Un bacio in tv tra i due durante il popolare show del sabato sera ha fatto discutere, ma tante persone hanno inviato messaggi di vicinanza e affetto alla coppia-
Due "Romeo" cecinesi all’arrembaggio: «Dopo il bacio in tivù — raccontano — ci tampinano come stars e sul web il bilancio di commenti è positivo (neo-fans più che altro “etero”, perché il peggior nemico di un gay è gay)».
Alla trasmissione «C’è posta per te», sabato scorso: tra «postini», «Cupido» in erba e davanti alla De Filippi, la Pausini, il «mito» di entrambi, intona col groppo in gola «Dove resto solo io» prima di tirar fuori due biglietti per Parigi («la vacanza dei sogni rimandata tante volte»).
Protagonisti assoluti della serata Andrea (Fioretti, 44 anni, cecinese doc e Oss all’ospedale) e Antonio (Storace, 40, originario di Livorno e responsabile della struttura alberghiera «Fonte alla Lepre» a Riparbella), insieme da 11 anni e sotto lo stesso tetto da 9, che tolgono «la busta» per gettarsi l’uno nelle braccia dell’altro con uno slancio a dire il vero un po’ goffo (che ricorda l’autocensura di un vecchio film d’amore). Risultato? In pochi minuti lo «share» schizza al 25% che, in soldoni, equivale a un’impennata da 5milioni e 680mila telespettatori.
Insomma, è bastato il loro «apostrofo rosa shocking» per scalare la hit parade delle news tricolori («primo bacio tra uomini in diretta: De Filippi e Pausini le madrine» ha titolato il Messaggero sopra un pezzo «un po’ forte») e far bollire due cellulari. Così, alla prima intervista dopo l’uscita in tv, mettono subito le mani avanti: «Dopo gli attacchi di chi ci ha aggrediti senza conoscerci, abbiamo preferito fermarci un attimo…». Contenti «di aver vinto la bambolina», conveniamo.
Il ragionamento non fa una grinza, anzi: è la reazione naturale di chi vive nella provincia di un Paese «conservatore per quel che gli pare», dove due Sanremo fa persino la «farfalla» di Belen, per giorni, sollevò inquietanti interrogativi (tipo: «ma le mutande c’erano o no?»). Alla fine, la coppia affronta a testa alta il secondo debutto mediatico: «Siamo due innamorati ed è questo che conta».
Poi precisano che la «comparsata» su Canale 5, al di là del boom di ascolti, deve uscire per quello che è. «Solo un gesto d’amore» verso Andrea di Antonio, l’artefice della «carrambata»: «Si fosse trattato almeno di un “coming out” (la dichiarazione pubblica della propria omosessualità, ndr) avrei capito di più il polverone, ma conviviamo da 9 anni... Il mio obiettivo era solo stupire Andrea, una persona straordinaria che ha avuto tante ganciate dalla vita (ha perso la madre 16 anni fa e il padre da 9…).
«Siamo fan sfegatati della Pausini, sono partito da lì…», ammette, raccontando mesi di contatti con la redazione e il colloquio finale con Maria. Andrea è più timido: «Lo conosco, non regge nemmeno l’acqua… e invece ha tenuto fino all’ultimo facendo finta di accompagnarmi a Roma per far pace con dei parenti. Solo 48 ore prima di ricevere la busta, guardando la trasmissione a casa d’amici, gli avevo detto: non c’andrei neanche sotto tortura».
E invece poi… Nel loro grazioso appartamento al 6° piano, vicino alla Coop, si arriva al dunque tra una carezza a Camillo (meticcio di 8 anni) e un sorriso. Magari, alla fine ci scappa pure un film. Da toscani sparano subito un titolo possibile: «Galeotto fu il bacio? Chissà, vedremo. Non escludiamo niente, ma intanto ci preme aprire, al più presto, un blog (c’è già il nome pronto Antonio e Andrea per te…”) per aiutare i ragazzi gay che non riescono ad accettarsi…».
fonte http://www.lanazione.it/livorno-di Arianna Valentino
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
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sabato 22 febbraio 2014
lunedì 22 ottobre 2012
Lgbt: Con la "Cooking therapy" la coppia rinasce in cucina
Una ricerca del Polli Cooking Lab I fornelli come luogo dove nasce, o rifiorisce, il rapporto di coppia
Una volta, lavorare tra i fornelli era gravoso, visto come una necessità noiosa ed umiliante.
