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mercoledì 24 aprile 2024

Cinema: Netflix riporta Ripley sullo schermo ed è un vero noir. Una miniserie di otto puntate in streaming dal 4 aprile

Netflix riporta Ripley sullo schermo ed è un vero noir - RIPRODUZIONE RISERVATA
Con quell'atmosfera languida e oziosa baciata dal sole italiano, la versione del 1999 de Il Talento di Mr.Ripley ha fatto la storia del cinema.

È difficile immaginare una trasposizione dei romanzi di Patricia Highsmith all'altezza di quel triangolo ingannevole messo in scena da Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow.

Eppure, Ripley, la serie in bianco e nero in arrivo su Netflix il 4 aprile, riesce nell'impresa.
    "Già mentre leggevo le sceneggiature, nella mia testa vedevo tutto in bianco e nero", ammette Clayton Townsend, uno dei produttori americani che insieme a Searchlight e all'italiano Enzo Sisti stanno dietro il progetto.

"Io, Steve (Zaillian, regista e scrittore degli otto episodi) e il direttore della fotografia Robert Elswit (premio oscar per Il Petroliere di Paul Thomas Anderson) non abbiamo mai vacillato sull'idea di Steve di girare in bianco e nero - prosegue la nota -. In questo modo, chi guarda si ritrova immediatamente nell'Italia di inizio anni '60 e nell'umore di un noir".

L'attore britannico Andrew Scott (Fleabag, Sherlock e, sul grande schermo, Estranei), interpreta il protagonista Tom Ripley, un abile e ambizioso truffatore, che viene assunto da un ricco industriale newyorchese per andare in Italia e riportare a casa suo figlio. Tom accetta e per lui comincia una spirale di inganni, frodi e omicidi.

Johnny Flynn (Lovesick, Emma o Stardust, dove ha interpretato David Bowie) interpreta Dickie Greenleaf, il ricco fannullone che Ripley sta cercando di riportare dal padre a New York, mentre Dakota Fanning (The Equalizer, The First Lady) è Marge Sherwood, l'affascinante ragazza di Dickie, la prima a sospettare che sotto l'affabilità di Tom si nascondano motivi più oscuri. Nel cast anche gli attori italiani Maurizio Lombardi e Margherita Buy.

Tutti gli episodi sono diretti e scritti da Steven Zaillian, sceneggiatore di Gangs of New York e The Irishman di Martin Scorsese; premio Oscar per Schindler's List e creatore della miniserie giudiziaria "The Night Of - Cos'è successo quella notte?", con John Turturro e Riz Ahmed. La storia si sviluppa tra Roma, Costiera Amalfitana, Capri, Napoli, Anzio, Palermo e Venezia. "Nel complesso, l'esperienza delle riprese in Italia è stata incredibilmente gratificante. Il talento degli attori, degli artigiani e dei tecnici è di altissimo livello", dice all'ANSA Townsend, che ha lavorato con Oliver Stone su Nato il quattro luglio, JFK, Natural born killers e più recentemente sulla saga di Fast and Furious e di The Equalizer. "Abbiamo girato in Italia 164 giorni sui 178 di lavorazione totali. Nei restanti 7 eravamo a New York. Abbiamo avuto bisogno di tante location per ricreare i vari ambienti dove si svolge la storia.

È stato un lavoro meticoloso per il team guidato dal direttore artistico David Gropman, ma ne è valsa la pena", aggiunge il produttore.  

fonte: LOS ANGELES di Lucia Magi  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

lunedì 19 febbraio 2024

Cinema >Trionfo Oppenheimer ai Bafta, il film di Nolan vince 7 premi

Christopher Nolan (s) Emma Thomas © ANSA/EPA
Emma Stone miglior attrice, statuette a film di Triet e Glazer

Oppenheimer, il film epico di Christopher Nolan sul padre della creazione della bomba atomica, ha trionfato questa sera a Londra ai Bafta, i massimi premi del cinema anglosassone e indicazione cruciale verso gli Oscar.

Il ritratto di Nolan del genio scientifico, torturato dalla sua creazione della bomba atomica, ha vinto sette riconoscimenti a cominciare dal miglior film, e poi nelle categorie miglior regista, miglior attore (Cillian Murphy) e miglior attore non protagonista (Robert Downey Jr.).

Migliore attrice Emma Stone per Povere Creature! di Yorgos Lanthimos. The Zone of Interest di Jonathan Glazer ha vinto tra l'altro come miglior film inglese e miglior film in lingua non inglese, mentre 20 giorni a Maryupol è il miglior documentario e Il ragazzo e l'airone di Hayao Miyazaki per l'animazione. 

 "Il nostro film - ha detto Nolan per la prima volta premiato ai Bafta in una lunga carriera di film cult - termina con una nota di disperazione drammaticamente necessaria. Ma nel mondo reale, ci sono tante persone e organizzazioni che hanno combattuto a lungo e duramente per ridurre il numero di armi nucleari nel mondo. Negli ultimi tempi, le cose sono andate nella direzione sbagliata. E quindi, accettando questo premio, voglio solo riconoscere i loro sforzi e sottolineare che mostrano la necessità e il potenziale degli sforzi per la pace". 

