Il ragazzo replica alla frase omofoba del docente e questi lo attacca con calci e pugni.
In attesa di indagini, il ragazzo è stato spostato in un’altra sezione
Picchiato a scuola e insultato da un professore. Il fatto è stato denunciato alla polizia dalla famiglia di uno studente 14enne che frequenta un istituto della provincia di Perugia.
“Il Giornale dell’Umbria” riporta che l’episodio si è svolto la settimana scorsa durante una lezione: secondo il racconto del ragazzo, suffragato dalla testimonianza di tre compagni di scuola, il professore avrebbe pronunciato la frase «essere gay è una brutta malattia», guardando fisso lo studente e in seguito chiamandolo per nome e cognome. In seguito, rispondendo a una domanda del giovane, avrebbe rincarato la dose: «Certo che dico a te, è brutto essere gay. Tu ne sai qualcosa».
Il professore avrebbe poi perso le staffe alla reazione contrariata del ragazzo che avrebbe risposto: «Sicuramente, da quando conosco lei».
Testimoni e il 14enne riferiscono di due calci alle gambe sferrati dal docente all’alunno , due pugni alla spalla e una lunga e pericolosa stretta al collo.
Il racconto del ragazzo in famiglia e la querela
All’inizio il 14enne interrogato sui fatti dalla coordinatrice di classe, non vuole parlare e anche una volta rincasato si mostra titubante. I genitori insistono quando lo vedono zoppicare e alla fine lui, tra lacrime di dolore e rabbia, racconta tutto e viene accompagnato in ospedale.
Al nosocomio gli riscontrano un grosso ematoma alla coscia (giudicato guaribile in cinque giorni) e dopo la segnalazione obbligatoria dell’ospedale, i genitori si recano alla polizia.
I genitori si sono affidati ad un legale ed hanno proceduto a depositare una querela, riservandosi ogni azione a tutela del figlio.
In attesa degli accertamenti la preside dell’istituto ha deciso di spostare il ragazzo di sezione in modo che non possa più incontrare il professore.
fonte http://www.corriere.it di Redazione Online
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lunedì 17 novembre 2014
mercoledì 27 febbraio 2013
Lgbt: Il ragazzo gay che denuncia i genitori, succede a Padova

Una storia che arriva da Padova e attraverso il Gazzettino approda sul Corriere della Sera: un giovane ha denunciato i suoi genitori per ingiuria perché da quando hanno scoperto che è gay continuano a dirgliene di tutti i colori:
Il giovane è figlio di una coppia agiata, apparentemente senza problemi, ma da quando ha fatto «coming out» madre e padre gli hanno reso la vita impossibile.
A ogni contrasto scattavano le offese e i rimproveri di essere un fallito in quanto gay: «Non farai mai nulla nella vita».
Alla fine il giovane ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e li ha denunciati per ingiuria.
Un caso grave:
Ben più grave l’altro caso, che risale al 17 febbraio, quando un ragazzino di 14 anni ha pubblicato su Facebook le foto del suo collo coperto di lividi e uno sfogo: «Spero che questa volta papà tu finisca in carcere, perché sono stanco».
L’immagine è stata vista da Denis Mazzon, presidente dell’associazione Lgbt («lesbica, gay, bisessuale e trans») Veneto Orientale, che ha contattato il minore e fatto denuncia alle autorità.
Il ragazzino ha raccontato che il padre lo ha aggredito perché non sopporta l’idea che sia gay: non era la prima volta
fonte http://www.giornalettismo.com di Ferma Restando
giovedì 27 dicembre 2012
Lgbt Irlanda: L'uomo picchiato sul treno perché gay, un cinquantenne è finito in ospedale fra Dublino e Belfast
Un uomo sulla cinquantina è finito in ospedale con il naso rotto e ferite alla testa dopo esser stato selvaggiamente picchiato da due uomini sul treno da Dublino a Belfast: il tutto perché i due avventori avevano scoperto che era omosessuale.
L’AGGRESSIONE
La storia la racconta l’Irish Times. Il treno in questione era il 20.50 da Dublino a Belfast e la vittima dell’aggressione era, secondo il giornale irlandese, “seduto in un vagone praticamente vuoto”.