I tempi sono cambiati: spentolare piace e nasce così la Cooking Therapy, dove cucinare diventa modo per riaccendere la passione di coppia.
A dirlo, una ricerca del Polli Cooking Lab, l'osservatorio internazionale creato dall'omonima azienda italiana. I suoi esperti hanno selezionato 90 tra terapisti, psicologi e chef, chiedendo loro di descrivere il rapporto tra cibo, eros e coppia.
I risultati non lasciano dubbi: per il 70% del campione, la cucina è fucina dell'amore, capace di accendere la passione e di rivitalizzare un rapporto spento.
Inoltre, a sorpresa, è il regno del maschio (52% degli intervistati), che lo usa per stupire la compagna (58%), iniziare un gioco di seduzione (45%), piacendole stimolando i suoi sensi (37%).
In generale, la cucina piace perché regala a lui e lei intimità (65%), spazio per giochi erotico-amorosi (58%) ed in generale possibilità di essere sé stessi (68%). Per questo, la cucina batte spazi più blasonati, come discoteche, ristorantini e bar romantici, località turistiche blasonate.
Successivamente, gli intervistatori hanno focalizzato sulle tecniche usate dal cuoco per colpire il cuore della sua bella.
E' emerso il ruolo principe delle ricette: per il 74% degli uomini vanno scelte ricette leggere, per il 68% conta di più la semplicità e per il 63% il gusto. Nella meccanica della seduzione ci sono diversi fattori da considerare, ma il podio è proprietà dei sapori dei cibi (78%), i colori delle pietanza (65%) ed i loro profumi (55%).
Sulla base di quanto rilevato, il Polli Cooking Lab
offre le sue 5 regole d'oro per la Cooking Therapy:
*Si parte assieme: la terapia deve iniziare con gli acquisti dei cibi: se fatti in maniera condivisa, creano affiatamento e cameratismo. Inoltre, vanno scelti prodotti semplici e genuini, facili da preparare e gradevoli da consumare, capaci perciò di aiutare il metabolismo.
*Sfruttare tutti i sensi.
La cucina deve impiegare al massimo le percezioni sensoriali, molla per la passione. A tale scopo, vanno scelti alimenti dai colori gradevoli e dai profumi invitanti, sopratutto frutta e verdura.
*Gusto in tavola, tavola con gusto. Oltre al piatto forte, il cibo, è importante il contorno, cioè l'ambiente circostante. Si al romanticismo, magari con luci soffuse e gradevoli e con piante e fiori aromatici. In altre parole, devono essere soddisfatti vista e olfatto: due sensi fondamentali per trasmettere un senso di rilassatezza.
*Colonna sonora? Si, grazie. E' bene puntare su un sottofondo musicale apprezzato da entrambi, fonte di bei ricordi o quantomeno capace di stimolare la giusta energia.
*Le mosse giuste portano alla vittoria: i cibi vanno serviti e degustati con semplicità ed eleganza, cercando l'armonia con sé stessi ed il partner. Solo così nasceranno feeling e passione.
fonte http://www.newsfood.com di Matteo Clerici
Una volta, lavorare tra i fornelli era gravoso, visto come una necessità noiosa ed umiliante.
I tempi sono cambiati: spentolare piace e nasce così la Cooking Therapy, dove cucinare diventa modo per riaccendere la passione di coppia.
A dirlo, una ricerca del Polli Cooking Lab, l'osservatorio internazionale creato dall'omonima azienda italiana. I suoi esperti hanno selezionato 90 tra terapisti, psicologi e chef, chiedendo loro di descrivere il rapporto tra cibo, eros e coppia.
I risultati non lasciano dubbi: per il 70% del campione, la cucina è fucina dell'amore, capace di accendere la passione e di rivitalizzare un rapporto spento.
