Rivelare l'orientamento sessuale di una persona a mezzo stampa senza il suo consenso, ne viola la privacy, tranne nei casi in cui la notizia non sia di pubblico interesse.
Rivelare l'orientamento sessuale di un privato cittadino sui mezzi di informazione senza ils uo consenso è vietato, a meno che non si tratti di casi di "pubblico interesse" .
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione esprimendosi sul caso di un articolo apparso su un quotidiano di Ancona che rivelava l'orientamento omosessuale di un uomo, pur mantenendo l'anonimato.
La condanna, quindi, non riguarda l'outing di per sé, ma solo quando colpisce privati cittadini e la cosa non riveste carattere di "pubblico interesse".
La Corte, infatti, giudica l'omosessualità come "una situazione di fatto riconducibile alle scelte di vita privata" di una persona e, quindi, "non ha alcun rilievo sociale", per cui non vale invocare il diritto di cronaca.
Così gli ermellini hanno annullato con rinvio una sentenza con cui il gup di Ancona aveva prosciolto "perché il fatto non sussiste" il direttore di un periodico locale dall'accusa di omesso controllo di a un articolo in cui si raccontava di un uomo che si era visto addebitare la separazione perché aveva una relazione gay.
La Suprema Corte (per la precisione la quinta sezione penale, con sentenza n.30369) ha accolto il ricorso della parte civile, secondo la quale la reputazione dell'uomo era stata lesa dall'articolo in questione.
Seppure in nessun passaggio dello scritto, infatti, veniva rivelato il nome dell'interessato, l'uomo risultaca comunque identificabile.
"Ai fini dell'individuabilità dell'offeso - si legge nella sentenza depositata oggi - non occorre che l'offensore ne indichi espressamente il nome, ma è sufficiente che l'offeso possa venire individuato per esclusione in via deduttiva, tra una categoria di persone, a nulla rilevando che in concreto l'offeso venga individuato da un ristretto numero di persone".
L'articolo, osservano i giudici, "potrebbe aver violato, ad un tempo, la privacy della persona offesa e, attraverso tale violazione, la reputazione della stessa". Adesso il caso torna al giudice del tribunale di Ancona che dovrà riesaminare il caso.
fonte http://www.gay.it/
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giovedì 2 agosto 2012
lunedì 13 febbraio 2012
Lgbt: Tiziano Ferro ospite di Serena Dandini a The Show Must go Off "l'omosessualità non va accettata, ma condivisa"
Tiziano Ferro è stato ospite di Serena Dandini a The Show Must go Off, su La 7, e dopo aver cantato, molto bene, dal vivo, non poteva sottrarsi all’intervista ed evitare un passaggio sul coming out e sull’omosessualità.
Un paio di frasi che, a mio avviso, danno l’idea di una maturazione e di una certa serenità che il cantatautore di Latina ha raggiunto in qualche modo.
Dalle sue parole emerge una spiegazione molto seria e sincera del coming out, che deriva da una piena accettazione della propria omosessualità, non solo sotto l’aspetto sessuale, ma anche come parte della propria identità e della propria affettività che non si può nascondere ed evitare di mettere in comune, almeno con le persone più care.
Dal minuto 6:07 del video la Dandini introduce il tema del coming out e Tiziano Ferro dice fra l’altro:
"la mia “persona sentimentale” era quello che volevo scoprire, accettare, voler bene e alla fine condividere… è la condivisione quello su cui stavo battendo per me, nella mia vita. a me non basta l’idea che i miei amici, i genitori tollerino chi sono. mi piace l’idea che lo amino."
fonte http://www.queerblog.it/da aelred
sabato 24 settembre 2011
Lgbt: Lista di politici gay e omofobi su blog pirata, è polemica, Paola Concia "Modo estremo di fare battaglia politica"
Paola Concia:"Modo estremo di fare battaglia politica" , privo di trasparenzaPer il ministro Carfagna è "una bufala, cinica e violenta"
Arcigay: "Operazione spregevole"
La comunità omosessuale si divide. L'operazione, annunciata da giorni, è scattata alle 10 di mattina: su un blog anonimo è comparsa una lista di dieci nomi di politici tacciati di essere gay e omofobi. Annunciati ulteriori outing, relativi non solo al mondo politico.