A meno di un mese dalla notte degli Oscar l'10 marzo, Oppenheimer che è candidato a 13 statuette Academy, alla Royal Hall a Londra ha vinto nella categoria più prestigiosa del miglior film davanti alla Palma d'Oro 2023 Anatomia di una caduta di Justine Triet (a Londra ha vinto il Bafta per la migliore sceneggiatura originale), The Holdovers di Alexander Payne, Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese e "Povere Creature!" di Yorgos Lanthimos. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

martedì 31 maggio 2022

Cinema: prime immagini dal set di Maestro, Bradley Cooper è Bernstein

Prossimamente su Netflix, una storia che abbraccia oltre 30 anni

(ANSA) Prime immagini dal set di Maestro, film diretto, prodotto, scritto e interpretato da Bradley Cooper nei panni di Leonard Bernstein.

Nel cast anche Carey Mulligan, Matt Bomer e Maya Hawke.

 

 

 

Maestro è prodotto anche da Martin Scorsese, Steven Spielberg, Kristie Krieger, Fred Berner e Amy Durning. Il film sarà disponibile prossimamente su Netflix. 


 

Maestro racconta la complessa storia d'amore tra Leonard Bernstein e Felicia Montealegre Cohn Bernstein, una storia che abbraccia oltre 30 anni - dal loro incontro nel 1946 a una festa e poi continuata attraverso due fidanzamenti, un matrimonio di 25 anni e tre figli: Jamie Bernstein, Alexander Bernstein e Nina Bernstein Simmons.

Diretto da: Bradley Cooper (Candidato all'Oscar©), con Bradley Cooper (Candidato all'Oscar©), Carey Mulligan (Candidata all'Oscar©), Matt Bomer, Maya Hawke. Prodotto da: Martin Scorsese, Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger, Bradley Cooper, Fred Berner, Amy Durning. (ANSA). 

fonte: Redazione www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright ANSA

sabato 20 novembre 2021

News: Martin Scorsese a lavoro su un docufilm sui Grateful Dead.

Il celebre regista Martin Scorsese dirigerà e produrrà un biopic che racconterà la storia dei grandissimi Grateful Dead.

Sul set, assieme al regista, torna anche Jonah Hill, che dopo la grande performance in “The Wolf of Wall Street” interpreterà il ruolo del chitarrista e frontman dela band, Jerry Garcia.

Al momento sono ancora poche le indiscrezioni sulla pellicola e su quale sarà il periodo della band preso in esame. L’unica certezza è che sarà prodotto da Apple e che la sceneggiatura sarà affidata a Scott Alexanader e Larry Karaszewski.

Da quello che si dice, sembra che i membri rimasti dei Grateful Dead abbiano dato la loro benedizione al progetto, approvando all’unanimità le idee di Martin Scorsese. Oltretutto Bob Weir, Bill Kreutzmann, Phil Lesh e Mickey Hart saranno anche produttori esecutivi del film insieme a Trixie Garcia (la figlia del frontman della band) e Bernie Cahill, il loro manager.

Ad onor del vero non è la prima volta che lo storico regista si occupa dei Grateful Dead: nel 2017 ha lavorato alla produzione esecutiva della docuserie “Long Strange Trip” che ripercorreva la storia della band in sei episodi.

Scorsese da parte sua ha definito il celebre gruppo come “un pianeta popolato da milioni di fan devoti”; dato questo rispetto, quindi, non sorprende che il regista abbia intenzione di continuare quanto fatto con Grateful Dead fino a questo momento.

Grateful Dead, la storia della band

Per chi non lo sapesse i Grateful Dead sono stati uno dei gruppi di punta delle celebre Summer of Love, con il loro rock psichedelico diventato un simbolo di quegli anni di grandi cambiamenti.

La formazione raggiunse il successo sul finire degli anni ’60, arrivando poi in tutto il mondo con capolavori come “America Beauty”. “Live/Dead”, “Workingman’s Dead” e moltissimi altri.

Grateful Dead - Woodstock 1969 video >> QUI

Secondo la rivista Rolling Stone, occupano il 56esimo posto nella lista die 100 più grandi artisti di sempre.

Una delle caratteristiche fondamentali della produzione dei Grateful Dead è stato questo loro grande “trasformismo” sonoro, che li ha portati a sperimentare soluzioni molto diverse tra loro soprattutto durante il ive. Il concerto, infatti, era una componente fondamentale per la band, che spesso si trasformava in un momento dedicato all’improvvisazione e alla creazione di un “flusso sonoro continuo” tra i brani.

Oltretutto questo gruppo ha passato la maggior parte della sua vita in tour, arrivando a registrare decine e decine di concerti in giro per il mondo.

Ai Grateful Dead va anche il merito di aver creato il cosiddetto “Muro del suono” un sofisticato sistema di amplificazione da concerto che permetteva alla band di avere una migliore resa sonora durante il live.

Martin Scorsese, mito del cinema moderno

Martin Scorsese è uno dei più grandi registi della storia del cinema contemporaneo. A lui si devono capolavori come “Taxi Driver”, “Quei bravi ragazzi”, “The Wolf of Wall Street”, “The Irishman” e moltissimi altri.

Oltretutto il regista ha lavorato anche a una serie infinita di documentari, tra cui quelli ormai celebri dedicati ai The Rolling Stones, Bob Dylan e George Harrison.

Un regista leggendario che con il suo occhio critico ha saputo portare sul grande schermo non solo storie leggendarie, ma anche i grandi nomi della musica. Per questo il docufilm sui Grateful Dead non poteva essere in mani migliori. 

fonte: www.songsnews.com   By Mirco Calvano