E’ andato al bagno, è tornato e ha trovato due uomini che guardavano il suo computer; prima di alzarsi stava navigando su un sito internet per uomini gay, e ne era rimasta traccia sullo schermo. “Hanno iniziato ad accusarmi di essere un pervertito.
Ho cercato di riprendermi il computer e mi hanno inseguito in un altro vagone dove hanno iniziato a picchiarmi. Stavo urlando per chiedere aiuto, ero coperto di sangue”.
L’uomo, affetto da Sindrome di Asperger, è stato ricoverato all’ospedale di Portadown, a metà strada fra Belfast e il confine con la Repubblica d’Irlanda, ed è stato dimesso domenica.
ALLA CACCIA
Di lui non si sa l’identità per sua specifica richiesta; ha dichiarato, uscito dall’ospedale: “Non è certo qualcosa che ti aspetti possa capitare alla mia età, sono ancora sconvolto. Penso che mi ci vorrà qualche giorno per riprendermi”.
La polizia sta indagando dopo l’acquisizione dei filmati delle telecamere a circuito chiuso e spera di rintracciare i due malviventi scesi a Portadown; hanno rubato al malcapitato anche un iPod e le cuffie.
“Spero davvero che li prendano, abbiamo tutti il diritto di essere al sicuro quando usiamo il trasporto pubblico”, dice l’uomo.
fonte http://www.giornalettismo.com di Tommaso Caldarelli
L’AGGRESSIONE
La storia la racconta l’Irish Times. Il treno in questione era il 20.50 da Dublino a Belfast e la vittima dell’aggressione era, secondo il giornale irlandese, “seduto in un vagone praticamente vuoto”.
E’ andato al bagno, è tornato e ha trovato due uomini che guardavano il suo computer; prima di alzarsi stava navigando su un sito internet per uomini gay, e ne era rimasta traccia sullo schermo. “Hanno iniziato ad accusarmi di essere un pervertito.
Ho cercato di riprendermi il computer e mi hanno inseguito in un altro vagone dove hanno iniziato a picchiarmi. Stavo urlando per chiedere aiuto, ero coperto di sangue”.
L’uomo, affetto da Sindrome di Asperger, è stato ricoverato all’ospedale di Portadown, a metà strada fra Belfast e il confine con la Repubblica d’Irlanda, ed è stato dimesso domenica.
ALLA CACCIA
Di lui non si sa l’identità per sua specifica richiesta; ha dichiarato, uscito dall’ospedale: “Non è certo qualcosa che ti aspetti possa capitare alla mia età, sono ancora sconvolto. Penso che mi ci vorrà qualche giorno per riprendermi”.
La polizia sta indagando dopo l’acquisizione dei filmati delle telecamere a circuito chiuso e spera di rintracciare i due malviventi scesi a Portadown; hanno rubato al malcapitato anche un iPod e le cuffie.
“Spero davvero che li prendano, abbiamo tutti il diritto di essere al sicuro quando usiamo il trasporto pubblico”, dice l’uomo.
fonte http://www.giornalettismo.com di Tommaso Caldarelli
domenica 12 agosto 2012
Lgbt Palermo: Picchiato perché gay, la Vucciria contro l’omofobia centinaia per il flash mob
La comunità LGBT non è rimasta a guardare. Al grido di “Palermo libera tutta”, centinaia di persone hanno partecipato al flash mob organizzato da Arcigay e Articolo Tre all’indomani dell’aggressione omofoba alla Vucciria.
Poco prima delle 23 piazza Caracciolo, nel cuore del mercato storico del capoluogo siciliano, è stata invasa in segno di solidarietà per Fulvio Boatta, schiaffeggiato all’uscita dal bagno di una taverna perché gay.
“Mi sento confortato dal sostegno di tante persone. Questa è la dimostrazione che Palermo non è la città violenta che a volte si manifesta – dice Boatta – Palermo è la città delle 40 mila persone in piazza per il Pride, è la città delle persone che vogliono cambiarla”.
Il flash mob è cominciato con il suono improvviso di una sirena antiaereo. A tutti i partecipanti è stato chiesto di accovacciarsi come per proteggersi da un pericolo.
