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sabato 6 agosto 2011

Anche la tribù indiana dei Suquamish approva le nozze Lgbt (e in Italia non passa la legge contro l'omofobia)


La tribù indiana dei Suquamish ha deliberato sulla possibilità e l’accettazione delle nozze gay all’interno del loro gruppo.
E ne ha dato risultato positivo e favorevole.
I matrimoni tra persone dello stesso sesso hanno il medesimo valore di quello tra un uomo e una donna.

A chiedere che si decidesse in merito è stata Heather Purse che ha preso parola durante un incontro, chiedendo al gruppo di dare la propria opinione. E la sorpresa è stata l’apertura totale:

“Mi aspettavo che ci fossero fazioni contrarie, una dura battaglia. Non avrei immaginato che qualcuno mi avrebbe appoggiata”

E invece così è stato. La logica e la saggezza ha spiazzato e stupito. Anche una tribù indiana che vive tra le tradizioni ha saputo fare quel passo avanti che nel nostro Paese è vista come una minaccia.
Del resto, qui ancora non si difendono i gay con una legge contro l’omofobia per non “favorirli”.
fonte http://www.queerblog.itVia | Bilerico

martedì 19 aprile 2011

Lgbt: La libertà di amare nelle società democratiche


"Omosessualità e transgenderismo nella società multiculturale”

Un articolo sull'incontro organizzato dalla Biennale della Democrazia 2011
(Torino, 13-17 aprile 2011)

La libertà di amare nelle società democratiche

Si possono definire realmente democratiche società dove non è possibile esprimere a pieno la propria affettività?

Questa la domanda che ha rappresentato il filo conduttore dell’incontro al Teatro Gobetti dal titolo
“Liberi di amare. Omosessualità e transgenderismo nella società multiculturale”. Voci del dibattito Gianni Vattimo, Vladimir Luxuria e Franco Buffoni.

Le rivendicazioni di diritti della gay community sono spesso appelli di tipo culturale. Sono l’espressione di un desiderio di democrazia: poter vivere a pieno la propria vita senza discriminazioni. Vladimir Luxuria, politica e attivista dei diritti Lgbt (Lesbian, gay, bisexual and transgender) spiega: “libertà di amare non significa solamente potersi innamorare di qualcuno, ma anche poter esternare questo amore.

Fino alla libertà di sentirsi uguali agli altri, di poter fare progetti, di essere riconosciuti dallo stato”.

Secondo Vattimo, filosofo e politico torinese, le questioni intorno ai Lgbt sono frutto di decenni di repressione, i cui responsabili sono le tradizioni culturali locali e la Chiesa. Bisogna capire fino a che punto i rapporti con la comunità di appartenenza condizionano le persone.

Un omosessuale può “infischiarsene di ciò che si pensa di lui, ma allo stesso tempo soffre perché appartiene ad un gruppo in cui non si riconosce”. La soluzione spesso è la fuga. Scappare da una “società legalmente repressiva, ma giuridicamente intollerabile”.

Dalle città di provincia verso le metropoli, dall’Italia verso Paesi più tolleranti. “È un fatto democratico, continua Vattimo, non avere il diritto di organizzarsi una vita affettiva secondo ciò che detta il proprio cuore?
Dov’è finito il diritto alla felicità?”.

La gay community sta vivendo una battaglia culturale, contro gli stereotipi e i preconcetti radicati nella nostra società. È una lotta che inizia nell’ambito famigliare.

“La barzelletta meglio essere neri che gay, almeno non devi dirlo alla mamma è ancora valida”, conclude il filosofo.

Secondo Buffoni internet può rappresentare una chiave di svolta per educare i giovani alla cultura della diversità. E per aggiornare una legislazione antiquata, non al passo con i tempi.

Luxuria conclude con una nota sentimentale.
Per ora, non essendoci una legge che riconosca le coppie di fatto, c’è solo un positivo per le coppie gay: esse vivono un sentimento intenso, un amore romantico, avversato.

Quell’amore descritto da Shakespeare in Romeo e Giulietta e da Manzoni nei Promessi Sposi.
fonte: giannivattimo.blogspot.com di Francesca Dalmasso, Master in Giornalismo di Torino