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mercoledì 22 giugno 2022

Fashion: “Tutti devono avere il diritto di sognare…” uno dei messaggi di Angelo Cruciani all’Accademia di Belle Arti di Bologna

“Noi siamo ciò che difendiamo… E io difenderò sempre il futuro e farò del mio meglio per incoraggiare chi inizia il suo percorso. 

Tutti devono avere il diritto di sognare… E i giovani, sono il nostro più prezioso patrimonio”. 

Uno dei passaggi più significativi della conferenza tenutasi ieri nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna dal titolo In conversazione con Angelo Cruciani. Un viaggio di scoperta nel caleidoscopico mondo di Yezael”. 

E ancora… “Volevo fare vestiti che facessero star bene le persone, esprimere il coraggio che non avevo” ha detto Angelo. 

L’incontro ha visto Alberto Caselli Manzini (già docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna) intervistare Angelo Cruciani, designer, direttore creativo, street artist, passionale attivista e fondatore del brand Yezael, con tante collaborazioni all’attivo tra cui quelle con MTV, X-Factor, Maneskin, Elodie, Miss Keta e il talent show Netflix “Next in Fashion”. 

Si è trattato di una conversazione tra arte e moda, tra musica e costume alla scoperta di una visione unica, onirica e al tempo stesso innovatrice, un dialogo alla scoperta di una contemporaneità fluida tra realtà, social e metaverso.

fonte: Di Redazione Flaminia  www.nonsoloflaminia.it

giovedì 4 giugno 2020

Tom Ford «La gente non ha più voglia di acquistare vestiti: la moda dovrà andare in letargo»

Come cambieranno le sfilate, cosa vorranno i consumatori, il "revenge spending" che non c'è: Tom Ford a ruota libera sul futuro della moda. 
In foto: Tom Ford all’Hammer Museum Gala Award del 2019
Frazer HarrisonGetty Images

 "La moda deve fermarsi, andare in letargo, almeno per un anno": queste le dichiarazioni, dal sapore definitivo, che Tom Ford ha rilasciato nei giorni scorsi a Bridget Foley, in un'intervista al WWD. E la sua opinione non ha solo rilevanza in misura alla considerazione che ha di lui il mercato americano, ma anche perché Ford è dall'anno scorso il presidente del CFDA, il Council of Fashion Designers of America

L'omologo statunitense di Carlo Capasa, quindi ha spiegato che la "ripartenza" non arriverà, secondo lui, a stretto giro, sottolineando che la riapertura dei negozi è stata un'esigenza dettata da pressioni politiche, più che una risposta al desiderio di acquisto del pubblico, che pare ancora latitare (senza contare che, al momento, per via degli scontri che stanno infiammando diverse città americane a seguito della morte di George Floyd, alcune maison e giganti del tech come Apple hanno nuovamente chiuso i loro store). 

«Ce ne siamo accorti nei luoghi in cui abbiamo avuto la possibilità di riaprire» ha dichiarato. «Non c’è mercato ora, non c’è desiderio per la moda in questo momento. Credo che la moda abbia bisogno di andare in letargo. Se non si può andare al ristorante, perché avresti bisogno di un nuovo vestito e un paio di scarpe col tacco? Se non puoi andare in ufficio perché dovresti comprare un nuovo completo e una cravatta? Magari potresti aver bisogno di nuove sneakers. Per fortuna produciamo anche sneakers, t-shirt, underwear e facciamo fragranze e cosmetici». 

E anche sul make up, Ford pensa che il mercato subirà un naturale declino temporaneo. « Parte di quel business è legato al duty-free degli aeroporti. Inoltre, le persone indossano le mascherine quindi perché mettere il rossetto? Penso che le persone in futuro si abitueranno a non vestirsi più e uscire. Sempre di più, anche durante riunioni di lavoro, ci sono su Zoom donne che hanno rinunciato al make-up, stanno bene e iniziano ad essere a proprio agio così».