Inoltre, a sorpresa, è il regno del maschio (52% degli intervistati), che lo usa per stupire la compagna (58%), iniziare un gioco di seduzione (45%), piacendole stimolando i suoi sensi (37%).
In generale, la cucina piace perché regala a lui e lei intimità (65%), spazio per giochi erotico-amorosi (58%) ed in generale possibilità di essere sé stessi (68%). Per questo, la cucina batte spazi più blasonati, come discoteche, ristorantini e bar romantici, località turistiche blasonate.
Successivamente, gli intervistatori hanno focalizzato sulle tecniche usate dal cuoco per colpire il cuore della sua bella.
E' emerso il ruolo principe delle ricette: per il 74% degli uomini vanno scelte ricette leggere, per il 68% conta di più la semplicità e per il 63% il gusto. Nella meccanica della seduzione ci sono diversi fattori da considerare, ma il podio è proprietà dei sapori dei cibi (78%), i colori delle pietanza (65%) ed i loro profumi (55%).
Sulla base di quanto rilevato, il Polli Cooking Lab
offre le sue 5 regole d'oro per la Cooking Therapy:
*Si parte assieme: la terapia deve iniziare con gli acquisti dei cibi: se fatti in maniera condivisa, creano affiatamento e cameratismo. Inoltre, vanno scelti prodotti semplici e genuini, facili da preparare e gradevoli da consumare, capaci perciò di aiutare il metabolismo.
*Sfruttare tutti i sensi.
La cucina deve impiegare al massimo le percezioni sensoriali, molla per la passione. A tale scopo, vanno scelti alimenti dai colori gradevoli e dai profumi invitanti, sopratutto frutta e verdura.
*Gusto in tavola, tavola con gusto. Oltre al piatto forte, il cibo, è importante il contorno, cioè l'ambiente circostante. Si al romanticismo, magari con luci soffuse e gradevoli e con piante e fiori aromatici. In altre parole, devono essere soddisfatti vista e olfatto: due sensi fondamentali per trasmettere un senso di rilassatezza.
*Colonna sonora? Si, grazie. E' bene puntare su un sottofondo musicale apprezzato da entrambi, fonte di bei ricordi o quantomeno capace di stimolare la giusta energia.
*Le mosse giuste portano alla vittoria: i cibi vanno serviti e degustati con semplicità ed eleganza, cercando l'armonia con sé stessi ed il partner. Solo così nasceranno feeling e passione.
fonte http://www.newsfood.com di Matteo Clerici
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martedì 10 aprile 2012
Lgbt: Lesbiche, gay, bisex, trans, queer: amarsi per superare la disinformazione
Noi gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer, nonostante i vari passi verso l’uguaglianza, viviamo in una cultura eterosessuale che spesso è intrisa di pregiudizi nei nostri confronti. Una cultura che ci ricorda a piè sospinto che essere eterosessuale è meglio: dalle canzoni d’amore che ascoltiamo in radio, alle immagini della famiglia che vediamo in fiction e spot, alle storie di cronaca di cui ci informano i mess media.
Anche se non siamo più invisibili (come qualcuno vorrebbe che fossimo) dobbiamo continuare a lavorare per trovare informazioni e modelli che possano essere di supporto per la loro relazione di amore.
Molte coppie lgbtq si amano apertamente nonostante il rifiuto delle proprie famiglie d’origine e contesti socio-culturali non proprio idilliaci; altre, invece, non possono dire pubblicamente il loro amore per paura di perdere il lavoro o di rovinarsi la carriera.
Questa situazione porta alla nascita e al consolidamento di falsi stereotipi sulle relazioni gay e lesbiche all’interno della nostra società.
Per esempio:
* le relazioni gay e lesbiche sono artefatte e non “vere” relazioni
* gay e lesbiche hanno relazioni psicologicamente immature
* le relazioni gay e lesbiche sono meno impegnative di quelle eterosessuali
* le relazioni gay e lesbiche sono a breve termine e raramente durano a lungo
* le relazioni gay e lesbiche sono un ambiente malsano per far crescere i figli.
