lunedì 4 maggio 2026

Film: Amanda Lear e Carmen Russo ne ‘La sobrietà’. Due volti iconici degli anni '80 nel lavoro grottesco di Carlo Fenizi, che vede coinvolti anche Antonia San Juan, Michele Venitucci, Eva Basteiro-Bertolí e Francesco Zenzola

La sobrietà è il nuovo lavoro di Carlo Fenizi, regista, sceneggiatore e docente, con un film corale e visionario che mescola commedia nera, mockumentary e atmosfere grottesche. Prodotto e distribuito da Tejo s.r.l.s., realtà indipendente fondata dallo stesso Fenizi insieme a Raffaele Notaro, il film esce su Prime Video il 27 aprile.

Nel cast Michele Venitucci, Eva Basteiro-Bertolí e Francesco Zenzola, affiancati da un gruppo eterogeneo di interpreti e da tre presenze di forte richiamo: Amanda Lear, Carmen Russo e Antonia San Juan. Al centro della storia c’è Rodrigo, regista visionario reduce da una delusione professionale, che incontra Kimba, enigmatica e controversa actor coach. Figura carismatica e manipolatoria, Kimba ha sviluppato un metodo tutto suo con cui dirige un gruppo di attrici disposte a tutto pur di affermarsi nel mondo del cinema.

Quando Rodrigo viene coinvolto per filmare le sue lezioni, decide, insieme allo sceneggiatore Cornelio, di trasformare quell’esperienza in un documentario con l’obiettivo di far emergere la verità sul “Metodo Kimba”. Tra testimonianze, ricostruzioni e materiali eterogenei, la narrazione si sviluppa in un intreccio di piani temporali e punti di vista, coinvolgendo una galleria di personaggi che comprende ex attrici, influencer, produttori e figure ai limiti del surreale. Con l’avvicinarsi di uno scandalo e di una possibile rivolta interna, la vicenda assume progressivamente toni più oscuri, mettendo in discussione il confine tra realtà e finzione.

Tra i volti più noti del film, Amanda Lear interpreta Suor Maria Loreta, madre superiora e guida spirituale legata alla figura di Kimba. Artista poliedrica tra musica, televisione e arti visive, Lear porta sullo schermo un personaggio che si inserisce nel mosaico narrativo con un’aura enigmatica. Carmen Russo è invece Italia Martinelli, produttrice potente e spietata, figura chiave nel passato del protagonista Rodrigo. Icona dello spettacolo tra cinema e televisione, Russo segna con questo ruolo il suo ritorno sul grande schermo.

Accanto a loro, Antonia San Juan veste i panni di Corazón Aguilar, ex attrice misteriosa, mentre Eva Basteiro-Bertolí è la protagonista Kimba, fulcro dell’intero sistema narrativo. “La sobrietà di sobrio non ha nulla – dichiara Fenizi – è un film metacinematografico che nasce dall’esigenza di raccontare in modo iperbolico alcune dinamiche del mondo del cinema che ho osservato e vissuto in prima persona”. Il regista sottolinea come il progetto sia evoluto da una struttura inizialmente più tradizionale verso una forma più libera e frammentata: “La narrazione ha preso una piega indomita che ha virato verso l’impostazione del mockumentary. Da una parte è una storia sulla manipolazione e la fragilità, dall’altra esplora il rapporto tra finto realismo e fantasia”.

“Il titolo contraddice completamente ciò che si vede – aggiunge – il mio gusto si muove verso l’insolito e il grottesco, che considero una delle espressioni più autentiche dell’essere umano”. Il film si configura come un’opera corale, costruita su una forte frammentazione narrativa e su un’estetica dichiaratamente artificiale, che rifiuta il naturalismo per privilegiare un linguaggio espressivo più libero. “La sobrietà è un film molto personale, una dichiarazione d’intenti “, conclude Fenizi, evidenziando la natura indipendente del progetto, realizzato grazie alla collaborazione e al coinvolgimento diretto di tutti i partecipanti.

La colonna sonora riflette la varietà stilistica del film, con contributi della stessa Eva Basteiro-Bertolí, dell’artista brasiliana Bartira, del musicista Gianluca Bergomi e del gruppo Terranima, in un mix che spazia tra elettronica, sperimentazione e musica popolare. Nei titoli di coda, una frase sintetizza il senso del progetto: “La sobrietà è un film realizzato grazie alla volontà, la passione, la fiducia, la disponibilità e l’amicizia di tutti coloro che vi hanno partecipato”.

Un’affermazione che richiama la natura indipendente dell’opera e il percorso produttivo che ne ha accompagnato la realizzazione.

fonte: articolo di  Andrea Guglielmino    https://cinecittanews.it 

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