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giovedì 1 giugno 2023

A Firenze: "Lisetta Carmi. Suonare forte", mostra fotografica a Villa Bardini

Dal 3 maggio all’8 ottobre 2023 a Villa Bardini a Firenze arriva la mostra fotografica "Lisetta Carmi. Suonare forte" a cura di Giovanni Battista Martini dedicata a Lisetta Carmi, la prima delle tre mostre promosse da Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo previste dal progetto di Roberto Koch per le Gallerie d’Italia

Le tre mostre in programma, inaugurate alle Gallerie d’Italia – Torino in Piazza San Carlo, che insieme alle sedi di Milano, Napoli e Vicenza costituiscono il polo museale di Intesa Sanpaolo, avranno poi un nuovo allestimento a Firenze, più precisamente a Villa Bardini, che si posiziona sempre più come centro di promozione della fotografia nel capoluogo toscano.

L’indagine sull’uomo e sulla società attraverso le immagini dei travestiti del ghetto di Genova, la drammatica denuncia delle condizioni di lavoro dei portuali, le donne fotografate in ogni parte del mondo, intense e profondamente vere. L’umanità è al centro dello sguardo della grande fotografa Lisetta Carmi, a cui è dedicata la mostra monografica “Lisetta Carmi. Suonare Forte”. L’esposizione, nel riallestimento fiorentino propone   due sezioni speciali di approfondimento inedite dedicate all’alluvione del 1966 e al compositore fiorentino Luigi Dallapiccola.

Si tratta del primo appuntamento del progetto delle Gallerie d'Italia - Torino  “La Grande Fotografia Italiana” affidato a Roberto Koch, editore, curatore, fotografo e organizzatore di eventi culturali intorno alla fotografia, che celebra la grande fotografia italiana del Novecento. La mostra, inaugurata alle Gallerie d'Italia - Torino in Piazza San Carlo, che insieme alle sedi di Milano, Napoli e Vicenza costituiscono il polo museale di Intesa Sanpaolo, è ora promossa a Firenze da Fondazione CR Firenze e Parchi Monumentali Bardini e Peyron.

''Siamo molto lieti - dice il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori - di poter aprire la nuova stagione espositiva con una mostra dedicata ad una grande donna e ad una personalità tra le più interessanti del panorama fotografico italiano. È anche l'occasione per avviare anche in questo settore e col grande progetto ‘La grande fotografia italiana’, la collaborazione con Intesa Sanpaolo, di cui siamo azionisti significativi e con cui condividiamo numerose operazioni di grande valore strategico per il territorio’’.

Villa Bardini – afferma il Presidente della Fondazioni Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranzatorna nuovamente ad essere la ‘Casa della fotografia internazionale’ dopo i successi ottenuti con le rassegne dedicate, tra gli altri, a Tatge, Erwitt, McCarry e ai fratelli Alinari. Merito anche del luogo fantastico che mette il visitatore nel giusto stato d’animo per poter ammirare queste immagini immersi nel silenzio e avvolti da tanta stupefacente bellezza’’.

Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, dichiara: “Il dialogo fra Gallerie d’Italia e Villa Bardini prende avvio con la condivisione di una prima mostra dedicata a un’importante protagonista della storia della fotografia italiana, consentendo di tornare ad apprezzare la bellezza e la forza del lavoro di un’artista che ancora oggi è motivo di riflessione su temi sempre attuali e di grande impegno civile.

In mostra sono esposte 180 fotografie scattate in vent’anni di vita professionale tra gli anni Sessanta e Settanta, che propongono uno spaccato dei più importanti progetti fotografici di Lisetta Carmi. La maestra della fotografia, sopravvissuta alle persecuzioni razziali, trasforma la macchina fotografica in uno strumento per capire il mondo e la condizione umana e allo stesso tempo per trovare risposte su sé stessa e lenire la sua angoscia esistenziale.

Nove le sezioni presenti in mostra, fra cui quella dedicata al tema del lavoro. Ci sono le immagini delle drammatiche condizioni dei lavoratori nel Porto di Genova, sua città natale, gli operai dedicati allo scarico dei fosfati dalle stive, immersi nella polvere bianca, le fabbriche con le lavorazioni più spettacolari e pericolose come la colata dell’acciaio all’Italsider, le giovani operaie nel sugherificio di Calangianus in Sardegna. Ed è proprio la figura della donna a proporsi come protagonista nella serie di scatti crudi e perturbanti del parto, o degli incontri fatti nei tanti Paesi visitati: Israele, India, Afghanistan, Venezuela, Marocco, Messico. Esposti anche i quarantadue scatti ripresi nel sottosuolo di Parigi. Questi diventano un libro d’artista, Métropolitain, che si aggiudicherà il secondo Premio per la cultura nella Fotografia a Fermo nel 1966.

Ampio spazio è dedicato al lavoro composto in sei anni di assidua frequentazione con la comunità dei travestiti, dal 1965 al 1971, nel centro storico genovese, con il quale Carmi rivendica il diritto di ogni individuo a determinare la propria identità di genere. Sono scatti sia in bianco e nero e a colori, questi ultimi riscoperti pochi anni fa nell’archivio della fotografa.