La voce narrante ha raccontato la storia di Fulvio e altre storie di ordinaria violenza. Poi, tutti in piedi al grido di “Palermo libera tutta!”.
“Non denunciare la violenza fisica che si subisce è la normalità – dice Fulvio – Questa mentalità deve essere cambiata. Siamo qui per questo ma anche per far sapere a tutte le vittime della violenza che non sono sole, che c’è una rete sociale e che devono denunciare, uscire allo scoperto senza paura”.
All’interno della Taverna azzurra, teatro dell’aggressione di giovedì, adesso c’è la bandiera multicolore di Arcigay.
fonte http://www.siciliainformazioni.com di Silvia Andretti
Poco prima delle 23 piazza Caracciolo, nel cuore del mercato storico del capoluogo siciliano, è stata invasa in segno di solidarietà per Fulvio Boatta, schiaffeggiato all’uscita dal bagno di una taverna perché gay.
“Mi sento confortato dal sostegno di tante persone. Questa è la dimostrazione che Palermo non è la città violenta che a volte si manifesta – dice Boatta – Palermo è la città delle 40 mila persone in piazza per il Pride, è la città delle persone che vogliono cambiarla”.
Il flash mob è cominciato con il suono improvviso di una sirena antiaereo. A tutti i partecipanti è stato chiesto di accovacciarsi come per proteggersi da un pericolo.
La voce narrante ha raccontato la storia di Fulvio e altre storie di ordinaria violenza. Poi, tutti in piedi al grido di “Palermo libera tutta!”.
“Non denunciare la violenza fisica che si subisce è la normalità – dice Fulvio – Questa mentalità deve essere cambiata. Siamo qui per questo ma anche per far sapere a tutte le vittime della violenza che non sono sole, che c’è una rete sociale e che devono denunciare, uscire allo scoperto senza paura”.
All’interno della Taverna azzurra, teatro dell’aggressione di giovedì, adesso c’è la bandiera multicolore di Arcigay.
fonte http://www.siciliainformazioni.com di Silvia Andretti
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sabato 16 giugno 2012
Lgbt: Associazioni gay contro l'omofobia a Roma il 22 giugno in Piazza Farnese
«Risponderemo da Piazza Farnese il 22 giugno con la manifestazione concerto che stiamo organizzando contro le aggressioni omofobe e per i diritti.Il vile pestaggio di Guido Allegrezza e le numerose denunce di aggressioni e insulti meritano una risposta collettiva della comunità gay e gay friendly oltre che di tutti, istituzioni e opinione pubblica».
È quanto si legge in una nota diffusa dal Coordinamento Arcobaleno che racchiude varie sigle (Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, Dì Gay Project, Gay Center e Gay Lib) che porterà in piazza anche numerosi artisti, musicisti e cantanti. Malika Ayane e Marco Guazzone terranno un concerto gratuito.
«In piazza ci sarà anche Guido Allegrezza, l`attivista aggredito all`Eur »Invito - afferma Allegrezza - tutte le associazioni e tutte le sigle ad essere presenti il 22 giugno per una manifestazione unitaria per i diritti e contro l`omofobia e ogni altra forma di violenza e intolleranza«.
Da Piazza Farnese »faremo appello alla politica perché ci sia una risposta - dicono gli esponenti del Coordinamento Arcobaleno - L'assenza di una legge anti omofobia, il vuoto di leggi sulle coppie costringe lesbiche, gay e trans in una condizione di debolezza di fronte ad attacchi omofobi.
È urgente che il clima politico cambi e abbandoni posizioni ideologiche ostili o d'indifferenza «.
La manifestazione ha il patrocinio di Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio.
fonte http://www.dazebaonews.it
venerdì 15 giugno 2012
Lgbt: Allarme omofobia a Roma e provincia ancora aggressioni, 5 in pochi giorni
Nuovi casi nella Capitale, ad Ardea e Velletri: le vittime sono una trans, due lesbiche e un attivista gayAncora tre aggressioni omofobe a Roma e provincia dopo i due casi dei giorni scorsi nella capitale, a Campo de' Fiori e alla Gay Street di San Giovanni.
Una transessuale e una coppia di ragazze lesbiche sono state aggredite rispettivamente adArdea e a Velletri.
