone sulle prime non è stata ufficialmente confermata dai vertici organizzativi del premio. È poi circolata la data del 21 marzo che, malgrado sia stata subito annullata, ha continuato a rimbalzare sul web e sugli organi d’informazione, fino all’annuncio definitivo.

Comunque, pur se posticipata, la cerimonia – che come al solito non ha mancato di sollevare polemiche da parte degli artisti ritenutisi a torto esclusi – rimane l’evento clou dell’anno per l’industria dell’entertainment: assisteremo perciò alla classica sfilata di volti più o meno noti, di star più o meno sfolgoranti, che non perderanno occasione per mostrarsi in tutto il loro glamour. Tanto più che questa edizione si preannuncia scoppiettante, malgrado le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria; il nuovo produttore Ben Winston, succeduto a Ken Ehrlich, organizzatore dei Grammys dalla bellezza di quattro decenni, ha infatti affermato di voler introdurre novità entusiasmanti. C’è poi in ballo la rete televisiva Cbs, che trasmette la cerimonia in diretta con share altissimi, benché ultimamente in calo. 

Insomma, intorno all’evento che ha premiato nel corso dei suoi oltre sessant’anni di vita artisti del calibro di Pierre Boulez, Vladimir Horowitz, Henry Mancini, oltre agli inossidabili Stevie Wonder, Bruce Springsteen, U2, Quincy Jones e Pat Metheny, ruota uno straordinario indotto economico e d’immagine, che non sarà certo fermato dal Coronavirus. Trasformato sì, ovviamente, così come è successo per altre manifestazioni quali gli Mtv Video Music Awards, svoltisi ad agosto, o i Latin Grammys, tenutisi a novembre, tutti senza pubblico e con gli artisti che si sono esibiti da remoto. Del resto, la stessa cerimonia degli Oscar è stata posticipata di due mesi, dal 28 febbraio al 25 aprile, al pari dei Golden Globe, rinviati al 28 febbraio: neanche in questo caso si conoscono i particolari relativi alle modalità di svolgimento.

Quali che siano i cambiamenti cui assisteremo, di una cosa si può comunque star certi: the show must go on.   

fonte: Di Giuseppe Costigliola  https://giornaledellospettacolo.globalist.it

L'Opera di Roma alla Nuvola: la danza protagonista nel suggestivo scenario dell'Eur

L'Opera di Roma alla Nuvola: spettacoli di danza in streaming | 9-16 gennaio 2021


 
Il 9 e 16 gennaio in streaming due creazioni coreografiche firmate da Benjamin Pech, Eleonora Abbagnato e Michele Merola
 
Il Teatro dell’Opera di Roma, dopo il successo del progetto dei ‘Concerti alla Nuvola’,  torna al Roma Convention Center La Nuvola dell’Eur con la danza, grazie a due creazioni coreografiche affidate a Benjamin Pech ed Eleonora Abbagnato e Michele Merola. Photo: L'Opera di Roma alla Nuvola: spettacoli di danza in streaming | 9-16 gennaio 202Vivaldi Suite, Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma Foto: Yasuko Kageyama -Teatro dell'Opera di Roma 2021

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Continua la sinergia tra la musica dell’Opera di Roma e La Nuvola, ma questa volta si arricchisce della magia della danza con due serate che saranno trasmesse in streaming sul canale You Tube ufficiale del Teatro il 9 e il 16 gennaio. Il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, sarà protagonista di Baroque Suite impreziosito dai costumi firmati dalla maison Laura Biagiotti e di Vivaldi Suite.

“Siamo orgogliosi che il nuovo anno si apra con un evento eccezionale che il Teatro dell'Opera di Roma porterà nel suggestivo scenario della Nuvola. Sarà uno spettacolo di qualità che coniuga musica, balletto, moda e porta la firma di grandi artisti, grazie all'impegno della Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro, Eleonora Abbagnato, e ai preziosi costumi della maison Biagiotti. Arte e cultura rappresentano l'identità di Roma, la sua vocazione naturale, che siamo tutti impegnati a sostenere e rilanciare, per riportare la Capitale al centro della scena internazionale", ha dichiarato la Sindaca di Roma Virginia Raggi, Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

“Siamo molto felici del progetto 'Danza alla Nuvola' con cui riusciremo ad avvicinare, attraverso lo streaming, amanti del balletto da tutto il Paese e dal resto del mondo. Dopo lo straordinario successo della creazione Le quattro stagioni la scorsa estate al Circo Massimo, continua la valorizzazione del nostro Corpo di Ballo con due nuove proposte coreografiche che rispettano le norme anti Covid. Ringrazio Antonio Rosati per la preziosa collaborazione con lo spazio della Nuvola all'Eur, che ci ha permesso di ambientare i balletti in alcuni spazi della struttura mai utilizzati prima. Grazie, infine, alla maison ‘Laura Biagiotti’ che ha realizzato gli splendidi costumi di scena di Baroque Suite", ha dichiarato Carlo Fuortes, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma.

“Dopo lo straordinario successo dei quattro concerti dello scorso settembre e ottobre - ha dichiarato Antonio Rosati Amministratore delegato di Eur Spa - è con vera gioia che annunciamo il primo balletto nella storia della Nuvola: grazie al talento del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma e allo straordinario lavoro di Eleonora Abbagnato, Benjamin Pech e Michele Merola. Continua la nostra collaborazione con il Teatro guidato da Carlo Fuortes per offrire ai Romani emozioni, eleganza e bellezza."