L'operazione, annunciata da giorni, è scattata alle 10 di mattina: su un blog anonimo creato attraverso una piattaforma americana è comparsa una lista di dieci nomi di politici tacciati di essere gay - benchè non si siano mai dichiarati tali - e omofobi.
I dieci politici inseriti nella lista sono esponenti di centro e di centrodestra (Udc, Pdl, Lega), tra i quali un ministro e un presidente di Regione. Ironiche le reazioni di due dei parlamentari che compaiono nella "outinglist".
"Mi era giunta notizia - dice Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera - che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così".
Di analogo tenore il commento di Mario Baccini, esponente del Pdl e presidente dei Cristiano popolari: "Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana.
A seguito della notizia mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinche' l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità".
Durissimo il giudizio del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Si tratta - dice - di "una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza.
Il ricorso all'idea di 'lista', poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno". La Carfagna rammenta che "il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo".
Anche Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, punta il dito contro "una azione violenta di una minoranza dei movimenti gay che ricorre ad ogni mezzo per intimidire e minacciare di rappresaglie chi non condivide le sue rivendicazioni sponente del governo".
L'idea di ricorre al cosiddetto "outing" - rivelare l'identità omosessuale di una persona senza il suo consenso - come forma di lotta contro le ipocrisie del mondo politico divide la stessa comunità gay.
Difende l'iniziativa Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia ed ex numero uno di Arcigay, per il quale l'azione piratesca "è il frutto dell'indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti" e non merita di essere bollata come "macchina del fango": "Se uno dice ad un altro che è gay di cosa lo sta accusando?".
Ma l'attuale presidente di Arcigay, Paolo Patanè, parla di "operazione spregevole" che "inganna la legittima rabbia delle persone gay, lesbo e trans esasperate dall'assenza di rispetto e delle leggi".
Netta contrarietà anche da un'altra figura di riferimento della comunità omosessuale ed ex presidente di Arcigay, Franco Grillini, ora impegnato nelle file dell'Italia dei valori: "E' sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità".
No all'outing pirata anche dalla deputata Pd Paola Concia, ex presidente di Gayleft, secondo cui si tratta di "un modo estremo di fare battaglia politica" privo di trasparenza ed estraneo alla sua cultura.
La "outinglist" potrebbe essere aggiornata con l'aggiunta di nomi non solo appartenenti al mondo politico, avvertono gli anonimi promotori. Che puntualizzando: "I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull'omofobia".
"Da questa vicenda dovremmo prendere spunto per avviare una riflessione pacata e rigorosa. Non condivido questa operazione di outing forzato poichè lede profondamente la sensibilità e il diritto alla privacy delle persone coinvolte. ritengo tuttavia che, per quanto sconsiderata, questa iniziativa sia figlia della radicalizzazione del dibattito sui diritti civili e la lotta all'omofobia". Così Ignazio Marino, senatore del Partito democratico.
"Viviamo in un paese - continua Marino - che non ha ancora una normativa sulle unioni civili perché la cultura dei diritti è arretrata, e la politica è incapace di affermare 'laicamente' il principio della piena uguaglianza dei cittadini. Alla Camera, poi, è stata affossata la legge contro l'omofobia negando una protezione contro le aggressioni agli omosessuali. questa mancanza di garanzie e tutele rende il paese più fragile, è ora di porvi rimedio con provvedimenti concreti e non ipocriti sui diritti".
"Becera, vile, barbara e senza alcuna prova", così Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, definisce l'iniziativa.
"Chi ha deciso quali nomi pubblicare e quali no? - chiede - Come sono stati raccolti questi nomi? Sulla base di quali prove è stato deciso di inserirli in questa lista? Cosa c'è a supporto di queste affermazioni? Siamo proprio sicuri che tutti i personaggi inseriti in questa lista siano effettivamente omosessuali o piuttosto sono solo pettegolezzi, dicerie, discorsi da bar?".