A Roma, nel quartiere Eur, in una zona abitualmente frequentata da gay, Guido Allegrezza, noto attivista gay romano è stato vittima la notte scorsa di un'aggressione da parte di quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni.
Le aggressioni alla trans.
«La trans che ha sporto anche denuncia ai carabinieri di Ardea ha subito ripetute minacce, ingiurie, e danneggiamenti tra il 1° e il 4 giugno scorsi, si legge in un comunicato del portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo e del presidente di Arcigay Roma Roberto Stocco.
La prima aggressione è avvenuta sulla spiaggia libera di Ardea dove è stata avvicinata da un gruppo di quattro ragazzi che hanno iniziato a insultarla con frasi tipo "fai schifo, noi i travestiti li uccidiamo" e altri epiteti e che l'hanno minacciata con racchette di legno.
Nei giorni immediatamente successivi, poi, le è stata danneggiata l'auto, le hanno rotto un vetro e rovesciato sul tetto feci e banane».
Le due lesbiche aggredite a Velletri.
«L'aggressione ai danni di una coppia di ragazze lesbiche è avvenuta invece a Velletri - proseguono Marrazzo e Stocco - dove le due giovani donne sono state insultate mentre erano in un pub da alcuni ragazzi, inseguite e minacciate con calci e pugni sulla loro auto al grido di "sporche lesbiche".
Siamo di fronte ancora una volta a casi violenti. Quello che ci preoccupa è il ripetersi quasi quotidianamente di episodi di insulti e aggressioni.
E se si pensa che quelli denunciati sono solo una parte dei casi che accadono realmente c'è di che allarmarsi. Secondo i dati di Gay Help Line, solo due aggressioni su dieci vengono denunciate.
Per questo chiediamo a tutti di reagire e di partecipare numerosi alla manifestazione concerto di Piazza Farnese il 22 giugno.
Da quella piazza può venire una significativa risposta collettiva contro l'omofobia».
Attivista gay aggredito all'Eur.
«Guido Allegrezza, noto attivista gay romano è stato vittima di un'aggressione da parte di quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni la scorsa notte nel quartiere Eur in una zona abitualmente frequentata da gay.
Gli sono state scagliate contro pietre che gli hanno procurato ferite alla testa, frattura delle costole e varie contusioni con una prognosi di 30 giorni».
Lo denunciano, in una nota, il Coordinamento Arcobaleno, composto da Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, Dì Gay Project, Gay Center e Gay Lib.
L'aggressione - informano - è stata segnalata all'Oscad, l'osservatorio contro le discriminazioni della Polizia di Stato e dei Carabinieri.
«Allegrezza - si legge ancora nella nota - è impegnato in questi giorni nell'organizzazione della Settimana della Cultura Arcobaleno che culminerà il 22 con la manifestazione concerto a piazza Farnese. L'aggressione chiaramente omofoba si aggiunge a quelle denunciate in questi giorni e sta suscitando allarme e sconcerto in tutta la comunità gay romana.
Chiediamo pene esemplari per gli aggressori dopo gli episodi di questi giorni e ribadiamo la necessità di una legge contro l'omofobia: le istituzioni si facciano portatrici di questo messaggio al Parlamento.
Ad Allegrezza va tutta la nostra solidarietà e l'impegno affinché le manifestazioni in corso saranno ancor di più un momento per una reazione di tutti alla violenza omofoba».
fonte http://www.ilmessaggero.it/roma
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sabato 9 giugno 2012
Lgbt Chieti: in 30 aggrediscono i clienti dell'aperitivo gay
Alla serata inaugurale dell'aperitivo estivo della comunità lgbt di Chieti, 30 ragazzi con indosso maglie con svastiche, hanno aggredito i clienti:"Vi ammazziamo tutti, vergogna, siete contro natura".
L'inaugurazione dell'aperitivo lgbt alla Fontana di Chieti, il Leboss, un appuntamento nato lo scorso anno e diventato punto di riferimento della comunità lgbt abbruzzese, si è trasformato domenica scorsa in un'aggressione omofoba in piena regola.
"Li abbiamo visti subito - racconta Francesco a Gay.it -: un gruppo nutrito di ragazzi, appostati molto vicino al locale.
