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venerdì 9 agosto 2013

Lgbt: Russia/ Gay Center: Bonino scriva lettera pubblica a Putin "L'atteggiamento tenuto finora ci sembra molto timido"

Roma. L'organizzazione Gay Center torna a sollecitare un intervento del ministro degli Esteri Emma Bonino sulle leggi anti gay approvate in Russia, invitandola a scrivere una "lettera pubblica" al Presidente russo Vladimir Putin.

"Il Ministro Bonino, se vuole, ha molti strumenti a disposizione per far sentire la pressione dell'Italia sulla Russia sulle leggi anti-gay - ha dichiarato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo - finora l'atteggiamento tenuto ci è sembra molto timido. Quindi ci aspettiamo fatti e azioni concrete. Soprattutto dal momento che l'Italia sta stringendo rapporti più stretti con la Russia su vari dossier. Emma Bonino è nota per aver portato avanti battaglie sui diritti umani e per aver lanciato appelli internazionali. Ora che è Ministro, pur nel rispetto del suo mandato di governo, potrebbe fare di più. Questa stretta della Russia sui gay merita la massima attenzione".

Oggi, in un'intervista a Radio Anch'io, il ministro ha detto di aver discusso con il suo omologo russo, Sergey Lavrov, della preoccupazione italiana e internazionale sul rispetto dei diritti umani in Russia, ottenendo "sempre la stessa risposta": "dicono che non c'è alcuna discriminazione, ma che sono solo vietate iniziative che coinvolgono minori.
Mi pare che sia una una scusa, un alibi, che non regge".
fonte http://www.tmnews.it/

martedì 11 giugno 2013

Il ministro degli Esteri Emma Bonino, gli impegni della Farnesina per i diritti lgbt


Rispondendo ad un'interrogazione sull'insegnante italiano gay espulso dall'Eritrea, il ministro degli Esteri snocciola gli impegni del nostro paese per una politica estera attenta ai diritti lgbt.

Arriva in parlamento la vicenda di Paolo Mannina, l'insegnante italiano espulso dall'Eritrea perché gay.
Risponendo ad un'interrogazione dei senatori Sergio Lo Giudice e Luigi Manconi, il Vice Ministro degli Affari Esteri con delega ai diritti umani, Lapo Pistelli, ha riferito che la Farnesina «ha fermamente contestato» le motivazioni fornite dalle autorità di Asmara.

«L’Italia ha al contempo coinvolto i partner europei, informandoli della vicenda ed ottenendo l'inserimento della problematica delle discriminazioni per ragioni di orientamento sessuale nell'ultimo rapporto dei Capi Missione UE ad Asmara sulla situazione nel Paese. Sono allo studio iniziative volte a stimolare un’azione comune UE di sensibilizzazione nei confronti delle autorità eritree.»

Oltre al caso di Mannina, la risposta si è conclusa snocciolando gli impegni che il ministro degli Esteri Emma Bonino intende prendere sui temi lgbt.

«Il nostro Paese, insieme agli altri Paesi UE, sostiene con determinazione la Risoluzione sui diritti delle persone LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender) che verrà presentata alla XXIIIª sessione del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite che si aprirà a Ginevra il prossimo 27 maggio.
A livello UE l’Italia sta al contempo contribuendo alla stesura delle linee guida operative europee per la tutela dei diritti delle persone LGBT.

Le linee guida sono destinate alle Delegazioni dell’UE e alle Missioni diplomatiche dei Paesi membri e verranno sottoposte all’approvazione del Consiglio Affari Esteri il prossimo 24 giugno. L’Italia sostiene infine con forza l’azione dell’Unione Europea che ha incluso i diritti LGBT tra le proprie priorità in vista della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite in programma a settembre, assieme all’abolizione della pena di morte, la promozione della libertà di religione, l’abbandono della pratica delle mutilazioni genitali femminili, della tortura, del razzismo e la protezione dei diritti delle popolazioni indigene e dei disabili.»

Soddisfatto il segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, Yuri Guaiana: «Apprendiamo che finalmente il governo eritreo ha gettato la maschera e ha ammesso di aver espulso il prof. Mannina per il solo fatto di essere gay.
Risulta evidente da questa vicenda che l’Accordo tecnico sulle Scuole italiane in Eritrea, come in altri paesi dove i più elementari diritti umani vengono conculcati, vadano urgentemente rinegoziati al fine di garantire al meglio i lavoratori italiani all’estero. Salutiamo comunque con grande soddisfazione gli impegni assunti dal Ministero degli Esteri in difesa dei diritti delle persone LGBTI e ci mettiamo a disposizione per qualunque forma di collaborazione si ritenga necessaria.
Resta ancora aperta invece la questione del risarcimento dei danni lavorativi, morali e professionali subiti prof. Mannina che si spera venga risolta al più presto».
fonte http://www.gay.it/