Con il suo bianco e nero delicato e ironico, Robert Doisneau ha saputo trasformare la quotidianità in un racconto universale, restituendo poesia e dignità ai gesti più semplici.
Maestro indiscusso della fotografia del Novecento e narratore silenzioso dell’anima urbana, l'autore parigino sarà protagonista della più grande retrospettiva mai dedicatagli in Italia, ospitata al Museo del Genio di Roma dal 5 marzo al 19 luglio.
La mostra accompagnerà il pubblico in un viaggio nella Parigi più autentica e vissuta: operai all’uscita dalle fabbriche, bambini intenti a giocare sui marciapiedi, coppie innamorate nei bistrot o agli angoli delle strade, frammenti di vita quotidiana trasformati in immagini senza tempo.
ROBERT DOISNEAU IN MOSTRA A ROMA
In mostra anche Le Baiser de l’Hôtel de Ville, lo scatto del 1950 diventato icona globale dell’amore e della libertà. Ma l’esposizione va ben oltre quella fotografia entrata nella storia: più di 140 opere accompagnano il visitatore lungo tutta la carriera dell’autore, dagli anni Trenta alle immagini più mature. Emergono così personaggi eccentrici, portinai curiosi, studenti distratti, cani improbabili e scene di strada cariche di umorismo e tenerezza. Fotografie come Un chien à roulettes, La concierge aux lunettes e L’information scolaire rivelano la straordinaria capacità di Doisneau di cogliere l’attimo prima che svanisca.
LA VITA DI ROBERT DOISNEAU
Prima di diventare il poeta visivo della Parigi del dopoguerra, Doisneau attraversò un percorso umano e professionale tutt’altro che lineare. Nato nel 1912 a Gentilly, nella periferia sud della capitale francese, rimase presto orfano e crebbe in un ambiente severo che contribuì a sviluppare in lui uno sguardo attento agli ultimi e agli invisibili. Studiò incisione litografica all’École Estienne, ma fu la fotografia a conquistarlo definitivamente negli anni Trenta, quando iniziò a lavorare come fotografo industriale per la Renault. Licenziato per la sua cronica impuntualità, trasformò quell’episodio in un’opportunità, dedicandosi alla strada e alla vita reale. Durante la Seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza falsificando documenti, esperienza che rafforzò il suo legame con la gente comune. Nel dopoguerra collaborò con importanti riviste come Vogue e Life, mantenendo però sempre uno stile libero, empatico e profondamente umano.
[Immagine in apertura: Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville, 1950. Stampa fine art su carta ai sali d’argento da negativi originali, 50x40 cm © Atelier Robert Doisneau]
fonte: https://arte.sky.it

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