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mercoledì 4 maggio 2022

Aperto Centro contro discriminazioni orientamento sessuale. A Perugia per iniziativa di Omphalos Lgbti

PERUGIA, 02 MAG - Sono state inaugurate le attività del Centro contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere di Omphalos Lgbti, attivo presso la sede dell'associazione, a Perugia.

Alla cerimonia hanno preso parte la senatrice Emma Pavanelli, il consigliere regionale Tommaso Bori e l'assessore comunale Leonardo Varasano.
 
Il Centro antidiscriminazioni Omphalos Lgbti - si legge in un suo comunicato - è il primo centro multiservizi in Umbria e si rivolge alle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex vittime di discriminazione o violenza fondata sull'orientamento sessuale o identità di genere, nonché a quelle che si trovano in condizioni di vulnerabilità legata all'orientamento sessuale, in ragione del proprio contesto sociale e familiare. Il Centro, che si avvale della collaborazione di numerosi professionisti, offre consulenza e supporto psicologico, legale, sanitario, lavorativo, abitativo e di assistenza sociale in forma totalmente gratuita. 
 
"L'avvio delle attività del Centro è un momento importante - commenta il presidente di Omphalos Lgbti, Stefano Bucaioni - dopo decenni in cui l'associazione ha sempre offerto servizi alla comunità in forma di volontariato, ora con i fondi dell'Unar siamo in grado di strutturare e mettere a sistema una serie di servizi indispensabili alla comunità regionale. 

    Purtroppo tutti i dati di ricerche e statistiche, non ultima proprio quella dell'Istat su omofobia e transfobia nei luoghi di lavoro, ci dimostrano come discriminazioni e violenze sono purtroppo ancora molto presenti nel nostro paese. Il Centro offrirà un supporto reale con una serie di professionisti altamente qualificati che accompagneranno le vittime di discriminazione". 

    Il centro antidiscriminazione, aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, può essere contattato al numero 0755094387, via Whatsapp o Telegram al numero 3421648900, via email all'indirizzo help@omphalospg.it oppure visitando il sito web all'indirizzo http://help.omphalospg.it   
(ANSA). 
fonte:  Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 19 gennaio 2012

Lgbt: Svezia, sterilizzazione obbligatoria per le persone transgender

Il governo svedese ha annunciato che non ci saranno cambiamenti in merito a una legge dal 1970 che prevede quanto segue: per essere ammessi al’intervento chirurgico per la riassegnazione del genere bisogna avere compiuto 18 anni, essere cittadini svedesi, non essere sposati ed essere sterilizzati.

La legge risale ad un’epoca in cui il Paese castrazione circa 63.000 persone mentalmente disabili, epilettiche e persone con presunti problemi sociali.

E sebbene molti abbiano sostenuto che l’attuale legge va contro la Carta dei diritti fondamentali dell’UE che tutela “il diritto al rispetto della [tutti] integrità fisica e psichica”, il processo di ammodernamento è stato bloccato da un piccolo partito conservatore.

Sirpa Pietikäinen, parlamentare finlandese di centro-destra, ha detto:

"Non si tratta di diritti LGBT, si tratta di diritti umani e di tortura, trattamento crudele, inumano e degradante.

Parlando con l’agenzia di stampa TT nel 2010, il primo ministro Fredrik Reinfeldt descrisse non a caso la legge come “un capitolo oscuro della storia svedese.” E anche altri leader di partito ha sostenuto questa ipotesi, tra cui democristiano Göran Hägglund.

Jane Fae, scrittrice femminista e attivista sui temi dei diritti sessuali, ha risposto in merito a tutta la vicenda così:

"Spero che che il primo ministro svedese, Fredrik Reinfeldt, attualmente in balia di un piccolo reazionario partito di destra, sia coraggioso e riesca a resistere alla loro pressione consnetendo così la riforma.
fonte http://www.gayprider.com Di Valeria Scotti

mercoledì 21 settembre 2011

Lgbt Medicina: Basta brutti ricordi, sara' possibile cancellarli


Trovato meccanismo utile anche per rinsaldare memoria

La paura vissuta in guerra o in un incidente, il ricordo che ci lega alla dipendenza dalla droga, o non dimenticare quanto appreso nella vita: due facce della memoria di lunga durata, i cui meccanismi sono stati in parte svelati.