Il fatto è che anche molte persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer credono a questi stereotipi e finiscono per adattarsi a un sentire comune che è profondamente falso.
Lo psicologo John Gottman, docente emerito presso l’Università di Washington, studia le coppie da oltre quarant’anni: è autore di oltre centonovanta articoli sul tema e autore o co-autore di una quarantina di libri sull’argomento.
Racconta Jeff Lutes, blogger americano, che un giorno, durante un pranzo con Gottman, gli ha posto alcune domande sulle sue ricerche, e, in particolare, sulle coppie dello stesso sesso.
La risposta di Gottman, che è eterosessuale e felicemente sposato, è stata illuminante:
Le relazioni gay e lesbiche sono all’avanguardia rispetto a quelle eterosessuali. Credo proprio che le coppie etero abbiano molto da imparare dalle coppie gay.
Qualche tempo dopo Gottman ha parlato alla stampa con toni simili:
Ritengo che tra duecento anni le relazioni eterosessuali saranno al punto in cui sono le relazioni gay e lesbiche oggi. Le coppie gay e lesbiche, infatti, sono molto più mature e attente nel cercare di migliorare la propria relazione e nell’avere una maggiore consapevolezza del loro rapporto rispetto alle coppie etero.
Ricordiamo che John Gottman è ritenuto un luminare nel campo dei rapporti di coppia.
Per rendere consapevoli noi stessi e agire per primi per superare la disinformazione che riguarda il mondo gay il blogger Jeff Lutes consiglia di scrivere su un foglio il seguente mantra e attaccarlo allo specchio del bagno per poi leggerlo ad alta voce ogni mattina, per una settimana:
La mia sessualità e la mia relazione sono dei doni bellissimi e hanno enormi capacità di arricchire la vita degli altri all’interno della mia comunità. Prendo l’impegno di amare me e [nome del partner] in un modo che sia positivo, portatore di vita e salvifico.
Troppo new age o psicologizzante? Forse.
Ma se non cominciamo ad amare noi stessi per primi, sarà alquanto difficile che gli altri ci amino.
fonte http://www.queerblog.it da Robo
mercoledì 16 novembre 2011
Lgbt Grandi amori: Paul Verlaine e Arthur Rimbaud

Incantato da ciò che aveva letto, da quei versi così inconsueti ed assoluti, Paul Verlaine invitò l’autore, il giovanissimo Arthur Rimbaud a raggiungerlo a Parigi ed unirsi ai celebri parnasiani.
L’incontro tra i due, come ben sapete, si rivelò fatale.
Per certi versi drammatico.
Verlaine fu immediatamente travolto da questo giovane dagli occhi azzurri, così indicibilmente puri da non sembrare di questa terra; succube da subito di quel suo riso sardonico, perennemente in tralice, che l’avrebbe portato dal paradiso all’inferno e dall’inferno al paradiso senza alcuna fermata intermedia.
Vista la presenza della giovane moglie, Verlaine iniziò un drammatico menage a trois, tra liti furibonde, rappacificazioni e rari momenti di bonaccia.
Un inferno domestico che si spezzò o meglio ancora si trasformò in un altro tipo di inferno-paradiso quando Rimbaud lo convinse ad abbandonare frettolosamente la giovane moglie e il figlio appena nato ed iniziare insieme una lunga peregrinazione attraverso l’Europa.
Ma anche qui, nelle grandi capitali del vecchio continente si ripeterono le scenate, le follie dell’uno e dell’altro, gli abusi di alcol e sostanze stupefacenti.
A Bruxelles si giunse inevitabilmente al drammatico epilogo. Quello dei celebri colpi che un Verlaine in preda al delirio sparò contro l’amante, ferendolo e segnando così la fine della loro tormentata relazione.
A Rimbaud non rimase allora che tornare nelle natie Ardenne; qui lontano dall’amante condannato a due anni di reclusione a Mons, Rimbaud concluse la sua opera più sublime: Una stagione all’inferno.
