giovedì 31 dicembre 2009

Capodanno 2010 AUGURI...


Un'altro Anno sta per finire....e non vorrei ricordare oggi..quante cose brutte accadute nel 2009 in Italia e nel Mondo, questo vecchio Anno porta via con se....
Auguriamoci sempre che l'Anno che verrà sia migliore, sotto tanti profili, dal rispetto umano verso i differenti generi, il rispetto verso chi si ama, il rispetto per la nostra martoriata Terra, ma principalmente nei rapporti umani piu' sincerità e piu' lealta' cose ormai desuete, ma che fanno poi la qualità di un rapporto...di qualunque tipo esso sia.... Auguro a tutti i miei amici reali, e i virtuali del mio neonato blog... un Anno ricco di Serenita' e di cose belle e poter sorridere spesso piuttosto che spesso piangere...e di poter ognuno di voi realizzare almeno uno dei sogni che ancora avete chiuso nel cassetto...con affetto profondo...BUON FINE ANNO!!! Lisa

mercoledì 30 dicembre 2009

Torino Film Festival 2009


Torino Film Festival 2009: vince La bocca del lupo storia di un amore fra un carcerato e una transessuale
La ventisettesima edizione del Torino Film Festival ha premiato La bocca del lupo di Pietro Marcello come miglior film. Il film narra la storia di Enzo, emigrato siciliano, che fa ritorno a Genova dopo quattordici anni passati in carcere. Proprio nel carcere ha conosciuto e si è innamorato di Mary, una transessuale detenuta per questioni di droga. Enzo e Mary sono accomunati sia dall’amore che provano l’uno per l’altra che dal sogno di una casa in campagna in cui trascorrere una vita tranquilla. Uscita dal carcere Mary aspetta pazientemente la liberazione del proprio compagno per poter trascorrere insieme il resto della vita.
Pietro Marcello gira un film mescolando stili diversissimi, come notano gli amici di Cineblog: “Dalla finzione al documentario, dalla messa in scena di scenette all’uso di materiale d’archivio, dall’uso di poesie a citazioni letterarie colte come Fortini”. Il risultato è particolare e non a tutti può piacere.
La bocca del lupo ha vinto anche il Premio FIPRESCI, con questa motivazione:
“La giuria FIPRESCI alla 27esima edizione del Torino Film Festival è fiera di presentare il proprio premio ad un film sulla vita ai margini economici e sociali, a metà fra il documentario e la finzione cinematografica, fra il reportage e il melodramma. Oltre a raccontare quella che è senza dubbio la più grande storia d’amore del festival, questo film poetico, che contrappone immagini d’archivio a immagini girate oggi nella città di Genova, è anche un invito a riflettere sul rapporto che esiste fra Storia pubblica e storia privata.
fonte: queerblog

Cher posa per la campagna "NoH8 - NO Hate"


Cher posa per la campagna "NoH8 - NO Hate" contro l'omofobia

Da quando in California ha vinto la Proposizione 8, i gay non hanno più potuto ufficializzare il proprio legame e si attende con ansia il prossimo referendum per ribaltare il risultato ottenuto all’ultima votazione.
Nel frattempo, il fotografo delle star Adam Bouska, insieme al proprio fidanzato Jeff Parshley, ha ideato una campagna contro l’omofobia, NoH8, a cui hanno partecipato alcune star americane. Tra di loro, anche Cher, sensibile doppiamente alla causa Lgbt anche per l’esperienza in prima persona da parte della figlia, diventata uomo.
Nell’immagine, la bocca è chiusa da un nastro adesivo grigio, mentre il logo campeggia sulla guancia.
fonte: queerblog

Libri Gabriele Sannino


Gabriele Sannino ci racconta del viaggio di un gay verso se stesso e verso il suo compagno
Il tema del viaggio è molto usato in letteratura, anche in quella gay. La metafora del viaggio ben racconta il percorso dell’autore, del libro e anche dei lettori. È proprio a questa metafora che si affida Gabriele Sannino, al suo secondo libro (del primo, Non sono un alieno, ne abbiamo parlato tempo fa intervistando l’autore).
In Viaggio verso me Sannino ci parla di un giovane uomo, Alessio, che intraprende un viaggio per raggiungere il compagno, in trasferta per lavoro. Oltre a quello fisico, c’è un altro viaggio, interiore, nel quale vengono ricordati passaggi fondamentali, quali, ad esempio, il ripudio dalla famiglia conseguente all’omofobia del padre. Si tratta di un testo pieno di poesia e dai toni intimi, come anche sottolinea la copertina: un ragazzo che guarda verso il mare. Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci un po’ il percorso di questo libro e il significato che ha per lui (e, secondo lui, per noi lettori).
“Viaggio verso me” è nato subito dopo “Non sono un alieno”. È un romanzo che mi piace definire quasi come “risposta” alle innumerevoli lettere e confessioni da parte di persone che avevano letto il primo romanzo. Sì, perché in tutte quelle lettere c’erano spesso disagi che andavano al di là della sessualità – senza contare le tante persone che mi scrivevano per parlarmi di altri problemi, come anoressia, bulimia, problemi finanziari, perfino lutti. La gente è stufa di trovarsi in questa società dell’avere, del possesso tanto delle cose quanto delle persone. Bisogna cominciare ad “essere”, bisogna iniziare a capire che la felicità sta davvero nel guardarsi dentro, nell’entrare in contatto con se stessi, con la propria anima, perché solo così il mondo inizierà a girare per il verso giusto. Da qui mi è nata l’idea di un viaggio, un viaggio di un uomo che cerca di fare proprio questo, cioè entrare in contatto con la propria anima per vivere al meglio il tempo che gli rimane qui, su questo pazzo pianeta. Viaggio verso me, dunque, racconta di questo viaggio che io stesso sto compiendo già da un po’ e che spero altri inizieranno a compiere.

