venerdì 6 febbraio 2015

Lgbt Libri: «Che te ne fai di un cielo senza stelle» di Alessio Poeta

Esce «Che te ne fai di un cielo senza stelle» di Alessio Poeta: romanzo avvincente, che vede una strutturazione basata su un gioco di metafore, da cui nasce il titolo, figlio letterario di un’epoca fatta di nuove tecnologie e di social network. cambiano lignuaggi e introspettiva descrizione degli aspetti psicologici dei personaggi.
Romanzo autobiografico? Alessio ci parla di una scrittura avvenuta in un momento difficile della sua vita e come Valerio, il protagonista del romanzo, sia stata la figura attraverso cui l’autore è riuscito a fare «esorcizzare» le sue paure e le sue insicurezze, uscendone «vincitore». Abbiamo intervistato Alessio.

Alessio Poeta: il tuo primo romanzo gay è uscito lo scorso 28 novembre. Che cosa ha significato lavorare a un testo a tematica, il lavoro di scrittura?
In verità non ho scritto il romanzo pensando ad una tematica ben precisa. Ho scritto, in un momento poco felice della mia vita, la storia di un ragazzo che aveva scoperto, grazie ai tanto amati social, il tradimento che avveniva quotidianamente dentro la casa che aveva comprato con il suo compagno. Forse il vero tema del libro è la “rinascita”. Spesso la fine di un amore si associa ad un lutto e questo libro può essere un ottimo elemento di distrazione.

Il titolo:«Che te ne fai di un cielo senza stelle». Quale è il rapporto con la storia narrata e quali le connessioni che si creano, il motivo della scelta del titolo?
Il titolo è nato così per caso, mentre scrivevo i dialoghi tra i protagonisti del romanzo. Ovviamente, è una metafora. Che te ne fai di un amore se poi è sbiadito? Che te ne fai di un amore se poi è spento? Valerio, il protagonista del romanzo, ha scelto di non accontentarsi più.

L’idea del libro da dove è venuta, come è nata?
Era finita da pochissimo la mia storia. Dovevo partire in vacanza ma oramai avevo perso tutto, biglietti aerei inclusi. Sono rimasto a Roma, da solo, con un caldo micidiale e con tanto tempo da perdere. Era da tempo che volevo misurarmi con un romanzo e se non fosse stata per quell’occasione chissà quando l’avrei fatto.

Parliamo del protagonista, Valerio Falabella: come è avvenuta la definizione del personaggio, il suo aspetto caratteriale, la costruzione del personaggio stesso?

Valerio ha molto di me. A lui ho fatto esorcizzare tutte le mie paure e le mie insicurezze. E ti dirò: ne è uscito vincitore.

Le nuove tecnologie, i network, la rete: come cambia il rapporto tra narrativa, intreccio e storia nella letteratura conte,portanza in cui non si può prescindere, sociologicamente e nel linguaggio, dall’esistenza di questi luoghi virtuali di incontro e di conoscenza?
I social, all’interno del romanzo, sono sempre presenti. Siamo tutti vittime della terza spunta di WhatsApp ed è proprio vero che oramai in amore non vince più chi fugge, ma chi resta online e non risponde. Nel libro ci si confronta su Grindr, su Badoo, su Facebook e sul significato dei “poke” che, ad oggi, nessuno ancora ha capito a cosa servono.

Il romanzo ha un lato autobiografico, o il reale e la vita sono presi come elementi basilari di definizione del libro e del suo contenuto?
Al protagonista ho regalato, per certi versi, la vita che vorrei. Abbiamo in comune giusto la fase di partenza che non è il tradimento, ma la fine di una convivenza. Di autobiografico c’è ben poco. Le biografie lasciamole alle varie Ripa di Meana.

Possiamo parlare di un romanzo di formazione?

Oddio non sono così presuntuoso da pensare di aver scritto un romanzo di formazione. Se per la Mazzucco a Roma è stata fatta una protesta per il mio potrebbe venire giù l’Italia intera.

Stai lavorando ad altri testi magari a tematica Lgbt?
Al momento no. Ho tante idee ma vediamo prima come va questo. Se mi ha letto solo mia madre, la mia vicina e il mio ex che senso ha continuare? (ride, ndr)

Cosa dobbiamo aspettarci dall’evoluzione della storia e del protagonista che vive all’interno di essa?
Valerio, dopo la fine della sua storia d’amore, rimette in discussione tutto: Roma, amici e anche il lavoro. Nella nuova città si confronta con il mondo della tv, della politica, della prostituzione e con una coinquilina molto particolare. E’ un libro veloce e leggero dove è davvero facile immedesimarsi nei vari protagonisti.
Intervista di Alessandro Rizzo
fonte http://www.pianetagay.com/cielo-senza-stelle-alessio-poeta/

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