Ma dietro all'immagine patinata della star, si nasconde una donna in lotta con i fantasmi del passato (un'infanzia vagabonda in balia di genitori inadeguati, una madre alcolizzata, la violenza subita da ragazzina) e del presente (la dipendenza prima dalla droga e poi dall'alcool, il rapporto complicato con il proprio corpo).
Oggi una delle star più amate di Hollywood ha deciso di affrontarli uno per uno in un racconto onesto e senza censure: quello di una vita da romanzo, segnata da grandi successi e profondissimi baratri. La vicenda di una donna che ha imparato faticosamente ad accettare le proprie debolezze per diventare finalmente padrona della propria storia. Che in un certo senso appartiene anche a ciascuno di noi: perché "tutti noi soffriamo, tutti noi trionfiamo e tutti noi possiamo scegliere che valore dare sia alle vittorie sia alle sconfitte".
Demi Moore, nome d'arte di Demetria Gene Guynes, attrice statunitense. Infanzia e adolescenza turbolente, prima della liberazione da droga e alcol, lanciata dal successo internazionale Ghost - Fantasma (1990) di J. Zucker e da una serie di servizi fotografici per riviste maschili, diviene un'icona sexy degli anni '90. Interprete di non eccelse capacità attoriali, sposata dal 1987 al 2000 con l'attore B. Willis, sceglie con furbizia ruoli che esaltano la sua bellezza: da Proposta indecente (1993) di A. Lyne, in cui è una moglie innamorata ma pronta all'avventura extraconiugale attratta dall'odore dei soldi, a Rivelazioni (1994, dal romanzo di M. Crichton) di B. Levinson, film in cui, grazie alla sua interpretazione nel ruolo di una capoufficio senza scrupoli, si rovesciano i canoni narrativi delle molestie sessuali nel mondo del lavoro. Nel 1996 suscitano un grande battage pubblicitario le sue svestizioni in Striptease, mediocre film di A. Bergman, e nel 2000 è in Passion of Mind di A. Berliner. In Bobby (2006) di E. Estevez risalta la sua interpretazione di una cantante alcolizzata.
fonte: www.lafeltrinelli.it

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