Nel febbraio 1966, a Sant’Ambrogio di Zoagli, solo un incontro di quattro minuti fu sufficiente a Carmi per restituire un’intensa serie di ritratti del poeta Ezra Pound, qui esposta integralmente.

La prima vita di pianista di Lisetta Carmi dialoga con la fotografia nel lavoro dedicato al Quaderno musicale di Annalibera, del compositore fiorentino Luigi Dallapiccola. Gli undici fotogrammi astratti sono l’interpretazione grafica degli undici brani scritti dal musicista per il compleanno della figlioletta e sono accompagnati da quattro ritratti del maestro.

È totalmente inedita la sezione dedicata all’alluvione di Firenze del novembre 1966. La stessa Carmi racconterà in seguito: Arrivai in una città sconvolta. Per due giorni e una notte fotografai migliaia di libri bagnati e salvati per miracolo dai volontari, automobili capovolte, mele annegate nel fango, seggiole, bottiglie e fiaschi che galleggiavano nelle strade invase dall’acqua fangosa.


Per ulteriori informazioni:
https://www.villabardini.it/mostre-eventi-bardini/

fonte:  https://portalegiovani.comune.fi.it

domenica 10 ottobre 2010

Lgbt "Candy" la prima rivista dedicata al travestitismo, e James Franco fotografato dall’artista Terry Richardson in versione Drag!


“L’attesa è finita, Candy è tornata!”, si legge sullo sfondo di un video promozionale. Non si parla di una popstar o un’attricetta di serie b, bensì di una rivista. E non la solita rivista.

Candy è il primo magazine dedicato al mondo del travestitismo, del cross-dressing e transessualità. Libertà al primo piano, con un occhio sempre vigile sull’ironia.

La copertina del secondo numero è molto speciale perchè immortala il grande attore James Franco, fotografato dall’artista Terry Richardson. Irriconoscibile in versione trans, Franco ha più volte dichiarato la propria vicinanza al mondo LGBT, interpretando anche qualche ruolo da omosessuale dichiarato, come in Milk, in cui era l’amante di Sean Penn, o nell’ultimo Howl-L’urlo, in cui interpretava lo scrittore beat Allen Ginsberg.

L’editore del magazine, lo spagnolo Luis Venegas, è reduce da anni di gavetta nel mondo dell’editoria indipendente: fanzine137, EY!MAGATEEN, e lo stesso Candy.

La rivista uscirà il prossimo 24 ottobre nella sua seconda pubblicazione, e sono previste solo 1000 copie in distribuzione. Un cult annunciato che sarà venduto in Italia presso 10 Corso Como a Milano, e in Francia presso Colette, a Parigi.

James Franco terrà a battesimo il secondo numero della rivista, e il trucco e la fotografia di Terry Richardson hanno fatto dell’attore una drag assolutamente irriconoscibile. Nelle sale con il film Mangia Prega Ama, Franco ha più volte affermato di non essere omosessuale, ma in quanto a dichiarazioni piccanti, di certo non si risparmia con facilità.

In merito al ruolo interpretato nel film 127 hours, l’alpinista Aaron Ralston che si masturba quando resta incastrato in mezzo alle montagne, l’attore ha candidamente detto: “Quando sono solo mi masturbo molto, anche quattro o cinque volte al giorno. E probabilmente avrei fatto lo stesso se mi fossi trovato intrappolato tra le rocce”.

I want candy, dal classico dei The Strangeloves del 1965, è già il motto del magazine.
fonte www.newnotizie.it Carmine Della Pia

sabato 24 aprile 2010

MondoTrav-pubblicità per il travestitismo il prima e dopo


Dopo il prima e dopo di una dieta,con relative foto, (spesso photoshoppate),arriva la versione per il mondo trav della stessa pubblicità, con il prima e dopo di un uomo travestito....
Foto scattata nella stazione di Euston, a Londra (thanks Jerreth)
fonte river-blog

domenica 28 marzo 2010

Parigi: travestito..Un malore fa scoprire sacerdote in reggicalze al pronto soccorso.


Colto da malore per strada un sacerdote è stato portato immediatamente all’ospedale da un’autoambulanza. Al suo arrivo al pronto soccorso per consentire delle visite più approfondite gli viene sbottonata la tonaca per intero ed i medici di guardia scoprono che il sacerdote colpito da infarto, quella era la diagnosi, indossava un paio di reggicalze color rosso porpora. Sconcerto ma anche qualche risatina tra tutti gli astanti poi, spogliatolo completamente, munito di catetere e di una camicia da notte d’ordinanza il religioso è stato condotto in un reparto di terapia intensiva. I soccorritori dell’autoambulanza saputo delle giarrettiere indossate dal sacerdote dai colleghi del pronto soccorso sono rimasti anch’essi stupiti in quanto, secondo quanto hanno riferito ad alcuni cronisti, avevano sbottonato la tonaca solo fino al ventre. Il fatto è accaduto a Parigi ed il sacerdote era stato colto da malore nel quartiere latino.
fonte gaynews24