Gabriele Sannino
Viaggio verso me
WLM Edizioni 2009
euro 10,00
fonte: queerblog

Libri "Io, Maria Bellofiore".


Storia di una ragazza lesbica in un paesino di provincia

"Io, Maria Bellofiore", scritto da Cristiano Gentili, racconta la storia di una ragazza lesbica che vive in un paesino della Toscana, dove le malelingue abbondano e dove non è per niente facile scoprire e vivere la propria omosessualità. Soprattutto se in casa non si ha nessun alleato, nemmeno il fratello gemello, Mario, preoccupato di non essere associato all'omosessualità di sua sorella gemella.

Poi, ad un certo punto, Maria incontra l'amore e fugge dal paese. Da quel momento per la famiglia Bellofiore inizia un’odissea che li condurrà in un viaggio alla ricerca della figlia. Un viaggio che man mano svelerà a madre, padre e fratello i tasselli della vita e della diversità di Maria.
Titolo
Io Maria Bellofiore
Autore
Cristiano Gentili
Casa Editrice
Croce Libreria
Prezzo
15 euro
Fonte: Feltrinelli .

martedì 29 dicembre 2009

ALBA DEI POPOLI Otranto (Lecce)


Otranto (Lecce) - ALBA DEI POPOLI - Rassegna enogastronomica 'Cibo...non solo sapori' e'Concerto della pace'

Parte la rassegna enogastronomica "Cibo...non solo sapori" presso il Castello Aragonese di Otranto. Quattro giorni ricchi di eventi interessanti.

Domani, alle ore 17.30, nella Sala Triangolare, si terrà il convegno dal titolo: “Enoturismo: realtà e prospettive”. Interverranno esperti del settore enogastronomico e giornalisti di fama internazionale. A seguire, cocktail di benvenuto e intrattenimento musicale di Pino Ingrosso, noto interprete leccese.
Il 30 dicembre e il 1° gennaio 2010, sempre a partire dalle 17.30, degustazione di vini e cibi pugliesi.

Il 2 gennaio, alle 17.00, presentazione del libro “An Appetite for Puglia” di Christine Smallwood, affermata giornalista inglese del settore enogastronomico. A seguire, degustazione di vini e cibi pugliesi e intrattenimento musicale di Riccardo Calogiuri, giovane chitarrista che ha già ricevuto numerosi premi internazionali.

Il 30 dicembre, la X edizione del “Concerto della pace”, alle 18.30 presso la Cattedrale di Otranto, a cura dell’Associazione Culturale “Hydruntum Art”, in collaborazione con l'Associazione Culturale J.S. Bach di Tricase.
Ensemble Barocco Concentus Musica Antiqua
Coro "Cantante Domino"
Soprano Enrica Negro
Direttore al Cembalo Francesco Scarcella
Musiche di: Corelli, Hàendel, Hydn, Vivaldi
fonte: puglialive.net

lunedì 28 dicembre 2009

Pride napoli 2010



Gli organizzatori assicurano: "Il Napoli Pride del 2010 sarà sobrio". E la Mussolini lo approva 'se non è una carnevalata'

Il presidente dell’associazione I Ken e promotore del prossimo Napoli Pride, Carlo Cremona, ha dichiarato al quotidiano “Il Mattino” che quest’anno la manifestazione sarà assolutamente sobria:

“Sarà un Pride in cui si discuterà soprattutto sulle discriminazioni, sulle politiche d’integrazione e sul precariato: perché sempre più gay sono costretti ad emigrare. Prima dell’evento di giugno ci saranno due giorni in cui si discuterà su questi temi”

Il capogruppo di Rifondazione, Raffaele Carotenuto, ha invece precisato come il Napoli Pride debba tentare di intervenire per risanare queste ondate di criminalitù che ha colpito la città durante quest’anno e di fermare ogni genere di discriminazione possibile. Alessandra Mussolini, invece, in merito alle rassicurazioni di Carlo Cremona, ha replicato:

“Se invece delle carnevalate a cui ci hanno abituati si vuole creare un clima sobrio per ragionare su queste tematiche, in chiave sociale e politica, ben venga. Sono presidente della commissione per l’Infanzia e questi temi mi capita di toccarli quando discutiamo di adolescenti. Se si tratta di una tavola rotonda, e vengo invitata, parteciperei tranquillamente, è ovvio”

Foto | NapoliGayPress

domenica 27 dicembre 2009

Diritti


New York pensa transgender. No alla discriminazione sul lavoro, è legge.

dic 18, 2009
Non ti assumo perché ti travesti
E’ ora di smetterla: basta non assumere una persona in quanto transessuale o travestito, è il momento di porre fine a questa ridicola ed ingiustificata discriminazione. A stabilirlo è stato il governatore David Paterson (nella foto) che da giovedì ha stabilito che nello Stato di New York le aziende statali non possono permettersi di fare differenze tra i candidati per l’assunzione basandosi sull’orientamento sessuale.

No alla discriminazione transgender
Il territorio che fa capo alla Grande Mela con l’Executive Order numero trenta tre fa un passo ulteriore nella lotta alla discriminazione basata “sull’identità di genere o sull’espressione” nel campo lavorativo, per quanto riguarda le aziende di competenza statale. Ora spetta all’ufficio per le relazioni e l’assunzione, ha spiegato Paterson, il compito di “sviluppare e migliorare robuste linee guida che proibiscano la discriminazione”, ci penserà la legge a farle rispettare.

L’esempio e l’orgoglio di New York
“Per generazioni New York è stato un elemento di spicco a livello nazionale nei diritti civili” ha dichiarato Paterson ammettendo però come “lo Stato sia ancora indietro nell’assicurare i diritti civili di base ai newyorkesi transgender”. Il governatore, che ha identificato il problema, ora sembra intenzionato a risolverlo, ben consapevole del grande passo che sta compiendo: “sono orgoglioso di mettere la mia firma su questa importante decisione non solo per fornire protezione lavorativa alla comunità transessuale ma anche per portare maggiore uguaglianza e diritti civili nello Stato di New York”.

Matrimonio gay: il ritorno?
Dopo che lo stato di New York ha fallito nel tentativo di approvare i matrimoni tra persone dello stesso sesso (http://www.notiziegay.com/?p=38386) , ora è proprio da Manhattan che arriva il riscatto: maggiore uguaglianza per costruire una cultura di rispetto e parità. Che si possa riparlare di matrimonio in tempi relativamente brevi non è da escludersi. (A. B.)

fonte:http://www.notiziegay.com/?p=38975

Eventi Pisa trenta anni di movimento LGBT

Pisa '79: celebriamo trenta anni di movimento LGBT Sono passati 30 anni da quel giorno in cui, armati di coraggio e di voce, un gruppo militante GLBT scese per la prima volta in piazza a raccontare ad una Italia arretrata e clericale che esistevamo, che eravamo carne e ragione; che quella prima volta avrebbe aperto le strade a nuove rivendicazioni, alla civile richiesta di civili riconoscimenti. Non che fino a quella data gli omosessuali se ne fossero stati cheti e silenti o carbonari. Vi era una geografia del movimento GLBT parecchio audace ma anche molto frammentata tra i vari credo politici. Esistevano i frocialisti, le pagine “froce” di Lotta Continua; Lambda, il Fuori di Angelo Pezzana e i cani sciolti che bazzicavano un po’ qua e un po’ la in una confusione vivace. Due anni prima, un ragazzo d’alta borghesia comasca aveva dato a Einaudi un suo saggio teorico che divenne la Bibbia degli omosessuali: Elementi di critica omosessuale. Quel giovincello si chiamava Mario Mieli. Prima della manifestazione di Pisa ci fu un appuntamento nazionale a Roma; un convegno organizzato da un gruppo che si chiamava “Narciso”. Era il periodo dei collettivi che nascevano come rose a maggio. A quell’appuntamento arrivarono in molti, per lo più politicizzati con gli extraparlamentari di sinistra, ma anche padri del movimento come Massimo Consoli e Mario Mieli che fece il suo dotto intervento “truccato” da nobildonna. Non scandalizzi se i gay erano votati al comunismo o al socialismo e forse facevano più politica di partito che di movimento. Erano gli anni imposti; gli anni di una “guerra fredda” tra una Dc genuflessa al Vaticano e tutto il resto. A far scattare la manifestazione di Pisa fu un triste episodio. L’estate precedente a Livorno erano stati uccisi due omosessuali. La violenza era molto di casa in Italia e non risparmiava neppure gli omosessuali. Spesso era violenza praticata dai fascisti e spesso erano incursioni poliziesche nei luoghi di battuage, in alcune case di cura dove si praticava l’elettroshock, a scuola. Un collettivo di nome Orfeo, decise di reagire e chiese alla pletora movimentista omosessuale di scendere in piazza. Risposero positivamente quasi tutti e all’appuntamento si presentarono in cinquecento; un numero parecchio ragguardevole per quei tempi. Non fu una passeggiata. Molti pisani risposero a quella “provocazione” lanciando verso i manifestanti la qualunque: uova marce, peperoni, secchiate d’acqua. I manifestanti finirono il corteo, i giornali ne parlarono e fu, nonostante quelle contestazioni, una manifestazione di successo, un vero rito di liberazione per chi aveva sfilato e sfidato le ire fascistoidi. Con la manifestazione di Pisa si era chiuso un periodo che dall’effimero catapultava il movimento in altre nuove battaglie, altre sfide e altre persecuzioni. Da lì a poco si sarebbe parlato di “peste gay” e, forse per primi in Europa, il Fuori iniziava a discutere di matrimonio omosessuale. Negli anni successivi, l’Europa si diede ordinamenti legislativi in materia di coppie di fatto, l’Italia ancora ne discute oggi.
fonte: queerblog

Musica e diritti

Ad Acireale, durante il concerto, Laura Pausini si schiera apertamente contro l'omofobia Laura Pausini è sicuramente una cantante popolare che ha dedicato all’amore molti dei suoi più grandi successi: il sentimento poteva essere non ricambiato, disilluso o travolgente. Ed è diventata in breve tempo famosa e apprezzata in tutto il mondo, Italia e America compresa. In uno dei suoi ultimi concerti, ad Acireale, Laura ha anche dialogato con il pubblico, prima di cantare “Casomai”, un inedito inserito nel suo cd/dvd live da poco uscito. E ha affrontato il tema urgente dell’omofobia che continua a mietere vittime anche nel nostro paese, in un diabolico gioco di vittime e carnefici. Ne ha parlato a cuore aperto,durante il suo concerto senza alcun timore a mettersi in gioco.....sotto il suo intervento al recital

“Credo che non sia giusto puntare il dito quando due persone si amano, che siano essi due donne o due uomini. Sono molto contenta di dirlo qui in questa terra che sempre sembra essere non capace di aprire le braccia e il cuore a questa gente. Io non ci credo molto e credo che ognuno di voi, le persone che sono qui davanti a me questa sera so che non siete razzisti e so che siete coraggiosi, che possiate credere davvero nel vostro amore. Non abbiate paura di niente mandateli a quel paesi, sti stronzi" fonte: queerblog

sabato 26 dicembre 2009

Iniziative I City AngelsI City Angels


Omofobia, a Milano i City Angels accompagneranno a casa i gay
La Repubblica - Milano, dic 2009


Il servizio affiancherà quello già attivato per le donne. "Ogni giorno almeno tre-quattro ci chiamano per essere accompagnate e il numero è raddoppiato dopo l'ultima violenza al quartiere Isola", spiega il fondatore Mario Furlan
I City AngelsI City Angels, volontari di strada attivi da 15 anni, hanno organizzato a Milano un servizio per accompagnare e proteggere gli omosessuali che si sentono in pericolo. "Dopo l'ultima aggressione omofoba abbiamo accolto la richiesta di Felix Cossolo, storico esponente della comunità gay milanese - ha spiegato il fondatore dei City Angels, Mario Furlan - Chi teme di essere aggredito o di fare una brutta esperienza, potrà chiamare in orario d'ufficio la nostra sede e prenotare un accompagnamento per le ore serali. Lo porteremo a casa o dove vorrà, in tutta la città, a piedi, con i mezzi pubblici o con i nostri"."Questa iniziativa è la conferma che i City Angels sono dalla parte dei più deboli e contro ogni forma di razzismo, come l'omofobia - ha detto Furlan - Il servizio è già attivo da qualche tempo a Roma. A Milano si affianca a quello per le donne, che da maggio scorso si avvale di due auto in collaborazione con il Comune. Ogni giorno almeno tre-quattro donne ci chiamano per essere accompagnate e il numero è raddoppiato dopo l'ultima violenza al quartiere Isola". I City Angels, secondo i dati forniti, sono un centinaio a Milano e circa 500 in Italia.
Pubblicato da notiziegay.it

