domenica 3 giugno 2012

Lgbt: Gay pride a Cagliari, c’è chi accusa: “Non vogliamo le trans sui carri al Poetto”

Videolina con Monitor all’avanguardia?
Sembrerebbe di sì, da rimostranze di destra giunte durante l’andamento della trasmissione, tutta dedicata al tema: Art 3, senza distinzione di sesso, ovvero il tema dell’omosessualità, del prossimo (forse?) gay pride del 30 giugno a Cagliari, delle coppie di fatto.

Esponenti dell’estrema destra presenti alla trasmissione, come Daniele Caruso e altri, sono contro l’esibizionismo della scelta sessuale, che significa pagliacciata o carnevalata nei gay pride, con ostentazione di trans.

Massimo Mele, presidente del Movimento omosessuale sardo, si è espresso invece per la rivendicazione dei diritti degli omosessuali , precisando che il gay pride sarà il ricordo di una tragedia di omofobia paragonabile all’8 maggio.

Simpaticissimo Gianluigi Gessa, con le sue battute, “malati sono coloro che pensano che gli omosessuali sono malati”, oppure “il disagio dei trans nudi c’è, ma anche quello delle donne che si vestono da suore col perizoma”, oppure ancora “Io sono vissuto ai tempi in cui non esisteva la pillola e ho conosciuto la donna-fattrice del fascismo, ma oggi il matrimonio non è per figliare”. Secondo il professor Gessa “Si nasce gay e si è tali sia in una famiglia omosessuale che etero”. Alla fine della trasmissione poi Gessa ha invitato i presenti a sottoporsi ad un test per conoscere davvero la propria tendenza sessuale.

Altro argomento interessante di questa trasmissione, in cui erano volutamente assenti le rappresentanze cristiano cattoliche, è stato il possibilismo della chiesa cattolica evangelico- luterana, rappresentata da Klisten Thiele, che si è invece dimostrata possibilista sulle coppie gay, in nome dei diritti umani, nel senso dell’allargamento dell’amore di Dio.

Per il Comune di Cagliari era presente Filippo Petrucci, che si è dichiarato a favore del gay pride e dei diritti degli omosessuali e delle coppie di fatto. Un po’ meno convinto Giovanni Farris, rappresentante in Comune del Pdl, contro l’esibizionismo sessuale, a qualsiasi titolo. C’era anche Luisa Grasso, ex dirigente Arci-gay che ha parlato di diritto naturale: “L’umanità si è liberata e vive la contemporaneità dell’occidente”. Chi non gradisce il gay pride, secondo la Grasso, non ci vada, piuttosto il Pd non ha ancora affrontato i temi eticamente sensibili.
Insomma, un bel dibattito. E voi cosa ne pensate? Si deve fare o no il gay pride? E’ giusto riconoscere le unioni omosessuali?
fonte http://www.castedduonline.it

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