Un gruppo di neuroscienziati, guidato da Cristina Alberini, professore di Neuroscienze all'universita' di New York, ha scoperto infatti il meccanismo per bloccare i brutti ricordi e non perdere le conoscenze, tramite il processo di consolidamento dei ricordi, alcuni ormoni, e dei farmaci.

I dettagli di questo studio, finora condotto sui topi, sono stati presentati a Venezia nel corso della VII conferenza 'The future of science' dedicata quest'anno alla mente.

''Perche' una memoria diventi a lungo termine - spiega Alberini - serve un certo livello emotivo, di stress ed eccitazione.

Piu' e' alto, maggiore sara' la quantita' e i dettagli del ricordo''. Tuttavia, se lo stress diventa troppo elevato e supera una certa soglia, ''si crea un deficit - continua - si interrompe il processo di apprendimento e il ricordo non si consolida.''.

Alcune memorie, come quelle negative associate alla paura, sono ''legate al rilascio di ormoni, quali il cortisolo e l'adrenalina. Noi abbiamo visto - precisa - che si puo' intervenire per ridurre una memoria negativa, ad esempio legata al disturbo post-traumatico da stress o alla dipendenza da droghe, o invece aumentarla, nel caso ci si trovi con il decadimento indotto da demenze''.

Ma c'e' una particolare finestra temporale per farlo. Dopo che il ricordo si e' formato, vi e' un momento in cui la memoria si affievolisce e diventa labile, per poi consolidarsi nuovamente.

''Ed e' proprio quando il ricordo e' labile - aggiunge Alberini - che noi interveniamo con dei farmaci. Nel caso di ricordi negativi, blocchiamo i recettori del cortisolo, facendo cosi' diminuire l'intensita' del ricordo. Quando invece vogliamo rinforzarlo, aggiungiamo il fattore di crescita insuline grow factor 2 (IGF2), importante per lo sviluppo del cervello adulto e presente nell'ippocampo.

Si e' visto che dopo l'apprendimento, l'IGF2 aumenta. Quindi incrementandone la quantita' e somministrandolo per via sistemica, cioe' non direttamente nel cranio, abbiamo riscontrato un significativo aumento dell' intensita' e persistenza del ricordo''. Dopo questa sperimentazione sui topi i ricercatori verificheranno la tossicita' di questi esperimenti e continueranno sui primati.

''E probabilmente la tecnica ipotizzata qualche anno fa dal film 'Se mi lasci, ti cancello' in cui si eliminava il ricordo di un amore finito, sara' realta' - conclude - anche se spero per scopi meno futili''.
fonte ANSA di Adele Lapertosa

lunedì 29 agosto 2011

Lgbt: L'alto costo di come diventare una donna


Si iniettano silicone in quantità in centri estetici improvvisati pur di realizzare il proprio desiderio. Ma gli effetti sono devastanti.

Sono decine, ormai, purtroppo i casi segnalati negli States di uomini che cercano di realizzare il proprio desiderio di diventare donna, ma non avendo i soldi per farlo si prestano a pratiche improvvisate di pseudochirurgia estetica facendosi iniettare silicone in quantità industriali, sino a rischiare le conseguenze peggiori, tra cui la morte.

Il fenomeno riguarda ormai sempre più soggetti che non avendo un'assicurazione sanitaria o il denaro per pagare gli interventi chirurgici che possono costare fino a 70.000 dollari e che richiederebbero altrimenti processi lunghi e innumerevoli sedute, si rivolgono ai cosiddetti “pumper“ che sono soggetti che iniettano illegalmente il silicone per modificare il corpo.