"È un privilegio poter collaborare ancora una volta con il Teatro dell'Opera di Roma e con la Direttrice Eleonora Abbagnato – ha dichiarato Lavinia Biagiotti Cigna, che continua  - La nostra è un'affinità elettiva nel segno della bellezza e dell'amore per Roma: gli abiti Laura Biagiotti realizzati in esclusiva per Baroque Suite raccontano una storia di leggerezza e bagliori luminosi che si fondono con le scene, le luci e la straordinaria architettura della Nuvola di Fuksas. Musica, danza e moda creano nuove connessioni e nuovi format di arte e di cultura".

In ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consiglio del 3 novembre, entrambi gli spettacoli sono realizzati a porte chiuse, in assenza di pubblico ma con gli artisti in presenza e saranno trasmessi sul canale You Tube del Teatro.

Gli appuntamenti

Il primo appuntamento sabato 9 gennaio alle ore 20.00 è con Baroque Suite, coreografia di Benjamin Pech ed Eleonora Abbagnato su musiche di Antonio Vivaldi ("L’inverno" da Le quattro stagioni; “Eja Mater” e “Stabat Mater” dallo Stabat Mater RV 621) e Alessandro Marcello (Adagio dal Concerto per oboe, archi e basso continuo op. 1 in re minore SF 935). Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi e assistente alla Direzione del Ballo al Teatro dell’Opera di Roma, dopo il Lago dei cigni delle ultime due aperture di stagione e record d’incassi al debutto di dicembre 2018, torna in veste di coreografo della compagnia del Costanzi insieme alla Direttrice Eleonora Abbagnato in una creazione ispirata al Barocco. L’étoile Rebecca Bianchi e i tersicorei del Corpo di Ballo si esibiranno negli spazi eterei del Centro Congressi dell’EUR, creati dall’architetto Massimiliano Fuksas, indossando i costumi di uno dei più grandi nomi della Moda italiana, Laura Biagiotti.

Il secondo appuntamento, sabato 16 gennaio alle ore 20.00 sarà affidato all’estro contemporaneo del coreografo Michele Merola, fondatore e direttore artistico di MM Contemporary Dance Company, al suo debutto con il Corpo di Ballo del Lirico Capitolino. La sua creazione, Vivaldi Suite, sarà un omaggio alla musica del “prete rosso”: sette danzatori della Compagnia del Costanzi, tra cui il primo ballerino Claudio Cocino, danzeranno sulle note di “Cum dederit” da Nisi Dominus RV 608; Allegro dal Concerto in mi minore per violino, “Il favorito”; Largo dal Concerto in Re maggiore per violino, “L’inquietudine”; la Sonata a tre op. 1 n. 12, “La follia”. I costumi per la creazione di Michele Merola sono firmati da Anna Biagiotti.

Entrambe le serate di danza, con musiche su base registrata, vedono le scene e il disegno luci rispettivamente di Andrea Miglio e Fabrizio Marinelli.

Per assistere agli spettacoli in streaming, basta collegarsi al canale You Tube ufficiale del Teatro dell’Opera. Per chi volesse contribuire con un ‘biglietto virtuale’ può fare una donazione alla Fondazione. È ancora attiva la campagna di fundraising, lanciata ad aprile 2020, “I love Roma Opera aperta”: tutti gli amanti dell’opera e del balletto possono sostenere il Teatro dell’Opera a superare questo difficile momento. È possibile donare direttamente sul sito ufficiale del Teatro e godere delle agevolazioni fiscali “ART BONUS”: https://www.operaroma.it/news/i-love-roma-opera-aperta/ .

fonte: Redazione  www.romatoday.it



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Musica: Ornella Vanoni - da venerdì 8 "Un sorriso dentro al pianto", primo singolo dal nuovo album "UNICA"

 

Il nuovo album di inediti atteso il 29 gennaio 2021

 Esce venerdì 8 gennaio Un Sorriso dentro al pianto, il primo singolo che anticipa il nuovo album di Ornella Vanoni, intitolato Unica e atteso il 29 gennaio 2021.

 

A proposito del brano Ornella racconta: “È una canzone che assomiglia al tempo che viviamo, io mi ritrovo in ogni canzone che canto perché la faccio mia usando sempre il sentimento. Mi piace molto lavorare in team con altri autori e musicisti, soprattutto in studio, si crea una fusione meravigliosa dalla quale nascono sorprese”.

 

Un sorriso dentro al pianto, il cui testo è firmato da Francesco Gabbani insieme a Ornella e a Pacifico e le musiche da Francesco Gabbani, è il primo inedito dell’artista da 8 anni e anche la sua prima uscita con la nuova BMG.

 

Il brano esce accompagnato da un video girato per le strade di Parigi da Marta Bevacqua, fotografa e videomaker fra i nomi più interessanti della nuova generazione, che si è affermata in ambito internazionale, residente nella capitale francese e autrice anche degli scatti di copertina sia dell’album UNICA, sia del singolo. In ognuno di questi ritroviamo il tema del giallo che ha ispirato tutto il progetto.

 

Un Sorriso dentro al pianto, disponibile in streaming e digital download, oltre che in programmazione radiofonica da venerdì 8 gennaio, è il primo ad essere reso noto degli 11 brani inediti che compongono Unica, l’album prodotto da Mauro Pagani e arrangiato da Fabio Ilacqua, che BMG pubblica nelle versioni vinile e CD deluxe limited edition, già in pre-order al link https://bmgitaly.lnk.to/Unica_OrnellaVanoni.