Certo, però, secondo il texano questo non vorrà dire arrendersi, ma semplicemente, adeguarsi a un nuovo corso, sopratutto optando per due sole fashion week all'anno, facendo sfilare insieme uomo e donna, come era già stato consigliato in un comunicato congiunto del CFDA e del British Fashion Council dove, appunto, "si raccomanda fortemente agli stilisti di non concentrarsi su più di due collezioni l'anno". 

«In America il settore del menswear non è così sviluppato, come in Italia e Francia. Qui, raccomandare due show annuali combinando uomo e donna ha senso. Capisco perché la Francia e l’Italia siano diversi, sono entrambi dei centri manifatturieri potenti con altre necessità, ma siamo tutti d’accordo sul taglio del numero delle collezioni».
Un progetto sul quale sta già lavorando, con il CFDA, le cui riunioni dei prossimi giorni porteranno sicuramente a delle risoluzioni pratiche, anche se, si spera «si riuscirà a tornare alla sfilata fisica, che è diventata un momento instagrammabile, ma è ancora il modo migliore per mostrare i vestiti a stampa e buyer».

L'ultima stoccata? Al fenomeno del see now- buy now, che pure Tom Ford ha utilizzato per qualche stagione, senza sperimentare un grande successo, come da sua stessa ammissione. «È molto difficile produrre in anticipo, stimando cosa avrà successo e cosa no, si rischia di avere tanta merce invenduta. Inoltre, il consumatore ha bisogno di tempo. Spesso si guarda una sfilata pensando ‘non credo di volerlo’, ma col tempo guardando ancora la collezione su Instagram, nei magazine e indossata da qualche celebrities si cambia idea». E forse, rallentare, cambiare, passo, per Tom Ford vuol dire anche abbandonare strategie che sfamavano solo momentaneamente i desideri d'acquisto dei consumatori. Desideri che adesso sono dormienti, e ritorneranno cambiati. Tom Ford e l'America lo sanno. E si stanno preparando per la prossima fase.
fonte: Di     www.marieclaire.com

lunedì 18 maggio 2020

Libri: "DISEGNARE ACCESSORI - Tutorial e creatività" di Manuela Brambatti e Fabio Menconi

Gli accessori sono una parte fondamentale del nostro guardaroba, capaci di arricchire anche il look più semplice. Ma come disegnarli in maniera corretta e in centinaia di varianti diverse?

Attraverso tanti tutorial e numerose tavole di ispirazione, questo volume vuole essere una guida per studenti e professionisti che desiderano esercitarsi e mettere alla prova la propria creatività nell’ideazione di questi piccoli oggetti del desiderio.

Un viaggio tra gli accessori più iconici e non solo, corredati da nozioni storiche e tecniche di disegno che guidano il lettore dallo schizzo alla colorazione finale.
Scarpe, borse, cinture, cappelli, occhiali e guanti sono analizzati nelle forme e nei materiali, offrendo un modo unico per imparare le tecniche e i trucchi del mestiere.

Manuela Brambatti, ex braccio destro di Gianni Versace e autrice dei disegni di questo libro, e il fashion designer Fabio Menconi confermano la loro professionalità consegnandoci questo vademecum, indispensabile per ideare e disegnare accessori di moda. In uscita a Luglio 2020 anche la versione in inglese e francese.
fonte: www.ikoneditrice.it

martedì 30 maggio 2017

Lgbt: Chiavi della città di Firenze alla fashion designer cinese Guo Pei

Le chiavi della città alla stilista Guo Pei, consegnate dal sindaco Dario Nardella, durante il Sino European new Normal E-commerce Forum nel salone dei Cinquecento. 

Questo evento è stato organizzato dall’associazione degli Imprenditori cinesi in Europa in cooperazione con l’Europe-Britain E-Commerce Association e il DingYu Cross-border E-commerce Club, che si propone di rafforzare la comunicazione commerciale tra gli imprenditori cinesi europei e le imprese italiane e in particolare fiorentine, rafforzando il ruolo di Firenze nel campo della moda e del fashion design. Presenti l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Ruiyu, la famosa fashion designer cinese Guo Pei e il presidente di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, per rafforzare la tradizione che la città rappresenta nel campo della moda e in particolare con la kermesse fiorentina.