Cinema Dorian Gray


Se il "ritratto" in pellicola non fa giustizia a Dorian Gray
Il Secolo d'Italia

di Domenico Naso

Giù le mani da Dorian Gray. Verrebbe da urlarlo con quanto fiato in gola abbiamo, dopo aver visto l'ennesima trasposizione cinematografica del capolavoro di Oscar Wilde. La storia, scritta nel 1890 e pubblicata l'anno dopo, è un inno, controverso e ambiguo, alla vita sregolata, alla bellezza come motore dell'esistenza e passepartout ai piaceri della carne e dello spirito. È la storia di un giovane bello e affascinante, iniziato all'estetismo integralista da Henry Wotton, quello che oggi definiremmo un "cattivo maestro". Dorian non invecchia, a differenza di un suo ritratto dipinto da un amico artista, e conduce una vita al limite, abbandonandosi a ogni trasgressione, al sesso estremo e sadomaso, alla promiscuità e alle esperienze omosessuali, usando il proprio aspetto come "arma di distruzione di massa" tra la società benpensante e un po' ottusa della Londra vittoriana. Ma i rimorsi, e come potrebbe essere altrimenti, riaffiorano e spingono il giovane Gray a distruggere il dipinto e dunque anche se stesso, offrendo a chi troverà il cadavere la vista di un uomo improvvisamente avvizzito e distrutto dai vizi, vecchio e spento, distante dall'immagine gagliarda che aveva regalato al mondo.Paradigma del libertinismo decadente, il libro di Wilde ha rappresentato per intere generazioni una guida, un vero e proprio "bignami" del "fa' ciò che vuoi". Proprio per l'incredibile notorietà dell'opera letteraria, il film di Oliver Parker (regista che si era già misurato con l'universo wildiano in L'importanza di chiamarsi Ernesto e Un marito ideale) era molto atteso da pubblico e critica. Ci si aspettava molto, meglio chiarirlo subito. Ma Parker ha trasformato la vicenda del giovane londinese in un mix malriuscito tra un horror di serie B e l'ennesima riproposizione dicotomica tra dottor Jekyll e mister Hyde. Manca, nel film, tutto l'afflato libertino tipico di Wilde, l'eterno dissidio tra voglia di vivere all'estremo e sensi di colpa, l'effetto cloroformizzante del piacere fine a se stesso, che in fondo serviva a Gray come antidoto alla triste solitudine di una vita vuota. E poi Ben Barnes, il giovane attore protagonista già visto nel secondo capitolo della saga di Narnia, sarà anche bello, ma ha a sua disposizione, al massimo, due o tre espressioni facciali. Troppo poco per chi doveva interpretare uno dei personaggi più sfaccettati, maledetti ed estremi della storia della letteratura mondiale. Per fortuna c'è Colin Firth, perfetto nel ruolo di Henry Wotton, a risollevare le sorti di una pellicola francamente deludente, poco aderente allo spirito originale dell'opera. Uno spirito ambivalente, volutamente ambiguo per insinuarsi senza troppi traumi nella società inglese dell'epoca. Se da un lato, infatti, Wilde regala ai lettori un vero e proprio manifesto dell'edonismo estetico di chiaro stampo decadente, dall'altro inserisce elementi morali e addirittura moralisti, ricalcando in questo senso la storia di Faust. Il patto con l'eternità è frutto della corruzione morale dei salotti vittoriani, del principio secondo cui la bellezza è una chiave che apre tutte le porte. Ma da Oscar Wilde non arrivano sermoni, prediche e condanne morali. Nella prefazione all'opera, vero e proprio manifesto dell'estetismo, lo scrittore inglese definisce a modo suo, e in maniera netta, il rapporto che deve esserci tra etica e arte: «L'artista non ha convinzioni etiche. Una convinzione etica in un artista è un imperdonabile manierismo di stile». Punto e a capo, dunque. Alla ricerca del piacere, di quell'edonismo che in Wilde non è mai stato pura ricerca di attimi di godimento ma mappa del tesoro da seguire per tutta l'esistenza. È marchio a fuoco sulla carne viva, è scelta di vita e di arte.È Lord Wotton, nel libro così come nel film, a farsi portavoce di queste istanze, con frasi e battute che sono rimaste nel linguaggio comune. «Per tornare alla gioventù non c'è che da ripeterne le follie», sentenzia il cattivo maestro. E il giovane Gray lo prende in parola, va addirittura oltre, fino al punto che lo stesso Wotton si rende conto che la misura è colma. C'è pentimento e rimorso, dunque, in entrambi i personaggi principali. Ma non si confonda questo artificio narrativo venato di moralismo con l'abiura di Wilde dei principi tipici del decadentismo. L'esteta, anche se conscio dei suoi "errori", non può rinnegare il piacere e il culto della bellezza. Ne segue il sentiero tumultuoso, pur sapendo che lo porterà inevitabilmente all'autodistruzione. È la vita di corsa, breve ma intensa, tipica di una certa cultura decadente e ultralibertaria. È la vita dei divi del rock o dei miti di Hollywood. Dorian Gray non è altro che Marylin Monroe, James Dean, Jim Morrison, Jimi Hendrix o Kurt Cobain tanto per citarne alcuni. È la bellezza che si fa arte e attraverso l'arte si consuma. In poco tempo, ovviamente, perché la sua intensità è tale da non aver bisogno di arrivare alla vecchiaia. Nel film di Parker, però, tutto questo non c'è. Ecco perché non può piacere a chi ha sempre visto in Oscar Wilde il cantore di questo modo di vivere. Si è preferito confezionare un prodotto cinematografico che potesse accontentare il pubblico, più che la critica. Scelta lecita, per carità, dettata dalle regole dello showbiz e che probabilmente pagherà in termini di riscontro. Ma quando si mette mano a un'opera come Il ritratto di Dorian Gray non si può prescindere dalle atmosfere, dal messaggio, dallo sfondo, dal turbinio di sensazioni carnali, umane, troppo umane.Al centro di tutto c'è la giovinezza, motore del piacere. E vogliamo chiudere proprio con un inno alla giovinezza e al carpe diem, un brano del libro originale che meglio di qualsiasi film ne descrive lo spirito più intimo: «Quando la giovinezza se ne sarà andata - si legge nelle pagine - la sua bellezza la seguirà e improvvisamente si renderà conto che non ci saranno più trionfi per lei, oppure dovrà accontentarsi di quei mediocri trionfi che il ricordo del passato renderà più amari di sconfitte. Ogni mese che passa la avvicina a qualcosa di tremendo. Il tempo è geloso di lei e combatte contro i suoi gigli e le sue rose. Il suo colorito si spegnerà, le guance si incaveranno, gli occhi perderanno luminosità. Soffrirà, orrendamente... Ah! Approfitti della giovinezza finché la possiede. Non sprechi l'oro dei suoi giorni ascoltando gente noiosa, cercando di migliorare un fallimento senza speranza o gettando la sua vita agli ignoranti, alla gente mediocre, ai malvagi. Questi sono gli obbiettivi malsani, i falsi ideali della nostra società. Deve vivere! Vivere la sua vita meravigliosa che è in lei! Non lasci perdere nulla! Cerchi sempre sensazioni nuove. Non abbia paura di nulla».Inutile a nostro avviso aggiungere altro. Questo è Il ritratto di Dorian Gray, questo è Oscar Wilde e questa è la sua poetica "immortale". Qualcuno, per favore, lo spieghi (o lo ricordi) anche ai registi di Hollywood.
Pubblicato da notiziegay.it