 

Questa la tracklist completa: A passo lieve, Specialmente quando ridi, Arcobaleno, Isole Viaggianti, Carezza d’autunno (con Carmen Consoli), Nuda sull’erba, Tu Me (con Virginia Raffaele), La mia parte (con Fabio Ilacqua), Inizio, Un sorriso dentro al pianto, Ornella si nasce.

IG      https://www.instagram.com/ornellavanoniofficialpage/

FB      https://www.facebook.com/ornellavanoniofficialpage/      

TW     https://twitter.com/OrnellaVanoni

Promozione RadioValentina Spada  lavalentinaspada@gmail.com

BMG: Edoardo Tozzi edoardo.tozzi@bmg.com

Project manager: Adele Di Palma

Booking e Management: Antonio Colombi per COLORSOUND

fonte: Ufficio Stampa Elena Pantera - pantarei 3.0 

Arte: A riveder le stelle. La mostra online su Dante degli Uffizi

In mostra le 88 illustrazioni originali di Federico Zuccari, una raccolta esposta al pubblico solo in due occasioni. Una operazione di democratizzazione dell’arte. 

Photo: A riveder le stelle, mostra online di Federico Zuccari organizzata dagli Uffizi

Tra atmosfere oscure e prive di luce l’accuratezza dei disegni traduce le sofferenze delle anime dannate. Ogni personaggio è tratteggiato in pose realistiche alternando l’uso della pietra rossa e nera per risaltare i contrasti di luce e ombra del paesaggio dantesco. È l’Inferno di Dante e non solo: per la prima volta la Divina Commedia è digitalizzata in alta definizione e visibile in un percorso a tappe sul sito degli Uffizi.

LA MOSTRA ONLINE DEDICATA ALLA DIVINA COMMEDIA 

Ottantotto illustrazioni originali, realizzate nel cinquecento dall’artista Federico Zuccari aprono le celebrazioni del settecentenario dalla morte di Dante Alighieri. “A riveder le stelle”, è una mostra permanente online e un‘operazione di democratizzazione dell’arte, con un apparato didattico scritto da Donatella Fratini. Un nucleo di fogli fisicamente fragile, custodito da anni in un ambiente protetto, ora può tornare alla luce in un gioco di rimandi tra parole e immagini. Una raccolta esposta al pubblico solo in due occasioni: nella mostra dantesca tenuta a Firenze in Palazzo Medici-Riccardi nel 1865 e alla Casa di Dante in Abruzzo nel 1993. “Finora questi bellissimi disegni sono stati visti da pochi studiosi ed esposti al pubblico soltanto in parte – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – oggi vengono pubblicati integralmente e con un commento didattico-scientifico sul sito degli Uffizi, dove d’ora in poi saranno liberamente consultabili. È un vero orgoglio per le Gallerie aprire il Settecentenario dalla morte del sommo poeta rendendo disponibile a tutti questa straordinaria raccolta di arte grafica. Materiale non solo per chi fa ricerca ma anche per chi, appassionato dell’opera dantesca, sia interessato ad addentrarvisi per seguire, come dice l’Alighieri, virtute e conoscenza”. 

I DISEGNI DI ZUCCARI IN MOSTRA 

I disegni di Zuccari esaltano il percorso dal forte impatto visivo. Dalla topografia dell’Inferno, pieno di dolore, alle atmosfere più tenui del Purgatorio fino alle anime evanescenti dei beati e all’attenzione per certe iscrizioni Diligite iustitiam qui iudicatis terram (amate la giustizia, voi che siete giudici in terra). E nel passaggio dal vizio alla virtù alcuni disegni riescono a restituirci atmosfere dense di purezza perché i personaggi sembrano scolpiti nel realismo dei singoli gesti. Le immagini testimoniano il grande sforzo di penetrazione dell’opera, un ciclo ancora capace di offrire ai visitatori un patrimonio letterario, filosofico e scientifico attraverso rari stimoli visivi fortunatamente consegnati alla contemporaneità. 

Anna Amoroso 

www.uffizi.it

fonte: By Anna Amoroso  www.artribune.com

sabato 2 gennaio 2021

Dance stars from the UK, US, Europe & Australia judge creativity competition to help students through lockdown

To counter the negative impact of lockdown on the psychological and emotional state of young people, dance stars from the UK, US, Europe, and Australia have come together to judge a creative competition:

  • Cynthia Harvey, Artistic Director of the American Ballet Theatre School and former ABT and Royal Ballet Principal
  • Alexzandra Sarmiento, Dance Captain for the West End Hamilton
  • Steven McRae, Royal Ballet Principal
  • Carrie-Anne Ingrouille, Choreographer of Six the Musical
  • Liam Francis, Rambert Principal
  • Tommy Franzen, Choreographer for Strictly Come Dancing and bbodance alumnus

Hosted by bbodance, the online competition is open to all non-professional dancers of any age and ability. The organisation’s previous competition, held this summer, engaged more than 150 students from seven countries and resulted in a choreographic film about their experience.

“Your competition was just what my daughter needed. Lockdown has been the first time she’s struggled with her confidence, motivation, and inspiration. As a parent, it’s been quite worrying. It’s been so uplifting for us to see her creating, choreographing, and having the confidence to dance again,” one parent said.

The dance film was available on the NHS mental health app, MeeTwo, a safe place where teens discuss their challenges.

A 90-year-old organisation, bbodance has moved its entire educational offering online to help students through lockdown.