Guo Pei è stata inserita nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo nel 2016 dal Time. Salita all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale nel 2015, quando la cantante Rihanna si è presentata al Gala del Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute con un abito da lei disegnato e quando, sempre nel 2015, la Chambre Syndicale de la Haute Couture di Parigi le ha chiesto - unica fashion designer dell’Asia - di partecipare alle due edizioni annuali della settimana dell’alta moda.

Le prime collezioni di Guo Pei sono del 1993. A partire da quel momento la stilista è stata destinataria di premi e riconoscimenti nel suo paese e nel mondo intero. I suoi abiti sono utilizzati nelle cerimonie di apertura e chiusura del giochi olimpici del 2008 e nei più importanti programmi televisivi cinesi. Numerosi musei internazionali - e tra questi il Metropolitan Museum of Art di New York - hanno ospitato mostre dedicate a lei e acquistano i suoi abiti da destinare alle collezioni permanenti.

E’ considerata una ambasciatrice moderna della cultura cinese. Negli anni Guo Pei ha sviluppato un rapporto speciale con l’Italia. Già dal 1997 utilizza tessuti italiani di alta qualità per le proprie produzioni. I suoi viaggi nel nostro paese - e in Toscana - sono frequenti.
Nel 2012 Guo Pei è stata insignita del riconoscimento di “messaggero tra Italia e Cina” nel corso dell’evento il Fascino di Pechino organizzato dal nostro ministero dei beni culturali.
Il 2 giugno 2013 Guo Pei ha inoltre presentato una sfilata dei suoi abiti più famosi - tutti realizzati con tessuti italiani - presso l’ambasciata d’Italia a Pechino.
fonte:http://press.comune.fi.it  (sp)  Ph. da https://fashionstyleguru.wordpress.com

mercoledì 21 settembre 2016

Lgbt fashion: Istituto Marangoni apre a Firenze. Il 28 settembre, la nuovissima sede della celebre scuola aprirà le porte in via de' Tornabuoni

Poche scuole possono contare, come Istituto Marangoni, su una storia lunga 80 anni e una tensione verso il futuro altrettanto radicata. Mancano pochi giorni al nuovo passo che il prestigioso polo accademico internazionale specializzato nella moda, nel design e nell’arte sta per compiere: tra pochi giorni il network di scuole internazionali si arricchirà di una nuova sede a Firenze. Il legame tra Istituto Marangoni e il capoluogo toscano che verrà celebrato con la nuova sede della scuola corona una reciproca vocazione all’eccellenza e alla bellezza.

La sede fiorentina, diretta da Fabio Siddu, sarà pronta ad accogliere gli studenti da tutto il mondo nella storica Via de’ Tornabuoni al numero 17, a due passi da Piazza S. Trinità e dai musei Gucci e Ferragamo. L’arte e la moda saranno i due temi fondamentali su cui si concentrerà l’offerta formativa della nuova scuola, che garantirà offerte didattiche altamente diversificate con programmi preparatori, triennali, annuali, master e corsi brevi. La Direzione Didattica sarà affidata a Filippo Piccardi, precedentemente coordinatore dei corsi di Istituto Marangoni London • The School of Fashion & Design. Ambassador d’eccezione, la stella dell’Art-Design contemporaneo Simon Ma, che sarà attivamente coinvolto nel dipartimento accademico per la definizione dei programmi d’arte e per le lectures durante i corsi annuali.

Accanto agli insegnamenti tradizionali, The School of Fashion & Art promuoverà anche nuove proposte focalizzate sulle eccellenze del territorio (la sartorialità del menswear, l’artigianalità nella realizzazione di accessori e pelletteria) e itinerari didattici nell’ambito dell’arte, del management dell’arte e della multimedia art.

