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venerdì 1 maggio 2026

Cinema - Palazzo Esposizioni Roma "Desiderio Almodóvar" termina il 3 maggio 2026

Immagine: Marisa Paredes, Pedro Almodóvar and Miguel Bosé. Foto di César Urrutia © El Deseo
Desiderio Almodóvar a cura di
Marco Berti e Francesca Pappalardo, Palazzo Esposizioni Roma

Promossa da
Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo

Si ringraziano
CG Entertainment, Cineteca Lucana, Cineteca Milano, Eagle Pictures, Imago Company Srl, Park Circus, Warner Bros. Entertainment Italia

Pedro Almodóvar è scoppiato all’improvviso – parafrasando l’amata Mina – dentro al cuore del pubblico a partire dagli anni ’80, letteralmente esplodendo sulla scena cinematografica europea con una forza rivoluzionaria e trasgressiva mai viste prima nei temi e nelle forme della rappresentazione. Nella Spagna appena liberata dal giogo franchista, ha portato sullo schermo i fermenti della mitica movida madrilena, dando spazio a un magma umano che poteva finalmente germogliare incontrollato dal sottosuolo urbano, dopo decenni di oppressione: omosessuali, travestiti, tossici, punk, casalinghe masochiste, cantanti sadiche, suore feticiste, sessuomani e tanti altri personaggi che vivono fino all’estremo le proprie passioni, finalmente liberi. Così come le vivono i loro antagonisti negativi, quali i poliziotti stupratori, i mariti violenti o i matador assetati di sangue, portatori di una carica distruttiva e mortale conseguenza del passato autoritario, le cui forze continuano ad agire sotterraneamente come un trauma irrisolto. Tutti i personaggi di questo caravanserraglio caotico ed esilarante rincorrono come ipnotizzati le proprie ossessioni, riducendo al desiderio l’espressione della propria identità. 

"Il desiderio è qualcosa che non si può controllare, che non risponde a nessuna legge. Per me il desiderio è l'unica guida possibile, l'unico elemento che permette ai personaggi di essere liberi e di agire secondo la propria natura, al di là del bene e del male." Così dichiara il regista individuando nel desiderio il motore narrativo delle sue opere e la ragione di esistere dei suoi personaggi, soprattutto femminili, "sempre alla ricerca di qualcosa che non hanno. Il desiderio nasce da questa mancanza, da questo vuoto che cercano di colmare con la passione, anche quando questa è chiaramente autodistruttiva."

Il desiderio è l’altra faccia del senso di vuoto, altro tema cardine delle sue opere sin dall’inizio. Il vuoto e la morte prendono via via sempre più spazio nei suoi film, fino a diventare centrali nei capolavori della maturità. Esaurita la necessità trasgressiva e grottesca dei primi film, nelle pellicole degli ultimi anni si addensano le nubi della perdita, incarnate dalle tante figure materne, archetipi di dolore e nostalgia. Ed è così che la lunga parabola creativa di questo grande maestro ribelle ci porta dall’energia provocatoria e libertaria riconquistata dopo la dittatura, fino alla lucida rappresentazione del dolore e della delusione esistenziale contemporanea, restituendoci un ritratto alternativo della cultura europea degli ultimi quarant’anni, dove il desiderio e la ricerca della felicità e della realizzazione personale finiscono per essere la condanna di un’umanità destinata all’auto annientamento.

Immagine: Marisa Paredes, Pedro Almodóvar and Miguel Bosé. Foto di César Urrutia © El Deseo

Informazioni
Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata
Sala Cinema - Palazzo Esposizioni Roma
Scalinata di via Milano 9a
 
Puoi prenotare sulla pagina di ogni film dalle ore 9:00 del giorno precedente fino a due ore prima della proiezione.
Quando hai prenotato sei pregato di arrivare 10 minuti prima dell'inizio, altrimenti il posto verrà assegnato al pubblico in attesa all’ingresso. Se non puoi venire ricordati di cancellare la prenotazione dalla tua area riservata sul sito, per permettere ad altri di partecipare.
Se i posti risultano esauriti online, puoi accedere alle proiezioni senza prenotazione in caso di posti resi disponibili da rinunce e cancellazioni, presentandoti entro l’orario di inizio del film.

fonte e Info: www.palazzoesposizioniroma.it 

martedì 20 settembre 2022

Woody Allen smentisce: "Mai detto che vado in pensione" Dopo intervista a 'La Vanguardia'; felice di girare 50esimo film

Woody Allen smentisce: "Mai detto che vado in pensione". 

Dopo l'intervista a un giornale spagnolo che ieri ha fatto il giro del mondo, l'86enne regista americano ha fatto diffondere una precisazione ufficiale: "Non ha mai detto che si ritira, né ha detto che sta scrivendo un altro romanzo.

Ha detto che stava pensando di non fare film perché fare film che vanno direttamente o molto velocemente in streaming non lo diverte, visto che è uno che ama l'esperienza del cinema al cinema". 

Nel comunicato si aggiunge che Woody "non ha al momento intenzione di andare in pensione ed è molto eccitato di essere a Parigi a girare il suo nuovo film, che sarà il 50esimo della sua carriera".

L'equivoco sembra essere nato da una frase del regista al giornale 'La Vanguardia'. A proposito del film 'Wasp 22', Woody avrebbe detto: "La mia idea, in linea di principio, è di non fare più film e concentrarmi nella scrittura".

Non è la prima volta che Woody Allen esprime pensieri di questo tenore. A fine giugno, in una conversazione video su Instagram con Alec Baldwin, il regista aveva detto che girare film non gli piaceva più "ora che non si esce più nelle sale". L'obiettivo dell'attore era stato allora la promozione di 'Zero Gravity', l'ultima raccolta di racconti pubblicata negli Usa da Skyhorse, una casa editrice specializzata in autori "difficili". Composto di brani scritti anni fa per il settimanale 'New Yorker' e altri durante la pandemia, il volume in Italia è uscito con "La Nave di Teseo", ma negli Stati Uniti era stato virtualmente ignorato. Più o meno come 'Rifkin's Festival', il film n. 49, che aveva fatto tonfo a fine gennaio durante una presenza lampo nelle sale americane. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA