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mercoledì 15 dicembre 2021

Teatro: Roberto Bolle, 'La danza è vittima di scempio, bisogna cambiare'.

 
Roberto Bolle ascoltato alla Camera per l'indagine sulle fondazioni liriche
ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
 L'etoile alla Camera: 'Il mio è un grido di dolore'. Franceschini: 'Ha ragione, basta tagli'

 Basta con lo scempio della danza", basta con i tagli dettati dall'ignoranza, con le risorse negate, i danzatori costretti a lasciare un Paese senza più sbocchi.

 Basta con un'Italia che "calpesta e dimentica il suo grande passato", con le eccellenze maltrattate.

 Arriva dalla sala del Mappamondo di Montecitorio il grido di dolore di Roberto Bolle per il balletto che muore tra l'indifferenza e l'ignoranza di politici e organizzatori. Un j'accuse durissimo che sembra impietrire i deputati della commissione cultura, tutti lì ad ascoltarlo nell'ultima tappa di un'indagine sui teatri lirici italiani. E che alla fine applaudono, sono tutti con lui, abbracciano l'invito a rilanciare un settore troppo a lungo mortificato e reietto, "la Cenerentola delle arti", va giù duro il danzatore, "con Opera lirica e musica sinfonica nel ruolo delle sorelle privilegiate, cui sono riservate le attenzioni e le cure delle Fondazioni". 

Eleganza minimal e tono sempre pacato a dispetto degli occhi che ne tradiscono la passione, Bolle che per entrare nel tempio della politica ha lasciato le prove di "Danza con me", lo show in onda da 5 anni su Rai 1 il primo dell'anno, disegna una realtà di abbandono che fa paura. 

Una situazione "sempre più difficile e arida - dice - fatta di compagnie teatrali sempre più scarne, di corpi di ballo che vengono chiusi, di assoluta mancanza di protezione per la categoria artistica, di ballerini che devono lasciare il proprio Paese per vivere della loro passione e cercare di realizzare i propri sogni". Delle 14 Fondazioni liriche italiane, solo 4 hanno mantenuto un loro balletto, "un depauperamento di cui ci si può solo vergognare", ripete citando quelli che resistono, l'eccellenza de La Scala, certo, e poi l'Opera di Roma, che tra cause e ricorsi ha mantenuto 60 ballerini. 

Due situazioni particolari, alle quali si aggiungono i casi molto meno felici del San Carlo di Napoli e del Massimo di Palermo definiti "in fin di vita", 15 ballerini il primo, 10 di cui 5 in part time il secondo. Una situazione, quella italiana, frutto di tagli sanguinosi, e non sempre dovuta ad una reale mancanza di soldi. Non è l'insostenibilità ma l'ignoranza, sostiene Bolle, il vero nemico del balletto in Italia, "scarsa conoscenza del settore e mancanza di visione di chi ne era responsabile sia a livello governativo che di gestione dei teatri". 

Dito puntato sulla politica, quindi, ma anche sui sovrintendenti, che troppo spesso ne capiscono di musica e non di danza. Il paradosso è un Paese che invece vede fiorire le scuole: in Italia ce ne sono 1.700, conta Bolle, per un totale di 1 milione e 400 ragazzini che vorrebbero danzare, molti di più persino di quelli iscritti alle scuole di calcio, che non superano il milione. 

Senza contare il successo dei talent e i grandi ascolti degli show in tv : "anch'io nel mio piccolo cerco di fare il possibile", minimizza la star, "ma l'interesse per la danza non manca in Italia, il problema semmai è che non c'è il lavoro, le compagnie hanno pochissimi posti, chi si ostina a seguire la sua passione è costretto a partire". 

