martedì 23 ottobre 2012

Lgbt: “Siamo trans, non malati” Maxwell Zachs, 25 enne nato donna ed oggi uomo ha lanciato il suo lamento sul web ritenendo l'atteggiamento dell'Oms a dir poco discriminatorio

L’Abc News ci parla dell’appello vodeo di Maxwell Zachs il quale ha deciso d’impegnarsi in prima persona per combattere l’idea secondo la quale la transessualità non è altro che una malattia mentale.

LA STORIA
Il 25enne è nato donna ma nel 2009, all’età di 22 anni, è diventato un ragazzo grazie alla somministrazione di testosterone. Il colpo finale è avvenuto nel 2010 quando si è sottoposto ad un intervento di doppia mastectomia in Thailandia.

Nel suo appello il giovane ha spiegato di essere in perfetta salute anche se transessuale ed ha anche organizzato un’apposita petizione, già firmata da 42 mila persone, chiedendo all’organizzazione mondiale per la sanità di eliminare dall’elenco delle malattie mentali registrate il “transessualesimo” in quanto l’esistenza stessa di tale malattia porta ad una discriminazione inaccettabile.

NON E’ UNA MALATTIA
“Il sesso non è una malattia, ma solo una parte di ciò che sono, come ad esempio essere ebreo o vegetariano o forse fin troppo ciarliero”.
L’Oms puo’ contare su cinque classificazioni relative al disordine di genere in adulti e bambini, tra cui il “transessualesimo”.

Secondo l’autorità internazionale tale tipologia rappresenta “il desidero di vivere e di essere accettati come membri del sesso opposto, spesso accompagnato dal desiderio di rendere il proprio corpo il più simile possibile al sesso desiderato.

SONO SANO
La scelta di operarsi, di accettare trattamenti ormonali e la prova conclamata dell’esistenza per almeno due anni del disturbo, non associato a sua volta da altre complicazioni mentali, fanno il resto.

Per quanto Maxwell si ritenga “sano”, secondo le autorità questo comportamento denota una malattia. Tuttavia è necessario ricordare che la prossima revisione delle malattie riconosciute come tali avverrà nel 2015 e probabilmente per allora Maxwell non sarà più ritenuto malato.

VERSO UNA SOLUZIONE?
Per Maxwell, studente di cultura ebraica in Svezia, la soluzione sarebbe quella di equiparare la sua condizione a quella degli omosessuali, i quali non sono più giudicati come malati fin dal 1990.

L’Oms dal canto suo si è dimostrata aperta nel trovare una soluzione, demandando l’analisi finale al gruppo di studiosi che dovrà occuparsi nel 2015 a cambiare la classificazione delle malattie.

Detto questo bisognerà mettere d’accordo i delegati alla ricerca di una soluzione che accontenti tutti. Aspettiamo il 2015, intanto accogliamo con favore le voci come quella di Maxwell. L’importante è parlarne.
fonte http://www.giornalettismo.com/ di Maghdi Abo Abia, Photocredit Youtube

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