Il direttore del sito inoltre addossa la paternità politica ad Aurelio Mancuso. Per De Giorni inoltre l'operazione outing potrebbe rivelarsi un boomerang per l'intera comunità lgbt italiana, che "in buona parte ha comunque ha giustamente preso le distanze da questa operazione".
fonte http://www.rainews24.rai.it
mercoledì 21 settembre 2011
Lgbt: Outing contro i politici gay italiani? Scalfarotto lascia Equality Italia

Ivan Scalfarotto non appoggia l’outing contro i politici gay italiani. Il Vicepresidente del Partito Democratico e membro del Comitato d’Onore di Equality Italia, ha rassegnato le sue dimissioni dal gruppo Lgbt a causa delle posizioni prese da Aurelio Mancuso, Presidente di Equality, che senza peli sulla lingua ha dichiarato di appoggiare in pieno l’imminente outing politico, grazie al quale il 23 Settembre 2011 dieci politici omosessuali e omofobi saranno smascherati.
Una manovra che non è certamente corretta, ma che molte persone approvano, vista la situazione in cui versa la comunità omosessuale italiana!
Ebbene, a quanto pare Ivan Scalfarotto non è assolutamente d’accordo con la pratica dell’outing, e lo ha reso noto in una lettera pubblicata sul suo sito ufficiale e sulla sua pagina Facebook.
“Non posso condividere la responsabilità di una scelta che mi pare scorretta e sbagliata e, anche per rispetto all’incarico che ricopro nel Partito democratico, ti chiedo di voler accettare con effetto immediato le mie irrevocabili dimissioni dal Comitato d’Onore di Equality Italia”, scrive Scalfarotto, rivolgendosi proprio ad Aurelio Mancuso.
Il politico dichiara di essere preoccupato per questa manovra: “Da noi scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri, e indico i peggiori omofobi che mi vengano in mente, ci darebbe forse un’effimera soddisfazione, ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi.
Siamo governati da una persona (Silvio Berlusconi, Ndr) i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi e di decidere dei destini del Paese nel momento di peggiore crisi che l’Italia ha conosciuto dal dopoguerra
fonte http://www.gaywave.it
mercoledì 20 ottobre 2010
Lgbt sport, Cesare Prandelli aspetta il coming out di qualche calciatore

Il coming out è un evento che richiede una buona dose di coraggio, e ne sa certamente qualcosa il cantante Tiziano Ferro, che dopo tanto tempo ha finalmente deciso di uscire allo scoperto e rivelare al mondo la sua già sospetta omosessualità.
Ma quanto dovremo attendere prima che anche qualche calciatore si decida ad uscire allo scoperto e vivere apertamente la sua omosessualità?
Secondo Prandelli non dovremo attendere ancora molto. Durante la sua ultima conferenza stampa il CT azzurro Cesare Prandelli ha commentato il coming out del noto cantante. “Mi ha coinvolto positivamente: si vede che questo ragazzo è cresciuto in una famiglia serena”, afferma il famoso CT.
Tiziano Ferro “ha coinvolto il padre e questo dimostra una grande sensibilità e un’educazione notevole. Molto spesso queste persone che riescono a fare outing riescono a dare qualcosa in più anche sotto l’aspetto dei sentimenti.
Sono convinto che questo aiuti molti ragazzi che lo interpretano come un modello, come un idolo, a sentirsi meno isolati”.
E per quanto riguarda il calcio? Ci sono o non ci sono sti benedetti giocatori omosessuali? Il giornalista Paolo Colombo dice di si, ma come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, Mazzone ha invece negato fermamente questa possibilità.
“Non so, attendo notizie, ha detto Prandelli rispondendo ai giornalisti, nel mondo del calcio ci sta tutto anche se al momento non mi risulta che molti calciatori abbiano fatto outing in questo senso. Magari succederà… Un calciatore, o perché no, un allenatore“.
fonte gaywave Via | Eurosport
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