martedì 16 ottobre 2012

Lgbt Firenze: Quattro sacerdoti scrivono una seconda lettera all' arcivescovo Betori: "La chiesa non legittima ma neppure condanna i gay"

Don Fabio Masi, don Alessandro Santoro (in foto), don Giacomo Stinghi e suor Stefania Baldini sono pronti allobiezione di coscienza per il loro accesso ai sacramenti

"La Bibbia non legittima né condanna le relazioni omosessuali così come siamo giunti a comprenderle oggi". Lo scrivono in una lettera indirizzata all'arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori e al settimanale 'Toscana Oggi', don Fabio Masi, don Alessandro Santoro, don Giacomo Stinghi e suor Stefania Baldini, pronti all"obiezione di coscienzà per il loro accesso ai Sacramenti.

Si tratta degli stessi religiosi che nei primi giorni di settembre firmarono una lettera aperta sul problema della Chiesa e dei gay.


Nella nuova missiva rispondono a Betori che, qualche giorno dopo, aveva sottolineato che "l'attenzione alle condizioni delle persone non può mai portare a un travisamento della verità, nel nostro caso quella che attiene alla visione antropologica proposta dalla rivelazione".

Ora invitano a non chiudere il confronto su questo tema e si chiedono se questi "sono problemi di competenza esclusiva dei capi della Chiesa o se questi devono essere aperti alla riflessione di tutto il popolo cristiano", soprattutto "dopo il Concilio".

"Noi siamo del parere - scrivono - che lasciare sulle spalle dei soli vescovi e del Papa il 'discernimento dei segni dei tempi', vuol dire non amarli e mancare a un nostro preciso dovere e a una nostra precisa responsabilità".

E, infine, non sono d'accordo sulla 'confusione' che secondo Betori potrebbe generarsi dal mancato rispetto dell'attuale disciplina sull'accesso ai Sacramenti da parte degli omosessuali. Loro non vogliono fare "un aggiustamento di comodo", ma dicono di essere pronti a "porsi in 'obiezione di coscienza' di fronte a quelle norme, con lo scopo di spingere tutti a riconsiderare quella realtà, allargandone la riflessione".
Fonte: ANSA via http://www.gonews.it

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