Avevano delle magliette esplicite, con svastiche. Erano ultrà del Chieti, forse reduci dalla partita del pomeriggio, una trentina circa".
Stando alle testimonianze, sono arrivati al culmine delle presenze nel locale e nella piazzetta antistante dove, essendoci musica, si erano radunati alcuni dei clienti della Fontana. Hanno atteso che qualcuno iniziasse ad andarsene per dare sfogo a tutta la loro violenza.
A farne le spese per prima, una coppia etero intenta a baciarsi sul bordo della fontana, ma che non si trovava lì per partecipare all'aperitivo. I presenti, però, indignati dall'accaduto sono intervenuti per fermare gli aggressori.
"Hanno iniziato ad offendere e a minacciare - continua Francesco - 'vi ammazziamo tutti' dicevano, 'vergogna, siete contro natura e dovete morire'. Quando altri clienti del locale sono intervenuti per difendere la coppia aggredita, loro hanno iniziato a prendersela con tutti".
E' a quel punto che, sempre stando alle tante testimonianze raccolte, sono iniziate a volare le pietre e le bottiglie rotte.
"Una mia amica è stata colpita alla caviglia con una bottiglia rotta - racconta ancora Francesco -. Qualcuno ha chiamato la polizia, due volte, ma è arrivata tardi e loro sono scappati appena hanno visto le macchine".
Nessuno, quindi, è stato preso o identificato.
Alla fine della serata, si sono contati cinque feriti.
Su Facebook, nella pagina dell'evento creato per invitare la gente all'inaugurazione dell'appuntamento, Stefano, uno degli organizzatori dell'aperitivo, riferisce che la polizia "avrebbe minimizzato l'accaduto addirittura dicendo 'C'era da aspettarselo, organizzando aperitivi gay in piazza'."
Dell'aggressione, ora si stanno occupando le associazioni lgbt locali, intenzionate a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine e della magistratura, tra cui Jonathan. Diritti in movimento, Arcigay Chieti, Arcigay Pescara, Arcilesbica Chieti e Arcilesbica Pescara.
Intervistato dal quotidiano locale altraparola.it l'avvocato Andrea cerrone ha riferito che uno degli aggressori avrebbe avuto una pistola nascosta sotto la maglietta.
"Un grave atto di omofobia - è stato il commento di Cerrone, un episodio intollerabile che attenta alla libertà e alla sicurezza delle persone.
Ho ricevuto incarico dalle associazioni affinché utilizzi ogni strumento che l'ordinamento ci mette a disposizione per punire i colpevoli".
"Arcigay Chieti presenterà un esposto alla Procura e alla Polizia per denunciare la cosa" fa sapere il presidente Claudio Minetti.
"E’ un fatto deplorevole - ha commentato il presidente di Arcigay Pescara Gianni Di Marco - condanniamo nel modo più assoluto questo gesto di violenza omofoba e esprimiamo solidarietà ai ragazzi aggrediti mentre stavano semplicemente bevendo qualcosa fuori da un locale".
fonte http://www.gay.it di Caterina Coppola
Lgbt: Coppia gay aggredita alla festa di Sel: “Episodio che non ti aspetti in quel contesto”
Il coordinatore di Gaycs Lgbt, racconta di un'aggressione subita da lui e dal suo compagno alla festa di Sel: "Smeriglio arrivato alle mani contro uno di noi. Accetto le sue scuse, per noi l'episodio è chiuso"
Adriano Bartolucci Proietti affida il primo racconto della serata di ieri alla fan page di Gaycs Lgbt in cui racconta che, proprio mentre si trovava alla festa di Sel, lui e il suo compagno sono stati protagonisti di quello che, ci dice, "è l'episodio che non ti aspetti, soprattutto in un contesto del genere".
IL FATTO
Ieri sera, Bartolucci Proietti e il compagno erano alla Festa di Sel a Caracalla e, mentre giravano tra gli stand, si sono fermati a guardare dei dvd, chiedendo se avessero dei "Dvd gay" a quel punto, il ragazzo addetto alla vendita gli ha risposto: "No gay frocio", quindi alla richiesta di ripetere quanto aveva detto il ragazzo ha taciuto.
