mercoledì 6 luglio 2011

Lgbt Thailandia: Le trans al voto derise e offese


In Thailandia le associazioni di transessuali denunciano l’imbarazzo degli ufficiali quando dalla cartà di identità scoprono la trasformazione del corpo

“Gli ufficiali ai seggi non devono ridere di noi”. I transessuali della Thailandia chiedono di non essere presi in giro, nel momento del voto, dai rappresentanti delle autorità impiegati a vigilare e organizzare la tornata elettorale.

OFFESE
Le associazioni trans ribadiscono ufficialmente il desiderio di non essere irrisi a causa del loro cambiamento di immagine e dalla confusione che si potrebbe generare sul loro sesso. Spesso, infatti, gli ufficiali manifestano imbarazzo quando la foto sulla cartà di identità di un elettore, in Thailandia rinnovabile ogni sette anni, mostra il volto di una donna e il documento indica l’appartenenza al sesso maschile, oppure quando sulla tessera compare l’immagine di un ragazzo che in realtà appare come una donna. Le trans si sentono offese da simili comportamenti.

DISAPPUNTO DELLE ASSOCIAZIONI TRANS
“Nel caso di qualsiasi problema circa l’accertamento dell’identità dell’elettore, i funzionari sanno bene di doversi comportare in maniera educata, fare del loro meglio e astenersi dal ridere”, ha sottolineato il segretario della Commissione Elettorale, Suthipol Thaweechaikarn. Che ha poi affermato come i possessori della tessera che hanno subito interventi chirurgici o lifting rilevanti dovrebbero munirsi di più documenti con foto capaci di dimostrare facilmente le varie fasi del cambiamento. Trangender e transessuali in Thailandia sono accettati più facilmente che in altri paesi.

Se ne incontrano molti nei negozi di cosmetica, di sanitari e nei bar di Bangkok. Ma chiedono ora maggiora attenzione alle loro prerogative. Yollada Suanyoc, presidente di una associazione di transessuali che vanta ben 2.500 iscritti, denuncia i ritardi del governo nel riconoscere il suo gruppo, nell’accettare le richieste della comunità, nell’ascoltare i loro problemi.
fonte www.giornalettismo.com, di Donato De Sena

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