Cinema Cucinotta


sabato 26 dicembre 2009
La Cucinotta conquista Capri con l'amore tra donne

Ritira il premio assegnato al film "Viola di Mare", del quale è produttrice, e annuncia che il prossimo sarà sulle mamme assassine. In arrivo a "Capri, Hollywood" tra gli altri Mariah Carey, Michael Nymann, Samuel L. Jackson e Asia Argento

Maria Grazia Cucinotta sfida il maltempo per aprire la 14esima edizione di Capri, Hollywood e ritirare il premio come produttrice di Viola di mare, il film contro l'omofobia che ha vinto il Peace award nella giornata anteprima del festival: "Ci tenevo moltissimo a essere qui, le difficili condizioni climatiche non mi hanno fermata -racconta l'attrice- Credo nel messaggio di questo film, speravo che potesse darmi tante soddisfazioni e la speranza sta diventando realtà in Italia e non solo. E' vero parla di un amore omosessuale ma sopratutto di un amore sincero e seguendo la storia quasi ci si dimentica che si tratta di due donne". Dall'omosessualità alle mamme assassine: "Produrro' nel 2010 un film tratto da quattro storie vere, casi di cronaca che mi hanno molto colpita. Lo dirigerà Fabrizio Cattani". Il premio a Viola di mare è stato ritirato anche dalla regista Donatella Maiorca.Tra gli ospiti attesi sull'isola azzurra fino al 2 gennaio 2010 ci sono Mariah Carey, Julie Taymor, Terry Gilliam, gli italiani Marco Bellocchio (Premio Capri Maestro del cinema), Valerio Mieli, gli attori Samuel L. Jackson, Danny Glover, Angela Molina, Asia Argento, Lina Sastri, Massimo Ghini, i giovani divi Jesse Eisenberg, Imogen Poots, Shannon Kane, Francesco Scianna e per la musica Michael Nyman, il premio Oscar Eliott Goldenthal, Andrea Griminelli,, Federico Zampaglione. Chairman dell'evento è Lina Wertmuller affiancata da Grazia Bottiglieri, Marina Cicogna e Gianni Minervini, madrine Clotilde Courau e Eugenia Chernyshova. il 27 dicembre 2009 l'anteprima europea di Solitary man con Michael Douglas
Pubblicato da notiziegay.it

Diritti


Verona, no alle nozze lesbo. E il blog impazza L'Arena, 19 dic 09

C'è chi sostiene le donne che hanno scritto al sindaco di sposarle e chi invoca una nuova legge

