giovedì 15 novembre 2012

Lgbt: Kuwait, la moralità colpisce ancora: arrestate altre due donne trans

Il Kuwait va avanti con le sue campagne "morali" contro la comunità LGBT, e in particolare contro le trans, con almeno tredici donne in carcere in questo momento.

Due donne transgender sono state arrestate proprio questo fine settimana. Ma sono soltanto gli ultimi casi di una continua campagna di 'moralità' che sta costringendo dietro le sbarre - in poco più di due mesi - almeno 13 persone.

Sabato (10 novembre) gli agenti di polizia hanno arrestato una donna e la sua campagna per aver presumibilmente preso parte a una rissa e aver aggredito una famiglia 'molto conosciuta' della zona nel loro appartamento di Salmiya, a Kuwait City.
La polizia ha arrestato le due donne, e secondo fonti della sicurezza, la transgender sarà condannata con l’accusa di "imitazione del sesso opposto".

Entrambe sono state trasferite per indagini di routine e restano a disposizione del CID (Criminal Investigation Department).
Il giorno prima, gli agenti di polizia avevano cercato di sedare una discussione tra due automobilisti che avevano causato un ingorgo di fronte ad un ristorante di Salmiya.

Uno dei conducenti è riuscito a fuggire, mentre la transgender che guidava l'altra vettura è stata fermata dalla polizia perché sulla sua carta d'identità risultava come uomo, secondo l'Arab Times.
Anche lei è stata arrestata e deferita al Criminal investigations department (CID), per portare avanti un’azione legale nei suoi confronti.

Lo scorso mese sono state sei le persone finite in prigione, per un totale di 13 detenute in attesa di processo. Gli arresti sono parte di una campagna di 'moralità' contro lesbiche, omosessuali e bisessuali.

La situazione per le persone della comunità LGBT, e in particolare per i transgender è andata progressivamente deteriorandosi dal 2007, con un picco di arresti in quest'ultimo anno.

Il 10 dicembre del 2007, il Parlamento del Kuwait approvava infatti una legge proposta dai deputati islamici per modificare l'articolo 198 del codice penale affinché chiunque 'imiti l'aspetto di un membro del sesso opposto potrebbe essere incarcerato per un massimo di un anno o una multa fino a 1.000 dinari ($ 3.500 o € 2.800).

Questa normativa è la causa sostanziale di persecuzione delle persone transgender in Kuwait, duramente criticata in un rapporto Human Right Watch Rights pubblicato il 15 gennaio di quest'anno per gli arresti, le torture e gli abusi subiti dalle persone transgender.
Secondo un’attivista intervistato dal Gay Star News "questa è una legge incostituzionale perché permette alla polizia o a chiunque di violare i diritti personali e le libertà garantiti dalla nostra Costituzione".

Ma la caccia al diverso ha una spiegazione politica: nell'ultimo mese il Kuwait ha sperimentato diversi disordini politici, dopo che l'Emiro ha sciolto il Parlamento, dominato dal blocco islamico Azione Popolare e ordinato l'arresto di alcuni suoi leader.

L'Emiro ha poi convocato nuove elezioni, che avranno luogo il 1 ° dicembre con delle nuove regole elettorali che sono state ampiamente criticate e contro le quali l'opposizione islamista protesta.

Nella lotta tra il governo controllato dalla famiglia reale al-Sabah e l'opposizione di matrice islamista, la moralità e spesso il collettivo LGBT sono usati come capri espiatori da entrambe le parti.

Commentando la notizia, Omar Kuddus, un avvocato musulmano gay e attivista per i diritti del collettivo LGBT nel Regno Unito, ha affermato: "Di quanti altri arresti di persone transgender ha bisogno la comunità internazionale per esercitare pressioni sul Kuwait affinché rispetti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo?"
FONTE http://www.osservatorioiraq.it traduzione a cura di Rino Finamore

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