In un attimo la situazione degenera e come racconta il coordinatore nazionale
"La cosa grave però è stata la reazione, prima di un signore che mi ha minacciato verbalmente chiedendomi di andarmene subito altrimenti mi avrebbe rovesciato una cesta di Dvd addosso e poi quella delle persone addette al servizio che hanno tentato di soffocare l'accaduto chiedendo di allontanarci e tentando di minimizzare quanto successo in modo infastidito.
Ancora più grave la reazione dell'assessore provinciale Smeriglio, che senza sapere nulla dell'accaduto, ha reagito violentemente arrivando alle mani contro uno di noi!
LA VITTIMA
Adriano Bartolucci Proietti spiega la sua posizione: "Per noi l'episodio si era chiuso quando ho visto che il ragazzo non mi rispondeva perché avevamo capito che si era reso conto di aver detto uno sproposito.
Quello che ci è sembrato incredibile è quanto avvenuto dopo, soprattutto visto il contesto in cui eravamo. Non ne faccio una questione politica, ma di rapporto civile tra cittadini".
Anche rispetto all'intervento di Smeriglio, sembra tutto assumere toni più sereni: "Episodio si chiude qui, le sue scuse sono accettate e quando ci sarà modo, con un incontro personale parleremo di questo fraintendimento.
Lui neanche sapeva il motivo della discussione, quindi l'omofobia non c'entra. Ci tengo a sottolineare che nessuno di noi o della nostra associazione ha avuto un atteggiamento polemico e che, per quel che mi riguarda, non c'è alcun problema con l'Assessore."
fonte http://www.romatoday.it/ di Flavia Grossi
lunedì 19 marzo 2012
Lgbt: Omofobia, la denuncia di 7 giovani a Varese “Picchiati e cacciati dal locale perché gay”
Il racconto: "Ci hanno insultato, pestato e allontanato dal locale". Arcigay: "Episodio che segna un limite insopportabile.
Serve subito una legge seria: nessuno ci può chiedere di attendere ancora"
Un’aggressione omofoba in una discoteca di Luino, in provincia di Varese.
Lo racconta l’Arcigay spiegando che sette ragazzi sono stati picchiati e cacciati dagli addetti alla security del locale solo perché identificati come omosessuali.
Tra le vittime dell’aggressione anche Marco Coppola, presidente provinciale di Arcigay Verbania e componente della segreteria nazionale dell’associazione.
“I ragazzi, secondo l’Arcigay, stavano ballando su un cubo tra di loro quando, identificati come omosessuali, sono stati costretti a scendere, insultati, brutalmente pestati e infine allontanati dal locale.
Su richiesta dei ragazzi sono intervenuti i carabinieri e al pronto soccorso dell’ospedale locale sono state prestate loro cure immediate”.
“Questo episodio, denuncia Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, segna davvero un limite insopportabile.
E’ tragicamente simbolico che uno dei massimi dirigenti nazionali di Arcigay sia stato vittima di questa spregevole aggressione omofoba.
A Coppola e agli altri ragazzi la mia solidarietà, carica di rabbia per la brutalità ingiustificabile e l’odio subito, e per una battaglia che si infrange sempre su un muro di scandaloso silenzio ideologico”.
“Dov’è la coscienza della politica in questo Paese? Dov’è il legislatore?
continua Patanè chiedendo l’immediato intervento delle istituzioni locali e nazionali e delle associazioni di categoria nei confronti del locale dove si è verificata l’aggressione, lanciamo una denuncia durissima nei confronti di un clima complessivo inasprito dalla crisi economica e sociale e che esige risposte definitive a livello normativo”.
“Paola Concia, deputata Pd da noi immediatamente allertata, annuncia Patanè rivolgerà, su nostra richiesta, un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti”.
Inoltre “ci apprestiamo a denunciare quanto accaduto all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni (Unar) e all’Osservatorio contro le discriminazioni delle forze dell’ordine (Oscad).
Nessuna libertà è autentica per le persone gay, lesbiche e transessuali, se dobbiamo vivere con la paura di mostrarci com’è diritto di tutti. E’ necessaria una buona legge contro l’omofobia subito: nessuno ci può chiedere di attendere ancora”.
fonte http://www.ilfattoquotidiano.it
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