Fa discute la decisione di sindaco Flavio Tosi di negare il amtrimonio a due donne veronesi che gli hanno inviato una lettera chiedendogli di unirle in matrimonio. Il sindaco, precisando che per legge non potrebbe sancire quest’unione, ha risposto che anche lui, comunque, è contrario e non acconsentirebbe mai al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel sito de L’Arena sono arrivati diversi commenti da parte dei lettori. Dice Silviadalma:«Può anche essere un segno di civiltà ammettere le unioni civili tra omosessuali, ma non é segno di civiltà da parte di questi fare polemica per l'obiezione di coscienza del sindaco Tosi». Un altro aggiunge.«Il rifiuto di Tosi a sposarle, anche in presenza di legge, è dovuto al fatto che le due donne hanno chiesto espressamente e per sfida che fosse Tosi in persona a sposarle. Lui può benissimo rifiutarsi». Un altro utente:«Il matrimonio civile, aldila' dei convincimenti personali, non è un suggello d'amore e affettivo ma piuttosto un'ufficializzazione di un'unione fra due cittadini italiani che per la legislazione attuale riveste un'importanza non del tutto trascurabile in certe situazioni. Ad esempio prendere delle decisioni sanitarie per il proprio partner in situazioni d'emergenza». Uno fa notare:« E da quando uno può imporre chi lo deve sposare? Basta l'ultimo dei consiglieri: andate in Spagna, lì non hanno problemi».Un utente commenta:«Non hanno scelto certo una piazza facile queste due donne. Già in Italia è difficile, poi a Verona, con un sindaco leghista... Ma ci vogliono sempre i precursori che aprono la strada al cambiamento. Un grande augurio a queste due donne di riuscire a coronare il loro sogno». E c’è chi afferma:«Convivo con la mia donna da 25 anni e non ho nessuna intenzione di giurarlo davanti a nessuno se non lei».Altro commento:«Cattolici quanto si vuole ma la questione non può essere ignorata. Almeno la cosa andrebbe un po’ disciplinata: Brunetta aveva proposto i DiDoRe (diritti, doveri, reciprocità) che erano comunque espressione di un Paese civile che vuole affrontare questo aspetto». Un altro: «Tosi può rifiutarsi di condividere il loro desiderio di unione civile ma come sindaco di una città italiana non può rifiutarsi. Quindi se una legge, speriamo presto, tutelerà le unioni civili di coppie omosessuali il sindaco non potrà esimersi dall'applicarla. Potrà dire che lo fa contro il suo personale convincimento ma come sindaco non potrà rifiutarsi di unire in matrimonio coppie omosessuali». Un altro:«Continuare a negare l'esistenza di coppie gay è come dire che il sole non esiste. Il sogno di una Verona civile che accoglie a braccia aperte chi ha una sessualità gay purtroppo è di là da venire almeno fino a quando Verona non cresce».
Pubblicato da notiziegay.it

venerdì 25 dicembre 2009

NATALE 2009


NATALE 2009
AUGURI !!!!! tanta serenita a tutti voi ed in particolare ai miei amici speciali, che mi sono vicini sempre e in ogni mio momento bello o brutto che sia.....GRAZIE DI CUORE A : Frankje Stefania Simone Sergio Silvia Vale Antony Luca Roby Pietro Massimo Virna Emiliana Francesco Pina etc etc... siete molti e molti ne avrò dimenticati sob! ma siete nei miei pensieri ...e inoltre la mia adorata famiglia che tanto mi ama....GRAZIE A TUTTI! Lisa

ABBI CURA DI TE ...

"Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante.

Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.

Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.

Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.

Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.

E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.

Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta..."

Susanna Tamaro

Coming out


Gareth Thomas, la Stella del Rugby Fa Coming Out

Il rugby probabilmente è uno degli sport che maggiormente attrae il pubblico gay perchè viene visto come uno degli ultimi baluardi dell' eterosessualità a tutti gli effetti: un'esposizione prolungata di testosterone quasi palpabile grazie ad un mucchio di bistecconi grossi e sudati pronti a tuffarsi nella mischia. Eppure anche nel mondo del rugby a quanto pare l'omosessualità è presente, nonostante la virilità e la durezza che rappresenta questo sport nel mondo, grazie ad una recente intervista di un personaggio di spicco di questa disciplina. Il suo nome è Gareth Thomas, si tratta addirittura dell'ex capitano della squadra gallese di rugby che ha rivelato ai media la sua omosessualità con un coming out in un articolo apparso su un recente numero del Daily Mail. Il campione non fa ovviamente altri nomi di illustri colleghi gay, e auspica di non essere ricordato d'ora in avanti soltanto come il gay che gioca a rugby, appellattivo che effettivamente sminuirebbe il grande valore sportivo del giocatore. Quello di Gareth Thomas è un lieto fine, avendo scelto il coming out come soluzione finale, ma la sua vita, come ha lui stesso ammesso è stata piena di dolore, così come lo è quella di molti uomini costretti a mentenere le apparenze a causa di una società che non ammetterebbe un orientamento sessuale come il suo, in relazione all'ambiente frequentato. Così dopo un matrimonio fallito alle spalle e un velo di ipocrisia sulla consapevolezza della sua omosessualità, ha ben pensato di uscire allo scoperto, dando il buon esempio a tutti quelli che ancora oggi mascherano i propri gusti sessuali alimentando falso gossip.
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Reality


A Domenica Cinque, la mamma di Gabriele-Elettra del Grande Fratello 10. Dichiarazioni shock e confronto in diretta tra madre e figlio
9 voti ricevutiscritto da Emanuela LongoDomenica 13 Dicembre 2009
Ospiti della puntata pomeridiana di Domenica Cinque, intervistate dalla padrona di casa, Barbara D’Urso, la mamma, Patrizia e la sorella, Martina del transessuale Gabriele Belli, ex concorrente dell’attuale edizione del Grande Fratello ed ex Elettra.