Come accade già per gli altri studenti delle sedi internazionali della scuola – Milano, Parigi, Londra, Shanghai, Shenzhen – anche agli studenti di Firenze verrà data l’esclusiva opportunità di beneficiare del programma di Interschool Project, ovvero progetti di mobilità internazionale che consentono agli studenti di seguire dei corsi presso più sedi di Istituto Marangoni nel mondo, vivendo cosi le peculiarità che contraddistinguono ogni scuola.
fonte: by Elisa Pervinca Bellini per http://www.vogue.it/

mercoledì 12 agosto 2015

Lgbt: La “Couture - Sculpture” di Azzedine Alaïa alla Galleria Borghese fino al 25 ottobre

Più di 60 abiti, dalla giacca coccodrillo all’abito viola realizzato per l’amica Grace Jones, esposti tra le opere del Bernini, di Canova e Caravaggio

Azzedine Alaïa, uno tra i più grandi stilisti contemporanei, approda alla Galleria Borghese, fino al 25 ottobre con la mostra: “Couture - Sculpture. Azzedine Alaïa in the History of Fashion”.

Nato in Tunisia dove studia scultura all’Istituto delle Belle Arti, ma parigino di adozione, è proprio in Francia che inizia a lavorare per il mondo della moda. Allievo di Christian Dior, lavorerà anche per Guy Laroche e Thierry Mugler.

60 abiti per ripercorrere insieme la sua carriera dagli anni Ottanta fino ad oggi. Da sempre innamorato del corpo femminile, lo stilista è famoso per cucire i suoi abiti addosso alle modelle, per riuscire a modellare ed esaltare le loro forme.

Le forbici sono il suo scalpello, i tessuti preziosi e colorati la sua tavolozza, la creatività e il genio il suo pennello. Lo stesso Mark Wilson, storico del costume, che ha curato la mostra ammette: «Non è solo uno stilista ma uno scultore, taglia cuce e colora ogni tessuto. Non si limita a disegnare, ma si occupa attivamente di tutto il processo creativo».

Per questo le sue creazioni sono esposte insieme alle opere dei più grandi artisti del passato, Canova, Bernini e Caravaggio per primi. C’è Paolina Borghese che distesa sembra ammirare alcune delle sue creazioni, quasi a volerle provare, ci sono Apollo e Dafne, c’è il David del Bernini, e tra le grandi opere del passato ritroviamo la moda del presente. Una passeggiata tra passato e futuro, Alaïa entra in punta di piedi, sembra quasi chiedere il permesso, ma i grandi del passato lo accolgono a braccia aperte, e la mostra si trasforma in un dialogo senza tempo.

Nel vostro viaggio, tra le tante cose, ritroverete la giacca coccodrillo del 1984, una tra le più imitate, ma anche l’abito viola realizzato per l’amica Grace Jones, e lo storico “Bongage dress” del 1984.
fonte: di Giulia Martinelli per http://www.cittanuova.it

mercoledì 22 luglio 2015

"RITRATTO D'ARTISTA" In esclusiva per LISADELGRECO > FASHION DESIGNER: INTERVISTA A MICHELE CHIOCCIOLINI

RITRATTO D'ARTISTA è uno spazio dedicato a persone del mondo dell'Arte, dello Spettacolo e del Fashion Style.

Come i lettori ormai sapranno, in questa rubrica spesso saranno artisti con cui ho avuto il piacere di lavorare, o comunque di aver conosciuto personalmente, come nel caso dell'Artista che vi presento oggi.

Michele Chiocciolini, (a sinistra in una foto di Laura Anichini) giovane fashion designer nasce a Firenze. Il suo amore per la bellezza e la ricerca di un linguaggio contemporaneo lo hanno portato a sviluppare uno spirito poliedrico e colto.

Mentre porta avanti gli studi in Architettura, inizia a fare le prime esperienze come fashion designer,assecondando l’esigenza di una più libera e totale creatività.
Il giovane designer fiorentino ha debuttato nel Luglio 2011, con un fashion show che si è tenuto nello storico Atelier di Roberto Cavalli a Firenze.


Questa prima collezione è nata dalla volontà di trasferire sugli abiti gli sviluppi pittorici della sua creatività e di trasmettere l’idea della ruvidezza che gli era stata suscitata dalle campagne fiorentine. Abiti-Giacca ispirati ai costumi della campagna e all’eleganza nobile Toscana.