Find out how to enter here: https://bbo.dance/news/creativity-unlocked-is-now-open

Competition closes: 18 January 2021   #bbodance

source:  www.onedanceuk.org

Moda: L’irripetibile bolla di Pierre Cardin. Genio della moda e del marketing

Il marchio Pierre Cardin è stato messo a disposizione dei prodotti più disparati, creando un impero ancora oggi ineguagliato.

Photo: Pierre Cardin nel suo museo parigino

Durante la sua attività ha accumulato centinaia di licenze in oltre 120 paesi, mettendo il proprio marchio a disposizione di prodotti che includevano abbigliamento, penne, penne, cioccolato, orologi, rasoi, aeroplani, automobili, parrucche, profumi, occhiali, mobili, tende e cucine: Cardin ha firmato di tutto. L’industria della moda lo ricorderà tanto per il suo stile considerato negli anni ’60 assolutamente d’avanguardia, quanto per le onnipresenti licenze. Cardin, insieme a André Courrège e Paco Rabanne, è stato il couturier dell’era spaziale (il primo allunaggio risale al 1969), inventando uno stile geometrico e colorato unico. Ma lui e solo lui ha dimostrato di avere una mente imprenditoriale per quell’epoca senza paragoni.

UN BUSINESS CHIAMATO CARDIN

Il marchio Pierre Cardin, fondato nel 1950, col passare degli anni si è trasformato in un business costruito intorno a 800 licenze con 200.000 persone a lavorarci direttamente o indirettamente. 

Con la sua moda Cardin ha vestito Salvador Dalì, il suo maestro Christian Dior, Louise Bousquet e persino i Beatles. Con il ricavato delle sue licenze valutato 525 milioni di euro nel luglio 2020 ha costruito un impero economico. Nessun altro designer ha sviluppato un network così vasto e articolato. Ci hanno provato negli anni ’80 e ’90 anche i due più importanti gruppi del lusso (LVMH e Kering) ma il sistema è stato presto abbandonato per mantenere il controllo della qualità dei prodotti e proteggere il valore del marchio. Attualmente, i grandi marchi di lusso affidano licenze solo per occhialeria e prodotti di bellezza. Photo: Pierre Cardin “70 years of innovation” 

CARDIN: COSMOPOLITA E ESULE

Piero Costante Cardin era nato in Italia nel 1922, proveniva da una famiglia originaria della marca trevigiana trasferitasi in Francia per sfuggire alle persecuzioni di Benito Mussolini. Cosmopolita per formazione già nella seconda metà negli anni ’60 aveva saputo cogliere il potenziale della Cina come hub di lusso, e si era inserito in quel mercato immediatamente mentre si aprivano le porte all’Occidente nel 1979; è stato il primo a sfilare sulla Grande Muraglia e ha poi disegnato abiti per i funzionari del governo cinese.  

Amante del lusso e di una mondanità che oggi definiremmo un po’ sticky, nel 1971 apre a Parigi l’Espace Cardin che comprende un teatro, un ristorante, una galleria d’arte e uno studio per la creazione di arredamento: e ne fa il luogo preferito per le sue sfilate. 

Nel 1981 acquista la catena di ristoranti Maxim’s e in breve ne esporta il concetto a livello globale a New York, Londra e Pechino. Proprio grazie al ricavato delle sue licenze) Cardin acquisisce e restaura il castello in passato abitato dal Marchese De Sade a Lacoste in Costa Azzurra, organizzandovi regolarmente un festival letterario e teatrale e facendone la sua sontuosa residenza. Photo: featuring a miniskirt and necklace in blue vinyl, worn with a Plexiglas visor, 1970. Image courtesy of Iconic Images. © Terry O’Neill / Iconic Images

CARDIN A VENEZIA

È stato anche il proprietario del Palazzo Cà Bragadin a Venezia dove risiedeva durante i suoi soggiorni nell’amata città lagunare. Ma fra tutte il Palace Bulles nel golfo di Cannes arredato con le sue  Sculptures utilitaires è forse la sua residenza più significativo. 

Nel 1977 Cardin dopo averne concluso la ristrutturazione ha dato vita ad una collezione di mobili dalle forme sinuose tipiche del suo stile. Luci e ombre. Ma indubbiamente Cardin già direttore dell’atelier di Christian Dior e inventore della sua (di Dior) iconica bar jacket ha ispirato dopo di lui generazioni di designer, tra cui Jean Paul Gaultier che ha reso omaggio al suo mentore nella sua sfilata di alta moda nel gennaio 2018.  

La plastica, caschi e visiere  trasparenti, le forme a bolla che caratterizzano tanto del suo stile oggi richiamano altre recenti e drammatiche esperienze. Inoltre analisti e connoisseur si sono spesso lamentati che una cessione di licenze di questa portata avrebbe portato alla svalutazione del suo marchio. Ma a lui delle opinioni altrui è sempre poco importato. Era dotato di un carattere spigoloso, Piero Costante Cardin, e ha sempre ribadito con forza di non avere “alcun debito. Nessuno “. Un pioniere lo è stato indubbiamente, ma di una temperie irripetibile. Photo: La sfilata di Pierre Cardin

fonte: By Aldo Premoli   www.artribune.com

Eventi: Teatro Stabile del Veneto non si ferma e ha in cantiere altri spettacoli streaming

Teatro Stabile del Veneto, in cantiere altri spettacoli streamingTeatro Stabile del Veneto, in cantiere altri spettacoli streaming

In estate 25 titoli per oltre 100 serate di spettacolo e 30 attori e compagnie hanno calcato le scene dei teatri di Venezia, Padova, Treviso e Cortina d’Ampezzo coinvolgendo oltre 5mila spettator

Venticinque titoli per oltre 100 serate di spettacolo e 30 attori e compagnie che nei mesi estivi, da luglio a settembre, hanno calcato le scene dei teatri di Padova, Venezia, Treviso e Cortina d’Ampezzo coinvolgendo oltre 5mila spettatori. Ma anche un palcoscenico virtuale, quello della piattaforma web Backstage del Teatro Stabile del Veneto, che a seguito della chiusura dei teatri per il protrarsi dell’emergenza sanitaria, da ottobre ad oggi ha accolto già 14 produzioni digitali e che nei prossimi mesi del 2021 vedrà il debutto in streaming di altri 4 spettacoli con la partecipazione totale di più di 60 attori e maestranze veneti e la risposta di un pubblico virtuale che ha superato le 4mila visualizzazioni.