Poi nella sua vita ci fu solo l’Africa, la diserzione della poesia e una morte prematura a 37 anni tra atroci sofferenze.
fonte http://www.queerblog.it/
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scrittori lgbt
lunedì 31 ottobre 2011
Grandi amori Lgbt: Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok

A testimonianza di questo grande amore tra Eleanor Roosevelt, first lady d’America e Lorena Hickok, famosa giornalista dell’American Press esistono decine e decine di lettere.
Centinaia di parole che si dissolvono in una tenerezza senza fine, in una passione che viveva di sussulti, autocombustioni e lunghissime attese.
Tutto in realtà iniziò, come spesso accade per i grandi amori che hanno la forza di trascendere il tempo, per puro caso.
Con un’intervista o meglio ancora una scintilla che durò, tra alti e bassi, tutta la vita.
Così ecco i viaggi avventurosi nelle terre più sperdute, le notti passate in un sacco a pelo sotto il cielo stellato del Vermont, i lunghi tete à tete a discutere di politica, di diritti civili e di come soccorrere una nazione che dopo la devastante crisi del ’29 si trovava in ginocchio.
Eleanor Roosevelt, imprigionata in un matrimonio che l’aveva profondamente delusa, trovò in Lorena Hickok prima di tutto il calore umano di cui aveva disperatamente bisogno, poi l’appoggio necessario per uscire allo scoperto; un pungolo che la portò ad essere la vera prima first lady degli Stati Uniti, riverita e rispettata in tutto il mondo non per i tè danzanti o i lussuosi ricevimenti della Casa Bianca, ma per il suo impegno sociale e politico.
Per ben quattro mandati i Roosevelt “regnarono democraticamente”sull’America, prima salvandola dalla bancarotta con il New Deal, poi rilanciandola come nazione guida. Non per nulla Harry Truman, successore di Roosevelt, definì Eleanor la Prima Signora del mondo.
Una parte di questo grande successo va sicuramente attribuito alla presenza costante e fidata di Lorena Hickok.
fonte http://www.queerblog.it/
mercoledì 29 settembre 2010
Lgbt, Il primo studio Italiano sulla qualità delle relazioni di coppia con persone transessuali/transgender è dell' Università degli Studi di Napoli

Il Corso di Laurea Magistrale in "Psicologia clinica, dinamica e di comunità" dell'Università "Federico II", in collaborazione con il sito www.bullismoomofobico.it, ha avviato uno studio volto a comprendere le dinamiche affettive e la condizione psicosociale di coppie in cui uno tra i partner è transessuale/transgender (MtoF e/o FtoM).
In particolare la ricerca intende indagare e valutare le problematiche che sono potenzialmente connesse all'instaurazione di una relazione di coppia delle persone T*, e soprattutto la percezione delle relazioni affettive che le persone T* hanno della coppia.
A tal fine non ha importanza se i soggetti di ricerca attualmente abbiano un partner o meno.Per accedere ai questionari e alle domande aperte basta semplicemente cliccare sul link di seguito riportato dove sarà possibile trovare tutte le indicazioni necessarie per svolgere la ricerca:
http://www.bullismoomofobico.it/ricerca/
Chiediamo la vostra collaborazione per divulgare i questionari, per es. pubblicando questo comunicato nei siti di appartenenza, inserendolo nella mailing-list e/o semplicemente inviandolo a contatti di vostra conoscenza.
per maggiori informazioni: redazione@bullismoomofobico.it
Redazione di bullismoomofobico.it - Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Dipartimento di Scienze Relazionali "G. Iacono"
Via Porta di Massa,1 – 80133 Napoli, Italia
fonte fondazionemassimoconsoli
PS
Aggiungo di mio che ho risposto al questionario seguendo il link
http://www.bullismoomofobico.it/ricerca/
Credo che le esperienze di vita e di relazioni di coppia di ognuna di noi,siano un apporto importante per questo studio, vi consiglio di partecipare, dare il nostro apporto è sempre importante, è stato per me molto piacevole ed interessante rispondere alle domande, trovo sia fatto veramente molto bene ...Lisa
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