Si stendono su lettini da massaggio improvvisati, in piccole stanze dei sobborghi specie di New York, dopo aver pagato 1.200 dollari per quattro tazze di silicone iniettato nei fianchi e nei glutei - senza anestesia.

E così, dopo poco tempo le conseguenze sono quasi sempre disastrose per la salute ed il prezzo pagato per una gioia temporanea è troppo spesso troppo pesante.

Col tempo, il silicone all’interno del corpo in molti casi ha cominciato a spostarsi e calcificarsi, causando una serie infinita di ricoveri anche in conseguenza delle pressochè ovvie infezioni scaturenti. Infine, se non sono deceduti, il loro corpo è rimasto segnato e deforme.

La pelle delle natiche e delle gambe è scolorita, e pezzi di silicone indurito delle dimensioni anche di una pallina da golf rimangono appesi all‘interno del corpo.

Per venire poi alle cifre, di quanti transgender abbiano adottato tali pratiche nella sola New York, si è arrivati a parlare di ben il 22% su una popolazione stimata in 12.500, secondo il dipartimento di salute dello stato americano.

Chiaramente per queste donne il desiderio di apparire più femminile è più forte dei rischi connessi anche perché come detto nella gran parte dei casi, non sono in grado di permettersi le costosissime operazioni per cambiare sesso, e il sistema di “pompaggio” del silicone può apparire una scorciatoia relativamente economica e facile.

Tale sistema viene comunicato attraverso un “passaparola” e i “pumpers” operano in team, essendo soliti affittare camere d'albergo per iniettare il silicone a 10 o 20 donne alla volta.

Come detto, si tratta di pericolose e talvolta fatali, pratiche che utilizzano silicone sfuso che può spostarsi all’interno del corpo e causare deturpazione o significative cicatrici.

Alcuni pumpers, senza il minimo scrupolo, iniettano al posto del silicone l'olio da cucina o quello industriale per auto e aerei, poiché quello per uso medico può essere difficile da reperire.

Sebbene un certo numero di pumpers dicono di essere stati formati come infermieri, la maggior parte non hanno una formazione medica e non sono autorizzati a svolgere procedure chirurgiche, ha sostenuto il Dr. Paul R. Weiss, un chirurgo plastico e docente presso l'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University - e spesso operano in ambienti che non sono sterili, aumentando il rischio di infezioni.

Se il silicone viene iniettato nel flusso sanguigno per errore, può causare una lunga lista di gravi problemi medici, tra cui insufficienza respiratoria acuta, gravi disturbi autoimmuni o del tessuto connettivo, embolia polmonare e quindi morte.

Vi è da dire, inoltre, che poiché si tratta di un vero e proprio mondo sotterraneo ed illegale quello di questi “laboratori clandestini di femminilità”, è impossibile sapere esattamente quante persone siano morte a causa di queste “operazioni“, anche se decessi sono stati segnalati in tutti gli Stati Uniti.

In Italia ed in Europa, sostiene Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, non si hanno notizie di casi del genere, ma probabilmente questo è dovuto al fatto che ancor più che negli USA, il mondo dei transgender è ancora troppo nascosto e celato da troppi pregiudizi anche perché i diritti fondamentali di persone umane non sono quasi mai rispettati dagli altri cittadini né la legislazione italiana ha fatto alcun passo in avanti per la loro tutela che è sempre più necessaria anche in forma di assistenza sanitaria per chi sceglie volontariamente di realizzare il desiderio di modificare il proprio corpo, per evitare che ricorra a pratiche illegali e pericolose come quelle appena descritte.
fonte http://www.infooggi.it/ (notizia segnalata da giovanni d'agata)

mercoledì 10 agosto 2011

Lgbt: La Svezia chiede la sterilizzazione alle persone trans, per accedere all'intervento di riassegnazione del genere


Una legge del 1972 elenca tra i requisiti per accedere all'intervento di riassegnazione del genere, anche l'essersi sottoposti a sterilizzazione.
Ma il dibattito è acceso e le cose potrebbero cambiare

La legislazione svedese del 1972, in materia di cambio di sesso prevede che per essere ammessi al'intervento chirurgico per la riassegnazione del genere bisogna avere compiuto 18 anni, essere cittadini svedesi, non essere sposati ed essere sterilizzati.

