Il portiere del Manchester United è tornato sul delicato argomento dell'omosessualità nel mondo del calcio: "Tifosi intolleranti, non si rendono conto che la società è evoluta".
Il portiere del Manchester United Anders Lindegaard è tornato a parlare del delicato argomento dell'omosessualità nel mondo del calcio. Secondo l'estremo difensore dei 'Red Devils', la categoria degli omosessuali avrebbe bisogno di un eroe, un portavoce che possa difendere la categoria.
Direttamente nel proprio blog, il 28enne calciatore danese ha espresso il suo pensiero: "Gli omosessuali hanno bisogno di un eroe, di qualcuno che difenda la propria sessualità, perché nel calcio è un argomento tabù e sugli spalti l’atmosfera è difficile".
Ma il clima che si respira sulle tribune è spesso ostile e razzista: "Non credo che ci possano essere problemi per i calciatori nell’accettare un compagno di squadra omossessuale, il problema è che i tifosi sono intolleranti e non si rendono conto che la società moderna si è evoluta".
Lindegaard si fa portavoce della questione e difende a spada tratta la categoria: "Chiudere un occhio indica che non si vuole riconoscere il problema, molti giovani atleti lasciano lo sport perché si sentono esclusi, è una tendenza spiacevole che non può appartenere ad una società moderna e liberale".
fonte http://www.goal.com/ foto Getty Images
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venerdì 30 novembre 2012
mercoledì 28 novembre 2012
Lgbt Calcio: Pablo Daniel Osvaldo "Giocatori gay? Persone libere prima che calciatori"
L'attaccante fra attualità e calcio in un'intervista rilasciata al magazine GQ, domani in edicola: "Ogni tanto vorrei essere una persona qualsiasi, andare in piazza..."
Pablo Daniel Osvaldo racconta le sue sensazioni senza nascondersi in una lunga intervista rilasciata al magazine GQ.
Una nuova occasione per esprimere sé stesso, ma non solo sul rettangolo di gioco.
Una persona aperta, dinamica e pronta al confronto, questo traspare dalle sue dichiarazioni che spaziano dal calcio giocato ai temi dell'attualità: "Cerco di essere sempre me stesso, nel mondo in cui lavoro e' difficile. Viviamo in un'anormalità oggettiva".
Un ambiente dorato, che l'attaccante descrive paragonando le esperienze vissute in Spagna ed Italia: "Ogni tanto vorrei essere una persona qualsiasi - spiega -, andare in una piazza. In Italia e' impossibile mentre a Barcellona lo facevo, andavo in Placa de Catalunya con un mio amico, lui faceva ritratti ai passanti, io suonavo la chitarra. Non mi riconoscevano, era bello perché è affascinante la semplicità. Oggi non c'e' mai una via di mezzo, un giorno sei da scudetto e quello dopo da rogo. La mancanza di equilibrio mi fa infuriare, però non posso farci niente e non ho voglia di fare niente".
Sulla stessa linea, la considerazione sui tifosi: "Io perdo una palla e tu mi vomiti addosso il tuo odio? - si chiede l'italoargentino -, non e' normale. E quindi se il tifoso sbaglia al lavoro posso andare a picchiarlo, gettargli una banana o dirgli che sua madre e' una poco di buono? Bella logica".
Opinioni senza giri di parole che toccano anche i temi più scottanti del momento: dagli omosessuali nel calcio al calcioscommesse.
"La nostra società non e' l'Alabama del '50 - argomenta -, ma sul tema siamo indietro. Un compagno gay in squadra? Non mi cambierebbe proprio niente. Sono persone libere, prima che calciatori".
Dalle conclusioni di potenza sul campo, alle risposte inequivocabili dell'intervista: un filo conduttore che evidenzia il carattere del calciatore, diretto e concreto.
Sulle scommesse, tema sempre al centro dei dibattiti, Osvaldo non usa mezzi termini: "Ciò che succede nello spogliatoio deve restare lì. Io non faccio il delatore, ma non mi volto. In silenzio, lo ammazzo di botte".
fonte http://www.rsnews.it/ di Valentina Ughi
Pablo Daniel Osvaldo racconta le sue sensazioni senza nascondersi in una lunga intervista rilasciata al magazine GQ.
Una nuova occasione per esprimere sé stesso, ma non solo sul rettangolo di gioco.
Una persona aperta, dinamica e pronta al confronto, questo traspare dalle sue dichiarazioni che spaziano dal calcio giocato ai temi dell'attualità: "Cerco di essere sempre me stesso, nel mondo in cui lavoro e' difficile. Viviamo in un'anormalità oggettiva".