In foto a sinistra l'abito in seta della prima collezione Michele Chiocciolini "Arte Indossata" quadri stampati su tessuti pregiati. Photo di Matteo Trentanove (clicca per ingrandire)



Nell’Atelier Chiocciolini, fondato nel 2012 a Firenze, in Via Del Fico 3R non esiste soltanto la moda e non si parla soltanto di questa.
Qui avviene magicamente una ricerca di costume e si sviluppano connessioni complementari che ne fanno un centro di idee e collaborazioni.
A destra l'Atelier Chiocciolini
(Photo www.pinterest.com/chryspap/unusualflorence clicca per ingrandire)

Le sue collezioni uomo donna e accessori dimostrano una grande interscambiabilità di generi, e al tempo stesso conservano una precisa identità.
A sinistra Photo Angelo Trani (clicca per ingrandire)

Particolare attenzione merita la linea di Clutch ideate dal designer ed ispirate ad immagini Pop, che ne trasfiguarano il significato.

Forte è la volontà del designer di rievocare le forme architettoniche.
Questa attitudine è visibile nei suoi disegni, che nascono da linee nette e geometriche dove tuttavia non restano estranee la morbidezza e la fluidità.

Gesti mentali flessibili, emozioni tramutate in oggetti, sogni in materia. Risultati di un grande lavoro e di uno studio complesso dove la ricerca della bellezza futura, si fonda sulla consapevolezza di quella passata.

La ricerca porta Michele Chiocciolini alla creazione di una linea di clutch da uomo diventate oggi il suo punto di forza.
Si tratta di clutch in pelle interamente made in Italy, tagliate e cucite a mano da sapienti mani artigiane di uno dei più antichi laboratori fiorentini.
A destra Photo Niccolò Brogelli per Florence Foto Factory (clicca per ingrandire)

Le clutch sono ispirate ad immagini pop che hanno accompagnato da sempre l’immaginario di Michele Chiocciolini, immagini che rimandano agli anni ’80: i graffiti, New York, Madonna, Prince, Keith Haring…

La qualità nell’uso dei materiali e nella manifattura rimanda sicuramente alla tradizione dei più abili pellettieri fiorentini, i disegni rendono le borse al tempo stesso contemporanee, pratiche ed eleganti.

Le immagini stilizzate trasfigurano il significato originale, la volontà è quella di rievocare forme architettoniche, e ciò è chiaramente visibile nei disegni che prendono vita da linee nette e geometriche dove tuttavia non restano estranee la morbidezza e la fluidità.
Nasce così la dog clucth, che si evolve in seguito nella star clutch e nella palm clutch, ormai definibili come carryover del brand. In occasione di Pitti Uomo 87 Michele Chiocciolini ha aperto le porte del suo atelier fiorentino per presentare l’ultima evoluzione, la Golden Crowns Clutch Capsule Collection.

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IN ESCLUSIVA PER IL NOSTRO BLOG Lisa Del Greco ha intervistato Michele Chiocciolini
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Ciao Michele, quindi nel 2011 è stato lanciato il brand che porta il tuo nome, che percorso è stato arrivare fin qui?

Esatto, il brand Michele Chiocciolini nasce nel 2011 con una sfilata svoltasi nel primo atelier fiorentino di Roberto Cavalli.

Ricordo ancora con entusiasmo la serata con una passerella illuminata da 1000 luci, che costeggiava la vasca del giardino della villa ottocentesca.
Un'emozione unica, lì ho percepito realmente che la passione per la moda stava diventando un lavoro.
Da quel momento la strada come designer è stata un percorso caratterizzato da sfide lavorative sempre più ardue ma anche stimolanti.I progetti e le collaborazioni si sono moltiplicate. In un solo anno è nata la mia prima capsule collection di clutch bags tra cui il carry over del mio brand la dog clutch. (Photo clutch twitter.com/chiocciolini clicca per ingrandire)

Quale è il processo creativo che si cela dietro ad ogni tua creazione?