La legge risale ad un'epoca in cui la Svezia costrinse alla castrazione circa 63.000 persone mentalmente disabili, epilettiche e persone con presunti problemi sociali in modo che potessero sposarsi o essere dimesse dagli istituti psichiatrici.

La Commissione nazionale per la Salute e il Welfare e il Partito Liberale chiedono che la richiesta di sterilizzazione venga eliminata, ma i cristiano-democratici, prevedibilmente, insistono per manetenerla.

La ministra democratica per l'infanzia e gli anziani Maria Larsson ha dichiarato: "Un cambiamento di sesso implica che desideri sottoporti ad un trattamento per cambiare il tuo genere e se lo fai è ragionevole che rinunci a qualche prerogativa del tuo sesso originario".
La ministra, però, è stata contraddetta dal suo stesso partito.

Olle Sandal, suo compagno di partito, ha recentemente dichiarato in un discorso: "Questa è una chirurgia imposta dallo stato che è obbligatoria in determinate circostanze, un intervento mutilante, e bisogna avere delle ragioni molto forti per costringere la gente a sottoporvisi".

Questo potrebbe significare una drastica riduzione delle categorie di persone che vengono obbligate a sottoporsi ad un intervento di sterilizzazione, incluse le persone transgender.
fonte http://www.gay.it

mercoledì 20 ottobre 2010

Lgbt News Mediche, il pc portatile sulle gambe può causare macchie cutanee alla nostra pelle


Se state leggendo questo articolo con un computer portatile appoggiato sulle gambe, vi consiglio di spostarlo subito. Il perché è presto spiegato: un ragazzo svizzero di dodici anni che aveva l’abitudine di giocare con il portatile appoggiato sulle cosce, si è procurato delle antiestetiche macchie sulla pelle.

Come è possibile? Il calore del computer, seppure apparentemente innocuo, alla lunga può provocare gli stessi danni cutanei di un’esposizione al sole protratta nel tempo.

I dottori Andreas Arnold e Peter Itin dell’università di Basilea, che stanno curando il dodicenne fanatico dei videogiochi, hanno spiegato: “Il ragazzo si è accorto della sensazione di calore sul lato sinistro, ma non ha cambiato posizione”.

La base di un pc portatile può raggiungere anche i 52° centigradi: quello che è accaduto al ragazzo conferma che il calore può causare danni antiestetici innocui ma permanenti. Effetti simili possono scaturire anche da un uso sconsiderato di altri oggetti d’uso comune che emanano calore (es. una borsa dell’acqua calda).

“Questo problema – spiegano gli esperti - si presenta quando si è esposti a una fonte di calore non abbastanza elevato da provocare ustioni. In qualche caso può dare una decolorazione permanente della pelle e a lungo termine, in rarissimi casi, può portare anche al cancro”.

Se proprio non riuscite a fare a meno di utilizzare il portatile sulle gambe, cercate per lo meno di proteggere la pelle dal calore posizionando al di sotto del laptop una base abbastanza spessa (per esempio una coperta piegata, un asse di legno o un libro).

Gli stessi produttori di pc portatili, nei manuali d’uso, sconsigliano da sempre di tenere i loro prodotti a contatto diretto con la pelle.
fonte salute.pourfemme.it/ Via | corriere

mercoledì 7 aprile 2010

Farmacia a Roma non vende preservativi: “Siamo cattolici”