Dichiarazioni shock, da parte della mamma di Gabriele, che si si rivolge al figlio chiamandolo ripetutamente Elettra, a dispetto di quanto non faccia Barbara. Tra le mani della donna, alcune lettere e tante parole di rabbia nei confronti di un figlio mai voluto e che, a detta sua, non ha fatto altro che far del male all’intera famiglia.

Elettra che frequenta tossicodipendenti. Elettra violenta nei confronti dell’amata nonna. Elettra la pecora nera della famiglia per sua volontà. Lo sgomento sul volto della presentatrice, nel corso della lettura di alcune lettere scritte dalla nonna ormai scomparsa e lette dalla madre, in cui Gabriele sembra tutt’altro che il ragazzo dal passato difficile e pieno di sofferenze. Nero su bianco, c’è la sofferenza che Elettra ha fatto vivere alla nonna, lasciata chiusa in bagno, spintonata per terra, nonostante la sua malattia.

Da dietro le quinte, Gabriele chiede più volte di poter intervenire, scuotendo la testa ad ogni accusa.

Neppure il ragazzo, dopo aver deciso di confrontarsi con la madre, entrando in studio, si risparmia dal raccontare le sue crude verità relative alla nonna, dalla quale pare aver subito anche violenze fisiche nel corso della sua infanzia, ricordando come la donna fosse stata vittima dell’alcool e degli psicofarmaci che la facevano diventare un mostro nei suoi confronti. Donna dalla quale difendersi, esattamente come il resto di quella "famiglia" mai esistita.

Per la prima volta, dopo tre anni, Patrizia incontra non più Elettra ma Gabriele, una persona del tutto nuova, più consapevole del dolore vissuto sulla sua pelle, un uomo che da solo si è trovato a difendere Elettra da una famiglia che, come lui stesso afferma, lo ha "barattato" per metterlo al fianco della nonna.

Ci spiazza la freddezza della madre, contornata da un sorriso beffardo nei confronti della sofferenza che Gabriele con fatica ricorda e racconta. Così come ci spiazza il pudore con cui, ancora una volta, il ragazzo affronta probabilmente il suo più grande "nemico", senza rancore, senza rabbia, ma con tanta amarezza che salta all’occhio da ogni lineamento del suo volto.



Perchè lei, madre, sputtana suo figlio?

Si chiude con questa domanda, da parte di una Platinette visibilmente scossa ed intervenuta senza preavviso in studio.
Come darle torto? Come giustificare una donna e una madre che dà dello spacciatore, dell’assassino di sua nonna, ad un figlio, solo ora che Gabriele è venuto allo scoperto entrando nel grande fermento mediatico? Perchè non farlo prima in forma privata, nel corso dei 3 lunghi anni di assenza?
fonte: Emanuela Longo

giovedì 24 dicembre 2009

Emilia Romagna


L'EMILIA-ROMAGNA DA' DIGNITA' A TUTTE LE FAMIGLIE
L'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha espresso ieri il suo assenso alla legge finanziaria regionale, che nell'articolo 48 ridefinisce l'erogazione dei servizi garantendo lo stesso accesso a coppie sposate e non, eterosessuali e omosessuali, nonché ai singoli individui."Dopo Toscana e Liguria, l'Emilia-Romagna è la terza Regione ad affermare un principio di uguaglianza di questo valore nell'offerta dei servizi di competenza regionali" - dichiara il Presidente Nazionale Arcigay Aurelio Mancuso - "Il Parlamento nazionale non può rimanere immobile di fronte a queste svolte che stanno cambiando il nostro Paese, regione dopo regione, ma dovrebbe cogliere il messaggio di dignità e laicità, dando tutele e pari diritti a tutte le persone LGBT italiane"."Il voto di Bologna arriva dopo il tentativo senza successo delle gerarchie cattoliche di precludere questo importante traguardo di civiltà e democrazia. Con questa legge il Presidente Errani e la maggioranza che governa la Regione hanno dato un segnale chiaro e forte di laicità e comprensione della realtà sociale di tutte le famiglie" – conclude Mancuso."Siamo particolarmente soddisfatti dell'importanza del terzo comma, che parifica nella fruizione dei servizi erogati dalla Regione i singoli, le famiglie e tutte le forme di convivenza" – aggiunge il coordinatore Arcigay Emilia-Romagna Flavio Romani - "Sono inoltre preziosi i richiami alle nozioni di discriminazione previste nelle normative europee, in particolar modo la 2006/54 CE che riguarda la parità fra i generi e definisce in modo chiaro e inequivocabile il divieto di discriminazione nei confronti delle persone transessuali. La nostra Regione dà l'esempio al Parlamento nazionale che aveva cancellato il rispetto e la tutela delle diverse identità di genere".
fonte: Pubblicato da SuperPop