Un ambiente dorato, che l'attaccante descrive paragonando le esperienze vissute in Spagna ed Italia: "Ogni tanto vorrei essere una persona qualsiasi - spiega -, andare in una piazza. In Italia e' impossibile mentre a Barcellona lo facevo, andavo in Placa de Catalunya con un mio amico, lui faceva ritratti ai passanti, io suonavo la chitarra. Non mi riconoscevano, era bello perché è affascinante la semplicità. Oggi non c'e' mai una via di mezzo, un giorno sei da scudetto e quello dopo da rogo. La mancanza di equilibrio mi fa infuriare, però non posso farci niente e non ho voglia di fare niente".
Sulla stessa linea, la considerazione sui tifosi: "Io perdo una palla e tu mi vomiti addosso il tuo odio? - si chiede l'italoargentino -, non e' normale. E quindi se il tifoso sbaglia al lavoro posso andare a picchiarlo, gettargli una banana o dirgli che sua madre e' una poco di buono? Bella logica".
Opinioni senza giri di parole che toccano anche i temi più scottanti del momento: dagli omosessuali nel calcio al calcioscommesse.
"La nostra società non e' l'Alabama del '50 - argomenta -, ma sul tema siamo indietro. Un compagno gay in squadra? Non mi cambierebbe proprio niente. Sono persone libere, prima che calciatori".
Dalle conclusioni di potenza sul campo, alle risposte inequivocabili dell'intervista: un filo conduttore che evidenzia il carattere del calciatore, diretto e concreto.
Sulle scommesse, tema sempre al centro dei dibattiti, Osvaldo non usa mezzi termini: "Ciò che succede nello spogliatoio deve restare lì. Io non faccio il delatore, ma non mi volto. In silenzio, lo ammazzo di botte".
fonte http://www.rsnews.it/ di Valentina Ughi
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martedì 18 settembre 2012
Lgbt Germania: Si discute sulla questione calciatori omosessuali in Bundesliga, la Merkel invita all'outing: "Fatelo, non abbiate paura. Non c'è nulla da temere"
La cancelliera tedesca ha commentato l'outing (ma comunque anonimo) di un giocatore della Bundesliga: "Possiamo dare un segnale forte". D'accordo anche il Bayern.
Dichiarazioni che hanno riportato il tema dell'omossesualità nel calcio al centro dell'attenzione.
Arrivano le prime risposte politiche al quasi-outing di un giocatore della Bundesliga che ha dichiarato alla stampa teutonica di essere gay. Rimanendo anonimo.
"Tutticoloro che si assumono il rischio e che hanno il coraggio fi fare outing devono sapere che vivono in un paese dove non c'è nulla da temere. E' il mio messaggio politico" puntualizza la cancelliera tedesca Angela Merkel interrogata a riguardo.
La donna più potente del mondo sicura, gli omosessuali escano allo scoperto: "Possiamo dare un segnale forte: non abbiate paura". Dibattito aperto in Germania come in Europa, in Italia tornano alla mente le dichiarazioni di Cassano e Marchisio durante Euro 2012.
Sulla questione si è pronunciato anche Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco: "Sono convinto che per vedere un giocatore fare 'outing' è solo questione di tempo. Prima o poi succederà. Tutti i club farebbero bene a prepararsi per dare una risposta positiva".
fonte http://www.goal.com, foto AFP Uli Hoeneß & Angela Merkel
Dichiarazioni che hanno riportato il tema dell'omossesualità nel calcio al centro dell'attenzione.
Arrivano le prime risposte politiche al quasi-outing di un giocatore della Bundesliga che ha dichiarato alla stampa teutonica di essere gay. Rimanendo anonimo.
"Tutticoloro che si assumono il rischio e che hanno il coraggio fi fare outing devono sapere che vivono in un paese dove non c'è nulla da temere. E' il mio messaggio politico" puntualizza la cancelliera tedesca Angela Merkel interrogata a riguardo.
La donna più potente del mondo sicura, gli omosessuali escano allo scoperto: "Possiamo dare un segnale forte: non abbiate paura". Dibattito aperto in Germania come in Europa, in Italia tornano alla mente le dichiarazioni di Cassano e Marchisio durante Euro 2012.
Sulla questione si è pronunciato anche Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco: "Sono convinto che per vedere un giocatore fare 'outing' è solo questione di tempo. Prima o poi succederà. Tutti i club farebbero bene a prepararsi per dare una risposta positiva".
fonte http://www.goal.com, foto AFP Uli Hoeneß & Angela Merkel
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