A Roma, nella farmacia vicino all’ospedale “Fatebene Fratelli” dell’isola Tiberina, i gestori dell’esercizio hanno deciso di non vendere i profilattici per le loro convinzioni religiose. A coloro che hanno chiesto di comprare i condom, è stato infatti risposto: “Siamo cattolici: i preservativi non li vendiamo“, con immediata denuncia al Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi ha così commentato l’assurda vicenda: «Sono atteggiamenti pericolosi e questa farmacia va boicottata. Questa è una follia».
Sono dello stesso avviso anche i consumatori, che stanno valutando se denunciare o meno la farmacia: «Altro che pillola del giorno dopo o pillola RU486 - hanno dichiarato i consumatori - il preservativo è un presidio sanitario nazionale, tra l’altro sottoposto al controllo del Ministero della Salute, e in quanto tale ai farmacisti non dovrebbe essere consentito di rifiutarsi di venderlo».

Inorridito anche Giovanni Russo, che collabora con l´Anlaids, l´associazione per la lotta all´Aids, ed è medico al reparto di “Malattie Infettive” al Policlinico Umberto I. Russo ha affermato che soprattutto a Roma vi sono moltissimi casi di persone che contraggono il virus dell’Hiv ogni anno, tutti casi che si possono prevenire “e l´unico modo è usare i preservativi nei rapporti sessuali“.

L’arretratezza culturale verso la quale sta correndo il nostro Paese è completamente desolante.
fonte corriere

martedì 6 aprile 2010

Salute: gonorrea resistente agli antibiotici, praticare sesso protetto!!


Preveniree è l'unico modo per evitare il contagio. La gonorrea colpisce chiunque non utilizzi il preservativo, soprattutto negli incontri occasionali

Non tutti sono a conoscenza di questa malattia. Abbiamo provato a chiederlo a ragazze tra i 20 e i 30 anni e il risultato è stato deludente. Solo il 35 percento era a conoscenza della sua trasmissione attraverso rapporti sessuali. Il 5 percento ha provato a dare una risposta sbagliando. Il resto ha preferito fare scena muta. Insieme alla candida, è una delle malattie più trasmesse ed è per rispetto al nostro corpo che dobbiamo riconoscerne i sintomi, se proprio non riusciamo a prevenirla.

Purtroppo è sempre più in voga il “sesso libero”, senza precauzioni. Già in tenera età si passa da un letto ad un altro senza il minimo controllo e senza sapere a cosa si va incontro. Si manifesta con un flusso abbondante di pus ed è maggiormente visibile soprattutto nell’uomo. Lo scolo è un liquido giallastro e maleodorante che sporca gli indumenti e irrita la mucosa del glande. Nella donna è leggermente differente. Non è infatti così evidente e solo attraverso un esame di laboratorio e una visita interna dal ginecologo è possibile riscontrarla. Esiste anche la cosiddetta gonorrea orofaringea, trasmessa attraverso sesso orale, oppure quella rettale e perianale riscontrata soprattutto nelle donne e negli omosessuali.

La cura a seguito della diagnosi è a base di antibiotico. L’unico reale problema ultimamente è uscito fuori da una ricerca dell’Health protection agency. Sembra infatti che l’infezione stia diventando immune ai medicinali finora utilizzati. “Probabilmente sarebbe meglio iniziare a prescrivere più dosi, invece dell’unica che si usa adesso – ha affermato Catherine Ison, dell’Health protection agency – altrimenti nel prossimo futuro potrebbero emergere ceppi del batterio resistenti a tutti i trattamenti. I farmaci che si usano adesso sono efficaci, ma emergono già i primi segni di resistenza – ha continuato l’esperta – forse si deve andare verso l’uso di più dosi, o di diversi antibiotici insieme, anche perché non ci sono nuovi farmaci in studio“. La ricerca va avanti, ma noi donne dobbiamo prendere in mano la situazione ed evitare di consumare rapporti sessuali non protetti. Purtroppo tutte le persone attive sessualmente sono a rischio. Banale è anche consigliare la pulizia del corpo perché, purtroppo, per il contagio basta un attimo. Oltretutto ve ne potete rendere conto solo dopo una o due settimane, in quanto è questo il periodo d’incubazione della malattia.
fonte Roberta Santoro donna.fanpage