Cita il caso "vergognoso" dell'Arena di Verona, che nel 2017 ha licenziato tutto il suo corpo di ballo, salvo poi richiamarlo da precario in produzioni tutte esternalizzate. Poi il Maggio a Firenze, che pure ha investito su un nuovo grande teatro, ma non ha più il balletto. Tant'è, è proprio da questi due teatri dove "le ferite sono più recenti" che si dovrebbe ripartire, incalza l'étoile dei due mondi - come l'hanno più volte chiamato - dalla restituzione di un corpo di ballo all'Arena di Verona e al Maggio

Non finisce qui, le richieste sono tante, si va da criteri più equi per la ripartizione delle risorse del Fus ad un Fondo apposito per la salvaguardia dei danzatori, incentivi ai teatri che investono sulla danza e tagli a quelli che invece esternalizzano. Un investimento dovuto, si appassiona Bolle, perché la danza è patrimonio culturale, eccellenza, identità, ma ha anche un'importanza economica e sociale, un grande impatto sui ragazzi. "E' davvero il momento", sorride il maestro ai politici, che poi lo sommergono di applausi e domande. "Bolle ha ragione", commenta in serata il ministro della cultura Franceschini. "In passato troppi tagli". E chissà che davvero stavolta, qualcosa si possa cambiare.

fonte: di Silvia Lambertucci www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

martedì 24 marzo 2020

Il Teatro San Carlo lancia l’hashtag #stageathome. La programmazione degli spettacoli online

Il Teatro di San Carlo lancia l’hashtag #stageathome e porta il palcoscenico nelle case di tutti. Il teatro resta aperto al pubblico, ma solo virtualmente per diffondere la musica e l’arte, intrattenendo gli spettatori e regalando momenti di allegria e spensieratezza, specialmente in questi giorni particolari.

Tramite i canali social del Teatro come Facebook, Twitter e Instagram, sarà possibile, stando comodamente seduti sul divano, fare un tour virtuale del Teatro, leggere gli approfondimenti storici, rivedere, tramite i link condivisi, gli spettacoli andati in scena nel corso delle ultime Stagioni e disponibili anche su piattaforme di libera condivisione come Rai Play, Youtube, Opera Vision. Saranno disponibili anche contenuti speciali come backstage, interviste e curiosità.

La trasmissione degli spettacoli inoltre avverrà sempre alle ore 20:00.
Ecco il programma:
Marzo:
16 marzo – OPERA Cavalleria Rusticana – di P. Mascagni
18 marzo – BALLETTO Il lago dei cigni – di P. I. Tchaikovsky
21 marzo – BALLETTO Cenerentola – di S. Prokofiev
23 marzo – OPERA Otello – di G. Rossini
25 marzo – BALLETTO Lo schiaccianoci – di P. I. Tchaikovsky
28 marzo – OPERA Ermione – di G. Rossini
30 marzo – CONCERTO Zilberkant / Laca

Aprile:
01 aprile – OPERA Manon Lescaut – di G. Puccini
04 aprile – OPERA Carmen – di G. Bizet
06 aprile – BALLETTO Pulcinella – di I. Stravinsky
08 aprile – BALLETTO La Dame aux Camélias – di C. Davis

Inoltre, prosegue anche il progetto Scuola InCanto, che a partire dal 14 marzo (sul sito di EuropaInCanto e le relative pagine Facebook e Twitter) grazie ad appuntamenti giornalieri di didattica on line, porterà avanti il percorso di studi su L’elisir d’amore rivolto a bambini, ragazzi e docenti, tramite contenuti divertenti e interattivi.

Come afferma la sovrintendente Rosanna Purchia: “In questi tempi difficili il Teatro di San Carlo sente ancora di più la necessità di rafforzare la propria mission civile regalando, per quanto possibile, un attimo di spensieratezza, bellezza, arte, risvegliando in ciascuno, grazie a quei valori che costituiscono l’identità del nostro Paese, quel forte senso di comunità necessario a superare questo momento di difficoltà. La nostra attività di Spettacolo dal vivo è un’attività collettiva fatta con l’uomo e per l’uomo. Per questo siamo aperti virtualmente solo in maniera temporanea, ma torneremo presto perchè fino a quando il San Carlo suonerà dentro e fuori le proprie mura ci sarà speranza per Napoli e per il mondo”.
fonte:  Da    www.vesuviolive.it