Quando progetto devo essere in un luogo estraneo dalla mia routine lavorativa....non riesco ad avere uno studio fisso come luogo creativo piuttosto un atelier studio-contenitore,dove poter ricavare più angoli dediti alla creatività.
In genere mi immergo in un mondo immaginario fatto di ciò di cui ho bisogno in quel momento...bisogno come necessità personale.
Tutto fa parte di quel mondo: musica, arte, disegno, stoffe, storia...ispirazioni di ogni genere vanno a costruire una idea. Questa idea cerco di farla divenire un abito o disegno da utilizzare per la stampa delle mie stoffe.
Michele Chiocciolini fotografato da Laura Anichini (clicca per ingrandire)

Ti ricordi il primo abito che hai creato? e per chi?
Il primo abito disegnato su commissione lo realizzai per una mia amica, Guendalina Canessa, un macramè giallo limone che lasciava intravedere una magnifica silhouette
in modo molto sensuale .

Cosa ti ha dato in termini di visibilità partecipare e vincere il reality televisivo "Fashion Style"?
Fashion style è stata una esperienza lavorativa arrivata in un momento giusto della mia carriera. Parteciparvi ha espanso di gran lunga la visibilità e conoscenza del mio brand.
Molte le opportunità lavorative, straordinaria l'esperienza del mio abito per Alessia Marcuzzi.
Unica l'occasione per rapportarmi con un mezzo di comunicazione che non avevo mai considerato:la televisione. È stato divertente ed entusiasmante...lo rifarei. (foto www.tvblog.it/clicca per ingrandire)

Quali difficoltà hanno i giovani stilisti nel farsi conoscere?
Le difficoltà sono molte,rendere il tuo prodotto riconoscibile e credibile sul mercato non è sicuramente cosa semplice. l'idea deve essere buona, il prodotto valido,di bella fattura, hand Made in Italy e deve avere carattere. Quello che credo io: e che si debba vedere l'amore con cui è stato creato...Quello che spero comunichino le mie creazioni.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
La musica ,l'arte,i viaggi, l'architettura,il cinema, la lettura,le persone. Queste sono le mie più grandi fonti di ispirazione. Come designer la poesia di Antonio Marras e l'immensità di Yves Saint Laurent.

Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile è eclettico, spazia nei miei 1000 interessi, principalmente caratterizzato da tagli geometrici alle volte evidenziati da stoffe ferme come il "canvas" alle volte meno percepibili poiché celati dall'utilizzo di stoffe più romantiche come il macramè. Photo Angelo Trani (clicca per ingrandire)

Cosa vuoi che emerga nelle tue collezioni?
Contemporaneità e poesia. Questa per rendere l'idea deve essere breve


Quale sarebbe la testimonial ideale per il tuo brand?
Per l'uomo David Bowie per la donna adoro Tilda Swinton,due mondi simili.


Qual è la donna a cui ti rivolgi?
Una new yorker (o comunque una donna di una grande città/metropoli) che non rinunci all'eleganza anche nella frenesia dei ritmi urbani.



Il successo professionale del quale vai più fiero ?
Sicuramente la mia linea di borse che hanno come ispirazione le mie grafiche con disegni stilizzati del mio mondo a pastelli ed in particolare la "Dog Clutch".

Quali sono i tuoi obbiettivi futuri professionalmente parlando?
Molti Lisa, per scaramanzia non li elencherò tutti, ti confido solo che mi piacerebbe che il mio nome riportasse immediatamente alla moda e a Firenze, la mia città è la mia più grande ispirazione insieme al mio paese di origine Castagno d'Andrea e al mio ormai buon ritiro a Marciana Marina all'Elba. Photo Niccolò Brogelli per Florence Foto Factory (clicca per ingrandire)





PER INFO
Atelier Michele Chiocciolini
Via Del Fico 3R Piazza Santa Croce - Firenze
www.michelechiocciolini.it info@michelechiocciolini.it
PAGINA FB: Atelier Michele Chiocciolini Via Del Fico 3R
TWITTER: https://twitter.com/chiocciolini
Photo Margherita Cialdi per Florence Foto Factory (clicca per ingrandire)


Fonte: Intervista di Lisa del Greco per http://lisadelgreco.blogspot.com/ © Riproduzione riservata
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