Settore penalizzato

Sono numeri, questi, che parlano di successo per un settore come quello dello spettacolo dal vivo fortemente penalizzato dalla pandemia in corso, ma che grazie agli interventi messi in campo dalla Regione Veneto in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, nell’ambito di un accordo di programma per la “Stagione teatrale 2020-2021” con un finanziamento complessivo di 400mila euro e condiviso al 50%, non ha mai interrotto le attività.

Il progetto

«Oggi possiamo dire che è un cuore che batte forte quello dello spettacolo dal vivo in Veneto – dichiara l’assessore alla Cultura della Regione Veneto, Cristiano Corazzari –Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti grazie agli interventi della Regione e alla collaborazione delle istituzioni culturali del territorio come lo Stabile del Veneto, che ha saputo adattare alle difficili circostanze un progetto nato all’inizio dell’estate per favorire la ripartenza delle attività culturali dal vivo. Nonostante il protrarsi dell’emergenza questo progetto, infatti, ha consentito di mantenere in vita l’attività nelle sale teatrali, dove gli spettacoli sono stati registrati a porte chiuse e in completa sicurezza e nel rispetto delle normative per la prevenzione dei contagi, generando così un’importante ricaduta occupazionale per artisti, tecnici e compagnie del territorio regionale».

Esperimento riuscito

“Dopo l’impegno per riaprire le sale nei mesi estivi e ripartire con lo spettacolo dal vivo, è ancora una volta grazie alla Regione Veneto e in particolare all’assessore Corazzari se anche a seguito della nuova chiusura dei teatri abbiamo potuto aprire virtualmente il sipario ed entrare nelle case dei nostri spettatori continuando ad intrattenere il pubblico con contenuti di alta qualità – afferma Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto –. Si tratta di un esperimento riuscito e a dimostrarlo sono i numeri. Questi dati, infatti, parlano di soddisfazione e di un grande lavoro fatto con il coinvolgimento di molti attori, maestranze e compagnie del nostro territorio”.

Dalla scena al web, l’evoluzione del progetto “Stagione teatrale 2020-2021”

Il progetto per la “Stagione teatrale 2021-2021” ha avuto inizio nel mese di luglio 2020 svolgendosi in una prima fase nelle sale teatrali, aperte al pubblico con una capienza di circa il 50%, cosa che ha consentito lo svolgimento di un’intensa programmazione nei mesi estivi nei teatri di Venezia, Padova, Treviso, Cortina D’Ampezzo. La recrudescenza del contagio da Coronavirus e la conseguente emanazione dei DPCM del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020 ha di fatto impedito, a partire dalla fine del mese di ottobre, lo svolgimento di tutte le attività teatrali aperte al pubblico, non consentendo la prosecuzione ed il completamento del progetto nella forma originaria dal vivo. Per garantire comunque il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di programma la programmazione prevista dal vivo è stata integrata con un programma di spettacoli realizzati per il web trasmessi attraverso la piattaforma streaming Backstage del Teatro Stabile del Veneto: dal Romeo e Giulietta di Babilonia Teatri con Ugo Pagliai e Paola Gassman a I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni diretto da Valter Malosti, oltre allo spettacolo Ludwig Van con Luciano Roman e la regia di Giuseppe Emiliani e agli 11 racconti per bambini della rassegna Un mondo di fiabe ideata dalla giovane compagnia Matricola Zero.



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L’accordo di programma con il Teatro Stabile del Veneto, d’altra parte, si inserisce in un più ampio progetto della Regione Veneto con l’obiettivo di favorire una significativa ripartenza delle attività culturali e che ha coinvolto anche l’Associazione regionale per la promozione e la diffusione del teatro e della cultura nelle comunità venete, Arteven di Venezia, la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza e la Federazione Italiana Teatro Amatori del Veneto.

fonte: Redazione  www.veneziatoday.it

domenica 27 dicembre 2020

Roberto Bolle in "Danza con me": In prima serata su Rai1 il 1° gennaio 2021, con Francesco Montanari, Stefano Fresi e Miriam Leone

DANZA CON ME un programma di Roberto Bolle

Prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl
Scritto da Roberto Bolle e Pamela Maffioli con Rossella Rizzi, Fabrizio Testini e Marco Silvestri
La direzione artistica è di Roberto Bolle
Le scene sono di Giuseppe Chiara
La fotografia è di Carlo Stagnoli
La regia di Cristiano D’Alisera
Ideazione Grafica e Messa in Scena Cristina Redini
La consulenza musicale è di Giorgio Oreglio
Direttore di produzione Antonio Fontana
A cura di Francesca Bignami. Produttore Esecutivo Rai Michela Amendolea
Produttore Esecutivo Ballandi Claudio Tarquini

Ad aprire un anno carico di speranza e aspettative, ancora una volta, Rai1 ha voluto la bellezza dell’arte e della danza di Roberto Bolle con il suo Danza con me, in onda in prima serata il 1° gennaio 2021 che torna per la quarta edizione. 

