Rispettivamente la 21a e 22a edizioni di Les Étoiles, i due appuntamenti, all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone - Sala S. Cecilia, Roma (20 e 21 marzo), e al Teatro Arcimboldi, Milano (11 e 12 aprile), offrono al pubblico la possibilità di vedere concentrati in un unico spettacolo nomi di punta del balletto mondiale.
Tra le stelle pre-annunciate per Milano troviamo i nomi Davide Dato (Opera di Vienna), Hugo Marchand (Opéra de Paris), Marianela Núñez (The Royal Ballet of London) e Patricio Revé (Queensland Ballet, Australia), con la partecipazione straordinaria di Luciana Savignano, nome leggendario del balletto italiano. L'appuntamento milanese vede la partecipazione della estrella spagnola Sergio Bernal, presenza imprescindibile dei gala Les Étoiles, nonché di Sasha Riva e Simone Repele (Riva & Repele, Ginevra), i coreografi residenti della Daniele Cipriani Entertainment.
Saranno offerti, come già nelle edizioni precedenti, i brani più apprezzati del repertorio del '800 e ‘900 e altri di sofisticata modernità firmati dai coreografi sulla cresta dell’onda oggi. Diamo giusto qualche cenno: accanto a passi a due di tradizione, come quello tratto dal Don Chisciotte di Marius Petipa (Núñez/Revé), ci saranno capolavori del '900, come Suite of Dances (Marchand) di Jerome Robbins. Possiamo inoltre anticipare che vedremo il recentissimo Pavane pour une infante défunte di Riva&Repele (Savignano, insieme ai due coreografi stessi).
Le edizioni 2026 di Les Étoiles a Roma e Milano sono un omaggio alle étoile che sono già delle vere e proprie icone del balletto classico: a partire da Luciana Savignano, il cui esordio sul palcoscenico de La Scala risale agli anni '60, a Marianela Núñez, oggi orgoglio del balletto inglese.
Nella formula alchemica di Les Étoiles, di cui ricordiamo l'ormai noto leitmotiv “virtuosismi in volo e sulle punte”, troviamo da sempre la ricerca della "pietra dell’eccellenza", compiuta amalgamando i migliori elementi di quella tavola periodica che è il balletto mondiale. Allo stesso tempo, anche in queste prossime edizioni di Les Étoiles ci si è premurati di riportare in Italia i nostri talenti espatriati, dando agli spettatori la possibilità di conoscere ballerini italiani acclamatissimi in teatri esteri, ma non altrettanto spesso visti sulle nostre scene. Uno di loro è il biellese Davide Dato, da 10 anni "Erste Solotänzer" all'Opera di Vienna.
Il catalizzatore della formula di Les Étoiles è la sua internazionalità; eppure, è come se sparissero d'incanto le bandiere nazionali a favore di un unico vessillo e di una lingua universale: la Danza. I gala Les Étoiles, concepiti da Daniele Cipriani nel 2015 per essere delizie per gli occhi e gioie per il cuore, diventano un balsamo per gli animi in questi tempi cupi. Come ha detto il Pontefice ("colui che costruisce ponti") Papa Leone, all'Angelus del 25 gennaio: "Siate operatori di pace a casa, a scuola, nello sport, dappertutto. (...) Il male si vince solo con il bene." L'arte - in questo caso l'arte della danza - è uno dei ponti, insieme alla letteratura e allo sport, che ci permettono di andare gli uni incontro agli altri. Les Étoiles ci invita ad attraversare quel ponte, illuminato dalle stelle più fulgide, a passo di danza… "in volo e sulle punte"!
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fonte: www.teatroarcimboldi.it

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