martedì 17 maggio 2011

Lgbt: Prima marcia per i diritti gay a Cuba, alla guida la figlia di Castro


La ventata di maggiore libertà e tutela che spira da tempo sull’America Latina sta investendo anche Cuba, che in questi ultimi anni sta facendo passi in avanti verso l’integrazione e il rispetto della comunità lgbt locale, da sempre vittima dell’omofobia e del machismo radicato nella cultura del popolo dell’isola caraibica.

Sabato scorso, 14 maggio, circa 400 omosessuali hanno sfilato per le vie centrali dell’Avana nel corso di una marcia organizzata da Mariela Castro, figlia del presidente Raul Castro e responsabile del Centro Nazionale di Educazione Sessuale.

Non si è trattato di un corteo politico, dato che i manifestanti hanno dichiarato di sostenere il regime comunista, ma di una vera e propria rivendicazione di diritti, primo fra tutti quello alla sicurezza: ”Dobbiamo porre fine a tutte le discriminazioni e l’omofobia.

Il socialismo rappresenta l’emancipazione per gli esseri umani”, ha affermato la 49enne Castro, da sempre impegnata nel campo dei diritti rainbow.

Da circa tre anni è fermo in Parlamento un disegno di riforma del Codice di Famiglia, che mira a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso come è accaduto a Città del Messico e in Argentina.

Prima che ciò avvenga, dice la figlia del presidente, che è anche una sessuologa di fama mondiale, bisogna estirpare quella cultura omofobica che ancora oggi contraddistingue buona parte del partito castrista e della società caraibica in generale.
fonte http://gaymagazine.it, Scritto da ANDREA CAMMARATA

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