“Mai come in un momento come questo – dichiara Bolle – siamo stati convinti dell’importanza di esserci. In un periodo terribile in cui lo spettacolo, l’arte e il mondo sono paralizzati, tenuti in ostaggio dalla paura, mi piace pensare a Danza con Me come ad una trincea di resistenza, dove custodire e difendere l’Arte e la bellezza, nell’attesa di poter tornare a riprenderci i nostri spazi.  L’Arte è vita, è la custode della nostra umanità migliore, è la spinta che ci ricorda quello che siamo e ci fa vedere quello che potremmo e potremo tornare ad essere, pensare, creare. L’arte e lo spettacolo sono ristoro per l’anima e per lo spirito. È importante non dimenticarlo ed era importante dare un segnale forte in questo senso. Che sia un tempo sospeso, ma al quale non bisogna abituarsi”.

Danza con me – prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl – è una bella abitudine a cui non ci si abitua mai. 
Pur nelle difficoltà del fare spettacolo di questi tempi, Danza con me va in scena anche quest’anno e viaggia, incontra, abbraccia portando gli spettatori con leggerezza in un mondo altro. 

Gli ospiti che hanno accettato l’invito di Roberto Bolle a esibirsi con lui sono molti. 
Tra loro Vasco Rossi, che manca dagli studi televisivi dal 2005 e che ha scelto proprio Danza con me per lanciare in esclusiva la sua nuova canzone nel segno e nella speranza della rinascita: “Una canzone d’amore buttata via”. 
Il brano è stato coreografato da Mauro Bigonzetti per Roberto Bolle insieme con Virna Toppi, Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano, Agnese Di Clemente e Gioacchino Starace, della Compagnia della Scala, in un incrocio di passi a due, momenti corali e assoli per raccontare l’amore in ogni sua forma. La coreografia è ambientata nel Laboratorio Ansaldo del Teatro Alla Scala di Milano dove l’arte viene costruita e custodita in attesa che tutto riprenda. Questo nuovo brano e la danza costruita su di esso, non solo apriranno la serata come sigla, ma potranno poi essere rivisti in Danza ancora con me alla fine del programma, con contenuti inediti che raccontano l’incontro storico tra Bolle e il rocker.  

La conduzione della serata è affidata agli attori Francesco Montanari e Stefano Fresi. Un duo inedito, che richiama la televisione di un tempo, elegante e divertente. I due, armati anche di un pianoforte, presenteranno, interpreteranno, suoneranno e balleranno. Accanto a loro Miriam Leone, che con grazia e ironia non mancherà di rivelare doti nascoste di ballerina. 
Ospite d’eccezione della puntata Michelle Hunziker che si esibirà con Bolle in un numero di musical. A lei inoltre Roberto ha affidato la presentazione di un pezzo contro la violenza sulle donne, tema ad entrambi molto caro.

La musica è come sempre tra gli ingredienti principali di Danza con me.
Quest’anno per la prima volta ospite Ghali, che offrirà al pubblico la sua musica, ma anche un’interpretazione toccante della poesia dell’attivista per i diritti civili Maya Angelou “Still I Rise” che verrà interpretata dalla danza di Carlos Kamizele, il ballerino congolese di street dance che ha conquistato per l’Italia il titolo di Campione del Mondo, pur non avendo mai ottenuto la cittadinanza italiana. 

Ed ancora Diodato, l’artista più premiato dell’anno che regalerà ai suoi fan un lato inedito dando vita a performance inaspettate. 
Tra gli ospiti anche Fabio Caressa per un esperimento che conquisterà anche i calciofili più impermeabili alla danza. 
L’arte di Roberto Bolle – come sempre non solo protagonista, ma anche ideatore e direttore artistico del programma – rimane al centro di un sistema che mescola l’arte, l’ironia e la contemporaneità.

C’è la danza classica rappresentata da grandi titoli del repertorio come “L’Histoire de Manon” di Kenneth MacMillan che Roberto Bolle interpreta accanto a Nicoletta Manni con la quale esegue anche il passo a due del Cigno Nero dal celeberrimo “Lago dei Cigni”. Con Virna Toppi invece Bolle darà vita alla “Carmen” nella versione di Amedeo Amodio. 
Spicca in questo ambito “Cacti” dell’astro nascente della coreografia mondiale Alexander Ekman, che Bolle interpreta insieme alla Compagnia del Teatro dell’Opera di Roma. Un pezzo prezioso, acclamato e richiesto in tutto il mondo che l’Étoile scaligera ha voluto fortemente offrire al pubblico di Rai1 nonostante tutte le difficoltà causate dalle limitazioni del periodo pandemico. 
Tra i pezzi contemporanei anche “Step Addition” di Sébastien Galtier, interpretato da Bolle e Nicoletta Manni. 

Come sempre molte sono le coreografie originali che accolgono le istanze della contemporaneità lette dal coreografo Mauro Bigonzetti. 
In primis “Violenza”, con Antonella Albano, Solista del Teatro alla Scala di Milano, contro la violenza sulle donne con un Bolle inedito e la presentazione di Michelle Hunziker. 
Poi “Dante” per Bolle e Agnese Di Clemente insieme con la MM Contemporary Dance Company, brano evocativo che interpreta gli echi infernali danteschi sempre attuali. E ancora, un “Ghali Divertissement” in cui, sulle note di un medley costruito dal cantante appositamente per il programma, Bigonzetti ha costruito un colorato balletto per Bolle, Virna Toppi e la MM Contemporary Dance Company. Infine una rivisitazione caleidoscopica di uno “Schiaccianoci” moderno che mescola realtà e sogno, musica e danza. 
Non mancano poi i pezzi costruiti ad hoc con gli ospiti insieme al coreografo Massimiliano Volpini per Michelle Hunziker, Miriam Leone e Diodato. 

Un altro elemento prezioso che colpisce immediatamente lo spettatore è la scenografia di Giuseppe Chiara, un atto artistico sospeso tra l’ideazione e il compiersi, metafora di questo tempo. Realizzato su un’architettura destrutturata wireframe – come una sorta di disegno tecnico tridimensionale – lo spazio scenico è attraversabile in ogni suo lato per non circoscrivere la danza, ma dialogare con essa lasciando che domini lo spazio. La struttura e la performance artistica sono accese e valorizzate dalla bellezza delle luci di Carlo Stagnoli. 

Un grande show al quale non si può rinunciare per emozionarsi, cibarsi di bellezza e arte, riflettere, ridere e anche abbracciarsi, toccarsi, sorridersi e commuoversi senza maschere attraverso un’arte antica che sempre rinasce, ricordandoci la nostra natura, quello che possiamo e dobbiamo tornare ad essere. 

Anche quest’anno il pubblico avrà la possibilità di seguire il programma con una serie di contenuti extra studiati per i social: immagini di backstage, video inediti, interviste ai protagonisti e una sorta di Libretto di Sala virtuale nel quale trovare curiosità e informazioni sulla danza rappresentata. Già gli anni passati l’hashtag #danzaconme si è imposto come programma più discusso sui social nella settimana dal 1° al 7 gennaio. 
fonte:  www.rai.it

TV: How Ellen DeGeneres Inspired ‘The Masked Dancer’ and Why Paula Abdul is Its Secret Weapon

The Masked Dancer” sounds like a good idea on paper: Take megahit “The Masked Singer,” but the disguised celebrities get their groove — instead of their croon — on. But while Fox and executive producer Craig Plestis kicked around the idea of a spin-off in the wake of “Masked Singer’s” boffo ratings, they still weren’t sure it would work. Photo Courtesy of Fox

On “The Masked Singer,” panelists and viewers try to guess who’s under the costume via clues — but it’s ultimately their singing voices that help give it away or not. A dance show would take away that key component — how could anyone even try to make a guess?

Enter “The Ellen DeGeneres Show,” which had also capitalized on the popularity of “Masked Singer” to create its own “Masked Dancer” stunt. After those segments became viral hits and the “Masked Singer” team saw how well they played, Fox alternative entertainment and specials president Rob Wade said he was finally convinced.

“The segments that Ellen had done was really the thing that persuaded me to do it,” he said. “You saw from the way that [‘Ellen’ DJ Stephen ‘Twitch’ Boss] and her kind of figured out who people were underneath these costumes that we could actually build a proper format around it.”

That’s why DeGeneres was also recruited to serve an executive producer on “The Masked Dancer,” which premieres on Fox this Sunday night, immediately following the NFL. Craig Robinson hosts “The Masked Dancer,” which features panelists Paula Abdul, Brian Austin Green, Ashley Tisdale and “Singer’s” Ken Jeong.

Plestis noted how DeGeneres and Twitch were able to guess some of the people from a Q&A that they did with the disguised celebrities. “It was a little bit of a proof of concept for us,” he said. “Then we went into development mode. What would make ‘Dancer’ stand out and be different than ‘Singer’?”

That led to some of the differences between the two “Masked” shows. On “Dancer,” clue packages are more story-oriented, with more in-depth, detailed hints. And the producers also added a feature they call “Word Up,” in which the contestant says one word, in their own voice. That word is also a major clue to their identity.

“We were really debating it, is this too big of a clue?” Plestis said. “Once you hear someone’s voice, you kind of really narrow it down. It turned out to be a great element in the show. Some of [the panelists] picked up on a lot of facts, old, young, whatever it might be. But also through some interesting misdirects that took them into other directions.”

Plestis said he believed “Masked Dancer” actually became an easier show for the panelists to guess the celebrity’s identity. “Once you’re observant it just starts clicking in,” he said. Plestis points especially to Abdul, the former “American Idol” judge whose choreography background made her the show’s “secret weapon.”

“She just might be too good at this game, which was fun for her to start looking at the way they walked out on the stage or dancing,” he said. “She started going in into the computer in her head, going It could be x, y or z.”

Among other differences between “Masked Singer” and “Masked Dancer,” the costumes aren’t as gigantic and inflexible on “Dancer” as they might be on “Singer.”

“If you need to do a jump, it can survive without the mask falling off. If you need to take someone above your head, you can do it,” Plestis said.

Even the stage is a bit different from “Singer”: “The set had to be changed because you can’t dance on an egg-shaped set,” Wade said. “And you have to change the lighting configuration. You have to make it look different. Because you don’t want it to be identical. A lot of work goes into that and designing that. It looks similar but it’s actually very different once you actually have to take the time to make the creative changes.”

As for the panelists, besides bringing her dance experience to the show, Abdul also returns to Fox after her successful 2000s run as a judge on “American Idol” (and later, on “The X-Factor”).

“Obviously, it took a minute to sort of talk that this isn’t a judging show, it’s now about how good or bad people are,” Wade said. “They’re panelists, they’re not judges. There’s commentary on performance but you’re not judging the dance. And she’s great. She’s great at guessing, she’s very funny she’s fantastic chemistry with the rest of the panel.”

Green was cast partly because of his experience performing on “The Masked Singer,” as Season 4’s Giraffe. Tisdale brought a performing background and a young perspective to the show, while Jeong remains Fox’s reality TV good luck charm.

“Ken’s getting better at the game,” Plestis said. “Everyone does play the game for real. He’s getting the groove of it now.” Added Wade: “We love Ken and we wanted to have someone from the ‘Masked’ franchise on there because he’s almost like a teacher. He knows how the judging works, so he is incredibly useful from just a teaching point of view for others.”

As for Robinson, the network had been in talks with the comedian for years on a wide variety of projects. “He’s never done this type of competition show, so he just brings a fresh flavor to ‘Dancer,'” Plestis said.

In casting “Masked Dancer,” the show went back to pitch celebrities who had passed on “Singer” but had previously said they’d be open to a dance show.

“There are certain people that want to dance, and there are other persons who want to sing,” Plestis said. “We were approached by many people as well, but also we were looking for individuals who you didn’t know who could dance. That it was either their secret weapon or hobby. And I think we were very successful in uncovering a pretty good selection of celebrities.”

The show touts a cast of 10 celebrities that have “amassed more than 38 million albums sold worldwide, 20 Emmy Award wins, 20 Grammy Award nominations, 10 World Dancing titles, five New York Times Best-Selling Author titles, four Olympic gold medals and three Broadway show appearances.”

“It’s not easy overall for the celebrities, singing has its own weight but dancing, you’re inside of a costume doing multiple dance routines and a lot of intricate dance routines as well, and telling stories with dance,” Plestis said. “There’s a lot of sweat equity our celebrities put into the show.”

For the producers, there was also the added stress of creating and launching a new competition in the middle of the COVID-19 pandemic.

“With ‘Masked Singer,’ for instance, it was really hard to make in COVID but we knew what the show was, we just had to figure out how to make that show in COVID,” Wade said. “If you’re making a new show, you don’t even know what show you’re making. And you have to make it in COVID. You’re trying to figure out this format in a time when no one can see each other. Training for a dance competition is really difficult when you can obviously be too close to people.”

The pandemic also wound up limiting the involvement of DeGeneres: “The intention was to be a lot more but obviously with COVID happening, it just became an impossibility,” Wade said. “She’s been very helpful obviously with the promotion of the show and very engaged in that. We were going to do a lot with that but unfortunately, obviously she contracted COVID. So in the last few weeks that meant a few things we had planned couldn’t be done. She’s been really supportive and her team have really supported the show.”

Like Season 4 of “The Masked Singer,” the first season of “Masked Dancer” will rely on archived audience reaction shots as well as augmented reality to give the feel of a crowd in the studio.

“These shows, you need audience, you need reaction shots.” Wade said. “You need that to get the story told properly. And it’s still not as good as having them there. The big problem is that there’s a different level of performance from every one — host, panelists, dancers, or singers. When they’re in front of 200-300 screaming people, it’s a very different energy.”

Fox and Plestis are looking at “The Masked Dancer” as a limited series companion to “The Masked Dancer” for now, an opportunity to bridge two cycles of “Dancer.” But long term, “we’ll see how Dancer does, and then ascertain after that if we want to bring that back or whether this is just like a special series,” Wade said. “The hope is obviously we can bring it back in some shape or form.”

Both Plestis and Wade are very aware of the danger of oversaturation. “We just need to pour as much effort into sustaining as much of that as we can,” Wade said. “I think you’ve got something that’s working then of course it’s difficult not to put it on. It’s good to have something on the air that’s really working.”

Added Plestis: “Don’t become predictable, always strive to be different and embrace the bizarre. We can change our format on a dime from season to season, and try different things out. We don’t want to rest on our laurels.”

source: Michael Schneider  https://variety.com

Netflix Sets Pope Francis Documentary Series Based on Award-Winning Book ‘Sharing the Wisdom of Time’

Netflix has announced an original documentary series based on “Sharing the Wisdom of Time,” the award-winning book written by Pope Francis.

 

The series will recount tales of elders and their lived experiences, told through the eyes of the younger generation. Women and men above the age of 70 from all around the world will journey with and share their diverse experiences with young filmmakers under the age of 30 who are from the same country.

The elders represent various ethnicities, socio-economic backgrounds and religions around the globe. They’ll touch upon key themes that all human beings have in common: love, struggle, work and dreams.

The series will feature Pope Francis in an exclusive interview, offering a unique point of view that will serve as the common thread throughout the four-episode series.

The book is edited by Father Antonio Spadaro and was first published by Loyola Press in the U.S. in 2018 and won several awards in 2019. At the Catholic Press Association Book Awards, the title won six awards across various categories and the book also won at the Illumination Book Awards, Living Now Book Awards, Independent Press Awards and Best Book Awards.

The series, by Simona Ercolani (“Dottori in Corsia”), is produced by Stand By Me, partner of Asacha Media Group, and will be made available globally on Netflix in 2021.

“The elderly have wisdom. They are entrusted with a great responsibility: to transmit their life experience, their family history, the history of a community, of a people,” wrote Pope Francis in “Sharing the Wisdom of Time.”

Netflix’s “The Two Popes,” directed by Fernando Meirelles, bowed on Netflix in 2019.

source: by  Naman Ramachandran  https://variety.com